Home Blog Pagina 8665

Calcio, premiati i Top 11 dello scorso campionato: Sarri allenatore ideale

0

La suggestiva cornice del Megawatt Court di Milano ha fatto da scenario alla settima edizione del Gran Gala’ del Calcio organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori. Tante le premiazioni, a seguito delle votazioni di una giuria d’eccezione formata dai protagonisti stessi del calcio italiano: calciatori ed ex calciatori, allenatori, arbitri, giornalisti, ct ed ex ct della Nazionale. Nel corso della serata sono stati premiati i top 11 dello scorso campionato, idealmente allenati da Maurizio Sarri, eletto come miglior tecnico del 2016/17, ma assente alla cerimonia di premiazione.
Il miglior portiere e’ risultato essere Gianluigi Buffon, ormai un habitue’ del premio. I difensori piu’ votati sono stati invece l’ex juventino ora al Milan Leonardo Bonucci, l’altro ex bianconero ora al Paris Saint Germain Alex Sandro, il napoletano Kalidou Koulibaly e l’altro juventino Dani Alves. A centrocampo, i piu’ votati sono stati il capitano del Napoli Marek Hamsik, il centrocampista della Roma Radja Nainggolan e il regista della Juventus Miralem Pjanic.
Il tridente ideale e’ formato invece dagli juventini Paulo Dybala e Gonzalo Higuain (assente perche’ operato in giornata) e il napoletano Dries Mertens. Il giocatore dell’anno, quello che ha ottenuto il maggior numero di preferenze dalla giuria e’ stato invece il portiere della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon. Migliore arbitro e’ risultato essere Nicola Rizzoli, miglior giocatrice Alia Guagni della Fiorentina (assente perche’ impegnata con la Nazionale) e per quanto riguarda la serie B, Alessio Cragno, oggi al Cagliari ma lo scorso anno al Benevento.

Benevento all’asciutto anche con l’Atalanta: punito da Cristante

0

Il Benevento perde per 1-0 contro l’Atalanta la sua 14esima gara di fila in serie A nel posticipo di stasera. Un successo, quello degli orobici maturato solo nel finale di gara. I tre punti mancavano in Serie A dal 25 ottobre scorso e la vittoria ha permesso di agganciare il Torino a quota 19 punti, al decimo posto in classifica.
Bella in coppa, un po’ meno quest’anno in campionato, la squadra di Gasperini stasera si e’ rituffata in clima italiano dopo la scorpacciata di gol in casa dell’Everton (5-1) e proprio la brillante prova in terra inglese ha spinto il tecnico di Grugliasco a confermare nove undicesimi delle formazione scesa in campo dal primo minuto in Europa League. Un Benevento volenteroso, invece, ha cercato invano i suoi primi punti e anche stasera allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia ha confermato soprattutto in fase difensiva quanto di buono aveva mostrato nelle precedenti prove piu’ recenti contro Juventus e Sassuolo, ma e’ mancato ancora una volta in zona gol anche se per poco non sono stati proprio i giallorossi di Roberto De Zerbi a sbloccare la sfida con la piu’ grossa occasione del primo tempo, al 40′, quando Armenteros, con un grande stacco su cross dalla destra di Venuti, ha scaldato le mani di Berisha. Prima e dopo e’ stata l’Atalanta a condurre le danze e a provarci con una serie di giocate pericolose: l’azione migliore e’ stata il tiro-cross di Gomez non agganciato dal danese Cornelius probabilmente in posizione irregolare.
Migliore dei suoi nel primo tempo, Armenteros ha dovuto abbandonare la gara all’intervallo per un forte mal di stomaco, mentre con il passare dei minuti Gasperini ha provato a vincere la partita a tutti i costi: prima ha tolto un difensore, Toloi, per mettere dentro Ilicic, quindi ha buttato nella mischia anche Petagna al posto di un poco incisivo Cornelius, ma e’ stato un difensore come Masiello al 20′ a dare l’illusione del gol alla tifoseria atalantina quando ha battuto al volo in area su assist del Papu Gomez colpendo solamente l’esterno della rete. Un Benevento che sembrava con il passare dei minuti aver guadagnato qualche metro di campo e’ invece stato punito alla mezzora da un errore a centrocampo: in pressione su Puscas e Lombardi, l’Atalanta ha recuperato palla e Ilicic ha messo in movimento Cristante che con una rasoiata dal limite dell’area ha trafitto Brignoli.
Atalanta che con questa vittoria si e’ rilanciata al centro della classifica, mentre il Benevento sempre piu’ in crisi vede gia’ alle spalle lo spettro della Serie B.

ATALANTA-BENEVENTO 1-0

ATALANTA (3-4-2-1): Berisha 6; Toloi 6 (7′ st Ilicic 6.5), Caldara 6, Masiello 6; Castagne 6, De Roon 5.5, Freuler 6, Hateboer 6; Cristante 6.5, Gomez 6.5 (45′ st Palomino sv); Cornelius 5.5 (15′ st Petagna 6). In panchina: Rossi, Gollini, Orsolini, Gosens, Vido, Kurtic, Mancini, Haas, Joao Schmidt. Allenatore: Gasperini 6.5

. BENEVENTO (4-3-3): Brignoli 6; Venuti 6, Djimsiti 6, Costa 5.5, Di Chiara 6; Chibsah 6 (35′ st Memushaj sv), Del Pinto 5.5, Cataldi 6; Lombardi 5, Armenteros 6.5 (1′ st Puscas 5), D’Alessandro 5.5 (21′ st Kanoute’ sv). In panchina: Belec, Coda, Viola, Gyamfi, Antei, Gravillon, Donnarumma, Brignola. Allenatore: De Zerbi 5.5.

ARBITRO: Pasqua di Tivoli 6.

RETE: 30′ st Cristante.

NOTE: serata fredda, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Costa, Venuti, De Roon. Angoli: 9-3 per l’Atalanta. Recupero: 0′, 4′.

