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Muore a 71 anni in un incendio la notte di Natale

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Una donna di 71 anni e’ morta nella notte di Natale per un incendio che si e’ sviluppato nella sua abitazione a Poggio a Caiano in provincia di Prato. I vigili del fuoco sono intervenuti all’una e quaranta. Il corpo e’ stato trovato nella camera da letto, dove molto probabilmente si e’ sviluppato il rogo. Ancora da accertare le cause, tra le ipotesi anche quello del malfunzionamento di una coperta elettrica. Sul posto e’ arrivata un’ambulanza del 118, ma gli operatori non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Natale, Coldiretti: gli italiani hanno speso 2, 5 miliardi di euro per il cibo, l’86% a casa

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Gli Italiani hanno speso a tavola quasi 2,5 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale che quasi nove italiani su dieci (86 per cento) hanno trascorso a casa con parenti o amici. E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma, con un aumento del 9% rispetto allo scorso anno, come gli Italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno.A prevalere è stato il Made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati – sottolinea la Coldiretti – il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.
Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci (90%) a pari merito con la frutta locale di stagione, mentre il panettone con il 76% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 70%. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 900 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 450 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 300 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 500 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 150 milioni di euro per formaggi e uova.

Tre indagati per la morte dell’ingegnere di Telese caduto dal ballatoio

In attesa dell’autopsia  la procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Luca D’Angelo, l’ingegnere strutturista di Rfi originario di Telese Terme in provincia di Benevento. Il giovane è deceduto tre giorni fa dopo essere caduto dal quarto piano del palazzo dove lavorava alla stazione Principe.
Si tratta di tre funzionari di Rfi che a vario titolo sono responsabili della struttura: sono Marco Torassa, Alberto Tobaudi e Chiara Odino. L’inchiesta mira a chiarire se vi siano responsabilità, in ambito di sicurezza sul posto di lavoro, visto che la ringhiera del cavedio sarebbe alta 90 centimetri quando la norma prescrive un’altezza minima di un metro. L’ingegnere era uscito dall’ufficio per andare a fumare quando improvvisamente è caduto nel vuoto.

 

Contrasto a minacce querele bavaglio e precariato, Fnsi: ‘Per governo e politica era solo marketing’

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Fuori dalla legge di stabilità i provvedimenti che avrebbero rappresentato un segnale importante per la parte più debole della professione. «Sono stati affossati svelando una visione politica che vuole il lavoro sempre più ridotto a merce e i giornalisti sempre più sfruttati e ricattabili proprio in ragione della loro precarietà», rilevano il segretario generale Lorusso e il presidente Giulietti.
«L’attenzione del governo e del mondo politico ai problemi dell’informazione era solo un’operazione di marketing. Decine di attestazioni di solidarietà ai cronisti minacciati e di prese di posizione contro le querele bavaglio e la dilagante precarietà nel mondo del lavoro giornalistico si sono tradotte in un nulla di fatto anche nell’ultimo passaggio parlamentare della legislatura, ossia la legge di stabilità». Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.«I pochissimi emendamenti che potevano rappresentare un segnale di attenzione sia sulle querele bavaglio sia sul fronte del sostegno all’occupazione regolare sono stati fatti decadere senza colpo ferire. Adesso è chiaro che gli impegni assunti in più occasioni da esponenti di primo piano del governo, a cominciare dal ministro Luca Lotti, erano soltanto parole di circostanza», proseguono.
«La realtà – incalzano i vertici del sindacato – racconta di una legge di riforma dell’editoria che, per volontà dello stesso ministro Lotti, si è conclusa con aiuti a pioggia, diretti e indiretti, alle aziende del settore senza che il governo abbia avvertito la benché minima esigenza di inchiodare gli editori sul contrasto al precariato, sul rispetto delle leggi e delle norme del contratto di lavoro giornalistico. Provvedimenti che avrebbero rappresentato un segnale importante per la parte più debole della professione, i cosiddetti ultimi di cui ci si riempie la bocca nei talk show e nelle interviste alla stampa, sono stati scientemente affossati, svelando una visione politica che vuole il lavoro sempre più ridotto a merce e i giornalisti sempre più sfruttati e ricattabili proprio in ragione della loro precarietà».
Del resto, rilevano Lorusso e Giulietti, «non ci si poteva attendere nulla di diverso da chi, al di là dei proclami, si era già segnalato per provvedimenti nefasti, come la gara d’appalto per l’assegnazione dei servizi in convenzione alle agenzie di stampa, che avrebbe dovuto risolvere tutte le criticità in un mese, ma che ha invece prodotto, come avevamo segnalato in tempi non sospetti, contenziosi e incertezze sia nella gestione di alcune aziende sia sul piano occupazionale. Sbaglia, anzi si illude, chi pensa che i temi del lavoro, della lotta al precariato, del contrasto alle querele bavaglio e della cancellazione del carcere per i giornalisti evaporeranno insieme con una legislatura di fatto inconcludente». La Fnsi, insieme con l’Ordine dei giornalisti e gli altri enti della categoria, «continuerà a dare battaglia nei modi e in tutte le sedi opportune perché le libertà e i diritti fondamentali non sono negoziabili e neanche sacrificabili sull’altare di qualche governo pro tempore», concludono segretario generale e presidente.

