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Scafati, l’ex sindaco responsabile dello scioglimento del consiglio non si oppone all’incandidabilità

Scafati. Si dichiara innocente e non si costituisce nel giudizio per l’applicazione della misura interdittiva che gli potrebbe vietare la candidatura per le prossime tornate elettorali (Regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali). L’ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti, è comparso oggi dinanzi al Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore, Catello Marano, chiamato a decidere sulla incandidabilità dell’ex sindaco del Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche. A reggere l’accusa il Procuratore capo della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per conto del Ministero dell’Interno. Ad avviare il procedimento interdittivo proprio il Ministero che a gennaio scorso ha sciolto il comune salernitano per le ingerenze della camorra nell’amministrazione cittadina e i presunti legami dell’allora sindaco con esponenti del clan Ridosso-Loreto. Il Presidente del Tribunale nocerino, dopo la trasmissione della proposta di scioglimento da parte del Ministero dell’Interno ha avviato la procedura prevista dal testo unico degli enti locali. Per l’applicazione dell’incandidabilità la legge prevede che non è necessario accertare prima se l’amministratore abbia commesso un illecito penale ma è sufficiente – come stabilito dalle sezioni unite della Corte di Cassazione – che ‘sussista, per colpa dell’amministratore (in questo caso dell’ex sindaco Pasquale Aliberti), una situazione di cattiva gestione della cosa pubblica, aperta alle ingerenze esterne e asservita alle pressioni inquinanti delle associazioni criminali operanti sul territorio”.
Il Presidente Catello Marano dovrà decidere, sulla scorta della documentazione inviata dal Ministero dell’Interno, se Aliberti – che sarà giudicato penalmente per queste vicende – debba essere dichiarato incandidabile per le prossime tornate elettorali. Il provvedimento, per essere efficace, dovrà diventare definitivo e quindi passare al vaglio del giudice civile di primo e secondo grado e della Cassazione. Se venisse accolta la richiesta di applicazione dell’interdittiva da parte del Ministero dell’Interno, Aliberti – di fatto – dovrà restare fermo per le prossime tornate elettorali. La legge cita, in ogni caso le elezioni locali a partire da quelle Regionali, ma non fa menzione di incandidabilità per il Parlamento. Il procedimento è autonomo rispetto a quello penale. Stamane l’ex sindaco ha espresso la volontà di non costituirsi in giudizio per opporsi alla dichiarazione di incandidabilità ed ha ribadito, anche al presidente Catello Marano, la sua innocenza dalle accuse di scambio di voto che gli contesta il sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra l’amministrazione scafatese e in particolare l’allora sindaco Aliberti e il clan Loreto-Ridosso che operava sul territorio.
Il Presidente del Tribunale si è riservato di decidere sulla richiesta del Ministero dell’Interno, depositerà la decisione dopo aver valutato sia la relazione sullo scioglimento sia quanto sostenuto nel corso dell’audizione dall’ex sindaco di Scafati.

Rosaria Federico

Camorra, è morto in ospedale il ras Palumbo colpito nell’agguato in cui è stata uccisa la mamma

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E’ deceduto presso l’ospedale Cardarelli di Napoli Clemente Palumbo, il 34enne ferito gravemente in un agguato a Casalnuovo. Sul colpo era morta anche la madre, Immacolata De Rosa.

Due morti quindi: è il tragico bilancio dell’agguato criminale consumatosi in serata nell’hinterland di Napoli, a Casalnuovo. Un duplice omicidio i cui contorni sono ancora tutti da chiarire e dove certamente non e’ d’aiuto alle indagini l’assenza di testimoni. Un agguato venuto alla luce quasi per caso, grazie a una pattuglia di carabinieri in servizio che ha notato l’auto con i vetri rotti in cui giacevano i due corpi.
Quello di Clemente Palumbo, 34 anni, un passato nel mondo della droga, raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco al viso e al torace. E di sua madre, Immacolata De Rosa, 55 anni, uccisa da un solo proiettile alla regione ascellare e che a un primo esame non presentava macchie di sangue. Circostanza che, unita all’assenza di ferite visibili a prima vista, aveva indotto gli investigatori a non escludere l’ipotesi del malore. Ipotesi poi messa da parte con l’arrivo del medico legale. I fatti: Immacolata De Rosa, e il figlio, Clemente Palumbo, entrambi di Casalnuovo , sono sotto casa, in via Cesarea, nell’auto alla cui guida c’e’ Palumbo.
Vengono avvicinati dai sicari, partono dei colpi di arma da fuoco. E’ una esecuzione in piena regola. Almeno cinque i bossoli ritrovati. Palumbo, che gestisce un’azienda che lavora nell’indotto dell’edilizia, viene bersagliato dai proiettili. Ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli, è morto intorno alle 22. Per la donna, invece, e’ fatale un solo colpo di pistola. Per fare luce sull’episodio, e stabilire se ha matrice camorristica o se sia riconducibile a un regolamento di conti nella sfera personale, sono al lavoro i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

Napoli, don Merola e i 10 anni de A voce de creature: ‘Noi restiamo qui’

