Nell’ultima riunione della commissione toponomastica del Comune sono state approvate alcune proposte per nuovi toponimi cittadini, in particolare su proposta del Consiglio della Municipalità 8, il parco pubblico di Marianella sarà intitolato a Lino Romano, giovane vittima di camorra ucciso nel quartiere per uno scambio di persona, mentre usciva dal palazzo dove abitava la fidanzata. Approvate la proposta delle Comunità Palestinesi di Roma e di Napoli per intitolare un’area di circolazione a Yasser Arafat, premio Nobel per la Pace; Un’altra strada sarà poi intitolata a Lucio Amelio, celebre gallerista napoletano che raggiunse riconoscibilità negli ambienti d’arte di tutto il mondo. Individuata, poi, una strada nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, da intitolare a Sacco e Vanzetti, operai e attivisti condannati in America alla pena di morte. Infine, in ottemperanza del regolamento per la Toponomastica Cittadina, che prevede, nei limiti del possibile, il riequilibrio di genere anche nelle intitolazioni di aree di circolazione, unico comune in Italia ad averlo approvato, è stato espresso parere favorevole alle proposte di intitolazione di Via Nuova San Ferdinando a Titina De Filippo e Traversa Costantino (Fuorigrotta) a Concetta Barra.
Cuneo Una nuova condanna si aggiunge all’ergastolo già in corso di esecuzione per Umberto Onda, ritenuto esponente di spicco della camorra di Torre Annunziata. Il Tribunale di Cuneo gli ha inflitto undici mesi di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione a un episodio avvenuto nel 2022 durante la sua detenzione nel…
Scafati - Nonostante i 76 anni e il regime di sorveglianza speciale che lo inquadra ufficialmente come "spacciatore", Mario Mainenti non avrebbe mai abbandonato il settore del narcotraffico. È quanto emerso dall’ultimo blitz dei Carabinieri della Tenenza di Scafati, che hanno fatto irruzione nell’abitazione dello storico esponente della criminalità locale. Al momento dell’accesso, i militari…
Camorra, ecco come il boss Angelo Gagliardi comandava anche dal carcere
Un’organizzazione armata, radicata nel territorio e capace di imporre il silenzio con il peso del nome e della storia criminale. La Dda di Napoli smantella il clan Gagliardi: al vertice il boss Angelo “Mangianastri”, già condannato per mafia. Estorsioni, droga e controllo del territorio: così la camorra si è riorganizzata dopo lo scioglimento del clan…
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