Rinvenuto cadavere di anziano scomparso nel Sannio, é giallo

Sara’ l’autopsia a stabilire le cause del decesso di un uomo, probabilmente un settantenne di Ceppaloni che mancava da casa da una settimana, il cui cadavere e’ stato rivenuto durante la notte, coperto da detriti e calcinacci, all’interno di un casolare che nei giorni scorsi era andato distrutto dalle fiamme.
Il caso apre un “giallo” in quanto l’incendio del casolare, in frazione San Giovanni di Ceppaloni, fu domato grazie all’intervento dei vigili del fuoco e nessuno noto’ la presenza di un cadavere. A distanza di sette giorni i familiari della vittima, preoccupati dall’assenza prolungata del congiunto, avevano tentato di rintracciarlo nei luoghi che abitualmente frequentava fino a questa notte quando ne hanno rinvenuto il cadavere.
Scattato l’allarme, sul posto sono poi giunti i carabinieri ed i vigili del fuoco. Dopo il sopralluogo, la salma del pensionato e’ stata trasportata all’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento dove nei prossimi giorni saranno effettuati tutti gli accertamenti medico legali. Le indagini ora dovranno anche stabilire come si sia sviluppato il rogo.

Torturarono e derubarono l’ex direttore sportivo del Savoia per 53mila euro: arrestati 3 ucraini, ricercati altri 3

Per una rapina violenta ai danni di una coppia di coniugi in corso Umberto I a Eboli, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e un provvedimento restrittivo con il beneficio dei domiciliari nei confronti di due ucraini. Secondo gli inquirenti, gli arrestati, insieme con altre tre persone, di cui due irreperibili e un’altra in corso di identificazione, avevano aggredito Aniello Langella, 43 anni e  la moglie originari di Torre Annunziata,  mentre si trovavano proprio a casa di uno di loro. I fatti risalgono al 4 agosto scorso.
Langella, conosciuto come “Meza kim”, personaggio molto noto negli ambienti sportivi, avendo ricoperto la carica di direttore sportivo del Savoia, era a casa di amici di Eboli per concludere l’affare della compravendita di un bar. I Langella ne gestiscono anche a Torre Annunziata. Avevano addosso la cospicua somma di 53mila euro. La banda, per impossessarsi dei soldi, dei cellulari e di altri oggetti preziosi, non esitò ad aggredire con violenza l’uomo dopo averlo legato a una sedia causandogli fratture multiple,  stringendogli anche una cinghia al collo.
La moglie, invece, fu legata mani e piedi per impedire che potesse dare l’allarme. I due arrestati devono rispondere anche di sequestro di persona, oltre che di rapina aggravata in concorso e di lesioni gravi. Fondamentale per l’indagine, coordinata dalla procura di Salerno, la visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza comunale, dai quali i militari hanno estrapolato alcuni frame; ma c’e’ stata anche attivita’ con i metodi tradizionali dell’osservazione e del pedinamento, oltre alle intercettazioni.
L’inchiesta continua per risalire all’identita’ dei complici ancora a piede libero e, soprattutto, per chiarire le circostanze per le quali i coniugi si trovavano a casa degli ucraini con quella somma di denaro.

‘Se mi lasci dico che sei gay’, lo uccide e lo mette in una valigia: 3 fermati e due ricercati

“Il movente dell’omicidio ha origine in una vicenda sessuale che legava il ragazzo a uno dei cinque. Tre di loro sono stati fermati, altri due sono tuttora ricercati”. Dalle parole del procuratore capo di Modena, Lucia Musti, le prime responsabilita’ e la prima ipotesi sul movente dell’omicidio avvenuto sabato pomeriggio in piazza Dante Alighieri a Modena, dove un ventenne di origini cinesi e’ stato trovato morto dalla madre e dal compagno di lei (un avvocato modenese), chiuso dentro una valigia nell’appartamento al sesto piano. Tre minorenni sono dunque stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, due a Prato e uno a Modena, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato e occultamento di cadavere.
Al momento si ritiene quindi che abbiano tutti agito con pari responsabilita’. Ma la vicenda resta estremamente intricata e non sono esclusi altri sviluppi nelle indagini coordinate dal sostituto procuratore Katia Marino e svolte dalla squadra mobile del vice questore aggiunto Marcello Castello. Ovviamente, data la minore eta’ dei tre, la competenza passa alla procura dei minori di Bologna. “La vittima del delitto aveva ricattato uno dei cinque, dicendogli che se la loro relazione di natura omosessuale si fosse interrotta, come il minorenne aveva annunciato, allora l’avrebbe rivelata a tutti”, ha aggiunto il procuratore, tentando nel limite del possibile di circostanziare il movente.
Congliang Hu, questo il nome del ventenne trovato morto, che pero’ era conosciuto da tutti come ‘Leo’, sarebbe stato dunque vittima di una ritorsione. Una vendetta organizzata dal gruppetto arrivato a Modena da Prato. I cinque, difatti, si sono presentati a casa sua, mentre l’avvocato era presente (in un’altra camera) cosi’ come la madre. Dopo aver chiuso la porta della stanza del giovane, lo avrebbero soffocato, occultando infine il cadavere dentro la valigia, che apparteneva ai due adulti. Poi il gruppo (non si sa se anche gli altri due siano minorenni o meno) si e’ allontanato dalla palazzina. Qui le telecamere hanno immortalato tutti i partecipanti, fornendo agli inquirenti l’inizio delle intricatissime indagini.
Il ricatto di natura sessuale sarebbe stato confermato dal minorenne, una volta fermato dalla squadra mobile e sentito dalla procura dei minori di Bologna. Ma il caso non e’ chiuso: nella China Town di Prato sono ancora in corso le ricerche degli altri due, tutto lascia pensare che la loro fuga abbia le ore contate.

Camorra, in aula l’ex legale di Setola: ”Così fu scarcerato”

“La scarcerazione di Giuseppe Setola fu decisa dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere sulla base delle relazioni dei medici delle carceri di Cuneo e Rebibbia in cui Setola fu detenuto, che concludevano per l’incompatibilita’ delle sua situazione di salute con il carcere”. Lo ha detto l’ex legale di Setola, Girolamo Casella, nel processo in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) in cui il capo dell’ala stragista dei Casalesi e’ imputato con l’oculista di Pavia Aldo Fronterre’.
Ma mentre Setola risponde di simulazione di reato, per il professionista lombardo l’accusa e’ quella ben piu’ grave di concorso esterno in associazione camorristica; secondo la Dda di Napoli, Fronterre’ avrebbe presentato false attestazioni mediche permettendo a Setola, nel gennaio 2008, di ottenere gli arresti domiciliari in un’abitazione nei pressi della clinica Maugeri di Pavia dove si sarebbe dovuto curare; il 18 aprile dello stesso anno, pero’, Setola evase dalla clinica, dando inizio alla stagione del terrore nel Casertano che causo’ 18 morti, tra cui i sei immigrati africani uccisi nella strage di Castel Volturno.
Sotto accusa, in particolare, la consulenza che Fronterre’ firmo’ nel febbraio 2007, in cui dichiaro’ Setola incompatibile con il carcere, in quanto riscontro’ al killer – falsamente secondo l’accusa – un problema grave all’occhio destro, nonostante tutti gli accertamenti medici precedenti avessero evidenziato che Setola soffriva di un foro maculare all’occhio sinistro per un evento traumatico subito in giovane eta’. Oggi per Casella, gia’ condannato definitivamente dalla Cassazione a 11 anni di carcere per associazione mafiosa perche’ ritenuto il messaggero di Setola all’esterno del carcere, era previsto il controesame da parte dei difensori di Fronterre’, Pasquale Coppola e Marco Imbembo.
Casella ha confermato parte delle cose gia’ riferite al pm Alessandro Milita durante l’esame sostenuto nell’udienza del 30 ottobre scorso, ma incalzato dal collegio di difesa, ha ammesso che la decisione della Corte d’Assise del 18 gennaio 2008 di concedere i domiciliari a Setola per motivi di salute, non si baso’ sulle certificazioni emesse da Fronterre’, che peraltro era stato contattato da Setola nell’estate 2006, ma “sulle relazioni mediche presentate dai dirigenti sanitari delle carceri in cui Setola era stato prima di essere scarcerato”.

