Napoli. Era accusato di essere un prestanome del clan Mallardo di Giugliano: è stato assolto dalla corte d’Appello di Napoli Pino Taglialatela, ex portiere del Napoli degli anni novanta. Batman, questo il suo soprannome quando giocava con la maglia azzurra era stato già assolto in primi grado dall’accusa di intestazione fittizia di beni e di associazione per delinquere di stampo mafioso. La Dda di Napoli presentò appello contro quell’assoluzione e chiedendo la condanna. Pino Taglialatela è stato difeso dai penalisti Luca Capasso e Monica Marolo che si dicono soddisfatti per il risultato. “E’ quello che ci aspettavamo e anche Pino è soddisfatto. In questo momento sta festeggiando la decisione della Corte d’Appello che ha messo finalmente la parola fine a una brutta vicenda che ha prodotto forti ripercussioni sulla sua vita, anche lavorativa, con la perdita di una serie di contatti”, spiegano. Nel 2012 il calciatore era stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito di una inchiesta che aveva portato in carcere cinque esponenti del clan Mallardo, una cosca ricca e con spiccate capacità imprenditoriali. Per il pubblico ministero Maria Cristina Ribera, Taglialatela era uno degli affiliati alla cosca, in grado anche di riciclare soldi di provenienza illecita con intestazioni fittizie di beni. Così al termine di una lunghissima requisitoria davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Napoli aveva chiesto in primo grado la condanna a 14 anni di carcere. Le indagini furono condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Napoli che con una informativa depositata alla Dda aggravò la posizione dell’ex portiere del Napoli che era ritenuto ‘la testa di legno’ del capoclan.



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