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Salerno, all’Università si parla di ‘Malavita e Fiumi d’oro’: incontro con Nicola Gratteri e Antonio Caso

Il giorno 23 novembre, alle ore 15:30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Salerno, si terrà una lezione-seminario con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e con il Professore Antonio Nicaso che, partendo dal loro volume intitolato ”Fiumi d’oro”, edito da Mondadori, interverranno sul tema della mafia e apriranno un confronto con il pubblico presente. Gratteri e Nicaso, da sempre impegnati nella lotta alla malavita, hanno già pubblicato insieme un volume di successo, intitolato “La mafia fa schifo” (Mondadori), in cui sono state raccolte le lettere di ragazzi e adolescenti scritte affrontando il tema della malavita organizzata, dalle quali emergono paura e rabbia, ma soprattutto desiderio di ribellione contro l’illegalità.
Una sfida culturale che viene dai giovani e dagli studenti, che rifiutano le logiche di violenza e sopraffazione di mafia, camorra e ‘ndrangheta e chiedono un confronto diretto con chi lotta quotidianamente contro le realtà malavitose che stritolano il nostro Paese. All’incontro saranno presenti il Magnifico Rettore, Professore Aurelio Tommasetti, il Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, Professoressa Mariagiovanna Riitano, la Professoressa Antonia Lezza, Docenti dell’Ateneo salernitano e Dirigenti scolastici.

Napoli, rapina in banca in via san Giacomo: è caccia all’uomo nelle fogne

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Il bottino e’ ancora da quantificare, ma la rapina a Napoli in un istituto di credito e’ peculiare perche’ la banda che ha agito armata ha messo a punto un piano per ‘coprirsi’ la fuga. La polizia infatti insieme a tecnici del Comune sta ancora ispezionando i condotti fognari intorno a piazza Municipio dopo che alle 16.30 in tre, pistola in pugno, attraverso una parete confinante di un locale commerciale, sono entrati nei locali del Credito popolare di via San Giacomo e hanno fatto stendere a terra impiegati e due clienti, prelevando denaro dalle casse e fuggendo.
Gli agenti, intervenuti tempestivamente, hanno pero’ trovato due possibili vie di fuga, segnalate da due fori praticati in via Ponte di Tappia e in via Goethe. Anche un elicottero sta contribuendo alle ricerche dei rapinatori.
Sono entrati in tre armati di pistola all’interno della banca. Armi puntate hanno fatto stendere a terra i dipendenti e anche qualche cliente presente. Poi, hanno messo a segno la rapina. Probabilmente sono entrati da un locale attiguo. Quasi sicuramente, secondo gli investigatori, sono rapinatori professionisti: hanno realizzato diversi fori, forse per sviare le indagini, che accedono in via Goethe e via Tappia, fori che il servizio fognature sta al momento perlustrando.

Arzano – Parte la squadra ma non il rettangolo di gioco. Sabatino De Rosa utilizzabile solo per gli allenamenti

Certo non parte con il piede giusto la neo sindaca Fiorella Esposito in quanto ad annunci che poi rimangono solo sulla carta o realizzati a metà. Le difficoltà ci sono, il comune ha scarse risorse, eppure qualcuno si dice sicuro che se l’impegno che alcuni politici stanno profondendo sull’edilizia lo dirottassero anche sui veri problemi che attanagliano la città, il comune decollerebbe nel giro di qualche mese. Ma la più radiosa e sicura di aver superato anche questo scoglio è proprio la prima cittadina che forte del gruppo di Arzano Bene in Comune. “Dopo il Palarea, il Sabatino de Rosa. In tanti ci chiedono di sostenere gli sforzi dei cittadini, dei volontari e della nuova dirigenza dell’US Arzanese per ricostruire la nostra squadra di calcio. E noi ci siamo, convintamente. Abbiamo partecipato, qualche giorno fa, alla presentazione della squadra. Abbiamo raccolto l’energia di chi sta lavorando ad un progetto difficile ed entusiasmante, puntando su una squadra costituita da soli arzanesi in un esperimento che si presenta assai suggestivo e che potrebbe rappresentare, in certi ambiti, un modello. Abbiamo ribadito il nostro impegno e il nostro sostegno, che si concretizzeranno anzitutto con il ripristino dell’impianto di illuminazione, per consentire alla squadre e agli atleti di allenarsi anche la sera. Lo sport, con i suoi valori che educano al rispetto delle regole e degli altri e all’importanza del lavoro di gruppo, è per noi una priorità fondamentale: se ogni ragazzo di Arzano avesse la possibilità di praticarlo, la nostra città sarebbe un posto migliore. Lavoreremo per questo, senza risparmio”.

Salvatore Amarante

Caserta: sequestrati due allevamenti zootecnici da 255mila euro

I militari della stazione carabinieri forestale di Vairano Patenora, unitamente ai colleghi della stazione territoriale di Vairano Scalo, nel casertano, hanno sequestrato due aziende zootecniche nel comune di Pietravairano, in provincia di Caserta, per violazioni penalmente rilevanti in materia ambientale. In particolare, il sequestro ha interessato una prima azienda zootecnica della consistenza di 88 capi bovini, del valore stimato della mandria pari a circa 110.000 euro, ed una seconda azienda della consistenza di 97 capi bufalini, del valore stimato della mandria pari a circa 145.000 euro, operati in quanto gli allevamenti sono risultati privi di adeguate vasche per lo stoccaggio dei liquami zootecnici e dei letami prodotti, deiezioni animali che la normativa vigente stabilisce trattarsi di rifiuti speciali non pericolosi per l’elevato carico inquinante di azoto da essi posseduto e capaci di provocare, se non gestiti correttamente, l’inquinamento delle acque superficiali e delle acque sotterranee di falda.

