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Teatro: Tragodia – Il canto del capro, per la regia di Ettore Nigro al Teatro Elicantropo di Napoli

Giovedì 14 dicembre, al Teatro Elicantropo di Napoli, “Tragodia – Il canto del capro” di Emanuele D’Errico. Il regista Ettore Nigro porta in scena le peripezie del protagonista, e dà vita, come in un mondo di fiaba, ad un’epopea conoscitiva fuori e dentro se stessi.
Conosci la storia di Guglielmo Belati”? E’ da questo interrogativo che prende vita la storia di “Tragodia – Il canto del Capro”, spettacolo tratto da un racconto di Emanuele D’Errico, qui anche interprete unico, in scena fino a domenica 17 dicembre. Presentato da Asylum Anteatro ai Vergini in collaborazione con Teen Thèâtre, l’allestimento si avvale delle scene a cura di Armando Alovisi, i costumi di Francesca Del Monaco, le musiche originali di Mario Autore e il disegno luci di Ettore Nigro.
Guglielmo è un ragazzo di paese che decide, contrariamente al volere dei genitori, di sposare la sua fidanzata. Armato di coraggio, di anello e di un pacchetto di caramelle a menta, corre in auto verso Teresa, la sua futura sposa. Durante il viaggio si ferma a raccogliere i fiori, ma nell’istante in cui un fiore arancione con gocce di colore blu colpisce la sua attenzione, proprio in quel momento, incontra una capra e se ne innamora all’istante. Guglielmo farà di tutto, anche scendere all’inferno come un novello Orfeo, pur di dichiarare il suo amore all’animale e conquistarla.L’allestimento trascina lo spettatore in un mondo di fiaba, avvicinandolo a ciò che non si conosce, ciò che non è dicibile e visibile: il mistero. E attraverso le peripezie del protagonista si sperimenta la possibilità di cadere e inciampare nel dubbio. È, infatti, il bivio, simbolo del dubbio, a governare nell’ombra la trama e la sua messa in scena, e a chiamare in gioco la paura e il coraggio, lo slancio e la regressione, il mistero e il conosciuto, l’errore e l’errare.In quest’allestimento il sentimento d’amore è ciò che determina l’azione, senza mai cadere nel declamatorio. Eppure, profondo e viscerale, costringe il protagonista a cercare e ricercare l’amata: trovata, persa, ritrovata e forse persa nuovamente. Questo essere mossi dall’interno, dà vita a un’epopea conoscitiva fuori e dentro se stessi, è un combattere le ombre delle pulsioni che ostacolano l’eroe. L’ostacolo diventa la via, fino a quando l’incontro con l’altro (sempre specchio di se stesso) conferma la scelta ed elogia il coraggio mostrato.Ecco dunque che il protagonista prende consapevolezza del suo agire e affronta una vera e propria metamorfosi: l’uomo si trasforma in capra per incontrare la sua musa ma si ritrova come un novello Orfeo a ritornare nelle carni umane. Solo successivamente, l’uomo deciderà di abbandonare le proprie fattezze a favore di quelle animali.

Camorra, nuova stesa a Ponticelli nel regno dei De Micco

E’ scattato di nuovo l’allarme “stese” ieri sera, a Ponticelli “vecchia”.

Erano da poco passate le 19,30 quando i passanti che erano   in strada hanno sentito distintamente l’esplosione di alcuni colpi di pistola. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, almeno cinque. Il raid è avvenuto a poche decine di metri dalla parrocchia di San Rocco, in via Luigi Crisconio, zona tradizionalmente considerata dagli investigatori sotto la salda influenza del clan De Micco. Qualcuno aveva segnalato persino un ferito. Gli uomini della polizia Scientifica sul posto però non hanno recuperato alcun bossolo.
E’ probabile che gli autori della stesa abbiamo utilizzato un’arma a tamburo e una pistola caricata a salve. Gli investigatori ritengono che si sia trattata dell’ennesima dimostrazione di forza da parte del gruppo dei Minichini-Schisa decisi a prendere il controllo delle piazze di spaccio dei clan De Micco “Bodo” decimato dagli arresti di due settimane fa. In poco meno di 15 giorni infatti ci sono stati ben cinque raid nella zona.

