Si è conclusa ieri la settimana europea dei Centri per l’impiego con la tappa casertana.
Sono 8 i CPI della provincia di Caserta e 130 i dipendenti che con grande passione e abnegazione attuano sul territorio le misure di politica attiva messi in campo da Regione e Governo.
In sala c’erano imprenditori, giovani lavoratori assunti con Garanzia Giovani, lavoratori assunti con il programma ricollocami, inserimenti con Garanzia Over.
Tanti esempi di auto imprenditorialità (e ricongiunzione familiare) di giovani NEET, ma anche di impresa in rosa grazie a Ricollocami ed esempi di integrazione lavorativa di disabili e di formazione di giovani direttamente in carcere.
“Ho promesso alla giovane Maria Rosaria di andare a farle visita al suo ristorante KEBAB- afferma la Palmeri- aperto a Caserta grazie a Garanzia Giovani.
Ho promesso a Salvatore, un over cinquantenne assunto con Ricollocami di assaggiare i suoi panini da Macdonald, e poi il dr. Michele Schiavone, che ha assunto 14 giovani con Garanzia Giovani e 3 con il programma ricollocami. Importanti esperienze anche di alternanza scuola-lavoro.
Sono state 2.059 le assunzioni di giovani con GG in provincia di Caserta e oltre 3.500 i tirocini realizzati in azienda.
Sono ben 44 le nuove aziende nate da giovani NEET del territorio. Le testimonianze di stamattina sono solo alcune esperienze di vita vera, che quotidianamente la gente comune porta avanti.
Un messaggio tra tutti ci viene dalle storie di inserimenti occupazionali- conclude poi- del collocamento mirato (per i disabili): per riuscire abbiamo bisogno di credere in noi stessi e nelle nostre capacità. Questo fa la differenza!”
Lavoro, Palmeri: 2509 assunzioni con garanzia giovani in provincia di Caserta
Enogastronomia made in Italy passione per 1 turista su 4
E’ l’enogastronomia tra le principali attrattive di chi visita l’Italia, con 1 turista su 4 che non rinuncia a gustare i prodotti made in Italy. E’ quanto e’ emerso nel convegno organizzato da Unioncamere a Napoli, nell’ambito della seconda tappa del tour ‘Le campagne in citta” di Coldiretti. Si scopre cosi’ che il 25,9% dei visitatori degusta vini e piatti made in Italy, il 18,7% acquista sul posto prodotti tipici e/o artigianali del territorio e l’11,3% partecipa ad eventi enogastronomici. Mangiare ma anche conoscere, visto che l’1,6% dei turisti partecipa alle fasi di produzione in aziende dell’agroalimentare o dell’artigianato. Tra le ragioni di scelta della destinazione di vacanza il turismo enogastronomico e’ la terza, subito dopo quella culturale e naturalistica. Il 12,8% di italiani e il 13,8% di stranieri e’ mosso da interessi alimentari, prima di tutto connessi al vino (2,8%), ma anche dalla pasta (0,9%) e dai salumi (0,5%). Complessivamente sono quasi 211 milioni le presenze turistiche in Italia che fanno questo tipo di acquisti, producendo un impatto economico di 6,6 miliardi di euro. Inoltre, durante il soggiorno il 40,9% dei turisti utilizza app per reperire informazioni e di questi il 25,2% lo fa per conoscere dove acquistare prodotti tipici. Ad offrire prodotti enogastronomici e’ il 25,4% delle strutture ricettive. A detta delle stesse imprese, risultano carenti, sotto questo punto di vista, gli agriturismi (4%), i ristoranti (2,7%) e le pizzerie (2,4%), le enoteche (2%) e le forniture di specialita’ alimentari tipiche (0,1%). Quanto alla spesa giornaliera dei turisti il 56% acquista prodotti enogastronomici tipici per un importo di 16 euro a testa.
