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Aggressori seriali nelle stazioni Circum, giovane di Ercolano picchiato finisce in ospedale: l’appello su Fb per trovare i colpevoli

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Giovane pestato selvaggiamente alla stazione della Circum di Villa de Misteri a Pompei: la cugina pubblica su Facebook le foto del volto tumefatto del ragazzo e chiede di aiutare le forze dell’ordine a trovare i colpevoli. Un ‘chi ha visto parli’ per abbattere il muro di omertà.
A dare i dettagli della vicenda Pika Mina, una donna di Casapulla in provincia di Caserta ma originaria di Ercolano che in un post di ieri sera, 28 novembre, ha chiesto aiuto per scoprire i colpevoli. Le immagini di Gaetano, 22 anni, sono impressionanti. E’ ricoverato in ospedale in attesa di un intervento chirurgico allo zigomo. “Sabato alle 21,50 mio cugino Gaetano M., 22 anni si trovava alla stazione di Pompei ‘Villa de Misteri’ aspettando il treno x far rientro a Ercolano – scrive la donna – 4 schifosi balordi umbriachi l’hanno ridotto così… domani avrà un intervento allo zigomo … condividete e chi ha visto parli … Domani potrebbe capitare a uno dei nostri figli … STI CRIMINALI DI M…”.
Sotto il posto piovono commenti “La stessa cosa l’hanno fatta qui a Torre de Greco, stessa modalità 4 balordi hanno preso alle spalle m io cognato conciandolo esattamente come tuo cugino – scrive una ragazza -. Lo stesso giorno pure altre due vittime, questo vuol dire che lo fanno per divertimento… grave gravissimo … vanno assolutamente presi”.
Qualcuno invoca pene severissime, altri esprimono parole di conforto e di incoraggiamento.
Il post di Pika Mina ha ricevuto 372 commenti e 5700 condivisioni, impressionanti le foto del ferito con la faccia tumefatta e gonfia finito in ospedale. Non sono chiari i motivi dell’aggressione ma, non è escluso che i quattro responsabili abbiano agito senza alcun movente, per un puro istinto di violenza.
La zona dove è avvenuta l’aggressione dovrebbe essere videosorvegliata anche se, soprattutto la sera, la circum di Villa de Misteri a Pompei è molto isolata.

Rosaria Federico

Traffico di droga da Secondigliano a Torre del Greco: 5 secoli di carcere per i 43 imputati. TUTTE LE CONDANNE

 

Torre del Greco. Nessuno sconto di pena per il “maradona della droga” di Torre del Greco per l’anagrafe Nunzio Magliulo e per il socio Domenico Gaudino, meglio noto come “uallarella”.I giudici del­ la settima sezione della corte d’Appello di Napoli -presidente Maria Rosaria Salzano hanno usato la mano pesante nei confronti dei 45 imputati infliggendo loro oltre cinque secoli di carcere.
Gli avvocati difensori avevano provato a smontare le tesi dell’accusa nel processo di secondo grado nato dal blitz Free Tower per il colossale traffico di cocaina e hascisc all’ombra del Vesuvio e gestito dai clan di Torre del Greco e Torre Annunziata e arrestati a gennaio del 2015. A capo dell’organizzazione di Torre del Greco c’erano Nunzio Magliulo e Domenico Gaudino, pure per lui la conferma a 20 anni di carcere. analoga richiesta per Salvatore Borriello e Giuseppe Mercedulo.
E poi Salvatore Borriello, Pasquale Magliulo – il noto pregiudicato noto come ‘o ciuccio – e Salva­tore Mercedulo. Piccoli sconti di pena sono arrivati solo per le donne del clan come nel caso di  Marianna Sannino la spacciatrice in gonnella pronta a utilizzare la Circumvesuvi­ana per trasportare i carichi di droga da Secondigliano a Torre del Greco che è passata dai 15 e 8 mesi a 14 anni. Otto mesi di sconto, invece, a Gerarda San­nino. Identico lo sconto incassato da Maria Sartori, la terza lady pusher dell’organizzazione criminale.

