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L’operaio assassino: ‘Ho fatto una schiocchezza’

I loro rapporti di lavoro non erano buoni, ma nonostante tutto abitavano da poco nello stesso stabile, li’ dove si e’ consumata la tragedia davanti agli occhi atterriti degli stretti congiunti. E’ il contesto nel quale e’ avvenuto l’omicidio di ieri a Frignano, nel Casertano, dove il 51enne operaio Vito Recchimurzi ha ucciso con cinque colpi di pistola, davanti alle proprie figlie, il suo datore di lavoro, il 55enne imprenditore del settore autotrasporti Nicola Sabatino, al termine di una lite scoppiata per questioni economiche, per una differenza di cento euro tra il compenso che Sabatino gli aveva appena consegnato e la somma che il dipendente pretendeva. Il pm della procura di Napoli Nord ha contestato a Recchimurzi l’omicidio volontario pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. “Ho fatto una stronzata, mi sono fatto prendere dalla rabbia” ha detto il 51enne ai poliziotti del Commissariato di Aversa guidati da Paolo Iodice dopo essere stato ammanettato. Gli agenti hanno temuto che il 51enne – ha un precedente per furto – potesse imitare il 48enne Davide Mango, che un mese fa a Bellona, sempre nel Casertano, aveva ucciso la moglie in casa per poi barricarsi e sparare all’impazzata dal balcone, ferendo cinque persone prima di togliersi la vita. Anche Recchimurzi si e’ barricato in casa, ma non ha mai minacciato gli agenti; quando questi hanno fatto irruzione, si e’ fatto ammanettare consegnando anche la pistola usata per uccidere il proprio datore di lavoro, un revolver calibro 22 detenuto illegalmente. La dinamica dell’accaduto e’ stata ricostruita grazie allo stesso omicida. Sabatino, che abitava al piano terra insieme con la compagna ed i figli, si e’ recato al piano superiore, dove risiede Recchimurzi, per pagarlo; gli ha cosi’ dato una somma da cui mancavano 100 euro. A quel punto il dipendente ha cominciato a inveire contro l’imprenditore, pretendendo la differenza; il tutto davanti alle figlie. Sabatino pero’ non ne ha voluto sapere, e si e’ avviato verso l’uscita. Il 51enne, che aveva con se’ l’arma, ha cosi’ fatto fuoco piu’ volte, colpendo alle spalle il datore di lavoro, che si e’ poi girato ricevendo un colpo al capo, che gli e’ stato fatale. L’uomo e’ stramazzato sul pavimento del pianerottolo dove e’ stato poi trovato dalla polizia. Piccolo il calibro dell’arma usata; e’ probabile che Sabatino si sarebbe salvato se l’ultimo proiettile sparato non lo avesse raggiunto alla fronte. I parenti dei due uomini hanno confermato che tra loro non correva buon sangue a causa, appunto, del rapporto professionale.

Napoletani scomparsi, la Farnesina: ‘Seguiamo il caso con la massima attenzione’

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Alla Farnesina risulta confermata la notizia dell’arresto in Messico di quattro agenti della polizia locale in relazione al caso dei tre napoletani scomparsi il 31 gennaio. È quanto si apprende da fonti del ministero degli Esteri, che spiegano che la notizia è stata confermata dalle autorità locali all’ambasciata d’Italia in Messico. Le fonti fanno sapere che la Farnesina, tramite l’ambasciata, sta seguendo il caso con la massima attenzione e si mantiene in stretto contatto con le autorità locali. “I nostri familiari sono stati venduti per 43 euro ad una banda di criminali, poco piu’ di 14 euro a persona… Siamo arrabbiatissimi. Le autorita’ italiane si muovano per tentare di capire cosa sia avvenuto. Noi speriamo siano ancora vivi”. Cosi’ all’agenzia giornalistica Ansa, ha spiegato Gino Bergame’, portavoce della famiglia napoletana Russo, che non ha notizie di Raffaele e del figlio Antonio oltre che del nipote Vincenzo Cimmino dal 31 gennaio scorso quando sono scomparsi in Messico nello Stato di Jalisco.