Cristina Donadio, ospite al cineforum di Arci Movie al cinema Pierrot di Ponticelli
Sarà l’attrice Cristina Donadio a presentare il film “La parrucchiera” di Stefano Incerti giovedì 30 novembre al cineforum di Arci Movie al cinema Pierrot di Ponticelli. L’artista sarà presente alla proiezione delle ore 21.00.
L’entusiasmo con cui gli artisti – dice Roberto D’Avascio – rispondono ai nostri inviti è uno stimolo per andare avanti nel nostro percorso: per Arci movie è fondamentale riuscire a creare questi momenti d’incontro e dibattito con personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo perché è un ulteriore modo di avvicinare il pubblico al mondo culturale e del cinema. Gli incontri con ospite si confermano una formula vincente e in questa stagione ne prevediamo diversi. Siamo molto contenti di avere ospite un’attrice come la Donadio che nella sua lunga carriera ha dimostrato una versatilità non comune. Una delle attrici preferite del regista e drammaturgo Enzo Moscato, la Donadio è una delle protagoniste di “Gomorra 3”.
“La parrucchiera” è un film con Massimiliano gallo, Pina Turco, Cristina Donadio, Tony Tammaro, Lucianna De Falco diretto da Stefano incerti. Rosa è una bellissima ragazza dei quartieri spagnoli di Napoli che lavora nel negozio di parrucchiere di Lello e Patrizia. Lello è attratto da lei fino all’ossessione, ma quando le avances si fanno troppo pesanti, Rosa è costretta a scappare e a licenziarsi. Patrizia, che ha sempre considerato Rosa come una figlia, si sente tradita e prende le parti del marito lasciando la ragazza senza lavoro. A questo punto Rosa, con l’aiuto delle sue amiche del cuore Micaela, donna passionale e intraprendente, e Carla, transessuale sensibile e materna, tenta la grande scommessa di aprire un salone tutto suo. Ben presto i sogni diventano realtà: il negozio di Rosa non solo si afferma, ma arriva addirittura a rivaleggiare con quello di Lello e Patrizia, e nella vita della ragazza si riaffaccia anche Salvatore, da sempre il grande amore di Rosa che, dalla ricerca del locale all’organizzazione dei lavori, la aiuterà in questa nuova avventura. Insomma, le cose sembrano andare per il meglio, finché un misterioso evento cambierà le sorti del salone e delle loro vite. Sarà proprio quello il momento in cui Rosa, le sue amiche e la stessa Patrizia mostreranno davvero quale cuore posseggono le donne di Napoli.
Donna non vedente del Salernitano: ”Vessata dal Comune di sant’Arsenio”
Stanca di subire quelle che definisce delle “vessazioni” si e’ seduta su una panchina “rossa” – allestita in occasione della giornata Internazionale dedicata alla violenza sulle donne – e ha puntato il dito contro l’amministrazione che guida Sant’Arsenio, comune del Salernitano dove risiede. Autrice della protesta e’ Maria Antonietta Rosa, 66 anni, non vedente, docente di scuola in pensione che con una missiva denuncia tutta una serie di presunti soprusi nei suoi confronti, dal 2014 ad oggi, da parte di rappresentanti istituzionali del comune del piccolo centro del Vallo di Diano. “Sono soggetta a vessazioni da anni ed ora sono stanca e voglio rendere pubblica la mia situazione di donna, cittadina e portatrice di handicap grave”, dice. “L’ultimo episodio vessatorio – afferma la docente – e’ l’ordinanza sindacale, contingibile ed urgente, con cui mi si ordina di sfalciare l’erba, in un terreno di mia proprieta’ di circa 80 mq, non essendo garantito il decoro, l’igiene e la sicurezza pubblica. Mi sento perseguitata in quanto ci sono a Sant’Arsenio tante aree comunali e private degradate e con erba alta. Nel mio terreno l’erba e’ rasa”. Nella missiva Maria Antonietta Rosa ricorda, tra l’altro, che nel 2014, quale elettore non vedente, le e’ stato impedito di votare con l’assistenza del marito cosi’ come e’ previsto dalla vigenti normative. “Sono convinta di subire tali vessazioni perche’ in passato ho, tra l’altro, denunciato l’uccisione ed il seppellimento di cani randagi nonche’ l’abbattimento, da parte dell’amministrazione comunale, senza alcuna ragione di un filare di 38 pini. Non mi faccio scudo del mio grave handicap, ma chiedo di essere difesa dalla violenza verso una donna ‘normale'”. Maria Antonietta Rosa negli anni passati, da docente, ha collaborato con le Forze dell’Ordine denunciando le violenze subite da una sua alunna da parte di un anziano 73enne ed, in precedenza, e’ stata parte attiva in un’indagine della magistratura sullo sversamento di rifiuti tossici nel Vallo di Diano.