Massimo Ranieri ‘All’Inferno’ nel nuovo film di Roberta Torre

0

”Avevo già lavorato sul Riccardo III a teatro e mi era rimasta la voglia di portarlo sul grande schermo, magari in chiave musicale. Questo eroe negativo, nato dalla penna di Shakespeare, mi ha sempre affascinata, così l’ho raccontato a modo mio. Ho deciso di indagare sulla duplicità del male, e gli ho affiancato una Regina Madre altrettanto violenta, che lo ha costretto a combattere fin dalla più tenera età”. La regista Roberta Torre presenta ‘Riccardo va all’inferno’ alla trentacinquesima edizione del Torino Film Festival. Il film uscirà nelle sale italiane giovedì 30 novembre, distribuito da Medusa Film.
”Ho sempre amato molto il musical e volevo realizzarne uno tutto mio. È un genere che permette di utilizzare più linguaggi allo stesso tempo. Le note sono come una visione, un mondo a parte, e rappresentano la vera libertà creativa”, aggiunge Torre. Il dramma in costume del Riccardo III fa un salto temporale, dal XV al XXI secolo. La malvagità del sovrano è sempre la stessa, ma il contesto è diverso. Siamo alle porte di Roma, in un regno fantastico dove si erge il castello della storica Famiglia Mancini, a capo del traffico di droga e della criminalità locale.
Riccardo è uno dei figli della Regina Madre. E’ storpio, zoppo e matto da legare. Un incidente subito da bambino lo ha lasciato senza una gamba, e per la sua follia ha trascorso molti anni rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ritornato finalmente a casa, rivela la sua smisurata brama di potere, tramando nell’ombra e uccidendo chiunque si metta tra lui e la sua ascesa. Il protagonista di ‘Riccardo va all’inferno’ è l’attore e cantante Massimo Ranieri. ”Sono i nostri personaggi a sceglierci, non siamo noi a decidere. Si presentano nel momento giusto della vita e ci chiamano, costringendoci a rispondere.
Questo progetto mi ha colpito fin dal primo istante, non avevo mai visto niente di simile. Riccardo ha bisogno di affetto, di amore, e il suo mantello rappresenta un’esistenza da cui si sente oppresso. In un certo senso ricorda il vampiro di Murnau ma, a differenza di Nosferatu, qui la bestia si nutre dei sentimenti degli altri. La malvagità è una conseguenza di tutti i suoi traumi, di una figura materna che non si è mai presa cura di lui”. Il compositore Mauro Pagani si è occupato della musica. ”Avevo una responsabilità enorme. Ho letto Shakespeare e la sceneggiatura, poi ho parlato con Roberta e mi sono buttato sui testi. Le parole erano giuste e il resto è venuto da solo.
È stato un grande privilegio, perché queste non sono canzonette, ma è un classico che abbraccia nuove melodie. Ho cercato di non farmi prendere dalle emozioni e di rimanere sempre molto obiettivo”. Infine interviene Sonia Bergamasco, la Regina Madre nel film: ”Ho subito una vera e propria trasformazione fisica. Abbiamo pensato a lungo su come rappresentare il viso di questa donna-mostro. Volevo mantenere una certa sensualità, nonostante la vecchiaia e l’anima dannata. Questa è la prima volta che lavoro dietro a una maschera, e devo dire che Riccardo va all’inferno è una storia che scuote nel profondo, andando oltre le apparenze”.

