Riniviato a giudizio il sindaco di Praiano Giovanni Di Martino in seguito alla morte della turista di Belluno Mariangela Calligaro del 2 gennaio 2017. A chiedere il processo è la procura di Salerno. Il sostituto procuratore Roberto Penna ha depositato in questi giorni la richiesta contestando al primo cittadino il reato di omicidio colposo in quanto, a parere del magistrato, le responsabilità del sindaco sono da collegare alla mancanza del cartello di divieto di passeggio sulla praia, in caso di mare agitato. Per il magistrato, la mancanza del cartello, potrebbe avere indotto in errore la comitiva di turisti. La donna veneta di cinquantacinque anni, come ricorda Il Mattino, morì risucchiata dal mare mentre passeggiava col marito e una coppia di amici in uno degli luoghi più affascinanti di Praiano: via Terramare. Quell’onda assassina risucchiò lei, suo marito e la loro amica. Solo il marito dell’amica della vittima riuscì a scampare la furia del mare e, rimasto sulla terraferma, allertò i soccorsi. L’amica riuscì ad aggrapparsi a una boa, la Calligaro e il marito furono invece trascinati a largo. La guardia costiera di Amalfi recuperò il corpo della donna apparentemente privo di sensi, e il marito. Era ancora viva ma le sue condizioni erano gravi e le manovre rianimative a bordo dell’ambulanza non servirono a salvarle la vita.
Nove anni prima, in quela stessa zona, morì una giovane donna di Napoli e già all’epoca ci furono molte polemiche sulle le ringhiere basse, sulla manutenzione inesistente e il tracciato insidioso e già all’epoca fu chiara l’esigenza di segnali di avviso di pericolo. Segnali che – secondo la procura di Salerno – non sarebbero stati posizionati come da la legge prescrive in quanto risulterebbe complicato interdire e chiudere quel tratto di Marina. A breve l’udienza.

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