Castellammare: fermati 12 tifosi del Catania, anche due minori, con mazze di ferro e bastoni

Per tifare la squadra del cuore, 12 tifosi catanesi erano partiti, a bordo di un minivan Fiat Ducato, al fine di assistere all’incontro di calcio Juve Stabia-Catania, tenutosi sabato pomeriggio.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Castellammare di Stabia, nell’ambito dei servizi predisposti per la partita in questione, ai caselli autostradali dell’A/3 di Pompei Ovest, nell’ambito dei controlli, hanno individuato 12 tifosi, tra cui due minorenni, che asserivano di essere sprovvisti di biglietto per l’ingresso allo stadio Romeo Menti.
Le persone in questione, dichiaravano di aver viaggiato a bordo di un Fiat Ducato che, a causa di un’avaria al motore, era stato parcheggiato alla piazzola 133bis, del km 43,500 dell’A/3 in direzione Napoli nord.
La Polizia Stradale, della Sottosezione di Angri, nel frattempo, effettivamente aveva notato parcheggiato il minivan in questione e, nel corso di una ispezione al suo interno, ha rinvenuto e sequestrato degli oggetti atti ad offendere, oltre a dei documenti, tessere del tifoso ed alcuni biglietti per l’ingresso allo stadio, riconducibili ad alcuni dei 12tifosi fermati ai caselli autostradali di Pompei Ovest.
Nello specifico, una spranga di ferro a “T”, della lunghezza di 80 cm, una impugnatura di un raccordo per le tubature d’acqua, nonché una porzione di conduttura domestica dell’acqua, a cui era stato inserito un chiodo.
I 12 tifosi catanesi sono stati condotti dagli agenti del Commissariato di P.S. Castellammare in ufficio ove, oltre ad essere indagati per il possesso di mazze e bastoni in occasione di manifestazioni sportive, è stato avviato nei loro confronti il procedimento per l’irrogazione del DASPO.
I due minorenni sono stati affidati ai servizi sociali del Comune di Castellammare, che ha provveduto ad ospitarli in una comunità giovanile, in attesa dell’arrivo dei genitori da Catania.

Napoli, disagi alla galleria Laziale: abbonamenti ANM validi su Cumana e Linea 2

Doppia misura messa in campo da Anm e Eav a Napoli in seguito dei numerosi disagi causati della manutenzione straordinaria galleria Laziale. Per raggiungere da Fuorigrotta il centro città – si legge nella nota dell’Azienda del trasporto pubblico – eccezionalmente e fino al ripristino delle condizioni di viabilità del collegamento stradale, gli abbonamenti mensili e annuali ANM saranno validi anche sulla Linea 2 (Trenitalia) e la Linea Cumana. La misura è contenuta nell’accordo siglato dai vertici ANM, EAV e Trenitalia che prevede anche l’immediata esecuzione del provvedimento con l’obiettivo di ridurre in parte i disagi procurati all’utenza dal blocco temporaneo del transito dei bus in galleria. Da oggi 20 al 27 novembre I cittadini utenti muniti di abbonamento annuale o mensile di ANM possonno viaggiare sui treni EAV – Linee flegree sulla tratta Montesanto – Dazio e viceversa.

Napoli, da stamane in funzione 8 telecamere al rione Sanità

Sono entrate in funzione questa mattina le telecamere di videosorveglianza al Rione Sanita’. Ne da’ notizia Ivo Poggiani, presidente della III Municipalita’ di napoli. “Dopo due anni di battaglie finalmente in quella piazza da cui e’ partito tutto, oggi le telecamere vengono accese – commenta Poggiani -. Siamo felici, significa che anni di battaglie sono serviti a qualcosa. Purtroppo c’e’ stato il dramma di Genny Cesarano ma che e’ servito come molla di riscatto del quartiere.
La ditta, tra mille difficolta’, ha lavorato senza scoraggiarsi e portando avanti questo lavoro. Non dobbiamo fermarci, dobbiamo iniziare a spingere di nuovo per i servizi sociali che sono ancora pendenti”. A quanto apprende la Dire da fonti della Regione Campania, questa mattina sono entrati in funzione 8 apparecchi sui 10 complessivamente previsti dal piano della Regione per il rione Sanita’, uno dei quartieri a maggiore emergenza criminalita’ della citta’ di Napoli. Entro mercoledi’ dovrebbero entrare in funzione tutte le telecamere

‘O cunto e ‘a ‘mbasciata, il nuovo lavoro musicale dei Cattivo Costume

Uscito oggi, 20 Novembre, ‘O cunto e ‘a ‘mbasciata, il nuovo lavoro di Cattivo Costume per l’etichetta discografica XXXV con la produzione artistica Nicodemo cantautore, ingegnere del suono Giovanni Paglioli.
Il cd di Cattivo Costume, ‘O cunto e ‘a ‘mbasciata, è disponibile su tutti gli Store digitali e in copia fisica, con dieci tracce inedite.
I Cattivo Costume, con la collaborazione di Gaspare Nasuto e le sue guarattelle napoletane del ‘500, hanno potuto sviluppare e dar vita anche a una versione teatrale di questo lavoro.
“In questo momento il cuore batte forte e dentro ci passano in rassegna tutti i passi, tutti gli sguardi incrociati, le persone che negli anni hanno fatto parte di questo progetto”, racconta Marco Milone, fondatore dal 1993 del progetto artistico Cattivo Costume, che fonde musica, poesia, mimo, teatro, visual. Un viaggio nel suono dal noise all’acustico tribale. “Grazie a Roberta Ida Izzo – continua Milone -, sei anni di cammino insieme che hanno portato a
questo risultato”.

