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Napoli, controlli nella movida del centro storico: sanzioni per 10mila euro

Napoli – Serata di verifiche serrate nel cuore della movida napoletana. Ieri, nell’ambito del piano straordinario voluto dalla Questura per potenziare i controlli nelle aree più frequentate del centro storico, è scattata un’operazione congiunta che ha visto impegnati gli agenti dei commissariati Decumani, Pianura e del III Nucleo Ordine Pubblico, insieme ai militari della Guardia di Finanza, alla Polizia Locale e ai tecnici dell’Asl Napoli 1 Centro.

Nel corso dell’attività, le pattuglie hanno identificato 115 persone e controllato 6 veicoli, elevando 5 verbali per violazioni al Codice della Strada.

Particolare attenzione è stata riservata ai locali e alle attività commerciali della zona: 27 gli esercizi ispezionati, alcuni dei quali risultati non in regola con le norme igienico-sanitarie e amministrative. Per i titolari sono scattate sanzioni per un totale di circa 10mila euro. Gli operatori dell’Asl hanno inoltre disposto il sequestro di circa 6 chili di alimenti ritenuti non conformi.

L’operazione ha riguardato anche il contrasto alla vendita abusiva: sequestrata diversa merce contraffatta rinvenuta durante i controlli.

Il dispositivo di sicurezza, fanno sapere dalla Questura, proseguirà nelle prossime settimane per garantire una movida più sicura e rispettosa delle regole.

Napoli, aggredisce ex moglie: arrestato 49enne al Buvero

Napoli – Nella quiete del pomeriggio di ieri, Borgo Sant’Antonio Abate si è trasformato in teatro di una drammatica vicenda familiare. La Polizia di Stato ha arrestato un 49enne napoletano con precedenti specifici per maltrattamenti in famiglia, reo di aver aggredito l’ex moglie durante una lite scoppiata davanti alla loro abitazione.

L’allarme è scattato dopo una segnalazione giunta alla Sala Operativa, che ha immediatamente attivato gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato. Sul posto, gli uomini in divisa hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione, barricato all’interno dell’abitazione. Solo dopo una difficile mediazione, sono riusciti a convincerlo a uscire, ma la situazione è precipitata quando la vittima ha tentato di rientrare in casa: l’ex marito ha iniziato a inveire contro di lei, minacciandola e mostrando comportamenti aggressivi.

La donna ha raccontato agli agenti di essere stata colpita poco prima, mentre si stava recando al lavoro. Fortunatamente, grazie all’intervento di alcuni colleghi, era riuscita a fuggire e a chiedere aiuto. Non si tratta di un episodio isolato: la vittima ha denunciato che simili episodi di violenza si erano già verificati in passato.

Alla luce di quanto accaduto e delle dichiarazioni raccolte, il 49enne è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La Polizia ha avviato le procedure per la sua identificazione e il deferimento all’autorità giudiziaria.

Un nuovo capitolo di violenza domestica che riaccende i riflettori su una piaga ancora troppo diffusa, dove la prevenzione e l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine risultano fondamentali per proteggere le vittime e garantire la sicurezza del territorio.

Salerno, 75enne travolto e ucciso sulla Statale 19. Oltre 100 pedoni morti sulle strade campane nel 2025

Montesano sulla Marcellana – Un’altra vita spezzata sull’asfalto della Campania. Un uomo di 75 anni è stato investito e ucciso ieri sera mentre camminava lungo la Statale 19, nelle vicinanze del bivio della frazione Scalo.

L’ennesima vittima di una strage silenziosa che nel 2025 ha già mietuto oltre 100 pedoni sulle strade della regione, secondo le stime preliminari degli osservatori sulla sicurezza stradale.

L’impatto è stato devastante. Il 75enne percorreva a piedi il tratto stradale quando un’auto guidata da un giovane del luogo lo ha travolto con violenza. Per l’anziano non c’è stato nulla da fare: i sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto insieme ai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Il conducente, in stato di choc, si è fermato pochi metri dopo l’impatto per prestare soccorso. I militari dell’Arma hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali profili di responsabilità, esaminando le condizioni della strada, la visibilità e la velocità del veicolo.

Un’emergenza regionale

Il caso di Montesano sulla Marcellana si inserisce in un quadro regionale drammatico. La Campania nel 2025 si conferma tra le regioni italiane con il più alto numero di pedoni vittime della strada, con una stima che oscilla tra i 100 e i 120 decessi nei primi undici mesi dell’anno. Un dato che evidenzia l’assenza di infrastrutture adeguate, l’illuminazione insufficiente e la pericolosità di arterie stradali prive di marciapiedi e attraversamenti protetti.

Le strade statali e provinciali della regione, spesso strette e mal illuminate, si trasformano in trappole mortali per chi è costretto a percorrerle a piedi. Gli anziani, come nel caso del 75enne di Montesano, rappresentano la fascia più vulnerabile: meno reattivi, meno visibili, spesso costretti a camminare su carreggiate prive di protezioni.

La sicurezza che non c’è

Secondo gli esperti di mobilità sostenibile, l’elevato numero di vittime pedestri in Campania è il risultato di decenni di pianificazione stradale incentrata esclusivamente sui veicoli, senza considerare la sicurezza di chi si muove a piedi. Attraversamenti pedonali assenti o mal segnalati, velocità eccessive e scarsa manutenzione delle strade contribuiscono a questa strage quotidiana.

L’ultimo incidente mortale riaccende i riflettori su un’emergenza che non può più essere ignorata. Servono interventi urgenti: riduzione dei limiti di velocità nei centri abitati e lungo le strade extraurbane, realizzazione di marciapiedi e passaggi pedonali sicuri, illuminazione adeguata e campagne di sensibilizzazione per automobilisti e pedoni.