L’eccezionalità del sito archeofluviale di Lòngola

E’ noto che la eccezionalità del rinvenimento dell’insediamento protostorico del sito archeofluviale di Lòngola deriva anche dal fatto che esso, sia per le caratteristiche sia per la durata, sia l’estensione, ha restituito una quantità eccezionale di dati derivati dalle migliaia di piccoli reperti recuperati.
Questa grande quantità di “small find” a loro volta ha dato la occasione di conoscenze prima mai attinte per la Valle del Sarno.
Il suo passato preromano – cioè campano, per intenderci da subito – era stato indagato soprattutto attraverso le scoperte di tombe e, quindi, attraverso i rituali e i corredi funerari rinvenuti nelle tombe portate alla luce, fin da oltre un secolo fa nei territori della Valle del Sarno.
Furono ritrovamenti importanti per la Storia della Campania ma, prima dello scavo di Lòngola, la vita quotidiana delle tribù vallive, la loro economia di sussistenza, i loro scambi commerciali di beni di consumo e di prestigio, erano fatti e aspetti difficilmente comprensibili, quando non ignoti.
Il sito di Lòngola ha invece conservato le proprie testimonianze attraverso i secoli nel sottuosuolo, grazie al particolate contesto umido e alle dinamiche deposizionali, connesse alla particolare condizione del sito archeofluviale in cui esse giacevano.
Lòngola infatti costituisce un particolare sito archeologico in un contesto anaerobico.
A ciò ha contribuito una presenza elevata di acidi dovuti al Vesuvio, con le sue frequenti fasi eruttive e con le sue coltri di ceneri vulcaniche scarsamente permeabili, quindi idonee a “sigillare” gli strati e i primi orizzonti antropizzati della protostoria del luogo.
Ormai, per esempio, sappiamo che quei primitivi abitanti dell’areale sarnese e nocerino della grande pianura campana si dedicavano prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, lasciando alla pesca meno spazio, nonostante la ampia laguna che li ospitava.
I tanti resti ossei rinvenuti a Longola ci hanno “raccontato” poi che l’allevamento del bestiame, costituito da ovini, caprini e suini, affiancava la attività di cacciagione della fauna selvatica stanziale e dei grossi volatili di passo lungo la rete idrografica del Sarno.
E oggi sappiamo anche che la produzione di cereali era già un fatto abituale e che la vite da uva veniva già coltivata nella valle.
Infine, abbiamo scoperto che a Lòngola c’era un operoso villaggio tribale dedito alla lavorazione di attrezzi necessari alla vita quotidiana ma anche alla creazione di beni di prestigio, come collane e monili fatti di conchiglie, di bronzo e di ambra.
Se poi ricordiamo che la preziosa ambra arrivava a Lòngola dai paesi baltici, costituendo un elemento essa un elemento prestigioso per scambi commerciali già allora a dimensione continentale, per un attimo rimaniamo senza fiato, tutti.
E ripensiamo alla grande epopea della Protostoria campana, scritta – anzi riscritta – durante l’ultimo secolo.
Ad essa Lòngola ha dato definitivo lustro e splendore.

Federico L.I. Federico

Sarno: truffano fedeli in cambio di soldi. Nel mirino due donne

Mirerebbero a ottenere soldi in cambio di pane e vino: le due donne che si agirerebbero tra le frazioni di Episcopio e Foce. La coppia suonerebbe ai campanelli delle abitazioni offrendo ai fedeli il cibo sacro, per essere più convincenti dicono che i preti del paese sarebbero a conoscenza di questa iniziativa fatta per conto della Chiesa. Le vittime in particolari anziani in alcune circostanze avrebbero ceduto all’ “estorsione”

religiosa consegnado anche somme ingenti nelle mani delle donne, realizzando solo dopo che in realtà la natura del tutto è una truffa. 

Napoli, la polizia ritrova tre scooter rubati in provincia e nel Salernitano

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Ieri pomeriggio, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di San Giovanni-Barra, a seguito di intense e strette attività di controllo, in via Cupa Cimitero, hanno rinvenuto all’interno di un garage incustodito, dietro ad una parete di cemento forato un vero e proprio deposito di motocicli rubati e altro materiale.Infatti, sono stati rinvenuti 3 motocicli di grossa cilindrata, modello Honda , tutti con vari danni o alle centraline o ai sistemi di blocca sterzo. Gli scooter sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari che ne avevano fatto denuncia, dopo essere stati rintracciati.
Inoltre, nascosti in un foro nella parete, sono stati trovati 1 sfollagente telescopico di colore nero, 1 pistola a salve tipo revolver con canna modificata, marca “Bruni”, 1 pistola a piombini, di colore nero, marca “Gamo”.
Da informazioni acquisite sul posto nessuno ha saputo dare informazioni sui legittimi proprietari del garage. Le indagini proseguono.

