“Erano tutti garbati, anche quella sera si sono mostrati ospitali, quella sera quando io e mia madre eravamo ancora a tavola, uno dei barman offrì loro dei bicchierini di alcolici. Ci portò gli shot e ci invitò al bar dopo cena”. Inizia così il racconto choc della 26enne figlia della turista inglese drogata e violentata, secondo le accuse tre anni fa nell’albergo Alimuri di Meta di Sorrento dove erano ospiti. la ragazza ieri ha testimoniato alla prima vera udienza del processo che vede imputati Antonino Miniero di Portici, Gennaro Davide Gargiulo di Massa Lubrense, Raffaele Regio e Francesco Ciro D’Antonio entrambi di Torre del Greco e Fabio De Virgilio di Vico Equense (ai domiciliari dal mese di ottobre)e i tre indagati a piede libero Catello Graziuso di Castellammare di Stabia, Vincenzo Di Napoli di Meta di Sorrento e Francesco Guida di Sant’Agnello. La ragazza ha raccontato che era stato De Virgilio a portare loro i drink e che poi dietro al bancone con lui c’erano anche Gargiulo e una terza persona ancora sconosciuta. “Ricordo di aver bevuto un drink e che sul bancone c’erano gli shot. Ho cominciato a star male, -ha raccontato ancora la ragazza- sono stata in bagno per ore, ho vomitato, sono svenuta, poi mi sono ripresa e ho cercato mamma, senza però trovarla»”. E secondo le accuse inq uei frangenti la donna venivano violentata a turno da una decina di persone dell’albergo. Ma secondo gli avvocati della difesa la ragazza mentre era in bagno per vomitare sentì la voce della madre che la invitava a prendere le chiavi e a tornare in camera. Questo, sempre secondo la difesa lascia supporre che la donna volesse appartarsi con qualche membro del personale. I ragazzi, è bene chiarirlo, si sono sempre difesi, sostenendo che non c’è stato alcuno stupro di gruppo che la donna era consenziente. “Ero dispiaciuta perché volevo che mamma mi stesse vicino. Quando siamo rientrati dalla vacanza mi ha chiesto scusa dicendomi di non ricordare di essere mai entrata nel bagno”, ha raccontato la ragazza. Così come riportato nell’ordinanza cautelare la ragazza anche ieri in aula ha ricordato che dopo essere uscita dal bagno e averla cercato la madre nell’hotel l’aveva vista uscire dall’ascensore e tornare nella stanza accompagnata da un uomo: “Le ho chiesto dove fosse stata, ma non mi ha risposto. Non aveva segni di violenza, era assente, in quel momento ho avuto la sensazione che si fosse appartata con qualcuno»”. Secondo la perizia, eseguita durante le indagini dall’esperto nominato dalla Procura, è stato accertato la presenza di benzodiazepine nell’organismo della 50enne. Secondo gli avvocati dei ragazzi sotto accusa, la spiegazione sarebbe nella saltuaria assunzione di tranquillanti da parte della donna, circostanza confermata da quest’ultima in sede di incidente probatorio e quindi alla donna non sarebbe stata data la cosiddetta?droga dello stupro’ nei drink. ma la ragazza è stat precisa: “Mamma non ha mai assunto quei medicinali”.

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