La polizia municipale di Napoli, sezione Tutela emergenze sociali e minori, ha chiuso tre istituti scolastici nel quartiere Vomero per irregolarita’. Il primo intervento e’ stato eseguito in via Tarantino dove gli agenti hanno riscontrato l’assenza della necessaria autorizzazione amministrativa ed hanno sanzionato l’istituto con una multa 5mila euro, procedendo ad affidare ai genitori, convocati sul posto, i 16 bimbi presenti nella struttura. Le attivita’ della scuola saranno sospese fino a che la struttura non sara’ regolarizzata. Analoga situazione e’ stata riscontrata nella struttura di via Mattia Preti, dove erano 11 i bimbi presenti, e in via Cilea. Qui gli agenti, oltre all’assenza dell’autorizzazione prevista dalla normativa regionale, hanno verificato anche l’assenza dell’autorizzazione sanitaria necessaria al regolare svolgimento delle attivita’ e hanno riscontrato condizioni igieniche precarie che hanno indotto alla chiusura immediata della scuola.
Soldi per permessi di soggiorno: 6 poliziotti arrestati a Milano
Quattro poliziotti sono stati arrestati dagli investigatori della squadra mobile di Milano con l’accusa, a vario titolo, “di aver fatto parte di una presunta associazione finalizzata alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio in quanto dediti all’illecita agevolazione del rilascio di titoli di soggiorno (nella maggior parte dei casi di lungo periodo) in favore di diversi cittadini extracomunitari anche privi dei necessari requisiti di legge, a fronte dell’ipotizzata corresponsione di somme di denaro ed altre utilità materiali”. Con gli agenti, sempre in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Milano Livio A. Cristofano su richiesta del Pm Paolo Filippini, sono stati arrestati anche tre cittadini di origine straniera “che svolgevano il ruolo di intermediari con i connazionali che richiedevano il permesso di soggiorno”. All’epoca dei fatti contestati, i quattro poliziotti erano in forza all’ufficio Immigrazione della Questura di Milano e in due commissariati meneghini. Nel medesimo contesto, sono stati posti agli arresti domiciliari altri due poliziotti in servizio in altrettanti commissariati del capoluogo lombardo ed è stato altresì sospeso dal servizio per 12 mesi un altro agente all’epoca dei fatti in forza all’Ufficio Immigrazione meneghino (attualmente in servizio alla Questura di Napoli) e un italiano è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria “quale mediatore di uno dei predetti pubblici ufficiali”. Sempre secondo quanto riferito dalla polizia, “in tale contesto è stato sottoposto a sequestro preventivo un immobile di pregio sito in provincia Milano, del valore cartolare di 690mila euro, riferibile ad uno dei pubblici ufficiali indagati, individuato quale promotore del sodalizio criminale”. L’indagine, avviata già nel 2013, ha ricevuto ulteriore supporto con l’arresto nel novembre 2016 di un poliziotto dell’Ufficio Immigrazione di Milano (attualmente sospeso dal servizio), “le cui dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese hanno consentito di trovare ampi riscontri negli accertamenti investigativi nonché nelle verifiche amministrative svolte congiuntamente dalla squadra mobile e dal locale Ufficio Immigrazione”.