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Compie dieci anni la Fondazione “A voce de Creature”, nata nel 2007, con lo scopo di recuperare i minori a rischio. Dieci anni trascorsi in un bene confiscato alla camorra, Villa Bambu’, che apparteneva a un uomo del clan Contini che li’ ci teneva anche un leone. Oggi quelle mura ospitano i bambini, fin da piccoli. Per insegnare loro che un’altra strada e’ possibile.
“Il nuovo Codice antimafia prevede che un bene non sia assegnato per oltre sei anni – ha detto don Luigi Merola, anima della Fondazione e presidente – Qui abbiamo investito per il restauro 300mila euro, cosa succede? Devo lasciarlo? E’ questa la mia unica preoccupazione e spero che resti per sempre questa la sede della Fondazione”.
“La strada da fare e’ ancora lunga – ha affermato – Sono bambini devono diventare adulti, dobbiamo fare in modo che queste creature non sbaglino”. La sede e’ aperta tutti i giorni dal lunedi’ al venerdi’ e raccoglie circa 150 ragazzi dai 6 ai 18 anni in varie attivita’. per esempio imparando a fare la pizza oppure nei laboratori per videomaker, o con attivita’ sportive tra cui anche il nuovo, grazie a una collaborazione con il Distretto Militare di Napoli, presso lo stadio militare “Generale Albricci”. “Napoli non deve essere conosciuta solo per la paranza dei bambini, ma per i bambini che imparano un mestiere, che non vogliono delinquere, che hanno capito che la camorra e’ morta – ha sottolineato – Servono chiese aperte, educatori”.
Per don Merola non servono “caserme” e “repressione”: “c’e’ un problema sociale da affrontare, – ha spiegato – nessun bambino nasce delinquente”. Ecco perche’ occorre far capire loro la differenza tra il bene e il male fin da piccoli, quando sono “creature”, “da adulti sono gia’ persi”. E alla Fondazione “li teniamo lontani dalla strada” cosi’ che, una volta cresciuti, “non vadano a ingrossare le fila dell’esercito della camorra”. “Imparano un mestiere – ha concluso – vivono nella legalita’”. Per il decennale della Fondazione, sono stati consegnati dei premi, alla presenza di Cristian Maggio, calciatore del Napoli, anche al ministro dell’Interno, Marco Minniti.

Agguato a Casalnuovo: uccisa la madre del ras Palumbo

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Colpi di arma da fuoco contro madre e figlio a Casalnuovo, in provincia di Napoli. La donna è morta sul colpo.

Il fatto è avvenuto in via Cesarea, dove si è verificato un agguato nei confronti di Clemente Palumbo, 34 anni, considerato dagli investigatori vicino alla criminalità organizzata locale, e della madre Immacolata De Rosa, 55 anni. Entrambi si trovavano in auto.
La donna, che viaggiava sul sedile passeggero, è deceduta sul colpo. Palumbo, raggiunto da almeno due colpi di arma da fuoco, è rimasto ferito ed è stato trasportato all’ospedale Cardarelli di Napoli. Indagano i Carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Castello di Cisterna. La madre, Immacolata De Rosa, 55enne, è stata trovata priva di vita sul sedile passeggero. La mamma è stata centrata da un proiettile. Il corpo della donna a un primo esame non presentava macchie di sangue. Circostanza che, unita all’assenza di ferite visibili a prima vista, aveva indotto gli investigatori a non escludere l’ipotesi del malore. Palumbo è stato raggiunto da 2 colpi ed è stato trasportato all’ospedale Cardarelli, non è in pericolo di vita.
Clemente Palumbo, ora sottoposto a una operazione chirurgica, e’ titolare di una ditta di movimento terra. L’agguato in cui e’ motta la madre e lui e’ stato ferito e’ avvenuto davanti la loro abitazione ed e’ stato scoperto da carabinieri in pattuglia perche’ nessuno ha chiamato ne’ ci sono testimoni.

Il sindaco Bill De Blasio all’inaugurazione della Pizzeria Sorbillo a New York

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Il sindaco di New York Bill De Blasio pizzaiolo, per un giorno, in occasione dell’inaugurazione della nuova pizzeria di Gino Sorbillo nella Grande Mela. Dopo Mario Bartali, Jimmy Fallon e Michael Symon e’ toccato al primo cittadino newyorkese, rieletto pochi giorni fa, sfornare le pizze napoletane dal forno a legna di Gino, nel corso di una festa esclusiva alla quale hanno preso parte 200 invitati, tra cui anche una decina di giornalisti.
Il piazzaiolo napoletano ha regalato a Bill De Blasio i suoi due libri, l’ultimo, “Pizzaman”, e “Sorbillo la pizza di Napoli”, dove c’e’ anche la foto scattata quando il sindaco di NY fece visita nel suo locale di via Partenope a Napoli. Per la gioia dei fotografi Bill e Gino hanno poi consumato le pizze che avevano preparato insieme. “Purtroppo Joe Bastianich e’ a Milano – ha detto Gino Sorbillo – ma verra’ a trovarmi nei prossimi giorni. Il mio nuovo libro ha una sua dichiarazione. Non manchera’ occasione di brindare con lui”.