Maltempo, molte scuole chiuse in Campania fino a martedi

Il grande freddo non e’ ancora arrivato ma stando alle previsioni mancano soltanto poche ore. E la Protezione Civile della Campania ha diramato l’allerta meteo a partire dalla mezzanotte per le prossime 24 ore. Brusco calo delle temperature, nevicate anche in zone pianeggiati e gelate non solo notturne: e’ questo che il vento siberiano Burian potera’ sulla Campania almeno fino a martedi’. Molti Comuni nelle province di Benevento, Avellino e Salerno stanno diramando ordinanze per la chiusura delle scuole almeno fino a martedi’. A Benevento dalle 17 si riunira’ il Centro operativo comunale per far fronte a tutte le esigenze che potranno verificarsi nelle ore notturne. A Napoli, ad Avellino e a Benevento sono stati allestiti centri di accoglienza per i senzatetto nelle stazioni o in ricoveri allestiti in strutture comunali.I fronti sui quali le Prefetture e i Comuni si stanno muovendo sono due. Da un lato contenere al massimo i disagi per la viabilita’ e dall’altro assicurare assistenza adeguata alle fasce piu’ deboli della popolazione. La circolazione dovra’ essere garantita per i mezzi di soccorso e di intervento, ed e’ per questo che il primo consiglio e’ di mettersi in viaggio solo se indispensabile e comunque con tutte le dotazioni invernali, peraltro gia’ obbligatorie sui tratti autostradali e nelle province di Benevento e di Avellino. La Prefettura di Napoli ha adottato alcuni provvedimenti che prevedono il blocco della circolazione per i mezzi al di sopra della 7,5 tonnellate dalle 22 di oggi alla mezzanotte del 27 febbraio, e comunque fino a quando sara’ necessario, sulla ex Strada Statale 366 Agerolina, nel tratto tra Gragnano e Agerola. Il Comune di Ercolano disporra’ la chiusura della strada comunale di accesso al cratere del Vesuvio, nel tratto compreso tra Localita’ La Siesta e Piazzale quota 1000, e l’Ente Parco Vesuvio vietera’ l’accesso all’area del ‘cratere’ da domani per almeno tre giorni. Anche il tratto autostradale della A16 Napoli-Canosa sara’ vietato ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate, a meno che non si tratti di mezzi di soccorso, da Baiano a Canosa, dove sono previste forti precipitazioni. Restrizioni alla circolazione sono previste anche lungo il raccordo autostradale Avellino-Salerno e lungo l’A2 del Mediterraneo, oltre che sulle statali Telesina e Fortorina, in provincia di Benevento.

Napoletani scomparsi, il figlio di Russo: ‘Venduti per 43 euro di m…’

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“I poliziotti del Messico per 43 euro di m…. hanno venduto tre connazionali, 43 euro, una vergogna inaudita”. Cosi’ al Giornale Radio Rai Francesco Russo, figlio di Raffaele, scomparso in Messico il 31 gennaio scorso con l’altro figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino. Tre agenti della polizia locale di Tecalitlan, nel Stato di Jalisco, tre uomini e una donna, sono stati arrestati con l’accusa di sparizione forzata. Secondo la procura messicana avrebbero venduto i nostri tre connazionali, tre napoletani, al Cartello di Jalisco Nuova Generazione, la piu’ importante organizzazione criminale del Messico. “Ora devono dire chi sono i criminali che hanno avuto in consegna mio fratello, mio padre e mio cugino”, continua Francesco Russo, che, alla notizia diffusa dai media messicani secondo cui Raffaele Russo usava nome e documenti falsi, risponde cosi’: “L’ho detto mille volte, mio padre e’ una brava persona, andava a lavorare dalla mattina alla sera, ha 60 anni. Ma a prescindere da questo – conclude Russo – E’ una persona umana. Devono tornare a Napoli”.

“Stando alle indagini i poliziotti messicani avrebbero venduto i tre italiani ad una delle organizzazioni criminali piu’ potenti del Messico. E’ una vicenda inquietante sulla quale l’Italia deve alzare la voce. E’ paradossale che le forze dell’ordine di un Paese possano decidere del destino e le sorti di esseri umani come merce da barattare” dice Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi in Campania. “Le autorita’ messicane hanno assicurato che le ricerche continueranno – ha precisato Borrelli – ma al momento c’e’ ancora tanto da chiarire. L’Italia pretenda che venga fatta piena luce sull’accaduto, che non si insabbi nessuna verita’ seppure cruda, perche’ simili barbarie non abbiano a ripetersi”.
“Impressiona il silenzio della Mogherini sul caso dei napoletani scomparsi in Messico. Abbiamo o non abbiamo un commissario europeo che dovrebbe occuparsi di politica estera? Possibile che non si e’ sentito il dovere di intervenire su questo argomento? Il gruppo del Ppe nella plenaria di giovedi’ a Bruxelles interroghera’ ufficialmente la Mogherini per sapere come attivarsi. Va chiesto con urgenza al governo del Messico di avere notizie sulla sorte dei tre napoletani scomparsi”. Cosi’ Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia.