Giovane migrante travolto e ucciso dal treno nel Beneventano

Un giovane extracomunitario non ancora identificato e’ morto ieri sera, travolto da un treno, nei pressi della stazione ferroviaria Dugenta-Frasso Telesino, lungo la linea Benevento-Caserta. Non e’ ancora chiara la dinamica e se il giovane fosse solo al momento dell’incidente. Quando il macchinista si e’ accorto della presenza di un uomo sui binari era gia’ troppo tardi per fermare.
Il corpo e’ stato trascinato per diversi metri e mutilato. Sul posto i soccorritori del 118, i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Benevento e gli agenti della Polfer di Caserta. La vittima potrebbe essere un ospite del centro di accoglienza di Dugenta e gli agenti, fino a notte inoltrata, hanno ascoltato gli altri immigrati residenti nel centro di accoglienza. Il convoglio, proveniente da Lecce e diretto a Roma, e’ rimasto bloccato per diverse ore per consentire i rilievi degli inquirenti.

Camorra, omicidio e distruzione di cadavere: arrestato ras dei clan dell’Avellinese

Nuova svolta nelle indagini per l’omicidio del detenuto in semilbertà dal carcere di Avellino. Michele Tornatore, il cui cadavere carbonizzato fu trovato nell’aprile scorso all’interno di un’auto bruciata in una discarica. E’ scattato  infatti all’alba il blitz dei Carabinieri del nucleo investigativo di Avellino per arrestare un pericoloso esponente di un clan camorristico dell’Avellinese accusato di danneggiamento aggravato e distruzione di cadavere.
L’uomo e’ stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Avellino su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Sparatoria nel centro di Pagani: processo per il neomelodico ‘Zuccherino’ e i due complici

E’ stato fissato per il 18 aprile 2018 il processo a carico di Alfonso Manzella, noto neomelodico di Pagani con il nome d’arte di “Zuccherino”, Salvatore Pecoraro e Francesco Francese. Sono accusati di detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale ed esplosioni pericolose.  Il gup Paolo valiante del Tribunale di Nocera Inferiore ha deciso per loro il rinvio a giudizio.
I tre nel settembre del 2013 furono protagonisti di una lite e poi di una sparatoria in piazza a Pagani terminata con un inseguimento da parte dei carabinieri e la cattura al termine di una colluttazione. IL cantante neo melodico, che era alla guida dell’auto in cui fu trovato il bossolo di un proiettile, disse che era stato vittima di una tentata rapina. Ma i tre furono incastrati dalle immagini del sistema di video sorveglianza pubblico e da alcuni testimoni. Il processo dovrà stabilire chi fece fuoco e perché.

 

Camorra: arrestate la sorella e le cognate del boss Zagaria

Operazione della Direzione investigativa antimafia di Napoli contro il clan dei Casalesi, in particolare contro le donne della famiglia del boss Michele Zagaria, ex ‘primula rossa’ della camorra. A conclusione di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, basate su accertamenti patrimoniali, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori, personale Dia e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Beatrice Zagaria, sorella del capo dell’omonima fazione del clan dei Casalesi, detenuto dopo una lunga latitanza; Francesca Linetti, moglie di Pasquale, fratello di Michele ed anch’egli detenuto; Tiziana Piccolo, moglie di Carmine, altro fratello di Michele pure detenuto e attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale; Patrizia Martino, moglie di un terzo fratello del boss, Antonio, anch’egli detenuto.
Le quattro donne devono rispondere di ricettazione aggravata ex art. 7 L. 203/91 perche’ destinatarie di risorse dell’organizzazione riservate al pagamento dello “stipendio” mensile agli affiliati.

La camorra sfida lo Stato e la Chiesa: bomba a due passi dal Duomo di Acerra prima dei funerali di don Riboldi

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I signori del pizzo per dimostrare la loro protervia scelgono un giorno storico per Acerra e la lotta camorra: quello dei funerali di don Antonio Riboldi. Stanotte intorno alle due una bomba  ad alto potenziale esplosivo ha devastato la ditta di onoranze funebri Pacilio che si trova nel centro storico di Acerra, a due passi dal Duomo proprio in cui si trovano le spoglie di don Riboldi e dove è stata allestita la  camera ardente in attesa dei funerali di oggi pomeriggio del vescovo anticlan.
Un segnale forte. Una sfida a chi come don Riboldi la lotta alla camorra l’aveva fatta in prima persona facendo nascere fin dagli inizi degli anni Ottanta i primi comitati anticamorra nella provincia di napoli e organizzando le marce. La ditta Pacilio non è la prima volta che subisce attentati. Anzi. E’ addirittura il nono in due anni. L’attentato sicuramente avrà ripercussioni anche a livello nazionale.

