Un’urna fatta di sabbia, con delle piccole orme disegnate sulla superficie: questo prodotto permetterà ora anche in Campania di disperdere le ceneri dei propri cari in mare. La possibilità di dare in questo modo l’addio ai congiunti risale (per legge) al 2011, ma finora mancava una soluzione reale al come farlo. Ci ha pensato Gennaro Tammaro dell’omonima ditta di onoranze funebri che da sempre mostra particolare attenzione per l’ecosostenibilità e le tematiche green (si ricordi l’urna che, piantata, diventava un albero). È il primo impresario funebre in Campania a dotarsi dell’urna “Orme di Sabbia”, al 100 percento biodegradabile e idrosolubile. L’urna è realizzata in modo tale da resistere all’acqua il tempo necessario per l’estremo saluto al proprio caro, ma può essere utilizzata anche per essere sotterrata o tenuta in casa. “Qualcuno si complimenta con noi – affermano i vertici dell’impresa funebre – per l’ennesima attenzione green. In realtà, noi ci riteniamo semplicemente precursori di una necessità incombente, quella della tutela dell’ambiente che deve riguardare tutti in ogni ambito della vita di tutti i giorni. Anche il comparto funebre, oneroso da questo punto di vista, non è esente da questo impegno”. “Confrontandoci con chi tutela l’ambiente – continuano – ci siamo resi conto che più di una volta la pratica della dispersione delle ceneri a mare che in molti possono ritenere innocua sia in realtà effettuata in barba a ogni educazione e civiltà, con intere urne di latta gettate a mare o abbandonate sulla sabbia. Siamo fieri di essere i primi in Campania, e tra i primi in Italia, a importare questi prodotti e di dare il nostro fattivo contributo a questa causa”. Non è la prima volta che la ditta Tammaro balza agli onori della cronaca per iniziative che da un lato destano curiosità, ma che dall’altro tendono a offrire soluzioni, creative certo, a problemi molto sentiti. Tempo fa, la stessa impresa di onoranze funebri brevettò un sistema per “certificare le cremazioni”, a seguito di alcuni scandalosi fatti di cronaca che interessarono il nord Italia. Un’idea semplice ma al contempo brillante: dotare la cassa sigillata e destinata al forno di un pezzo di puzzle di un cuore che combaci perfettamente e abbia la stessa matrice del pezzo combaciante, lasciato ai parenti del defunto prima della cremazione.
Corruzione, Il Csm sospende dalle funzioni e dallo stipendio il giudice Longo
La Sezione disciplinare del Csm ha disposto la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio dell’ex pm di Siracusa, Giancarlo Longo, arrestato il 7 febbraio con l’accusa di associazione a delinquere, falso e corruzione. Il provvedimento era stato chiesto dal Pg della Cassazione Riccardo Fuzio ed e’ obbligatorio nel caso di arresto di un magistrato. Longo, che alcuni mesi fa e’ stato trasferito in prevenzione al tribunale civile di Napoli, e’ accusato di aver pilotato fascicoli di indagine per favorire i clienti di due avvocati siracusani, Piero Amara e Giuseppe Calafiore, anche loro arrestati. In cambio avrebbe ottenuto soldi e regali. Con lo stesso provvedimento la Sezione disciplinare ha anche disposto il collocamento fuori dal ruolo organico del magistrato.
Armi, droga e ricettazione, La Cassazione conferma la condanna ‘lieve’ per Sperandeo
Dopo meticolose indagini, il 19.04.16 nel corso di una perquisizione gli inquirenti rinvengono un consistente quantitativo di cocaina pari ad oltre mezzo chilo, ben 606 grammi, in parte suddivisi in dosi e la restante parte in undici buste di cellophane. Tale quantitativo era da ritenersi inusuale atteso che fu rinvenuto in una piccola città di provincia quale è Benevento. La perquisizione destò sconcerto in città anche perché furono nello stesso luogo, “Villa Bice”, sequestrati ben duecentomila mila euro in contanti e due armi da fuoco. Non solo. Accertamenti tecnici disposti dal pubblico ministero dimostrano che la cocaina era stata adulterata con una sostanza da taglio, il levamisolo, in modo da accentuare la potenzialità drogante e lesiva; ciò consentì all’accusa di contestare anche la aggravante di cui all’art. 80 dpr 309/90. Tutte le indagini portavano ad individuare il responsabile nella persona di Sparandeo Arturo classe 1967.
