La procura di Vercelli valuta un cambio di imputazione per l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny per i circa trecento casi di morte riconducibili all’amianto lavorato nello stabilimento di Casale Monferrato in provincia di Alessandria dell’Eternit. Da omicidio colposo a omicidio volontario: questa la valutazione che i magistrati di Vercelli stanno facendo dopo che il fascicolo è stato trasferito, per competenza territoriale, dal Tribunale di Torino. Il procuratore generale, Francesco Saluzzo, ha deciso di affiancare un pm torinese ai colleghi vercellesi. Il procedimento è il prodotto di indagini svolte alcuni fa nel capoluogo piemontese. All’udienza preliminare il fascicolo venne diviso in tronconi diversi. A Napoli – città competente per la sede Eternit di Bagnoli – Schmidheiny è imputato di omicidio volontario per otto decessi: il processo è cominciato il 12 aprile. A Torino l’imprenditore risponde di due casi di omicidio colposo: per lui oggi il pm Gianfranco Colace, in sede di replica, ha ribadito la richiesta di condanna a 7 anni.
Processo Eternit a Vercelli: la Procura valuta l’ipotesi di omicidio volontario. A Torino chiesti 7 anni per l’imprenditore svizzero
Ultime Notizie
- 00:15
- 22:59
- 22:42
- 22:29
- 20:24
- 20:20
- 19:49
- 19:40
- 19:30
- 19:24
- 19:09
- 19:00
- 18:39
- 18:19
- 18:07
- 17:55
- 17:43
- 17:31
- 17:31
- 17:20
- 17:19
- 17:07
- 16:55
- 15:22
- 15:14
- 14:58
- 14:56
- 14:30
- 14:03
- 12:56
- 11:03
- 10:50
- 10:32
- 10:30
- 09:28
- 09:18
- 09:07
- 08:45
- 08:32
- 08:02