Il disco è frutto di ricerca e studio sulle radici e tradizioni del Sud Italia, sui cantastorie e cuntastorie dell’Italia meridionale. Canzoni in lingua napoletana e sonorità che fondono l’utilizzo di strumenti e ritmi della tradizione
partenopea e del mondo uniti, grazie alla collaborazione dell’etichetta discografica salernitana XXXV, a elementi di rock ed elettronica.
Tanti i musicisti che hanno partecipato a questo disco: Nicodemo, Carlo Roselli, Luca Buoninfante, Giuseppe Mauro, Patrizia Ferrarini, Lucio Auciello, Camillo Mascolo, Giovanni Paglioli.
“Ringraziamo chi, a vario titolo, ha contribuito a sostenere questo progetto: Il cantautore siciliano Ezio Noto e il circuito del Dedalo Festival, Carmine Donnola il poeta banditore lucano, il cuntastorie licatese Mel Vizzi, i maestri Francesco Giunta e Edoardo De Angelis, il maestro Lucio Corelli e i pupi napoletani, Melchiorre Titone di TM Audio,
Cristina Marchione dell’associazione culturale Le culture diverse, Angela e famiglia Demontis”.
La copertina del disco è opera artistica del maestro Aurelio Demontis. La cura dei loghi di Valeriana Cretella (Vale Paz). Le foto ufficiali che accompagnano l’uscita del disco sono di Sonia Somma.
Il 24 Novembre 2017, showcase di presentazione del disco al Fall Festival, Salerno e il 2 dicembre 2017, la versione cunto, musica e teatro “La leggendaria Storia di Giovanni Senzaterra” a Caserta per Teatro Cerca Casa di Manlio Santanelli.
Tutti gli aggiornamenti in tempo reale su:
https://cattivocostume.wordpress.com

Parte la nuova stagione del collettivo Be Quiet al Piccolo Bellini di Napoli

Terzo anno consecutivo che il collettivo Be Quiet porta in scena al teatro Piccolo Bellini dopo i numerosi sold out e le richieste del pubblico.
Inizia la nuova rassegna con un doppio appuntamento, giovedì 23 e venerdì 24 dalle ore 21.00, si accendendo i riflettori sugli storici componenti del collettivo e la loro musica.
Si riconfermeranno in questa nuova stagione i tipici e insostituibili ingredienti del Be Quiet: sorprese ed ironia. Sarà servita la musica, come al solito protagonista, e l’originalità degli spettacoli farà da contorno.
Giovedì 23 ad inaugurare la rassegna saranno i cantautori Nicola Dragotto e Luciano Labrano. Il primo aggiungerà al suo repertorio brani tratti dal recente disco “L’ultima causa”, in uno spettacolo che alternerà poesia in musica a dialoghi con il pubblico, mentre il secondo presenterà brani composti da ragazzo tra il 1978 e il 1985, basati prevalentemente su giochi di parole e assonanze linguistiche messe in musica con l’intento di creare contrasto tra un assoluto stile surreale e armonizzazioni classiche.
Giovedì 24 sarà la volta di Alfredo d’Ecclesiis, già frontman dei Bluesaddiruse, che in quest’occasione, spogliato dall’elettricità e dalla durezza della sua band, condurrà il pubblico in una dimensione più intima e mistica, e di Pierpaolo Iermano che presenterà il suo nuovo album “Bagnoli Babylon”.

Prima che me ne scordi, l’ultimo romanzo di Redenta Formisano alla Sala Don Bosco di Scafati

Sabato 25 novembre alle ore 17.30, presso la Sala don Bosco di Scafati (piazza Vittorio Veneto), verrà presentato “Prima che me ne scordi”, l’ultimo romanzo di Redenta Formisano.
Ne parleranno Nando Cerrato, Regina Ada Scarico e Mimmo D’Alessandro, moderati da Alfonso Annunziata. Durante la presentazione, interventi musicali ad opera di Dario Patti al violino e Antonio Florio alla chitarra, accompagneranno alcune letture tratte dal romanzo.
Edito da Altredizioni, si tratta di una narrazione che si sviluppa su tre livelli. Il primo riguarda il presente di una donna, Luna, che sta perdendo la memoria, che scambia le stagioni, dimentica i farmaci da prendere e, spesso, non ricorda se ha mangiato e dove abita. Si iscrive all’Università della terza età e cerca di afferrare il presente attraverso l’utilizzo del computer.
La donna che è ancora in parte consapevole di ciò che le sta accadendo, racconta a Francesca una vicenda che ha vissuto nella sua adolescenza, che costituisce il secondo livello della narrazione.
Francesca, depositaria della memoria di un passato che la protagonista sta per perdere, è solo una bambina di undici anni, ma lo si scoprirà solo alla fine.
Si tratta di una storia d’amore che nasce e si consuma negli anni del fascismo e della guerra e che si conclude nella strage nazista avvenuta nella miniera di Niccioleta.
Il giovane Carlo di cui la protagonista è innamorata scrive delle lettere indirizzandole a Charles Baudelaire e facendole leggere a Luna.
Il terzo livello del romanzo è costituito da queste lettere, costruite in gran parte con i versi del poeta e conservate da Luna in una vecchia scatola riposta, di volta in volta, nei posti più impensati.
Nel romanzo, ambientato in Toscana, nella zona delle colline metallifere, si muovono molti personaggi, caratterizzati con brevi tratti e s’intrecciano passato e presente, in una narrazione in cui spesso anche il dramma viene affrontato con lievità soffusa.
“Prima che me ne scordi” è certamente un romanzo atipico, per l’intrecciarsi dei tempi, per il ritmo spezzato della narrazione, per il florilegio dei versi di Baudelaire che diventano delle lettere.
Si tratta di una storia a singhiozzi, antica e moderna, allegra e triste, una storia di memorie e oblio, una storia di storia e non solo.