Portici, studentessa sospesa per critiche al preside: catena solidarieta’ su Fb
Decine di foto postate su facebook per dare solidarieta’ Claudia, la sedicenne allieva del liceo classico ‘Orazio Flacco’ di Portici (NAPOLI) sospesa dalla dirigente scolastica, per aver criticato sui social l’operato dell’Istituto. L’iniziativa e’ dell’Unione degli Studenti della Campania che scende in campo al fianco della studentessa. ”Noi scegliamo di stare dalla parte di Claudia – spiegano in una nota stampa – perche’ il suo atto di coraggio e di verita’ deve essere un esempio per tutta la popolazione studentesca che troppo spesso subisce in silenzio gli abusi di potere dei dirigenti”. Ad essere criticato e’ l’operato del dirigente del ‘Flacco’, Iolanda Giovidelli. ”Nelle nostre scuole i dirigenti applicano a proprio piacimento le leggi, stravolgendo e approvando arbitrariamente regolamenti di Istituto repressivi, non rispettando e non informando gli studenti dei diritti sanciti dallo ‘Statuto dei diritti delle Studentesse e degli Studenti’ e dalle altre leggi conquistate con il sangue, l’impegno e l’allegra ribellione di studenti prima di noi”. ”L’atto della dirigente scolastica – denunciano i rappresentanti dell’Uds – palesa una scuola e una societa’ dove i pochi che detengono il potere non accettano opposizione, critiche e dissensi”. Le parole della studentessa, aggiunge l’Uds, ”aprono uno squarcio nel contesto della ‘Buona Scuola” dove ” tra falsi premi e finti riconoscimenti, si nasconde soltanto una retorica classista della competizione e della meritocrazia, funzionale a mettere tutti contro tutti, a creare la guerra tra poveri, escludere e allontanare i piu’ deboli”. A tutto cio’ si oppone dell’Uds: ”Faremo di ogni scuola una scuola ribelle fino all’abrogazione della ‘Buona Scuola’, e apriremo una fase costituente per creare dal basso una scuola in grado di essere una comunita’ educante, fondata sulla partecipazione e la democrazia, in grado di autogovernarsi ”. A chiudere il comunicato lo slogan mostrato anche su cartelli delle foto postate su facebook. ”Complici e solidali con Claudia. Non vogliamo una scuola in cui si impara a sopravvivere disimparando a vivere”
Napoli, Città della Scienza, i lavoratori: “Commissario nostra vittoria”
Si e’ conclusa questa mattina la prima assemblea dei lavoratori di Citta’ della Scienza dopo la nomina, da parte della giunta regionale campana, del commissario Giuseppe Albano. I lavoratori e i rappresentanti Rsa Filcams Cgil Citta’ della Scienza e Filcams Cgil Campania si sono detti soddisfatti della scelta all’unanimita’. Alfonso Praia, uno dei rappresentanti dell’assemblea, dichiara alla Dire che “c’e’ soddisfazione ma anche la voglia di andare a vedere le carte. È un obiettivo che sentiamo nostro (la nomina del commissario, ndr) anche se stamattina leggiamo su fonti stampa che tutti menano vanto di questo commissariamento. Pensiamo che se non ci fosse stato il nostro sciopero per un mese non si sarebbe raggiunto questo obiettivo. Ora chiediamo un incontro urgente”. “I lavoratori – si legge nella nota ufficiale diffusa al termine dell’assemblea – restano vigili e ribadiscono i loro obiettivi: azzeramento degli organi statutari, compresa l’assemblea dei soci, e del management, anche per scongiurare la riproposizione di coloro che sono stati responsabili dello sfascio finanziario e istituzionale della struttura; ripianamento della situazione finanziaria; tutela dei livelli occupazionali e regolarizzazione delle retribuzioni; rilancio della struttura con un nuovo piano industriale e riorganizzazione e valorizzazione delle competenze e delle esperienze in organico. Tali obiettivi potranno essere raggiunti anche attraverso un nuovo Statuto che possa rispondere alle esigenze della Fondazione, nel rispetto di un sano equilibrio tra ruoli e responsabilita’ dei soggetti istituzionali”.
All’incontro con il commissario i lavoratori porranno in risalto alcune istanze ritenute fondamentali per il prosieguo di qualunque dialogo volto alla rifondazione della struttura. Tra queste il rispetto dei livelli occupazionali che sono “sacri. Non arretreremo di un millimetro su questo perche’ siamo la vera ossatura della struttura”, sottolinea Praia che pero’ apre ad una possibile “razionalizzazione e una riorganizzazione per impiegare al meglio gli organici”. “Siamo disposti a fare la nostra parte e a fare sacrifici rispetto al ripensare ruoli e mansioni, ma – ribadisce – i livelli occupazionali non si toccano”. Il commissario Albano si trovera’ sul tavolo non solo la richiesta di non “toccare” il numero dei lavoratori ad ora impiegati ma anche la responsabilita’ di dover rispondere delle cinque ultime mensilita’ arretrate che spettano ai dipendenti e ai lavoratori della struttura e di ben quattro stipendi dovuti allo stesso personale e congelati dal 2011. Cio’ a cui tengono tutti, spiega ancora Raia, e’ comunque il cambio di passo che Citta’ della Scienza dovra’ avere con l’insediamento del commissario. “Vogliamo sapere se Albano ha la volonta’ e comunque il mandato per voltare pagina, mettere mano allo statuto e dare alla struttura un assetto istituzionale piu’ stabile”. Il riferimento e’ alla “lite” tra Vittorio Silvestrini e Vincenzo Lipardi, attori “che hanno condotto a questo sfascio e che non si possono ora piu’ ripresentare. Per noi sarebbe inaccettabile. La lite e’ superata dai fatti e non ci appassiona. Quello che ci interessa e che ci possa essere, da oggi in poi, una gestione veramente sana di Citta’ della Scienza e della Fondazion