Camorra a Napoli, il cardinale Sepe: “Preoccupante l’efferatezza dei giovani”

L’efferatezza dei giovani è preoccupante: lo ha detto il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, intervenendo al decennale della fondazione ‘A voce d’e creature’ dove ha parlato della criminalità organizzata a Napoli. “Non è una novità, purtroppo – ha detto Sepe -. Le organizzazioni malavitose continuano a vivere e a sopravvivere. Forse la novità più negativa è che sempre più giovani, ormai, stanno prendendo il sopravvento. Le loro vite sgangherate, la loro efferatezza è preoccupante”. L’arcivescovo metropolitano di Napoli spiega come sia necessario “rimettere insieme le varie forze” spirituali e laiche per capire “la causa di questa devianza. Questi ragazzi – dice – non hanno più una famiglia, non hanno un padre o una madre ad aiutarli. Forse la scuola che è carica di tante onerosità e non riesce a dare ancora un’educazione civica, una formazione alla cittadinanza. Forse la stessa chiesa, che fa quello che può perchè attraverso gli oratori, le bande musicali nelle parrocchie, il calcio. Ma non abbiamo una forza sufficiente per contrastare queste devianze. Se ci mettiamo insieme, certamente con l’aiuto dello Stato, tutte le nostre forze forse potremmo contrastare questo fenomeno che è veramente preoccupante”.

Calcio, il Napoli di Sarri verso la Juve con il dubbio Mario Rui

Poco più di 72 ore. Tanto manca per quella che molti definiscono ‘La partita’: Napoli-Juventus del prossimo venerdì 1 dicembre, secondo anticipo della 15/a giornata di Serie A. Non un match come gli altri, soprattutto perché quest’anno in città si respira un’aria diversa, frutto di una maggiore consapevolezza e di quel +4 in classifica che permetterà ad Hamsik e compagni di gestire la gara con maggiore tranquillità.LE CHIEVI DEL MATCH – Tranquillità e consapevolezza sì, ma guai a sottovalutare l’avversario: una Juventus che ha forse perso qualche certezza in fase difensiva (complice l’addio di Bonucci), ma è comunque lì a poche lunghezze e può contare su acquisti del calibro di Howedes, Matuidi, Bernardeschi e Douglas Costa. Il tutto senza dimenticare una delle forze principali della squadra bianconera: le palle inattive. Che si tratti di punizioni dirette o di cross verso l’aria piccola, la squadra di Allegri è tra le squadre più efficaci d’Europa su calcio da fermo, non a caso uno dei talloni d’achille del Napoli di Maurizio Sarri.FISICO VS TECNICA – Fisicità e atletismo, dunque: due fattori su cui il Napoli potrebbe sicuramente pagare dazio, compensando solo in parte con Koulibaly e Albiol allo strapotere dei bianconeri in quasi ogni reparto.Ma quello che gli azzurri pagano in atletismo lo compensano in velocità e tecnica, specie nel tridente offensivo: Insigne contro De Sciglio e soprattutto Mertens contro Chiellini potrebbero rivelarsi ‘mismatch’ favorevoli sulle ripartenze in velocità, quando saltare l’uomo sarà fondamentale per creare superiorità numerica sulla trequarti e far male alla difesa bianconera.RUI O MAGGIO – Se per le formazioni è ancora presto, per Sarri una buona notizia c’è già: il ritorno dal primo minuto dello spagnolo Albiol, colonna della difesa azzurra. Il vero rebus riguarda invece l’impiego di Mario Rui: il portoghese sembra aver smaltito il problema alla caviglia, ma la sua presenza venerdì sera è ancora in dubbio, complice una condizione fisica non al top. In caso contrario è già pronto Christian Maggio, tra i migliori domenica scorsa contro l’Udinese, con l’albanese Hysaj dirottato ancora una volta sull’out di sinistra in un ruolo non suo, con conseguente perdita del potenziale offensivo. Ecco perché Mario Rui proverà ad esserci, un’arma in più per scardinare la difesa bianconera soprattutto nella prima mezz’ora: la sua situazione sarà monitorata attentamente nelle prossime 48 ore, decisive per un suo impiego dal primo minuto contro la Vecchia Signora.

Higuain dopo l’operazione: “Chi augura il male non merita rispetto”

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“Quelli che ti augurano il peggio per il semplice fatto di giocare al calcio senza conoscere nulla di te nè della tua vita privata non si meritano il mio rispetto nè quello di nessuno. Agli altri mando un grande abbraccio e ancora tante grazie”. A lanciare il messaggio è Gonzalo Higuain, che via Instagram, parla il giorno dopo l’operazione per la frattura alla mano che ne mette in fortissimo dubbio la presenza nel big match del San Paolo contro il Napoli. “L’operazione andata molto bene – scrive il Pipita – Oggi è un altro giorno ed è meglio iniziarlo con un sorriso e positività così andrà tutto per il meglio. Voglio ringraziare tutti quelli che si sono preoccupati per me, la mia famiglia, i miei amici, i miei compagni di squadra e anche i tifosi che se non sono persone a me strette sanno dare sempre molto valore al mio lavoro, è a tutti loro che va il mio ringraziamento e il mio piu’ grande abbraccio”. Adx/int4 20171128T170309Z
[19:25, 28/11/2017] Peppe Cronache:

