Fu così che l’ultimo viaggio, quello eterno, del non ritorno per un defunto di Sarno e i suoi parenti sarà ricordato per l’incidente che ha caratterizzato il corteo funebre: l’incontro con i carri allegorici di Carnevale. Ore 16 di martedì tredici febbraio alla fine Viale Margherita il corteo funebre è costretto a fermarsi perchè sul percorso incrocia i carri allegorici allestiti in occasione del carnevale sarnese. Scena imbarazzante: il laico incontra la morte. La musica “a palla” che accompagna la sfilata folcloristica confonde la situazione, i presenti confusi: una situazione di stupore, vergogna, imbarazzo, aleggia nella zona compresa tra l’ incrocio di vialeMargherita, via Abignente, via Sodano, Via Palma per oltre dieci minuti, fino a quando il funerale ha proseguito direzione cimitero. Una coincidenza forse evitabile ma che ha destato profondo rammarico, in chi ha subito la perdita di un caro parente; un episodio propizio per chi ha pensato di giocare i numeri al lotto per tentare la fortuna: 90 72 . VIDEO DI Michele Sirica
Condannata all’ergastolo in Cina: si era trasferita a Napoli: arrestata
Ieri mattina gli agenti del Commissariato Vasto Arenaccia, in servizio di prevenzione e repressione di reati in genere, su disposizione della locale Sala Operativa sono andati all’albergo Magri’s di via Galileo Ferraris, dove il sistema informatizzato degli alloggiati, segnalava la presenza di una cittadina cinese ricercata per sequestro di persona a scopo estorsivo, reati per i quali era stata condannata all’ergastolo dal Tribunale Cinese.In considerazione della segnalata pericolosità della persona, i poliziotti del Commissariato Vasto, sono stati affiancati da agenti del Commissariato Poggioreale ed hanno rintracciato Huang Chonghua del 1964, residente a Madrid e titolare di un permesso di soggiorno rilasciato a Madrid, in Spagna , nonché di regolare passaporto cinese.La donna è stata portata in Ufficio, sottoposta ai rilievi foto‑dattiloscopici e dopo aver acquisito dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Cooperazione Internazionale la conferma del provvedimento e gli atti concernenti la cattura della stessa , è stata notiziata anche l’A.G. presso la Corte di Appello di Napoli .Subito dopo la donna è associata presso la Casa circondariale femminile di Pozzuoli.
Addio Ala, Langella ritorna con l’Udc
Galeotto fu Renzi, raccontano nelle “segrete stanze” di palazzo. Sì, proprio l’ex picconatore. Quello del “c’eravamo tanto amati”. Pietro Langella, senatore del gruppo Ala (Alleanza LiberalPopolare Autonomie) e fino a pochi giorni fa una delle colonne portanti della “stampella verdiniana” al governo del leader dem, è tornato alla casa madre. Eletto con Forza Italia – sia pure da indipendente del Movimento Popolare Campano, il suo partito (ben radicato sul territorio vesuviano) – l’ex assessore provinciale della giunta Cesaro, forte dei buoni rapporti che lo hanno sempre legato al segretario Lorenzo Cesa, è rientrato nei ranghi dell’Udc, schieramento con il quale aveva iniziato l’ascesa nella politica che conta, spiccando il volo da piazza Matteotti fin dentro l’aula di palazzo Madama.
Langella, racconta chi lo conosce bene, ha tentennato fino all’ultimo prima di fare il passo alla rovescia. D’altronde non è facile mollare un progetto, quello messo in piedi dall’ex plenipotenziario del Cavaliere, nel quale si è fortemente creduto. Al punto da rinunciare alle avances di ricandidatura che pure gli erano state proposte da più parti (si sussurra finanche dai centristi della Lorenzin). “Si va avanti fino alla fine”, era stato un po’ il mantra che aveva caratterizzato le mosse dei verdiniani convinti che il loro capo, alla fine, avrebbe spuntato il fatidico apparentamento con il Pd renziano.
Le cronache politiche, invece, hanno raccontato una storia ben diversa: Matteo Renzi non solo ha scontentato la minoranza orlandiana del suo stesso partito, ma ha anche scaricato lo sgradito compagno di viaggio Denis (lo stesso che pure gli aveva salvato il governo tante volte in Aula con il voto dei suoi senatori), provocando così, il “rompete le righe” di Ala.