Costui, incastrato da inequivocabili intercettazioni e dalla emblematica circostanza di rivestire la qualità di custode della villa ove fu trovato quanto caduto in sequestro, optò per il rito abbreviato e non tentò neppure di discolparsi. In sede di conclusioni finali, il P.M. chiese di condannare l’imputato alla pena di anni 18 di reclusione, ridotta a 12 per il rito abbreviato prescelto con rifermento ai tre reati a lui ascritti : detenzione di 600 grammi di cocaina pure adulterata, detenzione di armi da fuoco e ricettazione. Se la condanna era inevitabile, quel che, viceversa, apparve sorprendente fu la pena inflitta al narcotrafficante in data 15.05.17 dal Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Benevento, dottoressa Loredana Camerlengo. Infatti, il giudizio di primo grado si concluse con la condanna ad anni 4 e mesi 6 di reclusione grazie al sapiente lavoro difensivo degli avvocati Antonio Leone del Foro di Benevento e Dario Vannetiello del Foro di Napoli.
La esiguità della condanna inflitta rispetto a quella invocata dal P.M. indusse l’accusa a presentare ricorso per cassazione. Nei termini di legge, la difesa dell’imputato, pochi giorni orsono, aveva provveduto a depositare una memoria di replica al ricorso proposto dal P.M., invocandone la inammissibilità per ragioni squisitamente giuridiche. Nella tarda serata di ieri la Suprema Corte di Cassazione – III sezione – presieduta dal dott. Aldo Cavallo, nonostante la articolata e profonda impugnazione del P.M., ha ritenuto immuni da censura le puntuali argomentazioni indicate dal Giudice di primo grado, ed ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’accusa, così come puntualmente chiesto dalla difesa, sia con atto scritto, sia con l’intervento orale in aula dell’avvocato Dario Vannetiello. La immediata conseguenza è la seguente : pur senza essersi svolto il giudizio di appello, grazie alla ponderata scelta dei difensori, è divenuta immodificabile la tenue pena inflitta allo Sparandeo, pari ad anni quattro e mesi sei di reclusione, sanzione che al momento continuerà pure a scontare agli arresti domiciliari ove trovasi da circa un anno, dopo aver scontato un periodo di carcerazione pari ad un semestre.
Rione Sanità, nascondeva droga in un appartamento confiscato: arrestata 35enne
Napoli. Nascondeva droga in un appartamento confiscato, nel rione Sanità: scoperta ed arrestata dalla Polizia una 35enne.
Approfittando del fatto che era in possesso delle chiavi di un’abitazione confinante alla sua, ossia di un appartamento disabitato in quanto confiscato da un istituto di credito, aveva nascosto al suo interno hashish, suddivisa in “stecchette”, per il confezionamento di circa 500 dosi.
Gli agenti della sezione “Volanti”, stamane, nell’ambito di un servizio mirato, abilmente, sono riusciti a fare irruzione nell’abitazione di Rita Spagnuolo, di 35anni, riuscendo così a smascherare l’illecita attività della donna. La donna, che registra pregiudizi di Polizia, è moglie di un pregiudicato, sottoposto al regime degli arresti domiciliari dal dicembre scorso, proprio per il reato di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, avendo notato nel lavabo due coltelli sporchi di sostanza stupefacente, hanno subito intuito che la donna nascondesse la droga in casa.
La conferma è arrivata quando, nel corso della perquisizione, custodite in un cassetto, sono state ritrovate delle chiavi, per le quali la donna non sapeva fornire spiegazioni.
Quelle chiavi hanno subito aperto la porta d’ingresso dell’appartamento attiguo a quello della 35enne che, vistasi scoperta, ha ammesso di esserne entrata in possesso poco prima che l’Ufficiale Giudiziario provvedesse alla confisca. Tra la porta in ferro ed una in alluminio, gli agenti hanno ritrovato e sequestrato due pacchetti contenente la droga. La donna è stata arrestata, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e sottoposta al regime degli arresti domiciliari. Nella mattinata di domani, infatti, sarà processata con rito per direttissima.