TUTTE LE CONDANNE

ABRUZZESE  Ciro condanna: 9 anni (Torre Annunziata 05/12/1985)
AMORETTI  Angelo condanna: 9  anni (Torre Annunziata 22/06/1988)
BORRIELLO Salvatore condanna: 20 anni ( Torre del Greco 23/01/1964)
BUSCO Gennaro condanna : 9 anni e 4 mesi (Torre del Greco 50/05/1975)
CHIERCHIA Michele condanna: 6 anni (Torre del Greco 21/10/1984)
CUOMO Loredana condanna: 2 anni e 6 mesi (Torre del Greco 22/01/1976)
DAMATO Giuseppe condanna: 8 anni (Torre del Greco 24/08/1989)
DIAMANTE Fabio condanna: 8 anni (Napoli 05/09/1992)
FALANGA Domenico condanna: 8 anni (Torre del Greco 12/05/1970)
GAROFALO Vincenzo condanna: 9 anni (Torre del Greco 09.01.1986)
GAUDINO Domenico condanna: 20 anni (Torre del Greco 11/07/1979)
GAUDINO Salvatore condanna: 5 anni e 6 mesi (Torre del Greco 06.02.1981)
IMPERATO Vittorio condanna: 9 anni e 6 mesi (Torre del Greco 18/9/82)
LANGELLA Giovanni condanna: 8 anni  (Torre del Greco 15.08.1991)
LANGELLA Vittorio condanna: 10 anni (Napoli 29.01.1985)
LOFFREDO Massimo condanna: 4 anni e 4 mesi (Torre del Greco 02.09.1975)
MAGLIULO Nunzio condanna: 20 anni (Torre del Greco 28.10.1985)
MAGLIULO Pasquale condanna: 20 anni (Torre del Greco 25/12/1959)
MONACO Luigi condanna: 14 anni e 4 mesi (Torre Annunziata 50.07.1975)
MONACO Salvatore condanna: 10 anni e 10 mesi (Torre Annunziata 25/11/1982)
OLIGO Giuseppe condanna: 9 anni (Torre del Greco 26.04.1980)
OLIVIERO Carlo condanna: 15 anni e 5 mesi (Torre del Greco 14.02.1985)
OLIVIERO Carmine condanna: 6 anni (Torre del Greco 15.02.1982)
PAPARO Vincenzo condanna: 7 anni (Cercola 19.05.1986)
POMPEO Aniello condanna: 1 anno (Torre del Greco 01.01.1979)
POMPEO Barbara condanna : 6 anni (Torre del Greco 15.01.1988)
POMPEO Rosa condanna: 4 anni e 6 mesi (Torre del Greco 28.01.1985)
PORZIO Rosario condanna: 14 anni (Torre del Greco 16.06.1977)
RAMONDO Rosario condanna: 2 anni e 9 mesi (Torre del Greco 06.10.1974)
SANNINO Giuseppe condanna: 17 anni e 10 mesi (Napoli 25/02/1985)
SASSO Elisabetta condanna: 5 anni (Napoli il 02.05.1970)
TASCA STEFANO condanna: 11 anni (Amalfi (SA ) il 27.09.1987)
TROISE Pasquale condanna: 18 anni e 8 mesi  (Napoli il 05.09.1976)
VANNUCCINI Luigi condanna: 14 anni e 10 mesi Torre del Greco il 51.01.1970)
VENERUSO Davide comndanna: 8 anni (Napoli 04.02.1987)
VIRGI Salvatore condanna: 7 anni e 2 mesi (Torre del Greco 24.02.1982)
VITIELLO Domenico condanna: 7 anni e 2 mesi (Napoli 18.01.1976)
VITIELLO Giuseppe condanna: 6 anni (Torre del Greco 22.06.1981)
ZAMPINI Gennaro condanna: 11 anni e 8 mesi (Torre del Greco 05.04.1977)
CASCONE Giovanni condanna: 2 anni e 6 mesi (Torre del Greco 11.10.1991)
CASTIELLO Rosa assolta  (Torre del Greco 10.11.1966)
MENNELLA Salvatore condanna: 10 anni  (Torre del Greco 51.07.1992)
MERCEDULO Giuseppe condanna: 20 anni (Torre del Greco 05.04.1980)
ORLANDO Salvatore condanna: 7 anni  (Torre del Greco 04.09.1987)
SANNINO Gerarda condanna: 6 anni e 4 mesi (Torre del Greco 25.09.1991)
SANNINO Marianna condanna: 14 anni (Torre del Greco 21.10.1985)
SARTORI Maria condanna: 9 anni e 2 mesi (Napoli 09.06.1980)
VITIELLO Daniele condanna: 8 anni  (Torre del Greco 01.11.1988)

Agerola, nascondeva droga tra i barattoli della dispensa: 30enne finisce ai domiciliari

Un insospettabile agerolese è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti. Il 30enne è finito nel mirino dei militari stabiesi durante un servizio di controllo in strada. Il giovane è stato bloccato ad un posto di controllo all’altezza della località S. Lazzaro. Dopo i controlli di routine, i carabinieri hanno notato uno strano nervosismo tanto da spingere ad un’ulteriore controllo: perquisizione nella vettura, ritrovando una dose di marijuana da due grammi. Così è scattata anche la perquisizione nel suo appartamento. I militari del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Castellammare hanno ritrovato in una dispensa in cucina, insieme a scatolame ed altri generi alimentari, dei barattoli di vetro e plastica contenenti erba essiccata e pronta all’ uso. Sono stati sequestrati circa 110 grammi di marijuana e G.C. è stato trasferito in caserma per le formalità di rito ed arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. L’insospettabile agerolese è stato poi trasferito agli arresti domiciliari e nelle prossime ore comparirà davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata per il rito direttissimo.