Redenta Formisano è conosciuta da tutti come la professoressa del Liceo di Scafati dove ha insegnato per tanti e tanti anni Italiano e Latino. Con lei si sono formate generazioni di donne e uomini. Ha concluso la sua carriera nella scuola come preside di un Istituto comprensivo di Imola. Ha scritto e pubblicato, a partire dal 1985, numerosi racconti e romanzi.
Ne ricordiamo alcuni:
“Rosso nella memoria” (Tempi moderni, 1985)
“Il mare nel pozzo” (Avagliano Editore, 1997)
“Il silenzio dei telai” (Pironti Editore, 2002), vincitore ne 2004 del premio speciale Il Mulinello. La giuria era presieduta da Mario Luzi. “Biondo menopausa” ( Gaia edizioni, 2009) scritto insieme all’indimenticabile Elvira Garbato.
“Le parole di Creusa” (Altredizioni, 2010), da cui è stata tratta  una cantata con musiche del maestro Mauro Porro.
Due raccolte di racconti: “Sapori di storie” (Calamos editore, 1998)  e “Mater dulcissima”  (Altredizioni, 2014)
Nel 2007 proprio un suo racconto è stato selezionato tra i vincitori del concorso “Lettera a una professoressa 40 anni dopo” e premiato con una stampa di Barbiana e la pubblicazione online. Il racconto “Non è il mare” è stato selezionato tra i vincitori e pubblicato nel libro “Raccontaci di un gelso”.

Slitta a domani il trasferimento della salma di Riina da Parma a Corleone

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Slitta a domani mattina il trasferimento della salma del boss mafioso Totò Riina da Parma a Corleone. Nonostante il nulla osta ricevuto dalla Procura di Parma, ci sarebbero altre formalità burocratiche da adempiere. Formalità che hanno provocato il rinvio della partenza a domani. L’arrivo a Corleone è atteso per la tarda serata di domani.

Camorra, i figli dei boss insieme ad incensurati e insospettabili: ecco i volti nuovi del clan Lo Russo. TUTTI I NOMI

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C’è la storia del nuovo clan Lo Russo nelle circa mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesca Ferri che ha colpito 43 esponenti della cosca dei “Capitoni” di Miano. Tra questi molti incensurati, volti sconosciuti fino a poco fa alle forze dell’ordine e che nel corso dell’ultimo anno sono cresciuti e diventati punti di riferimento della camorra nell’area Nord di Napoli. In 40 sono finiti dietro le sbarre stanotte nel corso di un blitz congiunto di carabinieri e polizia. Non a caso scrive il gip: “Non è certamente l’arresto ed il pentimento di Carlo Lo Russo, reggente in epoca recente per un breve lasso temporale, ad aver determinato la fine del clan. Come emerge anche dalle recenti dichiarazioni collaborative vi è stata una riorganizzazione interna che ha consentito ad uomini di spessore ancora in grado di operare sul
territorio, come Valerio Nappello, di prendere in mano le redini dell’organizzazione garantendo una continuità. Non va dimenticato che ci sono ancora appartenenti alla famiglia Lo Russo ‘irriducibili’ come Peppe Lo Russo ma anche come i più giovani Lellè (Carlo Lo Russo, omonimo figlio del capo clan pentito), Enzo Lo Russo ‘o signore ed Enzo Lo Russo figlio di Carlo, le cui pene temporanee non consentono di esprimere una prognosi negativa in ordine alla prosecuzione della vita del clan. D’altra parte, come più volte detto, è proprio la storia del clan dei capitoni ad aver insegnato che i pentimenti e le condanne non hanno mai impedito agli affiliati liberi nei diversi momenti storici di fronteggiare le ‘crisi’ dell’organizzazione garantendo la prosecuzione delle illecite attività idonee a rimpinguare le casse del clan e, dunque, il sostegno ai detenuti, anche in attesa delle scarcerazioni dei vertici dell’organizzazione”. In questo contesto va letto il blitz di stanotte e gli arresti di incensurati e insospettabili.