Serie A. Juventus, Chiellieni: “A Napoli ci sarò, -7 sarebbe brutto colpo”

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“Venerdi’ sara’ una partita importante, ne siamo tutti consapevoli, ma faremo una grande gara, con tanto rispetto per il Napoli ma anche con tanta voglia di dimostrare che ci vogliamo essere ancora noi in cima a maggio”. Recuperato dai problemi fisici che lo hanno costretto a saltare le sfide con Barcellona e Crotone (“sto bene, venerdi’ ci saro'”), Giorgio Chiellini lancia la sfida ad Hamsik e compagni. “Dovessimo andare a -7? Io spero nel -1 – ribatte il difensore ai microfoni di Sky Sport – Il campionato non finisce venerdi’ ma la sconfitta sarebbe pesante da digerire e non ci vogliamo pensare”. Con Higuain in forte dubbio (“fara’ tutto per esserci, e’ una partita a cui tiene in modo particolare, vedremo nei prossimi giorni”), la Juve al San Paolo sfidera’ la miglior difesa della serie A (assieme alla Roma) col miglior attacco.
“Ma l’obiettivo e’ cercare di essere noi a fine anno la miglior difesa perche’ nel 90% dei casi significa scudetto – confessa Chiellini – Fin qui abbiamo avuto troppe amnesie, troppi alti e bassi e dobbiamo ridurli. Uscire dal San Paolo con zero gol subiti sarebbe una prova di forza importante, e’ l’esame piu’ difficile per tutte le squadre di serie A”. Perche’ la Juve subisca piu’ gol rispetto al passato e’ da imputare “all’equilibrio di squadra che e’ mancato. Abbiamo tralasciato qualcosa altrimenti tanti gol non si spiegano con errori dei singoli o di reparto. Siamo piu’ a trazione anteriore ma lo eravamo anche nella seconda parte della scorsa stagione, solo che allora la condizione fisica era migliore e c’era piu’ attenzione ed entusiasmo dovuti al nuovo modulo. Dobbiamo ritrovare un attimo di equilibrio anche perche’ non abbiamo tanti margini d’errore”.
A Napoli ci sara’ anche la sfida a distanza con Koulibaly. “Nel campionato italiano ci sono tanti difensori forti – osserva Chiellini – ma lui e’ un giocatore che da quando e’ in Italia e’ migliorato esponenzialmente. Ha grande fisicita’ e un’ottima posizione tattica, fa una grande fase di impostazione, puo’ crescere ancora tanto”.

Diede fuoco a Carla Caiazzo, confermata la condanna a 18 anni per Pietropaolo. L’uomo ha chiesto scusa alle donne

Napoli ha confermato la condanna a 18 anni di carcere emessa in primo grado, il 23 novembre del 2016, nei confronti di Paolo Pietropaolo, l’uomo di 40 anni che il primo febbraio dello scorso anno, a Pozzuoli, diede fuoco alla ex compagna incinta, Carla Ilenia Caiazzo. “Mi aspettavo un trattamento meno severo, – ha commentato Gennaro Razzino, legale di Pietropaolo – che potesse essere riformata la pena. Leggerò la motivazione per poi valutare se presentare ricorso in Cassazione”. Carla Caiazzo ha atteso la notizia della sentenza nella sua abitazione: “Avrebbe voluto esserci – ha detto il suo avvocato, Maurizio Zuccaro – ma è reduce dall’ennesimo intervento chirurgico, a cui si è sottoposta solo venerdì scorso. Con questo sono 53”. Durante l’udienza Paolo Pietropaolo ha preso la parola e chiesto scusa a Carla, alla figlia, e alla donne, in genere. “L’ho riferito a Carla. Mi ha detto che è un gesto che non merita commenti”, ha riferito Zuccaro.
“Carla era serena, sapeva che i giudici avrebbero confermato la condanna”, ha riferito ancora l’avvocato Zuccaro, il quale, insieme con l’avvocato Sergio Pisani, ha difeso e dato assistenza a Carla in questo processo. “Da un lato sono felice per questa sentenza, – ha commentato Zuccaro – significa che esiste una giustizia, anche processuale. Ma sono anche triste perchè vorrei che non ci fossero più processi per femminicidi”. Zuccaro ha poi voluto esprimere risentimento in merito alla contestazione della premeditazione avanzata dai difensori di Pietropaolo: “Ritengo – ha spiegato – che l’aggressione a Carla sia un esempio di premeditazione. Paolo ha atteso il momento opportuno per compiere quello che aveva in mente già da mesi”. Presente, in aula, anche il procuratore generale Stefania Buda, che aveva ribadito la richiesta di condanna senza sconti.

