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Scafati, il Pd: “Nessuna ombra sulla città, il sindaco chiarisca al Consiglio il caso Di Massa”

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Scafati. “Nessuna ombra sulla politica cittadina: il sindaco chiarisca il caso del consigliere Alfonso Di Massa”: è questo il diktat lanciato a Cristoforo Salvati dei consiglieri comunali della coalizione Insieme per Scafati, Michele Russo, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto e Michele Grimaldi dopo la notizia di un’indagine a carico di Alfonso Di Massa, il consigliere più votato alle scorse amministrative, per un presunto caso di corruzione.
Il Pd ne fa, prima ancora che un caso giudiziario che verrà chiarito nelle sedi opportune, un caso politico. “Apprendiamo dalla stampa e dalle dichiarazioni del sindaco dell’indagine di natura giudiziaria che riguarda il consigliere Di Massa, che in questi giorni in qualità di Consigliere anziano svolge anche la funzione di Presidente del Consiglio – scrivono in un comunicato i consiglieri della coalizione -. Una brutta notizia per tutta la città, che avrebbe meritato ben altro inizio dopo la gestione commissariale. La nostre indole garantista ci induce ad applicare anche in questo caso il principio di presunzione di innocenza, e il consigliere Di Massa potrà e dovrà chiarire dinanzi agli organi competenti sue eventuali responsabilità”. Il Pd rimarca l’opportunità politica di chiarire la posizione di Di Massa, uno degli interlocutori ‘privilegiati’ del sindaco Salvati e uomo chiave nella sua maggioranza, tanto da aver determinato la nomina di due rappresentanti in Giunta. “In ogni caso, ci troviamo dinanzi ad un grave problema di natura politica, confermato dalle stesse preoccupazioni espresse del Sindaco, che apprendiamo aver convocato d’urgenza una riunione di maggioranza proprio sul caso in oggetto – si legge nel comunicato -. Su questa, e su eventuali altre vicende delle quali non siamo a conoscenza, ricordiamo al sindaco che ha il dovere non solo di riferire alla sua maggioranza, ma a tutta la città e al Consiglio comunale. Nessuna ombra, o alone di ambiguità, possono essere lasciati correre in un Comune che prova a ripartire dopo lo scioglimento per camorra. Ci attendiamo scelte chiare e nette, sia sul piano individuale che politico. Ogni sottovalutazione ed ogni tentativo di minimizzare il problema saranno considerati un attacco agli interessi generali della città”.

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Le contestazioni riguardano fatti risalenti alla precedente consiliatura, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza a sostegno del presidente Vincenzo De Luca e ricopriva il ruolo di presidente della commissione regionale Ambiente. Secondo l’impianto accusatorio, il consigliere avrebbe fatto parte di un presunto sistema politico-clientelare capace di influenzare nomine in enti pubblici, tra cui aziende sanitarie locali, e dinamiche amministrative in diversi Comuni del Casertano, compresi centri rilevanti come Caserta e Castel Volturno.

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