

Sant’Antimo. Si attende la convalida del fermo da parte del gip per i sei esponenti del clan Ranucci fermati su disposizione della Dda la notte scorsa dai carabinieri della compagnia di Giugliano. Michele Aliberti, 27 anni, Gaetano Ciuffa, 45 anni, Mario Curtiello, 26 anni, Sergio Iannicelli, 26 anni, Eduardo Turacci, 35 anni e Gennaro Celentano, 24 anni, tutti di Sant’Antimo, già noti alle forze dell’ordine e ritenuti dagli inquirenti elementi contigui alla cosca Ranucci da poco alleata con i vecchi nemici del clan Verde, avevano messo sotto scacco commercianti e imprenditori anche di Grumo Nevano e Casandrino. Stese, estorsioni, raid punitivi, tentate gambizzazioni, minacce. Avevano creato un clima di terrore pesantissimo. Si sentivano i padroni tanto che anche un uomo estraneo alla criminalità, ma che per errore (perché scambiato per un rivale), era stato oggetto di un attentato andato a vuoto aveva preferito non denunciato per timore di altre ritorsioni. Il gruppo di criminali arrestati l’altra notte da tempo sottoponevano a estorsione una società di noleggio veicoli per ottenere -con minacce di morte e senza pagare- vetture da usare nel corso di azioni criminali o per gli spostamenti del latitante Filippo Ronga, poi tratto in arresto il 12 gennaio a Formia e ferito dai Carabinieri perché aveva puntato una pistola contro uno dei militari che lo stavano catturando. E l’arresto di Ronga aveva scatenato ancora di più la follia criminale del gruppo che aveva cominciato a compiere attentati. Il loro arresto comunque non ha frenato l’escalation criminale a Sant’Antimo perché nella notte, in via Lambrakis, sono stati esplosi diversi colpi di pistola contro una finestra dell’abitazione di un pregiudicato.
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