 GLI AFFILIATI COLPITI DA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

1. ACETO Anna nata a Napoli il 21/07/1952
2. ADDEZIO Mauro nato a Napoli il 13/06/1979
3. ANNUNZIATA Gianluca nato a Napoli l’01/12/1991
4. BOSTI Ettore nato a Napoli il 9.12.1986
5. CANGIANO Salvatore nato a Napoli il 16/03/1973
6. CARRINO Vincenzo nato a Napoli il 24/02/1994
7. CASO Gaetano nato a Napoli il 28/08/1990
8. CHIANESE Domenico nato a Napoli il 05/10/1990
9. CORONA Marco nato a Napoli il 08/06/1986
10. CRISTILLI Antonio nato a Napoli il 06/10/1962
11. D’AMICO Vittorio nato a Napoli il 14/04/1992
12. D’ANDREA Tommaso nato a Napoli l’11/09/1973
13. D’ANGELI Giuseppe, nato a Napoli il 12.05.1981
14. DAVIDE Antonio nato a Napoli il 07/02/1986
15. DAVIDE Davide nato a Napoli l’11/02/1994
16. DE MARTINO Vincenzo nato a Napoli il 30/03/1987
17. DI FENZA Eugenio Junior nato a Napoli il 23/04/1992
18. DI NAPOLI Carmine nato a Napoli l’01/10/1965
19. FONTANA Giuseppe nato a Napoli il 30.7.74
20. FREDA Salvatore nato a Napoli il 14/05/1971
21. GATTO Alessandro nato a Napoli il 18/04/1990
22. GATTO Armando nato a Napoli il 19/02/1981
23. GEMITO Pietro nato a Napoli il 11/12/1992
24. MANGO Luigi nato a Napoli il 21/02/1993
25. MARANO Michele nato a Napoli il 16/02/1995
26. MINUTOLO Gaetano nato a Napoli il 09/02/1998
27. MIRAGLIA Salvatore Angelo nato a Napoli il 02/10/1988
28. MUSTO Giacomo nato a Napoli il 17/01/1995
29. PALMIERI Emmanuele nato a Napoli il 05/07/1994
30. PECORELLI Damiano nato a Napoli il 03/04/1981
31. PELUSO Alessio nato a Napoli il 05/03/1993
32. PISTONE Massimiliano nato a Napoli il 03/11/1988
33. RUGGIERO Gennaro nato a Napoli il 22/02/1969
34. RUOCCO Gennaro nato a Napoli il 04/02/1989
35. SANNINO Antonio nato a Napoli il 15/02/1995
36. SANSONE Mario nato a Napoli il 06/09/1977
37. SARNATARO Agostino nato a Napoli il 7.1.1973
38. SIBILLO Cristofaro nato a Napoli il 02/09/1990
39. SPINA Ciro nato a Napoli il 24/03/1995
40. STAITI Renato nato a Napoli il 06/07/1992
41. STAITI Vincenzo nato a Napoli il 04/04/1966
42. TAGLIALATELA Ciro nato a Napoli il 18.1.1981
43. TORRE Giuseppe nato a Napoli il 4.2.1995

 