Napoli, 69enne muore in ospedale dopo un’operazione all’anca: aperta un’inchiesta
Il pm – secondo quanto rende noto la Polizia – ha disposto il sequestro della salma di una donna, morta all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dove era stata trasferita in seguito al peggioramento delle sue condizioni. La donna, di 69 anni, era stata ricoverata lo scorso 6 novembre nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Loreto mare per essere operata all’anca destra.
Dopo dieci giorni, a causa di complicazioni insorte, il trasferimento al San Giovanni Bosco dove e’ stata sottoposta a un altro intervento. Poi, il decesso nella giornata di ieri. Il magistrato ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia sul cadavere della donna.
Mugnano, il comune si tinge di rosso per la Giornata contro la violenza sulle donne
La casa comunale si tinge di rosso in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa è stata organizzata dalla Commissione consiliare alle pari opportunità in segno di solidarietà e vicinanza alle vittime. “Quest’anno abbiamo preferito il silenzio e l’ascolto – spiega Annamaria Schettino, presidente della commissione – Di parole se ne dicono tante, vogliamo che siano le donne del nostro territorio a servirsi di noi, delle figure professionali di cui disponiamo per chiedere sostegno e aiuto. Non dobbiamo mai dimenticare che per violenza non si intende solo quella fisica, ma anche tutte quelle limitazioni quotidiane che spogliano le donne di tutti i diritti, rendendole solo madri e mogli”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco Luigi Sarnataro: “Illuminando il municipio di rosso vogliamo far capire a tutte le donne che siamo dalla loro parte e che le nostre porte sono sempre aperte per dare loro una mano concreta o anche solo un conforto. Sul fronte delle pari opportunità stiamo facendo molto. Di recente abbiamo iniziato un bellissimo percorso con le volontarie di Casa Karabà, mettendo in campo una serie di azioni per consentire alle vittime di violenza fisica e psicologica di riappropriarsi della propria vita. A breve, inoltre, apriremo proprio all’interno del Comune uno sportello di ascolto, ovviamente gratuito, per tutte le donne che subiscono abusi”.
Sequestro beni per 500mila euro a imprenditore legato al clan Maiale
La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un decreto di confisca emesso dalla Corte di Appello di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione, a conclusione di complessi
accertamenti patrimoniali svolti nei confronti di un imprenditore (L.C.) e dei componenti del suo nucleo familiare.L’imprenditore è stato contiguo al clan “Maiale ” operante nella piana del Sele, per conto del quale gestiva il denaro legato alla lucrosa attività di usura.
Gli accertamenti patrimoniali, delegati da questa Procura della Repubblica ai finanzieri del G.I.C.O.di Salerno, ha1111o riguardato i beni immobili e societari acquisiti all’epoca della sua vicinanza alla criminalità organizzata e hanno consentito di disporre la confisca previo sequestro ai sensi della normativa antimafia di beni per un valore complessivo di oltre 500 mila euro.
In particolare sono stati sequestrati un appartamento in Pagani e un appartamento e due locali in Pontecagnano Faiano, del valore complessivo di quasi 400 mila euro, facenti parte di un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’intero nucleo familiare del prevenuto
.Inoltre è stata disposta la confisca, nella forma per equivalente, della somma complessiva di 116 mila euro, del patrimonio dell’imprenditore e del suo nucleo familiare, perché riferibile a beni in loro possesso negli anni in cui sì è manifestata la pericolosità sociale e la sproporzione in capo al soggetto destinatario del provvedimento, ma non più nella loro disponibilità.