Acerra, due ricercati arrestati dalla polizia

Questa notte, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di “Acerra” hanno eseguito due ordini di carcerazione nei confronti di Guadagno Salvatore, di anni 39, per evasione dagli arresti domiciliari, e di Russo Massimiliano , di anni 43, ricercato in quanto destinatario di provvedimento di cattura per il reato di ricettazione. Entrambi, con numerosi pregiudizi di polizia, sono stati rintracciati, in due situazioni diverse, nell’ambito delle attività di controllo sempre più incessanti, da parte delle forze dell’ordine nella zona dell’acerrano.

Nel caso di Guadagno Salvatore, gli agenti più volte avevano controllato il destinatario della misura cautelare nella sua abitazione di Acerra, senza mai trovarlo.A seguito di attività e riscontri investigativi è stato possibile, rintracciarlo nella notte, in un’abitazione di un parente nel Comune di Sant’Antimo.Invece, Russo Massimiliano è stato rintracciato, grazie ad un’attenta attività di controllo, in un albergo di Castello di Cisterna. L’uomo deve scontare una pena di 1 anno e 3 mesi per il reato di ricettazioneEntrambi gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale

Maltempo, domani previsti fiocchi di neve anche a Napoli

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Arriva la neve anche a Napoli. L’eccezionale ondata di freddo siberiano annunciata da giorni irrompe in queste ore anche in Italia, a partire dalle regioni settentrionali. Si trattera’ – spiegano i meteorologi del Centro Epson Meteo – di un episodio di rilevante portata per intensita’ e per estensione geografica, che ci accompagnera’ almeno fino a meta’ della prossima settimana. L’aria gelida investira’ piu’ direttamente il centro-nord del Paese, ma anche se in forma un pochino piu’ attenuata fara’ sentire i suoi effetti fino al sud. Le temperature scenderanno di oltre 10 gradi rispetto alle medie stagionali e il freddo sara’ accentuato dalla presenza di venti intensi (effetto ‘wind chill’). Da domani fino alla giornata di giovedi’, al nord il termometro potra’ anche non salire al di sopra lo zero (giornate di ghiaccio). Tra questa sera e lunedi’ quota neve in calo fino in pianura o in costa in molte zone del centro-sud: la prossima notte rischio neve a Roma e domattina qualche fiocco a Napoli. Infine, si fa sempre piu’ concreta l’ipotesi che giovedi’ 1 marzo, con l’arrivo dalla Spagna di una perturbazione atlantica, possa nevicare in gran parte del nord. Nella notte tra mercoledi’ e giovedi’ la neve potrebbe imbiancare anche molte zone del centro. Tale evoluzione e’ ancora molto incerta e necessita di ulteriori conferme nei prossimi giorni”. Ma ecco nel dettaglio le previsioni. Oggi, al mattino fiocchi sparsi o deboli nevicate “ventate” fino in pianura al Nord. Neve anche su zone interne e adriatiche del Centro, fino a lambire le coste nelle Marche. Piogge e rovesci su Puglia, Calabria e Isole. Nella seconda parte della giornata al Nord le deboli nevicate intermittenti si concentreranno lungo le zone pedemontane e prealpine. Maltempo al centro-sud e tempo molto instabile nelle Isole, con precipitazioni anche intense su Calabria e Puglia meridionale. Dal pomeriggio, inoltre, la propagazione dell’aria fredda lungo la Penisola favorira’ un ulteriore abbassamento della quota delle nevicate al centro (fino in pianura e fino in costa nel settore adriatico). Nella notte si conferma il rischio di un po’ di neve a Roma. Giornata molto fredda e ventosa in tutta l’Italia, con un brusco calo termico soprattutto al Nord e nelle regioni adriatiche, piu’ direttamente investite dai gelidi venti nord-orientali. Raffiche di bora oltre i 100 km/h. Mari da mossi ad agitati. Domani previste nevicate fin sulle coste nelle regioni del versante adriatico, dalla Romagna al nord della Puglia; neve fino a quote di pianura anche su basso Lazio, nord della Campania e nord-est della Sardegna (qualche fiocco di neve anche a Napoli e in Gallura), a quote collinari nel resto del sud. Piogge sparse, soprattutto al mattino, su nord della Sicilia, Calabria e alto Ionio. Parziali schiarite al nord e in Toscana, verso sera anche in Umbria e Lazio. Ulteriore calo termico, con minime all’alba al nord tra -3 C e -9 C in pianura e sotto zero anche al centro. Massime non oltre 0-2 gradi in molte zone del centro-nord. Freddo accentuato da forti e gelidi venti settentrionali.