Svolta a sorpresa alla Figc. Carlo Tavecchio si è dimesso in Consiglio federale

‘Ambizioni e sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato’, ha detto a quanto ha appreso l’ANSA, prima di chiedere le dimissioni di tutto il consiglio. ‘Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni voi’, ha poi aggiunto rivolto ai consiglieri. “Il Consiglio federale resta in carica, Tavecchio si occuperà della gestione ordinaria fino a nuove elezioni che dovranno essere indette entro 90 giorni”. Così Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, ha fotografato la situazione in Federcalcio a seguito delle dimissioni del presidente Carlo Tavecchio. “Il commissario non e’ previsto, ora serve un progetto rivoluzionario e innovativo”. “Prendo atto della decisione del presidente Tavecchio – ha aggiunto Gravina – spero che in tempi brevi vi sia la convocazione di un’assemblea come espressione democratica, nella speranza che tutte le espressioni di questo mondo possano esprimere una progettualità innovativa e rivoluzionaria. Non sono sorpreso dalle dimissioni di Tavecchio, ma dispiaciuto per le modalità di gestione, il presidente avrebbe dovuto darci la possibilità di replicare. Il commissario non è previsto dallo Statuto”, conclude.
Tavecchio: “Io mi sono dimesso, Consiglio federale no” – “Ho rassegnato le dimissioni e per mero atto politico le ho chieste al Consiglio, ma nessuno le ha rassegnate. Siamo arrivati a un punto di grandi speculazioni. La Lega Pro non è mai stata alleata, la settimana scorsa mi era stato inviato il documento programmatico”. Lo ha detto l’ormai ex presidente Figc, Carlo Tavecchio, nella conferenza stampa seguita al consiglio federale. “Tutto è avvenuto mentre non c’erano i vertici delle Leghe, bastava aspettare dieci giorni ha ripetuto più volte Tavecchio – Io ho fatto il commissario della Lega di Milano nell’interesse di altri non mio. Questo è stato preso come atto di riverenza, noi riverenze non ne facciamo”. “Ieri sera il presidente del Coni ha detto che il ct lo aveva scelto Lippi, io ho sempre detto che lo aveva scelto Carlo Tavecchio – sottolinea il presidente dimissionario – E Carlo Tavecchio paga per avere scelto Ventura. Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia. Se quel palo fosse stato gol io sarei diventato un campione. Ditemi quali sono i risultati delle altre Federazioni. Qualcun altro ha fatto il seme, io raccolgo i frutti. Chi è andato a Istanbul per organizzare la questione dell’Uefa. Chi ha fatto certe operazioni di politica internazionale? Chi ha favorito che l’Italia avrà in futuro quattro squadre in Champions?”. “Quando oggi ho avuto la sensazione che la mia componente (la Lnd, ndr), nella quale ho vissuto per 18 anni, ha fatto considerazioni che non promettevano sostegno, non ci ho pensato un attimo e mi sono dimesso per un atto politico e non sportivo”. Così il presidente dimissionario della Figc, in conferenza stampa ha spiegato i motivi del passo indietro. “Carlo Tavecchio – ha aggiunto parlando in terza persona – paga per avere scelto Ventura. Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia”.
Tavecchio: “Punto di speculazione arrivato al limite” – “Il punto di speculazione ha raggiunto il limite e fino a stamani il quadro non era cambiato”. Così il presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio, in conferenza stampa dopo la riunione del consiglio federale. “Ho parlato con quattro-cinque allenatori: sono impegnati”, ha ricordato Tavecchio parlando del toto ct all’indomani dell’esonero di Ventura, prima di tornare a rivendicare i meriti della sua gestionre: “Abbiamo attivato i centri federali, la riforma dei campionato giovanili, la riforma del calcio femminile, abbiamo una gestione di bilancio che fa invidia a chi è quotato in borsa. Tutti i 240 ragazzi che hanno lavorato per la Federazione e che lavora è gente di valore. Abbiamo realizzato la ristrutturazione completa di Coverciano e introdotto la Var. Nel 2014 fui il primo a scrivere a Blatter per la Var. Il primo fu Biscardi, il secondo Tavecchio – ricorda il presidente dimissionario – Non dimentichiamo i risultati delle Nazionali giovanili. Io ho sempre guardato gli uomini in faccia. Se avessimo fatto un gol, Tavecchio era un grande, resto 161 cm. La mia squadra mi ha dato di più. Io non giudico nessuno e non voglio parlare di tradimenti, ognuno fa le proprie scelte politiche. Io parlavo di maggioranza che mi ha eletto. Le opposizioni sono sempre state opposizioni. Non pensavo che la LND si schierasse con le opposizioni, ma è una scelta politica. Forse ho la colpa di non essere entrato nello spogliatoio a Milano per far cambiare allenatore – conclude – Ho condiviso tutto con il presidente del Coni. L’affronto più grande al Consiglio è stato di tenere lontana la Lega di A”.
Malagò: “Unica soluzione, commissariare la Figc”- “C’è la volontà di commissariare la Federcalcio, lo dice lo statuto. Mi sembra l’unica soluzione”. Lo annuncia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che oggi ha fissato una Giunta straordinaria per mercoledì alle ore 16:30. “Siamo obbligati a fare la Giunta straordinaria mercoledì alle 16,30 perché lo statuto recita che abbiamo 48 ore dal momento della convocazione. Può succedere da statuto che si deve procedere a un commissariamento”, ha specificato Malagò, spiegando il motivo che spinge il Coni a commissariare la Federcalcio, vale a dire la mancanza di una governance: “I fatti sono chiari e oggettivi – ha specificato il numero uno dello sport italiano – Se ci fosse stato un Consiglio federale completo, compatto, forte, ci potevano essere anche altre soluzioni finali, ma se in un contesto così eccezionale come l’eliminazione del mondiale, ti ritrovi che alcune componenti prendono posizioni così antagoniste, come Calciatori e Lega Pro, e anche in altre parti c’erano dei rumors di scricchiolii, e aggiungi che due componenti neanche esistono, quella di A e di B, non è che serve uno scienziato per arrivare alla conclusione che avevo individuato già da qualche ora”. Io commissario della Figc? Personalmente ho un’agenda molto molto complicata e soprattutto tra 90 giorni c’è un’Olimpiade in arrivo, peraltro lontana e con un fuso orario diverso. Penso che sia di buon senso trovare un’altra soluzione”. E’ quanto fa sapere il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla possibilità di rivestire personalmente il ruolo di commissario della Federcalcio dopo le dimissioni del presidente Carlo Tavecchio. “Ne voglio parlare con gli amici della Giunta, perché non è una scelta che dipende da me ma dal Coni: è l’organo che io rappresento e al suo interno ci sono delle personalità che hanno le loro idee”, ha concluso il capo dello sport italiano che a margine degli Stati Generali dello sport italiano, in corso al Foro Italico a Roma, ha comunque specificato che “è prematuro” fare nomi di possibili candidati a commissario.
Ulivieri, non mi dimetto o c’è pericolo arrivi Malagò – “Il Consiglio federale rimane in carica per l’ordinario: io non le do le dimissioni, altrimenti c’è il pericolo che arrivi davvero Malagò…”. Lo ha detto Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, uscendo dal consiglio della Figc. “Quello di oggi e’ un segnale grosso, un segno di debolezza. Rispetto la decisione di Tavecchio, ha chiesto le dimissioni di tutti come gesto politico: ma dobbiamo restare per garantire l’ordinaria amministrazione, altrimenti davvero arriva qualcuno da fuori e sarebbe una iattura…”. “Non condividiamo la decisione di Tavecchio, perché a nostro avviso sarebbe stato meglio aspettare la decisione dei presidenti delle Leghe di A e B”, ha spiegato Ulivieri. “Se qualcuno ha spinto per mettersi qualche medaglia al collo e al petto, e credo che qualcuno lo abbia fatta, probabilmente non sa fare il dirigente. “Se Tavecchio è stato indotto a dimettersi? Figuriamoci, è una scelta sua, personale – sottolinea Ulivieri – le valutazioni spettano a lui. Ma se c’e chi ha corso per appuntarsi medaglie, ha sbagliato. No, non mi riferisco a Malagò, lui non c’entra nulla con questo. Il presidente Tavecchio, come atto politico, aveva chiesto le dimissioni di tutto il consiglio. Io non le do”

Napoli, Sarri: “Non sentire pressione, dobbiamo provarci”

“Non dovremo sentire pressione. Purtroppo la situazione del girone non dipende da noi ma dobbiamo provarci. C’e’ un piccolo spazio aperto e dobbiamo provare ad entrarci dentro, purtroppo la nostra classifica in Champions e’ difficile”. Maurizio Sarri sa bene che al Napoli non resta domani che battere lo Shakthar e sperare, con la strada verso gli ottavi di Champions piu’ in salita che mai. “Lo Shakthar e’ una squadra pericolosa e noi dovremo fare una gara rischiosa – riconosce ai microfoni di Premium Sport – Hanno dei contropiedisti di alto livello, e’ una delle squadre piu’ collaudate d’Europa. Noi al sorteggio siamo stati poco attenti a considerarla una squadra abbordabile. E in futuro sentiremo parlare molto del loro allenatore. San Paolo non tutto esaurito? Se c’e’ meno pubblico in Champions che in campionato dipende da noi, vuol dire che abbiamo fatto peggio in Europa. Sta a noi avere un guizzo per riempire lo stadio anche in Champions”. Manchera’ Koulibaly (“E’ un giocatore forte e importante pero’ se abbiamo una buona organizzazione la mancanza di un difensore non deve influire piu’ di tanto”) mentre per quanto riguarda Insigne e la possibilita’ che sia lui l’uomo della Provvidenza, “dopo il declino della schedina tradizionale non ho mai giocato un euro su niente. E voglio continuare su questa strada. Vediamo come sta Lorenzo, ha preso un colpo nell’ultima gara anche se non dovrebbe essere niente di particolare. Secondo me in ogni squadra ci sono degli uomini che devono essere esclusi da tutti i discorsi di turnover come succede al Barcellona, al Real Madrid, al City e al PSG. E Insigne e’ uno di questi giocatori”.