Brescia, tenta truffa ad anziana: denunciato 24enne incensurato di Caserta

Brescia – Paura e sollievo per una 64enne bresciana: ieri, sabato 6 dicembre, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Brescia hanno mandato in fumo una truffa da quasi 20.000 euro, identificando e denunciando un 24enne disoccupato di Caserta.

La donna, residente in città, aveva ricevuto una chiamata da un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri. L’uomo l’ha convinta a effettuare un bonifico urgente per “bloccare operazioni fraudolente” sul suo conto. Ma grazie all’intervento tempestivo dei militari e al coordinamento con l’Ufficio Antifrode della banca, il trasferimento è stato fermato sul nascere e l’intera somma recuperata.

Le indagini bancarie successive hanno portato dritti al presunto responsabile: un giovane incensurato di 24 anni, residente in provincia di Caserta, deferito in stato di libertà per tentata truffa. L’episodio è l’ennesima conferma dell’efficacia delle campagne anti-truffa dei Carabinieri, che tutelano soprattutto le fasce più vulnerabili come anziani e donne sole.

Omr Automotive premiata tra le ‘100 Eccellenze Italiane’

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Roma– Omr Automotive è stata insignita del prestigioso ‘Premio d’Eccellenza – 100 Eccellenze Italiane’ nel corso della cerimonia ufficiale svoltasi presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma.

Il riconoscimento si inserisce nell’XI Edizione dell’iniziativa promossa dall’Associazione Liber, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di undici Ministeri.

L’ingresso di Omr Automotive tra le ‘Storie di Eccellenza’ riconosce il percorso di sviluppo di una realtà industriale internazionale, oggi leader nella componentistica per veicoli, con headquarter a Rezzato (Brescia) e una presenza strutturata di 9 società in Italia e 6 nel mondo – tra cui Usa, Brasile, Cina, India e Marocco – oltre a un modello di crescita fondato su robustezza economico-finanziaria, innovazione tecnologica, sostenibilità, qualità dei processi e valorizzazione delle persone.

Le ‘Storie di Eccellenza’ raccolgono non solo personalità e professionisti, ma anche aziende, enti e organizzazioni che contribuiscono con innovazione, qualità e responsabilità allo sviluppo del Paese. La cerimonia è stata aperta dall’Inno Nazionale eseguito dal quintetto della Banda dell’Esercito Italiano e ha visto i saluti istituzionali dell’onorevole Giorgio Mulè, vice presidente della Camera dei Deputati.

Sono intervenuti inoltre Verdiana Dell’Anna, presidente dell’Associazione Liber, e Carlo Deodato, segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e presidente del Comitato d’Onore, insieme all’editore Riccardo Dell’Anna, ideatore del progetto.

A ritirare il riconoscimento, in rappresentanza del Gruppo Omr, è stata la dottoressa Marta Bonometti, Financial Controller di Omr Automotive, nel contesto di una cerimonia che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo imprenditoriale e protagonisti dell’economia, della cultura e della produzione italiana.

“Essere tra i protagonisti di ‘100 Eccellenze Italiane’ significa vedere riconosciuto, in un contesto istituzionale di altissimo valore, il lavoro quotidiano, la competenza e il senso di responsabilità che contraddistinguono tutte le persone di Omr Automotive. È un risultato che appartiene all’intera azienda e che ci incoraggia a proseguire con determinazione nel nostro percorso di crescita, continuando a investire in qualità, innovazione e capitale umano”, ha dichiarato il presidente di Omr Automotive, cavaliere Marco Bonometti.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere una lettura consapevole dell’Italia che crea valore, offrendo un quadro articolato del patrimonio immateriale nazionale e diffondendo la cultura della legalità attraverso esempi virtuosi.

Il progetto racconta le eccellenze del Paese in numerosi ambiti: dalla ricerca alla medicina, dal turismo ai beni culturali, dalle istituzioni alle forze dell’ordine, dallo sport all’agroalimentare, dal design all’edilizia, dalla meccanica all’ingegneria, dall’automotive alle arti, fino all’economia, alla finanza, ai servizi, all’ambiente e al sociale.

Con l’inserimento nel volume ‘100 Eccellenze Italiane’ e il conferimento del Premio, Omr Automotive consolida ulteriormente il proprio posizionamento tra le realtà industriali che contribuiscono in modo concreto alla competitività e allo sviluppo del Paese, confermando un percorso orientato a performance, innovazione e sostenibilità di lungo periodo.

Mercato San Severino celebra il Natale con il presepe artistico del convento di Sant’Antonio

Il Vangelo di Giovanni ricorda: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. È il cuore del Natale, il mistero di Dio che si fa uomo in Gesù Cristo, e che trova una rappresentazione concreta nel simbolo religioso per eccellenza: il presepe. Una tradizione nata nel 1223 grazie a San Francesco d’Assisi, che a Greccio diede vita alla prima rappresentazione vivente della Natività.

Anche quest’anno Mercato San Severino accoglie le suggestioni di questa tradizione grazie al presepe artistico del Gruppo Presepi Sant’Antonio (G.P.S.A.), allestito dal 7 dicembre al 18 gennaio presso il Convento Francescano di Sant’Antonio.

Si tratta di un’opera che associa artigianato e creatività, che custodisce la memoria popolare e culturale richiamando usi, costumi e mestieri legati alla storia della comunità. La collocazione nel convento fondato nel 1358,  autorevole testimonianza di architettura gotica nella Valle dell’Irno, conferisce al presepe un ulteriore valore: quello di inserirsi in un luogo di grande interesse artistico e storico. Tra le altre attrazioni religiose del convento, spicca una cappella dedicata alla Madonna di Pompei, che custodisce una tela raffigurante la Vergine, già appartenuta al Beato Bartolo Longo.

Un appuntamento che diventa così occasione di visita e di contemplazione, per vivere un’esperienza spirituale in linea con il vero significato del Natale.

