Si spegne la speranza per Simona Carpignano, la trentenne tarantina poliglotta e pluridiplomata, impegnata per un mondo piu’ equo e solidale, travolta dal crollo della palazzina in cui abitava nel cuore di Marsiglia. A dare notizia della tragica scomparsa della giovane, dopo tre giorni di angoscia, sono stati alcuni post del gruppo ‘Italiani a Marsiglia’ su Facebook: “E’ stato trovato il corpo di Simona. L’hanno vista purtroppo. L’attesa dei genitori, della famiglia, degli amici e’ finita: Simona Carpignano e’ stata ritrovata senza vita sotto le macerie”. Sono sei le vittime accertate finora, mentre potrebbero esserci ancora due dispersi sotto le macerie. Poco prima, in conferenza stampa, il procuratore Xavier Tarabeux, aveva annunciato l’identificazione di tre delle vittime rinvenute finora dai soccorritori: due donne e un uomo, tutti residenti nel palazzo. Ma il magistrato ha evitato di fornire le loro identita’ “per doveroso rispetto alle famiglie”, incluso i genitori di Simona, giunti gia’ da due giorni a Marsiglia. Intanto, secondo il sito internet di La Provence, le ricerche di altre eventuali persone travolte e’ stato sospeso fino a nuovo ordine per tutelare l’incolumita’ degli oltre cento soccorritori impegnati sul terreno, a fronte del rischio di crolli di altri due edifici al numero 61 e 69 di Rue d’Aubagne. Gia’ questa mattina, era stato sollevato il rischio di una sorta di “effetto domino”, anche perche’, come detto dallo stesso procuratore, quegli edifici di vecchia fattura sono “appoggiati” l’uno sull’altro. Tarabeux ha tuttavia spiegato che le cause del disastro “non sono ancora accertate”, vista la “complessita’ della situazione”. Ed e’ “prematuro” indicare “responsabilita’ penali”. “Gli inquirenti – ha precisato – hanno raccolto testimonianze secondo cui l’edificio al numero 65, l’unico in cui risiedevano le vittime, “si era mosso prima del crollo”. La notte prima della tragedia un residente chiamo’ addirittura i pompieri per “segnalare l’ingrandirsi di una crepa nel suo appartamento”. Purtroppo l’uomo ricontatto’ i vigili del fuoco una seconda volta per annullare il loro intervento, a suo avviso “non necessario”. Mentre infuriano le polemiche per il degrado degli alloggi in alcune zone di Marsiglia, un altro edificio a due passi dal Vieux-Port, tra rue Pythe’as e Beauvau, e’ stato evacuato in attesa che un perito ne accerti la sicurezza. In serata poi a Charleville-Mezie’res, a centinaia di chilometri da Marsiglia, e’ crollato un altro palazzo. Una cinquantina le persone evacuate, al momento non risultano esserci vittime. Solo stamattina il presidente Emmanuel Macron aveva tenuto un consiglio dei ministri nella stessa citta’. Nel quartiere marsigliese di Noailles, dove viveva Simona, esplode la rabbia dei residenti per quanto accaduto. Una cinquantina di persone si sono riunite nei pressi della zona off-limits presidiata dalla polizia per denunciare la politica degli alloggi, chiedere piu’ trasparenza e ricordare le vittime. “Noailles sta per esplodere, la rabbia e’ grande”, avverte un manifestante, citato da La Provence. Nel 2015, l’Ispettore generale, Christian Nicol, pubblicava un rapporto al vetriolo sulle condizioni in cui versa il parco immobiliare di quella che e’ la seconda citta’ di Francia. Un’expertise che puntava il dito sulla situazione di 40.000 alloggi, con 100.000 abitanti esposti a rischi per la salute o la sicurezza. Ieri, il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha chiesto l’avvio di una diagnosi urgente “edificio per edificio”. Ma per Simona e le altre vittime e’ gia’ troppo tardi.

La Redazione
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