Napoli, il campo ”Landieri” di Scampia resta ancora chiuso: manca il documento

Inaugurato ufficialmente lo scorso 8 novembre lo stadio Antonio Landieri di Scampia in realta’ e’ ancora chiuso. Doveva essere il fiore all’occhiello del quartiere con il suo “manto erboso” ricavato da 77mila chili di gomma riciclata dagli pneumatici fuori uso forniti dalla societa’ Ecopneus, invece ad oggi, come denuncia don Aniello Manganiello, resta un miraggio per le tante associazioni del territorio e soprattutto per i ragazzi della zona. Di “presidio di legalita’ e messaggio per l’ambiente” aveva parlato, nel corso della cerimonia di inaugurazione, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ma il Landieri e’ ancora off limits a causa della burocrazia e di un’errata programmazione sui tempi di apertura degli enti territoriali.
La denuncia di don Aniello rilasciata all’agenzia di stampa Dire e’ ben dettagliata, “manca ufficialmente il documento che attesti la fine dei lavori. Purtroppo questo documento puo’ arrivare al Comune solo dopo l’omologazione della Lega Nazionale Dilettanti. Lunedi’ 20 sono arrivati i tecnici della Lnd a fare sopralluoghi, passeranno almeno altri 7, 10 giorni per avere questo documento e per dichiarare chiusi i lavori. Nel frattempo nessuno si puo’ prendere la responsabilita’ per far entrare le squadre ad allenarsi perche’ di fatto e’ ancora ‘area cantiere'”.
E’ stata una inaugurazione celebrativa ma “nessuno ci ha dato i tempi per l’utilizzo della struttura”, prosegue il presidente dell’oratorio Don Guanella, “pensavamo il campo si potesse utilizzare da subito, non credevamo che tutti gli impegni burocratici non fossero stati ancora evasi”. Il riferimento e’ alla Scia (segnalazione certificata di inizio attivita’)necessaria per l’ingresso sugli spalti al pubblico e alla gia’ citata omologazione della Lega. Ma non di sola burocrazia soffre il Landieri. Al momento funzionano solo 12 fari su 24 con la conseguenza che “meta’ campo e’ quasi al buio”, una segnalazione questa gia’ fatta, senza ottenere risultati, dallo stesso don Aniello nell’ottobre 2016. C’e’ poi la questione servizi igienici non tutti funzionanti nonostante le innumerevoli segnalazioni alla Napoli Servizi e, infine, gli spogliatoi che soffrono gia’ di infiltrazioni d’acqua.
“Per tutti questi motivi la delusione e’ ancora piu’ grande”, ripete il prete sottolineando come “il Comune non ha fatto nulla, non ha investito un centesimo. È sconcertante e intanto i giorni passano. Abbiamo cercato di smuovere le acque, noi e le quattro associazioni di quartiere, segnalando lo stato di fatto non solo allo stesso Comune ma anche alla Municipalita’”. La delusione di avere un campo di calcio e non poterlo utilizzare si sta trasformando anche in un danno economico per le associazioni perche’ “per portare i ragazzi a giocare affittiamo i campi fuori da Scampia a 180, 200 euro. Un onere economico difficile da sopportare per chi opera come noi in quartieri difficili”. “Napoli potrebbe essere migliore – conclude don Aniello – ma la burocrazia e spesso l’incapacita’ degli amministratori nella programmazione condizionano la vita della citta’ e dei suoi cittadini”.

Napoli: una strada da intitolare ad Alighiero Noschese. La proposta di Gennaro Capodanno

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, ripropone all’Amministrazione comunale partenopea di dedicare alla memoria di Alighiero Noschese una strada o un altro luogo pubblico del capoluogo partenopeo.
Nel 1980, l’anno seguente alla tragica scomparsa del grande artista, Capodanno promosse a Napoli il “Premio Alighiero Noschese” che, nella prima edizione, fu assegnato ad artisti come Roberto Murolo e  il trio “La smorfia”, in occasione dell’ottantacinquesimo anniversario dalla morte del più grande imitatore di tutti i tempi, nato a Napoli e precisamente nel quartiere collinare del Vomero, il 25 novembre 1932.
“Un’intitolazione  – afferma Capodanno – che per la verità avrebbe già dovuto trovare attuazione da tempo, anche a Napoli, dove pure l’artista ebbe i natali, così come già avvenuto in altre città, come Roma e San Giorgio a Cremano. Proprio in quest’ultima città il mese scorso è stata inaugurata l’opera “Ricominciamo da qui”, quale omaggio sia ad Alighiero Noschese che a Massimo Troisi, titolo ispirato dal primo film diretto da Troisi “Ricomincio da tre”, uscito nel 1981, ambientato proprio a San Giorgio a Cremano”.

Camorra, due nuovi pentiti dietro il blitz contro il clan De Micco di Ponticelli

Due nuovi pentiti squarciano il muro di omertà sul clan De Micco del quartiere Ponticelli a Napoli.