Caserta, progetto “Scuola di Restauro alla Reggia”: concessione dell’edificio all’Accademia di Belle Arti di Napoli
Giovedì 30 novembre alle 12 alla Casa di Graefer, il botanico inglese che realizzò il Giardino Inglese della Reggia, sarà presentato il progetto “Scuola di Restauro alla Reggia” che prevede la concessione dell’edificio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il progetto prevede l’apertura di una sede secondaria dell’Accademia con la realizzazione di laboratori e sale dedicate agli ambiti formativi che saranno anche da supporto per la manutenzione e restauro del patrimonio storico artistico degli Appartamenti storici del Palazzo Reale. La Scuola di Restauro della Reggia punta a diventare un importante polo formativo nel settore del recupero di manufatti artistici sottoposti a vincolo di tutela, che guardi ai territori di riferimento di Caserta e Benevento e con prospettive di internazionalizzazione nel trasferimento delle conoscenze delle tecniche di conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali. Interverranno il Direttore della Reggia Mauro Felicori e il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta.
Giovani ingegneri, accordo per tirocini al Comune di Pompei
L’obiettivo è quello di offrire ai giovani ingegneri opportunita’ formative negli enti locali. Il presidente dell’Ordine degli ingegneri di NAPOLI – Edoardo Cosenza – ha siglato stamani un protocollo con il sindaco del Comune di Pompei, Pietro Amitrano, per l’attivazione di quattro tirocini di durata semestrale negli uffici tecnici municipali. La procedura di selezione degli aspiranti sara’ organizzata dal Comune stesso. Verranno ammessi due professionisti a semestre, per un totale di quattro unita’ in 12 mesi. A promuovere la firma dell’accordo, il consigliere dell’Ordine degli ingegneri di NAPOLI, Gennaro Annunziata. “Ai giovani professionisti – afferma il sindaco Amitrano – e’ offerta con questo accordo la possibilita’ di fare esperienza concreta sul campo, mentre l’amministrazione ha l’opportunita’ di avvalersi di competenze qualificate e di nuove energie”. “Ai tirocinanti – spiega il Dirigente del Comune di Pompei, architetto Gianfranco Marino – sara’ pagata, a carico del Comune, una polizza contro gli infortuni e per la Responsabilita’ civile. Verra’ inoltre corrisposto un rimborso spese mensile forfetario di 400 euro lordi. Il protocollo e’ rivolto agli iscritti all’Ordine da meno di cinque anni e che non abbiano ancora superato il 35esimo anno di eta’”. L’accordo siglato col Comune di Pompei si inquadra in uno schema di protocollo che l’Ordine degli ingegneri di NAPOLI propone a tutte le amministrazioni locali della provincia, gia’ sottoscritto – fra gli altri – dai Comuni di Casamicciola, Gragnano, Marano, Afragola, Liveri, Saviano e Scisciano. “L’Ordine – sottolinea il Presidente Edoardo Cosenza – e’ impegnato per attivare altri tirocini di questo tipo nelle pubbliche amministrazioni. I giovani preparati rappresentano per i nostri territori un patrimonio da valorizzare. Per la massima diffusione dell’iniziativa – aggiunge – contiamo anche sulla promozione che i giovani colleghi ingegneri vorranno farne presso gli enti locali con cui sono in contatto”.
Firenze: arrestati rapinatori di Rolex in trasferta da Napoli
Arrestati rapinatori di Rolex in trasferta da Napoli in provincia di Firenze. I carabinieri della stazione di Empoli hanno individuato e fermato i responsabili di una violenta rapina avvenuta la sera del 18 gennaio scorso. Al termine delle indagini, coordinate dal pm Vito Bertoni della Procura della Repubblica di Firenze, i militari di Empoli hanno arrestato tre uomini residenti a Napoli, già reclusi per vicende analoghe: si tratta di Francesco Guadagno, 28enne, detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale, Giuseppe Esposito, 28enne, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, e Salvatore Perugino, 29enne, agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Napoli. I tre sono i responsabili della rapina avvenuta ai danni di una coppia di coniugi di Empoli. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Firenze, Mario Profeta. Le indagini hanno permesso di ricostruire, istante per istante, tutti gli spostamenti effettuati dai malviventi la sera in cui è stata commessa la rapina. Si è trattato di un’attività particolarmente complessa – hanno spiegato gli inquirenti – sviluppata attraverso l’analisi di tutti i filmati raccolti e dei tabulati telefonici, nonché delle dichiarazioni dettagliate delle vittime.