L’inaugurazione, prevista per oggi 7 dicembre alle ore 19:00, presenterà al pubblico nuove ambientazioni e dettagli, pur mantenendo intatto lo spirito della lieta novella. L’opera si offre come intreccio di fede, arte e memoria: un vero atto di devozione che si manifesta in ogni statuina e in ogni scena, capaci di commuovere e di raccontare la speranza che rinasce.

Per tutto il periodo della sua permanenza l’ingresso sarà libero e si potrà visitare nei seguenti orari:  Feriali: 17:30 – 20:00 – Festivi: 9:00 – 12:30 e 17:00 – 20:00.

Caivano, lo spaccio delocalizzato dal Parco Verde al centro: blitz in casa-market della coca

Caivano – La pressione costante dei carabinieri sulle storiche piazze di spaccio del Parco Verde non ferma la domanda di droga, ma ne sposta i confini. Come un’azienda che delocalizza per sfuggire ai controlli, anche la criminalità riorganizza i propri “mercati” e li porta nel cuore di Caivano.

Così gli uomini della Compagnia locale hanno seguito il flusso degli stupefacenti lontano dai riflettori, fino a corso Umberto, dove hanno individuato un vero e proprio punto vendita della droga ricavato in un appartamento. Un alloggio trasformato in base operativa, strutturato per lo smercio 24 ore su 24, con accessi controllati e ambienti organizzati per gestire il via vai dei clienti.

Quando i militari hanno fatto irruzione, all’interno c’erano Franco e Angelica Cantone, fratello e sorella, che avrebbero tentato la fuga dalle finestre pur di evitare le manette. Il tentativo è stato bloccato in pochi istanti e i due sono stati arrestati.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati 40 grammi di cocaina già suddivisa, 3 bilancini di precisione e oltre 600 euro in contanti, ritenuti provento delle cessioni effettuate nelle ore e nei giorni precedenti. Un altro tassello, spiegano gli investigatori, nella strategia di contrasto a una rete di vendita che prova a reinventarsi spostando le piazze dal Parco Verde al centro cittadino.

Tragedia ad Arzano, fiamme dalla stufa: ustionate 4 persone

Arzano – Un dramma familiare sconvolge Arzano: una stufa a bioetanolo divampa improvvisamente, avvolgendo in fiamme un’intera famiglia in un appartamento di via don Luigi Sturzo.

Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, le fiamme sono partite dal dispositivo di riscaldamento, investendo in pieno la madre, il padre, il figlio di 6 anni e un nipote di 16 anni. Il fuoco ha rapidamente raggiunto un tavolo e un divano, ma è stato domato prontamente dai vigili del fuoco.

I quattro feriti, colpiti da gravi ustioni, sono stati trasferiti d’urgenza agli ospedali Cardarelli e Santobono di Napoli. Fortunatamente, nessuno versa in pericolo di vita, ma le condizioni restano sotto stretto monitoraggio medico.

L’incidente riaccende l’allarme sulle stufe a bioetanolo, spesso usate per il loro aspetto moderno ma potenzialmente insidiose se non gestite con cura. Le indagini proseguono per chiarire le cause esatte del rogo.

Portici, lieto fine per la 16enne scomparsa: Suamy ritrovata a Napoli grazie ai Carabinieri

Napoli – Si conclude con un sospiro di sollievo la vicenda di Suamy Rispoli, la sedicenne scomparsa il 2 dicembre scorso a Portici, nel Napoletano. La ragazza è stata rintracciata dai Carabinieri a Napoli ed è in buone condizioni di salute.

La giovane era uscita regolarmente da scuola, ma non aveva fatto ritorno nella casa famiglia dove vive da inizio anno, dopo la sospensione della potestà genitoriale alla madre.

A lanciare l’allarme, per prima, era stata proprio la donna, che sui social aveva chiesto aiuto diffondendo la foto della figlia. Contestualmente, anche la struttura che ospita la minorenne aveva presentato immediatamente denuncia di allontanamento.

Le indagini e il ritrovamento

Fin dalle prime ore, i militari dell’Arma hanno avviato una ricerca capillare tra Portici e i comuni limitrofi, analizzando spostamenti e testimonianze. Le verifiche hanno portato gli investigatori fino a Napoli, dove la giovane è stata infine individuata. Non sono emersi elementi che facciano pensare a situazioni di pericolo.

Il ritorno nella casa famiglia

Dopo gli accertamenti di rito, Suamy verrà riaccompagnata nella casa famiglia che la segue da gennaio. Resta da chiarire cosa abbia fatto nei giorni in cui non ha dato notizie e se vi siano state persone che l’hanno aiutata o ospitata.

Le indagini dei Carabinieri proseguono per ricostruire con precisione le ore della scomparsa e del ritrovamento, ma la priorità – spiegano gli inquirenti – era ed è tutelare il benessere della ragazza.

Napoli, tenta di dare fuoco alle auto e aggredisce la polizia

Napoli – Poteva finire in tragedia l’intervento della Polizia di Stato ieri pomeriggio in Via Strettola Sant’Anna alle Paludi, nel cuore di Napoli. Un uomo di 30 anni, di nazionalità ghanese e già noto alle forze dell’ordine per precedenti, anche specifici, è stato tratto in arresto con le accuse di lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale dopo un’aggressione violenta.

L’allarme è scattato alla Sala Operativa per la segnalazione di un soggetto che, nei pressi di un bivacco abusivo, stava pericolosamente cercando di appiccare un fuoco a ridosso di alcune auto parcheggiate.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti prontamente, ma la situazione è degenerata non appena hanno intercettato il trentenne.

Alla vista delle divise, l’uomo è andato immediatamente in escandescenza, trasformando il controllo in una vera e propria colluttazione. Ha dapprima scagliato sassi contro i poliziotti per poi passare all’aggressione fisica diretta.

