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Arte e Musei

Il Museo del Tesoro di San Gennaro resterà aperto anche il primo gennaio con un biglietto speciale

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Anche lunedì 1 gennaio 2018, il Museo del Tesoro di San Gennaro sarà aperto ai visitatori a partire dalle 10.30 fino alle 19.00 con l’esposizione dei leggendari appartenenti a uno dei patrimoni più importanti del mondo e la più importante collezione di argenti al mondo.
In un allestimento rinnovato, con un biglietto speciale di sei euro anziché dieci, e soprattutto con visite guidate gratuite, il primo gennaio sarà un modo speciale per iniziare l’anno in compagnia dell’arte in uno dei luoghi simbolo di . L’esposizione permanente delle dieci meraviglie, tra cui la mitra gemmata con 3694 pietre preziose e la collana realizzata in 250 anni con i gioielli donati da re e regine di tutta Europa è un unico al mondo per bellezza artistica e spessore culturale formatosi nel corso dei secoli su commissione della Deputazione e dei tanti sovrani europei, e realizzato dai migliori artisti e artigiani napoletani. Un’alternarsi di intrecciate vicende popolari, culturali e artistiche che saranno raccontate ai visitatori dalle guide specializzate del museo per comprendere come si sia formato uno dei tesori più ricchi e come tutto ciò appartenga alla città di Napoli. Il museo sarà aperto tutti i giorni senza riposo settimanale dalle 9.00 alle 18.00.

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Allarme degrado per i siti storici in Campania. Il Real Sito di Carditello tra degrado, vandalismo e rifiuti

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Allarme degrado per i siti storici in Campania. Il Real Sito di Carditello tra degrado, vandalismo e rifiuti

Sono sempre più preoccupanti le condizioni delle testimonianze e del storico del territorio campano.
Il Real Sito di Carditello, conosciuto anche come Reggia di Carditello, un’antica magione dei Borbone situata a San Tammaro, nel casertano, versa in condizioni a dir poco disastrose. Assi schiodate, sporcizia ovunque, muri scrostati ed anneriti, invasione di ruggine e scritte vandaliche che ricoprono ingressi e porte. E’ la denuncia che arriva da alcuni cittadini che si sono rivolti al Consigliere Regionale dei Verdi-Europa Francesco Emilio Borrelli per segnalare una situazione vergognosa.
“Oggi io e mio marito abbiamo deciso di fare una piccola gita visitando le bellezze della nostra terra, abbiamo deciso di recarci alla Reggia di Carditello ma quello che ci è apparso sotto gli occhi è qualcosa di sconcertante. Ma come si può ” violentare” un posto meraviglioso come questo?” – è il racconto di una coppia marito e moglie che domenica 13 settembre hanno deciso di visitare il Real Sito di Carditello.
“È davvero triste che il nostro patrimonio storico e culturale non venga tutelato ma lasciato al degrado, questo non è certo il primo caso che denunciamo. Bisogna però dire che la situazione della Reggia di Carditello negli ultimi anni è migliorata. Fino ad un paio di anni fa la situazione era a dir poco disastrosa, da quando il sito è sotto la gestione della Fondazione Real Sito di Carditello tanti interventi son stati effettuati ed il degrado è stato in parte cancellato, anche se le cose da fare sono ancora tante. Bisogna proseguire in questa direzione e lavorare ancora più duramente per ridare dignità e decoro ad un nostro patrimonio storico, la cui rinascita può simboleggiare il riscatto di un territorio fin troppo martoriato.”- hanno commentato il Consigliere Borrelli e la coportavoce di Europa Verde nel casertano Rita Martone.

 

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Si concluderanno entro la settimana le indagini archeologiche in corso nell’area del Foro di Pompei e al Capitolium (Tempio di Giove).

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Si concluderanno entro la settimana le indagini archeologiche in corso nell’area del Foro di Pompei e al Capitolium (Tempio di Giove).

La campagna di scavo avviata il 31 agosto 2020, fa seguito alle ricerche già condotte nell’estate del 2017 dall’Università Sapienza di Roma, che aveva intrapreso un progetto di studio centrato sull’analisi del monumento, inserito all’interno dell’impianto urbano. La prematura scomparsa del Professor Enzo Lippolis, che ne aveva diretto l’intervento, non ha consentito il progredire delle ricerche.
Al fine di riprendere lo studio di questo settore centrale della città è stata stipulata una convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Università di Catania.
Le attusali indagini, dirette dal prof. Massimo Osanna e dal prof. Luigi Caliò, sono volte a individuare le fasi pre-imperiali dell’edificio di culto e della piazza forense, e allo scopo si sono avvalse di un’equipe eterogenea, costituita da più figure professionali, tra i quali archeologi, architetti e geofisici.
Tra le prime operazioni condotte, sono state effettuate analisi geofisiche su tutta l’area della piazza, a cura della dott.ssa Marilena Cozzolino dell’Università degli Studi del Molise, che hanno consentito di ottenere nuovi dati sul sottosuolo, in modo non invasivo, e di mappare le strutture che si celano al di sotto del lastricato.
Per quanto riguarda il visibile, tramite l’ausilio del Politecnico di Bari, è stato avviato lo studio architettonico delle strutture che adornano la piazza e delle stratificazioni murarie che raccontano la storia di questa area centrale della città, delineandone gli sviluppi e le trasformazioni monumentali avvenute nel corso del tempo. In parallelo è iniziato lo scavo stratigrafico nell’area posta di fronte al Capitolium, con l’obiettivo di individuare le stratigrafie antecedenti la sistemazione del Foro di età proto-imperiale, tramite l’analisi delle strutture sepolte e della cultura materiale.

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