Doppio appuntamento con Astradoc – Viaggio nel cinema del reale

Questa settimana doppio appuntamento con Astradoc – Viaggio nel cinema del reale”:  venerdì 1 dicembre ore 18.30 verrà proiettato  Je suis le peuple di Anna Roussilon alla presenza della regista e di Jean-Paul Seytre, Console Generale di Francia.
La rivoluzione di piazza Tahrir vista attraverso gli occhi di Fahir, un contadino egiziano che abita nella valle del Nilo, vicino a Luxor.  Le speranze, le paure e la delusione di un’intera nazione sono raccontate attraverso la quotidianità di chi vive lontano dagli scontri di potere, ma vuole a suo modo cambiare la sorte del proprio popolo. Il film mostra come un pensiero politico attecchisca in un’area rurale, dando il via a un dibattito a volte ai margini, a volte nel cuore della vita quotidiana. A poco a poco, si assiste a un risveglio delle coscienze nell’entroterra di un Paese in cui è scoppiata la scintilla della rivolta.
Sabato 2 dicembre dalle ore 19.00 serata FILMaP: Una serata speciale in cui saranno presentati alla città i primi film documentari sviluppati negli Atelier di Cinema del reale del progetto FilmaP, promosso da Arci Movie dal 2014, con la direzione pedagogica di Leonardo Di Costanzo e il coordinamento di Antonella Di Nocera.
“Dopo la partecipazione ai festival di Torino, Trieste, Nyon, Lisbona, Milano e il recente premo al prestigioso festival dei Popoli di  Firenze – dice Antonella Di Nocera, coordinatrice di FILMaP – i film degli allievi dell’Atelier di cinema del reale di Ponticelli, vengono presentati per la prima volta al pubblico napoletano. Presenteremo i cortometraggi e due dei cinque film sviluppati nel primo Atelier 2015 oggi terminati dopo due anni di scrittura, ricerche, riprese e post produzione, un lavoro che ha visto impegnati i giovani talenti in una esperienza in prima persona intensa e professionalmente importantissima. Gli autori sono giovani filmmakers provenienti anche da diverse città italiane che hanno trovato a Ponticelli una vera e propria occasione formativa.
La serata prende il via alle 19.00 con la proiezione di tre cortometraggi del 2° Atelier di Cinema del Reale (2016):
ANTONIO DEGLI SCOGLI di Alessandro Gattuso: un racconto incentrato su Antonio Esposito, un uomo che vive sugli scogli di Mergellina dove ha costruito una baracca in cui dorme.
CRONOPIOS di Doriana Monaco: un flusso di immagini che si susseguono nell’arco di una giornata nel giardino del Molosiglio, un affresco umano con microstorie di solitudini, ma anche vitalità, che affiora e pervade uno spazio aperto agli incontri fortuiti.
UN INFERNO di Camilla Salvatore, ci porta in un piccolo studio di tatuaggi nella provincia di Napoli nel quale si possono incontrare molte persone differenti, per raccontare e di un mestiere che tanto si presta a creare intimità e a sporcarsi col dolore, il sangue e le storie della gente.
A partire dalle 20 si vedranno i due lungometraggi documentari nati nel 1° atelier (2015).
Aperti al pubblico di Silvia Bellotti (Italia 2017 – 60′), prodotto da Parallelo 41 Produzioni, Arci Movie e Rai Cinema, vincitore al 58° Festival dei Popoli di Firenze del Premio Mymovies.it “Dalla parte del pubblico” nella sezione “Concorso italiano”.
Il film è stato girato nell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Napoli e Provincia. Ogni martedì e venerdì, quando gli uffici sono aperti al pubblico, gli impiegati ricevono gli utenti che abitano nei 40.000 alloggi che l’Istituto gestisce. Il loro compito primario è quello di ricercare soluzioni pratiche per i problemi dei cittadini. In quei momenti le stanze dell’Istituto diventano un palcoscenico. “Per raccontare questo aspetto della burocrazia ho girato un film che rappresenta gli sforzi che gli impiegati fanno per adattare i regolamenti e le procedure alla realtà dell’utenza. Nel film ho cercato di rendere questo sforzo, di trasporre l’ironia dei protagonisti davanti all’inefficienza delle istituzioni e la caparbietà con cui nonostante tutto, decidono di affidarsi un po’ al pragmatismo e un po’ alla sorte” dichiara la regista.
Volturno di Ylenia Azzurretti (Italia 2017 – 42’), prodotto da Arci Movie, Parallelo 41 Produzioni con Figli del Bronx, scelto in selezione ufficiale nella sezione “Concorso italiano” al Festival “Visioni dal Mondo” di Milano.
Il film procede come un road movie dalle fonti alla foce, insomma un river movie, che senza tregua scorre fra il Molise e la Campania due regioni che lo spaccano letteralmente in due creando due nature che convivono. In questo percorso sono tre i personaggi principali ad accompagnarci alla scoperta del Volturno: un naturalista, un pescatore di telline e un agricoltore. Tutti e tre legati dal Volturno e testimoni di territori difficili come quello del Basso il Volturno, o della Vallata del Volturno. L’intento del film è quello di riuscire a restituire l’immagine di un’umanità a volte arresa, che riesce a dimenticare il fiume dietro gli argini. Modi diversi di rapportarsi al fiume, vite e coltivazioni differenti raccontano storie di persone, paesi, di intere regioni. Il fiume come mezzo, come specchio dei territori che bagna. L’unico in grado di rivelare in confidenza, sottovoce, le abitudini delle diverse comunità, il rapporto con la propria terra, con le proprie origini: con la stessa vita.
FILMaP è un progetto realizzato da Arci Movie in collaborazione con Parallelo 41 Produzioni, con il sostegno di Fondazione con il Sud, SIAE, Intesa San Paolo, SEDA Italy S.P.A. e UCCA, e con l’adesione di Doc/it Associazione Documentaristi Italiani.
Questo appuntamento rappresenta una ulteriore anteprima della rassegna 2018 che prenderà il via il 12 gennaio e che prevede altre 20 serate fino al maggio prossimo
Ingresso cortometraggi – gratuito
Ingresso film 3 euro a proiezione | soci Arci 2.5 Euro
INFO Arci Movie Napoli 0815967493 | mailto:info@arcimovie.it https://www.arcimovie.it

Napoli, va in banca a prelevare e trova i banditi sotto casa al Vomero: bottino 3 mila euro

Rapina da 3mila euro a un imprenditore a Napoli, con sparo per intimorire la vittima. Il titolare di una societa’ di grafica pubblicitaria e’ andato alla sede centrale partenopea delle Poste Italiane per ritirare i contanti ed e’ tornato nella sua abitazione in via Petrarca in motorino con il denaro in uno zaino. Nel vialetto del parco in cui risiede ha trovato ad attenderlo tre persone in sella a due scooter, che lo hanno bloccato intimandogli di consegnare lo zaino, sparando anche un colpo in aria.
I rapinatori sono poi fuggiti. la polizia, che indaga sul caso, ha poi trovato e sequestrato un bossolo sparato da una pistola a salve. Acquisite le immagini delle telecamere della sede delle Poste.

 

Compravendita delle cappelle nel cimitero di Napoli: dieci condanne. Sei anni al notaio che redigeva gli atti falsi

Napoli. Dieci condanne per la compravendita illegale di loculi e cappelle gentilizie nel cimitero monumentale di Napoli: questa la sentenza emessa dai giudici del Tribunale di Napoli nel processo a carico di professionisti, dipendenti comunali e titolari di imprese funebri, scaturito da un’indagine della Guardia di Finanza. Antiche cappelle funebri del Cimitero Monumentale venivano rivendute illecitamente, attraverso la compilazione di atti falsi ad opera del notaio Filippo Improta, condannato alla pena di sei anni dopo che nel 2015 fu destinatario di una misura cautelare di sospensione dall’attività professionale per la durata di sei mesi. Il processo di primo grado, scaturito dallo scandalo della compravendita dei loculi che nel giugno del 2015 portò all’esecuzione di perquisizioni e sequestri, si è concluso oggi con dieci condanne a pene variabili dai sei a un anno e sei mesi di reclusione. Il Tribunale ha accolto le richieste del pm Ludovica Giugni, titolare dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, falso e truffa. La pena più alta, sei anni di reclusione, è stata inflitta proprio al notaio Filippo Improta, Tommaso Arcucci, Nunzio Assante, Vincenzo Tammaro e Felice Varriale sono stati condannati a quattro anni, Gennaro Guida e Gennaro Reale tre anni e sei mesi, Vincenzo Bisogni a 3 anni e tre mesi, Rosario Dominech a due anni e Alberto Patruno a un anno e sei mesi. L’inchiesta venne avviata dalla procura nel 2012 dopo la denuncia presentata da una famiglia che, tornata a Napoli dopo una lunga assenza, trovò la cappella di famiglia lussuosamente ristrutturata con un cancello all’ingresso, lavori realizzati dopo che erano state portate via le salme dei propri cari. Il notaio è accusato di aver redatto atti falsi per favorire la compravendita illecita. Le cappelle e i loculi non possono essere oggetto di compravendita tra privati: i titolari, in caso di rinuncia, sono tenuti a informare il Comune che poi procede ad una nuova assegnazione e alla riscossione del prezzo per la nuova concessione della durata di 99 anni. Secondo la Procura, all’interno del cimitero monumentale, grazie a degli informatori, tra cui dipendenti comunali, che segnalavano le cappelle e i loculi – alcuni risalenti all’800 – abbandonati e che non sarebbero stati reclamati dagli assegnatari.

