Singolare protesta degli ambulanti abusivi in via dei Tribunali, a Napoli, per rivendicare il diritto a vendere la propria merce malgrado siano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione. Insieme con le rispettive mogli e i figli stanno creando disagi ai turisti che affollano uno dei decumani piu’ importanti di Napoli, con lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla loro situazione.
In sostanza hanno creato un cordone, prendendosi per mano, rendendo difficoltoso il passaggio dei pedoni. “Ci hanno detto che non possiamo vendere la nostra merce, – dice uno dei venditori – ma noi cosi’ ci guadagniamo da vivere, in maniera onesta, non abbiamo alternative. Occupiamo il suolo pubblico ma anche altri negozi, regolari, lo fanno e nessuno li multa”. La Polizia Municipale dell’Unita’ San Lorenzo, coordinata dal capitano Alfredo Marrafino, sta tenendo sotto controllo la situazione con 10 agenti e due pattuglie. Da giorni nei decumani sono in corso controlli anti abusivismo.
Napoli, gli ambulanti abusivi bloccano Decumano: ”Fateci vendere”
Aveva rubato energia elettrica per 54mila euro: arrestato noto pasticciere del Nolano
E’ il titolare di un noto bar-pasticceria di Visciano nel Nolano, il 40enne arrestato nel pomeriggio di ieri dagli agenti del Commissariato di P.S. “Nola”, perché responsabile del reato di furto aggravato di energia elettrica.
I poliziotti, infatti, con personale specializzato dell’Enel, hanno accertato che l’imprenditore aveva installato una scheda elettronica all’interno del contatore dell’energia elettrica, collegato alla rete mediante un allaccio abusivo. Il 40enne, grazie a questo espediente, era riuscito a rubare energia elettrica per il suo esercizio commerciale, creando un danno alla società che gestisce il servizio di oltre 54 mila euro.Gli agenti hanno arrestato l’uomo, sottoponendolo per la giornata di ieri agli arresti domiciliari.Stamane, infatti, sarà processato con rito direttissimo.
Teneva i cani segregati nel bagagliaio dell’auto: denunciato
Un’ispezione sanitaria per accertare la regolare custodia di alcuni animali domestici, presso una abitazione privata di via Vertaldi.
L’operazione, svolta dai carabinieri della Stazione di Macerata Campania (CE) con il personale veterinario della ASL di Caserta, nel corso del controllo, hanno constatato la presenza di venticinque cani: ventidue di razza pastore tedesco, un pitbull, un meticcio e un weimaraner tenuti all’interno di un carrello appendice del bagagliaio posteriore di un’autovettura, nella rampa di accesso al garage.
Nella stessa circostanza, nel garage della casa, sono stati trovati nove box, costruiti abusivamente con rete zincata e legno, di dimensioni inadeguate alle misure previste e all’interno altri undici cani. Per giunta tutto in condizioni igienico-sanitarie precarie.
Alla fine dei controlli, è stato accertato che l’affittuario dell’immobile aveva attivato un canile/allevamento all’interno dell’abitazione di residenza, senza le autorizzazioni previste, motivo per cui i cani sono stati sequestrati e affidati in giudiziale custodia. L’uomo è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria.
Ottaviano ospita L’incantevole borgo di Babbo Natale. Dal 6 dicembre
Arriva ad Ottaviano “L’incantevole borgo di Babbo Natale”: spettacoli teatrali, musicali e cinematografiche, giochi e giostre a disposizione gratuitamente per bambini e famiglie nella tensostruttura che si trova nei pressi del campo sportivo. Si parte il 6 dicembre: durante la settimana sarà a disposizione delle scuole, nel week end sarà aperto a tutti.