Papa Francesco: ‘Non abbiate paura! Natale é per chi fugge dagli Erode di turno’

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Nella celebrazione della Notte di Natale, Papa Francesco ha citato l’omelia della messa d’inaugurazione del Pontificato di San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”, ha ripetuto con forza. “Natale – ha affermato – e’ tempo per trasformare la forza della paura in forza della carita’, in forza per una nuova immaginazione della carita’. La carita’ che non si abitua all’ingiustizia come fosse naturale, ma ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi ‘casa del pane’, terra di ospitalità”.
Nei passi di Giuseppe e Maria “vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra”. “Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza”. “A Betlemme si e’ creata una piccola apertura per quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto all’asfissia prodotta da una vita rinchiusa”, e il bimbo nella mangiatoia “ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto”. Questa la riflessione del Papa nella messa della notte di Natale, celebrata nella basilica di San Pietro con centinaia tra cardinali, vescovi e sacerdoti. Per la quinta veglia natalizia del suo pontificato, Papa Francesco ha insistito sulla situazione di quanti sono costretti a “lasciare la loro terra e mettersi in cammino”, per “sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente”.
La veglia e’ cominciata con la lettura della “Kalenda”, l’antico annuncio del Natale che ricapitola la storia in attesa del Signore. Il Papa ha quindi tolto il velo bianco dal volto del bambinello e guidato la processione, durante la quale sono state suonate a distesa le campane della basilica, e intonato il Gloria. Il pontefice era con alcuni bambini ha portato dei fiori alla statua. Tra i piccoli, anche due cinesi, – Yi Linjiang e Valentina Sien Huang, di 7 e 6 anni – un cileno e una peruviana: Jose’ Joaquin Vo Teuber Toro, di 7 anni, e Asia Vera Infante, di 8 anni, forse a evocare il prossimo viaggio di Papa Bergoglio proprio in Cile e Peru’. In tutto i bambini erano con lui erano undici in rappresentanza dei diversi continenti, e tutti hanno deposto fiori davanti alla statuina. I brani della bibbia sono stati letti in italiano e spagnolo, il Vangelo e’ stato proclamato in latino e le preghiere dei fedeli in cinese, arabo, portoghese, rumeno e bengali.
Accanto alla condizione dei genitori di Gesu’, in cerca di un luogo dove Maria potesse partorire, Papa Francesco ha dipinto quella dei tanti marginali che lo hanno accolto, prima di tutti i pastori: “le loro condizioni di vita, i luoghi in cui erano obbligati a stare, – ha rimarcato – impedivano loro di osservare tutte le prescrizioni rituali di purificazione religiosa e, percio’, erano considerati impuri. La loro pelle, i loro vestiti, l’odore, il modo di parlare, l’origine li tradiva. Tutto in loro generava diffidenza. Uomini e donne da cui bisognava stare lontani, avere timore; li si considerava pagani tra i credenti, peccatori tra i giusti, stranieri tra i cittadini”. Ma a loro l’angelo annuncia speranza e a loro si rivolge Gesu’, “Colui che nella sua poverta’ e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l’autentica liberta’ sono quelli che onorano e soccorrono la fragilita’ del piu’ debole”. Natale, ha suggerito il Pontefice, “e’ tempo per trasformare la forza della paura in forza della carita’, in forza per una nuova immaginazione della carita’, che non si abitua all’ingiustizia come fosse naturale ma ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi ‘casa del pane’, e terra di ospitalita’”.