Città della scienza, la Regione nomina il commissario per la Fondazione Idis: è Giuseppe Albano

Napoli. La Giunta regionale​ della Campania​, nella seduta di oggi, ha disposto​ la gestione commissariale della Fondazione Idis Città della Scienza​ ​in sostituzione del ​p​residente e del consiglio di amministrazione. Al fine di assicurare la reggenza temporanea dell’amministrazione dell’ente per l’adozione degli atti necessari, l’approvazione del bilancio, la ricostituzione degli organi di gestione e il ripristino delle attività ordinarie, è stato nominato commissario l’avvocato Giuseppe Albano.

Animazione e favola i generi preferiti che vincono il Biglietto d’Oro sui dati Cinetel

Nella scorsa stagione i film più visti sono stati La Bella e la Bestia, Cattivissimo Me 3 e Oceania: un remake live action di un film d’animazione e due cartoon, si sono assicurati il Biglietto d’Oro assegnato dall’Associazione esercenti cinema, sulla base di dati Cinetel riferiti al periodo dicembre 2016-novembre 2017.
L’ora legale di Ficarra e Picone, Mister Felicità di Alessandro Siani e Poveri ma ricchi di Fausto Brizzi si aggiudicano il Biglietto d’Oro come film italiani più visto. I riconoscimenti verranno consegnati il 29 novembre prossimo nell’ambito della quarantesima edizione delle Giornate Professionali di Cinema a Sorrento. Ai registi, agli sceneggiatori, agli interpreti principali dei primi tre film italiani vengono assegnate le Chiavi d’oro del successo.
A Warner Bros Italia, Universal Pictures e The Walt Disney Company Italia va il Biglietto d’Oro per le case di distribuzione classificate rispettivamente al primo, secondo e terzo posto per numero di spettatori. Le targhe Anec “Claudio Zanchi” ai giovani artisti vanno agli attori del film ‘Tutto quello che vuoi’ di Francesco Bruni (Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Emanuele Propizio, Riccardo Vitiello, Giuliano Montaldo “diversamente giovane”) e a Serena Rossi, interprete di Ammore e Malavita dei Manetti Bros., mentre il premio Agiscuola va al film Lion – La strada verso casa di Garth Davis. Inoltre, saranno consegnati il Premio Fun Food Italia all’esercente cinematografico Lorenzo Quilleri e quello Kineo – Diamanti al Cinema. I Biglietti d’Oro all’esercizio cinematografico, assegnati dall’anec alle sale monitorate da Cinetel che hanno conseguito il maggior numero di spettatori nella stagione cinematografica. Per i multiplex con 15 o più schermi vince il premio The Space Cinema Parco De’ Medici di Roma, per i multiplex da 8 a 14 schermi vince Uci Cinemas Porta di Roma di Roma mentre il cinema Victoria Multiplex di Modena si aggiudica il premio come complesso, con almeno 8 schermi, con la media schermo piu’ alta. Per le monosale vengono premiati: Cinema San Giuseppe di Brugherio (localita’ fino a 50 mila abitanti), Auditorium di Sassari (da 50 a 200 mila), Alcione di Verona (da 200 a 500 mila), Ariosto SpazioCinema di Milano (oltre 500 mila). Per le multisale da 2 a 4 schermi, Supercinema di Venaria Reale (località fino a 50 mila abitanti), Odeon di Pisa (da 50 a 200 mila), Alfieri di Catania (da 200 a 500 mila), Uci Cinemas Gloria di Milano (oltre 500 mila). A vincere il premio per le strutture da 5 a 7 schermi sono: Metropolis di Bassano del Grappa (localita’ fino a 50 mila abitanti), Andromeda Maxicinema di Brindisi (da 50 a 200 mila), Multicinema Galleria di Bari (da 200 a 500 mila), Uci Cinemas Palermo di Palermo (oltre 500 mila).

Morti per amianto a Bagnoli, a Napoli riparte tra le polemiche il processo al magnate svizzero Schmidheiny: 134 i deceduti per tumore

