Torre Annunziata. Esiste un “terzo sistema” nella città oplontina, o meglio è sicuramente esistito. E a decretarlo è il tribunale di Torre Annunziata con una condanna per il nuovo gruppo camorristico nato “ai piedi” del Vesuvio. Sono in sette i considerati colpevoli a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione di esplosivi, porto e detenzione di armi e ricettazione. Sono per la maggior parte giovanissimi e le condanne ammontano a circa 70 anni. La pena più pesante è stata commisurata a Domenico Ciro Perna, 27 anni, ex esattore del clan Gionta e autoproclamato capo del “clan di Domenico”: è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Condanna gravosa anche per Antonio Longobardi, 26 anni, nipote di Nicola Balzano, alias “Alfasud” elemento di spicco del clan Gionta tuttora detenuto: per lui la pena è di 10 anni e 8 mesi di reclusione. Pena di 9 anni e 4 mesi ciascuno per il 20enne Gennaro Pinto e Luigi Gallo 27enne, ritenuti tra gli esattori più attivi durante le festività natalizie. Il primo aveva deciso di collaborare con la giustizia ma dopo il primo interrogatorio ha ritrattato tutto. Per Bruno Milite, di 24 anni, 8 anni e 8 mesi di reclusione; mentre per l’altro 20enne Vittorio Della Ragione e per Salvatore Orofino, il più anziano, è arrivata la condanna ad 8 anni di reclusione. Secondo quanto ricostruito dall’accusa il gruppo di giovani leve del clan Gionta aveva deciso di compiere una “scissione” e gestire in autonomia gli incassi delle estorsione. L’Antimafia, infatti, ha ricostruito come Perna inizialmente ritirasse il pizzo per poi consegnarlo alla famiglia dei Paduano. La vera e propria evoluzione del gruppo, però, sarebbe arrivato con la trasformazione in sodalizio camorristico autonomo, grazie all’alleanza con Gaetano Maresca, 30 anni, detto “ ‘o saccaro” , e altri ex ragazzi del Gallo-Cavalieri. Il terzo sistema, dopo un’imponente crescita di incassi, aveva provato ad espandersi e cercare di farsi riconoscere dai clan storici. Un tentativo che, però, non è mai riuscito. Infatti, tra gli episodi ricostruiti, ci sarebbe anche un agguato fallito ai danni di Aldo Gionta, cugino omonimo del «boss poeta» detenuto al 41-bis, poi morto per cause naturali prima di un’ operazione chirurgica.
Napoli, i convocati di Sarri per la sfida alla Juve: out solo Tonelli
Tutti convocati ad eccezione di Lorenzo Tonelli nel Napoli di Maurizio Sarri, che si prepara per il big match di questa sera contro la Juventus allo stadio San Paolo (ore 20.45), secondo anticipo della 15a giornata di Serie A. Convocati anche i giovanissimi Scarf e Leandrinho, calciatori della Primavera azzurra. Questa la lista completa dei convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Scarf, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens, Leandrinho.
Salerno, richiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale l’attore Domenico Diele
Salerno. La Procura di Salerno ha depositato all’ufficio gup la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio stradale aggravato a carico di Domenico Diele, l’attore alla guida dell’auto che, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, ha investito e ucciso una donna, la 48enne Ilaria Dilillo, alla guida del suo scooter sulla A2 (ex A3 Salerno-Reggio Calabria) all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno. Secondo gli investigatori Diele era alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, dalle quali l’attore ha ammesso la dipendenza ma sostenendo di non aver assunto droghe prima di mettersi alla guida. A fine giugno Diele è stato posto agli arresti domiciliari, scontati a Roma.
