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I Nas multano il ristorante di Cannavacciulo a Torino, lo chef: ‘Viene voglio di andare altrove’

Si sono conclusi con due denunce e una multa di 1.500 euro i controlli di Asl e carabinieri del Nas nel Bistrot Torino dello chef Antonino Cannavacciuolo. Sui menù mancava l’indicazione degli alimenti congelati, che i militari dell’Arma hanno trovato all’interno di un congelatore. Ad essere denunciati sono stati il direttore del locale, aperto da pochi mesi, Giuseppe Savoia, e la moglie del famoso giudice di Masterchef, Cinzia Primatesta, responsabile della società Ca. Pi. a cui è legata la catena di ristoranti del marito.
Secondo il quotidiano La Stampa la colpa la colpa sarebbe di prodotti presentati come freschi e che invece erano congelati. La star di Masterchef però non ci sta, e reclama: “Ma quale frode? Questo per me significa prendere in giro i clienti -spiega lo chef- né io, né mia moglie, né il nostro staff lo ha fatto, lo fa o lo farà mai. Va bene che ci siano delle regole, ma applicarle in questo modo è assurdo”. E poi conclude amareggiato: “Storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte. Le regole devono esserci ma questa è una applicazione troppo rigida. Prodotti come il pesce devono essere abbattuti per legge procedimento che era correttamente indicato, ma soltanto al fondo della carta. Ma non l’abbiamo certo fatto in malafede d’ora in avanti un asterisco lo indicherà accanto ad ogni piatto. Fine della storia”.
Sempre secondo La Stampa, l’Asl e i militari dell’Arma negli ultimi tempi avrebbero effettuato controlli a tappeto nei ristoranti più gettonati di Torino. “Gli ispettori – si legge – avrebbero rilevato irregolarità perché pesce, pasta, dolci e ortaggi congelati venivano presentati come freschi sul menù”.

Nocera, va al bar e picchia l’uomo che avrebbe molestato la sua fidanzatina

Pugni, schiaffi e spintoni mentre era seduto al bar ai danni di un sessantenne sotto processo per presunti abusi sessuali verso due ragazze minorenni. L’aggressore è il fidanzatino di una delle due e l’episodio di pestaggio risale a diverse settimane fa quando in serata, all’esterno di un bar di Nocera Inferiore sempre molto frequentato, il fidanzatino di una delle due presunte vittime ha voluto reagire.
L’uomo è stato medicato in ospedale, con una prognosi di diversi giorni e subito dopo ha provveduto a sporgere querela. L’uomo è un professionista in pensione e avrebbe abusato della figliastra per più volte ma è anche accusato di aver dato un bacio a un’amica della ragazza.

La parrucchiera aveva le creme alla cannabis: sequestrati dalla Finanza 1700 prodotti

Millesettecento prodotti di bellezza sono stati sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza di Avellino nell’ambito di controlli mirati a tutelare la sicurezza dei consumatori. Nella giornata di ieri i finanzieri della compagnia della Guardia di Finanza di Avellino, a seguito di un’attività incardinata nell’ambito del capillare controllo economico del territorio, hanno individuato, presso un salone di parrucchiera, sito nel centro storico di Avellino, la presenza di moltissimi articoli per la cura della persona, privi delle necessarie indicazioni ed etichettature obbligatorie.
Nello specifico, si trattava di prodotti ad uso cosmetico e curativo, come creme e balsami, anche specifici per bambini, a base di cannabis, importati dalla repubblica ceca e privi dei requisiti essenziali previsti dalla legge a tutela della salute pubblica; i prodotti, inoltre, sono risultati tutti scaduti.
La merce rinvenuta all’interno del negozio, infatti, risultava sprovvista di alcuni elementi contenuti negli articoli 19 e 20 del regolamento (CE) 1223/2009, norma che delinea le informazioni obbligatorie da apporre sulle etichette dei prodotti cosmetici venduti negli stati dell’Unione Europea, tra cui l’obbligo di indicazioni in lingua italiana sia attinenti alla composizione che relative alle modalità d’uso.
La mancanza di tali indicazioni rende il prodotto potenzialmente nocivo per chi lo utilizza, in quanto non e’ assicurato il rispetto dei requisiti di produzione, l’utilizzo di elementi chimici non tossici per la salute o di eventuali allergeni.