La resistenza si è rivelata così tenace da richiedere l’urgente supporto dei colleghi del Commissariato Vicaria. Solo grazie al loro ausilio, e dopo non poche difficoltà e una violenta colluttazione, gli agenti sono riusciti a immobilizzare e bloccare l’aggressore.

L’indagato, al termine delle operazioni, è stato dunque dichiarato in arresto dal personale operante. Si indaga per chiarire il movente dietro il tentativo d’incendio e l’escalation di violenza.

Pomigliano, scoperto il tunnel della “banda del buco”: il colpo in banca fallisce

Pomigliano – Il piano era perfetto, studiato nei minimi dettagli, con un lavoro di scavo durato probabilmente settimane. Eppure, il “colpo grosso” è sfumato proprio quando i malviventi erano a un passo dal tesoro.

È accaduto tutto nella serata di ieri in viale Terracciano, arteria centrale di Pomigliano d’Arco, dove è stato sventato un assalto a un istituto di credito che porta la firma inconfondibile della cosiddetta “banda del buco”.

L’allarme è scattato quando il personale della banca, durante un controllo, ha notato un’anomalia inquietante: un foro praticato in una parete del vano che ospita le cassette di sicurezza.

Immediata è scattata la chiamata al 112. Sul posto sono giunti tempestivamente i Carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco, supportati dai colleghi del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna.

Quello che i militari si sono trovati davanti non era un semplice buco nel muro, ma l’uscita di un’opera ingegneristica criminale. Dagli accertamenti è emerso che ignoti avevano realizzato un vero e proprio tunnel sotterraneo che collegava l’esterno direttamente al cuore della banca. Il cunicolo non era uno scavo improvvisato: era perfettamente agibile e dotato addirittura di un impianto di illuminazione elettrica, pronto per essere percorso dalla batteria di rapinatori che, verosimilmente, avrebbe agito nel weekend o nella notte.

Le indagini sono ora in pieno svolgimento. I militari dell’Arma stanno setacciando la zona e analizzando il percorso del tunnel per individuare il punto di partenza, probabilmente situato nella rete fognaria o in un locale in disuso nelle vicinanze. Si cercano tracce biologiche o impronte che possano dare un volto agli “scavatori” che, per un soffio, non hanno messo le mani sui risparmi dei correntisti.

Castellammare, maxi sequestro di droga al rione Savorito

Operazione del Commissariato di Castellammare di Stabia: recuperati cocaina, hashish, marijuana, bilancini di precisione e munizioni. Proseguono i servizi straordinari disposti dalla Questura per il contrasto allo spaccio.

La stretta della Questura di Napoli sul traffico di droga continua a dare risultati. Nel pomeriggio di ieri, durante un servizio straordinario di controllo del territorio, gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia hanno passato al setaccio uno stabile di Traversa Lattaro, nel cuore del rione Savorito, individuando un insospettabile deposito di stupefacenti.

Nel corso delle verifiche, i poliziotti hanno scoperto un’intercapedine ricavata nel ballatoio e un vano nel sottoscala utilizzati come nascondigli: qui erano occultati oltre tre chilogrammi di droga tra cocaina, hashish e marijuana, confezionati e pronti per essere immessi sulle piazze di spaccio della zona.

La perquisizione ha consentito inoltre di recuperare materiale per il confezionamento, due bilancini di precisione e sette cartucce calibro GLF. Tutto il materiale è stato sequestrato. L’attività si inserisce nel piano di controlli intensificati voluto dalla Questura per arginare detenzione illecita di armi e traffico di stupefacenti nei quartieri più esposti.

Evade dai domiciliari: condannato a 8 mesi il Tiktoker Angelo Cesaro “Molte personeee”

Frattamaggiore – Dalla vetrina di TikTok alle aule di tribunale: è la parabola discendente di Angelo Cesaro, noto tiktoker locale, condannato a otto mesi di reclusione con rito  direttissimp per il reato di evasione.

L’uomo, già agli arresti domiciliari, è stato sorpreso dalle forze dell’ordine mentre si trovava all’interno di un’azienda di lavorazione metalli a Frattamaggiore, contravvenendo platealmente alle disposizioni del magistrato.

L’autorizzazione violata

Angelo Cesaro, seguitissimo sui social per i suoi contenuti video, grazie al suo slogan “no sense” che recita “Molte personeeee” accompagnato da racconti di vita comune, stava beneficiando di una specifica e limitata autorizzazione che gli consentiva di assentarsi dalla propria abitazione per motivi strettamente legati all’attività lavorativa.

Un permesso che, secondo l’accusa, sarebbe stato completamente disatteso e superato, trasformando l’uscita autorizzata in una vera e propria evasione.

I carabinieri, dopo aver accertato la violazione, hanno proceduto all’arresto immediato. La direttissima ha confermato la gravità del gesto, concludendosi con la condanna a otto mesi di carcere. Un epilogo amaro per l’uomo, che, nonostante la condanna può continuare la sua carriera sui social. Ha spiegato infatti con alcuni video sarcastici quanto accaduto e poi ha deicso di cambiare il suo tormentone social, che viene anche replicato con grande successo da una giovane coppia,  da “molte personeeee” a “quanta gent'”.

Salerno, ucciso a pugni dall’amico dopo una serata a base di droga

Una serata qualunque, trascorsa tra strada e appartamento, si è trasformata in un teatro di violenza e morte. Vincenzo Mazza, 35 anni, originario di Angri, non è mai uscito vivo dall’abitazione di Luca Fedele, l’amico con cui avrebbe passato le ultime ore di vita.