Napoli. Presi i rapinatori delle stazioni Circum
A qualcuno hanno portato via lo smartphone, ad altri soldi e gioielli. Rapine che avvenivano nei pressi delle stazioni della Circumvesuviana. Quattro gli arresti: in manette due amici e due fratelli. I carabinieri della stazione di Pomigliano e della tenenza di Casalnuovo di Napoli hanno arrestato Vincenzo Rosano, 21anni, ed un 17enne, gia’ noti alle forze dell’ordine e ritenuti responsabili di rapina e lesioni personali in concorso. Travisati e armati di pistola hanno aggredito un 18enne del posto nei pressi della stazione circumvesuviana ‘Talona’ in via dei Gerani, a Casalnuovo, portandogli via lo smartphone e i pochi soldi in denaro contante che aveva addosso. Subito dopo sono stati individuati mentre si allontanavano dalla zona in sella a uno scooter, venendo bloccati in contrada Marcomanna dopo inseguimento. L’arma di cui erano in possesso era una pistola scenica simile a quella usata dalle forze dell’ordine. Indagini sono in corso per verificare se i due siano coinvolti anche in altre rapine messe a segno con lo stesso modus operandi. I due fratelli, Emanuele e Gennaro Rumieri, 23 e 41 anni, sono stati invece arrestati per due rapine in cui hanno agito armati di cacciavite. La prima si verifico’ il 3 ottobre nei pressi della stazione della circumvesuviana in via Pratola ai danni di un 23enne e della sua fidanzata 20enne: dopo l’intimidazione (‘fate i bravi e dateci tutto quello che tenete’) furono rapinati dei loro smartphone, di un portafogli e la ragazza dei gioielli. La seconda volta tocco’ a due casalinghe residenti al “Parco degli amici” di Pomigliano che erano scese a gettare l’immondizia. I due tentarono di rapinarle di tutto cio’ che avevano addosso; non riuscirono nel loro intento perche’ le donne gridarono e preferirono fuggire.
Palermo: arrestato professore universitario
I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno arrestato per peculato e falso Luca Nivarra, professore ordinario di diritto privato presso l’Università degli Studi di Palermo, e Fabrizio Morabito, avvocato, e sequestrato beni per 160mila euro. L’indagine è scaturita dagli esiti di una consulenza tecnica d’ufficio, disposta dal Tribunale Civile di Palermo, nell’ambito di un procedimento promosso dagli eredi di una persona defunta. I due indagati, che erano amministratori dei beni del defunto, si sarebbero appropriati delle somme che riscuotevano per i canoni di locazione degli immobili.
Giugliano. Controlli della Guardia di Finanza: sequestrano officina e opificio abusivi
Due opifici abusivi sequestrati e sette lavoratori in nero scoperti. E’ il bilancio dei controlli effettuati dai finanzieri del comando provinciale Napoli nel corso di due distinti interventi. In particolare, i finanzieri del gruppo di Giugliano in Campania, nel corso di un primo controllo, hanno scoperto un’officina meccanica sconosciuta al fisco e aperta senza alcuna autorizzazione amministrativa anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti speciali. Nel secondo intervento, eseguito invece nella cittadina di Melito di Napoli, è stato individuato un opificio, ricavato all’interno di un appartamento, attrezzato per realizzare articoli in pelle. Anche quest’attività illecita era sconosciuta al fisco ed esercitata in totale assenza di autorizzazioni: vi erano tra l’altro impiegati sette lavoratori in nero.I militari hanno sequestrato l’intero immobile attrezzato ad officina meccanica con tutte le attrezzature presenti, compresi gli oli esausti ed i rifiuti speciali. Riguardo all’opificio abusivo sono stati sequestrati l’appartamento di 120 mq, i 52 macchinari, i prodotti semilavorati, i numerosi rotoli di pelle e di cotone, modelli di carta ed accessori per la realizzazione di capi di abbigliamento oltre a rifiuti speciali derivanti dagli scarti di lavorazione. I responsabili delle due attività sono stati denunciati alla competente autorità giudiziaria.