Castellammare, rivolta a Ponte Persica: ‘Senza Circumvesuviana colpo di grazia alle periferie’

 

Sono sul piede di guerra i cittadini della periferia Nord di Castellammare al confine con Pompei. la decisione dell’Eav di sopprimere la fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica con il progetto del raddoppio del binario non viene accettata. Nei giorni scorsi hanno inscenato una manifestazione di protesta e ora attraverso un comunicato firmato Quartieri Uniti chiedono un incontro urgente all’amministrazione comunale stabiese: “La cronaca politica degli ultimi giorni conferma, ancora una volta, la volontà di una parte della politica stabiese di isolare la periferia nord di Castellammare. Dopo le numerosissime richieste succedutesi negli ultimi anni da parte del nostro Comitato per ottimizzare la quotidianità, la sicurezza e la viabilità del quartiere, alle quali mai è stata data risposta, l’unico dono natalizio che viene fatto alle periferie è l’eliminazione di una fermata della Circumvesuviana, come quella di Ponte Persica, ritenuta di fondamentale importanza per tutti i cittadini.
Addirittura, come contentino, è stata decisa la realizzazione di un percorso pedonale di ben ottocento metri tra la stazione suddetta e quella di Moregine. Con molta probabilità, i consiglieri che hanno “concordato” tale soluzione dimenticano che la Circumvesuviana il più delle volte viene utilizzata da bambini e da anziani, che con la soppressione di Ponte Persica resteranno isolati nelle loro abitazioni.
È legittimo chiedersi, inoltre, il motivo della totale esclusione dal tavolo decisionale degli abitanti della zona, nonché dei rappresentanti del Comitato, nonostante le numerose richieste di incontro presentate di recente sia al Sindaco di Castellammare di Stabia sia al Sindaco di Pompei.
Tutto ciò, rappresenta, ancora una volta, l’emblema di una amministrazione sempre più lontana dalle problematiche dei cittadini stabiesi.
Vogliamo però accantonare le polemiche e chiedere, con assoluta urgenza, un incontro tra il nostro Comitato, l’Amministazione stabiese, quella pompeiana, i vertici dell’EAV ed i responsabili regionali, affinché possano essere messi sul piatto della bilancia anche e soprattutto gli interessi dei cittadini.”

 

Vendeva fauna selvatica lungo la Domiziana: denunciato

Ennesimo blitz contro il maltrattamento degli animali da parte della Guardie Zoofile di Agriambiente alla Vigilia di Natale. Questa volta i controlli sono stati fatti lungo la statale Domiziana nel comune di Pozzuoli.  Un uomo M. G. è stato denunciato perché trovato in possesso di anatre selvatiche razza Germani Reali e romagnole che erano tenute in stato di cattività in alcune cassette per la frutta. L’uomo è stato denunciato e gli animali sono stati liberati nei pressi del Lago D’Averna.