Il suo corpo è stato trovato senza vita nella casa di Luca Fedele, 49 anni, salernitano, ex pugile dilettante, ora indagato per omicidio preterintenzionale.
Secondo la prima ricostruzione, Mazza sarebbe caduto battendo violentemente la testa a terra dopo un pugno, un colpo che non gli avrebbe lasciato scampo. Una caduta accidentale ma letale, maturata al culmine di un alterco esploso in un contesto già compromesso dall’uso di stupefacenti.

La dinamica: il racconto che non regge

Il delitto si consuma al primo piano di una palazzina in via Gabriele D’Annunzio, nel quartiere Santa Margherita. A dare l’allarme è lo stesso Fedele, che ai soccorritori del 118 offre una versione confusa e poco credibile: sostiene di aver sorpreso Mazza – che dice di non conoscere – mentre tentava di rubare in casa.

Racconta di essere stato aggredito e di aver reagito, dando il via a una colluttazione finita in tragedia. Una storia che regge solo per qualche minuto, fino all’arrivo dei carabinieri della Compagnia di Salerno.

Nell’appartamento, infatti, trovano cocaina e crack sistemati in modo incompatibile con l’ipotesi del furto: più che un effrazione, lo scenario è quello di una “serata allegra” consumata tra i due.

Accompagnato in caserma, Fedele non oppone resistenza. Entra e esce dalle versioni, ne cambia una dopo l’altra nel corso di un interrogatorio fiume durato tutta la notte. Non è chiaro se per l’effetto delle sostanze assunte o per tentare di depistare le indagini.

Le ombre sulla serata e i punti da chiarire

Quel che appare ormai certo è che Mazza e Fedele abbiano trascorso insieme le ore precedenti al delitto. Testimoni riferiscono di averli visti in strada, prima che rientrassero nell’appartamento. Poi il litigio, di cui restano ignote le cause, forse innescato anche dall’alterazione psicofisica di entrambi.

La vittima, incensurata, era seguita da un centro di igiene mentale per problemi psichici. Un mix esplosivo che avrebbe trasformato una serata tra conoscenti in un dramma irreversibile.

Secondo le prime ipotesi, un pugno sferrato in pieno volto avrebbe provocato la caduta rovinosa di Mazza. Sarà l’autopsia a stabilire se il colpo sia stato tale da causare direttamente la morte o se sia stata la caduta a risultare fatale.

Intanto, Fedele resta recluso nel carcere di Fuorni. La salma di Mazza è sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come l’appartamento di via D’Annunzio, dove gli inquirenti dovranno completare i rilievi per ricostruire ogni dettaglio della notte che ha spezzato la vita di un 35enne e aperto un nuovo inquietante caso di cronaca nera.

Acerra, vede la volante e fugge: 25enne fermato con revolver in auto

Proseguono i controlli straordinari della Polizia di Stato ad Acerra contro la detenzione abusiva di armi. Nella notte, un servizio di pattugliamento del Commissariato cittadino si è concluso con l’arresto di un 25enne napoletano, Francesco Del Giudice, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso con una pistola clandestina e relative munizioni.

Secondo quanto ricostruito, gli agenti stavano effettuando un controllo del territorio in via Umberto Nobile quando hanno notato un’auto che, alla vista della volante, si è allontanata rapidamente. Il comportamento sospetto ha indotto i poliziotti a seguirla e a bloccarla dopo poche decine di metri, procedendo all’identificazione del conducente.

Nel corso della perquisizione veicolare, gli operatori hanno rinvenuto, nascosta sotto il sedile del passeggero, una pistola revolver calibro 8 priva di matricola, quindi considerata arma clandestina, rifornita con 9 proiettili. L’arma e le munizioni sono state subito sequestrate per i successivi accertamenti balistici.

Per questi motivi, il 25enne è stato tratto in arresto con l’accusa di porto in luogo pubblico di arma comune da sparo clandestina e relativo munizionamento. Il giovane è stato affidato al personale dell’Autorità giudiziaria competente, che valuterà le misure cautelari da adottare.

La sua posizione è ora al vaglio dei magistrati, mentre proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per arginare il fenomeno della circolazione di armi illegali nell’hinterland.