Per il senatore originario di Boscoreale, a quel punto, non è stato difficile scegliere dove riposizionarsi. In fondo lui che viene dall’esperienza democristiana, non ha mai nascosto di essere un “centrista” convinto, e tante volte, anche in Senato, si è espresso in dissenso col suo stesso gruppo, non condividendo talune scelte che gli apparivano come “troppo di sinistra”. Sarà un caso se nel logo del suo Movimento ha fatto apporre anche la scritta “il vero centro”?
In fondo, ha sempre replicato lui a quanti, in passato, lo accusavano di aver cambiato troppe volte casacca, “io non mi sono mai mosso dal centro. Sono gli altri che si sono spostati”. Ed ecco che la scelta dell’Udc è apparsa come la più naturale in questa travagliata fase politica.
Il parlamentare vesuviano ha così riabbracciato Cesa il quale, candidato alla Camera nel collegio uninominale di Nola (in pratica quasi sull’uscio di casa dell’oramai ex senatore verdiniano), gli ha steso davanti tappeti rossi. D’altronde anche ad un inesperto di cose politiche appare chiaro quanto sia importante aver incassato l’appoggio di Langella, in un collegio in cui il centrosinistra può contare su un big del calibro di Mario Casillo (Dem), compaesano, tra l’altro, proprio di Langella. Un appoggio che potrebbe preludere anche ad una simbolica staffetta in vista delle elezioni, tra un anno, per il parlamento di Bruxelles.
Cesa, ricordiamolo, è eurodeputato uscente ed in caso di “promozione” a Montecitorio, potrebbe anche decidere di sponsorizzare la candidatura “europea” del suo “nuovo” “grande elettore”. Solo ipotesi, va detto. Tutte ancora da verificare ma anche, eventualmente, da smentire. Intanto sabato mattina all’hotel Imperiale di Terzigno andrà in scena la prima significativa tappa del riavvicinamento di Langella all’Udc: un incontro elettorale. Ospite d’onore, manco a dirlo, Lorenzo Cesa.
Afro Napoli United: la favola continua
L’Eccellenza è dietro l’angolo, tanto per proseguire una scalata partita qualche anno fa, quando nacque l’idea di fare di una squadra di calcio qualcosa che avesse seriamente a che fare col “sociale”. Ecco allora l’Afro Napoli United, avventura cominciata con tutti immigrati, cingalesi in maggioranza. Anno dopo anno, l’Afro ha scalato categorie: ormai è ad un passo dall’Eccellenza, dominando quest’anno il girone B di Promozione. Dodò e Babù sono i gioielli d’attacco ma gli altri non restano a guardare: partite dominate, gol in quantità industriale, tanta gioia e tanto spettacolo. Mister Sasà Ambrosino, ex calciatore del Savoia, se la gode alla grande: allenare una truppa del genere significa molto, si traduce in esperienza completamente nuova e diversa, fatta di grandi soddisfazioni ad ogni obiettivo centrato. ” Effettivamente è una sensazione diversa – dice il mister – ma poi in campo tutto torna normale, merito del calcio. Anzi noi ci battiamo anche per la normalità dell’integrazione, l’obiettivo vero della società da sempre. Vincere e cercare di lanciare un messaggio, senza presunzione ma trovando il modo per dare al calcio un significato sociale che in parecchie latitudini è sconosciuto”. Ambrosino striglia e spiega: Dodò dovrà fare altri gol e confermarsi principe dei bomber di categoria mentre l’esperto Babù dovrà dare una mano al gruppo fino al raggiungimento del traguardo con la solita abnegazione.