 

Omicidio del meccanico innocente, nuove dichiarazioni del pentito Cervone

Vincenzo Liguori, il meccanico incensurato di San Giorgio a Cremano è uno delle tante vittime innocenti della camorra ancora senza colpevoli ma le dichiarazioni del pentito Gaetano Cervone, cognato dei boss Aprea di Barra e zio acquisito di Francesco Troia, uno dei fratelli reggenti dell’omonimo clan di san Giorgio a Cremano potrebbero aprire nuovi scenari. Troia è uno dei 33 colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuliana Poliio che stamane ha smantellato il clan gestito dalla mamma Immacolata Iattarelli. Francesco Troia è sposato con Concetta Aprea (che figura tra i 33 finiti in carcere) figlia del famigerato boss di Barra, Ciro Aprea pont ‘e curtiello ma è il fratello di Vincenzo che il pentito del clan Giovanni Gallo aveva indicato come mandante dell’omicidio dell’innocente meccanico Vincenzo Liguori e del ferimento di Luigi Formicola, vero obiettivo dell’agguato.
In un verbale datato 11 maggio 2015 Gaetano Cervone e che è allegato tra le 1146 pagine dell’ordinanza cautelare contro il clan Troia, ha raccontato:”…allora con i fratelli Troia voi sapete che forse c’è una parentela no, perché la figlia di Aprea Ciro ha sposato a Troia Francesco, allora quando questo qua è stato arrestato per l’omicidio di Maittone, nui o’ chiamamm Maittone, e per l’omicidio di quel poveretto che è stato ucciso per errore, o’ pat ra giornalista… lui è venuto nella sezione con me, stavamo all’S3 alla VI Sezione si, S3, VI Sezione, lui era in cella con Papi uno di Napoli mi ricordo… Papi, o’ nipote di Jafulli jà, … incomprensibile… e dice che ata combinato, che è succieso no, lui dice Maittone era murì, perché Maittone che successe, Maittone sarebbemorto perché Salvatore Abate, o’ Cavallaro, avrebbe mandato una lettera minatoria diciamo, dal carcere tramite la famiglia, al padre di Vincenzo, diceva figliet’ che si è mis in capa, io lo faccio tagliare la capa, e’ faccio a pezzi, t ‘acciro a te, a figliet, li minacciò di brutto, mo ‘ questo Maittone era un fedelissimo degli Abate, io non so il nome e cognome preciso, Maittone malavitosamente lo chiamavamo Maittone… e lui l ‘avrebbe fatto ammazzare dai cognati mi sembra, dai cognati, se ne attribuiva la paternità, e lo stesso l’omicidio cli o’ meccanico e quell’altro, lui si è sempre attribuito lacosa, lui si è dichiarato un “paco” a San Giorgio a Cremano, ha fatto fuori i Cavallaro, oramai erano loro che gestivano tutti gli affari, c’era solo un impiego un discorso con Cefariello Vincenzo. Poichè Cefariello Vincenzo ha una grande, aveva, aveva una grande stima con me e io con lui, io gli parlavo sempre bene di Cefariello, gli dicevo Cefariello vedi che capa tene, non fare come hai fatto con Maittone, so gente vecchia, hanno dato tanto per la malavita, non si può ammazzare a uno accussì che  ha fatto tanta storia se non c’è motivo”.
Nel febbraio scorso la Corte di Cassazione ha assolto Vincenzo Troia, unico imputato come presunto mandante, nel processo per  l’omicidio dell’innocente meccanico di San Giorgio a Cremano, Vincenzo Liguori. Il ras di San Giorgio a Cremano è uscito quindi defintivamente di scena dopo che in primo grado era stato condannato al’ergastolo. Sentenza poi ribaltata in Appello e confermata dalla Cassazione nonostante ci fossero le dichiarazioni del pentito Giovanni Gallo, che all’epoca fece da basista per il tentato omicidio Formicola. Secondo i giudici di Appello “ciò che manca, rispetto alle accuse di Gallo, sono i riscontri estrinseci individualizzanti relativi al Troia”. In secondo grado furono anche scartate le intercettazioni che l’accusa aveva portato come supporto alla sua ricostruzione e all’ipotesi del movente: ovvero i colloqui in carcere tra esponenti della famiglia malavitosa degli Abate e di un dialogo che capta commenti sugli episodi di San Giorgio a Cremano.
In alcuni di quei colloqui si commentavano le voci che circolavano in città e relative alla possibile volontà di Troia, da poco uscito dal carcere dopo una condanna, di vendicarsi di Formicola perché era stato denunciato da un socio di questi nella gestione di un negozio che era accanto all’officina del povero Liguori  “Si tratta -scrissero nelle motivazioni i giudici di secondo grado – di notizie che appaiono frutto di un sapere deduttivo da conoscenza diffusa dei fatti, notizie de relato la cui fonte imprecisa resta ignota”.