Bomba a San Giovanni: i morti sono legati al clan Reale. I NOMI

Ora che si conoscono i nomi il quadro sembra essere più chiaro per gli investigatori. Il morto e la donna ferita nello scoppio di stanotte in via Ferrante Imparato a San Giovanni a Teduccio sono gli stessi bombaroli colpiti dalla deflagrazione della bomba prima che si allontanassero. Si tratta di Antonio Perna, 32 anni, di Ponticelli che risulta avere precedenti penali per rapina e Monica Veneruso, 43 anni precedenti per spaccio ma soprattutto vedova di un cognato del boss Reale del rione Pazzigno.
Ora gli investigatori stanno cercando di capire a chi era rivolta quella intimidazione finita in tragedia. Chi abita nella zona o nel palazzo il cui cancello è stato divelto dalla deflagrazione della bomba che invece ha ucciso il bombarolo. Il fatto è accaduto stanotte poco dopo le 3,30 edè stato segnalato con una telefonata. All’arrivo sul luogo, in via Ferrante Imparato nella zona di Napoli est, i militari hanno trovato due feriti, un uomo e una donna, due automobili parcheggiate e danneggiate dall’esplosione che ha provato danni anche a una cancellata di accesso ad un agglomerato di case popolari. L’uomo, Antonio Perna, 32 anni, è stato portato all’ospedale Loreto Mare dove è deceduto poco dopo il ricovero. La donna, Monica Veneruso, 43 anni, è stata portata all’ospedale Cardarelli.

Napoli, segato e portato via in meno di 24 ore l’albero dalla Galleria Umberto

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Segato e portato via, a sole 24 ore dalla sua installazione. Questo il destino dell’albero di Natale allestito ieri al centro della Galleria Umberto I di Napoli, iniziativa voluta dal consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e dai titolari del Gran Caffè Gambrinus della vicina piazza Trieste e Trento, Massimiliano Rosati e i fratelli Arturo e Antonio Sergio. La volontà era quella di sopperire all’assenza, quest’anno, dell’albero di Natale tradizionalmente installato dal commerciante della Galleria Antonio Barbaro e più volte oggetto di atti vandalici da parte delle baby gang.
Ieri l’allestimento, “con un po’ di ritardo”, ma già questa mattina Borrelli ha pubblicato sui social network le foto di ciò che resta dell’albero, abbattuto e portato via quasi totalmente. Nella tarda serata di ieri lo stesso Borrelli aveva pubblicato un video nel quale si vedeva un gruppo di ragazzini impegnati in una vera e propria partita di calcio all’interno della Galleria deserta. Borrelli non ha dubbi: “L’albero dei desideri in Galleria Umberto I è stato abbattuto stanotte dalle baby gang. Non dobbiamo arrenderci”.

Arrestato per estorsione l’ex marito della figlia del boss Bidognetti

È stato arrestato dalla guardia di finanza di Formia su indicazione della procura Antimafia di Napoli: Giovanni Lubello, l’ex marito di Katia Bidognetti, la figlia del boss del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti detto Cicciotto e’mezzanotte. È accusato di estorsione, in concorso con la ex moglie, anche lei dietro le sbarre dal febbraio scorso.  Secondo le indagini Katia Bidognetti avrebbe costretto i gestori dell’azienda “Mama Casa” di Cellole  ad acquistare, per quindicimila euro, una partita di vini venduta da Giovanni Lubello, l’ex marito della Bidognetti, già condannato a cinque anni di reclusione nel processo “Il Principe e la ballerina”.

Natale da libero per l’attore Diele che investì e uccise una donna a Salerno

Domenico Diele, accusato di omicidio stradale aggravato per la morte della quarantottenne salernitana Ilaria Dilillo, trascorrerà la vigilia di Natale a piede libero. Il gup del Tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo, ha respinto la richiesta del pm Elena Cosentino dell’obbligo di dimora e di presentazione alla Pg ritenendo le misure “inadeguate a far fronte all’eventuale rischio che l’imputato possa mettersi nuovamente alla guida di un’auto”. A Diele, poi, la patente è stata ritirata nel momento in cui investì – nella notte tra il 23 e 24 giugno scorso – la Dilillo che era in sella ad uno scooter lungo la corsia nord dell’autostrada del Mediterraneo (nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano).
Dal giorno della tragedia i familiari di Ilaria Dilillo si sono chiusi nel loro dolore non volendo rilasciare alcuna dichiarazione. E anche in questa occasione hanno preferito tacere rappresentando solo, all’avvocato Michele Tedesco che per loro conto si è costituito parte civile nel procedimento contro Domenico Diele, una grande delusione ed incredulità.
E senza parole, come riporta l’edizione salernitana de Il Mattino, è rimasta anche Paola Galano, amica di Ilaria: “Non è possibile, non ho parole. Secondo me, chi ha ucciso Ilaria avrebbe dovuto scontare i sei mesi in carcere. E non a casa comodamente”. A partire, quindi, dal giorno della vigilia di Natale (al termine della custodia cautelare), l’attore sarà libero dopo aver trascorso gli ultimi sei mesi agli arresti domiciliari. Il prossimo appuntamento in tribunale sarà il prossimo 5 febbraio per l’udienza preliminare: in quella sede l’avvocato professore Giuseppe Montanara e il coodifensore, avvocato Ivan Nigro, avranno la possibilità di chiedere l’abbreviato o procedere con il giudizio ordinario.
Intanto nell’udienza di mercoledì il gup ha disposto la costituzione di parte civile dei familiari della vittima ed ha ammesso la chiamata in giudizio – quale responsabile civile – della compagnia assicurativa Generali, così come richiesto dai difensori di Diele: proprio in base a tale richiesta è stato necessario l’aggiornamento dell’udienza per integrare il contraddittorio.