Giovane boss tenta evasione dal carcere minorile di Airola

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Ha tentato di evadere dal carcere minorile di Airola in provincia di Benevento ma è stato bloccato dalla Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, sottolineando che il protagonista della tentata evasione un detenuto ultra-diciottenne, già noto per le sue intemperanze, eppure ristretto nel carcere minorile. Racconta Donato Capece, segretario generale del Sappe: “Il detenuto già maggiorenne e responsabile alcuni giorni addietro di un tentativo di ‘introduzione di sostanze stupefacenti ai colloqui’, si trovava in cella d’isolamento, quando con un arnese rudimentale di ferro, ricavato dalla rottura di uno sgabello metallico, si è messo a perforare la parete della propria stanza che immette sul cortile interno. Era quasi riuscito a creare un foro talmente grande da potersi calare giù, quando è stato scoperto dal personale di Polizia Penitenziaria che lo ha bloccato giusto in tempo ad impedirgli la fuga”. Quando è stato bloccato, il detenuto “ha sferrato un violento pugno ad un Agente di Polizia Penitenziaria, procurandogli una lesione al volto che ha richiesto l’intervento dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sant’Agata dei Goti per suturargli la ferita. Ancora una volta – prosegue Capece – solo grazie al tempestivo e professionale intervento dei poliziotti penitenziari si è riusciti a scongiurare che l’istituto sannita vivesse un altro brutto evento critico. E’ evidente che sotto il profilo della sicurezza della struttura emergono gravi responsabilità, a cominciare dal Comandante di Reparto che è il responsabile dell’Area sicurezza del carcere minorile”. Il Sappe esprime solidarietà e apprezzamento per l’operato dei poliziotti penitenziari di Airola e sottolinea la criticità innescata dalla presenza di maggiorenni in istituti oper i minori: “Il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento della Giustizia Minorile – afferma Capece – devono da un lato seriamente rivedere l’opportunità di tenere detenuti uomini di 25 anni in carceri minorili e dall’altro punire con estrema fermezza chi altera ordine e sicurezza nei penitenziari, rendendosi protagonisti anche di aggressioni, colluttazioni e ferimenti in danno dei poliziotti penitenziari”. “E’ impensabile inserire detenuti di venticinque anni nei penitenziari minorili, perché è impensabile far convivere negli stessi ambienti carcerari adulti di venticinque anni con bambini di quattordici”, sottolinea Capece e aggiunge: “Avevamo detto che era un errore l’innalzamento dell’età dei presenti nelle carceri minorili, oggi, infatti, possono starvi anche donne e uomini di 25 anni. Una decisione politica che da subito definimmo incomprensibile”. “Da quando sono stati assegnati detenuti adulti, per effetto della legge 11 agosto 2014, n.117, infatti, questi maggiorenni si comportano con il personale di Polizia e con alcuni minorenni ristretti con prepotenza e arroganza, caratterizzando negativamente la quotidianità penitenziaria. E la loro ascendenza criminale condiziona tanti giovani, che li vedono quasi come dei miti. L’auspicio è che il prossimo Governo che si insedierà ponga rimedio a questa folle decisione e destini tutti i detenuti maggiorenni alle carceri per adulti”, conclude Capece.

Con il maltempo è boom di zuppe sulle tavole degli italiani

 

Con il forte abbassamento delle temperature si registra un boom per le zuppe a tavola con un aumento stimato pari al 20% negli acquisti degli ingredienti base per la loro preparazione, dalle verdure ai legumi. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sull’andamento delle vendite nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, rispetto alla scorsa settimana. L’arrivo di Burian – sottolinea la Coldiretti – ha già provocato l’aumento della spesa alimentare per garantirsi le scorte in dispensa ed evitare di uscire di casa con il gelo e la neve. A cambiare è anche il menu degli italiani con un notevole aumento della richiesta delle cosiddette verdure del freddo, che vengono consumate proprio per combattere le temperature piu’ rigide. Cavoli, cavolfiori, verze, broccoli, broccoletti, il cavolo nero, i cavolini, i porri, i carciofi, i cardi fino al topinambur, sono tutti ortaggi che, insieme agli immancabili legumi, compongono gli ingredienti principali delle gettonatissime zuppe di questi giorni.-Le verdure di stagione – sottolinea la Coldiretti – danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio repentino di temperatura sull’organismo. Nella dieta – prosegue la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Con il freddo aumenta il dispendio energetico corporeo che l’organismo spende per mantenere la temperatura ideale di circa 37 gradi e in occasione di sbalzi temici come quelli attuali può essere corretto – continua la Coldiretti – anche aumentare di una piccola quantità l’assunzione calorica giornaliera. Va ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui – continua la Coldiretti – una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene. Per la frutta – evidenzia la Coldiretti – di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. Come sempre, anche per le zuppe antigelo il primo aspetto da curare è quello della provenienza nazionale per garantirsi – conclude la Coldiretti – prodotti freschi che esaltano al massimo le proprietà.