Castellammare, intimidazione alla sede di Leu nel Centro Antico
“Stanotte hanno tentato di dare fuoco alla targa che solo qualche giorno fa , avevamo affisso alla porta della nostra sede in via Gesu’ 29 a Castellammare” Sull’atto indagano gli uomini del Commissariato di Castellammare dopo la presentazione della denuncia. Non ci facciamo intimorire nè minacciare. Non sara’ una bravata o un vile atto intimidatorio a spaventarci o a fermarci. Li tra quelle mura abbiamo, due settimane fa, iniziato a fare attività politica. Abbiamo riaperto alla città ed al centro antico ,in un luogo simbolico per la storia della sinistra in questa città, uno spazio di riflessione e di confronto. In quelle stanze rimaste per troppo tempo vuote ora si e’ tornati a far politica . Siamo ripartiti dalla storia -per costruire il futuro. La nostra sede continuera’ a essere un luogo di confronto e di discussione aperta al territorio, uno spazio inclusivo e dinamico per offrire sostegno e risposte ai bisogni della città. Per i molti, non per i pochi. In questa ottica domani alle 15,30 dall’iniziativa di un gruppo di giovani professionisti di Castellammare sara’ inaugurato lo Sportello Europa della Città. Le attività dello sportello consisteranno innanzitutto in azioni di informazione e consulenza tecnica sui principali bandi di finanziamento europei, diretti e indiretti, a favore delle imprese”. Così una nota di Liberi e uguali.
Furti in appartamento a Salerno, é polemica su ronde ‘fai da te’
L’ondata di furti in appartamenti nelle frazioni collinari di Salerno non si attenua. Non e’ chiaro se si tratti di una sola banda o di piu’ gruppi criminali. Quel che e’ certo e’ che i colpi vengono messi a segno soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. I residenti sono preoccupati e ipotizzano l’attivazione di ronde per un contrasto fai-da-te alla criminalita’ predatoria. I carabinieri, nei giorni scorsi, hanno gia’ arrestato tre persone, un georgiano, un polacco e un napoletano, sorpresi mentre spicconavano all’interno di un’abitazione nel tentativo di portare via una cassaforte. Ieri sera, invece, sempre i militari dell’Arma hanno sottoposto a fermo di indiziato per rapina un ucraino di 48 anni che lo scorso 2 febbraio insieme a un complice di cui e’ in corso l’identificazione avrebbe tentato un furto in un’abitazione di via Ciotoli, nella parte alta del quartiere Pastena. Sorpreso dal proprietario dell’appartamento, il malvivente lo avrebbe minacciato con un cacciavite, per poi darsi alla fuga a piedi. Il questore Pasquale Errico ha disposto rinforzi nei controlli in quelle zone e sono in arrivo in citta’ altri agenti dai reparti di prevenzione crimine di Napoli e di Cosenza. Stamani, al Comune, il sindaco Vincenzo Napoli ha incontrato il vicario del questore che ha garantito un ulteriore dispiegamento di pattuglie, anche in borghese, e un controllo piu’ capillare di tutte le zone di accesso alle aree interessate. Si lavorera’ in sinergia, anche con la polizia municipale. A margine di un incontro con i giornalisti, Errico conferma l’impegno “per dare una svolta a questo fenomeno, per debellarlo e per dare una buona falcidiata a questa banda di stranieri che sta martorizzando il nostro territorio”. Sulle ronde, pero’, e’ cauto: “Se ronda vuol dire controllo sociale del territorio, per me va bene perche’ rientra nei compiti di ognuno di noi. Ma se per ronda vogliamo intendere la vigilanza armata e poliziesca non va bene perche’ questo compito spetta, in via primaria, agli organi della pubblica sicurezza”. Della medesima idea e’ il primo cittadino di Salerno che consiglia ai cittadini di “affidarsi alle forze dell’ordine senza ricorrere ad azioni personali”. Della questione e’ stato investito anche il prefetto, Salvatore Malfi. Il vice sindaco, Eva Avossa, gli ha esposto la problematica e il rappresentante del Governo nella provincia ha gia’ “dato indicazioni specifiche alle quali noi ci stiamo allineando”, spiega Errico. Alla polizia intanto arriva in regalo una scultura in legno di noce di Paolo Cibelli, “In fila per la Vita, ispirata a una pagina del libro di Primo Levi “Se questo e’ un uomo”.
Come vengono comandati i movimenti meccanici dell’aereo?
Negli ultimi decenni, l’industria aeronautica ha subito una vera rivoluzione elettronica dovuta al continuo progresso di nuovi macchinari. La miniaturizzazione della tecnica digitale ha permesso di diminuire i pesi e gli ingombri, ed ai costruttori, di ampliare le funzioni dei sistemi elettrici convenzionali.
Oggi, i circuiti elettronici fanno consistentemente parte di ogni sistema di bordo dei velivoli moderni. Questo periodo della “storia aeronautica” può essere benissimo chiamato “l’era elettronica” perché l’elettricità e l’elettrotecnica sono diventate fondamentali per il corretto funzionamento, e l’operatività delle macchine volanti, particolarmente, per quanto riguarda gli aspetti della navigazione, della comunicazione e del controllo. I progressi che si compiono ogni giorno nella tecnologia aeronautica sono spesso dovuti a diverse esigenze, quali:
- la riduzione del peso,
- l’incremento dell’affidabilità,
- il miglioramento delle prestazioni,
- il costo del ciclo di vita delle macchine volanti.