Tale particolare misura cautelare ha consentito la confisca di un’autovettura e delle somme giacenti sui rapporti bancari anche di 4 familiari dell’imprenditore.L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di sottrazione dei patrimoni illecitamente accumulati, nella prospettiva della loro restituzione alla collettività per finalità sociali e di pubblico interesse.
Hamsik: ”Lo scudetto è il mio sogno più grande”
“Mi sento napoletano, questa e’ la mia seconda patria, ho tanti amici e qui sono a casa mia. Il mio sogno piu’ grande e’ vincere lo scudetto a Napoli. Non riesco ancora a immaginare cosa potrebbe succedere se accadesse, ma certamente questa citta’ lo merita per l’affetto e il calore unico che ci fa vivere ogni giorno”. Marek Hamsik veste la maglia degli azzurri partenopei da oltre 10 anni e, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ribadisce che l’obiettivo che insegue ormai da un decennio e’ il tricolore.
Del resto il Napoli e’ ai vertici ormai da tempo, dopo 14 giornate e’ in testa al campionato e ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno oltre che di giocare anche il miglior calcio del campionato. Il cammino, pero’, e’ ancora lungo, lo slovacco lo sa bene ed e’ concentrato sulla sfida di domenica a Udine. “La testa e’ solo alla gara di domenica.
L’Udinese ha cambiato allenatore – dice Hamsik riferendosi al passaggio da Delneri a Oddo sulla panchina friulana -, avra’ voglia di rilanciarsi in classifica e ci attende una gara molto dura”. Poi ci sara’ la Juventus al San Paolo, ma in casa Napoli nessuno vuole correre il rischio di snobbare la trasferta in Friuli. “Non c’e’ stato bisogno che ce lo dicesse Sarri di tenere alta la concentrazione, perche’ sappiamo benissimo che affronteremo un avversario che non si dara’ per vinto e che mettera’ tutto in campo”, ha spiegato Hamsik convinto che e’ ancora presto per definire quella contro i campioni d’Italia la gara-scudetto.
“E’ troppo presto. E’ una partita molto importante ma manca ancora tantissimo alla fine del campionato. Sara’ un impegno affascinante davanti al nostro pubblico ma ripeto che adesso pensiamo solo a Udine – ha ribadito il capitano azzurro -. Sinora stiamo andando alla grande, abbiamo battuto tutti i record della nostra storia, ma dobbiamo continuare a lavorare con umilta’ restando saldamente con i piedi per terra perche’ ci aspetta una stagione molto lunga”. Tra i trascinatori della squadra uno “scugnizzo” come Lorenzo Insigne che Hamsik segue da quando l’attaccante giocava nella Primavera.
“In questi anni ha avuto una crescita incredibile. Sta dimostrando di essere un grande campione e c’e’ poco da aggiungere perche’ dice tutto il favoloso gol che ha segnato in Champions – dice riferendosi alla rete realizzata con lo Shakhtar -. E’ capace di numeri pazzeschi ed e’ un giocatore fondamentale per noi”. Allo slovacco manca un solo gol per eguagliare il record di Maradona e intanto sceglie quello che ritiene il piu’ bello: “con il Milan nel mio primo anno in azzurro, feci 70 metri di corsa col pallone tra i piedi. Pero’ il piu’ importante e’ quello in finale di Coppa Italia contro la Juventus perche’ ci diede un trofeo. Cosi’ come e’ stata bellissima la doppietta alla Juve a Torino”. Ultima battuta sui tatuaggi, Hamsik ne ha tanti, ma non e’ finita qui…”Io uno spazio me lo sono lasciato, non si sa mai, potrei farmene uno particolare nel caso in cui…”.