Discoteca incendiata: 17 intossicati

Un incendio è scoppiato poco prima delle 2 nella discoteca Art di Desenzano del Garda (Brescia). Nel locale si trovavano circa 700 persone che sono state immediatamente evacuate. Sul posto sono arrivati carabinieri, vigili del fuoco e 118 (anche con l’elisoccorso). Diciassette persone sono state trasportate negli ospedali della zona per intossicazione, altre 52 si sono presentate direttamente ai pronto soccorso con problemi respiratori. Nessuno appare in pericolo di vita. “A causa di un guasto alla macchina dell’aria – ha spiegato su Facebook la proprietà – si è verificato un incendio esterno con immissione di fumo all’interno della nostra casa Art”.

Benevento: De Zerbi: “non molliamo ma pretendiamo rispetto”

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“Noi non molliamo, alla salvezza crediamo ancora. Dispiace per gli episodi arbitrali, perché avrebbero potuto cambiare l’esito della gara. Quando si va in questi stadi l’atteggiamento che si riceve è raramente equo, invece anche noi, che non piangiamo come altri, pretendiamo rispetto”. Roberto De Zerbi non ci sta ed è arrabbiato dopo l’episodio da rigore non fischiato su Ranocchia-Cataldi che ha condizionato l’andamento di Inter-Benevento, sfida che nel primo tempo ha segnalato giallorossi in palla ed in grado di sfiorare in qualche occasione il gol del possibile vantaggio.

Sospetto caso di Blue Whale nel Napoletano: indaga la polizia

La polizia di Castellammare sta indagando su un caso di presunto Blue Whale che vede come protagonista una ragazzina di Santa Maria la Carità. Ieri mattina gli agenti, dopo la segnalazione della mamma della ragazzina, si sono presentati a casa e hanno sequestrato il  computer e lo smartphone. La Ragazzina però ha cercato di fare resistenza urlando frasi del tipo: “Devo ancora finire, devo andare avanti…” e scoppiando i  lacrime. La vicenda è venuta alla luce dopo che la mamma si era presentata a scuola preoccupata per la figlia. La donna si era lamentata con i suoi insegnanti perché assegnavano troppi compiti alla figlia che si chiudeva per ore nella sua cameretta perché sosteneva che doveva fare i compiti. Ma gli insegnanti della ragazzina avevano spiegato alla mamma che non era cosi. La donna ha cominciato ad indagare e ha fatto l’amara scoperta.  La ragazzina era caduta nel vortice dell’infernale gioco via web, basato su un’escalation di prove fisiche, dall’origine incerta e di cui tanto si e’ parlato sui media nei mesi scorsi. La polizia ora sta cercando di scoprire se la ragazzina sia stata manovrata da qualcuno in Rete.

Incendio nella discoteca: 70 giovani in ospedale

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Un incendio e’ scoppiato poco prima delle 2 in una discoteca di Desenzano del Garda che e’ stata immediatamente evacuata. Sul posto, oltre a vigili del fuoco e carabinieri ambulanze e 118. Diciassette persone sono state portate negli ospedali della zona mentre altre 52, spiegano dal 118, si sono presentate direttamente ai pronto soccorso.
“A causa di un guasto alla macchina dell’aria si e’ verificato un incendio esterno con immissione di fumo all’interno della nostra casa Art”. E’ quanto scrive su Facebook la proprieta’ dell’Art di Desenzano, locale nel Bresciano dove a causa di un incendio nella notte si sono registrati momenti di tensione con 700 persone presenti nella discoteca locale e fatte evacuare da vigili del Fuoco e personale del 118. “Ringrazio lo staff e tutti i presenti per la veloce evacuazione all’esterno, sono vicino ai ragazzi che si sono sentiti male e ringrazio tutti. Siamo chiusi per rimettere in ordine tutta la struttura Art” scrive in una nota Madame Sisi, titolare del locale.

