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Sversamenti e roghi tossici nel Sessano: i Carabinieri Forestali bloccano due piromani dei rifiuti

Sessa Aurunca- Bruciavano di tutto, indistintamente, su un piazzale agricolo, alimentando un rogo tossico e pericoloso. Ma il fumo denso e maleodorante non è passato inosservato, e ha attirato l’attenzione delle Forze dell’Ordine.

I Carabinieri della Stazione Forestale di Sessa Aurunca, allertati dalla Centrale Operativa del 112, sono intervenuti ieri in località Avezzano-Sorbello, dove hanno sorpreso due persone mentre davano fuoco a cumuli di spazzatura.

Un rogo fuori controllo

Giunti sul posto, guidati dalla colonna di fumo che si levava nell’aria, i militari hanno trovato la scena: su un’area retrostante un fabbricato rurale, due distinti cumoli di rifiuti erano in fiamme.

Il primo era un ammasso eterogeneo di carta, cartone e plastiche di vario tipo. A causa del forte vento, le fiamme si erano poi propagate a un secondo cumulo, adiacente al primo, composto da tubi in plastica usati per l’irrigazione.

Denunciati e sequestro

L’intervento tempestivo dei Carabinieri Forestali ha permesso di identificare i due responsabili, che ora dovranno rispondere del reato di combustione illecita di rifiuti. L’intera area e i resti semi-combusti dei materiali sono stati posti sotto sequestro per consentire gli accertamenti del caso e la bonifica del sito, restituendo decoro e sicurezza a una zona agricola del territorio aurunco.

Controlli antimovida a Mergellina: 4 denunce e 214 identificati

Nel weekend appena trascorso, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli nella vivace zona della movida a Mergellina, tra gli chalet e largo Sermoneta, per garantire sicurezza e ordine pubblico. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, supportati dalla Polizia Locale, hanno setacciato l’area con particolare attenzione a persone e veicoli.

Identificati 214 soggetti e 37 auto

L’operazione ha portato all’identificazione di 214 persone, tra cui 30 con precedenti di polizia, e al controllo di 37 veicoli. Un impegno capillare per monitorare la zona, nota per l’afflusso serale di giovani e turisti.

Quattro denunce: abusivi recidivi e resistenza

Durante i controlli, tre soggetti sono stati denunciati per aver ripreso l’attività di parcheggiatore abusivo, nonostante precedenti segnalazioni. Un quarto individuo ha risposto con oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale, finendo anch’egli nei guai della giustizia.

Tumore scambiato per ematoma, morto a 14 anni: chiuse le indagini, ipotesi di processo per omicidio colposo

Napoli – Sono state concluse le indagini preliminari a carico del medico Mauro Di Costanzo, in servizio presso la clinica Villa Fiorita, per la morte di Carmine Puccinelli, l’adolescente napoletano di 14 anni deceduto nel dicembre 2023.

Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il tumore al ginocchio che colpì il ragazzo sarebbe stato inizialmente scambiato per un semplice ematoma, determinando un ritardo decisivo nell’individuazione della patologia oncologica e nell’avvio delle terapie. Al sanitario viene contestato il reato di omicidio colposo.

Per l’impostazione accusatoria, di fronte a un quadro clinico che imponeva accertamenti immediati e specialistici, sarebbero stati omessi o ritardati approfondimenti diagnostici essenziali. Un differimento che, secondo i pm, avrebbe inciso in modo determinante sull’evoluzione della malattia e sull’esito finale.

I legali della famiglia: «Giustizia concreta, non simbolica»

A rendere nota la chiusura delle indagini è lo studio legale che assiste i familiari della vittima. «Non è una battaglia simbolica, ma una richiesta di giustizia concreta – dichiarano gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo –. Quando un tumore viene scambiato per un ematoma e un adolescente perde la vita, lo Stato ha il dovere di accertare ogni responsabilità in modo rigoroso e trasparente».

I difensori auspicano che l’eventuale rinvio a giudizio possa essere disposto a breve: «L’inizio del processo è il primo vero passo verso la verità».

Il nodo della responsabilità sanitaria

Il procedimento penale, sottolineano i legali, non potrà restituire la vita al giovane, ma rappresenta un passaggio cruciale per l’accertamento delle responsabilità e per l’affermazione di un principio: la tutela della salute richiede diagnosi tempestive, adeguata attenzione clinica e pieno rispetto degli standard professionali.

La famiglia Puccinelli affronterà l’eventuale processo con l’obiettivo di chiarire se quella morte potesse essere evitata, in quello che viene considerato uno dei casi di presunta malasanità più dolorosi degli ultimi anni.