Napoli. Eternit a Bagnoli e morti per tumore polmonare: riparte a Napoli il processo a carico del magnate svizzero Stephan Ernst Schmidheiny, tra proteste e rinvio. Al centro del dibattimento, le responsabilità per i 134 deceduti per tumore polmonare nello stabilimento di Bagnoli, cui vanno aggiunti 9 morti per cancro alla laringe, 65 per mesotelioma, e 258 per abstosi polmonare tra operai e cittadini che abitavano nei pressi dell’azienda. Presidio davanti al palazzo di Giustizia partenopeo dell’Associazione “Mai più amianto”. Nel primo processo Eternit era stata dichiarata la prescrizione dalla prima sezione penale della Cassazione il 19 novembre 2014. Schmidheiny in origine era imputato di omicidio volontario, ma nel procedimento bis, il Gup del tribunale di Torino ha derubricato il reato in omicidio colposo con colpa cosciente e spacchettato il processo. Oggi a Napoli la corte ha rinviato l’udienza al 13 febbraio 2018 per consentire la traduzione in tedesco del capo di imputazione e per una mancata notifica. “L’ennesimo rinvio del processo Eternit”, ha detto sconsolata una delle vittime di Napoli, che ha avuto il padre e il nonno deceduti per mesotelioma, dopo aver lavorato nello stabilimento di Bagnoli. La Procura e la Procura Generale di Torino, su istanza dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dei familiari delle vittime, hanno fatto ricorso alla Cassazione per chiedere l’annullamento del provvedimento del gup di Torino anche per la riformulazione del capo di imputazione, che “deve tornare ad essere di omicidio volontario”, dichiara Pasquale Falco, vittima dell’amianto/Eternit Bagnoli. L’udienza davanti alla Suprema corte è per il 13 dicembre. L’Osservatorio Nazionale Amianto si è costituito parte civile, per ottenere la condanna dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime dell’amianto.
“Si riapre la speranza di rendere giustizia alle centinaia di vittime della ‘fabbrica della morte’ di Bagnoli e alle tante famiglie che hanno sofferto e ancora soffrono la perdita prematura dei loro cari”. Ha detto Giovanni Sannino, segretario generale della Fillea-Cgil Campania. “La ferita della prescrizione in Cassazione del 2014 – ricorda Sannino – è ancora aperta e profonda è stata l’offesa arrecata e ancora di più le stucchevoli dispute giuridiche-legali che ci sono state dopo la sentenza che hanno solo ed unicamente aumentato il divario tra il senso comune di giustizia e quella praticata, creando un fossato con la realtà del dramma amianto. Un dramma umano”. “Dal 1939, anno di insediamento della fabbrica a due passi dal mare di Coroglio, dei 2336 dipendenti – ricorda Sannino – ben 1045 sono stati i deceduti di cui 902 con cause correlate all’esposizione e all’inalazione delle fibre di amianto. 134 con il cancro polmonare, 9 con quello della laringe, 258 con asbestosi polmonare e 65 con il mesotelioma”. “Un dramma ambientale – secondo Sannino – con porzioni di territorio e patrimonio edilizio pubblico e privato, consapevolmente inquinati e devastati negli anni di attività della fabbrica fornendo materiali di amianto e occultando con disinformazione sistematica le conseguenze legate alla cancerogenicità della fibra di asbesto. Non solo Bagnoli ma l’intera Campania è inquinata ed intrisa d’amianto. Un intero modello di sviluppo, basato sul profitto e sul lucro, principi ispiratori del proprietario della Eternit, ha segnato profondamente l’ambiente, il territorio, le comunità”.
“Oggi – afferma ancora il segretario della Fillea – si processa il proprietario elvetico per 78 “omicidi volontari” e di questi 8 riguardano Napoli. Forse è tempo di introdurre nel codice penale il reato di omicidio sul lavoro nel caso d’infortuni mortali, in continuo aumento. Il processo è stato aggiornato al 13 febbraio. Per onorare i caduti e non rendere vana la loro morte – conclude Sannino – è necessario richiamare l’attenzione della comunità intera e delle Istituzioni locali, la Regione Campania, per dare priorità e sostanza operativa al Piano Regionale Amianto, di fatto inattuato. Procedere, tra l’altro, all’aggiornamento della mappa dei siti inquisiti, alla loro bonifica, alla sorveglianza sanitaria per tutti coloro che sono stati esposti all’amianto attraverso il registro del mesotelioma e dei tumori. Tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini e la salubrità ambientale”.

 

 

 

Camorra, il pentito: ”Sapevo che Antonio Lo Russo aveva ucciso tre persone e pensavo ce l’avesse con me”

Anche se ha affermato davanti ai magistrati “mi sono sentito sempre un Lo Russo”, il neo pentito del clan Ciro Ferrara (referente nella zona di Chiaiano per conto dei Capitoni per le piazze di spaccio) non ha esitato ad accusare chi come il boss Antonio Lo Russo lo aveva aiutato anche durate la sua detenzione in carcere inviandogli  la “mesata”mille euro al mese. Ciro Ferrara accusa il figlio di Salvatore il primo pentito della famiglia dei Capitoni di Miano di essere autore di ben tre omicidi. Lo ha fatto in un verbale del 2 agosto scorso e contenuto nelle circa mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesca Ferri con la qualesono stati arrestati i  40 nuovi esponenti di quella che era il clan Lo Russo. Naturalmente le dichiarazioni di Ferrara rispetto alle accuse di omicidio nei confronti di Antonio Lo Russo sono oggetto in questo momento di un’inchiesta da parte della Dda di Napoli. Ha messo a verbale Ferrara:
Nell’ottobre del 2006 sono poi stato arrestato per una estorsione insieme a Cavallino Gaetano ed al cugino di Francesco Russo che gestiva una palestra del Vomero, per una estorsione, del tipo “cavallo di ritorno” ad un garagista del Vomero che ci denunzio’.
Durante la mia detenzione ho ricevuto sostentamento economico da Francesco Russo che mi mandava 1000 euro al mese fino a quando non è scomparso.
I mille euro che mi mandava erano frutto dei proventi delle estorsioni che avevamo ideato tramite il sistema delle cosiddette buste , cioè imponevamo a tutti gli esercizi commerciali di rifornirsi delle buste di plastica , cartoni per pizzeria, etc. Questo sistema esiste ancora e fino a quando ho iniziato a collaborare i proventi di questa attività venivano portati anche a mia madre…omissis… Dopo la scomparsa di Russo Francesco, io mi trovavo detenuto a Taranto dove ho goduto di diversi permessi premio. Mi sono incontrato durante questi permessi con Tonino Lo Russo , prima che iniziasse la sua latitanza, l’ho incontrato a Miano. Io temevo che lui potesse avercela anche con me ed invece lui mi rassicurò dicendomi che mi stavano aspettando per coprire la zona di Marianella-Chiaiano . Dico che temevo che Tonino potesse avercela con me perché avevo saputo da Salvatore Scognamiglio che era stato Tonino ad uccidere Francesco Russo, il figlio e Moscatelli tramite Cesare Pagano…. sono stato detenuto fino al 2013 ma come ho detto ho goduto di diversi permessi durante i quali tornavo a Napoli, occasioni durante le quali ho avuto modo di incontrare non solo Tonino Lo Russo ma anche Salvatore Scognamiglio, Lelle’, Luigi Russo , Buonavolta Vincenzo, Luciano Pompeo e Valerio Nappello .
Ho sempre ricevuto dai Lo Russo sostentamento economico durante la mia detenzione, anche dopo la scomparsa di Russo Francesco, se ne è fatto carico Antonio Lo Russo, anche durante la latitanza periodo durante il quale vi ha provveduto Scognamiglio e poi dopo la sua morte Lelle’ figlio di Carlo. Insomma sono rimasto un Lo Russo. Uscito nel 2013, ad ottobre , c’era fuori Mario Lo Russo che mi venne presentato da Giulio de Angoletti. Quest’ultimo lo avevo invece conosciuto tramite Lellè. Mario mi fece responsabile su Chiaiano mentre invece Ciro Berretella cioè Culiersi Ciro era il responsabile di Marianella. In quel periodo era come se ci fossero due gruppi nel senso che Mario aveva interessi su Chiaiano mentre su Marianella si occupava Lelle’ tramite Berretella, erano separati ma sempre in accordo anche se Mario non gradiva il fatto che Culiersi si era impossessato di tutto quello che avevamo
creato su Marianella io e Russo.
Tornai quindi ad essere il referente di Mario Lo Russo su Chiaiano e con me c’erano de Angioletti Giulio… omissis…, Guazzo Giuseppe, …omissis… Il mio gruppo si occupava delle estorsioni omissis. Delle estorsioni ai cantieri edili invece si occupavano in particolare Genanro Palumbo e O’ Cucu’, persona che venne poi arrestata al Policlinico …omissis… Mi occupavo anche di droga per la zona di Chiaiano, i rifornimenti erano sempre dai Lo Russo e si vendeva tramite privati, unica piazza era quella di Marianella giù alle case rosse omissis. Per privati intendo persone che acquistavano da me cocaina e vendevano a telefonino…omissis…In questo periodo quindi io guadagnavo dal prezzo di vendita ai privati ed acquistavo da a Mario Lo Russo e Domenico Raffone, Cerchio Slavatore ed anche ad un altro genero di Mario di nome Peppe.
Io compravo a 44-45 da Mario e gli altri , lo vendevo ai privati a 50 e loro rivendevano a 55. Ho continuato cosi’ anche dopo gli arresti di Mario, Lelle’ e gli altri. Rimasero liberi Vincenzo O’Signore e Vincenzo figlio di Carlo Lo Russo. Intanto era stato arrestato anche Culiersi Ciro e quindi ebbi il controllo anche di Marianella , oltre a Chiaiano ma Vincenzo Lo Russo o’ Signore pretese 3000 euro al mese per i traffici di droga , era lui che comandava tutto il cugino Vincenzo di Carlo stava con lui ma contava O’Signore … omissis…”.