Napoli, spari nella Movida, il cardinale Sepe: ”Spesso la strada è la peggiore maestra”
“Quando non si da’ una educazione e una formazione soprattutto ai nostri giovani, soprattutto agli adolescenti, quando li si lascia soli senza prospettiva allora possono diventare quello che nessuno vorrebbe diventare”. Lo ha dichiarato l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rispondendo ai cronisti in merito agli ultimi episodi di violenza esplosi nella movida partenopea.
Per Sepe l’educazione e’ “un compito innanzitutto dei genitori – ha detto – che hanno il primo dovere non solo di farli mangiare, bere, vestirli e comprare loro lo scooter, ma di educarli ai valori autentici della vita. E cosi’ la scuola che deve essere impegnata in una formazione civile, insegnando cosa significa essere cittadini, qual e’ il valore di un giovane per contribuire alla crescita di una societa’. E poi c’e’ la stessa chiesa che cerca in qualche modo, attraverso bande musicale, il gioco tra le parrocchie di promuovere l’educazione, pero’ e’ insufficiente e’ una goccia d’acqua.
Questi ragazzi vengono spesso lasciati soli per la strada che e’ la peggiore delle maestre, soprattutto quando i ragazzi si raggruppano. Magari singolarmente non sono cosi’ come vengono descritti, ma messi insieme fanno poi delle azioni che tutti vediamo, sparatorie e violenza”.
Favori sessuali in cambio fondi, indagato sindaco del Pd
Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, Pd, e’ indagato dalla procura di Mantova per concussione. L’accusa e’ di aver chiesto Favori sessuali ad una rappresentante di un’associazione culturale cittadina, in cambio di contributi comunali da erogare allo stesso sodalizio. Ne da’ notizia la Gazzetta di Mantova nell’edizione in edicola oggi. “Non ho mai chiesto Favori a nessuno abusando del mio ruolo di sindaco, conosco quella signora ma non vi e’ mai stato nulla di privato con lei.
Alla fine il Comune concesse solo il patrocinio ad una iniziativa dell’associazione”. Il sindaco Mattia Palazzi, che ha confermato alla Gazzetta di Mantova l’inchiesta a suo carico, ha precisato che il Comune concesse il patrocinio ad un’iniziativa dell’associazione di cui fa parte la donna che lo accusa “lo scorso inverno, ma – si e’ difeso – senza dare soldi”.
I carabinieri del nucleo investigativo di Mantova ieri hanno sequestrato, nell’abitazione del primo cittadino, cellulare, pc e tablet; sequestro del telefonino anche per la donna coinvolta nella vicenda e per la presidente dell’ associazione
Napoli, pronte le riprese della seconda stagione dei ”I Bastardi di Pizzofalcone”
A breve inizieranno a Napoli le riprese della seconda stagione de “I bastardi di Pizzofalcone”, la fortunata fiction Rai ispirata dai racconti di Maurizio De Giovanni che vede Alessandro Gassmann tra i protagonisti. E’ stata, infatti, approvata la convenzione tra il Comune e la Clemart, la società di produzione della serie. Un accordo che prevede, da una parte l’individuazione di semplificazioni nel rilascio delle autorizzazioni per le riprese della serie, dall’altra lo sviluppo di attività di promozione del territorio e di sostegno alla formazione dei giovani napoletani che si avviano alle professioni del cinema e della televisione, che saranno organizzate dall’assessorato alla Cultura e dall’ufficio Cinema del Comune di Napoli in collaborazione con Clemart.
“La convenzione – ha affermato l’assessore alla Cultura, Nino Daniele – rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di promozione dell’immagine della città intrapreso da quest’Amministrazione e nel quale l’ufficio Cinema svolge un ruolo strategico”. In tre anni, sono state oltre 350 le produzioni ospitate in città, con un trend di richieste in continua crescita. “Il boom di richieste ci inorgoglisce – ha aggiunto Daniele – ma soprattutto ci impone la ricerca di strumenti, procedure e strategie per governare questo fenomeno senza dubbio positivo per lo sviluppo culturale, economico ed occupazionale della città.