Napoli, il Questore: ‘Le indagini sul ferimento di Arturo sono a un punto delicato’
Sono a un punto “delicato” le indagini della polizia sugli aggressori di Arturo, il diciassettenne accoltellato in via Foria, a Napoli, una settimana prima di Natale. A parlare e’ Antonio De Iesu, questore di Napoli, a margine dell’ottavo congresso provinciale del sindacato di polizia Siulp, in riferimento a uno quarto indagato responsabile dell’aggressione. “Le indagini stanno procedendo – ha affermato – abbiamo indicazioni, elementi”. “Il nostro – ha sottolineato – e’ un sistema garantista”. “Per quanto riguarda il ‘nano’ (cosi’ e’ soprannominato uno degli aggressori, riconosciuto dal diciassettenne accoltellato ndr.) – ha spiegato – siamo riusciti a trovare elementi, con il supporto delle testimonianze”. “Sugli altri abbiamo bisogno di approfondimenti – ha concluso – anche perche’ non c’erano testimonianze di immagini ne’ di comunicazione, ma stiamo lavorando intensamente. Dobbiamo interrogarci sul perche’ hanno la stessa tenerezza – ha affermato – ma a 15 anni c’e’ chi fa un percorso di studi e trova il suo posto nel mondo, nella nostra societa’, e chi invece accoltella, uccide, spara, spappola le milze”. “Questo e’ un tema che ci interroga tutti. Non e’ sufficiente dire le forze di polizia devono agire. Bisogna prendere posizione”. Poi il Questore De Iesu ha parlato del tema sicurezza: e’ “un bene prezioso” e deve essere “partecipata”: ha spiegato il questore di Napoli, Antonio De Iesu, a margine dell’ottavo congresso provinciale del sindacato di Polizia Siulp, in corso oggi in citta’. “Dobbiamo portare avanti questo lavoro di sinergia – ha affermato – con le forze di polizia”. De Iesu ha ricordato anche “You pol”, l’applicazione Ios e Android “che consente ai ragazzi che hanno partecipato alle manifestazioni per la sicurezza di fare qualcosa in piu'”. “Attraverso questo strumento – ha sottolineato – anche in forma anonima, possono segnalare fatti, situazioni critiche e aiutarci a trovare gli autori”. In quanto alla percezione della sicurezza, De Iesu ritiene che serva “meno cemento e piu’ macchine”. “Il cemento e’ una struttura che assorbe uomini, privando il territorio di uomini, servono piu’ macchine in strada perche’ le persone vogliono vedere agenti, divise, sequestro di motorini, agenti che riescono in maniera capillare a controllare il territorio”.
Benevento: inizia un nuovo campionato
Tempo di rimboccarsi le maniche e di tentare l’ultimissimo assalto all’obiettivo miracolo, cioè salvezza. Passata la prima ondata di scontri senza storia con le big al ritorno – pur caratterizzati nei contenuti da prestazioni non disprezzabili – il Benevento si mette in cerca di punti da scontri a bassa quota. Domenica alle 15,00 la squadra di De Zerbi ospita il Crotone di Zenga: partita dal valore doppio o triplo, in sintonia con altri faccia a faccia delicati del passato coi pitagorici ma caratterizzati nella stretta attualità dalla necessità di non poter più sbagliare. De Zerbi lo sa e carica il gruppo: il resto dovrà farlo uno stadio pieno.
De Laurentiis contento: il fatturato in aumento
Il Napoli ha chiuso l’esercizio 2016-2017 con un risultato netto positivo per 66 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto al rosso di 3,2 milioni dell’esercizio 2015-2016. E’ quanto emerge dal bilancio consolidato della FilmAuro, la casa di produzione cinematografica di Aurelio De Laurentiis che controlla la Società Sportiva Calcio Napoli, riportato oggi dal quotidiano finanziario Milano Finanza.
Come riporta il portale calcioefinanza, il ritorno all’utile è stato possibile grazie a un importante incremento del fatturato nell’esercizio 2016-2017. Il giro d’affari del Napoli si attestato attorno ai 300 milioni di euro 299,87 milioni grazie ai proventi della Champions League 2016-2017 e alle plusvalenze: in particolare quella legata alla cessione di Gonzalo Higuain alla Juventus. Nel dettaglio le plusvalenze registrate dal Napoli nel 2016-2017 sono state pari a 104,41 milioni, mentre il cammino in Champions ha fatto balzare i proventi da diritti tv da 94 a 142,6 milioni.I ricavi commerciali sono passati dai 25,9 milioni del 2015-2016, a 28,5 milioni, mentre i ricavi da gare sono cresciuti da 15,3 milioni a 19,8 milioni.
Ranking Fifa: Italia sempre quattordicesima
Posizioni invariate nel ranking Fifa di questo mese che vede sempre Germania, Brasile e Portogallo sul podio. Per l’Italia, esclusa dai prossimi mondiali, e’ confermata la 14/a posizione. Sale di due posizioni l’Islanda, ora 18/a, miglior risultato di sempre per la nazionale dei vichinghi. Si sono giocate solo 34 amichevoli, 28 delle quali in Africa. Quindi nessun cambiamento ai vertici, con le prime 17 posizioni cristallizzate. Scorrendo la classifica verso il basso e’ possibile osservare movimenti piu’ ampi: Venezuela 48/o (+4 posti), Ungheria 49/a (+5) e Giamaica 50/a (+5) chiudono la lista delle migliori cinquanta, a spese di Camerun (51/o, -6), Ghana (54/o, -4) e Burkina Faso (57/o, -13).