Oroscopo del giorno: Domenica 7 dicembre 2025

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La giornata si presenta con un’energia duplice: da un lato l’entusiasmo e l’apertura dettati dal dialogo tra Venere e Giove, dall’altro la concretezza e la misura suggerite dalla Luna in Vergine. È un giorno perfetto per coltivare relazioni con ottimismo, ma anche per mettere ordine nelle questioni pratiche.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Giornata vivace, ideale per un appuntamento romantico. Le parole hanno peso: esprimi i tuoi sentimenti con sincerità.
Lavoro: Potresti ricevere un riconoscimento inaspettato. Attenzione a non bruciare le tappe.
Salute: Energia in aumento, ma non sovraccaricarti. Una passeggiata all’aria aperta ti ritemprerà.
Finanze: Occasione favorevole per sistemare questioni in sospeso. Evita spese impulsive.
Consiglio del giorno: Sii audace ma calcolato, come un guerriero che sceglie con cura il terreno di battaglia.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: La serenità domestica è il tuo porto sicuro. Cena intima in casa rafforzerà i legami.
Lavoro: Giornata ideale per pianificare progetti a lungo termine. La tua pazienza sarà premiata.
Salute: Attenzione alla digestione. Meglio pasti leggeri e ben masticati.
Finanze: Piccolo guadagno inatteso, forse una vincita modesta o un rimborso.
Consiglio del giorno: Lascia che le cose maturino naturalmente, come i frutti sulla pianta.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Comunicazione brillante, perfetta per chiarire malintesi. Le parole dolci conquistano.
Lavoro: Collaborazioni fortunate. Un collega potrebbe darti un suggerimento prezioso.
Salute: La mente è vivace, ma attenzione al sovraccarico mentale. Ritaglia momenti di silenzio.
Finanze: Situazione stabile. Possibile spesa per un libro o corso che arricchirà il tuo sapere.
Consiglio del giorno: Usa la tua curiosità come bussola, ma fermati ad ascoltare anche i suggerimenti degli altri.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Sensibilità accentuata. Cerca la compagnia di chi ti fa sentire compreso/a.
Lavoro: Intuizione acuta nel cogliere sfumature importanti. Fidati del tuo istinto.
Salute: Il riposo è fondamentale. Un bagno caldo la sera scioglierà le tensioni.
Finanze: Attenzione alle spese emotive. Rifletti prima di acquisti “di conforto”.
Consiglio del giorno: Proteggi il tuo guscio senza isolarti, il calore arriva dall’equilibrio.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Passione in aumento. Il tuo carisma è al top: usa questo magnetismo con generosità.
Lavoro: Ideale per presentare le tue idee. La creatività è favorita dagli aspetti planetari.
Salute: Vitalità buona. L’attività fisica, soprattutto all’aperto, ti carica.
Finanze: Possibile regalo o gesto generoso da parte di qualcuno. Non esagerare con i lussi.
Consiglio del giorno: Brilla, ma ricorda che la luce più duratura è quella che riscalda gli altri.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Attenzione ai dettagli che contano. Un piccolo gesto di cura parla più di mille parole.
Lavoro: Efficienza massima. Giornata perfetta per organizzare, sistemare, ottimizzare.
Salute: Benessere generale. Approfittane per iniziare una buona abitudine.
Finanze: Ottima giornata per fare bilanci e budget. La precisione paga.
Consiglio del giorno: La perfezione sta nel progresso, non nell’ossessione. Lascia spazio all’imprevisto.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Armonia e desiderio di compagnia. Un incontro casuale potrebbe rivelarsi interessante.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Mediazione vincente in vista.
Salute: Equilibrio psico-fisico. Attività come yoga o tai chi ti doneranno centratura.
Finanze: Situazione equilibrata. Evita decisioni finanziarie dettate dall’estetica.
Consiglio del giorno: Cerca il punto d’incontro, ma non dimenticare di chiederti cosa vuoi davvero.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità emotiva in aumento. Profondità nei dialoghi, attenzione a non essere troppo possessivo/a.
Lavoro: Scopi un aspetto nascosto di una questione. La tua determinazione apre porte.
Salute: Energia di trasformazione. Ideale per iniziare un percorso di benessere profondo.
Finanze: Investimenti a lungo termine favoriti. Attenzione a non essere troppo sospettoso/a.
Consiglio del giorno: La tua forza sta nel vedere ciò che altri non vedono, usala per costruire non per controllare.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Ottimismo contagioso. Avventura e condivisione di ideali alimentano la fiamma.
Lavoro: Idee geniali, ma attenzione a non disperdere le energie. Focalizzati su un obiettivo.
Salute: Bisogno di movimento e libertà. Una gita fuori porta ti rigenererà.
Finanze: Possibile spesa per un viaggio o per la formazione. Investi in esperienze.
Consiglio del giorno: Il mondo è il tuo palcoscenico, ma ogni attore ha bisogno di un copione ben studiato.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Affetti solidi come una roccia. Il tempo dedicato alla famiglia è ben speso.
Lavoro: Responsabilità in primo piano. I tuoi sforzi verranno notati dai superiori.
Salute: Resistenza buona. Attenzione a non trascurare piccoli dolori articolari.
Finanze: Stabilità e possibilità di risparmio. Una pianificazione prudente dà sicurezza.
Consiglio del giorno: La cima si raggiunge passo dopo passo, ma a volte basta fermarsi ad ammirare il panorama.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Originalità e complicità intellettuale. Cerca un partner che stimoli la tua mente.
Lavoro: Idee innovative sono benvenute. Collaborazione con persone fuori dagli schemi.
Salute: Benessere legato alla libertà. Ritmi troppo rigidi ti stressano.
Finanze: Interesse per investimenti tecnologici o etici. Valuta con attenzione.
Consiglio del giorno: Il futuro è il tuo elemento, ma ricorda che vivi nel presente. Radicati nel qui e ora.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Romanticismo e sogni ad occhi aperti. La fantasia arricchisce, ma non sostituire la realtà.
Lavoro: Intuizione artistica accentuata. Ideale per lavori creativi o di cura.
Salute: Sensibilità elevata. Limita stimoli troppo intensi, cerca ambienti rilassanti.
Finanze: Attenzione a non farsi influenzare troppo dalle emozioni nelle decisioni economiche.
Consiglio del giorno: La tua compassione è un dono, ma ricorda di costruire confini sani per non disperderla.

Cosa ci riservano le stelle domenica 7 dicembre 2025?

In amore, i segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) avranno una spinta speciale, mentre i segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) troveranno soddisfazione nella stabilità. Sul lavoro, l’invito è a pianificare con cura prima di lanciarsi in nuove imprese, specialmente per i segni cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno). Salute e finanze richiedono equilibrio: nessuna corsa sfrenata, ma neppure immobilismo.

La lezione astrologica del giorno sembra essere: “Sogna con i piedi per terra”. Le stelle ci suggeriscono di abbracciare la bellezza delle relazioni e delle opportunità, senza però perdere di vista i dettagli che rendono sostenibile il progresso. Una domenica che può essere sia rigenerante che produttiva, se sapremo dosare slancio e pragmatismo.

Paolo Tedesco vi saluta ricordandovi: “Le stelle suggeriscono, non impongono. Siate gli architetti del vostro destino, con il cielo come ispirazione.”

Camorra, boss dei “Capitoni” di nuovo libero: Giuseppe Lo Russo lascia il 41 bis e torna a Miano

Terremoto criminale a Miano: l’ultimo storico boss del clan dei “Capitoni”, Giuseppe Lo Russo, ha lasciato il carcere e il regime di 41 bis nel tardo pomeriggio di ieri.