Diverse funzioni del settore aeronautico sono comandate, in particolare uno di questi comandi gestisce il limite di velocità, che si stabilizza tramite i movimenti di valvole o di leve.
Queste, si occupano di convertire il segnale elettrico in un movimento meccanico o in altre grandezze fisiche, come ad esempio la temperatura o la pressione.
Inoltre gli attuatori devono fornire, a causa degli spazi limitati e a un peso molto ridotto, un’alta resistenza dovuta alle critiche condizioni ambientali con continue vibrazioni e altrettanti sbalzi termici. La costruzione estremamente robusta, consente di disporre di cilindri resistenti alla corrosione, oppure facili da pulire per gli ambienti più sensibili.
Per le funzioni di sicurezza sugli aerei vengono di norma utilizzati attuatori a due motori. Un aereo è infatti generalmente concepito in modo che i sistemi più critici vi siano presenti con due o tre unità svolgenti la stessa funzione. Lo stesso principio si applica agli attuatori: sono previsti due azionamenti per l’eventualità che uno dei due sistemi possa guastarsi. Ad esempio: nel motore è integrato un attuatore che blocca l’afflusso di carburante in caso di incendio. Poiché questa funzione vitale deve essere garantita in ogni momento e in qualunque circostanza, gli attuatori corrispondenti sono sempre dotati di due motori.
Gli attuatori pneumatici si trovano in quasi tutti i sistemi di un aereo, e il loro compito sta proprio nel gestire il carburante, l’acqua, l’ossigeno e l’aria. Inoltre svolgono funzioni di sicurezza, interrompendo il flusso di un determinato mezzo in caso di possibile pericolo.
Asl chiude centro riabilitazione,pazienti occupano struttura
Tensione, proteste e pianti di pazienti e familiari in cura presso il centro di riabilitazione Aias di Avellino, in seguito alla chiusura del centro di via Morelli e Silvati disposta dalla Asl sulla base di carenze igienico-sanitarie riscontrate nel corso di un’ispezione dei militari della Guardia di Finanza e dei carabinieri del Nas: i 280 pazienti verranno trasferiti in altre strutture sanitarie pubbliche per proseguire le terapie di riabilitazione motoria e psichica. Una decisione che viene fortemente contestata dalle famiglie dei pazienti che stamattina, giornata in cui e’ scattata la sospensione amministrativa, hanno occupato il centro. I pazienti, adulti e bambini, in prevalenza con problemi motori derivanti da episodi ischemici e da patologie dello spettro autistico, “hanno bisogno – sostengono i familiari – non soltanto di continuita’ terapeutica, ma degli stessi operatori dell’Aias che da tempo seguono i nostri congiunti con risultati importanti che da oggi verrebbero vanificati”. Il centro Aias di Avellino e’ anche al centro di un’inchiesta della Procura di Avellino che coinvolge anche la onlus “Noi con Loro”, la cui struttura e’ stata data in fitto all’Aias: dieci le persone indagate a vario titolo per false fatturazioni, riciclaggio e associazione a delinquere. In particolare, gli inquirenti intendono chiarire i termini dell’accreditamento provvisorio da parte della Regione Campania che ha consentito di ottenere, dal 2013, fondi per oltre 6 milioni e 800 mila euro e un giro di fatture per 817 mila euro emesse a favore di un bar e di una societa’ del settore informatico da parte dell’Aias di Avellino, che nel frattempo e’ stata commissariata dai vertici nazionali. Nel limbo restano i 150 dipendenti da sette mesi, oltre alla tredicesima 2017, sono senza stipendio. Su un altro fronte, i commissari inviati dall’Aias nazionale stanno cercando di ricostruire la situazione contabile, nella quale spiccano 5 milioni di debiti nei confronti di Inps e fisco.