Criminalità: rapina in supermercato nel Salernitano

Rapina violenta nel Salernitano. E’ stato infatti esploso anche un colpo di pistola durante il ‘colpo’ lampo avvenuto ieri all’interno di un supermercato di via Mezzacapo a Sala Consilina. I rapinatori erano due; uno si e’ introdotto del discount e, con un cappuccio a coprire il volto e pistola in pugno, si e’ fatto consegnare dai cassieri l’incasso, di circa 2mila euro. L’esplosione del proiettile mentre il rapinatore era vicino al cassiere. L’altro ha fatto da palo all’esterno e ha atteso il complice a bordo di un’autovettura. Dai primi rilievi effettuati dai carabinieri, e’ emerso che l’arma utilizzata dai due era a salve, ipotesi formulata sulla base del fatto che non e’ stato ritrovato ne’ il bossolo ne’ il foro del proiettile.

Insigne VS Dybala: il Napoli prova a spingere la Juve a – 7

Quattro punti di vantaggio che esorcizzano il timore di un ricongiungimento, il rebus sulla presenza dell’amato-odiato ex Higuain, una lunga fuga dando spettacolo e segnando gol a valanga con encomio per Sarri dei piu’ rinomati maestri del pallone. E’ questo il Napoli autorevole che si gioca una fetta dello scudetto d’inverno nella sfida delle sfide di venerdi’ con la Juve dei sei tricolori di fila. Un appuntamento, a ridosso del decisivo ultimo turno di Champions, a cui entrambe arrivano vincenti ma un po’ col fiatone. Il Napoli sente che potrebbe essere l’anno buono (sono tanti i presagi favorevoli) e c’e’ ora la possibilita’ di respingere i campioni a -7, per poi concentrasi sull’Inter. La Juve capisce che gli intoppi, compresa l’accresciuta competitivita’ di molte squadre, possono far deragliare il cammino, ma esperienza e qualita’ sono un cocktail che puo’ essere micidiale per gli altri, anche in rimonta. Quindi al San Paolo e’ atteso uno show da leccarsi i baffi di cui Insigne e Dybala saranno i protagonisti piu’ attesi, ma in buona compagnia. Del resto lo 0-0 manca da 20 anni e gli scontri diretti, in 90 anni di confronti serrati, quattro volte sono risultati determinanti per la volata scudetto: il piu’ celebre riguarda ‘core ‘ngrato’ Altafini che, a 34 anni, entra il 6 aprile 1975 e fissa il 2-1 su un errore di Carmignani regalando per due punti lo scudetto alla Juve e guadagnandosi il risentimento perenne dei suoi ex tifosi. Ci vuole il Napoli di Bianchi e Maradona per confezionare la vendetta nel 1987: 3-1 a Torino, e 2-1 al San Paolo con sigillo dell’umile Romano per il primo scudetto, con tre punti sui rivali. Il terzo sprint scudetto nella stagione 2012-2013, ma con meno brividi. Testa a testa all’andata fino allo scontro diretto vinto dai bianconeri di Conte 2-0, poi 1-1 e il Napoli conclude la stagione a nove punti. L’ultima volata e’ quella di due anni fa: 2-1 per i partenopei firmato Higuain e Insigne, poi nel ritorno una rete in zona Cesarini del panchinaro di lusso Zaza consente il sorpasso definitivo sul Napoli . Se le perle di Juve-Napoli sono, nell’immaginario collettivo, le magie di Maradona e Platini, non si dimenticano le imprese di Vinicio, Altafini, Sivori, Baggio, Zidane, Cavani. Andando a zonzo nei decenni rimangono scolpite alcune immagini: un incubo per il Napoli nell’anno della fondazione quando subisce dalla Juve un 8-0 nel 1927 con una tripletta di Antonio Vojak, poi idolo di Napoli. La vendetta matura con due 4-1 al S. Paolo: nel 1939 anche con un gol di Nereo Rocco e nel 1942 con Sentimenti II che gioisce e il fratello Sentimenti III che si dispera. Tre volte Napoli in vantaggio nel 1958 con doppiette di ‘o lione’ Vinicio, tre volte raggiunto, poi Bertucco fissa il 4-3 e il comandante Lauro improvvisa una processione in campo La sfida prende quota quando si prende la scena Sivori: tris in un 4-2 del 1960 e in un 4-0 al San Paolo. Prima di ‘core ‘ngrato’ gli anni ’70 vedono due 4-1 della Juve di Vycpalek nel ’71 e nel ’74. Nella Coppa Italia 1978 poker record di Savoldi in un pesante 5-0. Poi arrivano Maradona e Platini ed e’ sempre festa: Roi Michel segna due volte nel 1984; Diego rispondo con una magia su punizione a scendere che fissa l’1-0 nel 1985. Ma spettacolo ed emozioni non finiscono: doppio Baggio nel 3-1 del 1992. Ecco Zidane che confeziona un pari nel 1996 e una vittoria esterna per il 2-1 nel 1997. Dal purgatorio della B entrambe tornano presto protagoniste. Canta Napoli per tre successi di fila dal 2009: 3-2 a Torino con doppietta di Hamsik, 3-1 al San Paolo decisivo Quagliarella, 3-0 con tris di Cavani. E poi ogni incontro e’ show fino al 4-2 in Supercoppa 2012 col Napoli assente nella premiazione a Pechino dopo una gara al veleno. Poi la Juve decolla e il Napoli schiuma rabbia: due pari e quattro successi Juve. L’anno dopo illusorio 2-1 a Napoli ma il quinto scudetto non sfugge alla Juve che in estate si prende anche Higuain, che in quattro partite segna quattro gol, di cui due decisivi per la vittoria dei bianconeri. Ma ora al San Paolo non ci dovrebbe essere e i tifosi partenopei pensano, senza dirlo per scaramanzia, a un segno del destino.