Paganese: la svolta c’è
Ultime uscite, calcolando anche la buona prestazione di coppa, caratterizzata solo dalla negatività dei rigori: la Paganese sembra finalmente esserci. Non sono spariti tutti i difetti ma la squadra di Favo ora appare più solida e consapevole, con ritocchi di mercato che se non altro hanno portato in gruppo motivazioni e vivacità. La salvezza, almeno quella del campo, non appare più una chimera. Scarpa e soci hanno dimostrato di poterla centrare, a patto di continuare sul percorso degli ultimi tempi, fatto di punti pesanti e prestazioni interessanti. Lo sperano i tifosi ormai abituati da oltre dieci anni al calcio professionistico e lo sperano i dirigenti.
Napoli, lancia la droga dal balcone all’arrivo dei carabinieri: arrestato
Nel corso di un servizio antidroga per contrastare le “piazze di spaccio” nell’area nord del capoluogo campano, i carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio Francesco Canciello, un 31enne della zona già noto alle forze dell’ordine per reati specifici. Nell’imminenza della irruzione dei carabinieri nella sua abitazione si è disfatto lanciandolo dalla finestra di un trolley con 800 grammi di eroina, 2 chilogrammi di sostanza da taglio e 12 chilogrammi di bussolotti di plastica, di solito usati per il confezionamento dello stupefacente, un bilancino digitale di precisione. Trovati e sequestrati anche utensili (forbici, coltelli e frullatori) impiegati per la preparazione e il confezionamento della droga. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Poggioreale.
Camorra, i Mazzarella uccisero Di Pede: 9 arresti e 4 latitanti. IL VIDEO
E’ caccia ai quattro latitanti del clan Mazzarella che sono sfuggiti al blitz ordinato dalla Dda di Napoli ed eseguito dagli uomini della squadra mobile di Napoli nella notte tra domenica e lunedi. Si tratta di quattro personaggi di primissimo piano della cosca che si era ricompattata attorno a Francesco Mazzarella (fratello di Roberto e figlio di Salvatore, ucciso nel 1995 durante la feroce faida con i Rinaldi). Francesco Mazzarella è stato arrestato insieme con altri nove. Mentre ad essere sfuggiti alla cattura sono personaggi del calibro di Salvatore Fido, Maurizio Donadeo, Arcangelo Cimminiello e Giuseppe Cozzolino.
Stamane. del Tribunale di Napoli ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei medesimi indagati, accogliendo la richiesta della locale Direzione Distrattuale Antimafia. L’attività investigativa realizzata dalla Squadra Mobile partenopea, coordinata dai magistrati della D.D.A. napoletana, ha permesso di acquisire precisi indizi per i quali la suindicata organizzazione si avvaleva della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, al fine di affermare il controllo egemonico sul territorio, realizzato anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali e la repressione violenta dei contrasti interni, nonché al fine di sopprimere o intimidire i soggetti che a quel controllo si contrappongono, assicurare impunità agli affiliati attraverso una capillare rete di appoggi e connivenze, finalizzati a prevenire interventi delle Forze di polizia e a garantire la latitanza degli esponenti colpiti da ordini giudiziari di cattura, al conseguimento di profitti e vantaggi attraverso la commissione di una serie di attività illecite. In carcere sono finiti: MAZZARELLA Francesco, cl. ’71, BARATTOLO Francesco, cl. ’84, BONAVOLTA Luigi, cl. ’93, DONADEO Raffaele, cl. ’96, LIMATOLA Gennaro, cl. ’85, RAVOLO Giovanni, c. ’76, RUSSO Ciro, cl. ’61, SANTANIELLO Raffaele, cl. ’92, TROISE Pasquale, cl. ’82. Dei dieci fermati quindi solo per Gaetano Bove non è stato confermato il fermo ed è tornato in libertà.
Le indagini scaturite dall’omicidio, avvenuto il 26 agosto del 2012, di Di Pede Vincenzo, affiliato al clan Formicola, hanno consentito non solo di individuare gli autori dell’omicidio in RUSSO Raffaele e GUADAGNUOLO Rosario, affiliati al clan Mazzarella, già condannati in primo grado, ma anche di dimostrare l’attuale operatività del clan Mazzarella al cui vertice spicca la figura di Francesco Mazzarella, soprannominato ‘o parente che, anche non si è mai esposto in prima persona nelle azioni violente, ha assunto il ruolo di capo indiscusso, in virtù anche dell’investitura che gli deriva dall’appartenenza alla famiglia Mazzarella.