Chiusi per Natale e Capodanno gli scavi di Ercolano e Pompei

Gli scavi archeologici di Ercolano, quelli di Pompei, di Oplontis, Stabiae e il Museo di Boscoreale resteranno aperti al pubblico domenica 24 dicembre e il 26, giorno di Santo Stefano, dalle 8.30 alle 17.00 con ultimo ingresso alle 15.30. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre e il 1 gennaio.
Aperto anche a Natale e Capodanno, tranne per eventi meteorologici avversi, dalle 9.00 alle 15.00 l’accesso al Gran Cono del Vesuvio, meta di visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo. Per le visite al cratere non è richiesta alcuna prenotazione. Chiusura il 24 e 25, 31 dicembre e 1 gennaio per Villa Campolieto, sede della Fondazione Ente Ville Vesuviane dove si sta svolgendo la XVII edizione di Natale in Villa 2017. Qui il 26 dicembre alle 18.30 andrà il scena la visita spettacolo “A corte dai Borbone” dell’associazione Karma Arte Cultura Teatro. Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa dove per l’intero arco delle festività sono in programma spettacoli, laboratori e concerti, resterà chiuso il giorno di Natale e il 1 gennaio.

Caserta: proseguono gli appuntamenti di Happy Theatre – Il Natale a Caserta

“Happy Theatre – Il Natale a Caserta” prosegue con gli appuntamenti che inizieranno dall’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano. Alle 10.00 infatti la “Compagnia della Città e Fabbrica Wojtyla” porterà all’attenzione dei pazienti e dei medici del nosocomio casertano l’opera “Prova d’attore”. Sarà sicuramente un momento di svago per coloro che magari stanno vivendo momenti di difficoltà in questo periodo natalizio.
Alle 17.00 sempre teatro e sempre la stessa compagnia ma questa volta gli artisti si esibiranno con ‘Dolci parole’ in via Roma, nel Centro Anziani.
Allo stesso orario ci sarà anche il racconto del “Centro le ali” nella biblioteca delle esperienze comunitarie per il Natale. Presso la sala espositiva della biblioteca comunale di Caserta ci sarà “Ci raccontiamo: condivisione di esperienze comunitarie”. L’incontro è organizzato dal “Centro le Ali”, l’associazione di volontariato e solidarietà, e si svolgerà dalla 17.00 alle 19.00.
Dalle 18.00 al Duomo di Casertavecchia sarà invece protagonista la violinista Francesca Bonaita con un concerto che promette spettacolo: basti dire che l’artista milanese è nata nel 1997 ed ha quindi appena 20 anni. Dopo essersi diplomata a soli 17 anni con il massimo dei voti al Conservatorio Verdi ha vinto il Premio Pina Carmirelli quale miglior violinista dell’anno accademico. La sua musica appassionerà e sicuramente la location del Duomo farà il resto. A conclusione di serata il “Gospel attorno l’albero” in piazza Dante a Caserta: l’associazione Celebration Italia ormai ponte tra gli Stati Uniti e il nostro paese, porta a Caserta artisti d’eccezione per cantare il Vangelo, cosiddetto Gospel, in questi giorni di festa, in una delle piazze più amate dai casertani.  Dalle 19 un coro Gospel con musicisti e cantanti americani ed italiani intratterrà i presenti con canti ed inni di gioia. L’evento si svolgerà all’aperto, intorno al magico e ormai famoso albero di Natale che troneggia al centro della piazza.

Napoli, bomba esplode in via Ferrante Imparato: un morto e una donna ferita

La camorra bombarola e spietata torna a far parlare di se. Un uomo è morto questa notte a seguito dell’esplosione di una bomba in  via Ferrante Imparato a San Giovanni a Teduccio. E’ accaduto poco dopo le 3,30. Gli abitanti della zona hanno udito una forte deflagrazione. Sul posto sono accorsi polizia e vigili del fuoco che si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante. Un uomo a terra con numerose ferite e il corpo dilaniato dalla bomba ma ancora in vita e poco lontano una donna in stato di choc. L’uomo, di cui non è ancora resa nota l’identità è un 32 enne di san Giovanni a Teduccio, è morto durante il disperato tentativo dei medici del Loreto Mare,  di salvargli la vita amputandogli le gambe. Ma aveva gli organi interni spappolati dallo scoppio. La donna invece è una 43enne di Ponticelli, è stata trasportata al Cardarelli. Indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli e della compagnia Poggioreale.