I due coniugi, dopo aver trascorso la serata in un ristorante di Borgo San Frediano, nel centro di Firenze, avevano raggiunto la propria abitazione ad Empoli in auto. Lì, appena scesi, erano stati aggrediti e rapinati di due orologi Rolex mentre si stavano dirigendo verso la porta di casa. Estrapolate pertanto le immagini dalle telecamere di videosorveglianza, sia fuori dal ristorante che nei pressi dell’abitazione delle vittime, si è potuto accertare che già all’uscita dal locale due soggetti, con volto parzialmente travisato da cappuccio e sciarpa, avevano osservato i coniugi mentre stavano andando a riprendere la loro Porsche nel parcheggio. A quel punto uno dei malfattori aveva incrociato le vittime sul marciapiede, scrutandole bene e facendole passare davanti a lui e, dopo aver aspettato che salissero in macchina, aveva chiamato il complice giunto immediatamente da una via limitrofa a bordo di un’Alfa Mito bianca. Da questo punto inizia un vero e proprio pedinamento a breve distanza. Le telecamere della città di Firenze hanno ripreso il percorso delle due auto fino a viale Talenti e poi sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Poi le telecamere di Empoli hanno ripreso il tragitto fino all’abitazione della coppia, a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri, e le fasi della rapina. Il confronto tra le immagini riprese prima a Firenze e poi a Empoli ha permesso di appurare che i due soggetti fuori dal locale erano gli stessi che avevano aggredito la coppia di coniugi sottraendo loro due rolex e 200 euro in contanti. Per pervenire all’individuazione dei malviventi, si sono rivelati fondamentali lo scambio di informazioni tra reparti dell’Arma e lo svolgimento di alcune attività tecniche. Infatti la targa dell’Alfa Mito Bianca non era visibile in nessuna telecamera. Tuttavia una rapina con analogo modus operandi era stata tentata pochi giorni dopo (il 4 febbraio 2017) ad Uzzano, nel Pistoiese, ed aveva avuto analogamente come obiettivo orologi di valore. Nell’occasione un testimone era riuscito ad annotare la targa del mezzo, risultato intestato ad un autonoleggio napoletano ed affittato dal pregiudicato Perugino Salvatore: lo stesso, nel mese di gennaio, aveva noleggiato anche un’Alfa Romeo Mito bianca dalla stessa società. A questo punto, grazie all’incrocio dei dati ottenuti dalle attività tecniche, si è risusciti a risalire ai reali utilizzatori del mezzo, ossia Guadagno ed Esposito, che, armati di pistola, avevano aggredito i coniugi sottraendogli due Rolex.
Camorra, nuovo show di Zagaria in aula: ”A Casapesenna io l’unica vittima del sistema”
A Casapesenna sono io l’unica vittima di tutto il sistema”. Cosi’ l’ex boss dei Casalesi Michele Zagaria collegato in video-conferenza al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il processo che lo vede imputato insieme a Fortunato Zagaria (sono solo omonimi, ndr), ex sindaco di Casapesenna, suo paese d’origine e dove fu catturato al termine di una lunga latitanza.
Il reato contestato e’ la violenza privata con l’aggravante mafiosa commessa ai danni di un altro ex primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara, in carica come sindaco per pochi mesi tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, sfiduciato dalla propria stessa maggioranza perche’ era contro il clan Zagaria; in quei mesi suo vice-sindaco fu proprio Fortunato Zagaria, che, secondo la Dda di Napoli, pensava di poter controllare Zara e piegarlo ai voleri della cosca.