Torre Annunziata, anziana trovata morta sulla spiaggia: ipotesi suicidio
Il corpo privo di vita e senza indumenti di una donna e’ stato trovato questa mattina sulla spiaggia di Torre Annunziata (NAPOLI): giallo sulla morte di un’anziana di 81 anni. Sara’ ora l’autopsia, disposta dal magistrato di turno, a stabilire le cause del decesso. Ad indagare sono gli agenti del locale commissariato di polizia, guidato dal vicequestore Vincenzo Gioia, i primi ad intervenire insieme agli uomini della Capitaneria di Porto, informati della tragedia dal titolare di un vicino stabilimento balneare, che ha notato il corpo fermo sulla sabbia. Secondo quanto appurato dalla polizia, la donna era scomparsa ieri da casa e i familiari avevano segnalato i fatto, evidenziando come l’ottantunenne soffrisse di problemi di depressione e gia’ alcuni mesi fa aveva provato ad allontanarsi dal proprio domicilio. Anche se gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, tra le piu’ accreditate c’e’ la possibilita’ di un suicidio, con l’anziana che si sarebbe volontariamente gettata in mare dopo essersi tolta gran parte degli indumenti.
Centri scommesse illegali nel Casertano, denunce e un arresto
La Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito, negli ultimi giorni, numerosi controlli a tutela del monopolio statale del gioco e delle scommesse, nel corso dei quali sono stati individuati alcuni esercizi dotati di attrezzature per l’illecita attivita’ di raccolta di giocate veicolate su siti non autorizzati. In particolare, i finanzieri del Gruppo di Aversa hanno individuato un centro di raccolta abusivo a San Marcellino, sorprendendo un cittadino extracomunitario che aveva appena effettuato una scommessa attraverso un ‘conto gioco’ messo a disposizione dal titolare dell’attivita’ su un sito internet di un allibratore estero non autorizzato a operare in Italia. Sottoposte a sequestro numerose ricevute di giocate e tutte le attrezzature utilizzate, tra cui personal computer appositamente configurati e collegati a una stampante termica dedicata. Per il proprietario della sala giochi, oltre alle pesanti sanzioni pecuniarie previste, e’ scattata la denuncia esercizio abusivo di attivita’ di gioco o di scommesse. I successivi approfondimenti effettuati nei confronti del cliente, un 40enne di origini albanesi, hanno consentito di accertare che era clandestino e destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Bari nel 2009 per una condanna 4 anni e 6 mesi di carcere per di riciclaggio, ed e’ stato quindi arrestato. Le Fiamme gialle della compagnia di Mondragone, invece, hanno eseguito controlli in due centri di raccolta scommesse per via telematica a Castel Volturno e di Cancello ed Arnone, rilevando che formalmente erano centro trasmissione dati, ma accettavano giocate su eventi sportivi per conto di bookmaker esteri (uno dei quali con sede a Cipro) privi della prescritta concessione dei Monopoli di Stato. Anche in questo caso sono state sottoposte a sequestro le attrezzature utilizzate e i gestori dei due centri irregolari, risultati peraltro sprovvisti delle previste autorizzazioni, sono stati denunciati per esercizio abusivo di attivita’ di gioco o di scommesse. Sono ora in corso accertamenti volti a ricostruire l’ammontare effettivo del volume delle giocate per il recupero a tassazione delle imposte evase.
Firmata la concessione della tratta dismessa al Comune di Aversa
E’ stata firmata una proposta di concessione tra EAV ed il Comune di Aversa – che dovra’ essere ratificata dal Consiglio Comunale del Comune – “che segna un importante passo in avanti per la regolarizzazione dei rapporti tra il Comune ed EAV , volti alla messa in sicurezza ed alla valorizzazione di aree di forte interesse per il territorio comunale”. “Forte apprezzamento per l’accordo” e’ stato espresso dal Sindaco di Aversa, Domenico De Cristofaro, che ha sottolineato “come esso rappresenti un punto di svolta per l’intera citta’; e da EAV nelle persone del Presidente Umberto De Gregorio e Direttore Generale Pasquale Sposito, che evidenziano come tale accordo si inquadri in una politica ampia di forte collaborazione tra EAV/Regione Campania e gli enti locali”. “Grazie a tale accordo alcune importanti aree cittadine saranno oggetto di bonifica e riqualificazione urbana. Il Rinnovamento di questa porzione della citta’ generera’ sviluppo e maggiori servizi per i cittadini”, si sottolinea in una nota. Questi i punti salienti della storia del contenzioso e dell’accordo. MCNE (poi EAV) concesse in uso al Comune di Aversa nel 2006 alcuni beni ferroviari, riferiti alla dismessa sede SMCV-NA. Il Comune di Aversa non provvide al pagamento del relativo canone e, non avendo restituito i beni, incorse in penale. Il Comune di Aversa ha poi richiesto la concessione di ulteriori aree, sempre riferite alla sede dismessa, ed ha sostenuto spese per la pulizia e la manutenzione dei beni di proprieta’ EAV. L’accordo oggi sottoscritto prevede la reciproca rinunzia alle proprie ragioni creditorie e la concessione in uso delle aree di proprieta’ di EAV/Regione Campania ricadenti nel territorio comunale. La concessione avra’ la validita’ di anni sei e potra’ essere rinnovata tacitamente per ulteriori periodi di sei anni. Il Comune realizzera’, a proprie spese, sulle aree oggetto di concessione e che ricadono a ridosso del centro storico e della ZTL, parcheggi al servizio dei cittadini riservando un congruo numero di posti a prezzo ribassato per i fruitori dei servizi di T.P.L..