L’iniziativa è dell’amministrazione comunale di Ottaviano retta dal sindaco Luca Capasso, che spiega: “Ringrazio l’assessore allo spettacolo e al turismo Amatore Sciesa per l’impegno. Siamo sempre attenti a non sprecare i soldi pubblici: in una città che ospita i Mercatini al Castello e fa registrare quaranta mila presenze, l’assenza degli addobbi natalizi sarebbe stata grave. Ma abbiamo ottimizzato i costi e pensato anche alle bambine e ai bambini, al loro diritto a divertirsi. Così una parte dei fondi sarà destinato agli addobbi e un’altra parte per il borgo di Babbo Natale, proprio come l’anno scorso. Con la differenza che nel 2016 mandammo i nostri alunni a Napoli e quest’anno portiamo Babbo Natale ad Ottaviano: il divertimento a domicilio per ragazzi e famiglie”
Napoli, spacciava ai ragazzini in piazza Bellini: arrestato 17enne. IL VIDEO
Ha solo 17 anni, il giovanissimo spacciatore arrestato questa notte dalla Polizia di Stato in Piazza Bellini. Gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., nell’ambito di un predisposto servizio di prevenzione e controllo del territorio, particolarmente rafforzato in occasione del fine settimana, hanno scorto in flagrante il 17enne mentre era intento a consegnare una dose di stupefacente ad una ragazzina.
L’attenzione dei poliziotti, infatti, è stata attratta dal giovane che stazionava nei pressi di una fioriera e, di tanto in tanto, veniva avvicinato da coetanei, con i quali avveniva lo scambio droga-soldi. Nell’attimo in cui si è avvicinata una adolescente, i poliziotti sono intervenuti riuscendo a bloccare lo spacciatore.
La giovanissima acquirente, invece, ha iniziato ad urlare, tanto da richiamare l’attenzione delle persone presenti in strada, riuscendo così a fuggire. All’interno della fioriera, dove sostava S.S., 17enne con precedenti per rapina, gli agenti hanno sequestrato circa 20 dosi di droga, suddivisa in hashish e marijuana. Sequestrata anche la somma di 20 euro relativa all’incasso della droga appena ceduta. I poliziotti hanno condotto il 17enne al Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei.
Made in Italy: l’agropirateria fa perdere al Paese circa trecento posti di lavoro
Trecentomila posti di lavoro in meno per le imitazioni dei prodotti italiani nel mondo che tolgono mercato al Made in Italy: Spagheroni olandesi, Salsa Pomarola venduta in Argentina, Pompeian Oil degli Stati Uniti, Zottarella prodotta in Germania fino al Caccio cavalo fatto in Brasile. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione dell’apertura del più grande museo del falso Made in Italy alimentare che mette in mostra le frodi a tavola nel Villaggio contadino della Coldiretti, sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz a Napoli dove è stato presentato il Dossier “La tavola degli inganni”.
“L’Italia – ha spiegato Moncalvo – si accinge a raggiungere nel 2017 il record storico delle esportazioni agroalimentari con un valore superiore ai 40 miliardi di euro che potrebbe migliorare considerevolmente poiché sei prodotti alimentari di tipo italiano su dieci in vendita sul mercato internazionale sono il risultato dell’agropirateria internazionale che sul falso Made in Italy fattura 60 miliardi di euro nel mondo”. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – rileva la Coldiretti – ci sono i formaggi a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche la Mozzarella, il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i nostri salumi più prestigiosi dal San Daniele alla Mortadella, ma anche gli extravergine di oliva, le conserve e gli ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano. Se gli Stati Uniti sono i “leader” della falsificazione, le imitazioni dei formaggi italiani sono molto diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche sul mercato europeo. Una tendenza che è degenerata in alcuni Paesi dove sono stati messi addirittura sul mercato “magic box” per la produzione casalinga dei formaggi, vini e salumi italiani più tipici in pochi giorni.
Il fenomeno dell’italian sounding (cibi con nomi che richiamano famosi prodotti italiani) è trasversale e talmente radicato – denuncia la Coldiretti – che non ci si preoccupa ormai neppure di mantenere la fedeltà al nome originale della specialità Made in Italy copiata. Esemplari gli spaghetti: se in Belgio aggiungono il termine “napoletana” per qualificare maggiormente il prodotto, nei Paesi Bassi diventano Spagheroni e in Corea addirittura Chapagetti. La mozzarella, emerge dall’indagine dell’associazione di categoria, è sicuramente uno dei prodotti più imitati: le “bufale”, sono reperibili in ogni angolo del pianeta. Si va dalla Mozzarella Italia prodotta in Ungheria e alla Zottarella, diffusa in Germania, fino alla Unagrande Mozzarella scovata nei supermercati russi, e alla mozzarella prodotta in Sudafrica e alla impensabile Mozzarella di Murrah bufala realizzata in Thailandia. E per chi la mozzarella volesse realizzarla in proprio c’e’ anche il kit statunitense che consente di ottenere il celebre formaggio tra le mura domestiche partendo da non si sa quale latte. Ma un vero e proprio schiaffo all’immagine del nostro Paese – segnala la Coldiretti – viene anche dai prodotti che richiamano il fenomeno della mafia come il Fernet mafiosi o le Spezie Palermo mafia shooting vendute in Germania, un autentico oltraggio a tutti quegli italiani che tanti anni fa emigrarono in terra tedesca, dando un contributo non secondario alla crescita di quella nazione.