L’ex boss del clan dei Casalesi ha preso la parola per affermare che “se avessi mosso tutto a Casapesenna, se avessi avuto tutto questo potere, avrei evitato che venisse demolita la casa di mio fratello, e che fosse confiscata l’abitazione di mia sorella. A Casapesenna sono io l’unica vittima di tutto il sistema”. In aula presente anche il pm della Dda di Napoli Maurizio Giordano. Michele Zagaria, pochi giorni fa, mentre era collegato dal carcere milanese di Opera, dove e’ recluso al 41bis, con il tribunale di Napoli per un processo per omicidio, si rese protagonista di un’eclatante protesta contro la serie tv “Sotto copertura – La cattura di Zagaria”, ispirata alla sua cattura, in cui a suo dire erano state narrate cose non vere; l’ex boss prese il filo del telefono e tento’ di strangolarsi, ma fu fermato dagli agenti della penitenziaria presenti.
Napoli, rapina all’ex presidente di Confindustria, il questore: ”Attività investigativa forte”
“La squadra mobile e il commissariato di San Ferdinando stanno lavorando con grande intensita’ “. Cosi’ il questore di Napoli, Antonio De Iesu, interpellato dai giornalisti, commenta la rapina dell’orologio da 25mila euro ai danni di Antonio D’ Amato, ex presidente di Confindustria. De Iesu ha partecipato alla inaugurazione della sede del secondo nucleo operatori subacquei al Porto del Granatello a Portici “C’e’ una attivita’ investigativa molto forte, ci sono uomini che stanno lavorando per dare una risposta a questo evento grave: il fenomeno degli scippi a Napoli e’ purtroppo da sempre molto pervasivo. E su questo, come su altri eventi, stiamo lavorando intensamente con attivita’ investigative molto strutturate”.
Salerno, spacciava in pieno centro: arrestato giovane pusher
Personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno, nel pomeriggio di ieri, nell’ambito di
specifici servizi di controllo del territorio tesi alla prevenzione e repressione dello spaccio di droga nel centro cittadino, è
intervenuto in Via Michele Iannicelli, a Salerno, per controllare due giovani.
Questi ultimi, alla vista della Polizia, hanno tentato di allontanarsi velocemente in diverse direzioni, ma sono stati ben presto raggiunti e bloccati dagli agenti.Le conseguenti perquisizioni personali hanno consentito ai poliziotti di trovare addosso ad uno dei due, identificato per A.A., salernitano di anni 30, una busta contenente circa 60 grammi di sostanza stupefacente (marijuana). La droga è stata sequestrata e A.A. è stato arrestato per detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che lo sottoporrà a giudizio direttissimo stamane.
Stupro Pimonte, parte la raccolta firme per chiedere dimissioni del sindaco
In occasione della giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, che definì lo stupro di gruppo ai danni di una ragazzina di 15 anni una “bambinata”, suscitando non poche polemiche, ha deciso di dedicare tre giorni di eventi, convegni e mostre, al tema del sopruso degli uomini sulle donne. Nessun riferimento, però, viene fatto alla ragazza costretta a lasciare il paese perchè vittima una seconda volta quando i coetani furono scarcerati dopo solo un anno dal fatto e se li ritrovò liberi di girare in strada tra l’omertà dei paesani e le dichiarazioni imbarazzanti del sindaco. L’associazione Maison Antigone in occasione dell’evento #Inquantodonna alla Camera dei Deputati, ha consegnato alla Presidente della Camera Laura Boldrini 46.000 mila firme raccolte per chiedere le dimissioni del Sindaco di Pimonte e si è impegnata a sostenere questa battaglia e a pubblicare un comunicato stampa in favore di questa petizione. Lo stupro non è una bambinata. “Ci ha lasciato sgomente un anno fa conoscere la storia della ragazzina di 15 anni di Pimonte stuprata ripetutamente da 12 suoi coetanei, minacciata, dileggiata e ricattata dai video registrati durante gli stupri. E ci ha lasciato nuovamente sgomente l’aver appreso che un anno dopo il verificarsi di questi crimini orrendi, il sindaco durante un intervista sostenesse che lo stupro commesso fosse stata solo una bambinata e che la vicenda fosse da archiviare come storia passata. – Dichiara Michela Nacca Presidente dell’Associazione – Vogliamo dare voce alle 46.000 firme raccolte e consegnate alla Presidente Boldrini per chiedere ancora una volta le dimissioni del Sindaco di Pimonte, 46.000 persone sono con noi in questa battaglia e credono che una dichiarazione simile non possa essere sostenibile