Afragola, sorpreso a cedere crack in sella a uno scooter: arrestato 24enne

Afragola  – Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha arrestato un 24enne di Afragola, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il controllo di via Francesco Mario Pagano

Gli agenti del Commissariato di Afragola, impegnati in un servizio di controllo del territorio, transitavano in via Francesco Mario Pagano quando hanno notato un uomo a bordo di uno scooter intento a scambiare qualcosa con un altro soggetto, in cambio di denaro. Il comportamento sospetto ha subito fatto scattare l’intervento dei poliziotti.

La fuga e il tentativo di nascondere la droga

Alla vista della volante, il 24enne ha tentato di darsi alla fuga, ma è stato prontamente bloccato dagli operatori. Addosso, è stato trovato in possesso di 3 involucri di crack. L’acquirente, invece, è riuscito a far perdere le proprie tracce.

La perquisizione nell’abitazione

Convinti che potessero esservi altri elementi utili alle indagini, gli agenti hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione del giovane. Nell’abitazione, ben occultati, sono stati rinvenuti ulteriori 4 involucri della stessa sostanza stupefacente.

Sulla base degli elementi raccolti, il 24enne è stato tratto in arresto dal personale della Polizia di Stato per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ora dovrà rispondere delle accuse davanti all’autorità giudiziaria competente.

Ansia a Palma Campania: Raffaele scompare all’alba, l’appello disperato dei familiari

Palma Campania piomba nell’angoscia per la sorte di Raffaele Sorrentino. Il giovane, 25 anni, è svanito nel nulla dalle prime luci di domenica, facendo perdere le proprie tracce dopo essere uscito dalla sua abitazione intorno alle 5:00 del mattino. Da quel momento, il silenzio assoluto ha alimentato il timore dei parenti, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Le ricerche e lo stato del giovane

La denuncia di scomparsa è stata formalizzata presso la stazione dei Carabinieri di Palma Campania. Secondo quanto ricostruito dai familiari, il ragazzo starebbe attraversando un momento di particolare fragilità e si troverebbe in uno stato confusionale.

+Non è la prima volta che Raffaele si allontana volontariamente, ma i precedenti si erano sempre risolti positivamente nel giro di pochissimo tempo. Questa volta, invece, l’assenza si prolunga da oltre ventiquattr’ore, superando la soglia critica che separa un semplice allontanamento da una vera e propria emergenza.

Identikit e ultimi avvistamenti

Per agevolare le ricerche, la famiglia ha fornito una descrizione dettagliata del giovane. Raffaele è alto circa 1,75 metri, pesa 70 chili e si distingue per i capelli neri con un ciuffo pronunciato, occhi castani e una folta barba nera. Al momento della scomparsa indossava un abbigliamento sportivo: una tuta grigio chiaro e una felpa nera con cappuccio, priva di loghi o scritte particolari.

Il tam-tam sui social

Oltre al lavoro dei militari, la mobilitazione sta correndo velocemente sul web. Il fratello di Raffaele ha affidato alla rete un accorato appello: «Siamo in ansia. Se qualcuno lo vede, vi prego di contattarmi immediatamente». La comunità locale si è stretta attorno alla famiglia, condividendo massicciamente le foto del 25enne nella speranza di raccogliere segnalazioni utili.

Chiunque dovesse avvistarlo o avesse informazioni rilevanti è pregato di contattare tempestivamente il numero 327 8394564 o di rivolgersi al 112.

Afragola, femminicidio Martina Carbonaro: chiesto il processo per l’ex fidanzato

Afragola – È accusato di aver ucciso l’ex fidanzata quattordicenne colpendola ripetutamente alla testa con una pietra. Per questo la Procura di Napoli Nord ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessio Tucci, 19 anni, per l’omicidio volontario pluriaggravato di Martina Carbonaro, uccisa il 26 maggio scorso ad Afragola, nel Napoletano.

L’udienza preliminare

La posizione del giovane sarà esaminata il prossimo 2 aprile davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti. La Procura contesta diverse aggravanti, tra cui i motivi abietti e futili, la minore età della vittima e la relazione affettiva pregressa tra imputato e ragazza.

Le aggravanti contestate

Secondo l’impostazione accusatoria, l’omicidio sarebbe stato commesso anche approfittando dell’isolamento del luogo: un’area abbandonata nella quale la quattordicenne non avrebbe avuto possibilità di chiedere aiuto. Non è invece contestata l’aggravante della crudeltà.

Il comportamento dopo il delitto

Dopo l’omicidio, Tucci avrebbe preso parte alle ricerche della giovane, simulando estraneità ai fatti e contribuendo alle attività per ritrovarla, circostanza ritenuta indicativa della volontà di depistare le indagini.

Sanremo 2027, Stefano De Martino al comando: è l’alba di una nuova era per il Festival

Stefano De Martino sarà il prossimo conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027. Una notizia che, a ben vedere, sorprende fino a un certo punto. Il suo nome era nell’aria da tempo e la conferma arrivata — con il passaggio di testimone annunciato da Carlo Conti durante l’ultima serata del Festival — ha semplicemente reso ufficiale quello che molti già intuivano.