Cadavere di una donna trovato in una scarpata: uccisa e messa in un sacco

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E’ stata quasi certamente uccisa altrove e gettata nella scarpata, in un sacco nero dell’immondizia, la donna il cui cadavere e’ stato scoperto casualmente da un cacciatore nei pressi della strada che sale al Monte Grappa, nel vicentino. La vittima – manca solo l’ufficialita’ dell’esame autoptico – dovrebbe essere Sofiya Melnyk, l’interprete 43enne ucraina scomparsa nel nulla il 15 novembre scorso, e che per oltre un mese e’ stata cercata da centinaia di uomini delle forze dell’ordine e volontari in una vasta area collinare del trevigiano, tra Cornuda, Pederobba e Cavaso del Tomba.
Vicino a Cornuda era stata trovata abbandonata la sua auto. Una vicenda che aveva fatto pensare al peggio, perche’ il convivente della donna, Daniel Pascal Albanese, dopo averne denunciato la scomparsa, si era ucciso, impiccandosi, il 26 novembre. Con il ritrovamento del cadavere prende sempre piu’ consistenza, anche tra gli investigatori, l’ipotesi che la fine di Sofiya e Daniel sia stata l’esito di un omicidio-suicidio, forse originato da motivi sentimentali.
Il corpo, martoriato dalla lunga permanenza tra la vegetazione, era parzialmente coperto da un sacco nero dell’immondizia. Non e’ escluso che altri cacciatori siano passati nella stessa zona nelle ultime settimane, senza notare la salma.
La data della morte dovra’ essere stabilita dall’autopsia, che dovrebbe essere effettuata il 27 o 28 dicembre. Le ricerche si era concentrate nel versante trevigiano del Monte Grappa perche’ in questa cosa era stato agganciato per l’ultima volta dalle cellule telefoniche il cellulare della vittima. Il ritrovamento del corpo della donna nel versante vicentino del Monte Grappa ha sorpreso i volontari, che fino a questa zona non erano mai spinti.

Follia in provincia di Caserta: 14enne colpito alla testa da un proiettile vagante mentre è al bar con gli amici

Eccolo il dramma di Natale che non ti aspetti. Non si è ancora spento l’eco dell’accoltellamento del 17enne in via Foria a Napoli che la Campania si rende protagonista di un episodio ancora più grave: un ragazzino di 14 anni è in fin di vita perché colpito alla testa da un proiettile vagante. E’ accaduto nel primo pomeriggio di oggi a Parete in provincia di Caserta.
Il giovanissimo era seduto su una panchina sul corso principale di parete e chiacchierava con alcuni amici. Un classico della vigilia di Natale con la musica e una bibita in compagnia in attesa del cenone della vigilia. Solo che il 14 e la sia famiglia invece del cenone ora lo stanno trascorrendo nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Caserta. Il 14 enne vi è arrivato da quello di Aversa dove era stato trasportato in un primo momento, Ha un proiettile ritenuto in testa e le sue condizioni sono gravissime. Secondo una prima ricostruzione qualcuno da un balcone nei pressi del bar e del corso principale di parte ha fatto fuoco con una pistola e un proiettile vagante ha centrato alla testa lo sfortunato ragazzino.
Mentre i medici dell’ospedale di Caserta aspettano di capire se e quando operare il ragazzino i carabinieri stanno setacciando tutto la zona, stanno interrogando persone, stanno guardando i filmati delle telecamere pubbliche e private poste lungo il corso di Parete alla ricerca di qualche indizio utili per risalire all’autore del gesto scellerato.

Arzano, business del ‘Caro Estinto’ con l’ombra della camorra: si scava nel mondo della politica locale