Father and Son è il videogioco prodotto dal Mann con oltre 1,2 milioni di download

“Father and Son” è il videogame in 2D a scorrimento laterale prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann). Interattivo dentro il museo, è disponibile gratuitamente, da oggi, per iOS e Android anche in cinese, russo, francese, spagnolo e portoghese, oltre che nella versione di lancio in italiano e inglese. Da aprile 2017, data del suo rilascio, il videogioco ha totalizzato oltre un 1,2 milioni di download nel mondo.
Previsto il rilascio del secondo episodio nella primavera del 2018. I contenuti del videogame sono sviluppati dall’Associazione Tuo Museo e concordati con il direttore del Mann, Paolo Giulierini, da un’idea di Ludovico Solima. Game designer è Fabio Viola.
In corso di realizzazione anche una versione del gioco in lingua napoletana con il coinvolgimento di alunni delle scuole dei quartieri Sanità e Forcella. E’ allo studio anche una trasposizione teatrale del primo episodio di “Father and Son”, con un passaggio dal virtuale al reale della storia proposta dal gioco.
Scelto da Apple come prodotto “vetrina” principale, il gioco (senza contenuti addizionali a pagamento e senza rimandi pubblicitari) è stato fin ora scaricato principalmente in India con il 17,9% dei download, l’8,8% negli Stati Uniti, il 7,25% in Italia e il 6,2% in Indonesia, con un rating elevatissimo di 4,6/5 su entrambi gli store, per quasi 1 milione di ore complessive giocate.
In 12 mila hanno effettuato check-in presso il museo, per lo sblocco di contenuti addizionali. Oltre 13.000 sono le recensioni su Google Play e oltre 320.000 le visualizzazioni dei Trailer ufficiali su YouTube.
Il gioco si sviluppa attraverso diversi livelli temporali: ad esempio, il protagonista Michel, che cerca di comprendere la vita di suo padre archeologo deceduto, può essere catapultato nel 79 d.C. a Pompei nelle ventiquattro ore che precedettero la devastante eruzione del Vesuvio, per poi tornare nel 2017 nelle rovine della città romana, nella veste di turista che scatta una foto, proprio sul luogo delle ultime ore di vita di una famiglia incontrata in precedenza.
Tra le particolarità del videogioco va anche ricordata la presenza di una colonna sonora originale, che varia in relazione alle epoche nelle quali il giocatore si trova ed agli stati d’animo del protagonista. A questo si aggiunge il fatto che “Father and Son” utilizza grafiche dipinte a mano: tanto gli ambienti del museo che i contesti esterni (tre chilometri di strade di Napoli sono state ricostruire virtualmente) sono firmate dall’artista inglese Sean Wenham.

Allan: ”Champions League o Scudetto? Non facciamo calcoli”

“Domani con lo Shakhtar dobbiamo fare una grande fase difensiva, essere compatti, fare il nostro gioco e così potremo vincere la partita. Campionato o Champions? La prossima partita è sempre la più importante, noi pensiamo sempre a vincere e non facciamo calcoli di nessun genere”. Così il centrocampista Allan nella consueta conferenza stampa pre-partita di Napoli-Shakhtar Donetsk, gara valida per la quinta giornata dei gironi di Champions League che si giocherà domani sera allo stadio San Paolo di Napoli alle ore 20.45.

‘Sfida’ tra minorenni, a fuoco ricovero clochard ad Avellino

Secondo la Polizia e’ un ragazzo di 14 anni l’autore del raid che nella tarda serata di venerdi’ scorso ha provocato l’incendio all’interno di un bistrot abbandonato, di proprieta’ del comune di Avellino, nel quale aveva trovato riparo per la notte un 43 enne senza fissa dimora di nazionalita’ ucraina. Le fiamme, provocate da fazzolettini imbevuti di alcool, avevano attaccato suppellettili, materassi e le stesse coperte in cui l’uomo era avvolto. Grazie all’intervento di una sua connazionale, Oleg, questo il nome dell’ucraino, e’ riuscito a salvarsi rimediando solo lievi ustioni a una gamba. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Avellino, grazie anche alle testimonianze di alcuni passanti, sono riuscite a risalire al presunto autore, senza precedenti penali, che avrebbe agito insieme ad altri suoi amici minorenni. Gli investigatori escludono piste politiche alla base del gesto. Si sarebbe trattato di “una prova di coraggio – spiega il vice questore Elio Iannuzzi – maturata all’interno di una sfida tra coetanei”. Il minorenne e’ stato denunciato alla Procura del Tribunale dei minori di Napoli. Indagini sono in corso per individuare gli altri giovani che hanno partecipato al raid.