Per Stefano è quasi un percorso naturale, quasi obbligato. Negli ultimi anni il conduttore napoletano ha costruito passo dopo passo una credibilità televisiva solida, trasformandosi da volto emergente a protagonista assoluto dell’intrattenimento Rai. Ora arriva la prova più grande: guidare il Festival più amato dagli italiani.

Verso un Sanremo più “arboriano”?

Con De Martino alla guida, in molti sperano si possa inaugurare davvero una nuova stagione per Sanremo. Un Festival capace di recuperare lo spirito del grande varietà italiano, quello che profuma di leggerezza intelligente, improvvisazione e divertimento autentico.

Il riferimento, quasi inevitabile, è allo stile di Renzo Arbore: uno spettacolo dove la musica convive con la comicità, dove il ritmo televisivo non è ingessato ma vivo, sorprendente, perfino un po’ folle. Ed è proprio questa la cifra che Stefano ha mostrato in programmi come Bar Stella (rivedibile su RaiPlay), format in cui si alternano personaggi surreali, momenti musicali e gag imprevedibili.

Immaginare un Sanremo con quella energia non è più fantascienza.

La “scuderia” che potrebbe arrivare all’Ariston

Se davvero De Martino porterà il suo mondo sul palco dell’Ariston, è facile prevedere la presenza di volti che lo hanno accompagnato negli ultimi anni. Nomi come:

  • Giovanni Esposito (mattatore di tante puntate e garanzia di comicità di altissimo livello)
  • Biagio Izzo (una garanzia di comicità ed esperienza)
  • Francesco Paolantoni (un altro gigante della comicità italiana ed attore )
  • Herbert Ballerina (altro grande amico e compagno di “gioco” di Stefano De Martino)

Tutti protagonisti di Stasera tutto è possibile, formula vincente e amatissima dal pubblico.

Non sarebbe una rivoluzione totale, ma un cambio di atmosfera sì: più gioco di squadra, più improvvisazione, più calore.

Finalmente Napoli al centro del Festival

Per molti osservatori, l’arrivo di Stefano rappresenta anche qualcosa di simbolico: a Sanremo arriva con forza il Sud, arriva Napoli, arrivano cuore e passione.

De Martino incarna una televisione più empatica, meno distante, più popolare nel senso più nobile del termine. E forse gli astri, stavolta, sembrano davvero favorevoli.

Le sfide vere non mancano

L’entusiasmo però non deve far dimenticare la complessità del ruolo. Essere conduttore e direttore artistico di Sanremo significa tenere insieme due mondi delicatissimi:

  • l’industria musicale
  • il grande spettacolo televisivo

Dietro il Festival girano interessi enormi — anche economici — e chi guida la macchina deve saper scegliere le canzoni giuste, quelle capaci di accontentare le diverse anime del pubblico.

È qui che si giocherà la partita più difficile per Stefano: trovare l’equilibrio tra innovazione e tradizione.

E se fosse davvero l’anno delle sorprese?

Il 2027 potrebbe diventare un Festival pieno di colpi di scena : qualcuno già sogna un ritorno clamoroso. Vuoi vedere che, in questo clima di rinnovamento, persino i Jalisse riusciranno finalmente a tornare in gara? A Sanremo, in fondo, nulla è impossibile.
Perchè Sanremo è Sanremo.

Agguato a San Giovanni a Teduccio, ucciso Salvatore De Marco

Agguato mortale questa mattina nel quartiere Napoli, dove un uomo di 34 anni è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in via Sorrento, nel rione Villa di San Giovanni a Teduccio. La vittima, Salvatore De Marco, sarebbe stata raggiunta da diversi proiettili esplosi in strada da ignoti.

Inutili i soccorsi: decesso all’Ospedale del Mare

Gravemente ferito, il 34enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove è morto poco dopo a causa delle lesioni riportate. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’agguato, De Marco risultava avere precedenti con le forze dell’ordine.

L’agguato si è consumato a meno di 100 metri dall’istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Sul posto si registrano momenti di tensione.

Caccia ai responsabili

Sull’omicidio sono in corso le indagini della Polizia di Stato. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ponticelli e della Squadra Mobile della Questura partenopea, che stanno ricostruendo la dinamica dell’agguato e verificando eventuali collegamenti con contesti criminali locali.

Follia a Nola: accoltella il genero con le forbici dopo una lite, arrestato 58enne

Nola – Una banale discussione domestica è degenerata in un dramma sfiorato nella serata di ieri a Nola. Un uomo di 58 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio ai danni del proprio genero.