Camorra: movida violenta a Napoli, arrestato il figlio del boss di Fuorigrotta

Giuseppe Troncone, 20 anni, figlio del boss Vitale, a capo del can omonimo con roccaforte nel quartiere di Fuorigrotta, e’ stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli nell’ambito delle indagini su un episodio di movida violenta avvenuto intorno alle 3.45 il 19 novembre scorso in via Carlo Poerio, nella zona del baretti del quartiere di Chiaia.
Il ragazzo da giorni aveva chiesto di essere ascoltato, accompagnato dal suo legale, dai pm che indagano sul ferimento di 6 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, colpiti da proiettili, coltellate o caduti durante il parapiglia seguito alla esplosione di colpi di arma da fuoco da uno scooter che passava tra la folla. All’origine dell’episodio, un diverbio degenerato tra due gruppi di giovani e giovanissimi, uno proveniente dall’hinterland partenopeo.

‘Vi do due ore di tempo per andare dagli ‘amici’ di Frattamaggiore se no vi faccio saltare in aria’, arrestato Giannetto

 

“Vi do due ore di tempo per andare dagli ‘amici’ di Frattamaggiore se no vi faccio saltare in aria insieme a tutta la fabbrica”: questa la minaccia a un imprenditore del Napoletano pronunciata, nella sede della ditta, da un affiliato del clan camorristico Pezzella, attivo a Frattamaggiore, Cardito e zone limitrofe.
Il 25enne, Giovanni Tramontano, noto come “Giannetto”, è stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione. Nei confronti del giovane era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda, per tentata estorsione con finalità mafiose ai danni di una ditta manifatturiera.
Le indagini hanno ricostruito la vicenda e delineato il quadro accusatorio nei confronti del 25enne, che è stato condiviso dall’autorità giudiziaria, e ha portato all’emissione della misura cautelare.

Spacciava cocaina ai ragazzini delle ‘Medie’: arrestato 22enne di Caivano

Era ferma in auto davanti a una scuola media di Caivano, all’orario di uscita dei ragazzi, con diverse dosi di cocaina. Si tratta di un 22enne del posto, fermato dai Carabinieri di Afragola che hanno perquisito lui, l’auto e anche la sua fidanzata che era in macchina con lui.
I militari hanno rinvenuto 13 dosi di cocaina in un bussolotto di plastica che la ragazza ha tentato di far sparire. Il 22enne è stato dunque arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e portato in carcere. La minore è stata denunciata in stato di libertà per concorso nello stesso reato e affidata ai genitori.

Bimbo di un mese trovato morto nella culla: aperta un’inchiesta. La tragedia in provincia di Caserta

L., un bimbo di appena un mese, è stato ritrovato morto ieri mattina nella culla. A lanciare il disperato allarme è stata la mamma che, intorno alle ore 8, ha provato invano a svegliare il piccolo mentre apparentemente dormiva. A nulla sono serviti i tentativi di rianimazione.
Un mese fa il parto gemellare e ieri il triste epilogo per uno dei due fratellini. Il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, Giorgia De Ponte, ha disposto l’autopsia sul corpicino.
Quando i sanitari del 118 si sono precipitati a Calvi Risorta, hanno potuto soltanto accertare il decesso avvenuto alcune ore prima. Sul posto sono immediatamente giunti anche i carabinieri della compagnia di Capua diretti dal capitano Francesco Mandia, coadiuvati dai militari della stazione di Calvi Risorta guidati dal comandante Massimo Petrosino, che hanno già avviato le indagini per stabilire le cause di questa dolorosa morte.
È stata sequestrata la salma che ora si trova nel reparto di Medicina Legale dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Tra le prime ipotesi battute dagli investigatori ci sarebbe quella della morte per soffocamento a causa di un possibile rigurgito o per arresto cardiaco. Ma non si escludono altre piste.