Torre del Greco, ruba la fede nuziale alla parente neo sposa e la rivende al compro oro: denunciata
Ruba la fede nunziale di una parente neo sposa e la vende ad un “compro oro”: la Polizia ritrova la fede e denuncia per furto una 50enne di Torre del Greco. Aveva contratto matrimonio solo 4 mesi fa e, dopo essersi assentata da casa per andare a far la spesa rincasando, si è resa conto che la sua fede nunziale, ove era impresso il nome del marito e la data delle nozze, le era stata rubata.
Immediata la denuncia alla Polizia del Commissariato di P.S. Torre del Greco che, a seguito di indagini, svolte dalla squadra amministrativa, non solo hanno rinvenuto la fede presso un noto esercizio commerciale di compro oro, ma sono anche risaliti a chi materialmente l’aveva venduta all’orafo: una parente della vittima. M.D.U., di 50 anni, infatti, è stata denunciata, in stato di libertà, perché responsabile del reato di furto aggravato. La fede, del valore di 105 euro, è stata restituita alla neo sposa.
Pomigliano d’Arco, domani Piera Levi-Montalcini a selezioni area sud lego-League
Domani, venerdì 16 febbraio, a partire dalle ore 8.30, Piera Levi-Montalcini, presidente dell’Associazione Levi-Montalcini, sarà presente presso l’ITIS E. Barsanti in via Mauro Leone 105 a Pomigliano D’Arco (NA) per le selezioni regionali dell’area Sud della First Lego League. Piera Levi-Montalcini, che alla fine dello scorso mese ha preso parte anche alle selezioni per l’area Nord-Ovest che si sono tenute a Reggio Emilia, ricopre il ruolo di presidente della giuria italiana per la First Lego League. Si tratta di una gara mondiale per qualificazioni di scienza e robotica a cui possono prendere parte ragazzi e ragazze compresi tra i 9 e i 16 anni, suddivisi in gruppi di 10 persone al massimo. Quest’anno, l’argomento principale sarà l’acqua e i partecipanti, rispettando il tema proposto, si dovranno sfidare e mettere in mostra tutte le loro capacità nella progettazione, nella costruzione e nella programmazione di robot automi, incentivandoli a cercare soluzioni innovative per problemi contemporanei e, contestualmente, avranno la possibilità di sviluppare nuove competenze, tecnologiche ma anche lavorative.
Napoli: nuova app Asia per smartphone e tablet
Allo scopo di rafforzare ancora di piu’ l’attivita’ di comunicazione e diffusione capillare dei calendari della raccolta porta a porta con le relative istruzioni per la Raccolta Differenziata, ASIA da questa mattina “mette a disposizione dei cittadini napoletani un nuovo e moderno strumento di informazione ed interazione: la nuova APP “ASIA Napoli DifferenziaPureTu!” scaricabile su dispositivi smartphone con sistemi operativi Android e iOS”. “L’APP di ASIA Napoli DifferenziaPureTu! e’ stata progettata e realizzata mettendo al centro dei servizi di ASIA il Cittadino. L’interfaccia dell’APP si sviluppa su due pagine, consultabili con un semplice trascinamento; su ciascuna di esse sono disposte a raggiera 6 funzioni, identificate da altrettante icone circolari”, come e’ scritto in una nota. Tramite l’APP “e’ possibile consultare i calendari delle zone d’interesse ed ottenere, interrogando per strada e numero civico, le informazioni sul dove e come differenziare. E’ possibile inviare una richiesta di ritiro ingombranti o inoltrare una segnalazione oppure una richiesta. Sara’ possibile approfondire la conoscenza sulla corretta pratica della raccolta differenziata, consultare le FAQ, i giorni e gli orari di apertura e chiusura delle Isole Ecologiche e consultare i dati della Raccolta Differenziata. Infine sara’ possibile rimanere sempre aggiornato sulla Raccolta Differenziata mantenendo un filo diretto con ASIA Napoli”.