Sangue in corsia: l’allerta dall’ospedale

L’allarme è scattato quando il personale sanitario dell’ospedale di Nola ha segnalato alla Sala Operativa l’arrivo di un uomo con profonde ferite da arma da taglio. Gli agenti del locale Commissariato, impegnati nel consueto servizio di controllo del territorio, si sono precipitati presso il nosocomio per raccogliere le prime testimonianze e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

L’aggressione per motivi futili

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la violenza sarebbe esplosa all’interno di un appartamento in via Circumvallazione. Al culmine di una lite nata per motivi definiti “futili”, il 58enne avrebbe impugnato un paio di forbici, scagliandosi contro il genero e colpendolo ripetutamente.

Indagini lampo e cattura

Mentre la vittima riceveva le cure necessarie, i poliziotti hanno dato il via a un’attività di indagine lampo per rintracciare l’aggressore, che nel frattempo si era allontanato dal luogo del delitto. La ricerca si è conclusa poco dopo in piazza Settembrini, dove l’uomo è stato individuato e bloccato dagli operatori.

Contemporaneamente, la perquisizione effettuata nell’abitazione della vittima ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro l’arma del delitto: le forbici utilizzate durante l’aggressione, ancora sporche di sangue. Per il 58enne sono scattate immediatamente le manette.

Torna a Napoli The Easter Garden: la Mostra d’Oltremare si trasforma nel Giardino di Pasqua

Un’esplosione di colori, creatività e allegria è pronta a invadere Napoli con la seconda edizione di The Easter Garden – Il Giardino di Pasqua, l’evento primaverile pensato per famiglie e bambini che aprirà le porte dal 6 marzo al 6 aprile 2026 negli spazi della Mostra d’Oltremare.

Per oltre un mese l’area del varco di viale Kennedy, nella suggestiva zona del laghetto Fasilides, si trasformerà in un vero e proprio mondo incantato, dove gioco e condivisione diventano il cuore di un percorso immersivo tra scenografie fiabesche, installazioni sceniche e atmosfere tipicamente primaverili. Un luogo pensato per rallentare, lasciarsi sorprendere e riscoprire lo stupore dell’infanzia attraverso un’esperienza che unisce intrattenimento e immaginazione.

L’iniziativa, firmata da altaClasse LAB, propone un calendario ricco di attività capaci di coinvolgere grandi e piccoli, stimolando fantasia e socialità grazie a laboratori didattici, cacce al tesoro, truccabimbi e numerose sorprese che renderanno ogni visita diversa dalla precedente. Un format che punta sull’esperienza condivisa e sulla magia del gioco come linguaggio universale.

Con i suoi coniglietti, le uova pasquali variopinte e scenari da fiaba, The Easter Garden si candida a diventare uno degli appuntamenti più gioiosi della stagione partenopea, un invito a vivere la Pasqua come un momento di festa collettiva, all’aria aperta, tra meraviglia e leggerezza.

Rione Traiano, evade dai domiciliari e gira in scooter: arrestato 45enne

Era sera nel Rione Traiano, a Napoli, quando i Carabinieri della locale stazione, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato un uomo in sella a uno scooter. Alla vista dei militari, però, l’uomo non si è fermato, dando il via a un breve inseguimento tra le strade del quartiere.

Lo scooter ha imboccato via Cassiodoro e lì si è arrestato. Un dettaglio che non è sfuggito ai Carabinieri, che conoscevano bene quella strada e quel civico. In pochi istanti il riconoscimento è stato chiaro: si trattava di Giovanni Iandoli, 45 anni, già arrestato lo scorso gennaio per l’incendio di alcuni cassonetti in via Detta Pacifico. Da allora l’uomo si trovava agli arresti domiciliari.

La sua presenza in strada non lasciava spazio a interpretazioni. L’evasione era evidente. I militari lo hanno bloccato e arrestato nuovamente, contestandogli la violazione della misura cautelare. Al termine delle formalità, il 45enne è stato sottoposto ancora una volta agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, mentre l’episodio riaccende l’attenzione sul rispetto delle misure restrittive e sui controlli nel quartiere.

Violenza in famiglia a Portici: ubriaco picchia moglie e figlio, arrestato

Una domenica che doveva essere di riposo si è trasformata in un incubo di violenza domestica a Portici, dove i Carabinieri della locale stazione sono intervenuti in un appartamento dopo una segnalazione per una lite familiare. All’arrivo dei militari, sul marciapiede davanti all’abitazione, c’erano una donna di 42 anni e i suoi due figli, una ragazza di 21 anni e un ragazzo di 16. Seduti a terra, ancora sotto shock, hanno raccontato di essere stati appena aggrediti dal marito e padre, un 46enne.