Convenzione firmata tra il Teatro di San Carlo e il Teatro Trianon per i Licei musicali

Firmata la convenzione tra la città metropolitana di Napoli, la Fondazione Teatro di San Carlo, il Teatro Trianon Viviani – per il quale era presidente Giovanni Pinto -, la Fondazione C.I.V.E.S. che gestisce il MAV di Ercolano con il direttore Ciro Cacciola e i dirigenti scolastici degli undici Licei musicali e coreutici presenti sul territorio della Città di Napoli. L’intesa – promossa e coordinata dal Consigliere metropolitano delegato alla valorizzazione dei Teatri e del Parco del Vesuvio, Michele Maddaloni – è la prima in Italia nel settore e contempla il coinvolgimento degli allievi di questi Istituti in progetti di alternanza scuola-lavoro che porteranno alla realizzazione di un musical al Teatro San Carlo e alla partecipazione di quelli più meritevoli alla “Orchestra Academy” del Massimo napoletano, oltre che alla realizzazione di diversi spettacoli al Trianon. L’iniziativa si concluderà con la Giornata della Musica della Città Metropolitana il prossimo 21 giugno.
Anziani e disabili gratis a teatro, secondo l’accordo siglato, che prevede 2.500 ingressi gratuiti messi a disposizione dal San Carlo e il Trianon per i cittadini del territorio metropolitano rientranti nelle fasce deboli della popolazione residente per gli spettacoli della stagione 2017/2018, allo scopo di consentire anche a tali categorie di godere della musica e dell’arte teatrale.
Formazione sul campo degli studenti Obiettivo della Convenzione è quello di far uscire gli studenti dalle aule e dalla teoria per farli entrare in contatto diretto con quanto c’è sopra, dietro e davanti al palcoscenico attraverso esperienze professionalizzanti in cui poter esprimere e migliorare le proprie capacità nel campo della musica e della danza.
Per quanto riguarda il San Carlo, la convenzione prevede che venga siglata un’ulteriore intesa con ciascun Liceo affinché il Teatro diventi “partner educativo” per lo sviluppo in sinergia di esperienze di formazione completa in maniera coerente alle attitudini e alle passioni di ogni ragazza e ragazzo, anche attraverso la partecipazione alla realizzazione del musical “My Fair Lady” diretto dal Maestro Carlo Morelli, che andrà in scena proprio nel Massimo napoletano. Il San Carlo si impegna, inoltre, a far assistere tutti gli studenti dei Licei Musicali ad uno spettacolo della stagione di opere e concerti in corso. Il Trianon, invece, per un arco temporale di circa 25-30 giorni, da metà maggio alla prima decade di giugno, sarà interamente dedicato ai ragazzi: ogni Liceo avrà per 2-3 giorni a disposizione la struttura di piazza Calenda a Forcella per le prove e per la messa in scena di uno spettacolo. Per tutto il periodo della manifestazione, denominata “Il Teatro dei ragazzi”, le maestranze e i tutor faranno formazione di base sul teatro in generale, in modo che i giovani vivano e respirino il teatro da dentro. L’accesso alla “Orchestra Academy” del San Carlo. L’accordo prevede, ancora, che il Teatro San Carlo crei un percorso personalizzato per gli studenti dei licei musicali con l’attivazione di laboratori formativi e specialistici, effettuando successivamente una selezione finalizzata all’accertamento dell’idoneità artistica per partecipare ad un “Corso di Tecnica Orchestrale” allo scopo di individuare studenti idonei a partecipare alla sua “Orchestra Academy”.

Pompei: mariana e razzista, e il sindaco Amitrano attacca: ‘Mi vergogno di questi miei concittadini’