Torre del Greco, minacciava e picchiava la sua compagna da due anni: arrestato un marittimo di 35 anni
Lui, un 35enne di Torre del Greco, marittimo, risultava incensurato ma da anni usava violenza nei confronti della sua compagna, che non aveva mai denunciato tutto quello che subiva. Ieri l’ultimo episodio. dopo aver “ronzato” intorno a casa di lei con il suo scooter, è salito fino al pianerottolo e quando lei, ignara, è uscita, l’ha bloccata e ha iniziando a strattonarla. giù insulti e minacce; poi, per strapparle dalle mani il cellulare con cui era convinto che stesse chiedendo aiuto a qualcuno, la ha colpita con una serie di pugni alla testa.
La donna è riuscita a chiamare il 112 approfittando di un momento in cui l’ex compagno aveva lasciato la presa, ha dato l’allarme e a quel punto il violento è corso via, minacciandola tuttavia che non finiva lì. Dopo pochi minuti sono intervenuti sul posto i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Torre del Greco. hanno rintracciato l’uomo nelle vicinanze dell’abitazione della vittima e lo hanno bloccato. Raccogliendo la denuncia è emerso che la donna subiva minacce e violenze da circa 2 anni; l’uomo alzava le mani anche davanti agli occhi dei suoi figli; lei però non aveva mai denunciato, fino a ieri sera. L’arrestato, dopo le formalità, è stato portato a Poggioreale in attesa del processo in cui dovrà rispondere di atti persecutori (“stalking”) e maltrattamenti, la vittima è ricorsa alle cure in ospedale dove i sanitari le hanno medicato le contusioni riportate in più parti del corpo e diagnosticato una prognosi di 5 giorni.
Tassi usurai sui conti di un imprenditore di Scafati, la Procura chiede il processo per 21 funzionari del Monte Paschi di Siena
SCAFATI. Usura bancaria nei confronti di un imprenditore conserviero: ventuno funzionari del Monte Paschi di Siena rischiano il processo. Il pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex direttore della filiale di Scafati e i responsabili dell’ufficio, in carica dal 1998 al 2006. L’accusa è usura bancaria per aver praticato tassi di interessi superiori al ‘tasso soglia’ fissato per legge, facendo percepire all’istituto di credito somme non dovute per i trimestri di riferimento. A denunciare gli episodi di usura bancaria, l’imprenditore Pasquale Attianese, noto industriale conserviero di Scafati e titolare della ‘Prodotti conseervati di Attianese Pasquale spa’ assistito dall’avvocato Giovanni Annunziata.
Il prossimo 18 dicembre compariranno davanti al gup del Tribunale di Nocera Inferiore l’ex presidente pro tempore del Cda della banca, Pier Luigi Fabrizi, in carica dal 1998 al 2006; Paolo Giannini, Raffaele Rizzi, Alessandro Giacometti, Leandro Cini, Gianluca Benati, Ivan Niglio, Paolo Abbo, Alessandro Cervini, Fiorenza Bacciocchini, Leandro Polidori, Franco Carini, Lucio Zannella, Raffaele Matafora, Vincenzo Di Nocera, Antonio Fiore, Pier Lorenzo Vivarelli, Alfonso Carbone, Gian Paolo Fusco, Stefano Aiazzi, Luigi De Stefano. Alcuni di questi, responsabili pro tempore della filiale Mps di Scafati.
Secondo un consulente nominato dalla Procura la banca avrebbe applicato tassi di interessi superiori al ‘tasso soglia’ fissato per legge. Per l’intero periodo di riferimento, secondo le stime della Procura, l’istituto di credito avrebbe percepito interessi non dovuti per un importo di 370mila euro, relativi a diversi conti correnti intestati all’imprenditore conserviero. Il giudice per le udienze preliminari dovrà decidere se accogliere la richiesta e disporre il processo per i 21 imputati.