Secondo la ricostruzione, l’uomo, dopo aver bevuto, avrebbe preteso un rapporto sessuale. La moglie, che stava riposando, si sarebbe rifiutata. A quel punto la situazione è precipitata. «Ha iniziato a urlare, poi mi ha afferrata e scaraventata a terra», avrebbe raccontato la donna ai Carabinieri. Il figlio sedicenne è intervenuto per difendere la madre, ma è stato colpito con una serie di pugni. L’aggressione è proseguita per diversi minuti, spostandosi fino all’esterno dell’abitazione, mentre la donna tentava disperatamente di fermare il marito. «Cercavo di calmarlo, ma mi ha colpita ancora», avrebbe riferito la vittima, spiegando di essere stata centrata con due pugni al fianco prima di accasciarsi. Il ragazzo, nel tentativo di proteggere la madre, ha ricevuto anche una violenta testata al volto.

Madre e figlio hanno rifiutato il ricovero, ma la paura di rientrare in casa era evidente. Non si sarebbe trattato, infatti, del primo episodio di violenza: in passato la donna e il figlio avevano già subito aggressioni e, in una circostanza, la 42enne era dovuta ricorrere alle cure mediche, denunciando il marito.

I Carabinieri hanno quindi raggiunto l’appartamento per rintracciare l’uomo. Alla porta ha aperto il 46enne, mentre all’interno dell’abitazione erano ancora visibili i segni della furia appena esplosa: una porta sfondata, arredi danneggiati e vetri in frantumi sul pavimento. L’uomo è stato arrestato e trasferito in carcere. La donna e i figli, dopo le formalità, sono potuti rientrare in casa, mentre l’ennesimo episodio di violenza domestica riaccende l’allarme su un fenomeno che, soprattutto nei giorni festivi, continua a ripetersi.

Stadio Maradona, il Comune di Napoli invia la documentazione alla FIGC

Il Comune di Napoli compie un passo decisivo sul futuro dello Stadio Diego Armando Maradona. Nella giornata di oggi Palazzo San Giacomo trasmetterà alla FIGC tutta la documentazione relativa al progetto di riqualificazione dell’impianto di Fuorigrotta, segnando un’accelerazione concreta su uno dei dossier più attesi dalla città e dal mondo sportivo.

Ad annunciarlo è stato il sindaco Gaetano Manfredi, a margine dell’avvio ufficiale di Napoli Capitale europea dello sport 2026. «Si sta lavorando e sono in contatto con la FIGC. Oggi verrà mandata tutta la documentazione che ci era stata chiesta e presenteremo il progetto di riqualificazione che stiamo portando avanti indipendentemente dagli Europei», ha spiegato il primo cittadino, chiarendo come l’intervento non sia subordinato alla candidatura per Europei 2032.

Manfredi ha rivendicato la centralità dell’operazione per Napoli, sottolineando che «la riqualificazione del Maradona è un obiettivo importante: è lo stadio della città e tutti ci chiedono che sia riqualificato e reso più confortevole anche per altri eventi». Parole che confermano la volontà dell’amministrazione di restituire allo storico impianto una dimensione moderna e multifunzionale, capace di andare oltre il solo utilizzo calcistico.

Sul tema, mai sopito, della possibile costruzione di un nuovo stadio avanzata più volte dalla società SSC Napoli, il sindaco ha mantenuto una linea di apertura prudente: «Se ci sono altre proposte noi le aspettiamo». Una frase che lascia aperti tutti gli scenari, ma che nel frattempo certifica una scelta chiara: il Maradona resta al centro della strategia sportiva e urbana della città.

Morte di Domenico, il gip accoglie la ricusazione: cambia uno dei periti dell’incidente probatorio

Svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, deceduto all’Ospedale Monaldi. Il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino ha accolto l’istanza di ricusazione presentata dalla difesa nei confronti di uno dei periti incaricati dell’incidente probatorio.

«È stata accolta l’istanza di ricusazione del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati nel collegio incaricato di procedere con l’incidente probatorio per la morte del piccolo Domenico», ha annunciato l’avvocato Francesco Petruzzi al termine dell’incontro con il gip. Una decisione che segna un passaggio delicato in una vicenda già segnata da forti tensioni e interrogativi ancora aperti.

Al posto di Rinaldi è stato nominato il professor Ugolini Livi, docente dell’Università di Udine, chiamato ora a entrare nel collegio peritale che dovrà accertare le cause e le eventuali responsabilità legate alla morte del bambino. Un cambio che, secondo la difesa, garantisce maggiore serenità e imparzialità nel prosieguo degli accertamenti tecnici.

Arzano: maxi rissa tra giovani in un bar di via Atellana

Arzano – Una serata di ordinaria tranquillità si è trasformata in pochi istanti in un teatro di violenza urbana ad Arzano. In via Atellana, una banale discussione tra giovanissimi all’interno di un bar è degenerata in una rissa che ha seminato il panico tra i presenti, costringendo il titolare dell’attività a richiedere l’intervento d’urgenza delle forze dell’ordine.

La segnalazione al 112

L’allarme è scattato quando i Carabinieri della Compagnia di Casoria, già impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, hanno ricevuto la segnalazione tramite la centrale operativa.