(nella foto da sinistra la vittima innocente Vincenzo Liguori e il pentito Gaetano Cervone)

Papa Francesco: ”Don Riboldi è stato una fortezza evangelica”

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Una “fortezza evangelica”: cosi’ Papa Francesco ha definito monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra , morto tra sabato e domenica a Stresa, in una lettera indirizzata al vescovo della cittadina dell’hinterland partenopeo, monsignor Antonio Di Donna. Il Pontefice ha espresso, nella lettera, la propria vicinanza alla comunita’ diocesana, ai rosminiani ed alla Chiesa italiana, sottolineando che Don Riboldi e’ stato una “figura carismatica”, una “fortezza evangelica” sempre al fianco “agli smarriti e ai tribolati”. La missiva sara’ letta domani dal vescovo Antonio Di Donna durante i solenni funerali di Don Riboldi, che si svolgeranno nel duomo acerrano alle 15.

La nuova donna boss della camorra vesuviana: ecco chi è donna Imma, ‘la sindaca’ di San Giorgio

Se non c’erano gli uomini, entravano in azione le donne e come “manager del crimine” gestivano il clan. Due le figure al centro del gruppo Troia di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, due donne arrestate dai carabinieri con altre 35 persone. Immacolata Iattarelli, 55 anni, si faceva chiamare ‘la sindaca’ ed e’ moglie del boss Ciro Troia, detto Gelsomino madre di Francesco e Vincenzo Troia. E’ lei continuamente dedita alla riscossione delle somme dovute o dai commercianti estorti o dai gestori delle piazze di spaccio.
Le conversazioni in carcere con coniuge e figli intercettate dai Carabinieri, chiarissime nel contenuto e riportate nella misura cautelare di 1146 pagine firmata dal gip di Napoli, evidenziano come tutto ruoti intorno alla sua figura e che, come dichiarato dai collaboratori di giustizia, sia lei a dirigere l’organizzazione in assenza dei congiunti tutti detenuti, anche attraverso le decisioni trasmesse da questi ultimi nel corso dei colloqui in carcere. La donna gestisce personalmente la cassa del clan e provvede alla ripartizione dei proventi delle attivita’ illecite tra gli affiliati e al mantenimento delle famiglie dei detenuti, impartisce ordini agli affiliati, si occupa dei rapporti con le altre organizzazioni, in particolare con i Rinaldi, ai quali sono legati anche da vincoli di parentela.
In una delle conversazioni intercettate, e’ Immacolata Iattarelli in persona a contattare un imprenditore di San Giorgio a Cremano imponendogli di andare a Napoli a saldare il conto in un negozio di moda: “Mia figlia ha comprato una cinta da 370 euro e si deve ritirare”. Ma i problemi nella cosca sono tanti e a raccontarli e’ un’altra delle donne arrestate: Concetta Aprea, moglie di Francesco Troia e figlia del boss di Barra, Ciro, detto pont ‘ e curtiello. E’ lei che trasmette i messaggi del marito agli affiliati e che passa soldi sia al congiunto che agli altri sodali. Ma vive un rapporto conflittuale con la suocera: Pero’ quello che non sopporto e’ quando incomincia a far mancare le cose ai carcerati”, dice in una conversazione intercettata al carcere durante i colloqui a maggio del 2010. In un’altra conversazione fa invece riferimento esplicito alle somme percepite per un’estorsione: “l’ha minacciato”.In tempi più recenti la donna viene accusata dalla nuora, Aprea Concetta, di avere esautorato i figli nella direzione del clan assumendo autonomamente ogni determinazione, tra cui quella fortemente criticata dall ‘Aprea, di non mantenere gli affiliati in stato di detenzione.
“Iattarelli Immacolata – scrive il gip- è poi, la protagonista indiscussa di tutte le intercettazioni svolte che conversazioni la coinvolgono sia direttamente che indirettamente: le intercettazioni telefoniche e ambientali all’interno dell ‘autovettura Peugeot alla stessa in uso. Il modo della Iattarelli di distribuire le  mesate alle famiglie dei detenuti, trova conferma nei colloqui in carcere di Salvatore Siano, in particolare colloquio del 26 febbraio 2015,
allorquando questi chiede alla moglie se ha ricevuto la mesata dalla Iattarelli. Parimenti il ruolo apicale della donna emerge dai colloqui in carcere di Troia Vincenzo presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano, in particolare il colloquio del 29 maggio 2014. Quanto alle intercettazioni telefoniche sull’ utenza in uso all’indagata, la donna sollecita di continuo il pagamento sia da parte delle vittime di estorsione (si pensi alle telefonate con il titolare di un’impressa di pulizia, con un autotrasportatore tenuti entrambi al pagamento del pizzo, oppure alla vera e propria persecuzione del Di Domenico Cosimo, in ritardo con i pagamenti) sia dai capi delle varie piazze di spaccio operanti sul tenitorio di S. Giorgio per conto del clan Troia.
L’indagata riceve i pagamenti e si occupa di preparare le mesate per i vari affiliati, si reca ai colloqui con i figli Enzo e Francesco, ricevendone direttive da riferire all’esterno ad altri affiliati.
Il collaboratore di giustizia Troia Alfredo ha dettagliatamente descritto il ruolo della Iattarelli, definita la vera e propria reggente del clan dopo la detenzione dei figlio. “Da quando ho iniziato a far parte del clan Troia, io dovevo rappresentare mio zio per tutti gli affari del clan, poi riferivo il tutto alla Iattarelli che è la vera reggente del clan in assenza del marito detenuto. La Iattarelli poi porta le imbasciate nel carcere e riceve ordini dal marito. Poi la Iattarelli mi dà disposizioni a me.”