Le investigazioni hanno, inoltre, accertato che l’omicidio Di Pede ha determinato una spaccatura tra il clan Mazzarella e il clan Formicola, un tempo alleati e la nascita di una nuova alleanza tra il clan Formicola e il clan Rinaldi.
Dal mutamento degli assetti criminali sono scaturiti alcuni episodi di violenza avvenuti negli anni 2014 e 2015, consistiti in atti di ritorsione e in reciproci agguati,chiaramente riconducibili alla faida tra i Mazzarella e i Rinaldi/ Formicola, in considerazione delle vittime attinte, dei luoghi in cui si sono verificati e delle modalità operative.
Dalle indagini svolte negli ultimi mesi è emerso, invece, che l’annoso scontro tra i Rinaldi/Formicola e i Mazzarella si è acuito a causa degli arresti eseguiti nel novembre 2017 nei confronti di numerosi esponenti del clan De Micco, operante nel quartiere di Ponticelli, che hanno comportato un mutamento degli assetti criminali e la formazione di nuove alleanze nel tentativo di conquistare un territorio fino a quel momento appannaggio dei De Micco. In tale ottica si spiegherebbero le azioni di fuoco e gli attentati dinamitardi commessi nell’ultimo periodo, consistenti in esplosione di colpi d’arma da fuoco contro le abitazioni di affiliati alle fazioni in lotta.
L’8 dicembre dello scorso anno in via Sorrento sono stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di Grassia Sergio, personaggio di spicco del clan Rinaldi.
La notte del 22/12/2017 in via Ferrante Imparato è deceduto Perna Antonio, ritenuto affiliato al clan Mazzarella, a seguito della deflagrazione di un ordigno che la stessa vittima stava piazzando insieme alla compagna, rimasta anch’essa ferita, nei pressi dell’abitazione di una famiglia dedita allo spaccio di sostanza stupefacente.
Il 31 dicembre del 2017 da una perquisizione effettuata nell’abitazione di Gitano Luigi, affiliato al clan Mazzarella sono state rinvenute 182 munizioni di vario calibro, un silenziatore ed un impianto di video sorveglianza, oltre che uno sgabello nei pressi della finestra, a dimostrazione che al momento dell’intervento della Volante l’uomo era in compagnia di altre persone poi scappate.
Lo stesso giorno è stato ferito a causa dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco un bambino di 12 anni, che si trovava in zona San Giovanni a casa di parenti per festeggiare il Capodanno. Da una prima ricostruzione risulta che ad esplodere i colpi siano stati 4 soggetti, con volto travisato, che avrebbero indirizzato gli stessi all’indirizzo dell’abitazione del citato Grassia Sergio.
Il 14/1/2018 l’abitazione di Donadeo Maurizio, affiliato al clan Mazzarella, è stata oggetto dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco.
Tali episodi rappresentano la chiara dimostrazione dell’attuale operatività delle organizzazione criminali in lotta e dell’impegno profuso dagli affiliati nella guerra per il controllo della attività illecite.
Sparatoria a Giugliano: ferito un contrabbandiere di sigarette
Un uomo di 36 anni, Giuseppe Pellecchia, gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato ferito da un colpo d’arma da fuoco al braccio sparato da ignoti in localita’ Varcaturo di Giugliano in Campania Pellecchia – che e’ stato colpito mentre era in strada – e’ ora ricoverato nell’ospedale di Pozzuoli. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Giugliano.Pellecchia si trovava in via Ripuaria dove svolgeva l’attività di venditore di sigarette di contrabbando quando è stato avvicinato da una o più persone che hanno esploso contro di lui un colpo di pistola che lo ha centrato al braccio. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi ed il ferito è stato trasportato all’ospedale di Giugliano, non è in pericolo di vita. Pellecchia vanta diversi precedenti, tra qui quello di estorsione. Fu arrestato nel 2004 poichè accusato di aver chiesto il pizzo ad un commerciante di Melito. Pellecchia avrebbe chiesto per conto degli ”amici di Melito” il pagamento di una tangente in cambio della ”tranquillita”’.