Napoletano muore investito sulla Tangenziale di Milano dopo un tamponamento

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Napoletano muore sulla Tangenziale di Milano investito da un’auto dopo il tamponamento, senza gravi conseguenze, fra la sua auto e un furgone. La grave imprudenza gli è costata la vita perché sceso dalla macchina sulla corsia di sorpasso della Tangenziale Ovest di Milano è stato investito da un’altra vettura che stava sopraggiungendo, e che non ha potuto evitarlo, ed è morto all’ospedale di Niguarda del capoluogo lombardo per le ferite riportate. La vittima dell’incidente stradale aveva 42 anni, era residente a Rozzano e originaria di Napoli. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri. Le indagini sull’accaduto sono condotte dalla Polstrada di Milano.

Denunciato il boss Rinaldi: abita in una casa abusivamente

E’ finito nei guai il boss Ciro Rinaldi detto “My way”, ras incontrastato del rionr Villa a San Giovanni a Teduccio. E’ stato infatti denunciato dai poliziotti di una Volante del commissariato San Giovanni-Barra (diretti dal vice questo- re Maria Pia Rossi) a far scattare la denuncia in stato di libertà a carico di Ciro Rinaldi, 55 anni. Nel corso di jn controllo nella sua abitazione gli agenti hanno rinvenuto la somma di 2400 euro in contanti e due preziosi orilogi: un Rolex e un Cartier.Al momento del controllo lui e la moglie, risultando entrambi nullafacenti, non sono stati in grado di poter giustificare il denaro e gli orologi di ingente valore in loro possesso ed è per questo motivo che il tutto è stato sequestrato.Inoltre da attente verifiche è risultato che l’abitazione in cui viveva la coppia era occupato abusivamente come anche la corrente elettrica allacciata al contatore condominiale.

Il boss, da anni in lotta con il clan Mazzarella era tornato in libertà il 27 ottobre 2015 quando il Riesame annullò l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti per l’inchiesta sulla camorra di Forcella e l’alleanza tra i Giuliano-Sibillo-Amirante-Brunetti, i Contini del Vasto-Arenaccia e appunto, i Rinaldi di San Giovanni a Teduccio.
Sei fratelli maschi, altrettanti cugini da parte di padre e madre, diversi casi di omonimia, tutti molto uniti tra di loro. Negli ultimi quattro anni il clan Rinaldi, il cui quartier generale si trova storicamente nel rione Villa a San Giovanni a Teduccio, ha recuperato tutto il carisma criminale e la forza perduti con la morte violenta di Antonio “’o giallo” e di Vincenzo “’o guappetiello”. La scarcerazione dei fratelli ras e di gran parte dei luogotenenti ha permesso al gruppo  di riprendere la guerra con i Mazzarella per il controllo delle attività  illecite nel quartiere. Negli ultimi mesi ha subito due stese contro la sua abitazione e lo scontro con i rivali di sempre si è acuito a suon di sparatorie e attentati.I Rinaldi, tra ‘altro, secondo gli investigatori approfittando del vuoto di potere che si è creato dal mese di dicembre con i blitz contro il clan De Micco di Ponticelli, hanno cercato alleanze oltre che con gli storici parenti dei Reale del rione Pazzigno anche con i Formicola di Taverna del Ferro e con i Minichini-Schisa e i reduci dei Cuccaro per creare un’unico asse e “cacciare” definitivamente i “Bodo” da Ponticelli e poi passare al contrattacco contro i Mazarella.

Messico: ecco chi ha ‘venduto’ i tre napoletani al ‘Cartel Jalisco Nueva Generacio’n’