Cercola. Insegue in auto la ex e la blocca: arrestato
I carabinieri della tenenza di Cercola hanno tratto arrestato un 28enne di Pollena Trocchia già noto alle forze dell’ordine che alla guida della sua auto aveva inseguito la ex fidanzata 26enne (quest’ultima a bordo di utilitaria con 2 amiche) e con manovre pericolose le aveva tagliato la strada costringendola a fermarsi. Subito dopo era entrato nell’abitacolo (dove stavano ancora le ragazze) e si era appropriato delle chiavi cominciando contro la sua ex con insulti e minacce, botte (contusioni guaribili in 2 giorni) e prolungati palpeggiamenti. Aggredite anche le amiche della ragazza che hanno riportato 2 e 3 di prognosi per lievissime lesioni. L’intervento dei militari dell’Arma, accorsi dopo aver sentito le urla di aiuto delle malcapitate, ha messo fine alle violenze. Il 28enne ha opposto resistenza agli operanti procurando anche a loro lievi lesioni. In sede di denuncia la donna ha raccontato di pregressi atti persecutori che andavano avanti dalla sua decisione, maturata alcuni mesi fa, di interrompere il rapporto sentimentale. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Poggioreale. Il gip ha convalidato l’arresto e ha disposto che l’uomo attenda il processo ai domiciliari lontano dalla parte offesa, in provincia di Campobasso, luogo di sua pregressa residenza.
Camorra, Tore ‘o sadico fu ucciso a Ponticelli perché voleva gestore la piazza di spaccio al Lotto 0. IL VIDEO DEGLI ARRESTI
Fu punito dal clan De Micco per aver cercato di prendere il controllo delle attività illecite del famigerato lotto 0 di Ponticelli, scavalcando i Minichini- De Luca Bossa e in contrasto con i “Bodo”. Per questo fu ucciso Salvatore Solla, 63enne soprannominato “Tore o’ sadico”, fratello dell’altrettanto noto Bruno detto “Tatabill” e di Giuseppe. Un gruppo legato in origine ai Sarno e poi ai De Luca Bossa di via Bartolo Longo, con buoni contatti con i Ponticelli di Cercola, anche se ritenuto sostanzialmente autonomo dalle forze dell’ordine.
Ed è proprio nel cuore del lotto 0 all’ora di pranzo del 23 dicembre scorso entrarono in azione due sicari, legati ai De Micco, ferendo a morte il pregiudicato e un 42enne meno conosciuto dagli investigatori: Giovanni Ardu, con vecchi precedenti per droga ma uscito fuori dal giro malavitoso per mettersi a lavorare. Salvatore Solla, che abita in zona, stava parlando in via Bartolo Longo con Giovanni Ardu, fermatosi alla guida della sua “Mini Cooper” per salutare il conoscente.
La macchina era regolarmente accostata. I sicari arrivarono in auto: uno scese, fece il giro intorno all’auto e si piazzò di fronte al 63enne, seduto al lato del passeggero con lo sportello aperto, facendo fuoco a ripetizione. “Tore o’ sadico”, centrato da numerosi colpi si accasciò sul volante mentre Ardu ferito a entrambe le gambe, riuscì a gridare aiuto e a trascinarsi fuori dall’abitacolo.
Hanno un marchio indelebile per testimoniare fedelta’ e appartenenza. Gli affiliati ai De Micco di Ponticelli a Napoli hanno tutti il tatuaggio ‘Bodo” che altro non e’ che un personaggio di Guerre stellari e il soprannome del capoclan Luigi, boss cresciuto all’ombra del potente clan Sarno, in frantumi dopo il pentimenti dei capoclan e fratelli Ciro, Vincenzo e Giuseppe tre anni fa. E’ da quel giorno che i De Micco combattono una guerra contro chiunque tenta di appropriarsi dell’impero della cosca che ha radici nella zona orientale di Napoli.
Droga innanzitutto, ma anche estorsioni alle bancarelle e il controllo dell’occupazione delle case popolari, migliaia, sparse in tutta la zona. Non a caso l’ex boss Ciro Sarno veniva soprannominato ‘il sindaco’ perche’, come lui stesso ha raccontato da pentito, assegnava gli alloggi del Comune a chi diceva lui. I De Micco hanno cercato di gestire il business e si sono scontrati con i D’Amico detti i ‘fraulella’ del rione Conocal. La faida ha portato all’11 ottobre del 2015 all’omicidio di Nunzia D’Amico, il reggente di questo gruppo. Poi la stategia e’ stata quella di mandare via con le buone o le cattive dal rione tutti i familiari dei Sarno che non avevano piu’ diritto, secondo le leggi della camorra, a restare nel quartiere.