Avellino: la carica di Molina
Al termine dell’amichevole contro il Cervinara, il centrocampista Salvatore Molina si è fermato ai microfoni della stampa: “Dobbiamo dimenticare il pareggio subito contro il Cesena, fare punti a Venezia ci consentirebbe di recuperare morale e migliorare la nostra classifica – ha riportato Radio Punto Nuovo -. Veniamo spesso rimontati? E’ innegabile che il problema c’è, probabilmente è un problema di testa, che va sicuramente annullato”.
Sul prossimo avversario: “Il Venezia è una squadra diversa rispetto a quella affrontata all’andata, non è più una neo-promossa ma una squadra di vertice. Sono certo che sarà più propositiva rispetto al match d’andata dove ha pensato prevalentemente a difendersi”.
Napoli europeo: diversi cambi in vista per Sarri
Per il Lipsia, Sarri ha gli uomini contati. Tra infortuni e turnover, restano due dubbi di formazione. La difesa è fatta. Maggio a destra e Hysaj a sinistra, al centro Tonelli e Koulibaly. A centrocampo spazio a Diawara e Rog. Ci sarà anche Zielinski. Ma dove? Dipende da Hamsik. Ieri in conferenza stampa Sarri ha detto: “Hamsik sta meglio, ieri s’è allenato, non è stanco perché ha giocato mezz’ora, ma dovrà decidere lui come sta”. L’altro dubbio tra i pali. Sarri ha spiegato: “Devo parlare con Pepe e sentire le sue sensazioni e cos’ha nella testa. Se c’è bisogno di un turno di riposo preferisco darlo in trasferta così risparmia lo stress del viaggio. Gigi (Sepe, ndr) lo vedo comunque un portiere affidabile, il problema è relativo”.
Serie D: Cavese e Nocerina, crederci ancora
Destino parallelo o simile? Fate voi, Cavese e Nocerina inseguono un sogno, rispettivamente nel girone H e I di Serie D. Inseguono il sogno di poter ancora credere nella possibilità di salire in C. La Cavese, seconda alle spalle del Potenza, ha accumulato punti in più di distacco a causa della sconfitta col Cerignola: la truppa di Bitetto, però, ha intenzione di non mollare la presa. Stesso discorso nell’altro girone per la Nocerina di Morgia, che accorcia nell’ultimo periodo su chi guida la classifica, ovvero il Troina, e spera calendario alla mano di poter rientrare effettivamente in lizza per il primo posto. Sono le uniche campane a dare un senso di vertice. Per le altre, eccezione fatta per la brillante Ercolanese di Squillante, è mediocrità o sofferenza, segno di un presente non consono alla tradizione migliore del calcio campano di D.
Olimpiadi: bronzo Brignone nel gigante
Federica Brignone, già terza dopo la prima manche, ha chiuso il gigante in 2’10”48 alle spalle della Schiffrin, oro in 2’20”41, e della norvegese Ragnhild Mowinckel (2’20”41). Quinto posto per Marta Bassino, crolla invece Manuela Moelgg che, in testa dopo la prima manche, è finita solo ottava. Undicesima Sofia Goggia.
“Questa medaglia ha un significato enorme, non mi rendo neanche conto di dove sono e cosa sto facendo. La festa non è finita, io ho ancora tate gare”. Federica Brignone si gode il bronzo olimpico. “Sarà bellissimo – ha detto Brignone ai Eurosport – sono molto emozionata adesso. Mi sono commossa come non mai nella mia vita e mi spiace tantissimo per Manuela (Moelgg ndr) mi sarebbe piaciuto tantissimo fare il podio con lei”.
Torre Annunziata choc: cadavere di una donna seminuda sulla spiaggia
Torre Annunziata. Questa mattina è stato ritrovato un cadavere di una donna sul litorale torrese. Si tratta di una donna anziana trovata praticamente nuda nei pressi del Lido Azzurro di Torre Annunziata. La donna indossava un reggiseno poi era completamente svestita. Sul posto sono giunti i carabinieri e gli agenti della polizia dopo la sollecitazione dei militari della Capitaneria di Porto. Secondo le prime indiscrezioni la vittima sarebbe una 82enne che da tempo soffriva di depressione. Molto probabilmente il suo è un gesto volontario. Secondo una prima ricostruzione la donna stanotte si sarebbe spogliata e gettata in mare e ad ucciderla le basse temperature e l’acqua gelata del mare. Molto probabilmente la Procura disporrà l’autopsia sul corpo dell’anziana. Solo con l’esame autoptico si potrà fare chiarezza sulle cause della morte. Indagano le forze dell’ordine.
