Una lettera aperta indirizzata a Papa Francesco. Il motivo: le Catacombe di San Gennaro. Che ne sara’ del sito archeologico se davvero dovesse andare in porto la richiesta di versare il 50 per cento degli incassi al Vaticano, come prevedeva la convenzione in vigore? Accanto alla lettera, anche una raccolta firme, per ampliare le adesioni e, il primo a sottoscriverla e’ stato Luigi de Magistris, sindaco di Napoli. In base alla convenzione in scadenza nel luglio prossimo, la meta’ degli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti sarebbe dovuta andare al Vaticano, cosa che non e’ avvenuta. L’ammontare da versare si aggirerebbe intorno ai 700mila euro, una richiesta che mette a rischio il ‘modello Sanita”. “Le richieste economiche della Commissione Pontificia non possono essere condivise – scrivono – quanto meno nell’entita’, perche’ determinerebbero la fine di questa straordinaria esperienza”. La fine, cioe’, del ‘modello Sanita”, un progetto che da un gruppo di ragazzi e’ arrivato all’intero quartiere “portando ricadute economiche importanti” in una zona difficile. “Rivolgiamo a Sua Santita’ un accorato appello – e’ la richiesta – perche’ la Commissione Pontificia di Archeologia Sacra sappia rivedere le proprie richieste riconoscendo il valore sociale e simbolico della rinascita delle Catacombe di San Gennaro e quindi del Rione Sanita’. Siamo sicuri che, anche nel rispetto delle regole del Vaticano, si possano trovare soluzioni idonee a garantire il prosieguo di questa straordinaria esperienza che e’ innanzitutto sociale e umana”. “La Commissione Pontificia di Archeologia Sacra ha rivendicato il 50% degli incassi delle Catacombe di San Gennaro di Napoli, che da alcuni anni sono affidate alla gestione di una cooperativa di giovani del Rione Sanita’ di Napoli”.

Renato Pagano
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