Una cosca scompaginata questa mattina con l’arresto di 23 persone mentre una risulta indagata a piede libero. Il primo ad aver deciso di passare dalla parte dello Stato e’ stato Ciro Niglio, 34 anni, mentre l’altro e’ Rocco Capasso, 56 anni. I due hanno aiutato i pubblici ministeri della Dda a ricostruire il ruolo dei ras che controllano gli affari criminali nella zona orientale della citta’ di Napoli. “La vera mente del gruppo e’ Luigi De Micco.
Ci siamo incontrati piu’ volte e quando e’ stato ucciso Ciro Valda e’ venuto a darci le condoglianze dicendo che si sarebbe messo a disposizione – ha spiegato Niglio, ex killer del clan Amodio-Abrunzo di Barra, scissionisti del gruppo dei Cuccaro, in un verbale del 24 maggio scorso – Luigi ci disse che si erano allontanati dai Cuccaro perche’ non sopportavano l’idea che il clan fosse retto da Michele che era un ex pentito e che non avrebbero ‘invaso’ Barra fino a quando c’eravamo noi”.
Rocco Capasso, esponente attuale dei De Micco, ha iniziato a collaborare il 5 giugno scorso e sin dalle prime dichiarazioni, dopo aver ammesso la sua partecipazione all’organizzazione e averne delineato l’organigramma e i ruoli ricoperti da ogni singolo affiliati, ha confermato il modo nel quale tutti i boss si parlavano tra loro
. “Con schede telefoniche protette” e i codici, rivela. “Ognuno di noi aveva soprannomi e con ognuno di noi ci parlavamo con frasi delle quali solo noi conoscevamo il significato”, dice. Per anni ha vissuto con una pensione di invalidita’ poi ha deciso di affiliarsi. “Un gruppo che ha saputo imporsi con metodi efferati, ovvero con omicidi, sequestri di persona, gambizzazioni, estorsioni, ha saputo imporsi nel quartiere e ha saputo mantenere la propria forza anche in seguito all’arresto dei capi e di molti degli affiliati, non esitando a ricostituirsi e rimodularsi assoldando nelle proprie fila giovani leve provenienti dalla criminalita’ comune o dal gruppo locale nemico dei D’Amico”, ha scritto il gip Tommaso Miranda che ha firmato l’ordinanza cautelare.

(nella foto Luigi De Micco e il pentito Ciro Niglio)

‘Villaggio movida’ su lungomare di Napoli, idea de Magistris

Il lungomare di Napoli potrebbe accogliere nel periodo estivo una sorta di ‘Villaggio della movida’ con l’obiettivo di decongestionare alcuni luoghi come la zona dei ‘baretti’ di Chiaia. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel corso della diretta facebook sulla pagina di Repubblica Napoli. La proposta e’ stata avanzata dall’amministrazione nel corso dell’ultimo Comitato per l’Ordine e la sicurezza che ha affrontato proprio il tema della movida e – a quanto riportato – e’ stata accolta con favore dal Prefetto e dal Questore. L’intenzione del Comune sarebbe di pubblicare un bando a gennaio con l’obiettivo ”di provare ad allargare i luoghi della citta’ in cui le persone si ritrovano”. Il Villaggio potrebbe essere allestito dalla fine di giugno alla fine di settembre perche’ – ha spiegato de Magistris – ”bisogna contemperarlo con alcuni eventi che sono gia’ programmati come il Pizza Village”. ”Quella zona della citta’ – ha proseguito de Magistris – si presta a situazioni di questo tipo e potremmo abbinare al commercio anche il programma di ‘Estate a Napoli’ coniugando intrattenimento e cultura”.

Boscoreale: assolto Mario Padovani, il ras del Piano Napoli

Erano stati arrestati il mese scorso al termine di un rocambolesco inseguimento con i carabinieri. Oggi sono sono stati processati e Mario Padovani, l’attuale ras  del piano Napoli di Boscoreale, è stato assolto. Il 40enne noto pregiudicato e sorvegliato speciale (era uscito da poco dal carcere), difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro, fu trovato il 24 ottobre scorso in compagnia del 27enne Francesco Balzano per le strade di Pompei.
E mentre Padovani fu fermato dai carabinieri Balzano invece salì in sella alla sua moto e cominciò una rocambolesca fuga in due fasi che si concluse con il suo arresto in via Promiscua a Boscoreale. Nel processo che si è celebrato oggi per Padovani la pubblica accusa aveva chiesto 8 mesi di carcere ma è stato assolto mentre Francesco Balzano, anch’egli difeso dall’avvocato De Gennaro, è stato condannato a 10 mesi nel prosieguo del rito direttissimo.

Bimba trovata morta in piscina in provincia di Benevento: sarà riesumata la salma

Fu trovata morta nella piscina di un agriturismo a San Salvatore Telesino. Aveva solo 9 anni e aveva raggiunto i genitori soltanto da un anno. Il corpicino di Maria Ungureanu sara’ riesumato il 13 dicembre prossimo per consentire al perito nominato dalla procura della Repubblica di Benevento di eseguire altre indagini. Al professor Francesco Introna e’ stato affidato l’incarico per chiarire se la bimba sia stata violentata, uccisa e poi gettata nella piscina dal suo assassino.
Per la sua morte sono indagati un amico dei genitori, Daniel Ciocan, 22 anni, e sua sorella Cristina di 33. Daniel si e’ sempre professato innocente, pur avendo subito ammesso di essere stato in compagnia della bambina nelle ore precedenti la morte; l’uomo pero’ ha sempre sostenuto di averla lasciata viva e di non aver mai pensato di abusare di lei. L’alibi da lui fornito si basa sulla sorella Cristina, dalla quale il 22enne si sarebbe recato nel momento in cui Maria fu uccisa.
Se fu uccisa. Perche’ le richieste di custodia cautelare in carcere per Daniel sono state sempre respinte, prima dal Gip del tribunale di Benevento e poi dal tribunale del Riesame di Napoli che hanno ravvisato gravi lacune nella ricostruzione dell’omicidio, al punto da non escludere completamente l’ipotesi che la morte potrebbe essere avvenuta per cause accidentali.