Leila Khaled non sarà a Napoli: respinta all’aeroporto di Fiumicino

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“Leila Khaled fermata e respinta all’aeroporto di Fiumicino a Roma. Con un atto gravissimo da parte del Ministero dell’interno viene rimpatriata a Fiumicino ingiustamente Leila Khaled, storica attivista palestinese”. E’ quanto si legge in un post su Facebook dell’associazione Napoli Direzione Opposta. “Viene forzata ad imbarcarsi successivamente per Amman. La vicenda ha dell’incredibile: di fatto Khaled aveva ottenuto un visto per l’Europa che si è vista revocare qui, a Roma, allo sbarco – si legge – .
Meno di un mese e mezzo fa è stata accolta in Spagna e in Belgio, e in quest’ultimo paese ha tenuto addirittura una conferenza al Parlamento Europeo. Questo episodio dimostra la subalternità delle istituzioni italiane alla lobby sionista e al Mossad (intelligence) israeliano. È palese quanto la sua voce, libera e coerente, continui a far paura ancora oggi. Vi aggiorneremo e confermeremo a breve sull’iniziativa di Napoli annunciata in precedenza”, conclude il post.

Avevano ‘distratto’ 3 milioni di euro da un società edile di Arzano fallita: in 5 ai domiciliari

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Stamane, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli di Napoli Nord, militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli e del I° Gruppo della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di  5 soggetti, per reati fallimentari riguardanti il dissesto di una società di Arzano operante nel settore delle costruzioni edili, fallita nel 2015, ed in particolare, quali amministratori di fatto e di diritto, per aver distratto l’intero
patrimonio aziendale, ammontante a quasi 3 milioni di euro, al fine di arrecare pregiudizio ai creditori.
Le complesse indagini documentali e bancarie approfondivano le vicende societarie della fallita, riconducibile a noti imprenditori napoletani. Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal Giudice, emergeva come i componenti la stessa, nel tempo si erano
alternati, ricoprendo cariche di amministratore, facendo sì che gli interessi personali dei medesimi si sovrapponessero a quelli della società poi fallita, coinvolgendo anche altri soggetti giuridici riconducili allo stesso nucleo familiare.
E’ emerso, inoltre, che il fallimento della società in questione è stato determinato, in via prioritaria, da debiti tributari maturati negli esercizi finanziari tra l’anno 2008 e l’anno 2012.
In particolare gli indagati sono accusati di aver sistematicamente operato lo svuotamento delle casse della società in argomento attraverso cessioni di beni o di quote, bonifici o emissioni di assegni circolari nei confronti di prestanome orbitanti nella sfera delle società gestite dalla medesima famiglia, fino ad arrivare ad un passivo fallimentare di circa 5.600.000,00 euro.
Le condotte distrattive, secondo quanto contestato agli indagati, sono consistite in cessioni o acquisti di immobili, versamenti sui diversi conti correnti agli stessi riconducibili, cessioni di quote societarie per valori decisamente inferiori rispetto a quelli reali, omesso deposito di scritture contabili e debiti tributari per circa  6.500.000,00 euro.
Le attività investigative hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari circa l’esistenza di altre società orbitanti nella sfera di competenza degli indagati, nonché di rilevare la presenza di prestanome utilizzati per la gestione delle varie imprese.
A ciò si aggiunge un sistematico ricorso a schemi volti a celare la reale titolarità di beni ed utilità. Il GIP disponeva anche il sequestro di quote di partecipazione agli stessi riconducibili, detenute da una holding riconducibile agli indagati, che ha nel tempo acquisito dalla società fallita per un valore di quasi 900 mila euro le quote societarie ad un prezzo
nettamente inferiore al reale, di un terzo soggetto giuridico con sede in Vitulazio.

Anziano napoletano muore nell’incendio dell’abitazione a Scalea

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Un uomo di 72 anni e’ morto a seguito di un incendio che si e’ sviluppato nella notte nella sua abitazione. E’ avvenuto nella zona del Parco Mulino a Scalea . L’uomo, originario di Napoli ma residente da tempo a Scalea, viveva da solo. Secondo i vigili del fuoco, intervenuti all’alba su segnalazione di una vicina di casa della vittima, la causa dell’incendio potrebbe essere un corto circuito. L’uomo sarebbe morto per asfissia a causa del fumo. Sul caso indagano i carabinieri di Scalea.

