La linea rimane quella dell’ironia, dei rubli nascosti nei vasi in terrazza o sotto il materasso, ma adesso l’affaire russo rischia di complicare un po’ le cose, nella Lega e all’interno dei (fragili) equilibri di .Le fotografie che ritraggono insieme a Gianluca Savoini, l’uomo intercettato al Metropol di Mosca, oggi indagato dalla procura di Milano per la questione dei presunti finanziamenti illeciti alla Lega da Mosca, continuano a riempire le pagine dei giornali. In una lettera a ‘Repubblica’, poi, poi l’avvocato Gianluca Meranda, rivela di essere stato presente all’incontro con Savoini all’hotel ‘delle trattative’.E’ lo stesso ‘faccendiere’, un anno fa, il 17 luglio 2018, a postarne una su Twitter che lo ritrae a Mosca seduto al tavolo della delegazione italiana guidata dal leader del Carroccio. “E’ stato per me un enorme piacere poter accompagnare il ministro nel corso della sua visita ufficiale a Mosca . Proprio nel giorno in cui a Helsinky Putin e Trump confermavano la nostra linea di dialogo”, scriveva sul social network, taggando anche il vicepremier. Risale invece al 17 novembre 2014 l’intervista concessa da Salvini al sito International affairs, nella quale è lo stesso segretario della Lega a definire un suo ‘rappresentante ufficiale’. Anche qui, il ‘vizio’ dei selfie consegna un’immagine. A corredo del colloquio, infatti, è pubblicata una foto di Salvini sulla piazza rossa con una delegazione e, ancora una volta, tra i presenti c’è Gianluca Savoini. E’ il deputato Pd Filippo Sensi a cinguettarne uno stralcio: “La visita ha avuto piu’ successo di quanto ci aspettassimo. Il nostro lavoro mirava a costruire sulla base di contatti creati negli scorsi mesi dai miei rappresentanti ufficiali Gianluca Savoini and Claudio D’Amico”, è il virgolettato del ministro dell’Interno.Dentro la Lega, insomma, i timori che la cosa possa arricchirsi nei giorni di nuovi risvolti aumentano. I sondaggi danno ancora il Carroccio intorno al 38% ma gli attacchi sui finanziamenti russi e la cessione di sovranità potrebbero cominciare a rosicchiare qualcosina. Ecco perché i dirigenti, stufi pure delle frecciate dei pentastellati che anche in questa occasione non mancano, starebbero in queste ore accentuando il pressing sul leader per staccare la spina al Governo, sull’onda lunga delle Europee. Rispetto ai soliti ‘no, abbiamo tante cose da fare e l’Italia non ha certo bisogno di una nuova campagna elettorale”, però, nelle ultime ore Salvini starebbe per la prima volta cedendo alla possibilità di andare al voto. Non solo il caso Russia peserebbe, viene spiegato. Anche lo stop sulle Autonomie, il braccio di ferro sul dl sicurezza bis, i continui distinguo sulla Flat tax e i contenuti della prossima manovra, sui quali invece il ministro dell’Interno continua a ripetere di avere le idee chiare. In settimana, poi, è attesa la sentenza su Massimo Garavaglia e, viene spiegato, nella compagine di sono in tanti ad aspettare il verdetto. Salvini preferirebbe in ogni caso chiudere i dossier prima di andare a votare, ma avverte: “Non tiro a campare, per tirare a campare andavano bene i Renzi, i Monti, quella gente lì. Io resterò al governo solo e soltanto se posso fare qualcosa che serve all’Italia e agli italiani. Possono cercare soldi in Russia, fino in Groenlandia, non li trovano perche’ noi di soldi ne abbiamo pochi, ma io voglio l’affetto e la fiducia degli italiani. Non ne chiediamo e non ne abbiamo bisogno. Io al Governo tengo duro, anche se ogni tanto la pazienza… ma ho avuto la fortuna che nonno e papa’ mi hanno trasmesso la passione per la pesca e chi va a pesca sa se che deve star li’. Piove o c’e’ il sole, abboccano o non abboccano. Uno sta li’ e prima o poi qualcosa succede. Non ci intimidiscono”. Cosi’ il vicepremier e ministro dell’Interno dalla Festa della Lega a Sassuolo.


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