L’ufficio Cinema opera in quest’ottica: semplificare il rapporto con le produzioni per rendere la nostra città sempre più attraente e, allo stesso tempo, gestirne la presenza perché rappresentino una risorsa per il territorio e favoriscano lo sviluppo del comparto locale”.
Napoli, appalti Romeo: revocati i domiciliari al dg del Cardarelli
Il gip del Tribunale di Napoli, Mario Morra ha revocato gli arresti domiciliari emessi nei confronti dell’ex direttore generale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva, sostituendo il provvedimento con la sospensione per 4 mesi dai ruoli di direttore tecnico e provveditore dell’azienda ospedaliera. La decisione e’ motivata con l’attenuazione delle esigenze cautelari.
Sulla sostituzione della misura avevano espresso parere favorevole i pm titolari dell’inchiesta sugli appalti Romeo, Henry John Woodcook, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. La sospensione riguarda i ruoli rivestiti da Verdoliva all’epoca dei fatti contestati, e non quello attuale di manager.
Gare truccate nell’Ambito sociale 8, la deputata Camilla Sgambato del Pd si difende: “Non ho commesso abusi”
Napoli. “Ho ricevuto, nella mattinata odierna, un avviso di garanzia per concorso in abuso di ufficio per fatti risalenti all’anno 2014. Sono assolutamente serena perche’ non ho fatto nulla ed ho piena fiducia nella Magistratura e nel lavoro dei giudici”. Cosi’ la deputata Pd Camilla Sgambato commenta l’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che la vede coinvolta. Per l’accusa Sgambato avrebbe raccomandato un componente dell’Ufficio di Piano dell’Ambito sociale C8, l’organo che attua i progetti di carattere sociale finanziato dallo Stato e dalla Regione. “Ho gia’ dato mandato ai miei legali – ha spiegato – al fine di chiarire al piu’ presto possibile la mia posizione perche’ totalmente estranea ai fatti contestatimi”.
Omicidio Vassallo senza colpevoli: Edmondo Cirielli chiede una commissione parlamentare sulle indagini
Salerno. Sono passati sette anni e per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo non vi sono ancora colpevoli: il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli ha chiesto una commissione d’inchiesta sulla vicenda. ”Il Parlamento ha il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti, sia ispettivi che di natura politica, per non far calare il silenzio sull’omicidio del sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, Angelo Vassallo”. Ha detto il deputato salernitano che nel corso di un incontro a Roma che si è tenuto il 22 novembre promosso dalla fondazione Vassallo. Cirielli ha annunciato la richiesta a firma sua e del leader del partito Giorgia Meloni, depositata il 25 ottobre 2017 alla Camera, di istituire una commissione speciale di inchiesta sull’omicidio Vassallo. ”Fino ad oggi era giusto rispettare il lavoro dell’Autorità giudiziaria, unica istituzione deputata ad accertare la verità, ma non possiamo sottrarci al dovere morale e politico di continuare a tenere accesi i riflettori su un assassinio che ha colpito un rappresentante dello Stato e che sette anni dopo resta senza colpevoli”, ha concluso Cirielli evidenziando come “la missione della commissione sia anche quella di accertare eventuali inadempienze o ritardi nelle indagini sulla morte di Vassallo”.
Auto riciclate e inviate in Africa: sequestro dell’ufficio delle Dogane e Polstrada nel porto di Salerno
Salerno. Auto contraffatte pronte per essere imbarcate per l’Africa sequestrate nel porto di Salerno. Brillante operazione della Polizia stradale e dell’ufficio delle dogane che ieri hanno bloccato l’imbarco di due autovetture di recentissima costruzione, prive di targa, contraffatte nel numero del telaio. Il servizio di vigilanza, costantemente effettuato dal personale dell’Antifrode dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Salerno, è stato attuato per arginare e contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e contraffatti mediante imbarco nei Porti Italiani su motonavi dirette verso i paesi Africani, maggiormente quelli del Magreb, e quelli Balcanici. Il mese scorso in due separati interventi sono stati sequestrati due veicoli industriali sempre in procinto di imbarcarsi per l’Egitto.