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Arzano. Business del “Caro Estinto” con l’ombra della camorra. Si scava nel mondo della politica locale e sul Comune. A far emergere eventuali contiguità mafiose, l’Onorevole Marcelo Taglialatela membro della Commissione Antimafia che ha presentato una sua interrogazione parlamentare al ministro degli interni  “Per sapere – premesso che: “nel 2015 è stato nuovamente disposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Arzano anche sulla base delle risultanze emerse nella relazione redatta dal prefetto in data 30 marzo 2015 al termine dell’indagine ispettiva, nella quale si conferma la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso; la relazione evidenzia che « Gli interessi della camorra si sono concentrati anche nel settore dei servizi funebri, assicurati in regime “monopolistico” da poche imprese controindicate, talora prive della necessaria autorizzazione commerciale, nei cui confronti non è stato riscontrato alcun controllo da parte della polizia locale – che invece sovente è intervenuta per prestare servizi di viabilità in occasione di funerali »; inoltre, nell’amministrazione comunale sciolta nel 2015 si era registrato l’ingresso di soggetti aventi rapporti con i clan.
La commissione d’accesso, nella sua relazione finale che portò allo scioglimento nel 2015, aveva rilevato che l’imponente cementificazione in violazione delle normative e dei regolamenti vigenti aveva arrecato gravi danni al territorio, alla convivenza civile e al concetto stesso di legalità, determinando un fenomeno complessivo di devastazione ambientale mista a inefficienza e corruzione; anche recenti notizie di stampa continuano a riferire di un profondo radicamento, se non di una recrudescenza, della criminalità organizzata di stampo camorristico nell’area di Arzano e dei comuni limitrofi, con notevoli intrecci con il tessuto sociale e produttivo locale, con particolare riferimento ai settori dei servizi funebri, dell’edilizia e del traffico delle sostanze stupefacenti –: quali iniziative urgenti di competenza intendano intraprendere per contrastare la criminalità organizzata e le infiltrazioni malavitose, con particolare riferimento al territorio del comune di Arzano, al fine di garantire in queste aree il rispetto della legalità (4-18938)”.
In effetti, se dovessero emergere responsabilità, ci si ritroverebbe di fronte a mancati controlli in violazione dell’ Articolo 36 – Controlli comunali sui trasporti funebri a pagamento – Sanzioni. Al punto 03. “II Sindaco con proprio atto individua il personale comunale incaricato dell’accertamento delle violazioni ai sensi e per gli effetti della legge 24 novembre 1981, n. 689. II dirigente preposto al servizio ed il personale del Comando di polizia municipale sono, in ogni caso, personale incaricato dell’accertamento delle violazioni”.

 Salvio Amarante

Napoli, a Santo Stefano distribuzione di sciarpe e plaid per i senza fissa dimora alla Stazione Centrale

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“Martedi’ prossimo, 26 dicembre, dalle 12 davanti alla Feltrinelli Express ci incontreremo per lasciare una sciarpa e un plaid sulle panchine della Stazione centrale per donare un Natale un po’ piu’ caldo a chi trascorrera’ su quelle panchine l’intera nottata. Il coordinamento regionale delle Donne Verdi della Campania quindi distribuira’ sciarpe, plaid e tutto cio’ che puo’ dare conforto a quanti trascorreranno questo inverno in strada. ‘Per un Natale piu’ caldo’ e’ l’iniziativa con la quale abbiamo deciso di offrire un gesto d’amore ai senza fissa dimora.
La solidarieta’ e’ una delle caratteristiche del nostro gruppo in una citta’ che deve puntare ad essere accogliente per tutte le persone, soprattutto quelle in difficolta’”. Lo ha detto Fiorella Zabatta, componente dell’esecutivo nazionale dei Verdi. “Non bisogna mai dimenticare gli ultimi e i piu’ deboli – ha affermato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli – e voglio rinnovare il ringraziamento da parte dei Verdi a coloro che sono da sempre impegnati a sostegno dei senza fissa dimora aiutandoli durante tutto l’anno, alle banche che hanno dato disponibilita’ a offrire riparo ai senza fissa dimora lasciando aperte le porte degli sportelli, e ai responsabili delle stazioni metro aperte negli orari notturni nei periodi di gran freddo”.

A Napoli torna la ‘Pizza Panettone 2017’, la new entry dei dolci

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A grande richiesta, ritorna sulle tavole dei napoletani per il Natale 2017 : la pizza panettone. L’originale idea è del già campione italiano di pizza  Rosario Gallo e titolare del locale ad Agnano Napoli ispirato alla tradizione culinaria partenopea, “Comm cucina a nonna” dove vengono preparati tutti piatti con antiche ricette della nonna… Farcita con ricotta dolce, canditi, uva passa e scaglie di cioccolata stese sul tradizionale impasto con l’aggiunta di un pizzico di cacao, la Pizza panettone è la new entry dei dolci delle feste made in Napoli
Alla presentazione anche, Rosario Lopa, della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, componente del Dipartimento Nazionale del Turismo Ambiente Agroalimentare del MNS, che ha sottolineato,come un prodotto tradizionale partenopeo, posso avere una variante di tipo dolce, può rappresentare una alternativa interessante per le tasche dei consumatori per le festività. La pizza-panettone è un mix di gusti antichi e moderni tra gastronomie tradizionali del Sud e del Nord.

