

Le dichiarazioni rese dal pentito Nicola Schiavone continuano a pesare come macigni sulle teste dei personaggi che man mano ne risultano coinvolti. Dagli stralci del verbale del 14 novembre il pentito parla di una “intuizione brillante” da parte di un politico e di un uomo di governo all’apice della sua carriera nazionale: un’intuizione che di lì a poco sarebbe comunque riuscita a far sbloccare i faraonici affari della crisi dei rifiuti a Napoli e in Campania, quando la crisi divenne di risonanza nazionale, dando così il via libera alla cavalcata elettorale di Silvio Berlusconi. L’ex primula rossa del clan dei Casalesi punta l’indice contro l’ex sottosegretario al governo Berlusconi, Nicola Cosentino, nel corso di un verbale finito in questi giorni agli atti del processo d’appello – sempre e comunque a carico di Cosentino: processo “il Principe e la ballerina”, sui finanziamenti a un centro commerciale mai realmente nato.
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