 Antonio Esposito

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Don Riboldi, omaggio dei fedeli nel Duomo di Acerra

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Centinaia di fedeli e cittadini ad Acerra, stanno rendendo onore alla salma di monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito della citta’, morto a 94 anni tra sabato e domenica nella casa dei rosminiani a Stresa, in Piemonte, giunta nel duomo nel pomeriggio. Molte le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto al vescovo che negli anni ’80 sfido’ la camorra, portando ad Ottaviano migliaia di studenti nella citta’ del boss della Nco, Raffaele Cutolo.
Nella cattedrale, dove domani si svolgeranno i solenni funerali del presule che sara’ tumulato nello stesso duomo, e’ stato sistemato anche il gonfalone del Comune. Per domani, intanto, il sindaco Raffaele Lettieri, che ieri e’ stato a Stresa, ha proclamato il lutto cittadino che prevede la chiusura dei negozi dalle 15 alle 18, e le bandiere a mezz’asta.

Nuovo finanziamento per progetto Laghi Flegrei a Pozzuoli

Il progetto per il risanamento ambientale e la valorizzazione dei laghi dei Campi Flegrei, in corso di attuazione da due anni, ha ricevuto un’ulteriore finanziamento di 9 milioni e mezzo per portare a termine le opere. A renderlo noto e’ il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, dopo la conferma arrivata dall’Autorita’ di Audit della Regione Campania, nel corso dei controlli del 6 e 7 dicembre scorso. “L’obiettivo e’ il miglioramento del patrimonio ambientale attraverso la realizzazione, il completamento e l’adeguamento dell’attuale sistema fognario a servizio dell’area flegrea, con il coinvolgimento delle diverse amministrazioni impegnate sul progetto” ha aggiunto Figliolia. I lavori sono giunti nella seconda fase, che scadranno per le spese il 31 dicembre 2023. “Le rigide regole europee richiedono procedure trasparenti e tracciabili. Tutti gli atti, sia di impegno che di liquidazione della spesa, sono effettuati con determinazioni dirigenziali pubbliche, accessibili e dalle quali e’ possibile comprendere e seguire la complessa gestione del Progetto – ha detto ancora il sindaco -. Esiste una fisiologica dilatazione dei tempi di realizzazione – ha concluso – in quanto il territorio flegreo e’ pieno di vincoli di ogni tipo e di infrastrutture sovracomunali”.

Napoli, petizione al Vomero: ‘Adesso Basta! Vogliano più sicurezza’