Terremoto: nuova scossa nel Salernitano, nessun danno
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.1 e’ stata registrata alle 6.23 di questa mattina a Santomenna, nel Salernitano, ad una profondita’ di 15 chilometri. Rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il movimento sismico non ha causato danni a persone o a cose. Il comune dell’Alta Valle del Sele dista circa quaranta chilometri dalle citta’ di Battipaglia, Potenza e Avellino.
Negli ultimi trenta giorni, nella zona a Sud di Salerno, si sono registrate tre scosse di terremoto che fanno crescere la preoccupazione tra gli abitanti. A Padula, dove sorge la famosa certosa di San Lorenzo, si sono registrati due movimenti tellurici di mangnitudo 2.1 l’8 novembre e 3.8 il 27 ottobre. A Casalbuono, invece, il 31 ottobre scorso l’Ingv ha registrato un’altra scossa di magnitudo 2.1.
Prodotti innovativo per calvizie, la mela annurca
Prima di entrare nel cuore dell’argomento, vediamo brevemente cos’è la calvizia.
L’alopecia androgenetica, anche conosciuta come calvizia, è una perdita dei capelli dovuta ad una maggiore sensibilità dei recettori del follicolo pilifero agli effetti degli ormoni androgeni. Sebbene sia un disagio che interessa sia donne che uomini, questi ultimi sono nettamente più colpiti. Il 50% degli uomini sotto i 50 anni, in Italia, soffre di calvizia. Bisogna, però, sfatare il falso mito che gel, shampo, tinte e lacche facciano cadere i capelli. Bisogna dire, invece, che ciò che favorisce la loro caduta è il cloro delle piscine e la dieta, iperproteica (molto usata dai body builder). Negli anni si è sentito parlare molto di vari rimedi per le calvizie , che spesso davano scarsi risultati. Ultimamente, però, si parla molto di un prodotto innovativo per calvizie: la mela annurca.
Cos’è la mela annurca
La mela annurca è una mela rossa italiana tipica della Regione Campania, ha una polpa bianca, soda, zuccherina, leggermente acidula e poco succosa. Questa mela è stata oggetto di studio nel Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II per la sua capacità di ridurre il colesterolo. Il Direttore ha spiegato che, durante lo studio, si sono accorti di qualcosa che non centrava affatto col motivo del loro studio, ovvero che alle persone che partecipavano al trial crescevano più capelli e in modo più sano. Si scoprì, così, che la mela annurca poteva essere un ottimo rimedio per le calvizie.
Benefici e proprietà della mela annurca
La mela annurca è ricca di fibre, vitamine del gruppo B e C e sali minerali come potassio, ferro, manganese e fosforo.
E’ considerata:
- -antiossidante
- -gastroprotettiva
- -gastroregolatrice
- -diuretica
In particolar modo è conosciuta per il beneficio che ha sulla ricrescita dei capelli ed è quindi considerata un prodotto innovativo per le calvizie.
Lo stesso Dipartimento di Farmacia, infatti, tramite l’estratto polifenolico della mela annurca campana IGP, ha creato la Mela annurca AppleMets Hair, che finora ha dismostrato di combattere in modo efficace le calvizie.
Molti potrebbero chiedersi perchè proprio la mela annurca campana IGP e non altre varietà, la risposta è semplice:questa varietà di mela ha una concentrazione di polifenoli quattro volte superiore alle altre ed in particolare della procinidina B2.
Funziona davvero?
I dati dello studio sono molto ottimistici, si parla di una ricrescita di capelli del 100% per cm2 e del 30% in termini di peso grazie all’aumento della cheratina, il tutto in sessanta giorni.
Purtroppo, ad oggi, è possibile acquistare il prodotto solo nelle farmacie di Campania e Lazio, ma molte di queste lavorano anche online e quindi è possibile ritirarlo via internet. Il costo è di circa venti euro. A breve, comunque, è prevista la distribuzione su tutto il territorio nazionale.