A comporre il numero di emergenza è stato lo stesso proprietario del locale, visibilmente scosso da quanto stava accadendo sotto i suoi occhi. Giunti sul posto in pochissimi minuti, i militari hanno trovato l’uomo ancora in stato di agitazione mentre tentava di ristabilire la calma.

Dalle parole alle mani

Secondo quanto ricostruito attraverso le prime testimonianze, la scintilla sarebbe scoppiata per motivi ancora da accertare. Quella che sembrava una discussione animata tra alcuni avventori è rapidamente trascesa: dai toni alti si è passati a una prima spinta, poi è volato un pugno. Il conflitto si è poi spostato all’esterno del locale, dove la violenza è proseguita per alcuni minuti davanti ai passanti increduli, prima che il gruppo decidesse di darsi alla fuga.

Indagini e caccia ai responsabili

All’arrivo delle gazzelle dell’Arma, dei protagonisti della rissa non vi era più traccia; i giovani sono riusciti a dileguarsi nelle strade limitrofe facendo perdere le proprie tracce prima di essere identificati. I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all’identità dei coinvolti. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e del bar, che potrebbero aver ripreso le fasi salienti dello scontro e i volti dei responsabili.

Caso Monaldi, la DG Iervolino rompe il silenzio: «Indagini partite prima della Procura»

Il 30 dicembre, mentre la città si preparava ai festeggiamenti di fine anno, tra i corridoi asettici dell’Ospedale Monaldi di Napoli il silenzio non era sinonimo di pace, ma di un’inquietudine che stava per farsi inchiesta.

Un cuore piccolo, destinato a ridare vita al giovane Domenico, non era ripartito. Le “parole ufficiali” parlavano di una complicanza post-chirurgica, un rischio calcolato ma tragico. Eppure, dietro quei tecnicismi, qualcosa strideva.

I “Sussurri” e la macchina del fango

Tutto ha inizio con dei “sussurri interni”. È la direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, a rompere oggi il silenzio con una lettera al quotidiano Il Mattino, rivendicando la paternità della ricerca della verità. Mentre l’opinione pubblica alzava la voce, alimentando quella che la DG definisce una “superficialità feroce”, l’amministrazione stava già scavando.

Prima dei magistrati, prima dei titoloni di giornale, l’indagine interna era già scattata. “Un figlio è stato sottratto alla madre”, scrive Iervolino, riportando il focus sul dolore umano che la burocrazia spesso anestetizza. Ma l’accusa è chiara: mentre fuori si cercava il “colpevole per la folla”, dentro l’ospedale si redigevano 296 pagine di verbali che oggi costituiscono l’ossatura dell’inchiesta giudiziaria.

30 dicembre: l’Audit della verità

L’inchiesta non è nata per inerzia, ma per un dubbio. Il 30 dicembre la direzione convoca il chirurgo e il responsabile del programma trapianti. Non è un colloquio di routine, ma l’inizio di una serie di audizioni-interrogatori. Da quegli incontri emerge la verità sul dispositivo di conservazione dell’organo e sulle dinamiche, a tratti opache, della sala operatoria.

Iervolino respinge con forza l’accusa di occultamento: “Gli atti sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria già dall’11 gennaio”. La tesi della difesa è granulare: se oggi conosciamo il cattivo funzionamento dei macchinari o gli errori procedurali, è perché l’Azienda stessa ha messo sotto inchiesta i propri dirigenti, arrivando a sospensioni e revoche senza “sconti a nessuno”.

Il dilemma del servizio pubblico

C’è però un equilibrio precario che la DG sottolinea: la necessità di fare luce senza spegnere i macchinari. La cardiochirurgia pediatrica del Monaldi è l’unica in Campania. Interromperla per lo scandalo avrebbe significato condannare altri bambini. Per questo, l’indagine è corsa su un binario parallelo alla continuità assistenziale.

Resta il nodo della comunicazione. “Parlare col paziente è un dovere del medico”, ricorda Iervolino, confermando che anche il silenzio verso la famiglia di Domenico è stato oggetto di sanzioni disciplinari. Tra chat acquisite dai PM e relazioni scritte sotto pressione, il caso Monaldi diventa lo specchio di una sanità che cerca di emendare se stessa, tra il grido di una madre e il rigore di un verbale.

Carceri Campania: riaprono le mense nei 15 istituti

Napoli – Da questa mattina, tutte le mense dei 15 istituti penitenziari campani riaprono i battenti per la Polizia penitenziaria. La sospensione, disposta un mese fa dal Provveditorato della Campania, era scattata a seguito di accertate inadempienze contrattuali da parte della precedente ditta appaltatrice.

