Camorra, condannato un esponente del clan Sequino attivo nel Rione Sanita’ di Napoli. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale di Napoli in merito all’aggressione a carico del Presidente della III Municipalita’ Ivo Poggiani avvenuta lo scorso anno in occasione del voto per il ballottaggio alla carica di sindaco di Napoli nei pressi di un seggio elettorale nel Rione Sanita’. La condanna stabilita dai giudici e’ di 8 mesi di detenzione a fronte di una richiesta avanzata dal pm di 6 mesi. Si arriva cosi’ all’epilogo di una vicenda che fu denunciata da Poggiani nel giorno stesso della consultazione finale per le elezioni amministrative napoletane. “Non e’ mio compito commentare la sentenza – sottolinea il presidente della Municipalita’ in una nota – da due anni, dopo il moto di protesta popolare successivo all’omicidio del povero Genny Cesarano, la Sanita’ sta provando a cambiare pelle e a combattere tutti i giorni i poteri criminali. Oggi esiste un quartiere che non ha paura, che rivendica diritti, che alza la testa, che denuncia il racket, che fa rete per mettere fine alle minacce e alle estorsioni”. “Io pero’ non mi sento certo un eroe – precisa Poggiani – mi sento membro di una comunita’ che resiste e rivendica dignita’, diritti, sicurezza, lavoro, cultura contro le camorre e tutti i poteri mafiosi. Certo c’e’ moltissimo ancora da fare per fare in modo che i meccanismi di inclusione sociale come scuola, lavoro, cultura e reddito, possano garantire un riscatto dei quartieri popolari di Napoli, ma ogni giorno proviamo a fare un passettino in avanti”. “La nostra terra, dopo tutto, non ha bisogno di eroi – prosegue – ce lo ricorda ogni anno l’anniversario della morte di Giancarlo Siani che esattamente 32 anni fa moriva per aver fatto il suo mestiere, aver posto le domande giuste, non essersi accontentato della verita’ di facciata. La nostra terra ha bisogno di lavoro comunitario, di reti che si oppongono all’illegalita’ armata, di solidarieta’, di inclusione. La Sanita’ oggi, tra mille difficolta’, e’ un esempio virtuoso di tutto questo. A chi vuole intimidirci, ieri come oggi, risponderemo sempre che non ci fermiamo, perche’ abbiamo la faccia e le mani pulite e continueremo – conclude – a metterci in gioco per il riscatto della nostra terra”.
Camorra, condannato un esponente del clan Sequino
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