Antonio Esposito

@riproduzione riservata

Carceri, video inchiesta della Cgil sulle misure alternative

0

Una campagna sull’esecuzione penale esterna e sulla giustizia minorile attraverso delle video inchieste e’ stata promossa dalla Fp Cgil Nazionale per conoscere il sistema, attraverso le parole di chi vi opera, indagando allo stesso tempo sulle loro condizioni di vita e di lavoro. Il titolo dell’iniziativa e’ “#fuoriameta’ – l’altra pena, fuori le mura”.
“Pensiamo che – afferma la Funzione Pubblica Cgil – l’esecuzione penale esterna e le misure alternative siano uno strumento piu’ aderente al mandato costituzionale e agli standard europei, con costi minori per la collettivita’”. Ma per attuare questo mandato, osserva la categoria della Cgil, “non si puo’ prescindere da maggiori investimenti per il Nuovo Dipartimento di Giustizia Minorile e Comunita’, che mettano i lavoratori in condizioni di svolgere adeguatamente il proprio lavoro.
Eppure nella prossima legge di Stabilita’ non sono previste quelle assunzioni necessarie per sostenere l’azione dei dipartimento e mandare avanti il servizio”. La prima video inchiesta e’ stata girata a Milano nell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia, seguiranno poi le storie di Roma e di Napoli. “Con questo viaggio nell’altra pena e nelle misure alternative – conclude la Fp Cgil – vogliamo mostrare, dando voce alle lavoratrici e ai lavoratori, le condizioni di lavoro, le forti difficolta’ nelle quali si muovono gli operatori e l’importanza del delicato compito che questi svolgono per la societa’”.

Comune di Mugnano, Sarnataro: Siamo l’unico Comune della Campania scelto per la sperimentazione di Siope+

Due dipendenti del Comune di Mugnano tra i relatori del convegno organizzato dalla Banca D’Italia per la presentazione del progetto “Siope+”. Si tratta di Luciano Rusciano, Capo Servizio Ragioneria, e Salvatore Stefanino, Istruttore contabile sezione Ragioneria. I due impiegati spiegheranno alla platea l’esperienza dell’Ente, l’unico della Campania ad aver aderito alla sperimentazione del Siope+. “L’obiettivo è quello di favorire il monitoraggio del ciclo completo delle entrate e delle spese della pubblica amministrazione – spiega l’assessore al Bilancio Franca Russo – Consente soprattutto il controllo automatico di debiti commerciali e dei relativi tempi di pagamento, favorendone il miglioramento. Il tutto sulla base di una codifica uniforme. La fase di sperimentazione al progetto ci vede impegnati in prima linea, essendo tra i Comuni capofila. Siamo fieri del lavoro svolto dal nostro ufficio ragioneria”.  Si dice orgoglioso anche il sindaco Luigi Sarnataro: “Ancora una volta il nostro settore economico si distingue per competenze e professionalità,grazie al loro lavoro Mugnano è l’unica città della Campania inserita nella sperimentazione del Siope+. Siamo un Comune all’avanguardia, in continuo aggiornamento e sempre pronto ad affrontare nuove sfide per migliorare i servizi della pubblica amministrazione”.

Morto lo scrittore Alessandro Leogrande. L’autopsia stabilirà la causa del decesso

Un esame autoptico stabilirà se la morte del giovane scrittore, saggista e giornalista Alessandro Leogrande è stata provocata da un’aneurisma o da un infarto. A quarant’anni è morto nella sua casa di Roma, lo scrittore originario di Taranto.
Ieri mattina era stato in Puglia, a Campi Salentina (Lecce) per la rassegna “La città del libro”, poi era tornato a Roma. Leogrande è stato uno scrittore molto attento al Mezzogiorno e i titoli dei suoi libri rendono chiaro il suo impegno anche sociale. Ha infatti pubblicato, con L’Ancora del Mediterraneo, “Un mare nascosto, Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali, Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra”. Per Strade Blu Mondadori, invece, “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud”, col quale ha vinto il premio Napoli-Libro dell’anno, il premio Sandro Onofri, il premio Omegna e il premio Biblioteche di Roma.
Per Feltrinelli è invece uscito “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo”, con cui ha vinto il premio Ryszard Kapuciski e il premio Paolo Volponi. Col suo ultimo libro, “La frontiera”, con il quale ha vinto il premio Pozzale Luigi Russo. Leogrande ha anche curato diverse antologie: con Goffredo Fofi, direttore de ‘Lo Straniero’, l’antologia “Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l’orientamento” (L’Ancora del Mediterraneo) e la raccolta di racconti sul calcio “Ogni maledetta domenica”.