Decine di famiglie ‘deportate’e chi non voleva andare via veniva ucciso come Giovanni Sarno, il 7 marzo 2016 freddato nel suo letto mentre dormiva. Prima di lui era stato ‘eliminato’ sparando tra la folla Davide Montefusco, un ex pentito sempre dei Sarno che voleva tornare nel giro. Era il 23 gennaio 2016. Il controllo dei De Micco ha stretto in una morsa tutti: commercianti, ambulanti e pusher. Il 22 dicembre 2016 i killer dei ‘Bodo” uccisero Salvatore Solla, colpevole di aver aperto una ‘piazza’ di spaccio senza l’autorizzazione del boss. L’ultimo messaggio di morte la cosca l’ha lanciato il 15 novembre scorso. Ciro Nocerino e’ stato ucciso per un ‘no’ al clan, rifiutandosi di nascondere un carico di droga. Nell’agguato resto’ ferito per errore anche un perito assicuratore.
Vendevano falso oro nelle gioiellerie del Nord: denunciata coppia di napoletani
Due denunce per truffa. Nel marzo scorso si erano presentati ad una gioielleria di via Padre Antonelli a Pistoia ed avevano venduto al titolare tre collanine in oro giallo per circa quattrocento euro. Ad un successivo e più accurato controllo però i tre monili si sono rivelati di un materiale non propriamente nobile, così come evidenziato nel corso dei tentativi di fusione del metallo.
I due autori della truffa, un uomo 49enne ed una donna 45enne, entrambi di Napoli e già noti alle forze di polizia, sono stati identificati grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’esercizio e all’acquisizione di altre immagini fatte girare tramite Whatsapp da vari titolari di gioiellerie sul territorio nazionale a loro volta truffati dalla coppia.
I due truffatori sono stati denunciati dai carabinieri di Pistoia.
Ercolano, aggrediscono i carabinieri per evitare l’arresto dell’amico pusher: in 4 finiscono in carcere
I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno arrestato Gennaro Di Matola, 36 anni e Rossella Abbrunzo, 38 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine e del luogo nonché gli incensurati Carlo Abbrunzo, 23 anni e Salvatore Formisano, 20 anni.
Il primo è stato arrestato perché a seguito di perquisizione personale è stato trovato in possesso di circa 100 grammi di hashish in stecchette.
Poi, nel corso di perquisizione domiciliare conseguente all’arresto in flagranza, anche di una pistola a salve privata di tappo rosso. Gli altri sono stati arrestati per avere opposto resistenza all’arresto del loro amico, insieme al quale hanno procurato lievi lesioni agli operanti (2 giorni di guarigione per lievi traumi). Gli arrestati sono tutti ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Napoli, sorpreso con la droga: finisce ai domiciliari noto pusher di Fuorigrotta
I carabinieri del nucleo operativo di Bagnoli hanno arrestato a Fuorigrotta, Alvino Frizziero, un 34enne di via Caio Duilio già noto alle forze dell’ordine che a seguito di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 45 grammi di hashish in stecchette, di materiale per il confezionamento e della somma di 550 euro in denaro contante ritenuta provento di attività illecita. L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Quarto, denuncia dei parlamentari del Pd: ”Fare luce sulle pressioni ai funzionari comunali”
“Fare luce su quanto sta avvenendo al Comune di Quarto in relazione sia ad un grave episodio segnalato per iscritto da un funzionario del Comune, sia ad un esposto alla Procura di un consigliere comunale dimissionario”. Lo chiede Salvatore Piccolo, deputato del Pd, componente della Commissione Antimafia, primo firmatario di una interrogazione al Ministro dell’interno, insieme ai deputati Manfredi, Di Lello, Tartaglione, Carloni, Impegno, Valente, Palma, Palladino, Famiglietti e Cuomo .
“Nei giorni scorsi – si legge nell’interrogazione – alcune forze politiche hanno denunciato pubblicamente “illegittime pressioni”del consigliere comunale Salvatore Di Mare su personale e funzionari del settore Patrimonio. La vicenda riguarda la vendita degli alloggi ex demanio ai 174 assegnatari, tra i quali figura lo stesso Di Mare.