Legambiente: Ecoforum Rifiuti, conferenza regionale sul tema della gestione sostenibile dei rifiuti

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Due giorni di incontri con esperti di settore, rappresentanti di aziende virtuose, istituzioni e amministratori per lasciarsi definitivamente alle spalle la stagione della grave emergenza rifiuti e rilanciare sulle diverse esperienze positive di implementazione spinta della raccolta differenziata.
Il 29 e 30 novembre si svolgerà a Napoli presso lo StarHotel Terminus in Piazza Garibaldi 91, il primo EcoForum Rifiuti, la conferenza regionale promossa da Legambiente Campania sul tema della gestione sostenibile dei rifiuti e dell’economia circolare, ad oggi in fase avanzata di definizione in Europa.
In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio.
Il primo giorno, 29 novembre il focus riguarderà l’ economia circolare con le esperienze virtuose per nuove prospettive del settore , mentre giovedì 30 novembre sarà presentato Comuni Ricicloni 2017,la fotografia e il monitoraggio completo della Campania che ricicla e fa la differenza.
“L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni e Rifiuti free. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili.”
Il programma completo.
Mercoledì 29 novembre
Ore 9.45:  Video Saluto di inizio Lavori  Karmenu Vella, Commissario Europeo all’Ambiente
Ore 9.50:  Saluti di benvenuto  Raffaele Del Giudice, Vicesindaco di Napoli
Ore 10.00:  Rivoluzione Circolare:  le esperienze virtuose per nuove prospettive del settore
Modera:  Mariateresa Imparato, Segreteria Legambiente Campania  Intervengono: Gianluca Bertazzoli, Di Gennaro S.p.A. Alfonso Campitelli, Amministratore RE.MA.PLAST srl Fabio Costarella, Responsabile Area Sud CONAI Giosy Romano, Presidente Asi Napoli Aldo Savarese, Presidente Rete 100% Campania Tino Iannuzzi, Vicepresidente VIII Commissione Ambiente Camera dei Deputati Salvatore Micillo, Componente VIII Commissione Ambiente Camera dei Deputati Serena Pellegrino, Vicepresidente VIII Commissione Ambiente Camera dei DeputatiMichele Buonomo, Presidente Legambiente Campania Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico Legambiente

Giovedì 30 novembre
Ore 10.00 / 11.45:La gestione dei rifiuti in Campania alla luce della nuova legge regionale
Introduce: Giancarlo Chiavazzo, Responsabile scientifico Legambiente Campania
Modera:  Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania
Intervengono:  Presidenti ATO Avellino, Caserta, Napoli, Salerno  Alberto Grosso, Responsabile sezione regionale catasto rifiuti ARPAC  Antonio Diana, Amministratore Erreplast srl Massimo Centemero, Direttore Consorzio Italiano Compostatori  Giorgio Quagliuolo, Presidente CONAI  Fulvio Bonavitacola, Vice Presidente Regione Campania  Stefano Ciafani, Direttore generale Legambiente
Ore 11.45 / 13.30:
Comuni Ricicloni: premiazione comuni campani virtuosi
Intervengono:
Domenico Tuccillo, Presidente Regionale Anci  Antonio Gallozzi, Direttore Legambiente Campania  Vincenzo De Luca, Presidente Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti  Carlo Di Domenico, Amministratore Microambiente srl Rappresentanti dei Consorzi Nazionali Corepla, CoReVe, Comieco, CiAL, RICREA Alfredo Napoli, Segreteria Legambiente Campania.

Camorra: commissione regionale, via libera a nuova legge su beni confiscati

La sesta commissione consiliare della Campania ha licenziato all’unanimita’ la proposta di legge in materia di “Nuovi interventi per la valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata”, un grande passo. Lo hanno annunciato il presidente della Commissione Anticamorra e beni confiscati della Campania Carmine Mocerino, la vice presidente Enza Amato ed il segretario Vincenzo Viglione che hanno firmato e presentato la proposta. “Ringraziamo tutti i colleghi – hanno aggiunto – della Commissione Anticamorra e della Sesta Commissione. Un ottimo lavoro di squadra nell’interesse della Campania. A breve il testo approdera’ in aula”. “E’ stato un lavoro corale e generoso da parte di’ tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale. Proveremo a dare risposte concrete e piu’ attuali. Ci sono, nella nuova legge, strumenti piu’ efficaci per la valorizzazione dei beni confiscati. Superiamo la burocrazia e dotiamo la Campania di un impianto normativo piu’ snello. Apriamo la strada a nuove forme di finanziamento”. “Lo Stato vince sulla criminalita’ organizzata – hanno concluso – quando costruisce proposte serie e credibili”.

