Napoli – È scattata alle prime luci dell’alba un’importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’emissione di un’ordinanza cautelare, firmata dal gip Sabato Abagnale, nei confronti di 22 persone. Gli indagati sono accusati di far parte di un gruppo criminale di giovanissimi, attivo nella zona di San Giovanniello e ritenuto pienamente integrato nel clan camorristico dei Contini.
Il gip ha disposto la misura del carcere per sei persone, mentre per altri due indagati è scattato il divieto di dimora in Campania. Tra le figure di spicco colpite dall’ordinanza figura Patrizio Bosti Jr., di soli 23 anni, considerato dagli inquirenti il vertice e il decisore del gruppo, e nipote omonimo del boss detenuto al 41bis e tra i fondatori dell’Alleanza di Secondigliano.
Le attività illecite e il presidio del territorio
Secondo quanto emerso dalle indagini e riportato in una nota stampa delle forze dell’ordine, l’organizzazione era dedita a una pluralità di attività illecite nei quartieri Vasto, Arenaccia e San Carlo all’Arena. Il gruppo non si limitava al controllo del territorio, ma finanziava le proprie casse attraverso reati predatori – come rapine, scippi e truffe ai danni di anziani – commessi non solo in diverse città italiane, ma anche in Spagna.
I proventi di queste attività, secondo le accuse, venivano reinvestiti per l’acquisto di armi da guerra e per garantire il mantenimento in carcere degli affiliati. Gli investigatori sottolineano l’elevata pericolosità degli indagati, evidenziata dalla “costante ricerca di ulteriori armamenti necessari per l’affermazione della propria egemonia sul territorio” e dalla spregiudicatezza delle loro azioni.
Il ruolo di Bosti Jr. e i recenti sviluppi giudiziari
La figura di Patrizio Bosti Jr., nipote omonimo del fondatore del clan era già nota alle cronache giudiziarie. Già detenuto per altre cause, nell’ottobre del 2024 era stato raggiunto da una misura cautelare per l’utilizzo indebito di un telefono cellulare durante la reclusione nel carcere di Poggioreale. Le indagini della Squadra Mobile avevano infatti accertato che, tra marzo e novembre 2023, il giovane aveva pubblicato video sulla piattaforma TikTok ostentando la propria appartenenza al clan in segno di sfida alle istituzioni.
Il 23enne era stato inoltre arrestato in seguito a un grave episodio di violenza privata avvenuto nel maggio 2022 presso un ristorante in via dei Tribunali. Per quei fatti, posto ai domiciliari, si era reso irreperibile per un breve periodo prima di essere rintracciato nell’agosto del 2024. Pochi giorni fa, in merito alla vicenda del telefono cellulare in cella e all’evasione dai domiciliari, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli gli ha concesso di scontare il residuo di pena (sei mesi, dopo una condanna a due anni in cui il gip ha escluso l’aggravante mafiosa) agli arresti domiciliari.
L’elenco degli indagati
A. C. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne
Bosti Patrizio Jr. (nato a Napoli il 23.10.2003) CARCERE
Cataldo Donato (nato a Napoli il 25.4.1974)
D’Agostino Emanuele (nato a Napoli il 16.8.1997)
De Rosa Giuseppe (nato a Napoli l’8.8.1970)
Di Gennaro Salvatore (nato a Napoli il 20.10.2003)
Diano Gennaro (nato a Napoli il 2.2.2004) CARCERE
Galiero Gaetano (nato a Napoli il 18.5.1994) DIVIETO DI DIMORA
G. C. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne
L. M. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne
M. G. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne
Marasco Violante (nato a Napoli il 25.12.1982) CARCERE
Matteo Francesco (nato a Napoli il 21.4.2005)
Messina Franco (nato a Napoli il 9.9.2005) CARCERE
Nicosia Samuele. (nato a Napoli il 16.06.2003) – DIVIETO DI DIMORA
Pepillo Paolo (nato a Napoli il 28.11.1974)
Raia Antonio (nato a Napoli il 28.7.2004) CARCERE
Riccitiello Mario (nato a Napoli il 6.6.1987)
Rizzo Francesco Pio (nato a Napoli il 9.11.2004)
Rubino Emanuele (nato a Napoli il 7.8.1997) CARCERE
Russo Ferdinando (nato il 5.3.2002)
Serlenga Mario (nato a Napoli il 10.9.2003) DIVIETO DI DIMORA
In breve
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