Gennaro capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, per far fronte ai dilaganti fenomeni delinquenziali che si stanno verificando al Vomero, ha lanciato in queste ore una petizione online dal titolo: ” Adesso basta! Vogliamo più sicurezza al Vomero alla pagina: https://www.change.org/p/prefetto-di-napoli-adesso-basta-vogliamo-maggiore-sicurezza-al-vomero , petizione, indirizzata al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Napoli, che in poche ore ha già ottenuto un centinaio di sottoscrizioni. ” L’episodio che si è verificato in via Merliani, con l’accoltellamento di un minorenne che ha riportato ferite che lo hanno costretto a ricorrere alle cure dei sanitari, rappresenta solo la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo da tempo – afferma Capodanno -. Sto ricevendo l’appello di numerose mamme preoccupate giustamente per i loro figli che il sabato sera escono di casa per fare una passeggiata o per andare a divertirsi, e che non possono vivere nell’angoscia di non vederli ritornare e di essere chiamate da un posto di pronto soccorso “. ” Non si possono costringere le persone perbene – aggiunge Capodanno – a chiudersi in casa per colpa di alcuni delinquenti che escono di casa, armati di coltello, con l’evidente preordinato scopo di ferire se non anche di uccidere giovani inermi, ripristinando un clima di terrore e di paura da vero e proprio Far West metropolitano “.
“Quanti preposti all’ordine pubblico, con particolare riferimento alla tutela della sicurezza dei cittadini – puntualizza Capodanno – non possono continuare a fare come gli struzzi mettendo la testa nella sabbia, di fronte ad episodi gravi come quello avvenuto sabato scorso, che comunque, almeno per il momento, è solo l’ultimo di una serie di aggressioni e di ferimenti avvenuti nel corso del tempo nel popoloso quartiere collinare, con particolare riguardo ai fine settimana e, segnatamente, al sabato sera, quando una fiumana di persone, compresi i malintenzionati, invadono strade e piazza del Vomero, alcuni di essi col solo scopo di incutere terrore e paura, lasciandosi dietro, in qualche caso, una scia di sangue “. ” Vogliamo una maggiore e più capillare presenza delle forze dell’ordine ventiquattro ore su ventiquattro, specialmente a presidio di lacune aree del quartiere, dove maggiori sono i rischi della presenza di queste gang armate – sottolinea Capodanno -. Vogliamo che tornino in strada i poliziotti e i carabinieri di prossimità che per un breve periodo avevano fatto, in passato, la loro comparsa. Vogliamo che venga ripristinato in sede permanente il camper mobile che fino a qualche anno fa era presente al Vomero, facendo la spola tra piazza Vanvitelli e l’isola pedonale di via Scarlatti”.
Capodanno esprime l’auspicio che, prima delle oramai prossime festività natalizie, quando si prevede, peraltro, una massiccia affluenza di persone al Vomero e, segnatamente, nelle strade dello shopping, già si possano avere risposte operative da parte delle autorità interessate, chiedendo, ancora una volta, una riunione immediata del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per varare provvedimenti idonei a stroncare i gravi fenomeni delinquenziali che si stanno verificando da un poco di tempo a questa parte al Vomero

Cammarano (M5S): “Regione condannata per l’incarico al difensore civico D’Ippolito”

E’ di ieri la sentenza del Consiglio di Stato che annulla la recente nomina dell’attuale Difensore Civico Regionale Francesco D’Ippolito ed obbliga la Regione Campania ad effettuare, entro sessanta giorni, l’analisi del curriculum di Giuseppe Fortunato, presentato nella precedente procedura selettiva, indetta nel 2012. “Se dovesse persistere l’inottemperanza, la Regione Campania dovrà pagare ben duecento euro al giorno a Giuseppe Fortunato. Inoltre, la Regione sarà anche condannata al pagamento della somma di ottomila euro nei confronti del ricorrente per le spese legali. Di conseguenza, anche la nostra pratica subirà un ulteriore pit stop in attesa che questa vicenda venga chiusa al più presto”. E’ quanto dichiarano il senatore M5S Andrea Cioffi, il deputato M5S Angelo Tofalo e il consigliere regionale M5S Michele Cammarano. “Dopo aver atteso per lunghi mesi la nuova nomina del Difensore Civico Regionale, affinché venisse finalmente dato seguito alla nostra istanza (protocollo 4/2017) con cui chiedevamo un intervento presso il Comune di Salerno per la realizzazione dei regolamenti per gli istituti di partecipazione, ci ritroviamo ancora oggi a subire ulteriori ritardi nel disbrigo della pratica per la sentenza del Consiglio di Stato che annulla la recente nomina dell’attuale Difensore Civico Regionale. La nostra richiesta – raccontano gli esponenti M5S – era stata avviata, dopo l’ultima nomina, in modo abbastanza veloce. Il 25 settembre scorso, il Difensore Civico Regionale aveva comunicato a mezzo PEC l’accettazione della nostra segnalazione sottoponendola al Sindaco di Salerno e chiedendo chiarimenti entro 30 giorni. Non avendo ricevuto alcuna notizia pur essendo passato il periodo prescritto nella missiva, abbiamo sollecitato telefonicamente l’ufficio regionale ricevendo l’amara notizia relativa all’annullamento di nomina da parte del Consiglio di Stato. In effetti si tratta di una sentenza che arriva con notevole ritardo. Infatti il ricorrente, l’avvocato Giuseppe Fortunato, si era già opposto alla nomina del precedente Difensore Civico Bianco, ottenendone la rimozione e una valutazione del proprio curriculum oggetto della precedente selezione. La Regione ha ignorato questa prescrizione ed ha indetto una ulteriore selezione che si è perfezionata con la nomina dell’avvocato D’Ippolito che ha esercitato dallo scorso luglio la funzione di garante dei cittadini almeno fino alla giornata di ieri. Pertanto la sentenza annulla la nomina di D’Ippolito ed obbliga la Regione Campania ad adeguarsi alle disposizioni emesse dal Consiglio di Stato”.