Napoli, la stesa a Pianura era contro un vecchio pregiudicato già scampato a due agguati

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La stesa di camorra dell’altra notte a Pianura era rivolta all’anziano pregiudicato Pasquale Capretti, 69 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e in passato legato al clan del boss Ciro Grimaldi ‘o settirò. Due colpi di pistola calibro 9 si sono conficcati nel suo balcone in via Vicinale Campanile. Pasquale Capretti, classe ’48, in passato finito sotto inchiesta per estorsione e più volte accostato al clan Grimaldi di Soccavo anche se non ha mai avuto una condanna per camorra.E’ scampato per ben due volte ad agguati: il 2 maggio 2004 e il 19 agosto 2014.
Nella prima circostanza fu affiancato da un commando mentre si trovava alla guida della propria auto in via Montagna Spaccata, l’arma però si inceppò e riuscì a cavarsela con una leggera ferita alla testa. Nella seconda, invece, i pistoleri misero nel mirino la sua abitazione, contro la quale esplosero ben sei colpi.
E ora sono tornati alla carica l’altra notte. Capretti ascoltato dagli investigatori ha detto di non aver avuto alcun “avvicinamento” ne di capire il perché di quegli spari.

 

Roccadaspide tra le 100 Mete d’Italia, insieme ad altri 4 comuni del salernitano

La città di Roccadaspide conferma la sua crescente vitalità e capacità d’attrazione, non soltanto per i molteplici servizi destinati ai residenti – dalla sanità, all’offerta scolastica – ma anche per l’abilità di puntare sulle proprie risorse artistiche, paesaggistiche e culturali. Risorse che ne fanno sempre più meta di riferimento di turisti in cerca di luoghi ricchi di peculiarità, lontani dai grandi centri turistici ma non per questo meno affascinanti.
La conferma della capacità dell’Amministrazione comunale di essere sulla strada giusta per valorizzare e rendere fruibile il patrimonio della città, arriva da un importante riconoscimento conquistato recentemente: il comune della Valle del Calore è uno dei 100 in Italia ad avere ottenuto il premio “Mete d’Italia”, legato al progetto editoriale della Riccardo Dell’Anna Editore che, attraverso dieci categorie d’eccellenza, valorizza l’italianità premiando l’originalità e l’impegno.
Roccadaspide ha conseguito il premio nella sezione “Agrifoglio” per la capacità di valorizzare, tra le varie risorse, la ricchezza agroalimentare.
In provincia di Salerno, solo altri quattro comuni hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento: Buccino, Ravello, Cava de’ Tirreni e Giungano. La cerimonia di conferimento del premio si è svolta presso la Sala Koch del Senato.
La città di Roccadaspide sarà protagonista, insieme agli altri comuni premiati, del volume “100 Mete d’Italia” Limited Edition.
Una grande soddisfazione per l’amministrazione retta da Gabriele Iuliano, impegnata costantemente per tutelare tutte le sue ricchezze, e soprattutto per valorizzare i suoi prodotti, in primis il rinomato Marrone IGP, con un lavoro quotidiano ma anche con eventi di successo, quali il Festival dell’Aspide che deve la sua fortuna anche all’esaltazione della gastronomia locale, e la “Festa della Castagna – vrole a Natale” che si terrà dal 21 al 23 dicembre.

Napoli, mano dura sui Baretti di Chiaia: revocate 16 concessioni di occupazione di suolo pubblico

Dopo spari e accoltellamenti, l’attenzione è altissima nella stradina che ospita la movida di Chiaia. Le questioni di ordine pubblico sono diventate determinanti e ieri, una squadra di agenti della polizia municipale s’è inoltrata lungo via Bisignano per consegnare sedici revoche della concessione di occupazione del suolo pubblico ai proprietari dei locali che insistono nella zona. Niente tavolini per strada.
La revoca delle concessioni coincide con l’apertura di un nuovo percorso per i permessi: verranno rilasciati, automaticamente, solo a chi ha una piccola parte di marciapiede a disposizione davanti al locale. Chi affaccia direttamente sulla strada non potrà più sistemare sedie e tavoli. C’è ancora una settimana per adeguarsi alle nuove regole e poi presentarsi a Palazzo San Giacomo per scoprire se si ha diritto a un nuovo spazio esterno.

 

Come arredare un bagno

Quello di arredare un bagno può essere un problema di non facile soluzione. Se si tratta di una ristrutturazione, probabilmente saremo costretti a dover gestire spazi piccoli e angusti. Se siamo invece nella fase di progettazione dei servizi, , al contrario, è la vastità delle scelte possibili a frenare la nostra immaginazione: stile classico o moderno? Eclettico o minimale? Abbiamo provato a raccogliere alcuni consigli, allo scopo di aiutarvi nella scelta, così come nella disposizione, dell’arredo del vostro bagno.

L’ambiente più importante della vostra casa

Il bagno è la prima camera che si visita al mattino, così come l’ultima, alla sera, prima di andare a dormire. Concepire un ambiente rilassante per il vostro bagno può significare creare uno spazio dove annullare lo stress accumulato durante la giornata appena trascorsa, oppure un’oasi tranquilla in cui costruirsi, nella propria intimità, la serenità di cui si ha bisogno prima di affrontare una nuova giornata. Scegliere arredo bagno con molta cura può avere impatto sul umore durante giornate di stress.

