Uccise la moglie a coltellate, ora punta tutto sullo sconto di pena. Antonio Ascione, il pizzaiolo torrese che uccise Maria Archetta Mennella, fa sapere di chiedere il rito abbreviato per ricevere uno sconto di pena. L’uomo uccise la ex moglie con 5 coltellate, di cui tre al torace e due al braccio sinistro. Questo è quanto emerso dal risultato dell’esame autoptico sul corpo della 38enne torrese, mamma di due bambini da un anno commessa in veneto. La morte di Mariarca è riconducibile ad un “arresto cardiocircolatorio irreversibile” a cui si aggiunge “anemia post emorragica da sezione del polmone di sinistra, del pericardio e dell’aorta”. Secondo i medici legali le lesioni sarebbero state causate da un coltello con una lama lunga dagli 8 ai 10 centimetri e larga 2 centimetri.
La perizia sarà visionata dal Pubblico Ministero che chiederà, molto probabilmente, il rinvio a giudizio di Antonio Ascione. L’imputato, seguito dall’avvocato Pietramala, ha fatto intendere che chiederà il giudizio abbreviato perché il suo assistito possa beneficiare dello sconto di un terzo della pena. La famiglia Mennella, invece, è sostenuta gratuitamente dallo Studio 3° di consulenza legale e dall’avvocato Alberto Berardi, il quale sostiene di avere gli elementi necessari per dimostrare la premeditazione dell’omicidio. I familiari di Mariarca mostrano tutta la rabbia sulla notizia dell’eventuale sconto di pena. “Ma quale sconto di pena – dice la sorella di Mariarca – io la pena di morte gli darei. Vergogna”.
Dovrà pronunciarsi sulla richiesta dell'omicida di attenuazione della pena, sull'istanza di inasprirla della Procura e anche sul ricorso per un risarcimento "più dignitoso", la Corte di Assise di Appello di Venezia, che si riunirà giovedì prossimo nell'aula bunker di Mestre per il processo di secondo grado sull'omicidio di Maria Archetta Mennella, detta Mariarca, la 38enne…
Si aprirà il 12 dicembre prossimo davanti alla Corte d'Assise di Appello di Venezia, il processo in secondo grado sull'omicidio di Maria Archetta Mennella la 38enne originaria di Torre del Greco uccisa il 23 luglio 2017, nella sua casa di Musile di Piave, nel Veneziano, dove si stava ricostruendo una vita dopo la separazione. Per quell'omicidio è stato condannato il marito, il pizzaiolo torrese Antonio Ascione, che attraverso il suo legale ha proposto appello contro la condanna a vent'anni di reclusione che sta scontando nella casa circondariale di Venezia, inflittagli dal giudice Massimo Vicinanza, il 4 ottobre 2018. L'obiettivo della difesa di Ascione è ottenere un ulteriore ribasso della pena attraverso il riconoscimento delle attenuanti generiche, escluse in primo grado, e tramite l'esclusione dell'aggravante della "minorata difesa". I familiari di Maria Archetta Mennella sono invece difesi dall'avvocato Alberto Berardi in collaborazione con lo Studio3a-Valore
"Ma quale appello, direttamente la pena di morte, ci vorrebbe". A parlare è Assunta Mennella, sorella Mariarca Mennella, la donna uccisa dall'ex marito, Antonio Ascione il 23 luglio 2017, a Musile di Piave, in provincia di Venezia. La donna commenta il ricorso in appello alla condanna a venti anni presentato dall'avvocato Giorgio Petramelara, legale dell'ex…
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