Terremoto: dal governo altri 16 milioni di euro per i comuni dell’isola d’Ischia

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato un ulteriore stanziamento di circa 16 milioni di euro in favore dei Comuni dell’Isola d’Ischia colpiti dall’evento sismico dello scorso 21 agosto. Le risorse andranno ad aggiungersi a quelle gia’ stanziate per far fronte alle esigenze piu’ immediate in occasione della dichiarazione dello stato di emergenza. L’integrazione si e’ resa necessaria alla luce del Piano degli interventi urgenti predisposto dal Commissario di Governo.

Bagnoli: De Vincenti convoca cabina regia per il 21 dicembre

Il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, ha convocato per giovedi’ 21 dicembre la cabina di regia per l’area d Bagnoli-Coroglio. La riunione si svolgera’ a Napoli, in Prefettua, alle ore 11. All’ordine del giorno, le caratterizzazioni e lo sviluppo del piano di bonifica del sito ex Italsider. Le operazioni di bonifica del sito di Bagnoli-Coroglio, fa sapere una nota di Invitalia, dovranno effettuarsi su tutta l’area e, quindi, anche sulla parte che e’ stata gia’ oggetto dei precedenti interventi. questi i risultati delle attivita’ di caratterizzazione, effettuate da Invitalia nei mesi scorsi e validate da parte degli enti di controllo (ISPRA, ARPAC e ARPAV), pubblicati sul sito www.invitalia.it. Sono state intanto avviate le attivita’ di analisi di rischio specifiche del sito che, in considerazione del livello attuale delle sostanze inquinanti presenti e del futuro utilizzo dei suoli, consentiranno di definire le piu’ idonee modalita’ per effettuare le previste bonifiche, nonche’ per aggiornare le stime del loro costo. Proseguono inoltre i test sperimentali in campo di “biofitoremediation”, con utilizzo di piante, funghi e batteri idonei a degradare la contaminazione rilevata. Si sono completati, nei giorni scorsi, anche i prelievi per la caratterizzazione dei sedimenti marini della baia, sui quali verranno effettuate le analisi di caratterizzazione chimico -fisiche ed ecotossicologiche e definite le volumetrie dei sedimenti da dragare. Di conseguenza, e’ definitivamente confermata la pubblicazione, da parte di Invitalia, della gara per l’affidamento del progetto di bonifica delle aree a terra, comprensivo dell’area di colmata e degli arenili entro il prossimo 22 dicembre. Nella imminente conferenza di servizi, convocata dal Commissario di Governo, per il prossimo 18 dicembre, Invitalia presentera’, infine, lo studio di fattibilita’ degli interventi di completamento di bonifica nell’area ex Eternit.

Scoppia un nuovo caso Donnarumma, Raiola accusa il Milan di ‘violenza morale’