Il primo cittadino di Pompei, Pietro Amitrano, è tra i d265 sindaci campani che, lunedì scorso, ha firmato il protocollo Minniti per l’arrivo di qualche profugo richiedente asilo da inserire e integrare nella città famosa in tutto il mondo per il suo patrimonio archeologico. E’ bastato questo per far scoppiare un vespaio di polemiche. La decisione è stata accolta molto male dai pompeiani che non hanno perso tempo per dar sfogo a commenti razzisti su Facebook: “Vergogna, pensate prima agli italiani” – si legge.  E ancora: “non vogliamo qui i profughi”. Ma Amitrano risponde e lo fa in una lettera indirizzata ai Consiglieri comunali che ha letto in una silente aula consiliare: “Mi vergogno, certo, ma per quello che in queste ore i nostri concittadini stanno scrivendo sui social”. Non usa mezzi termini il sindaco della città mariana e prosegue: “Io non sono e non sarò mai il sindaco di questi razzisti, che pur di alzare il livello di tensione scelgono le stesse parole di Salvini, della Lega Nord, rinnegando le loro origini e la loro storia. Io prendo le distanze da questa gente intollerante e senza cuore, incattivita e ingiusta, e non permetterò che Pompei dimentichi le sue prerogative. Il suo punto di partenza. Io sono il sindaco della Città dell’accoglienza e non farò un solo passo indietro in questo senso. Il razzismo non entrerà nella città di Bartolo Longo fino a che a guidare questa città ci sarò io”.
Ricorda, inoltre, o chiarisce – per quanti non hanno inteso o non hanno voluto intendere -, che nel protocollo “si dice a chiare lettere che le direzioni del Parco Archeologico di Pompei e della Reggia di Caserta intendono avviare progetti sperimentali” rivolti ai cittadini stranieri richiedenti asilo “che, in base ad un’adesione volontaria e gratuita, potranno svolgere attività di utilità sociale”.
E tra i duecentosessantacinque comuni che hanno aderito alla proposta del ministro Minniti e del sindaco della Città Metropolitana Luigi de Magistris “c’era una sola città che più di ogni altra aveva il dovere morale, etico, religioso, e politico di firmare quel documento. E quella città è Pompei. La Città di Bartolo Longo”.
“Centocinquanta anni fa – scrive il sindaco – un signore, cui il Papa ha riconosciuto il titolo di Beato e sul quale è in corso un processo di canonizzazione che lo porterà a diventare santo, portò a Pompei centinaia di ragazzi appartenenti a famiglie disagiate. Con genitori in carcere per reati gravissimi. Siamo stati la prima città ad ospitare i figli dei carcerati. A dargli un’istruzione, e poi un lavoro. Senza stare troppo a pensare che magari quell’istruzione e quel lavoro avrebbe tolto possibilità ai nostri figli. Da quel momento, dopo la grande opera di Bartolo Longo, Pompei è stata e sarà sempre la città dell’accoglienza per eccellenza”.
La solidarietà non ha colori politici, né religioni né status sociali, commenta Amitrano. “Possiamo essere qualsiasi cosa. Uomini di sinistra o di destra. Laici o cattolici, ma in questa città c’è un presupposto inderogabile, imprescindibile, indiscutibile. Noi siamo quello che la storia ha deciso che dovessimo essere: uomini e donne capaci di accogliere chi soffre come fratelli. Alla nostra stessa tavola, senza distinzioni e senza paletti. Ho firmato per questo motivo. E per questo motivo non ho ritenuto nemmeno che questa cosa andasse discussa. Se l’avessimo fatto avremmo tradito prima ancora di cominciare la nostra identità e il nostro orgoglio di essere uomini di fede e di carità, di accoglienza e di tolleranza”.

Condannata a 3 anni 8 mesi di carcere la mamma che faceva prostituire la figlia dodicenne

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Condannata a tre anni ed otto mesi la mamma 32enne di Pontecagnano accusata di aver indotto alla prostituzione la figlia 12enne. La sentenza è stata emessa al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Salerno, Renata Sessa, che ha inflitto alla donna anche la pena accessoria della decadenza della potestà genitoriale. Induzione alla prostituzione ed estorsione nei confronti di un cliente (un ex sacerdote al quale la donna faceva credere che la sua gravidanza fosse frutto di un loro incontro occasionale) le accuse mentre è stata assolta dall’ipotesi di sfruttamento della prostituzione minorile così come richiesto dal pm Elena Guarino (anche se il magistrato aveva chiesto una condanna a 6 anni).
Secondo la ricostruzione della Procura, la donna avrebbe promesso la figlia ad un 83enne (già rinviato a giudizio) e ad alcuni suoi clienti per pochi spiccioli: dai 5 ai 15 euro. In qualche caso 20 euro.
Era stata la stessa minore, che ora si trova in una casa famiglia insieme alla sorellina di appena un anno, a spiegare nel corso di un’audizione protetta che la mamma  le faceva fare “quelle cose brutte” senza precisare, però, cosa. Ne avrebbe mai detto di aver avuto rapporti sessuali con l’anziano e i suoi amici.

 

Insigne: ‘Penso che sia proprio l’anno buono per vincere lo scudetto’