Intervento del Provveditorato per garantire standard qualitativi

La misura si era resa necessaria per verificare il rispetto pieno degli standard qualitativi, igienico-sanitari e contrattuali. Ora, con le procedure completate, il servizio riprende sotto stretti controlli. L’obiettivo è assicurare un funzionamento efficiente, conforme alle norme vigenti e alle esigenze del personale di Polizia penitenziaria.

Ringraziamenti Uspp: “Alto senso del dovere del personale”

Il sindacato Uspp, attraverso il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, esprime gratitudine al personale degli istituti campani. Durante il mese di chiusura, gli agenti hanno garantito quotidianamente il servizio mensa con elevato senso di responsabilità, mantenendo ordine e sicurezza interna nonostante le difficoltà.

L’impero della Vanella Grassi: il triumvirato dei Girati, le mesate d’oro e la droga via drone

Napoli– Non sono più i “Girati” di una volta, quelli che nel 2011 scatenarono la scissione interna ai Di Lauro e agli Amato-Pagano per conquistare un pezzo di cielo sopra le Vele di Scampia.

Oggi la Vanella Grassi è un’azienda criminale matura, con una struttura piramidale d’acciaio, una rete diplomatica che arriva fino in Spagna e un sistema di “welfare” interno che non conosce crisi. L’ultima ordinanza cautelare, che ha disarticolato i quadri direttivi del clan tra il 2019 e il 2024, restituisce l’immagine di una consorteria capace di rigenerarsi nonostante decenni di arresti e collaborazioni con la giustizia.

Al centro dell’indagine l’associazione di stampo mafioso. Ma tra le pieghe dei faldoni emerge molto di più: una disponibilità illimitata di armi, il controllo ferreo del territorio tra San Pietro a Patierno e Secondigliano e una capacità di intimidazione che soffoca ogni anelito di legalità.

Il Triumvirato: il ritorno dei “Colonelli”

La data spartiacque è il 6 maggio 2020. Quel giorno, quasi in contemporanea, tornano in libertà i tre uomini che avrebbero ripreso in mano le redini del clan: Gaetano Angrisano, Antonio Coppola (noto come “Mille Lire”) e Giuseppe Corcione (detto “Ciccio ’o macellaio”).

Secondo le rivelazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Roselli, il primo atto della nuova reggenza fu una missione diplomatica. Angrisano e Corcione si recarono a Mugnano per presentarsi a Marco Liguori, allora vertice degli Amato-Pagano.

«Gaetano Angrisano si presentò come il capo della Vanella – racconta il pentito – e chiarì subito che Antonio Coppola era la stessa cosa sua, stavano allo stesso livello». Era la nascita del nuovo triumvirato. Per sancire l’alleanza, fu organizzato un pranzo al Lotto O, un vertice tra i maggiorenti dei due clan per spartirsi affari e zone di influenza.

Le piazze di spaccio: il monopolio delle Vele e i droni

Il “core business” rimane il traffico di stupefacenti. La Vanella Grassi controlla i punti nevralgici dello spaccio: il Lotto G, il Lotto P (le tristemente note “Case dei Puffi”) e il Lotto M (le Vele).

L’inchiesta documenta l’evoluzione tecnologica del narcotraffico. Nel carcere di Secondigliano, la droga non entra più solo con i metodi tradizionali. Tra luglio e dicembre 2023, il gruppo guidato da Nico Grimaldi, sotto la protezione della Vanella, utilizzava droni per consegnare dosi direttamente nelle celle. Un sistema coordinato dalla madre di Grimaldi, Rita Pitirollo, che dimostra la capacità del clan di infiltrare anche le strutture di massima sicurezza.

Il Welfare della camorra: mesate da 6.000 euro

Ciò che tiene unito il clan non è solo la violenza, ma la “cassa comune”. La Vanella Grassi garantisce ai propri affiliati, liberi o detenuti, uno stipendio fisso: la “mesata”. È un sistema meritocratico al rovescio: più alto è il grado, più ricca è la busta paga.

I collaboratori di giustizia, tra cui Luigi Esposito e Luca Chianese, hanno svelato cifre da capogiro. I vertici del clan percepiscono 6.000 euro al mese. Solo per la famiglia dello storico leader Salvatore Petriccione (detto “Totore ’o marenaro”), il clan sborsa ogni mese 24.000 euro, ripartiti tra il capoclan, i figli Gaetano e Salvatore Jr, e il genero Gaetano Angrisano. Un impegno economico enorme che serve a garantire la “fedeltà criminale” e a evitare nuove defezioni o collaborazioni con lo Stato.

La “Guerra Fredda” interna e l’ascesa di Iazzetta

Non tutto, però, è filato liscio. L’ordinanza ricostruisce tensioni altissime tra Gaetano Angrisano e Paolo Esposito (soprannominato “Paoluccio ’o Porsche”). Esposito avrebbe persino tentato di far uccidere Angrisano per prenderne il posto.