Premiazione Napoli c’è al Teatro Acacia di Napoli

Il premio “Napoli c’è” giunge alla sua tredicesima edizione. Assegnato ogni anno da l’Espresso napoletano a coloro che si siano adoperati, a Napoli e più in generale in Campania, attraverso la loro opera personale o associativa, nella promozione dei valori di cultura, legalità, solidarietà, valori che la rivista si impegna ogni mese a diffondere.
La serata conclusiva del Premio si terrà stasera alle ore 20.30 presso il Teatro Acacia di Napoli, e sarà presentata da Gino Rivieccio e Veronica Maya. Attenzione puntata quest’anno in particolare sul mondo della cultura, volano di sviluppo, e sul ricchissimo patrimonio artistico della Campania, che attraverso una gestione oculata sta portando ad una sensibile rinascita, con flussi di turisti che affollano in ogni periodo dell’anno la regione e in modo particolare la città di Napoli.
Al centro ancora una volta anche la solidarietà, l’impegno e la passione nello svolgimento della professione, l’attenzione ai giovani e ai percorsi che è possibile offrire per la loro crescita. Questi i premiati di questa tredicesima edizione: Paolo Giulierini – direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Gabriel Zuchtriegel – direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gennaro Rispoli – direttore del Museo delle Arti Sanitarie agli Incurabili. Andrea Viliani – direttore del Museo Madre, Pierpaolo Forte – presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti contemporanee, Lina Sastri – attrice, cantante, regista, Anna Maria Minicucci – direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon, Vincenzo Staiano – responsabile della pizzeria “‘O zi’ Aniello”, Lorenzo Mazzeo – avvocato, Gianni Pignatelli – imprenditore, Salvatore Naldi – imprenditore I premiati riceveranno una scultura realizzata appositamente dall’artista Lello Esposito.
Lina Sastri si esibirà nella recitazione di una sua poesia, anticipando la presentazione, il 28 novembre, alle ore 18, presso La Feltrinelli Libri e Musica di via Santa Caterina a Chiaia, del suo libro Pensieri all’improvviso, edito da Guida, un volume che raccoglie le sue composizioni poetiche con annesso CD in cui recita le poesie stesse. La presentazione rientra negli eventi di preparazione a NapoliCittàLibro, il Salone del Libro e dell’Editoria che si terrà a Napoli dal 24 al 27 maggio, organizzato dalle case editrici Rogiosi, Guida e Polidoro.

Cinema. Astrid’s Saints: I Santi di Astrid da New York Atterrano a Napoli

Mercoledì 29 Novembre 2017 dalle ore 16.00, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Sala del Consiglio Metropolitano) a Napoli, si terrà la presentazione e proiezione in anteprima assoluta, ad ingresso gratuito, del promo per il film ASTRID’S SAINTS che sarà girato prossimamente a Napoli dal regista e artista multimediale Mariano Baino, partenopeo trapiantato a New York, grazie alla Green Card per i suoi “eccezionali meriti artistici”. Dagli Stati Uniti, in occasione dell’evento, sarà presente l’attrice e artista italo-americana Coralina Cataldi-Tassoni, protagonista e co-sceneggiatrice (con Baino) di Astrid’s Saints. A seguire, conferenza stampa e incontro di Mariano Baino e Coralina Cataldi-Tassoni con la Stampa e il Pubblico presenti. Interverranno Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania, e il produttore Gaetano Di Vaio della Bronx Film (Gomorra La Serie, Per Amor Vostro); modera il giornalista Antonio Tricomi di La Repubblica. Nel corso della serata verrà  proiettato anche, in anteprima napoletana, il nuovissimo cortometraggio LADY M 5.1 di Mariano Baino, con Coralina Cataldi-Tassoni nel ruolo principale di Lady Macbeth, per il quale ha vinto il Premio d’Eccellenza come attrice protagonista al ‘Best Shorts Competition’. Al termine dell’evento verrà servito un rinfresco.  La manifestazione è organizzata in collaborazione con Animartis Cultura e C.E.F.A.
Una madre in lutto deve dipanare i misteri che la legano ad altre madri in lutto a ai Santi a cui tutte loro sono devote. Questo dramma mystery psicologico, è ambientato in un mistico paese di nostra invenzione, in cui quello che vediamo è sempre in bilico tra realtà e allucinazione.
Il film userà le straordinarie risorse artistiche e la spettacolare architettura di Napoli in modo unico per ricreare una vera e propria realtà alternativa.
La storia di ASTRID’S SAINTS verrà vissuta attraverso gli occhi di Astrid, una madre che ha perso il suo amato bambino, e spende le sue notti insonni nella stanza di suo figlio, che è rimasta inalterata da quel tragico giorno. Con l’avvicinarsi dell’anniversario della morte di suo figlio, Astrid cerca sempre più conforto nella fede ed è proprio in chiesa, mentre sta pregando, che una voce le sussurra: “Per cosa preghi?”
Astrid è ben lontana dall’immaginare che, dal momento in cui si volta per guardare Martha, la dolce donnina anziana che le ha sussurrato queste parole, la sua vita cambierà per sempre.
Guidata da Martha, Astrid incontra una serie di personaggi eccentrici e bizzarri e scoprirà che le donne che ha incontrato sono tutte madri in lutto, proprio come Astrid.
Ma cos’altro le accomuna e quali misteri si nascondono dietro le loro preghiere?

Imprenditore napoletano arrestato a Firenze per tangenti

Consegna una bustarella con 4.000 euro a un funzionario pubblico perche’ ‘chiuda un occhio’: ma il dirigente del settore viabilita’ e strade della Citta’ metropolitana di Firenze, ex Provincia, la rifiuta, dice che non prende soldi e fa arrestare in flagranza di reato l’emissario di un’impresa aggiudicataria della manutenzione delle strade del Mugello con ribasso di gara del 46,3% su 5 milioni.
L’arrestato – in carcere il 24 novembre e da oggi ai domiciliari dopo l’udienza di convalida -, e’ Raffaele Tizzano, 39 anni, di Mariglianella. E’ accusato di istigazione alla corruzione. Inoltre lo stesso, insieme al titolare e al geometra della ditta Co.Res, per la quale era incaricato di seguire l’appalto, e’ indagato per truffa aggravata in concorso.