Composizione della Mela annurca AppleMets Hair
La tabella nutrizionale relativa ad una compressa da 600 mg è:
- -Mela annurca campana IGP estratto procianidico secco 400 mg
- -Zinco 10mg
- -Selenio 55mcg
- -Biotina 0,05 mg
Ingredienti: Melannurca (Malus pumila Miller cultivar Annurca) Frutto E.S. procianidinico microincapsulato in maltodestrina, capsula in gelatina alimentare, zinco acetato,antiagglomeranti: magnesio stearato e biossido di silicio, biotina, selenio metionina.
Come va assunta la mela annurca
Sul foglietto è riportata 1 assunzione giornaliera, secondo gli ultimi studi, però, l’assunzione ideale è di 2 compresse al giorno lontano dai pasti.
L’assunzione lontano dai pasti non è vincolante, poichè le compresse sono gastroresistenti e quindi vengono assorbite ugualmente. Per un migliore assorbimento, però, è consigliato che tra un’assunzione all’altra vi siano almeno sei ore di distanza.
Molti si staranno chiedendo perchè assumere le compresse e non mangiare, invece, una mela. Va detto che una compressa di mela annurca contiene, come sopra citato, 400 mg di estratto procianidico. Questa quantità è contenuta normalmente in 3 mele. Questo vale a dire che, giacchè l’assunzione delle compresse è di due al giorno, bisognerebbe mangiare sei mele al giorno per due mesi.
Inoltre, l’assunzione delle compresse garantisce un’assimilazione di procianidine a livello intestinale grazie al suo rivestimento in una capsula gastroresistente.
Insomma, se amate davvero tanto le mele, potreste anche mangiarle.
Melito, blitz antidroga nelle Palazzine: tre arresti
Ennesimo blitz antidroga nelle palazzine in via Lussemburgo a Melito: smantellata una piazza di spaccio, tre persone sono finite in manette. I carabinieri della compagnia di Giuglianno hanno arrestato Raffaele Capano, 35 anni, di Afragola, Giuseppe Buonocore, 41 anni, anche lui residente ad Afragola, Francesco Vinciguerra, 30 anni, di Casal di Principe. I tre sono stati trovati in possesso di 75 dosi di droga, di cui 42 di crack, 15 di eroina, 7 di marijuana, 11 cocaina e 380 euro. La droga è stata sequestrata e i tre sono stati rinchiusi in carcere.
Furto con spaccata nel negozio di griffe a Casoria: tre arresti. IL VIDEO
Dopo aver “spaccato” con un massiccio martello la vetrina di un negozio di abbigliamento di tendenza, stavano caricando sulla loro Ford Focus i numerosi capi di abbigliamento rubati: i carabinieri di Casalnuovo e di Pomigliano d’Arco hanno arrestato tre persone, a Casoria, con l’accusa di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.
Un quarto componente la banda, alla guida di una Fiat Stilo ha speronato l’auto dei militari ferendone due e ha tentato di investire altri carabinieri intervenuti. Poi e’ fuggito. Le fasi del furto sono state riprese dalla videosorveglianza. In manette sono finiti Antonio Annunziata, 41 anni, Alfonso Rubino, 22 anni e Gioacchino Rubino, 45 anni. Il valore degli abiti che erano nel negozio, secondo una stima, si aggira sui 130mila euro. Dopo aver bloccato i malfattori, i militari hanno sequestrato il martello di cui si erano avvalsi e le targhe false apposte su una delle 2 auto. La refurtiva e’ stata restituita al titolare del negozio.

Movida sicura a Napoli, funzionano i controlli: denunce e sequestri di droga
Controlli interforze la scorsa notte, nelle zone della movida di Napoli, dopo gli scontri armati nell’area dei cosiddetti “baretti” di Chiaia, tra gruppi di giovani armati di pistole e coltelli, conclusi con diversi giovani minorenni feriti. In servizio sono entrati complessivamente una cinquantina di componenti le forze dell’ordine tra carabinieri (30 in tutto), pattuglie dell’Esercito e della Polizia Municipale.
I controlli sono andati avanti tutta la notte, nei vicoli del centro, con carabinieri a piedi, in moto e a bordo delle “gazzelle”. Presidiati i varchi di Largo Ferrandina, via Fiorelli, piazza dei Martiri e via Filangieri. Complessivamente sono stati controllate 250 persone, 34 delle quali sono risultate gia’ note alle forze dell’ordine. Sessanta i veicoli fermati e sottoposti a controlli: i militari hanno multato i conducenti perlopiu’ per guida senza casco, senza polizza assicurativa e senza patente.