Abusò delle bimbe durante la recita: processo all’orco, era il fidanzato della maestra
All’ex macello di Aversa, ora Centro Caianiello, durante le prove per una recita natalizia, due bambini di tre e quattro anni vennero accompagnati in bagno dal fidanzato della maestra della scuola dell’Infanzia “Mini Rotary Club”. Il ragazzo, all’epoca dei fatti ventitreenne, avrebbe abusato dei due bambini. Nel febbraio del 2014 – dopo un periodo di osservazione dei bimbi da parte dei genitori e la rivelazione di una bambina, in particolare – scattò la denuncia ai carabinieri per violenza sessuale nei confronti del giovane uomo. Il fascicolo finì nelle mani del pubblico ministero Claudia Maone che dispose, subito, il divieto di avvicinamento dell’accusato ai luoghi frequentati dai piccoli.
Ieri, dopo quattro anni, il giudice Fabrizio Finamore del tribunale di Napoli nord ha rinviato a giudizio Silvestro D. S., oggi ventisettenne, residente a Parete.L’uomo, come riporta Il Mattino, dovrà comparire in tribunale il 12 gennaio per la prima udienza. I quattro genitori dei bambini, presunte vittime della violenza, hanno chiesto di costituirsi parte civile.
Una situazione drammatica in cui si sono trovati per mesi, i due minori. Almeno fino ai primi timidi racconti, fino ai disegni rivelatori e ai comportamenti insoliti. Il pubblico ministero chiese e ottenne un incidente probatorio che si svolse il 22 maggio del 2014, un anno e più dopo gli episodi dei presunti abusi.
I minorenni, in due occasioni diverse, vennero accolti nella sala giochi degli uffici giudiziari e filmati. Dalle relazioni redatte dagli psicologi è partita la convinzione del giudice Finamore di rinvio a giudizio a carico del ventisettenne.
“Pizzicotti, schiaffetti” nelle parti intime e anche scene scabrose di lui che si sarebbe abbassato i pantaloni. Gli indizi che conducono all’imputato sono contenuti nella testimonianza dei minorenni, i quali avevano poi rivelato ai genitori: “Il fidanzato della maestra ci ha accarezzati”. Da qui sono poi emersi, con fatica, particolari importanti per le indagini
Ora, Silvestro D. S. rischia una pena dai sette ai quattordici anni di carcere. Ma per ora l’accusa si basa su ipotesi investigative. L’imputato, difeso dal legale Valeria Spagnoli, ha dalla sua parte una serie di alibi che ha già presentato in sede di udienza preliminare. La scuola privata frequentata dai piccoli potrebbe anche decidere di costituirsi in giudizio come parte offesa.
Castellammare, arrestati i rapinatori del Banco di Napoli: c’era anche una ‘talpa’
In manette i 5 complici che rapinarono un portavalori, si scontrarono con le guardie giurate in un conflitto a fuoco e portarono via 320mila euro. I carabinieri di Castellammare di Stabia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata, su richiesta della locale procura, nei confronti di 5 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio, rapina aggravata in concorso, lesioni personali gravissime, porto e detenzione illegale di armi, ricettazione.
I destinatari della misura sono indagati in ordine alla rapina a un furgone portavalori commessa il 12 maggio a Castellammare di Stabia in cui rimasero ferite da colpi di pistola 2 guardie giurate intente a ricaricare i terminali atm di una filiale. Le indagini hanno fatto emergere gli interessanti dettagli di tutte le fasi del delitto: la pianificazione, la preparazione dei mezzi da usare, gli espedienti per ostacolare le manovre del portavalori, la “talpa”, la copertura della fuga. il progetto fruttò 320mila euro.
I carabinieri hanno identificato i malfattori grazie alle telecamere cittadine che hanno ripreso volti e targhe. li hanno, inoltre, intercettati mentre effettuavano sopralluoghi in varie filiali della provincia di Napoli e pedinamenti di furgoni blindati. Secondo gli investigatori, i malviventi stavano programmando altri “colpi”, ma sono stati fermati e dopo le formalità di rito, portati in carcere.
Trump: “sentenza scandalosa”
Un verdetto scandaloso nel caso di Kate Steinle! Nessuno stupore se la gente del nostro Paese e’ cosi’ arrabbiata per l’immigrazione illegale”: lo ha twittato il presidente americano Donald Trump, commentando la decisione di una giuria di San Francisco di assolvere un immigrato messicano irregolare dall’uccisione di una donna nel 2015.
