

Sarebbe stato ucciso a colpi di fucile alla nuca, esplosi da distanza ravvicinata, l’uomo i cui resti sono stati ritrovati domenica scorsa da un cercatore di funghi nei boschi di contrada Canicella di Lauria. E’ quanto emerso dall’autopsia effettuata nella giornata di martedì dal medico legale Giuseppe Consalvo incaricato dalla procura di Lagonegro. Si fa sempre più strada, intanto, l’ipotesi che possa trattarsi del corpo di Mariano Di Lascio, il 42enne scomparso proprio da Lauria il 21 novembre del 2017, quando la sua auto era stata ritrovata in zona Pecorone di Lauria, non distante dallo svincolo della Salerno Reggio Calabria e dal luogo del rinvenimento dei resti umani. La certezza potrà arrivare solo tramite l’esame del dna prelevato durante l’autopsia e che ora sarà comparato con quello dei familiari di Mariano Di Lascio, i quali sono in attesa che la Procura conceda la possibilità di prendere visione degli indumenti ritrovati vicino ai resti umani che nel corso dei mesi sarebbero stati dilaniati dagli animali selvatici. Il corpo era avvolto in un telone di cellophane.Ora anche le modalità dell’omicidio fanno pensare ad una vera e propria esecuzione. Alcuni degli oggetti ritrovati vicino ai resti apparterrebbero proprio al 42enne lauriota,a cominciare dall’orologio che indossava il giorno della scomparsa.
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