Le forze dell’ordine hanno perquisito 43 persone e 16 veicoli; otto assuntori di sostanze stupefacenti sono stati segnalati. Sequestrare anche modiche quantita’ di hashish e marijuana. Il Nucleo radiomobile dei carabinieri, infine, ha sanzionato – tra il Lungomare e piazza San Pasquale – dodici parcheggiatori abusivi.
Tenta uccidere rivale in amore davanti alla figlia di 4 anni della ex
Ha tentato di uccidere il rivale in amore colpendolo alla testa con un mazzo di chiavi, ma non ce l’ha fatta a fuggire perche’ i carabinieri sono arrivati in tempo e lo hanno arrestato. Il fatto e’ accaduto a Frignano, nel Casertano, protagonista un albanese di 33 anni, Aleks Hoxha, residente ad Acerra, finito in carcere per tentato omicidio e stalking. L’uomo si e’ precipitato a casa dell’ex convivente trovando il nuovo compagno della donna; sapeva che l’ex aveva una nuova relazione.
Quando ha visto il rivale, ha preso le chiavi nella tasca del giubbino e lo ha colpito con violenza alla testa davanti alla donna e alla figlia di quest’ultima di 4 anni. Intanto al 112 e’ giunta da qualche vicino la segnalazione di una lite furibonda. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa si sono fiondati a Frignano, in via Chirico, dove era stata segnalata la lite; hanno cosi’ incrociato l’albanese che stava salendo in auto dopo il fatto per fuggire.
L’uomo aggredito e’ finito prima all’ospedale di Aversa, quindi e’ stato trasferito alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno dove e’ tuttora ricoverato in prognosi riservata e pericolo di vita. Dopo aver accertato quanto accaduto, i militari hanno cosi’ arrestato il 33enne. La donna ha poi denunciato l’incubo vissuto negli ultimi 12 mesi dopo aver lasciato Hoxha; quest’ultimo, ha raccontato la vittima, l’ha perseguitata e minacciata quasi tutti i giorni.
Castellammare. Continuano i sequestri di legna in vista dell’Immacolata
La lotta contro i falò illegali continua e tra ieri ed oggi sono stati sequestrati circa 5 tonnellate di legna, in vista dei “fuocaracchi” dell’Immocolata. Le forze dell’ordine, ieri pomeriggio, hanno effettuato un altro maxi sequestro tra l’Acqua della Madonna e i lidi balneari. Le 5 tonnellate sequestrate dalla polizia, diretta da Paolo Esposito, sono mobili buttati via, travi, legna rubata, ma anche tanti rami e tronchi di alberi disboscati impunemente nella zona collinare stabiese, poi ammassati alla bene e meglio in attesa di essere recuperati per appiccare i tradizionali e pericolosi falò dell’Immacolata.
I cumili illegali erano stati ammassati alle spalle di Piazza Fontana Grande, sui lidi balneari di via Acton e sull’arenile. Oltre ai furti di legna, le forze dell’ordine si sono concentrate per evitare il discoscamento di alberi nelle zone di Scanzano e Quisisana.
Un’azione che rischia di creare danni molto gravi, facendo aumentare il rischio frane, come accaduto già negli anni scorsi. In particolare, proprio all’altezza della stazione Circum dismessa, alcuni anni fa un tronco tagliato e abbandonato sul posto piombò su un treno in corso e rimase ferito in maniera grave un macchinista. I «fucaracchi» nella notte fra il 7 e l’8 dicembre prossimi però, a Castellammare resta una tradizione irrinunciabile, anche se l’ombra della camorra è sempre presente sulla ricorrenza. A parte le voci di «fratiell’ e surelle», un mix tra fede e folklore che per dodici notti consecutive attraversa le strade cittadine stabiesi, tutto si concentra sui «fucaracchi». Quest’anno, con un po’ di ritardo, l’amministrazione comunale ha indetto il bando per il Palio dei falò sull’arenile. Entro il 30 novembre sarà possibile presentare un’offerta per partecipare alla gara da 19mila euro, che permetterà alla ditta vincitrice di inscenare uno spettacolo pirotecnico e l’accensione di quattro falò sulla spiaggia. La festa «autorizzata» però, non accontenta tutti, soprattutto i comitati dei vari quartieri di periferia. Dunque, il vero pericolo della notte dell’Immacolata è l’accensione dei fuochi non autorizzati nei vari rioni che per tradizione si sfidavano l’uno con l’altro. Una tradizione di cui si è impadronita la camorra, con le famiglie malavitose che spesso finanziano addirittura l’accensione dei falò per stabilire la supremazia sugli altri rioni. Già da anni, Palazzo Farnese sta provando a strappare questa pericolosa usanza alla camorra e alle bande criminali, con grossa difficoltà. Il Palio, però, potrebbe finalmente scoraggiare i più reticenti.