In questo clima di sospetto, emerge la figura di Fabio Iazzetta. Per anni è stato l’uomo nell’ombra, il gestore delle piazze delle Vele e delle Case dei Puffi insieme a Luigi Rosas (“Gino ’o Zuppone”). Iazzetta attendeva il suo momento, sperando che gli arresti dei capi gli aprissero la strada. L’investitura ufficiale è arrivata il 13 dicembre 2023, dopo l’arresto spettacolare di Angrisano, catturato durante la festa di compleanno del figlio. A conferire il comando a Iazzetta è stato, direttamente dal carcere, Salvatore Petriccione Junior: «In quel momento non era rimasto nessuno fuori con il cognome», spiegano i pentiti.

La pista spagnola e lo sgarro ai calabresi

L’inchiesta ha anche una dimensione internazionale. Angrisano si era spinto fino in Spagna per stringere contatti con grossi narcotrafficanti, in particolare con Simone Bartiromo (nickname “Jet”).

Ma l’episodio che meglio descrive la potenza di fuoco e l’arroganza della Vanella Grassi è la rapina di Casavatore. Nell’aprile 2023, i sodali del clan hanno rapinato 20 chili di cocaina a due corrieri calabresi legati alle potenti ‘ndrine della Locride (i Nirta e i Romeo). Quando i calabresi, tramite il clan Contini, hanno chiesto la restituzione del carico, Angrisano si è opposto con forza. Un atto di sfida che poteva innescare una guerra tra cartelli, ma che ha dimostrato come la Vanella si sentisse abbastanza forte da non temere nessuno, nemmeno i giganti della ‘ndrangheta.

Un clan a base familiare

L’ordinanza chiude il cerchio sottolineando come la forza della Vanella Grassi risieda nei legami di sangue. Le relazioni di parentela tra gli Angrisano, i Petriccione e i Coppola non sono solo legami affettivi, ma la spina dorsale di un’organizzazione che la Cassazione ha già definito più volte come una delle più pericolose della Campania. Con disponibilità di armi custodite nei sottoscala dei Lotti e una schiera di spacciatori pronti a essere “stipendiati”, il clan continua a esercitare il suo strapotere criminale, nonostante l’incessante pressione della Procura Antimafia.

Napoli, misura cautelare per il consigliere regionale Zannini e due imprenditori

I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa stanno dando esecuzione a misure cautelari personali nei confronti di tre indagati nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni.

L’operazione e i destinatari

La misura riguarda il consigliere regionale Giovanni Zannini e gli imprenditori Luigi Griffo e Paolo Griffo, padre e figlio.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i tre sarebbero indiziati, a vario titolo, dei reati di:
corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il contesto investigativo

L’indagine della Procura sammaritana — riferita al territorio di Santa Maria Capua Vetere — ipotizza un sistema di relazioni tra pubblico ufficiale e operatori economici finalizzato all’ottenimento indebito di finanziamenti pubblici, attraverso atti ritenuti falsificati o irregolari.

Le misure cautelari eseguite in questa fase si fondano sul quadro indiziario raccolto dagli investigatori e dovranno essere vagliate nelle successive fasi giudiziarie.

Tragedia a Casoria: perde il controllo dell’auto e si schianta contro un palo, morto 52enne

Casoria – Ancora sangue sulle strade del napoletano. Nel pomeriggio di ieri, un drammatico incidente ha spezzato la vita di Sergio Caccavallo, 52 anni, residente nel capoluogo. L’uomo stava percorrendo via Sannitica in direzione Afragola alla guida della sua Citroen Xsara quando, per cause ancora in fase di accertamento da parte dei Carabinieri della stazione locale, ha improvvisamente perso il controllo del veicolo.

L’impatto contro un palo della rete elettrica Enel è stato violentissimo, non lasciandogli scampo: Caccavallo è deceduto sul colpo. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma per i rilievi del caso, sono intervenuti i sanitari, che hanno solo potuto constatare il decesso.

Come da prassi in questi casi, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro del mezzo e il trasferimento della salma presso l’istituto di medicina legale per l’esame autoptico, necessario a escludere un eventuale malore improvviso prima dell’urto.

Un’emergenza senza fine tra strade insicure e fatalità

L’incidente di Casoria rappresenta l’ennesimo capitolo di una strage silenziosa che sta martoriando Napoli e la sua provincia. Sebbene la dinamica specifica di via Sannitica sia ancora al vaglio degli inquirenti — tra ipotesi di distrazione, guasto meccanico o malore — il dato oggettivo resta l’altissima frequenza di impatti mortali sul territorio.

Le arterie di collegamento dell’hinterland, spesso caratterizzate da volumi di traffico elevati e criticità strutturali, si confermano tra le più pericolose d’Italia. Questa nuova vittima riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla necessità di interventi urgenti, poiché dietro ogni “perdita di controllo” si cela spesso un mix letale di infrastrutture da revisionare e una fatalità che non perdona.