In fiamme un treno fermo nella stazione: paura nel Casertano

Paura a Santa Maria a Vico, nel Casertano, per un incendio che ha coinvolto tre vagoni fermi in un binario della stazione ferroviaria. Dalle fiamme si e’ sviluppata una densa nube nera che ha avvolto le case circostanti; sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Caserta,i cui centralini sono stati tempestati dalle telefonate di terrore dei residenti, costretti a respirare fumo tossico.
I pompieri, presenti con una squadra, hanno utilizzato due autobotti per domare le fiamme; hanno quindi setacciato l’interno dei vagoni per accertare l’eventuale presenza di senza tetto, ma non c’era nessuno, solo pezzi di metallo ancora incandescenti. I vagoni, forse destinati alla manutenzione, erano sistemati su un binario non utilizzato per il transito di treni di linea. Ancora ignote le cause del rogo. E’ giunta anche la squadra di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco per capire cosa abbia determinato l’incendio.

Napoli, oltre 500 persone al pranzo della solidarietà alla Mostra Oltremare

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Oltre cinquecento persone bisognose hanno festeggiato la vigilia di Natale nella Mostra d’Oltremare al pranzo organizzato dall’ente fieristico e dal Comune di Napoli. La festa della vigilia e’ stata accompagnata dalle note di Monica Sarnelli e dallo spettacolo di Lino d’Angio’ mentre mentre decine di volontari portavano i pasti ai tavoli allestiti nel padiglione 10. ”Abbiamo messo in campo il nostro impegno per i concittadini che hanno bisogno. La Mostra d’Oltremare e’ dei napoletani, quindi oggi abbiamo detto a tutti ‘appropriatevene'” ha commentato il consigliere delegato della Mostra, Giuseppe Oliviero.
Tante le aziende che hanno portato i loro prodotti al pranzo e tra i volontari c’erano anche molti dipendenti delle stesse aziende oltre che della Mostra d’Oltremare. Il cibo avanzato e’ stato distribuito immediatamente dopo dall’assessorato al Welfare del Comune ai bisognosi in tutta la citta’ in particolare a Piazza Cavour e a Piazza Garibaldi oltre che in alcuni centri di accoglienza per i senza dimora. Al termine del pranzo i partecipanti hanno anche ricevuto un pacco regalo con alcuni indumenti invernali.
“Abbiamo ricevuto una risposta importante dai volontari delle associazioni e da tante persone che si sono messe a disposizione del progetto – ha commentato l’assessore comunale, Roberta Gaeta – una risposta che ci motiva ad organizzare sempre di piu’ questi momenti condivisi. Istituzione, Mostra d’Oltremare, imprenditori, religiosi e laici hanno condiviso un momento autentico e non di facciata”. Una spinta che anche il presidente della Mostra d’Oltremare, Donatella Chiodo, coglie: “Quello di oggi e’ solo il primo passo di un ampio progetto di solidarieta’ che porteremo avanti insieme con l’assessore Gaeta. Lavoreremo insieme su molti programmi e anche per organizzare il pranzo del prossimo anno”.

Drogato alla guida uccise una donna di Salerno: l’attore Diele è già libero

Sono scaduti oggi i termini della custodia cautelare agli arresti domiciliari per Domenico Diele, l’attore 31enne accusato di omicidio stradale aggravato per la morte della 48enne Ilaria Dilillo. Lo scorso 23 giugno la donna fu colpita dall’auto guidata da Diele mentre era a bordo del suo scooter sulla A2 all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno. Il 26 giugno il gip di Salerno, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, ha deciso per gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, che Diele ha scontato a casa della nonna.