Come arredare un bagno piccolo

È quindi importante, innanzitutto, che nel proprio bagno si stia comodi. Comodità che negli spazi piccoli si traduce in funzionalità. Non è infatti d’obbligo rinunciare alla propria comodità solo per esigenze di spazio: l’importante, è sfruttarlo bene. Una doccia con cabina angolare e porte scorrevoli è l’ideale per risparmiare centimetri preziosi: l’ingombro è di meno di un metro per lato, e la installeremo sul lato corto della stanza, in modo da ottimizzare lo spazio a disposizione. Ci è possibile anche di scegliere di posizionare il piano doccia al livello del pavimento (quindi non sopraelevato, come è più comune): se si accompagna questa soluzione ad un box trasparente, poi, l’ingombro dello spazio doccia sembrerà ancora minore al nostro occhio.
È consigliabile organizzare lo spazio piccolo di un bagno dividendolo in due,:da una parte i sanitari, dall’altra la doccia e la specchiera. Ragionando sempre in termini di ottimizzazione dello spazio, è possibile installare, sopra i sanitari, delle mensole, da usare come ripiano; per gli asciugamani e la carta igienica possiamo chiedere l’aiuto di un fabbro artigiano, che realizzerà eleganti porta asciugamani e porta rotoli da parete, in modo da evitare l’ingombro di quelli tradizionali da terra.

Come arredare un bagno rustico

Se si vuole scegliere uno stile rustico, il bagno in muratura è la scelta migliore da fare. Un bagno rustico può essere arredato con vasche freestanding e sanitari dalle forme ovali, che per la loro stessa forma danno l’effetto di un ambiente armonioso e arioso. La scelta della specchiera deve essere ovviamente ricercata: una in legno con top in marmo, e magari con arricchimenti di maioliche, può essere il giusto compromesso per dotare un ambiente rustico di una certa eleganza.

Come arredare un bagno moderno

In un bagno di stile moderno bisogna riuscire a far convivere le cromie più accese con quelle neutre. È importante che l’arredo rispetti forme lineari, in modo da risultare sempre moderne, mentre possiamo lasciare alle decorazioni e agli accessori (che di certo sono meno dispendiose e più facili da sostituire rispetto ai mobili di arredo) il ruolo di marciare coi tempi, aggiornandoli anche annualmente.
Per i pavimenti e i sanitari utilizzare il bianco è pressoché d’obbligo; le rubinetterie lucide e cromate ben si accostano al bianco in un ambiente moderno.
Ruolo fondamentale nell’arredo di un bagno moderno spetta agli specchi: possiamo sceglierne un modello innovativo, alto e stretto, così come possiamo posizionarne di più piccoli, disposti in maniera sfasata. Nell’ultimo caso, possiamo assecondare il gioco di forme e di colori che questi blocchi-specchio, secondo le varie altezze in cui sono disposti, rimandano con le piastrelle del lato opposto: scegliamo delle piastrelle con decorazioni essenziali ma vivaci, sempre ricordando di spezzare, di tanto in tanto, la multicromia con il bianco.

Scegliere il parquet per la pavimentazione del nostro bagno

È possibile scegliere un pavimento in parquet, opzione che sta diventando di grande moda. Questo successo è da attribuire non solo alla tradizionale affidabilità e bellezza di questo tipo di pavimentazione, ma anche al fatto che è semplice da pulire, rendendolo ideale per un ambiente in cui la cura dell’igiene è fondamentale. In più, il parquet di recente fabbricazione è trattato con una particolare resina impermeabile, che ne assicura la capacità di conservarsi nel tempo, resistendo ai danni dovuti alla capillarità dell’acqua, oltre che ai normali segni del tempo.

A1, scontro auto con 3 tir tra Capua e Caianello: quattro feriti

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Autostrade per l’Italia comunica che poco dopo le 7 sull’autostrada A1 Milano-Napoli é stato chiuso il tratto compreso tra Capua e Caianello in direzione di Roma, a causa di un incidente avvenuto all’altezza del km 704 nel quale sono rimasti coinvolti un’autovettura e tre mezzi pesanti di cui uno ribaltato.
Nell’incidente quattro persone sono rimaste ferite.Sul luogo dell’evento, oltre al personale della Direzione 6° Tronco di Cassino, sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, i Vigili del Fuoco e i soccorsi meccanici e sanitari.
Al momento il traffico é bloccato e si registrano 2km di coda verso Roma.Autostrade per l’italia consiglia agli utenti provenienti da Napoli e diretti a Roma di uscire a Santa Maria Capua Vetere e percorrere la strada statale 6 Casilina verso Caianello dove rientrare in A1 verso Roma. Stesso percorso alternativo consigliato dopo l’uscita obbligatoria a Capua.