Aumento dei casi di colite in Campania
I casi di malattie croniche intestinali sono frequenti nel nostro Paese e per trattarle sono sorte delle specifiche strutture ospedaliere abilitate per la cura di tali disturbi e si sono diffusi anche dei trattamenti naturali. In particolare la sindrome dell’intestino irritabile, chiamata impropriamente colite, sembra colpire spesso i cittadini campani che risentono di sintomi molto fastidiosi.
Tra i segnali più evidenti di un’infiammazione del colon vi sono:
dolori addominali, crampi, gonfiori, alterazioni dell’alvo (diarrea, stitichezza anche alternata a costipazione), nausea.
Dai recenti dati clinici è emerso che la Campania ha risentito di un aumento dei casi di colon irritabile, con maggiore incidenza delle donne rispetto agli uomini, da attribuire a due fattori principali quali l’alimentazione e lo stress (stati di ansia). Conosciamo bene il temperamento focoso di chi vive vicino al Vesuvio ed è facile comprendere come questo stato ansioso, legato al carattere, possa incidere negativamente sulla salute intestinale.
Tra gli altri fattori implicati, che potrebbero acutizzare questo malessere vi sono: componenti genetiche, infezioni, cambi di temperatura improvvisi.
Anche la dieta è sotto accusa, nel caso dei campani, visto che sono presenti alcuni alimenti che espongono maggiormente ad irritazione intestinale, che fanno parte della tradizione culinaria della regione. Esisterebbero infatti alcuni cibi che possono acutizzare i sintomi di una colite.
In caso di un’irritazione del colon che provoca un aumento della reattività dei muscoli intestinali e/o una accresciuta sensibilità viscerale, è importante adottare delle misure dietetiche per lenire i sintomi e rendere più agevole la fase digestiva. Alcuni alimenti scatenano reazioni intestinali particolari. Nei soggetti colpiti da colon irritabile un consumo eccessivo di tali cibi potrebbe peggiorare la condizione di salute.
A questo proposito non andrebbe mai sottovalutato quello che si mangia e sarebbe giusto appuntarsi su di un foglio una piccola lista di cibi che ci hanno fatto soffrire più di altri, una volta ingeriti.
Il paradosso dei pazienti campani è evidente, visto che si è notato come le difficoltà maggiori derivino proprio dall’assunzione di latte e latticini e, in una terra come la Campania, immaginiamo come questo possa rappresentare un problema.
Anche se per molti soggetti potrebbe rappresentare un dramma, uno stravolgimento così radicale nel proprio regime alimentare, sarebbe opportuno sperimentare l’escusione di latte e dei derivati dalla tavola.
Addio alla mozzarella di bufala e alla pizza napoletana almeno per un po’ di tempo, visto che si tratta di alimenti ad alta irritabilità.
Altri alimenti da evitare sono:
fagioli, lenticchie, cavoli, asparagi, carciofi, frumento, cipolle, mele, prugne, pere, caffè, caffeina, alcol, cibi contenenti sorbitolo (dolcificanti artificiali).
Intestino “secondo cervello”: influenza dello stress
I campani colpiti da colon irritabile spesso risentono degli effetti di un’aumentata risposta dell’intestino allo stress, ossia delle condizioni che possono stimolare il tratto gastrointestinale, alterando l’equilibrio fra cervello e corpo. Il temperamento caldo dei napoletani che li porta ad essere nella vita, nelle scelte, nel tifo e nelle relazioni personali alquanto passionali ed ansiosi potrebbe essere una delle cause scatenanti del colon irritabile di cui non si conosce ancora la sicura eziologia, anche se tra le ipotesi più accreditate i medici fanno appello alla relazione tra mente ed intestino.
La sindrome del colon irritabile interessa il colon e l’intestino tenue che risentono di alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi, queste attività del tubo digerente sono regolate dal cervello che in tal caso interagire in maniera anomala con l’intestino: le terminazione nervose della parete intestinale, che controllano la contrazione della muscolatura e trasmettono al cervello le sensazioni dell’intestino, risultano più sensibili. La sindrome del colon irritabile viene definita anche disturbo dell’asse cerebro-intestinale in quanto l’alterazione della motilità e della sensibilità del colon sembra essere dovuta alla distruzione della corretta comunicazione fra cervello ed intestino (asse cervello-intestino) che si caratterizza per interazioni bidirezionali fra cervello ed intestino che regolano le funzioni intestinali.