Il capoclan, detenuto ininterrottamente dal 1998, è stato scarcerato dal penitenziario di Terni in esecuzione di un provvedimento che riconosce come già integralmente scontata la sua pena complessiva. Una decisione destinata a far discutere, non solo sul piano giudiziario ma anche su quello degli equilibri criminali nella periferia nord di Napoli.la notizia è stat anticipata oggi dai quotidiani Il Roma e Il Mattino.

Lo Russo, figura di vertice della storica cosca dei “Capitoni” di Miano, era stato per anni indicato dagli inquirenti come uno dei capi più influenti dell’area nord, protagonista della lunga stagione di sangue tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

Nel corso del tempo è stato destinatario di numerose condanne per associazione mafiosa, estorsioni, gestione del traffico di droga e faide di camorra, che avevano stratificato un pesante cumulo di pene tale da farlo ritenere destinato a restare detenuto ancora a lungo.

Appena lo scorso anno, il boss era stato nuovamente condannato a vent’anni di reclusione, in abbreviato, per essere stato ritenuto il mandante degli omicidi di Angelo De Caro e Pasquale Bevilacqua, delitti di camorra che, secondo le ricostruzioni investigative, rientravano nella strategia di controllo militare del territorio.

La pena era poi stata ridotta a sedici anni a seguito della rinuncia all’appello, ma, sulla carta, sembrava comunque allungare ulteriormente la sua permanenza in cella.

Il punto di svolta è arrivato con l’incidente di esecuzione promosso dai suoi difensori, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Antonio Abet, affiancati dall’avvocato Andrea Lucchetta. Il collegio difensivo ha sostenuto che l’ultima condanna per il duplice omicidio De Caro-Bevilacqua fosse già stata assorbita nel precedente cumulo di pena, chiedendo che quei sedici anni venissero computati nel primo conteggio complessivo di trent’anni di reclusione. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, avviata in seguito al rigetto iniziale dell’istanza da parte della Procura, le argomentazioni dei legali sono state accolte.

Giuseppe Lo Russo era stato detenuto ininterrottamente dal 1998 fino ai primi di ottobre del 2023, quando era stato scarcerato per fine pena dal carcere di Novara. Ma la libertà era durata pochissimi minuti: il boss era stato nuovamente arrestato, appena varcato il cancello del penitenziario, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli proprio per i delitti De Caro-Bevilacqua. Da allora era rimasto in custodia cautelare, poi in esecuzione della nuova condanna, sempre in regime di carcere duro.

Adesso, con il riconoscimento che quella condanna a sedici anni doveva essere ricompresa nel cumulo di trent’anni già scontato, la posizione esecutiva di Lo Russo è stata di fatto azzerata: la pena risulta completamente espiata. Il boss di Miano, mai pentito e sempre rimasto fedele alla linea del silenzio, fa così ritorno in libertà, a differenza dei fratelli Salvatore, Mario e Carlo, da tempo collaboratori di giustizia che hanno contribuito, con i loro verbali, a svelare struttura, affari e omicidi del clan dei “Capitoni”.

La scarcerazione di un capo storico come Lo Russo rischia ora di avere effetti rilevanti sugli equilibri criminali dell’area nord di Napoli, dove negli ultimi anni si sono affermati nuovi gruppi e alleanze, spesso protagonisti di stese, agguati e faide per il controllo delle piazze di spaccio e del racket.

Il ritorno in libertà del vecchio boss potrebbe alimentare tensioni, tentativi di riorganizzazione o scontri tra le varie fazioni, in un territorio già segnato da fragili equilibri e da una presenza radicata della camorra.

Le forze dell’ordine e la Dda seguiranno con attenzione i movimenti e gli assetti del sottobosco criminale di Miano e dei quartieri limitrofi, nella consapevolezza che la liberazione di una figura storica come Giuseppe Lo Russo rappresenta un potenziale detonatore di nuovi scenari di conflitto e di potere nella mala napoletana.

Spalletti torna al Maradona: “La mia storia col Napoli è per sempre”

Luciano Spalletti torna nello stadio che lo ha consacrato campione d’Italia. Domani la Juventus si presenta al Diego Armando Maradona per una sfida che vale più dei tre punti in palio: pesa sulla classifica, sui destini del campionato e sulla memoria collettiva di una città ancora innamorata del tecnico toscano.

E Spalletti lo sa bene: «Le belle storie hanno il dono dell’immortalità: la mia con il Napoli rimarrà per sempre».

Il ritorno da avversario

Non sarà una trasferta qualunque. Spalletti rientra a Napoli da avversario dopo lo scudetto storico del 2023, arrivato 33 anni dopo quello di Maradona. Un trionfo che ha scolpito il suo nome nei cuori degli azzurri.

Ora guida una Juventus rigenerata, lanciata da tre vittorie consecutive e pronta a misurarsi con i campioni d’Italia in uno dei test più complessi del suo percorso bianconero: «Contro il Napoli c’è in gioco molto del futuro del nostro campionato. Dovremo dedicarci totalmente alla sfida».

Napoli si interroga sull’accoglienza

La città vive l’attesa tra sentimenti contrastanti: applausi, gratitudine o indifferenza? Il pubblico del Maradona dovrà decidere come accogliere l’allenatore che ha riportato lo scudetto ai piedi del Vesuvio. Spalletti però non fa drammi: «A Napoli ci siamo resi felici entrambi, una profonda felicità. Quel legame resterà immortale».

La sfida tattica e la crescita della Juve

Sul piano tecnico, il confronto è tra due squadre alle prese con assenze pesanti: «Loro hanno qualche problema in mezzo al campo, noi manchiamo in difesa. Ma lasciamo fuori questi discorsi», taglia corto Spalletti, che preferisce concentrarsi sulla costruzione dell’identità bianconera: «C’è un processo, un percorso. Servono giocatori di qualità: sono loro a fare la differenza».