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“L’anno buono per vincere lo scudetto? Penso proprio di si'”. Lorenzo Insigne ci crede e con lui tutto il Napoli. Dopo 17 giornate i partenopei sono in testa anche se “pure due anni fa girammo primi, ma poi lo scudetto lo vinse la Juve. Quest’anno sara’ dura per tutti, Inter e Roma sono al nostro livello, ci divertiremo”. Di sicuro, confessa alla “Gazzetta dello Sport”, il Napoli ha maggiore consapevolezza dei propri mezzi. “Gli altri anni andavamo in campo pensando che quella partita l’avremmo pure potuta pareggiare o perdere”, sottolinea ancora Insigne, che non pensa a un futuro lontano dalla sua città.
“Ho sempre pensato di diventare un calciatore e di giocare al San Paolo con il Napoli. Sono fiero di questo perche’ ho fatto tanti sacrifici insieme alla mia famiglia e questo e’ un motivo d’orgoglio per me e i miei genitori. Giocare a Napoli da napoletano non e’ facile. Ci sto riuscendo e spero di farlo ancora per molto, che poi si parli di me anche lontano da Napoli ne sono orgoglioso, vuol dire che sto lasciando qualcosa di buono a chi mi sta intorno. Ma per ora sto bene qui e spero di rimanerci piu’ a lungo possibile. Il presidente, poi, sappiamo com’e’, magari domani si sveglia e vuole vendermi – ride – A parte tutto, io vivo il momento. Poi, la vita del calciatore si sa com’e’, e’ corta. In genere si decide sempre in due, comunque”. Resta il rammarico della Champions (“abbiamo compromesso tutto nella prima partita con lo Shakhtar, perche’ l’abbiamo sottovalutato, lo ammetto.
Ora abbiamo un’altra competizione, proveremo a vincerla: e’ un trofeo importante”) ma soprattutto della Nazionale anche se nei confronti di Ventura non serba alcun rancore. “Se mi invitasse a cena? E perche’ no? Ci andrei, certo. Le 2 gare con la Svezia le hanno giocate grandi giocatori, tutti abbiamo accettato le sue scelte, ci siamo fidati. Dispiace di piu’ che l’Italia non sia andata al Mondiale. Col mister dopo ci siamo salutati: lui che sceglieva e io ho sempre obbedito. Spero che ci siano momenti migliori anche per me e che scelgano bene il ct in modo che l’Italia si rialzi piu’ forte di prima. Potrei giocare il Mondiale 2022 a 31 anni, puo’ essere l’eta’ giusta per vincerlo. Ma ora ripartiamo da zero, con un uomo che possa far bene alla Nazionale, con l’Europeo in mezzo, cercando di vincerlo”.
Insigne rivela poi cosa si e’ detto con Higuain in occasione dell’ultima sfida fra Napoli e Juve decisa dal Pipita: “ha fatto gol a Torino e non ha esultato, cosi’ come a Napoli. Invece, quest’anno l’ha fatto. Avrebbe dovuto avere un minimo di rispetto per noi ex compagni, dice di essere nostro amico, invia messaggini ad alcuni di noi alla vigilia e poi ci esulta in faccia? E’ stata una mancanza di rispetto”.

Ha chiesto lo sconto di pena l’anziano piromane del Faito

Vico Equense. Ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato Cipriano Di Martino, il presunto piromane del Faito, imputato per incendio boschivo doloso. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Giovanni De Angelis ha accolto le richieste di costituzione di parte civile di comune di Vico Equense, Onlus Pro Faito, Wwf, Vas, e quella di giudizio abbreviato formulata dai difensori Enrica Visconti e Giuseppe Ferraro.
Il sessantenne di Moiano dunque, in caso di condanna, potrà ottenere la riduzione della pena. La sentenza arriverà il 10 gennaio prossimo. L’uomo, al momento è agli arresti domiciliari nella sua casa, a poca distanza dal luogo del disastro.

 

Tredicenne costretta a prostituirsi in un ovile: arrestato il pastore-orco

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Un allevatore sessantunenne di Gibellina in provincia di Trapani) e’ stato fermato dai carabinieri di Sciacca  in provincia di Agrigento alla guida della sua automobile, con a bordo una ragazzina di tredici anni. Dagli accertamenti e’ emerso che l’uomo l’aveva portata in un ovile per farla prostituire con diversi uomini, di nazionalita’ romena. L’uomo, P.C., e’ stato quindi arrestato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Sono in corso ulteriori indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca. La Procura di Sciacca ha chiesto la convalida e l’applicazione della custodia in carcere che e’ stata disposta dal gip. La ragazzina e’ stata affidata ad una struttura di accoglienza.

‘Duello rusticano’ coi coltellacci da cucina: migranti si uccidono a vicenda

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Si sono uccisi l’un l’altro a colpi di coltello come nei più violenti duelli tribali. Uno sgozzato e l’atro con profonde ferite su tutto il corpo. Sono morti dissanguati in pochi minuti. Il “duello rusticano” si è consumato a Sarno in un cortile di via Paolo Falciani, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Si tratta di due migranti di origine marocchina.
Chi è arrivato sulla scena del crimine racconta di sangue dal ballatoio della casa fino alle scale con  i corpi distanti. Segno che uno ha cercato di fuggire o di allontanarsi nel cercare aiuto ma è morto per le scale per le gravi ferite riportate. Sul posto la polizia per le indagini. Identificata una delle vittime. Si tratta di Kais Abdel Aziz residente da anni nella zona, l’altra invece è priva di documenti. Per tutta la notte è stato ascoltato un testimone: un giovane pakistano coinquilino di una delle due vittime. I due avrebbero litigato per una questione economica. Per l’affitto da pagare.

