“Solo coloro che non calpestano quotidianamente la polvere dei tribunali possono pensare che questo blocco della prescrizione non sia una bomba atomica. Chiunque conosce la procedura penale sa perfettamente che, siccome esiste un carico processuale particolarmente pesante, le udienze sono fissate in ragione di quando si prescrive il reato. Ebbene, nel momento in cui questa ‘ghigliottina’ non ci sarà più, inevitabilmente si paralizzerà per sempre la giustizia italiana”. A ribadirlo a “Il Messaggero” e’ la senatrice della Lega Giulia Bongiorno. L’accordo con i 5 stelle per introdurre lo stop alla prescrizione solo assieme alla riforma del processo penale? “Certo che c’era – risponde l’ex ministro della Funzione pubblica – E’ pacifico. Altrimenti non l’avremmo votata. Ed è singolare sentire Di Maio dire che noi abbiamo approvato la riforma. La Lega disse si’ con condizione. In più, all’epoca, tutti si dimostrarono consapevoli dell’effetto dirompente dell’abolizione della prescrizione: i 5 stelle garantirono che avrebbero creato le condizioni per dare tempi certi e brevi ai processi”. “Io so con certezza – continua Bongiorno – che non esiste una riforma della giustizia pronta. Si parla del nulla, questa e’ la grande verità. In luglio, in un Consiglio dei ministri durato oltre nove ore, leggemmo la proposta da Bonafede: pagine bianche! Non c’era scritto niente. Il guardasigilli si limitava a indicare i tempi che deve avere il processo, senza stabilire i meccanismi necessari per abbreviarne i tempi. Roba da dilettanti allo sbaraglio. E credo che questa sia una delle ragioni per cui si è disintegrato il governo giallo-verde” Quanto ai riti alternativi, “devono essere una scelta, non una soluzione pressochè obbligata. Lo Stato non può dire a una persona: patteggia, oppure ti tengo in ostaggio venti anni, ti faccio diventare imputato a vita”.
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