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Svolta nell’indagine per la scomparsa di tre napoletani in Messico il 31 gennaio scorso. Quattro agenti della polizia messicana, tra cui una donna, sono stati arrestati perche’ accusati di aver venduto “ad una banda di criminali” i tre italiani Raffaele Russo, il figlio Antonio ed il nipote Vincenzo Cimmino, originari di Napoli. I tre si trovavano a Tecalitlan, nello stato messicano di Jalisco, nella parte occidentale del Paese. Lo ha reso noto il procuratore generale Raul Sa’nchez secondo i quali i “4 agenti hanno venduto i tre italiani ad membri di una banda del crimine organizzato di Tecalitlan”, citta’ di 16.500 abitanti a 600 km ad ovest di Citta’ del Messico. Secondo i media locali i 4 agenti, che hanno confessato il crimine, sono stati identificati come Emilio, Salomo’n, Fernando e Lidia e rischiano ad una condanna tra 40 e 60 anni di carcere. Le autorita’ messicane hanno confermato che continuano le ricerche dei tre italiani affermando che al momento non possono confermare con certezza che siano finiti nelle mani del ‘Cartel Jalisco Nueva Generacio’n’, una delle organizzazioni criminali piu’ potenti del Messico. Ancora nessuna traccia del capo della polizia di Tecalitla’n, Hugo Enrique Martinez Muniz, sospettato di essere coinvolto. E’ stata confermata la versione che i tre italiani sono stati fermati dagli agenti e sequestrati ad una stazione di servizio a Tecalitla’n, dalla banda criminale che poi li ha portati verso l’autostrada in direzione di Jilsotla’n. Gli inquirenti non escludono che ci potrebbero essere altri agenti coinvolti.

Inter-Benevento 2-0: giallorossi battuti su palla ferma

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A tratti bello ma non efficace. Il Benevento s’arrende a una brutta Inter, dopo un bel primo tempo e un paio d’occasioni per pungere (entrambe di Coda in collaborazione col vivacissimo Brignola), dopo un reclamo di rigore (sullo 0-0 contatto più che dubbio in area Inter tra Ranocchia e Cataldi) e le disattenzioni fatali su palla inattiva, con una fragile marcatura a zona, roba che ha consentito alla squadra di Spalletti prima di passare in vantaggio con Skriniar sugli sviluppi di calcio d’angolo e poi di raddoppiare con Ranocchia sugli sviluppi di punizione. Nel finale espulso Viola per doppia ammonizione. Alla fine la squadra di De Zerbi torna a casa sconfitta nel punteggio ma nel gioco, piccola consolazione per una squadra che invece avrebbe urgente bisogno di punti. A livello di prestazioni personali giallorosse, bene Letizia e il portiere-regista Puggioni, oltre a Sagna e a Sandro fin a quando ha retto. Imprecisa ma generosa al massimo la partita di Coda. Su Brignola poco da aggiungere: il ragazzino cresciuto in casa è la vera rivelazione della seconda parte di stagione.

INTER-BENEVENTO 2-0 

Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, D’Ambrosio; Vecino, Gagliardini; Candreva, Rafinha (65′ Karamoh), Perisic (81′ Brozovic); Eder.
Benevento (4-3-3) : Puggioni; Sagna, Tosca, Djimsiti, Letizia; Viola, Sandro (66′ Del Pinto), Djuricic; Brignola, Coda, Guilherme.

RETI: 66′ Skriniar, 69′ Ranocchia
Ammoniti: Candreva (I), Ranocchia (I), Viola (B)
Espulso Viola (B) all’81’

Lite per 100 euro: spara e uccide il datore di lavoro

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Cento euro. A tanto ammonta la somma di denaro per cui Vito Recchimurzi, operaio 51 enne di una ditta di autotrasporti, ha sparato e ucciso il suo datore di lavoro, l’imprenditore di 55 anni, Nicola Sabatino che gliela aveva negata. E’ accaduto in serata a Frignano in provincia di Caserta nello stabile dove i due vivevano separati soltanto da un piano. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Sabatino si sarebbe recato a casa dell’operaio al piano di sopra dell’edificio in cui i due risiedono per pagarlo. Ma ben presto e’ scoppiata una lite sul corrispettivo perche’ dalla cifra pattuita – a detta dell’operaio – mancavano 100 euro. L’imprenditore, dopo aver consegnato parte dei soldi, e’ uscito dall’appartamento di Sabatino. E’ stato allora che l’operaio ha fatto fuoco piu’ volte con la sua pistola a tamburo, un revolver illegalmente detenuto, colpendo alle spalle l’uomo che e’ morto all’istante. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari del 118. Quattro i bossoli ritrovati sul posto. All’arrivo della polizia, chiamata da alcuni vicini spaventati dalle molteplici esplosioni avvertite, l’omicida si e’ consegnato alle forze dell’ordine senza opporre resistenza. Successivamente ha consegnato anche l’arma. Sul pianerottolo, riverso per terra, gli agenti hanno rinvenuto il cadavere dell’imprenditore. Clima di tensione sul posto con tante persone che sono accorse in preda al panico. Un mese fa, sempre nel Casertano, a Bellona, un altro raptus di follia con un 48 enne che sparo’ alla moglie e poi all’impazzata dal suo balcone ferendo cinque passanti e seminando il panico in paese, prima di togliersi la vita.