Camorra, una telecamera ha immortalato il duplice omicidio di Casalanuovo

C’è la telecamera di un bar in via Cesarea a Casalnuovo vicino al luogo dove è avvenuto il duplice omicidio di ieri sera e che potrebbe aiutare gli investigatori a fare luce sulla morte di Clemente Palumbo e della mamma Immacolata De Rosa.

I carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, che stanno conducendo le indagini, stanno cercando anche altre telecamere ella zona visto il muro di omertà contro il quale si sono scontrati fin dalle prime battute delle indagini di ieri sera. I sicari, quasi sicuramente sono arrivati in moto e hanno affiancato la Aygo di Palumbo che era arrivato praticamente a casa con la mamma. Non ha avuto neanche il tempo di rendersi conto cosa stava accadendo che è stato raggiunto da tre colpi al volto, torace e a una spalla. Un quarto colpo invece si è conficcato sotto l’ascella della mamma e le ha spezzato il cuore facendola morire sul colpo.
I killer credendo di aver compiuto la missione di morte si sono dileguati. I corpi delle due vittime (Palumbo non era ancora morto) sono rimasti per un po di tempo in auto senza che nessuno chiamasse i soccorsi. E’ stata una pattuglia dei carabinieri  in giro per i normali controlli ad accorgersene. Per Palumbo era troppo tardi, quando è arrivato in ospedale aveva perso molto sangue ed è morto poco dopo. Il giovane pregiudicato non risulta inquadrato in clan camorristi( ha solo piccoli precedenti di polizia) ma con la sua attività di movimento terra potrebbe aver compiuto qualche sgarro ai clan locali. Un rifiuto pagato con la vita.
Quella è zona controllata dal clan Rea-Veneruso in contrasto con i Piscopo-Gallucci Messina. Una zona interessata al completamento dei lavori della Tav di Afragola. E non è escluso che Palumbo con la sua ditta di movimento terra potrebbe aver dato fastidio ai clan locali interessati ad accaparrarsi in sub appalto i lavori. Ma sarà lo sviluppo delle indagini a cercare di dare una spiegazione all’ennesimo fatto di sangue che  colpisce anche una persona innocente: la mamma di Palumbo. Morta perché si trovava in auto con il figlio.

Camorra, blitz contro i Mazzarella e gli ex Paranza dei Bimbi

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Un’operazione della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato Vicaria-Mercato sta portando all’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del trbunale partenopeo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di affiliati ai clan Mazzarella e al gruppo rivale Giuliano-Amirante-Brunetti. Gli indagati devono rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso commessa ai danni di un’attivita’ commerciale in zona del quartiere.

Camorra, i pentiti: ”Solla fu ucciso da Antonio De Martino su mandato di Luigi De Micco”. TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

Anche i famigerati “Bodo” di Ponticelli hanno subito un duro colpo da parte delle forze dell’ordine. Tra i 23 arresti di ieri (22 in carcere e uno ai domiciliari) 12 sono stati ammanettati ieri gli altri 10 già erano detenuti. Si tratta di Luigi De Micco, 41 anni, ritenuto reggente dopo l’arresto del fratello Marco ‘o Bodo e scampato a un agguato nel novembre 2016, Roberto Scala, 41 anni, e Moreno Cocozza, 31 anni.
E ci sono quelli accusati di aver fatto parte del gruppo di fuoco: Davide Principe, Antonio De Martino e Antonio Autore, rispettivamente 38, 28 e 24 anni. Gli altri sono: Giuseppe Borriello, 29 anni, Lino Carbone, 20 anni, Francesco De Bernardo, 28 anni, Luigi De Liguori, 40 anni, Giuseppe De Martino, 27 anni, Alessio Esposito, 23 anni, Michele Gentile, 25 anni, Domenico Limatola, 26 anni, Giuseppe Napolitano, 37 anni, Giovanni Ottaiano, 38 anni, Roberto Pane, 33 anni, Nicola Pizzo, 36 anni, Fabio Riccardi, 34 anni, Vincenzo Scala, 49 anni, Gennaro Sorrentino, 39 anni, e Nunzio Daniele Montanino, 41 anni.
Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione. Grazie anche alla collaborazione dei due nuovi pentiti del clan, Ciro Niglio e Rocco Capasso, sono stati ricostruiti l’omicidio di Salvatore Solla detto Tore ‘ o sadico e il ferimento del suo amico Giovanni Ardu, oltre sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione. Dall’inchiesta è emerso che l’omicidio del 23 dicembre 2016 fu organizzato da Luigi De Micco, Antonio De Martino fu l’esecutore e Alessio Esposito e Davide Principe presero parte alla pianificazione e poi incendiarono il furgone usato.
Solla pagò con la vita il rifiuto a pagare il pizzo sui proventi della piazza di spaccio che gestiva al Lotto 0 di Ponticelli.