Italia: paese in crescita, anche di rancore
La ripresa c’è, ma cresce l’Italia del rancore. E’ l’analisi del Censis nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Secondo l’istituto di ricerca, “persistono trascinamenti inerziali da maneggiare con cura: il rimpicciolimento demografico del Paese, la povertà del capitale umano immigrato, la polarizzazione dell’occupazione che penalizza l’ex ceto medio”. “Non si è distribuito il dividendo sociale della ripresa economica e il blocco della mobilità sociale crea rancore”.
La paura del declassamento è il nuovo “fantasma sociale”: l’87,3% degli appartenenti al ceto popolare pensa che sia difficile salire nella scala sociale, così come l’83,5% del ceto medio e il 71,4% del ceto benestante. Pensano che al contrario sia facile scivolare in basso il 71,5% del ceto popolare, il 65,4% del ceto medio, il 62,1% dei più abbienti. L’immigrazione evoca sentimenti negativi nel 59% degli italiani, in aumento quando si scende nella scala sociale: 72% tra le casalinghe, 71% tra i disoccupati, 63% tra gli operai.
Napoli, il killer dei Quartieri Spagnoli incastrato dalla testimonianza della cognata e da un video
“L’ha ammazzato davanti a mia sorella, che era con il marito ed è scappata appena in tempo. A. mi ha detto che a sparare è stato Francesco Valentinelli, scappato poi su uno scooter che in strada dicevano fosse guidato dalla madre accorsa nel frattempo.
Valentinelli fa parte di una famiglia con la quale nonostante la stretta parentela da un anno circa litighiamo. Loro sono diventati violenti e anche mio padre 4 o mesi fa è stato ferito a una gamba a causa di questi contrasti”. E’ stata la cognata di Gennaro Verrano, come riporta Il Roma, a dare una svolta all’omicidio di Gennaro Verrano avvenuto in piazzetta Trinità degli Spagnoli ai Quartieri Spagnoli il 17 novembre scorso.
Poi ci sono le immagini dell’unica telecamera pubblica in zona che hanno immortalato i momenti salienti dell’agguato. Dalle immagini si vede Valentinelli sparare e addirittura inseguire il 38enne per esplodergli contro il colpo di grazia. Gennaro Verrano infatti, pur ferito, era riuscito a rialzarsi e stava cercando di mettersi in salvo per la stessa strada in cui si era allontanata la moglie. Ma l’obiettivo era lui, non la donna, e così il sicario lo finì lungo la strada.La cognata di Verrano ha anche parlato di un altro episodio che sarebbe avvenuto due o tre giorni prima dell’agguato mortale.
“Intorno alle 23 e 30 venivano sotto casa di mia nonna le donne di due famiglie in contrasto con noi. Avevano mazze e coltelli e inveivamo contro la nostra famiglia, dicendoci di andare via dai Quartieri, altrimenti ci avrebbero ammazzati. Insieme a loro c’era Francesco Valentinelli: aveva una pistola e gridava che avrebbe ucciso uno di noi”. Ieri Valentinelli è stato beccato dai carabinieri mentre cercava di allontanarsi dal rifugio di Giugliano insieme con due donne. Aveva le valigie e 4000 euro in contanti. Segno che stava per allontanarsi e cominciare la latitanza. Un omicidio ai margini della camorra, fatta di liti familiari comunque legate alla gestione di traffici illeciti nella zona dei Quartieri Spagnoli. Il giovane è il figlio di Angela Farelli nota a tutti nella zona come “biosche”.
“Nell’immediatezza del fatto – scrivono il procuratore aggiunto Rosa Volpe e il pm Maria Di Mauro nel decreto di fermo eseguito ieri – i carabinieri giunti in ospedale notavano una ragazza in lacrime che esclamava: Glielo dico io alle guardie chi è stato! Dovrà pagare per quello che ha fatto a mio cognato!, mentre i parenti a lei più vicini la invitavano a restare in silenzio…”.