Camorra, il pentito: ”Il boss Zagaria voleva uccidere l’ex sindaco di Casapesenna, Giovanni Zara”

Il boss Michele Zagaria voleva uccidere l’ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara. E’ emerso durante l’udienza del processo che vede imputato l’ex boss dei Casalesi e Fortunato Zagaria, ex sindaco di Casapesenna. A rivelare l’inquietante particolare è stato il collaboratore di giustizia Michele Barone, ex fedelissimo del capo dei Casalesi.
“Michele Zagaria mi ordinò nell’aprile del 2009 di progettare un attentato contro l’ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara, ma mi raccomandò di farlo passare come un incidente. ‘Vivo o morto non mi interessa, gli va data una lezione’, mi disse il boss”. Barone ha ribadito quanto dichiarato un anno fa durante l’interrogatorio reso ai magistrati della Dda di Napoli, in cui raccontò per la prima volta di aver progettato, insieme al boss, l’eliminazione del sindaco scomodo Giovanni Zara.
L’omicidio del sindaco ‘scomodo’ Giovanni Zara, ordinato dall’ex boss dei casalesi Michele Zagaria, doveva sembrare un incidente, per non suscitare troppo clamore: a rivelarlo, oggi, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e’ stato il collaboratore di giustizia Michele Barone, ex fedelissimo del boss dei Casalesi Michele Zagaria. Zara, nel marzo del 2009, dopo pochi mesi di amministrazione, fu sfiduciato dalla sua stessa maggioranza perche’ aveva attaccato pubblicamente il clan guidato da Zagaria, allora latitante; il boss non poteva permettere che un sindaco gli fosse ostile nel paese in cui era nato e cresciuto, e in cui si stava nascondendo protetto da un ragnatela di complicita’ e da un solido muro di omerta’.
Cosi’, appena un mese dopo la fine dell’amministrazione Zara, il boss ordino’ a Michele Barone di attivarsi. Barone ne ha parlato oggi al processo che vede Zara come parte offesa per il reato di violenza privata con l’aggravante mafiosa. “Zagaria – ha raccontato il collaboratore – disse a me e Salvatore Nobis di preparare l’attentato perche’ Zara si era messo contro il clan e perche’ temeva che denunciasse i legami di alcuni consiglieri comunali con il clan. Incaricai il figlio di Salvatore, Mario, di andare a Villa di Briano per vedere dove abitavano Zara e la moglie. Furono coinvolti anche altri uomini del clan, che pedinarono l’ex sindaco per giorni, fino alla sua abitazione. Decidemmo che doveva essere usata una Jeep per colpire Zara; poteva essere un investimento, l’importante era simulare un incidente, in modo che nessuno potesse collegare il fatto al clan. Queste furono le indicazioni di Zagaria”.
L’omicidio dell’ex sindaco ‘scomodo’ Giovanni Zara, ordinato dal boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, salto’ dopo le dichiarazioni rese dall’ex primo cittadino contro alcuni consiglieri pubblicate sulla stampa. “Perche’ naufrago’ il piano?” ha chiesto il pm della Dda di Napoli, Maurizio Giordano a Barone. “Non agimmo piu’ perche’ Zara – ha spiegato Barone – probabilmente durante un comizio per le elezioni convocate dopo la sua caduta, fece alcune dichiarazioni contro alcuni consiglieri comunali che lo avevano sfiduciato, dicendo che erano guidati dal clan Zagaria; uscirono cosi’ degli articoli di stampa e lui divenne noto, sicche’ fu impossibile portare a termine l’azione; la stessa sarebbe stata immediatamente ricondotta a noi”.
Pesanti le accuse confermate da Barone a carico dell’ex sindaco Fortunato Zagaria, primo cittadino di Casapesenna per due mandati, sia prima che dopo la breve parentesi Zara, di cui peraltro fu vice-sindaco; secondo la Dda fu proprio il boss a volerlo a fianco a Zara per piegare quest’ultimo ai voleri della cosca. Nel 2010 Fortunato Zagaria fu arrestato mentre era in carica proprio in seguito alla denuncia di Zara. “Fortunato Zagaria – ha detto Barone – era il sindaco di Michele Zagaria presso il Comune di Casapesenna”. Nel corso del processo, a Fortunato Zagaria e’ stato contestato anche il reato di concorso esterno in camorra. In relazione poi alle elezione di Zara, avvenuta nel 2008, Barone dice di saperne poco circa l’eventuale controllo del clan. “Io ero in carcere – ha riferito – ma presumo che il clan fosse d’accordo sul nome di Zara perche’ non si poteva muovere nulla a Casapesenna senza il volere di Zagaria. Ma Zara, una volta eletto, comincio’ a mettersi contro il clan per cui doveva essere punito”.

Napoli: si fara’ incontro con la ex terrorista Leila Khaled all’Universita’ Federico II

Nonostante le polemiche che sta suscitando l’evento, si svolgera’ comunque l’incontro pubblico con Leila Khaled, ex militante del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, organizzazione della sinistra radicale attiva tra gli anni settanta e ottanta, in programma per il prossimo 4 dicembre nella sede di via Marina dell’universita’ Federico II di Napoli. L’annuncio della presenza di Leila Khaled ha suscitato nei giorni scorsi le vibranti proteste della comunita’ israeliana: Leila Khaled, infatti, nel 1969 e nel 1970, prese parte al dirottamento di due aerei di linea. La location dell’incontro e’ stata annunciata oggi, nel corso di una conferenza stampa del Comitato amici per la Palestina. Al momento non sono stati invitati soggetti istituzionali.