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Non c’è pace in casa Milan. A due giorni dalla vittoria contro il Bologna che sembrava aver riportato parzialmente il sereno, una nuova nube minacciosa fa capolino sotto il cielo di Milanello. Una nuvola alta 1 e 96 che arriva da Castellammare di Stabia. Tra Gigio Donnarumma e il club rossonero ci sarebbero infatti nuove frizioni legate a presunte pressioni ricevute dal portiere prima di firmare quest’estate il prolungamento di contratto fino al 2021 per un ingaggio da oltre 5 milioni e mezzo di euro all’anno, bonus esclusi. Il clima tra le parti sarebbe particolarmente teso al punto che, secondo quanto riportato da ‘Il Corriere della Sera’, Mino Raiola tramite il suo consulente legale avrebbe inviato una comunicazione alla società in cui si invoca l’annullamento del contratto con la motivazione di una presunta violenza morale che il portiere avrebbe subito.
E’ difficile valutare oggi se il tormentone di quest’estate in merito al rinnovo del baby portiere possa avere una coda imprevista dalle parti di Via Aldo Rossi nei prossimi mesi, ma non è certo un mistero che sono diversi i top club europei pronti a bussare alla porta del Milan in caso di addio. Su tutti il Real Madrid e il Paris Saint-Germain, disposti a fare ponti d’oro a Mino Raiola per assicurarsi un giocatore che potrebbe risolvere i problemi tra i pali di qualsiasi squadra potenzialmente per oltre quindici anni. Se però al momento il potente procuratore tace trincerandosi dietro un ‘no comment’, in rappresentanza del Milan è intervenuto, alla vigilia dell’ottavo di finale di Coppa Italia contro l’Hellas Verona, il tecnico Rino Gattuso. “Non c’è nessun problema. Vedo un ragazzo tranquillo.
Non dirò se giocherà o meno, non ho ancora deciso”, ha raccontato allenatore del Palermo ai microfoni del canale tematico rossonero. In ogni caso è previsto un incontro tra il portiere e i vertici della società lombarda per chiarire i contorni di questa vicenda. “Ci sono i diretti interessati, il dottor Fassone e Mirabelli, che parleranno se ci sono problemi – ha poi aggiunto Gattuso – Io non tocco certe problematiche con Gigi, anche se parlo con lui tutti i giorni. Da parte sua non ho mai sentito dire che saranno le ultime partite, anzi è uno che dopo Benevento era molto triste e gli brucia”. Caso rientrato o nuova telenovela in arrivo?

Garante per l’infanzia: in Campania 616 casi bullismo in 221 scuole

Nell’anno scolastico 2016-2017, nelle scuole della Campania sono stati accertati 616 casi di bullismo su un campione di 221 istituti scolastici. Il dato emerge dalla ricerca “L’incidenza del bullismo nelle scuole della Campania” presentata dal garante regionale per l’infanzia e per l’adolescenza, Cesare Romano. Il campione è relativo al 22% delle scuole, di ogni ordine e grado, presenti in Campania, con il coinvolgimento di circa 22mila ragazzi. Il numero maggiore di violenze conclamate è nelle province di Napoli e di Caserta, con il picco di 90 casi di bullismo in una sola scuola del Casertano. “Sono numeri impressionanti che ci devono far riflettere sulla portata del fenomeno e mettere in campo strategie efficienti ed efficaci di contrasto perché, se si dovesse fare una proiezione sul 100% delle scuole, i casi sarebbero circa 3mila.
Evidentemente – ha dichiarato il garante – le misure, fin qui adottate, non sono adeguate e mirate ad una drastica riduzione del bullismo nelle nostre scuole”. “La famiglia è sicuramente l’artefice principale del cambiamento educativo e sociale dei nostri figli. Pertanto – ha proseguito – dobbiamo pensare e supportare strategie che vedono protagonisti i genitori, poi la scuola e le istituzioni preposte. Non saranno sufficienti le leggi e i regolamenti a ridurre drasticamente il fenomeno se non si opererà sul cambiamento, culturale, educativo, morale ed etico, dell’individuo”, ha concluso.

Il Napoli al sedicesimo posto del ranking Uefa

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Sono la Juventus e il Napoli i primi club italiani nel ranking Uefa, la classifica che si basa sui risultati ottenuti dai club nelle attuali stagioni di Champions League ed Europa League, oltre a quelli delle quattro stagioni precedenti. I bianconeri sono posizionati in quinta posizione con 120 punti, mentre gli azzurri al sedicesimo con un totale di 76 punti. Alle spalle ci sono Roma (25esima, 56 punti), Fiorentina (27esima, 54 punti), Lazio (43esima, 33 punti), Milan (59esima, 24 punti), Inter (82esima, 16 punti), Atalanta (92esima, 10 punti) e Torino (95esima, 13 punti).

Napoli, estratti vivi i due operai caduti in una voragine in via Villari al rione Sanità

 

Sono stati estratti i due operai che erano precipitati nella voragine creatasi in un’abitazione di via Villari, nel centro storico di Napoli. Secondo quanto confermato dalla centrale operativa, i due uomini sono in buone condizioni; sono stati condotti in ospedale per accertamenti.
Stavano effettuando dei lavori di manutenzione nel piano interrato di una casa quando si e’ aperta una voragine, di circa 6-7 metri, e due operai sono precipitati dentro.La voragine si e’ creata sotto uno sgabuzzino. Sul posto anche la Polizia municipale di Napoli.