Berlusconi: ancora una volta a giudizio
L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio a Siena con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Il Gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura nell’ambito dell’inchiesta Ruby ter giunta a Siena da Milano per competenza territoriale. A Siena, infatti, si sarebbe compiuto il reato, con Berlusconi che avrebbe pagato Danilo Mariani, pianista delle feste di Arcore, per indurlo a falsa testimonianza sul caso ‘olgettine’.
Maxi-operazione antidoping: arresti e sequestri
Cinquanta persone sono indagate per vendita di sostanze dopanti e stupefacenti all’interno di palestre e di furto di carburante in tutto il Nord Italia. I Carabinieri del Nas di Torino, coadiuvati dai colleghi di 11 province, hanno eseguito le ordinanze di applicazione di misure non detentive (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora) emesse dal gip presso il Tribunale di Novara. I 50 indagati sono accusati, a vario titolo, di furto, ricettazione, commercio illecito di anabolizzanti, in parte stupefacenti e farmaci pericolosi per la salute pubblica.Le indagini sono state avviate dal Nas di Torino nell’ottobre 2016 a seguito di controlli congiunti con l’Agenzia delle Dogane su plichi sospetti provenienti dall’estero contenenti prodotti farmaceutici. Ne è emersa una rete di approvvigionamento e distribuzione al dettaglio di sostanze anabolizzanti e dopanti vietate destinate a frequentatori di palestre e addetti alla sicurezza presso locali di divertimen
Google Santa Tracker segui Babbo Natale con Google anche nel 2017
Google ha aggiornato Santa Tracker (Segui Babbo Natale) anche per il 2017.
In particolare quest’anno Google ha inserito tanti nuovi giochi, un villaggio ridisegnato, aggiornamenti per Android Wear e la possibilità di seguire il viaggio di Babbo Natale anche su Android TV.
Ecco le novità ufficiali:
Babbo Natale e i folletti sono tornati per il 2017 con tanti nuovi giochi, un villaggio tutto nuovo e aggiornamenti per Android Wear. Adesso puoi seguire il viaggio di Babbo Natale anche sull’Android TV!
Non è Natale nel mondo della tecnologia senza questa app di Google che offre ogni giorno giochini e curiosità in una specie di “calendario dell’avvento” tecnologico.
Dal 24 dicembre poi sarà possibile seguire il cammino di Babbo Natale che consegna i regali con tanto di renne e simpatiche animazioni.
Sicuramente è da provare.
Santa Tracker è disponibile sul web tramite il sito ufficiale che come app da installare su tutti i dispositivi Android e Android Wear.

Napoli, sparatoria ai Baretti: il pistolero oggi davanti al gip
È attesa per oggi la decisione del gip sulla convalida del fermo di Giuseppe Troncone, il 20enne pistolero dei Baretti di Chiaia e figlio del boss di Fuorigrotta, Vitale Troncone in carcere per estorsione e una condanna a sei anni e 10 mesi. Il giovane è accusato di tentato omicidio. Ieri mattina, accompagnato dai suoi legaliAntonio Abet e Giuseppe Perfetto, ha rilasciato ai pubblici ministeri Celeste Carrano e Antonella Fratello una dichiarazione spontaneo in cui ha sostenuto di non essere mai stato irreperibile e con ha cercato di inquinare le prove ne che aveva intenzione di fuggire.
Proverà a ripeterlo anche davanti al gip come proverà a sostenere di aver sparato per legittima difesa. Ma ci sono le testimonianze soprattutto di un ragazzo della fazione avversaria di San Giovanni a Teduccio legato al clan Formicola e anche di altri che lo inchiodano. Due settimane fa ci furono ben quattro feriti nel corso della maxi rissa tra bande di Fuorigrotta-Rione Traiano e quelli di San Giovanni a Teduccio che si erano dati appuntamento tramite facebook ai Baretti di Chiaia per stabilire la supremazia. Da allora è scattato il piano di controlli contro la Movida violenta.