La sindaca Capuozzo ha parlato “di illazioni” infondate sostenendo che attendeva di conoscere “prove documentali inoppugnabili”. Le sue affermazioni a difesa del Di Mare risultano clamorosamente smentite dall’inequivocabile contenuto della segnalazione scritta del 4/10/2017 (prot. Gen. n.0034341) con la quale il responsabile del Patrimonio, Aniello Mazzone, denunciava i “comportamenti tenuti nei confronti dello scrivente e del personale in servizio nel Settore da parte del consigliere comunale Di Mare”, che hanno ingenerato un clima di poca serenità nello svolgimento delle mansioni di ufficio” e lo hanno indotto a chiedere di “essere sostituito ad horas nella sua qualità di Responsabile del settore Ici- Patrimonio”.
La Giunta municipale, in data 8/11/2017, non volendosi assumere la responsabilità di sostituire il funzionario, in relazione ai fatti da lui denunciati, ha risolto surrettiziamente il problema provvedendo, con delibera 162, a modificare la macrostruttura organizzativa dell’Ente”. “A questo episodio – continua il deputato Piccolo – si aggiunge l’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Napoli, in data 2/11/2017, dal consigliere comunale dimissionario del movimento Cinque stelle, Ferdinando Manzo, nel quale si riferisce che la sindaca Capuozzo era stata tempestivamente informata da lui stesso, durante la campagna elettorale, della situazione che riguardava l’ex consigliere Cinque stelle Giovanni De Robbio, poi indagato dalla Dda per presunti accordi elettorali con esponenti del clan Polverino.
In particolare, la sindaca – secondo quanto si legge nell’esposto – “per iscritto, mi disse di stare tranquillo perché sapeva tutto in quanto Giovanni agiva dietro sue direttive e che comunque controllava tutto e tutti. Addirittura mi disse, sempre scrivendo, che lei doveva raccattare tutti i voti possibili e che aveva bisogno dell’aiuto di De Robbio'”. “Sono circostanze molto gravi – conclude il parlamentare – che esigono un rigoroso approfondimento da parte di tutte le Autorità competenti”. Per questi motivi, Piccolo e gli altri deputati del PD, sollecitano l’intervento del Ministero dell’Interno per una verifica puntuale delle situazioni denunciate al fine di accertare eventuali responsabilità e/o condizionamenti.
Portici, studentessa sospesa per le critiche al preside: a scuola arriva l’ispettore
Sono entrati regolarmente in classe gli alunni del liceo classico ‘ Orazio Flacco’ di Portici che ieri avevano manifestato, all’esterno della scuola, in segno di solidarietà con una compagna sospesa per 7 giorni, senza obbligo di frequenza, per aver criticato su facebook l’operato della scuola.
Questa mattina, si e’ appreso dall’istituto, anche l’ alunna era regolarmente in classe. A scuola in mattinata e’ giunto anche uno degli ispettori inviato dalla direzione scolastica regionale. Una delle docenti si e’ limitata a dire che il colloquio e’ stato ‘pacifico’ e ‘sereno’.
De Laurentiis: ”Manca Higuain? Volevo fargli 4 gol”
“L’assenza di Higuain mi rincuora? No, era meglio affrontarlo sul campo. Per dargli quattro gol”. Cosi’ il vicepresidente del Napoli, Edoardo De Laurentiis, a margine del Forum #EqualGame, nel liceo Agnesi a Milano, sull’assenza del grande ex Gonzalo Higuain, operato ieri per una frattura alla mano, dalla sfida di venerdi’ sera tra Napoli e Juventus.
Napoli, prima chiede l’elemosina e poi picchia il parroco di Forcella: caccia all’aggressore
Picchiato il parroco della chiesa di Santa Maria Egiziaca del quartiere Forcella di Napoli. Secondo una prima ricostruzione della Polizia di Stato, l’aggressore – un uomo tra i 25 e i 30 anni del posto – ieri sera, verso le ore 20.30, gli avrebbe chiesto l’elemosina. Poi non si sa se dopo un rifiuto o dopo una offerta non ritenuta congrua, e’ scattata la violenza. Per il parroco 45 i giorni di prognosi; dopo le cure e’ stato dimesso. Indagini sono in corso.



