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Gragnano, i testimoni sono inattendibili: il Riesame scarcera Maria a’ fuoco

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Gragnano. Il Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà Maria Carfora, detta Maria a’ fuoco, sorella del boss sorella di Nicola, ex killer del disciolto clan Imparato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’imprenditore Michele Cavaliere. La Carfora (difesa dall’avvocato Antonio De Martino) era stata arrestata il 16 luglio scorso perché colpevole, secondo l’accusa, di aver incendiato l’auto della rivale in amore e di averla minacciata. Il Riesame però ha ritenuto inattendibili i due testimoni. Secondo le accuse la 37enne, con numerosi precedenti penali alle spalle, accecata dalla gelosia aveva iniziato a perseguitare la nuova fidanzata del suo ex, una giovane residente nel vicino comune di Pimonte. Prima le minacce, parole pesanti per intimorire la ragazza. Mesi e mesi di persecuzioni e intimidazione che hanno portato la ragazza pimontese a trasferirsi dal piccolo comune dei Lattari per andare al nord Italia in Lombardia. Le minacce, però, non avevano sortito l’effetto sperato ed allora la sorella di Nicola o fuoco aveva deciso di passare alle vie di fatto. Le indagini dei militari dell’Arma erano partite dalle fiamme appiccate ad una Lancia Y di colore grigio in una notte del novembre del 2017. La vettura era stata completamente divorata dalle fiamme, poi dai rilievi sono state rinvenute tracce di liquido combustibile ed allora gli inquirenti hanno avviato le indagini sul conto della proprietaria e della sua famiglia. La 37enne, con alle spalle precedenti per associazione mafia, armi e droga, ha poi progettato un altro raid facendosi aiutare da due pregiudicati vicini al clan D’Alessandro di Castellammare, indagati a piede libero. Nello scorso mese di marzo è partita la nuova offensiva alla ragazza pimontese: ad andare in fiamme una Fiat 500 appena acquistata e sempre nei pressi della sua abitazione. Le scene dei roghi sono state immortalate da una telecamera che ha incastrato Maria Carfora e i suoi complici.


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