Le aree dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, sono state sequestrate dai Carabinieri nell'ambito di un'indagine della Procura di Napoli che ipotizza una situazione di disastro ambientale. Indagati 21 ex dirigenti della societa' 'Bagnoli Futura' e di vari enti locali, 11 aprile 2013. ANSA/Cesare Abbate

Gli scarti dello stabilimento Eternit di Bagnoli, negli anni ’70, finivano nelle comuni discariche napoletane. Lo hanno sostenuto oggi i consulenti dell’accusa, nel processo in corso a Napoli, alla seconda sezione della Corte d’assise. A parlarne e’ Emanuele Lauria, ex ispettore del lavoro, che ha firmato la consulenza chiesta dalla Procura di Napoli con Angelo Salerno. “Prima del 1974 – dichiara il testimone durante il controesame – gli scarti dello stabilimento di Bagnoli venivano avviati in una pubblica discarica, essendo la classificazione dei rifiuti il frutto della legislazione degli anni ’80”. Il duro confronto tra i periti della Procura e l’avvocato Astolfo Di Amato, legale dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny (accusato dell’omicidio volontario di otto persone), ha tenuto banco durante l’udienza di oggi e ha affrontato anche questioni relative alla sicurezza degli impianti e dei livelli di sindacalizzazione. Il processo e’ stato aggiornato 19 novembre, con l’escussione di un nuovo teste dell’accusa, un altro perito, che parlera’ delle patologie che hanno colpito i lavoratori dello stabilimento Eternit di Bagnoli.

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