Conte-Spalletti: incrocio tra top di panchina

Non poteva mancare un passaggio sull’incrocio con Antonio Conte, nuovo timoniere del Napoli: «È un professionista top. Umanamente non lo conosco molto, non ci frequentiamo, ma è un riferimento della nostra categoria». Sul campo, sarà un confronto tra modelli, intensità e idee di gioco diverse ma affini nell’ambizione.

McKennie, Locatelli e la leadership bianconera

Spalletti dedica parole importanti anche ai suoi uomini chiave. McKennie è «un ragazzo forte che sa cosa sia la sofferenza: per un tecnico è perfetto», mentre Locatelli incarna lo spirito della Juventus: «Un capitano vero, con grande personalità e un ruolo da leader ben definito nello spogliatoio».

Un esame che può indirizzare la stagione

La trasferta al Maradona, ribadisce Spalletti, non è una partita qualunque: «Ci sono gare che valgono tre punti e rimangono lì. E ci sono partite che restano nella storia: Napoli-Juve può dire molto sul futuro del campionato». La maglia bianconera «è tessuta per vincere», ricorda il tecnico, consapevole della posta in gioco.

Domani sera, sotto le luci del Maradona, la sfida sarà più di un confronto tra due squadre: sarà un incontro tra presente e passato, tra emozioni e ambizioni, tra ciò che è stato e ciò che potrà essere. Per Spalletti, comunque vada, una certezza resta: «A Napoli ho lasciato una parte di me. E rimarrà per sempre».

Castel Volturno, minore egiziano pestato e minacciato con la pistola per una catenina

Castel Volturno– Una violenza cieca, sproporzionata, scatenata da un branco che si sentiva onnipotente contro una vittima indifesa. È la cronaca di un pomeriggio di terrore vissuto a Castel Volturno, che oggi vede la chiusura del cerchio investigativo con l’esecuzione di cinque misure cautelari.

La Polizia di Stato ha smantellato il gruppo di aggressori composto interamente da giovani italiani: due maggiorenni e tre minorenni. Sono accusati di aver messo in atto una vera e propria spedizione predatoria ai danni di un coetaneo di origini egiziane, “colpevole” solo di indossare una catenina d’argento che aveva attirato le attenzioni del gruppo.

La dinamica del raid

I fatti risalgono allo scorso settembre. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il branco ha agito con modalità da criminalità esperta. Hanno accerchiato la vittima, impedendogli ogni via di fuga. Non si sono limitati a strappare il monile: l’aggressione è stata brutale, condita da percosse fisiche e, fatto ancora più inquietante, dalla minaccia di un’arma. Una pistola puntata contro il ragazzino per terrorizzarlo e assicurarsi che non reagisse mentre veniva spogliato del suo avere.

Le indagini e gli arresti

Le indagini, condotte con rapidità ed efficacia dagli agenti del Commissariato di Castel Volturno, hanno permesso di identificare tutti i componenti della gang. L’attività investigativa è stata coordinata in sinergia dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dalla Procura per i Minorenni di Napoli, evidenziando la gravità del quadro indiziario.

Per i due maggiorenni si sono aperte le porte del carcere: il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto per loro la custodia cautelare in cella. Destino diverso per i tre complici minorenni, che sono stati collocati in comunità di recupero. Per tutti i membri del branco, le accuse sono pesantissime: dovranno rispondere di rapina, minaccia e lesioni aggravate in concorso.

Camorra i figli di ‘o cavallaro ostentavano le video chiamate col boss sui social

Napoli – Erano da tempo sotto osservazione, ma il blitz scattato ieri ha chiuso il cerchio attorno ai due figli di Giovanni Cortese, detto “’o Cavallaro”, figura di primo piano del clan Di Lauro e già braccio destro del defunto Cosimo Di Lauro, protagonista della prima sanguinosa faida di Scampia.

Mario Cortese, 23 anni, e sua sorella Nunzia, 20, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Stella: per i due, considerati da tempo vicini alle dinamiche del gruppo familiare, si sono aperte le porte del carcere.

L’intervento è scattato tra Secondigliano e Arzano, in una corte di via del Camposanto, dove i militari hanno notato movimenti sospetti da un balcone. Alla vista delle pattuglie, i due giovani avrebbero tentato di disfarsi di alcuni cartoni, lanciandoli nel vuoto.

All’interno, però, i carabinieri hanno trovato un carico di droga ben più consistente: 41 chili e 225 grammi di hashish, suddivisi in panetti pronti per la distribuzione.

Nell’appartamento, oltre allo stupefacente, è stato sequestrato anche materiale per il confezionamento, telefoni cellulari e diversi manoscritti. Presente in casa anche la madre dei due ragazzi, una donna di 45 anni, denunciata a piede libero.

Da mesi, spiegano gli inquirenti, Mario e Nunzia erano attenzionati non solo per l’attività di spaccio ma anche per le videochiamate illegali con il padre detenuto, poi diffuse sui social come gesto di ostentazione e appartenenza.

Immagini che hanno attirato l’attenzione degli investigatori e consolidato le ipotesi di un coinvolgimento diretto dei due giovani nelle dinamiche criminali del clan.

Una famiglia, quella dei Cortese, ben nota alle forze dell’ordine: il capofamiglia, Giovanni “’o Cavallaro”, è da anni figura storica della galassia dei Di Lauro. Ora, i riflettori si spostano sui figli, protagonisti di un arresto che riaccende i fari su un nome che continua a fare rumore nei quartieri dell’hinterland napoletano.

E gli investigatori vogliono anche ricostruire la filiera del traffico di droga dai fornitori agli acquirenti finali. I clienti ai quali era destinata la droga e anche a quali piazza di spaccio.

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