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Alla guida drogato travolse e uccise una donna di Salerno: chiesto il processo per l’attore Domenico Diele
Chiesto il rinvio a giudizio per l’attore romano Domenico Diele accusato di omicidio stradale aggravato della salernitana Ilaria Dilillo. Il pm Elena Cosentino, titolare delle indagini, ha depositato la richiesta presso l’ufficio gip. Ora si attende la fissazione dell’udienza preliminare ma anche le decisioni degli avvocati dell’attore che potrebbero optare per un rito abbreviato e sperare di ottenere una riduzione della pena prevista dalla legge con condanna inferiore ai tre anni in modo da consentire la scarcerazione (Diele è agli arresti domiciliari a Roma con il braccialetto elettronico) e il ritorno alle scene.
Come si legge nel capo di imputazione: “Diele si è posto alla guida della su Audi A3 in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti”. E non solo perché aveva anche la patente ritirata e l’auto era senza copertura assicurativa. Eppure nonostante ciò l’attore si mise in viaggio da Roma alla Basilicata per andare al matrimonio della cugina. Al ritorno in autostrada allo svincolo di Montecorvino Rovella travolse la moto sulla quale viaggiava Ilaria Dilillo di ritorno da una cena con amiche. La donna morì sul colpo. Diele si fermò per cercare di darle soccorso. Quando arrivarono i carabinieri lo trovarono in grave stato di alterazione. Nel cruscotto c’era della marijuana.
Giro di sostanze dopanti per palestre e buttafuori: 50 indagati in tutta Italia, anche a Napoli e Salerno
Blitz nella notte dei carabinieri del Nas di Torino, in collaborazione con militari dei comandi provinciali e dei Nas territorialmente competenti di 11 province, che hanno dato esecuzione a ordinanze di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora emesse dal gip di Novara nei confronti di 50 indagati ritenuti, a vario titolo, responsabili di di furto, ricettazione, commercio illecito di sostanze anabolizzanti e in parte stupefacenti e farmaci pericolosi per la salute pubblica.
Le indagini, avviate dal Nas di Torino nell’ottobre 2016 a seguito di controlli congiunti con l’Agenzia delle dogane su plichi sospetti provenienti dall’estero e contenenti prodotti farmaceutici non tracciati, hanno consentito di individuare una rete di approvvigionamento e distribuzione al dettaglio di sostanze anabolizzanti e dopanti vietate, destinate a frequentatori di palestre e addetti alla sicurezza di locali di divertimento. In tale contesto operativo, coordinato dalla Procura di Novara, sono state eseguite 50 perquisizioni locali e domiciliari nelle province di Novara, Alessandria, Milano, Monza Brianza, Piacenza, Varese, Pavia, Lodi, Napoli e Salerno, nei confronti degli indagati, di nazionalità italiana e anche est-europea, dediti alla commercializzazione di sostanze vietate nell’ambiente delle palestre.
Le sostanze e i farmaci, di produzione estera, in particolar modo di origine est-europea, venivano acquistate soprattutto su Internet e raggiungevano i destinatari nascoste all’interno di spedizioni postali e di plichi tramite corrieri ufficiali. Inoltre i farmaci, oltre a essere utilizzati senza controllo medico, erano di provenienza sconosciuta e senza garanzie sul reale contenuto. Nel corso dell’indagine è emerso inoltre il coinvolgimento di alcuni indagati, di professione autotrasportatori, in numerosi episodi di furto di carburante in distributori del Nord Italia e nelle stesse aziende per cui lavoravano. Proprio una parte dei profitti ottenuta dalla rivendita del carburante veniva reimpiegata per l’acquisto degli anabolizzanti.
Le perquisizioni di oggi hanno consentito di sequestrare oltre 500 tra fiale e confezioni di medicinali anabolizzanti, 200 confezioni vuote, siringhe e taniche e attrezzature utilizzate per l’aspirazione del carburante.
Arrestato il genero di Totò Riina
I carabinieri della stazione di San Pancrazio Salentino hanno arrestato e messo ai domiciliari su ordine di esecuzione pena Antonino Ciavarello, 44enne originario di Palermo, marito della figlia del capomafia Salvatore Riina. L’uomo, che con la moglie vive a San Pancrazio, deve espiare 6 mesi di reclusione in regime di detenzione domiciliare. Ciavarello e’ stato condannato per una truffa compiuta nel 2009 a Termini Imerese.