L’operazione conclusa nel pomeriggio di ieri ha consentito di sequestrare una nuovissima Toyota Rav 4 di colore grigio metallizzato, priva di targa, contraffatta nel numero di telaio che risultava corrispondere ad altro veicolo regolarmente circolante e una Ford Kuga di colore grigio metallizzato, anch’essa priva di targhe, presentante il numero del telaio contraffatto ed appartenente ad altro veicolo. Tutte e due le autovetture presentavano documentazioni riconducibili a cittadini del Centro Africa.
Sono in corso ulteriori indagini per identificare altre autovetture e i responsabili del riciclaggio. Il sequestro delle autovetture e dei veicoli industriali ha dato un duro colpo all’organizzazione criminale privandola dell’ingiusto profitto ottenuto dalla loro vendita, valore stimato intorno ai 250mila euro.
Aveva una pistola non denunciata: arrestato e scarcerato un gioielliere di Cicciano in provincia di Napoli
Cicciano. Aveva una pistola nella sua gioielleria: è stato arrestato e sarà processato per la mancata denuncia dell’arma appartenuta al padre. Un gioielliere 48enne di Cicciano è stato sorpreso, durante perquisizione dei carabinieri nella sua attività, in possesso di una rivoltella e di una semiautomatica di fabbricazione americana risultate di proprietà del padre defunto dell’uomo che, a suo tempo, le deteneva regolarmente. Successivi controlli a casa del gioielliere hanno portato al rinvenimento di munizioni di vario calibro e 2 etti di polvere da sparo. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto che venga processato in data da decidersi per la mancata denuncia di detenzione delle 2 armi e del loro spostamento.
Banca di credito cooperativo del Cilento: assolti sei funzionari accusati di usura
Vallo della Lucania. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno) ha assolto 6 tra funzionari e impiegati dell’ex Banca di Credito cooperativo del Cilento accusati di usura “perché il fatto non sussiste”. A darne notizia il direttore generale della Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania, Ciro Solimeno, che dichiara: “Giustizia è fatta”. Il procedimento giudiziario era relativo a presunte irregolarità che si sarebbero verificate nel periodo tra il 2001 e il 2010 e doveva stabilire se nel caso specifico il tasso effettivo globale (Teg), applicato dai 6 dipendenti dell’istituto bancario, avesse superato la soglia fissata dai decreti ministeriali. La vicenda giudiziaria ha avuto inizio nel mese di maggio del 2014 e i funzionari sono finiti in Tribunale dopo la denuncia presentata da parte di una società fallita. Gli imputati hanno richiesto il rito abbreviato che si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste. I difensori dei funzionari dell’Istituto di Credito, gli avvocati Guglielmo Scarlato e Franco Maldonato, hanno dimostrato che “i tassi applicati non hanno mai superato le soglie fissate all’epoca nei decreti trimestrali del Ministero dell’Economia”. Per Pasquale Lucibello, presidente della Banca del Cilento, “il tempo è galantuomo e lo dimostra il fatto che finalmente è stato appurato che i dipendenti ingiustamente accusati avevano operato correttamente. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia, ed è arrivata la completa assoluzione: sono molto contento per i nostri dipendenti, investiti senza motivo da accuse infondate che il magistrato ha confutato”.
Falso dentista a Boscoreale: denunciato dai carabinieri
Boscoreale. Esercitava abusivamente l’attività di dentista all’interno di uno studio di proprietà di un vero medico ormai in pensione. A Boscoreale, in provincia di Napoli, è stato denunciato dai carabinieri della locale Stazione un 51enne, che non aveva alcuna laurea in medicina, per esercizio abusivo della professione medica.
