

È clamoroso l’errore messo nero su bianco nel capitolato d’appalto, pubblicato dal Comune di Recale, della gara per l’affidamento triennale della raccolta rifiuti. Tra i servizi che la ditta dovrà svolgere, all’articolo 65 del bando, da 1 milione e 961mila euro, c’è quello di “raccolta rifiuti e pulizia presso i mercati e carcere mandamentale”. Per l’istituto penitenziario fantasma si precisa anche che il servizio “va gestito come una utenza ordinaria, per cui la raccolta dovrà avvenire quotidianamente come da calendario. Saranno forniti alla struttura tutti i sacchetti occorrenti per le varie porzioni. I rifiuti saranno ritirati secondo le modalità stabilite dalla casa di reclusione. Per la struttura dovranno essere effettuate almeno 4 giornate di sensibilizzazione che saranno concordate con l’ufficio e la struttura carceraria”.
Un refuso, visto che a Recale non ci sono patrie galere. Da capire se il carcere incida o meno sul prezzo messo a base d’asta dell’appalto. E considerando che la Dda ha acceso i suoi riflettori su diverse gare rifiuti, tra cui anche quella a Recale, il lapsus ha un sapore decisamente freudiano.
Gustavo Gentile
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