Giugliano, ha inizio la rimozione delle ecoballe dal ponte Riccio
“Con la partenza dei primi camion pieni di ecoballe ammassate nell’area di Ponte Riccio di Giugliano continua il lavoro che porterà alla rimozione di centinaia di migliaia di tonnellate di spazzatura ammassate in giro per la Campania negli anni dell’emergenza rifiuti”. Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale di Giugliano, Giuseppe D’Alterio, precisando che “questa mattina sono partiti i primi camion che, così come deciso dalla società A2A, che s’è aggiudicata la gara per la rimozione di 123.000 tonnellate di rifiuti da quell’area, porteranno le ecoballe nel termovalorizzatore di Lomellina”. “A Ponte Riccio non dovremmo avere i tanti problemi che abbiamo incontrato a Taverna del Re perché la gran parte delle ecoballe andranno in impianti italiani e quindi la richiesta delle autorizzazioni è molto più veloce” hanno aggiunto precisando che “l’intera area dovrebbe essere liberata dai rifiuti entro due anni”. “Chiaramente, prima di rimuovere i rifiuti, insieme anche ai tecnici dell’Arpac, s’è fatta una ricognizione per classificarli ed è emerso che possono essere classificati come rifiuti speciali non pericolosi e quindi utilizzabili per creare energia” hanno concluso Borrelli e D’Alterio.
Figlio candidato a Campagna, il Csm apre la procedura di incompatibilità per il procuratore di Salerno
Il rischio c’è, a causa delle velleità politiche del figlio. Storia del procuratore di Salerno Corrado Lembo, ad un passo dal trasferimento d’ufficio per incompatibilità a causa della candidatura del figlio col Pd a sindaco di Campagna. Su richiesta unanime della Prima Commissione del Csm, competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati, il Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli ha disposto infatti l’apertura di un fascicolo. Se Andrea Lembo venisse eletto, il territorio che si troverebbe ad amministrare ricadrebbe sotto la competenza giurisdizionale del padre. Lembo junior è ritenuto politicamente molto vicino a Piero De Luca, figlio del governatore della Campania, nel marzo scorso rinviato a giudizio, su richiesta della stessa procura di Salerno, per bancarotta fraudolenta.
I dubbi di incompatibilità riguardano il fatto che il figlio di Lembo è candidato in un comune che fa parte dello stesso distretto giudiziario in cui suo padre svolge le funzioni di capo della Procura. Lembo, prossimo al pensionamento, dopo le polemiche sollevate per la candidatura del figlio, esponente del Pd di cui è stato anche segretario cittadino, aveva annunciato pubblicamente che sarebbe rimasto ritenendo non ci fossero motivi ‘ostativi’. Il Csm ha ritenuto di dover aprire un fascicolo per verificare se esistono elementi per avviare la procedura per incompatibilità ambientale. Campagna ricade nel distretto giudiziario della Procura di Salerno di cui Corrado Lembo è il procuratore capo.
Salernitana: daspo a 45 tifosi
Il questore di Palermo Renato Cortese ha emesso 45 daspo per altrettanti supporter salernitani che, in occasione dell’incontro di calcio di serie B Palermo-Salernitana del 28 dicembre scorso, prima e durante l’incontro, avevano portato e lanciato petardi. Durante un controllo da parte dalla polizia di Stato, nella piazzuola di sosta di un’area di servizio autostradale, a Termini Imerese, sul pullman che trasportava 45 tifosi diretti a Palermo, sono stati sequestrati diversi artifizi pirotecnici. Durante la partita un gruppo di tifosi campani ha acceso fiaccole che hanno provocato un intenso fumo. Il divieto ha la durata di 2 anni e riguarda l’accesso all’interno degli stadi e di tutti gli altri campi di gioco del territorio nazionale laddove si disputino competizioni calcistiche ufficiali ed amichevoli, con estensione anche ai luoghi interessati alla sosta, al transito e al trasporto di coloro che partecipano alle manifestazioni calcistiche.
Nazionale di Di Biagio: ecco le date
Primo impegno del 2018 per la Nazionale, che si radunerà da lunedì 26 a mercoledì 28 febbraio a Coverciano per uno stage di preparazione. La tre giorni si aprirà alle ore 12 di lunedì 26 febbraio con la conferenza stampa del Ct Luigi Di Biagio e nel pomeriggio la squadra sosterrà la prima seduta di allenamento sul campo del Centro Tecnico Federale. Martedì alle 15 si terrà un’altra sessione di allenamento, mentre mercoledì 28 a mezzogiorno gli azzurri disputeranno una partita con la squadra Primavera della Fiorentina. Venerdì 23, Di Biagio, che guiderà la Nazionale in occasione delle due amichevoli con l’Argentina e l’Inghilterra in programma rispettivamente il 23 marzo a Manchester e il 27 a Londra, diramerà le convocazioni per lo stage.