Minacce al pizzaiolo di Acerra, Paolella lancia un appello: “Viviamo nel terrore, aiutateci”
Acerra. L’incendio della pizzeria, i furti delle auto e ora le minacce telefoniche: l’ennesimo avvertimento rivolto a Gaetano Paolella, 34 anni, titolare di una nota pizzeria ad Acerra. “Ci prenderemo tutte le macchine che vogliamo e poi ci prenderemo anche te” questa la minaccia, l’ennesima che Paolella ha denunciato ai carabinieri, dopo una serie impressionante di episodi criminali dietro i quali potrebbe esserci il tentativo da parte di criminali di fare piazza pulita di ogni forma di concorrenza in città. “Faccio il mio lavoro e devo avere paura: Non si vive così” ha detto ieri dopo l’ennesimo attacco nei suoi confronti. Un anno fa la Pizzeria Paolella di Corso Resistenza ad Acerra fu distrutta da un incendio doloso.
I carabinieri hanno denunciato un ragazzo di 17 anni, incensurato e di buona famiglia che -si ipotizza – non ha agito da solo. Quaranta giorni dopo, Gaetano Paolella è riuscito a riaprire il suo locale, ma nel giro di pochi mesi gli sono state rubate tre auto personali, acquistate dopo ogni furto. Poi i ladri hanno rubato, come riporta Il Mattino, anche un motorino e una Panda utilizzata per le consegne a domicilio delle pizze. Finita la scia dei furti, nei giorni scorsi sono iniziate le minacce telefoniche. L’obiettivo è quello di distruggere l’attività commerciale. Gaetano Paolella ha quindi lanciato un appello dopo aver presentato l’ennesima denuncia ai carabinieri: “Io e la mia famiglia stiamo vivendo nel terrore: aiutateci” ha detto il 34enne di Acerra. Lo scorso anno anche altri esercizi commerciali erano stati presi di mira: un attentato incendiario alla bigiotteria Di Buono, situata nel centro storico ha costretto i titolari a trasferirsi in un’altra zona della città.
Imbarcavano per l’Africa al porto di Salerno le auto rubate
Dopo accurati accertamenti documentali e successivi controlli tecnici su veicoli in esportazione per l’Africa, personale dell’Area Verifiche e Controlli – Antifrode
dell’Ufficio delle Dogane di Salerno e della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Salerno, nella giornata di ieri, hanno concluso
una brillante operazione con il ritrovamento di due autovetture in procinto di essere imbarcate per l’Africa. L’attività ha consentito il sequestro di due autovetture di recentissima costruzione, prive di targa, contraffatte nel numero del telaio.
Tale servizio di vigilanza, costantemente effettuato dal personale dell’Antifrode dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Salerno, nasceva dalla necessità di arginare e contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e contraffatti mediante imbarco nei Porti Italiani su motonavi dirette verso i paesi Africani, maggiormente quelli del Magreb, e quelli Balcanici. Quel personale, per la specificità della materia di riciclaggio di veicoli, si avvale dell’esperienza del personale della Polizia Stradale di Salerno. La collaborazione tra i due Uffici ha già dato soddisfacenti risultati, infatti, il mese scorso in due separati interventi sono stati sequestrati due veicoli industriali sempre in procinto di imbarcarsi per l’Egitto.
L’operazione conclusa nel pomeriggio di ieri ha consentito di sequestrare una nuovissima Toyota Rav 4 di colore grigio metallizzato, priva di targa, contraffatta nel numero di telaio che risultava corrispondere ad altro veicolo regolarmente circolante e una Ford Kuga di colore grigio metallizzato, anch’essa priva di targhe, presentante il numero del telaio contraffatto ed appartenente ad altro veicolo. Tutte e due le autovetture presentavano documentazioni riconducibili a cittadini del Centro Africa. Sono in corso ulteriori e più approfondite indagini tese all’identificazione delle autovetture e dei responsabili del riciclaggio delle stesse. Il sequestro delle autovetture e dei veicoli industriali ha dato un duro colpo all’organizzazione criminale privandola dell’ingiusto profitto ottenuto dalla loro vendita, valore stimato intorno ad Euro 250.000,00.