Approccio naturale
La corretta diagnosi è importante per trattare adeguatamente la problematica e per escludere il sospetto di malattie quali: celiachia, sensibilità al glutine, morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa. Per trattare il colon irritabile solitamente si correggono le abitudini alimentari e si segue una terapia farmacologica con antispastici, lassativi ed antidiarroici che vengono prescritti in base alla sintomatologia prevalente. La sindrome del colon irritabile si presenta in diverse forme e i soggetti afflitti non rispondono allo stesso modo ai farmaci ed alla dieta.
Questa peculiarità ne rivela un aspetto molto subdolo, perchè la rende estremamente difficile da sconfiggere del tutto. Sono migliaia i cittadini della Campania che cercano ogni giorno di risolvere nel lungo periodo di lenire i sintomi del male, investendo anche ingenti quantitativi di denaro.
Non sono pochi i campani che richiedono l’aiuto di un naturopata per dare sollievo ai sintomi e per recuperare la piena salute e che sono disposti a viaggiare sino in Puglia per curare una colite, presso i loro studi specializzati.
I mezzi di comunicazione attuali consentono però di ricevere delle cure e dei consigli, senza la necessità di spostarsi dalla propria abitazione. Si tratta di specialisti accreditati, che godono di una certa fama, che riescono a offrire una consulenza dettagliata anche online, attraverso video chat tramite skype.
Oggi è possibile curare la colite anche online, visto che si tratta di consulenze che non hanno nulla di che invidiare a quelle realizzate “vis a vis”, durante le quali, dopo aver esaminato l’anamnesi storica del paziente, vengono di solito raccomandati specifici rimedi fitoterapici, preparati omeopatici oppure i fiori di Bach che possono migliorare lo stato di salute del paziente già nel giro di qualche settimana. Questi rimedi naturali in genere sono da preferire a soluzioni farmacologiche perchè non provocano effetti collaterali, dal momento che si tratta di terapie green, tra l’altro meno costose, che mettono l’organismo in condizione di sfruttare le potenzialità che naturalmente possiede per raggiungere la guarigione.
Allarme truffe alle poste di Castellammare e Gragnano: c’è l’inchiesta
Allarme truffe nell’area gragnanese e stabiese per vaglia postali clonati e soldi incassati da ignoti. Tutto all’insaputa dei proprietari. Sono circa una decina i casi segnalati in tutta la zona negli ultimi mesi. Così la procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta. Gli ultimi casi sono stati registrati nella città della pasta dove alcuni utenti hanno provato ad incassare gli assegni ma si sono ritrovati davanti ad uno spiacevole episodio. Così come è accaduto ad una donna che, assistita dagli avvocati Carmine Iovino per la vicenda penale e Antonio Lembo e Mario Gentile, per il civile ha dichiarato di aver sempre tenuto i soldi in un posto sicuro, accessibile solo a lei e nemmeno ai familiari. Pare che qualcuno alle poste sia riuscito a clonare il titolo e ad incassarlo al posto della signora. I fatti risalgono al dicembre del 2016 quando la donna si reca all’ufficio postale di via Vittorio Veneto per incassare un assegno. Siccome si tratta di una somma ingente, la signora decide di trasferire in un vaglia “Patrimonio BancoPosta” la cifra rimanente per poi ritirarli in secondo momento. Circa un mese fa la donna ritorna in posta e chiede di ritirare la somma in contanti. Qui la triste scoperta. Il vaglia è stato clonato e incassato da uno sportello bancario Unicredit in contanti. Così la signora si è recata dai carabinieri per sporgere denuncia. I militari già stanno indagando su casi simili. A Castellammare un uomo ha denunciato la clonazione di un buono fruttifero di circa 19mila euro incassato direttamente da ignoti. Quei titoli però sono accessibili solo ai dipendenti che lavorano all’interno dell’ ufficio postale. Le indagini della procura oplontina procedono contro ignoti ma i primi sospetti ricadono sui dipendenti degli uffici postali in cui erano sottoscritti i titoli. Gli investigatori stanno controllando gli accessi ai sistemi informatici degli uffici postali “incriminati” per capire attraverso gli orari e i movimento fatti chi potrebbe essere il dipendente infedele che si sarebbe appropriato dei soldi dei clienti.