Pozzuoli, dopo la ‘stesa’ a Monteruscello il sindaco chiede un vertice sull’ordine pubblico
Le dinamiche malavitose che stanno scuotendo la quotidianita’ del quartiere Monterusciello di Pozzuoli, 30mila residenti, agglomerato urbano a nord ovest della citta’ flegrea, sorto nel post bradisismo del 1982, ha indotto il sindaco a chiedere un vertice urgente sull’ordine pubblico. Ieri due persone in sella ad una moto – il guidatore a volto coperto ed il passeggero armato di mitragliatrice – in via Pierpaolo Pasolini hanno sparato nove colpi d’arma da fuoco contro un furgone di un commerciante, in sosta sotto la sua abitazione. Poi lo hanno cosparso di benzina, ma senza appiccare il fuoco.
“Ho chiesto al Prefetto la convocazione di un vertice per l’ordine e la sicurezza pubblica. Restiamo vigili su quanto sta avvenendo e invito tutti a denunciare, anche anonimamente, qualsiasi cosa possa tornare utile alle forze dell’ordine. Anche un dettaglio puo’ essere fondamentale”. Cosi’ il primo cittadino, Vincenzo Figliolia, in seguito agli spari e agli episodi di delinquenza che stanno funestando il megaquartiere. Inoltre e’ stata espressa la volonta’ di coinvolgere l’intera citta’ nella lotta alla malavita organizzata.
“Nelle prossime ore – ha aggiunto – chiedero’ al presidente del Consiglio comunale di convocare la conferenza dei capigruppo consiliari. Tutti noi dinanzi alla lotta per la legalita’, contro la camorra, dobbiamo essere uniti. Non esistono colori politici. Con i capigruppo voglio concordare luogo e data per organizzare una manifestazione pubblica a Monterusciello, che coinvolga cittadini, scuole, istituzioni, associazioni: uniti continuiamo a far crescere la nostra citta'”.
Torre Annunziata, proiettile sul tergicristallo dell’auto di un imprenditore: avvertimento dei clan
Un imprenditore delle pompe funebre di Torre Annunziata ha ritrovato sul tergicristalli della propria auto un proiettile in un foglio di carta con una macchia rosso sangue. Una minaccia da parte di qualcuno, molto probabilmente legato alla camorra, che ha voluto avvertire l’imprenditore. Quest’ultimo ha denunciato il tutto alla polizia, affermando di non essere mai stato minacciato da nessuno e questo gesto è stato inaspettato. Sul caso stanno lavorando gli uomini del commissariato di Torre Annunziata agli ordini di Vincenzo Gioia.
La pista principale porta al racket. Perché in questo periodo, solitamente la camorra bussa alle porte degli imprenditori per ritirare il pizzo di Natale, la «rata» per i detenuti. E proprio gli imprenditori delle pompe funebri in passato erano stati costretti a versare il doppio pizzo: metà al clan Gionta, metà ai Gallo-Cavalieri, in virtù dell’accordo tra le due cosche camorristiche che si dividono i business illegali in città. Ma non sono esclusi dissidi personali o problemi di concorrenza.
Da un anno, infatti, in città è aumentata la «competizione» per i servizi funebri e ci sono più ditte che gestiscono i funerali. Una delle aziende, appena un anno fa, ha subito un avvertimento di chiaro stampo camorristico con una stesa all’esterno della sede principale di via Vittorio Veneto. Ma questa volta è diverso: l’avvertimento è arrivato direttamente all’imprenditore e non all’azienda. Un dettaglio importante, che spinge gli investigatori a non tralasciare nessuna ipotesi e a non escludere nulla, neanche nella vita privata della vittima dell’atto intimidatorio, così come eventuali problemi di vicinato o questioni familiari.