Camorra, il blitz di Natale: preso il boss ‘fantasma’ e i suoi fedelissimi. IL VIDEO

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Spari contro una sala scommesse, un supermercato e un autolavaggio, due spacciatori gambizzati ma anche stese e raid intimidatori, minacce a commercianti e un plateale raid nel mercato ittico, una lunga scia di eventi criminosi tra Monteruscello e Licola, in provincia di Napoli. Il territorio, dopo lo smantellamento del clan camorristico dei “Longobardi-Beneduce” raggiunto da 46 Ordinanze di custodia cautelare eseguite dai Carabinieri della locale Compagnia e dopo l’arresto del reggente Gennaro Longobardi, operato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli era diventato “appetibile” per Carlo Avallone, un 30enne desideroso di emergere che, insieme a un gruppo di giovani, aveva seminato il terrore per affermare il suo dominio sulle “piazze di spaccio” e nelle estorsioni, con lo scopo di creare un nuovo clan e diventarne il “boss”.
Destinatario di un decreto di fermo per tentato omicidio e tentata estorsione e per detenzione e porto illegali di armi e altro, reati aggravati dall’articolo 7, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha coordinato tutte le attività d’indagine, è stato catturato dal Nucleo Investigativo e dalla Compagnia di Pozzuoli del Comando Provinciale di Napoli che lo hanno localizzato in una villetta di Pescopagano, a Caserta.Nel corso del blitz di questa mattina sono intervenuti anche gli specialisti del GIS (il Gruppo d’Intervento Speciale) chiamati a operare in situazioni risolutorie ad alto rischio. L’uomo che era all’interno di una villetta insieme al suo giovane braccio destro, non ha opposto resistenza, né tentato la fuga, lasciandosi tranquillamente ammanettare.Sono state arrestate altre 6 persone (3 uomini e 3 donne) e denunciato un minorenne che dovranno rispondere di favoreggiamento personale.

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Napoli, pregiudicato ferito nella sua Porsche a Ponticelli: non convince la versione della pallottola vagante

Gli investigatori stanno verificando la versione fornita dal pregiudicato Francesco Carrella, 35 anni,  ferito da un colpo di pistola ieri sera intorno alle 18,30 a Ponticelli, all’incrocio tra via Cupa Vicinale Pepe e via Botteghelle. L’uomo, disoccupato, si trovava a bordo della propria auto, una Porsche, insieme alla famiglia quando è stato raggiunto alla spalla da un proiettile. Trasportato all’ospedale Villa Betania, nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione della pallottola.
Carrella, che ha precedenti per reati contro il patrimonio, ricettazione e truffa, ha spiegato agli agenti della polizia di Stato, che han- no avviato le indagini, che si sarebbe trovato sulla traiettoria di una pallottola vagante, senza essere però in grado di fornire ulteriori dettagli. Il 35enne ha sostenuto che a fare fuoco sarebbero stati dei ragazzi in sella a due scooter di grossa cilindrata. Versione poco credibile per gli investigatori i quali non escludono che il vero obiettivo del raid fosse proprio lui. Si stanno guardando le immagini delle telecamere pubbliche e private poste nella zona per avere elementi utili alle indagini.

Rinchiuso nel reparto articolazione mentale del carcere di Fuorni il 42enne che ha strangolato la mamma

In nottata, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno, il 42enne Gaetano caraccio, celibe, in quanto ritenuto responsabile dell’omicidio della madre 74enne Vittoria Natella con la quale conviveva in un appartamento di via Tafuri di Battipaglia.
I militari sono giunti al rinvenimento del cadavere della donna a seguito di una richiesta di intervento, pervenuta poco prima delle 9:00 di ieri 23 dicembre, dai residenti di una palazzina situata nei pressi del Parco delle Magnolie, che segnalavano un uomo che si aggirava all’interno del condominio con fare sospetto.
Una volta sul posto, i Carabinieri hanno bloccato il 42enne mentre si intratteneva ancora nel palazzo e, dopo averlo identificato, lo hanno accompagnato nella sua abitazione, situata di fatto all’interno dello stesso stabile, dove, nel corso di un’ispezione dell’appartamento, hanno rinvenuto, nella camera matrimoniale, il corpo senza vita della madre.
Le indagini immediatamente avviate dai Carabinieri della Compagnia hanno permesso di appurare come l’uomo, la sera precedente l’intervento, ovvero il 22 dicembre, alle ore 20:00 circa, nel corso di una violenta lite occorsa con la genitrice, affetta da schizofrenia paranoidea per la quale era stata in cura presso strutture mediche specializzate per oltre 20 anni, l’abbia afferrata al collo causandone il decesso per asfissia.
Espletate le formalità di rito, il 42enne è stato trasferito al reparto di articolazione mentale del carcere di Fuorni, a causa del forte stato confusionale in cui è stato trovato.

