

“Premesso che il principio costituzionale del reinserimento del condannato resta per me la stella polare, quella riforma mina alla base il principio della certezza della pena, perché permette ad alcuni di non scontare in carcere nemmeno un giorno”. Lo afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S), intervistato dal Corriere della sera, in merito alla riforma delle carceri approvata dal Governo Gentiloni. “Quella riforma, che su altri aspetti è positiva, ha allargato troppo il perimento della discrezionalità. C’era una finalità deflattiva che non possiamo accettare. Non mi interessa diminuire il numero dei detenuti, ma garantire loro il rispetto della dignità anche in carcere”.
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