‘Fascista del decoro urbano. A piazzale Loreto c’è ancora spazio’, scritta choc sui muri di Santa Maria Capua Vetere
Sul muro di via Avezzana, dalla notte tra giovedì e venerdì, si legge: “Fascista del decoro urbano. A piazzale Loreto c’è ancora spazio”. Queste le parole dirette a Donato Trepiccione, presidente di “Ciò che vedo in città- Smcv”, un’associazione onlus di Santa Maria nata circa dieci ani fa, con attività a sfondo sociale che intenderebbero sensibilizzare la cittadinanza rispetto a temi ambientali e solidali.
Trepiccione, nel corso del tempo, ha raccolto sempre maggiore consenso fino a diventare un punto di riferimento per la collettività tramite anche un servizio di urban watching, finalizzato alla formazione della coscienza collettiva, attraverso la diffusione tramite social network di fotografie, filmati e testimonianze.
“Stento ancora a credere che abbiano potuto usare queste parole per minacciarmi, vogliono appendermi a piazzale Loreto come fecero con Mussolini e la Petacci oltre 70 anni fa – commenta il presidente. Trovo anacronistico un riferimento simile, c’è dell’arretratezza culturale in chi commette tali atti, una miseria morale. Presenterò denuncia alle autorità competenti. In diverse occasioni mi è capitato di essere aggredito – continua Trepiccione – anche fisicamente, in luoghi pubblici.”
Casalnuovo, sequestrate 11 tonnellate di sigarette di contrabbando: tre arresti
Sono 11 le tonnellate di sigarette sequestrate dalla guardia di finanza di Napoli nel 2017. Tre gli arresti e 53 i denunciati da inizio anno. E’ il resoconto del monitoraggio delle fiamme gialle nel capoluogo campano, che ha visto particolarmente impegnata la compagnia di Casalnuovo. Oltre alle sigarette di contrabbando, reperibili nel mercato illegale cittadino e della provincia, i militari hanno sequestrato due autocarri, un’autoarticolato e un’autovettura.
Castellammare. Caos a Palazzo Farnese, si dimette il presidente del Consiglio: delibera Salva-Sint in bilico
Castellammare di Stabia. A tre giorni dal consiglio comunale Eduardo Melisse, presidente dell’ Assise, si dimette. Un fulmine a ciel sereno quello che cade su Palazzo Farnese, un’altra grana da risolvere per il sindaco Tony Pannullo, uscito indenne (o quasi nda) da qualche settimana dalla crisi di governo dovuta al rimpasto di giunta. “L’avevo già annunciato al sindaco un paio di giorni fa commenta Melisse poi questa notte ho deciso che era arrivato il momento. Esigo rispetto, educazione e soprattutto regole chiare per tutti.” Queste le prime parole subito dopo aver protocollato le proprie dimissioni. Castellammare di Stabia celebrerà nei prossimi giorni un consiglio comunale decisivo per il proprio futuro, infatti all’ordine del giorno ci sarà la delibera salva-Sint nella quale sono elencati i passi da fare per evitare il fallimento della partecipata che detiene i beni immobiliari di Terme di Stabia. Con queste dimissioni è probabile che cambieranno anche gli equilibri all’interno dell’Aula “Falcone e Borsellino’’. Tutto sarebbe nato proprio per la convocazione del consiglio per la data del 27 novembre. Scelta fortemente voluta da parte del Partito Democratico. Aveva invece chiesto un rinvio di alcuni giorni il centrodestra. “In commissione bilancio è arrivato un documento di 200 pagine da valutare in cinque giorni commenta Gaetano Cimmino leader del centro destra se l’amministrazione ci ha messo mesi per redigere il piano e poi la delibera, come avremmo potuto noi valutare l’atto in così poco tempo?”. Ma la richiesta di proroga di pochi giorni ha trovato una maggioranza compatta sul fronte del no a eccezione del presidente del Consiglio che riteneva giusta la richiesta. “Sarebbe stato un confronto dovuto prosegue Melisse un dialogo giusto, invece qualcuno ancora pensa che siamo al fascismo”. Sul consiglio comunale, invece: ‘’Non lo so se ci sarò o meno – conclude Melisse – ci voglio riflettere’’.