Napoli, il video della baby gang in azione in via Foria: caccia ai complici

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Svolta nell’inchiesta sulla violenta aggressione di Arturo, il 17enne ferito con numerose coltellate alla gola e al torace lo scorso 18 dicembre il via Fiora a Napoli. Questa mattina gli uomini della Mobile partenopea hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in istituto di pena minorile emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni, su richiesta di quella Procura, nei confronti di un quindicenne ritenuto responsabile di tentato omicidio Le indagini sono state avviate subito dopo l’aggressione del 17enne probabilmente colpito allo scopo di rapinargli il cellulare, da un gruppo di giovani che lo avevano bloccato quel pomeriggio in via Foria, nel quartiere San Lorenzo.
La giovane vittima, che era stata ricoverata in gravi condizioni e che solo da poche ore risulta fuori pericolo di vita, ha dichiarato agli investigatori che 4 ragazzi molto giovani, presumibilmente minorenni, dopo avergli chiesto l’ora ed averlo invitato a seguirli, a fronte del suo rifiuto, lo avevano aggredito. In particolare, due di loro lo aveva colpito con coltelli, mentre gli altri due facevano il palo. La violenta azione, che è durata alcuni secondi, era terminata con la fuga degli aggressori.Le indagini che hanno portato al fermo del 15enne, sono state corroborate dalle immagini di alcune telecamere, dalla descrizione dei quattro malviventi fornita dalla stessa vittima e da un’intensa attività informativa sul territorio. Hanno consentito di individuare uno degli aggressori, il quale è stato riconosciuto in seguito a ricognizione fotografica dalla vittima stessa e da un altro giovane, anch’egli minorenne che è scampato a un’aggressione.Le attività investigative proseguono senza sosta per individuare i complici del giovane.
Per questo, vengono diffuse, tramite i mass media, le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblica e privata dell’area interessata dall’aggressione per raccogliere da eventuali testimoni informazioni utili allo sviluppo delle immagini.Dopo la violenta aggressione più di mille ragazzi sono scesi in piazza per manifestare tutta la loro vicinanza ad Arturo. Il corteo è stato accolto dalla gente che ha applaudito, anche dai balconi delle abitazioni. In testa al corteo c’era la mamma del ragazzo. E durante una sosta è stata avvicinata da una donna, che stringendo la mano della sua bambina, le ha detto: “Siamo tutti vicino a lei e a suo figlio perché non vogliamo mai più avere paura di camminare per le strade del nostro quartiere”. Il corteo ha sfilato con i ragazzi che cantavano: “Con minacce e coltellate la giustizia non fermate”.

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minori – 1) giubbino rosso 2) giubbino nero cappuccio grigio 3) giubbino e cappuccio nero 4 giubbino nero senza cappuccio

Rapita per impedirle di farsi suora: arrestati padre e fratello di Avellino

Il padre e il fratello di una 25enne di Avellino sono stati arrestati dai poliziotti a Milano con l’accusa di aver rapito la sorella per impedirle di farsi suora. E’ successo venerdì scorso ma i fatti sono stati resi noti solo oggi. Gli agenti della Volante del Commissariato Comasina sono intervenuti in via Pantaleo, dove i due uomini, C.D.P. di 59 anni e N.D.P. di 28 anni, hanno tentato di caricare a forza nella propria auto la giovane, per trasferirla nel paese d’origine, in provincia di Avellino.
I due familiari, contrari alla volontà della donna di diventare suora, hanno stordito la ragazza somministrandole un sonnifero con l’aiuto della madre, di 52 anni, ora indagata, e l’hanno trascinata fino alla loro auto, dove però la 25enne è riuscita a liberarsi e a richiamare l’attenzione dei passanti chiedendo aiuto. Al termine di una rapida indagine, coordinata dalla Procura di Milano, nella mattinata di ieri sono stati convalidati i due arresti.