Inaugurato a Giugliano il bosco delle Caldaie

In vista della Giornata Nazionale degli Alberi del 21 novembre, nasce oggi a Giugliano il Bosco delle Caldaie che con la piantumazione di oltre 500 pioppi bianchi permetterà di compensare 350mila kg di Co2. Il progetto, nato dalla sinergia tra il Comune di Giugliano e il Comitato Parchi per Kyoto (onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente), coinvolge un terreno di 10.000 mq all’interno dell’area vasta ricompresa tra la località Masseria del Pozzo e la località Ponte Riccio e nasce dal progetto ”L’albero delle Caldaie”. È stato scelto, per la realizzazione del bosco strutturato in dieci cerchi concentrici, il pioppo clone Ballottino, un ibrido che si è originato spontaneamente tra l’autoctono pioppo nero (P. nigra) e il pioppo canadese (P. deltoides), noto per la sua adattabilità a terreni differenti e alla carenza idrica, resistente alla defogliazione, al vento e ai parassiti. I fiori maschili rossastri e i femminili giallastri sono portati da individui distinti (pianta dioica) e fiorisce a marzo-aprile. Questa pianta ha già dato ottimi risultati nell’intervento di risanamento di un sito contaminato di Giugliano (San Giuseppiello), dove ha mostrato ottima percentuale di attecchimento, velocità di crescita, resistenza alla siccità e bassa necessità di manutenzione. Le associazioni di formazione tecnica degli Idraulici di Pisa e di Genova (Afige e Afipi, cui aderiscono oltre 300 imprese locali) si sono impegnate a piantare, attraverso il sostegno del Comitato Parchi per Kyoto, almeno un albero per ciascun cliente che ha deciso di sostituire la vecchia caldaia con una caldaia a migliore efficienza energetica, versando il contributo di 30 euro ad albero. Il progetto si avvale della supervisione scientifica dell’Università Federico II di Napoli e la collaborazione del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della provincia di Napoli e del Consorzio Imprenditori Giugliano.

Il Cardone beneventano ha vinto il Campionato Nazionale della Cucina Contadina

Il “Cardone beneventano” risulta il miglior piatto tradizionale tra gli agriturismi italiani nell’ambito del Campionato Nazionale della Cucina Contadina promosso da AgrieTour, Salone Nazionale dell’Agriturismo e dell’Agricoltura multifunzionale, il più importante appuntamento di settore in programma quest’anno ad Arezzo dal 17 al 19 novembre.
A portare il “Cardone beneventano”, pietanza tipica natalizia, sul gradino più alto dei piatti tradizionali è stato l’agriturismo di Benevento “La Collina di Roseto” di Nunzia Veronica Iannelli, associato a Turismo Verde di Cia-Agricoltori Italiani. La ricetta, realizzata in diretta da Pasqualina Pica, si basa su un mix di sapori. La gara ha visto in concorso oltre dieci aziende agrituristiche giudicate da una giuria presieduta da Marco Rossetti e Francesca Topi, giornalisti enogastronomici. Un agriturismo su due (il 50,4%) offre il servizio di ristorazione, un dato che oltretutto è in crescita di anno in anno. Si tratta generalmente di un arricchimento dell’offerta aziendale, che si inserisce nel circuito di ristorazione-alloggio mediante il consumo in loco di prodotti alimentari di origine aziendale. Nel 2016 le aziende autorizzate alla degustazione sono 4.654 e rappresentano il 20,5% degli agriturismi in complesso.
Rispetto all’anno precedente si registra un aumento dell’8,6% a livello nazionale, sintesi di una crescita del 2,5% al Nord, del 31,9% nel Mezzogiorno e del 2,9% al Centro. Con 572 aziende agrituristiche (il 14% del Mezzogiorno), delle quali il 49% a conduzione femminile, la Campania dispone di circa 19 mila 700 coperti per la ristorazione e 4231 posti letto per un fatturato annuo medio di 26 milioni di euro. Simbolo di una cucina semplice ma mai approssimativa, negli ultimi anni anche gli agriturismi hanno conosciuto un percorso di crescita in risposta alle esigenze sempre più puntuali dei consumatori. Per questo Cia Agricoltori Italiani e Turismo verde propongono da tre anni “Agrichef” il Festival dell’Agriturismo Italiano, che quest’anno ha visto protagonista proprio l’agriturismo “Collina di Roseto” di Benevento.
“Come Cia Campania siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento. Il ruolo dell’azienda agricola – sottolinea Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania e vicepresidente nazionale Cia –  consente di garantire, oltre alla manutenzione e alla difesa di territori e paesaggi tipici, un indotto non secondario per le altre attività turistiche e commerciali. In questo periodo l’enogastronomia dei nostri territori viene esaltata dalle tradizioni così come ad essere valorizzata è la capacità di accoglienza di chi è impegnato a fare impresa nel settore agricolo”.

Bomba a Sant’Antimo, il sindaco: ”Reagire con forza”

“Tutti, le istituzioni in prima linea, trasversalmente al proprio orientamento e colore politico, sono chiamati a fare la propria parte. Questa citta’ non intende piegarsi alle intimidazioni della criminalita’ organizzata”. E’ quanto si legge, in una nota, del Comune di Sant’Antimo diffusa dopo l’esplosione di un ordigno avvenuta la scorsa notte dinanzi a una palestra. “Il Sindaco e l’Amministrazione tutta hanno gia’ investito le istituzioni e continueranno a sollecitarne l’intervento nella maniera piu’ urgente e incisiva. Al contempo, la cittadinanza tutta e’ invitata a reagire con forza denunciando e collaborando con le forze dell’ordine. Un invito particolare e’ rivolto ai commercianti, affinche’ mantengano ferma la loro determinazione a non cedere alla pressione del racket” conclude la nota.