Napoli – La giustizia ha dato ragione a Christian Durso, attivista da anni in prima linea per i diritti delle persone con disabilità, ma la burocrazia e i ricorsi della sanità pubblica continuano a lasciarlo senza una sedia a rotelle idonea. Nonostante una sentenza esecutiva del Tribunale di Napoli risalente alla fine di luglio, l’ASL Napoli 1 Centro ha impugnato il provvedimento, bloccando di fatto la consegna del dispositivo salvavita e indispensabile per la sua quotidianità.
Il caso al centro della mobilitazione sarà approfondito pubblicamente sabato alle ore 15:00 al Museo Darwin Dohrn, all’interno del panel “Diritti delle persone con disabilità” del XXIII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, attualmente in corso a Napoli.
Una sentenza ignorata e la trappola dei tempi burocratici
La vicenda giudiziaria ha visto il Tribunale di Napoli riconoscere il pieno diritto di Christian Durso – affetto da atrofia muscolare spinale (SMA) – a ottenere la carrozzina elettronica specifica prescritta dai medici specialisti. Il giudice aveva condannato l’ASL Napoli 1 Centro a farsi carico dell’intero costo del presidio e delle spese legali.
Tuttavia, a tre mesi di distanza dalla sentenza esecutiva, l’azienda sanitaria ha scelto la strada dell’appello. Una decisione che costringe Durso a una nuova, estenuante attesa, privandolo di uno strumento fondamentale per la sua autonomia e integrazione sociale. La sedia a rotelle attualmente in uso, infatti, è ormai fuori produzione e iriparabile per la totale mancanza di pezzi di ricambio.
Il nodo dei dispositivi “extra LEA” e le specifiche tecniche
Il modello prescritto dagli specialisti rientra tra i dispositivi definiti “extra LEA”, ovvero non inclusi negli elenchi standard del Servizio Sanitario Nazionale. Per rispondere alle reali esigenze cliniche della patologia, la carrozzina necessita di caratteristiche imprescindibili:
Basculamento elettronico
Reclinazione fino a 180 gradi
Elevazione e verticalizzazione in tre fasi
Specifiche altezze minime da terra
Nonostante ciò, l’ASL continua a considerare queste funzioni essenziali dei meri “optional”, sostenendo nell’atto di appello che l’erogazione del dispositivo configurerebbe un presunto danno erariale. Una tesi respinta con forza dai legali e dall’associazione, che evidenziano il paradosso opposto: imporre un ausilio inadeguato non fa che sprecare risorse pubbliche e aggravare la salute del paziente, generando a catena maggiori costi sanitari e assistenziali.
L’appello diretto al presidente della Regione Campania
Dal congresso napoletano dell’Associazione Luca Coscioni, l’avvocato Rocco Berardo (coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità e legale di Durso) e lo stesso Christian lanciano un appello netto alle istituzioni regionali.
«Garantire una carrozzina idonea a Christian Durso è un preciso dovere previsto dalla legge ed è stato confermato da una sentenza del Tribunale di Napoli. Che cosa sta aspettando la Regione Campania? Chiediamo al Presidente Roberto Fico di prendere una posizione su questa vicenda, fiduciosi in un suo intervento diretto», ha dichiarato Berardo, sottolineando come la personalizzazione dell’ausilio debba essere considerata parte integrante dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Dettagli pratici sulla situazione di Christian Durso
Ecco alcune informazioni chiave riguardanti la vicenda di Christian Durso e i suoi diritti.
- Sentenza del Tribunale: Christian Durso ha ottenuto una sentenza favorevole per la fornitura di una carrozzina elettronica necessaria per la sua condizione.
- Appello dell'ASL: L'ASL Napoli 1 Centro ha impugnato la sentenza, ritardando la consegna del dispositivo.
- Caratteristiche della carrozzina: La carrozzina richiesta deve avere funzioni specifiche come basculamento elettronico e reclinazione.
- Appello alle istituzioni: Durso e il suo legale hanno sollecitato il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a intervenire.
- Congresso dell'Associazione Luca Coscioni: Il caso sarà discusso durante un panel al XXIII Congresso dell'Associazione Luca Coscioni a Napoli.