Benevento, cocaina nascosta nel sottoscala di un palazzo: sequestrati 105 grammi
Nell’ambito delle attività dirette a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nella tarda serata di ieri i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno rinvenuto circa 105 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, suddivisa in due buste in cellophane. Infatti, a seguito di una segnalazione di uno strano andirivieni da un condominio al rione ”Capodimonte”, i militari dell’Arma sono andati a verificare e, dopo un’attenta perquisizione all’interno di un sottoscala hanno rinvenuto tra i contatori dell’energia elettrica le buste contenenti la sostanza bianca che si è dimostrato essere cocaina, allo stato puro che, prima di essere spacciata, doveva essere ”tagliata” e suddivisa in dosi. Tutto lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro.
Castellammare, allagamenti delle gallerie di Varano e Privati: la Procura apre un’inchiesta
La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta sugli allagamenti e sul pericolo di frane che incombono sulle gallerie di Varano e Privati. Per il momento non ci sono indagati ma sono stati acquisiti atti presso il comune di Castellammare e la direzione regionale dell’Anas. Si tratta di opere progettate e realizzate tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Nei prossimi giorni saranno nominati i periti tecnici per le verifiche.
Sarà un’inchiesta complessa anche perché andare indietro negli anni e verificare i colpevoli dei numerosi scempi ambientali, paesaggistici ed archeologici compiuti in quegli anni per consentire prima la realizzazione del viadotto San Marco e poi le due gallerie sarebbe un’impresa titanica. Meglio concentrarsi sulle cause degli allagamenti e sulle possibili frane. Ma soprattutto sulla mancata manutenzione degli ultimi anni che hanno reso il transito di estremo pericolo. Gli allagamenti delle scorse settimane sono state solo la goccia che hanno fatto traboccare il vaso.
Le due gallerie da stamane sono di nuovo aperte al traffico veicolare dalle 6 alle 22. E saranno chiuse in caso di precipitazioni piovose intense. L’Anas in un comunicato di ieri ha fatto sapere che si impongono lavori urgenti e che i danni causati dalle infiltrazioni di acqua sono notevoli. Il danno maggiore – tra quelli evidenziati da Anas attraverso le ispezioni tecniche – e’ costituito dal franamento di un tratto di tubazione, di 5 metri diametro, che prima dell’evento meteorico garantiva il deflusso delle acque piovane in corrispondenza della tratta di SS145 “Sorrentina”, causato dal franamento della ripa a valle del torrente ‘Rivo Calcarella’.
Attualmente, quindi, in condizioni ordinarie, la continuita’ idraulica nell’area viene controllata anche attraverso l’utilizzo di un sistema di pompe idrovore, mentre in condizioni di straordinarieta’ (ovvero durante precipitazioni particolarmente intense) si rende necessaria l’interdizione al traffico. Per permettere la risoluzione della problematica, Anas ha studiato e progettato un intervento che consentira’ di ripristinare in maniera definitiva la continuita’ idraulica della tubazione, prevedendone il ripristino ante-evento. Contestualmente, Anas ha progettato anche l’intervento finalizzato a ripristinare definitivamente gli impianti tecnologici dei tunnel, comprese le cabine di alimentazione elettrica.
Da una prima stima si prevede che tali lavori richiedano un impegno economico complessivo di circa 1 milione e 200 (700mila euro per il ripristino della tubazione e dello stato dei luoghi e 500mila euro per la riattivazione definitiva degli impianti). E’ previsto, a breve – presumibilmente gia’ la prossima settimana – un incontro tra Anas e gli Enti Locali, presso la Prefettura di Napoli, finalizzato a condividere nel dettaglio, tecnicamente, le modalità di esecuzione degli interventi e le conseguenti tempistiche di ripristino. ma ora la Procura di Torre annunziata vuole vederci chiaro e soprattutto capire perché si è arrivati a tutto questo.