Castellammare, sparatoria al Centro Antico: scarcerato Vincenzo Guarino

Castellammare. Il Tribunale del Riesame ha scarcerato il 34enne Vincenzo Guarino, arrestato la scorsa settimana dai carabinieri perché ritenuto uno dei responsabili della sparatoria al centro antico per vendicare un affronto sull’acquisto di droga tatto al clan D’Alessandro. Guarino accusato di essere uno dei tre responsabili della sparatoria è stato scarcerato su richiesta dei suoi difensori,  Antonio de Martino e Francesco Romano, perché non sono stati riscontrati “gravi indizi di colpevolezza”.
Dalle indagini condotte dai carabinieri, lo scorso 10 settembre Pasquale e Luigi Vitale, pregiudicati di 27 e 39 anni, avrebbero fatto fuoco contro Giovanni Panariello (vero obiettivo del raid) ferendo anche Michele De Luca (fratello di Antonio “vaccarella”, anziano boss ed ex numero due del clan D’Alessandro) per vendicare un’aggressione da parte di un esponente della cosca di Scanzano. I due Vitale stavano acquistando di droga autonomamente a Torre Annunziata bypassando il clan D’Alessandro. Quindi scattò la spedizione punitiva nei confronti dei Vitale che, insieme all’altro arrestato, il 40enne Luigi Russo, si armarono e ferirono Panariello e De Luca. Gli altri tre attendono il Riesame.

Anziani uccisi dalla mafia ‘Nell’Ambulanza della morte’: ci sono 50 casi sospetti. Indagati altri due barellieri

Sono oltre 50 i casi all’attenzione della Procura distrettuale di Catania di decessi avvenuti tra il 2012 e il 2016 sul quale sono stati svolti accertamenti nell’ambito dell’operazione ‘Ambulanza della morte’. Di questi una decina, secondo le indagini dei carabinieri, hanno “una maggiore pregnanza”, ma soltanto tre sono al momento i decessi portati all’attenzione del Gip che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.Oltre al barelliere “angelo della morte” Davide Garofalo, nell’inchiesta ci sono altre due barellieri indagati per altri episodi simili, a cui sono contestati gli stessi reati avvenuti su altre ambulanze. La Procura non ha voluto precisare la loro attuale posizione.
Malati terminali uccisi su un’ambulanza, iniettando loro dell’aria nel sistema sanguigno, provocando una veloce e dolorosa embolia gassosa, per poi farsi ‘regalare’ dai familiari distrutti dal dolore 2-300 euro per la ‘vestizione’ delle povere vittime. E’ l’inumana tecnica contestata dalla Procura di Catania al barelliere Davide Garofalo, 42 anni, arrestato dai carabinieri per omicidio volontario aggravato dall’avere favorito la mafia. Perche’ parte dei soldi, sostiene l’accusa, andavano ai clan di Adrano e Biancavilla che avevano acquisito il controllo dell’ambulanza ed erano loro a scegliere il ‘personale’ di bordo. All’indagato sono contestati tre delitti commessi, uno l’anno, tra il 2014 e il 2016. Vittime tutti malati terminali anziani, una donna e due uomini. Nella stessa inchiesta sono indagate altre due persone non raggiunte da provvedimenti restrittivi. La tecnica era veloce e ne era all’oscuro il personale sanitario degli ospedali da cui partiva l’ambulanza, per la maggior parte da Biancavilla: i pazienti terminali venivano legalmente dimessi in attesa dell’imminente decesso, poi sull’ambulanza il barelliere si trasformava in un ‘giustiziere’ iniettando aria nelle vene con siringhe sterili, utilizzando guanti di lattice per non lasciare impronte. Ma non per pieta’, spiegano gli investigatori, ma per incassare i soldi della vestizione, 2-300 euro, da dividere con i clan.
Quando il malato arrivava morto a casa i pazienti erano presi dallo sconforto e dal dolore, e non riuscivano a collegare il veloce decesso con il tempo del trasferimento dall’ospedale a casa. E lasciavano che il barelliere vestisse la salma in cambio di un ‘regalo’ in soldi, da 200 a 300 euro per intervento. L’inchiesta, denominata ‘Ambulanza della morte’, ha invece fatto emergere, comportamenti che “anticipano il decesso di persone gravemente malate, allo stato terminale, per profitto, per denaro, con disprezzo totale della vita umana e della dignita’ della persona”, ha spiegato il procuratore aggiunto Francesco Puleio, che, col procuratore Carmelo Zuccaro e il sostituto Andrea Bonomo, ha coordinato le indagini dei carabinieri della compagnia di Paterno’ e del Reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Catania. I Pm hanno fatto uno screening sui casi di morti sospette in ambulanza, rilevandone 50 tra il 2012 e il 2016. Di queste almeno un decina di “maggiore pregnanza processuali” e tre sono giunti al vaglio del Gip che li ha ritenuti credibili. A fare aprire l’inchiesta le rivelazioni di un collaboratore di giustizia fatte in un’intervista a ‘Le Iene’ e che poi si era recato in Procura per riferire dei fatti a sua conoscenza. “La gente non moriva per mano di Dio”, spiego’ allora il collaboratore, ma per “guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50”.
“Che schifo – aggiunse – spegni una persona per 300 euro…”. E sul perche’ abbia atteso tanto a parlare spiego’ di avere avuto “paura”, ma di essere stato spinto dal rimorso di “avere visto morire cosi’ il padre di un amico…”, al quale non ha mai confessato quello che sarebbe accaduto. La stessa paura che ha reso silenti testimoni che si sono fatti avanti dopo con i carabinieri di Paterno’ e la Procura di Catania: “l’azione dell’Arma sul territorio che ha portato a numerosi arresti di affiliati a clan e boss della zona – spiega il comandante provinciale di Catania, col. Raffaele Covetti – ha agevolato l’inchiesta ‘Ambulanza della morte’. I testimoni hanno visto che molte delle persone coinvolte erano in carcere, e hanno avuto meno paura e maggiore fiducia nelle Istituzioni”. Adesso l’inchiesta continua. Il ‘faro’ dei Pm resta acceso sulle altri morti sospette.

Napoli, 17enne aggredito, il Questore: ‘Chi ha visto ci aiuti’

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I piu’ determinati sono i suoi compagni di classe. Da lunedi’ non lo lasciano solo e domani scenderanno in piazza per dire no alla violenza. Agli aggressori chiedono di “fare un esame di coscienza, perche’ tanta violenza?”. Mentre il questore di Napoli, Antonio De Iesu, chiede che chi ha visto o sa qualcosa aiuti concretamente le forze dell’ordine. Per fortuna le condizioni di salute del 17enne accoltellato nella serata di lunedi’ da quattro sconosciuti – tutti minorenni – in via Foria a Napoli stanno migliorando anche se e’ ancora ricoverato nel reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale cittadino “San Giovanni Bosco”.
I compagni di classe del 17enne si stanno alternando in ospedale; lo faranno fino a quando il loro amico non sara’ dimesso ma sono pronti a chiedere con forza che si intervenga per porre fine a questa “ondata di assurda violenza”. Il 17enne nella mattinata di oggi ha ricevuto la visita del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris; del questore di Napoli, Antonio De Iesu e del comandante provinciale dei Carabinieri, Ubaldo del Monaco. Le forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta per assicurare alla giustizia gli aggressori del 17enne. E nei prossimi giorni, fanno sapere della Curia arcivescovile di Napoli, si rechera’ a fargli visita anche il cardinale Crescenzio Sepe.
“E’ stata una visita che mi ha particolarmente toccato. Il ragazzo e’ forte, non molla, si sta riprendendo e lo aspetto a Palazzo San Giacomo”, ha detto il sindaco dopo aver lasciato l’ospedale. Intanto, per domani, i compagni di classe del 17enne hanno promosso un doppio appuntamento: una marcia mattutina da piazza dei Miracoli a via Foria e nel pomeriggio un sit in dinanzi alla Prefettura. Con loro ci saranno anche i rappresentanti della Cgil e della Uil. Dinanzi a tanta violenza il cardinale Crescenzio Sepe confessa di provare un “grande dolore” ma anche un “moto di stizza” perche’ da anni va denunciando il fenomeno delle baby gang. Ma Sepe chieder a tutte le istituzioni, alle famiglie, alla scuola, e alla stessa Chiesa, attraverso gli oratori, di “fare uno sforzo sinergico” perche’ da soli “nessuno e’ capace di risolvere la questione”.
L’ultimo appello ai giovani Sepe lo ha lanciato l’otto dicembre scorso quando a loro ha detto che la citta’ e’ loro “ma possedetela senza violenza contrastando chi dice di amarla ma invece ne fa carta straccia”. Sul fronte investigativo, il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ha diffuso una nota per evidenziare che “le serrate indagini della Squadra Mobile non hanno portato allo stato alla identificazione degli autori dell’efferato gesto criminale” dopo che si erano sparse voci in senso contrario. Ma “questo e’ il momento – sottolinea il questore – per dare un segno concreto, da parte di chi ha visto, di cittadinanza attiva e consapevole collaborando con le forze di Polizia al fine di contribuire a riscattare l’immagine della citta’ e l’alto senso civico che storicamente caratterizza la comunita’ partenopea”. E assicura “l’assoluta riservatezza della fonte”.