Lòngola, il sito archeofluviale e il parco pubblico realizzati nonostante la crisi e le difficoltà operative e amministrative
Lòngola:la visione del sito preistorico emerso dallo scavo fu davvero coinvolgente. Essa proponeva la facies di un villaggio preistorico lagunare popolato di capanne di giunchi, distribuite su “isolotti” che si affacciavano su canali regimentati da quegli uomini della nostra protostoria attraverso centinaia si pali si legno infissi nel terreno, allora melmoso, impiegati per consolidarne i bordi assediati dalle acque.
Un’opera di bonifica idraulica straordinaria attuata circa milleciquecento anni prima di Cristo !!!
Quegli abitanti della protostoria campana contendevano la terra all’acqua, bonificandola con pietre, rami d’alberi, ossa d’animali e frammenti di ceramica, a migliaia.
Per portarla alla luce, si dovette procedere nello scavo archeologico tenendo costantemente in funzione pompe, che aspiravano di continuo – con delle canne forate infisse nel terreno, dette anche aghi – l’acqua intorno all’area di scavo, divisa in due aree ampie complessivamente circa duemila metri quadrati.
Solo così si è potuto consentire agli operai, agli archeologi e ai tecnici impegnati nei lavori del costoso scavo (…oltre settanta persone al giorno, normalmente, quando non ancora di più !).
Così si è operato, procedendo ad asportare le stratigrafie superiori, più “recenti”, per arrivare a quote inferiori, più antiche, indagando nelle età del Ferro e oltre, fin quasi al Bronzo Antico.
Ci furono anche incertezze e ripensamenti perché si era tutti in frontiera indistintamente, comprese l’esperta archeologa Livadie e la funzionaria archeologa Cicirelli, ma i difficili lavori di scavo procedettero con rare pause.
Si spinsero cioè attraverso i secoli fino a circa tremila cinquecento anni fa.
E fino a circa sette metri dal livello d’acqua del fiume Sarno, il quale sovrastava lo scavo. tanto che in un’occasione lo invase per esondazione, trasformandolo in un lago superficiale. E non era finita…
Però, esaurite le risorse, si perse l’occasione di spingere l’indagine fino al paleosuolo vergine più antico, cioè il livello più antico precedente alla prima frequentazione umana del sito.
La crisi economica globale faceva correre il rischio serio che il sito archeologico protostorico di lòngola fosse ri-sommerso dalle acque di falda.
Bastava solo che si fossero fermate le pompe definitivamente.
Però, come in ogni feuilletton che si rispetti, ci fu il lieto fine.
Scattò all’ultimo momento l’intesa che ha determinato la decisione di salvare il sito, ri-seppellendolo con ogni cura con quintalate di argilla espansa, dopo averlo fasciato di… lenzuola speciali di “tessuto non tessuto”.
Si prospettò la chiusura definitiva del sito di Lòngola e la ipotesi di una ripresa delle attività di scavo… un giorno, chissà quando.
Fu a quel punto che la intera comunità poggiomarinese insorse, in forme civili, protestando la propria delusione.
In effetti, ne aveva le ragioni perché già da qualche anno le Amministrazioni Comunali, quella guidata dal Sindaco Giugliano prima e poi quella guidata da Annunziata, oggi riconfermato, si erano mosse presso la Regione e, attraverso di essa, presso la Comunità europea cogliendo anche qualche risultato.
Fu infatti urbanizzata l’area di accesso al Sito archeologico e attrezzato il lungo fiume con la meritoria iniziativa di Associazioni locali.
Era forse la prima volta – nel quadro delle iniziative regionali – che la urbanizzazione precedeva un nuovo insediamento.
Il passo seguente fu l’indizione di una gara di progettazione del Parco archeologico Preistorico di Lòngola, che si concluse nell’anno 2014.
Siamo ormai all’altro ieri….
La gara fu vinta da un gruppo di progettisti numeroso all’interno del quale militavano un paio di esperti professionisti, gli architetti Federico e Falanga, che già avevano operato per la urbanizzazione e per lo scavo Lòngola.
Il resto è cronaca degli ultimi due o tre anni.
Fu infatti firmata dalla Soprintendenza una concessione ventennale al Comune di Poggiomarino, che divenne così gestore di circa trentamila dei complessivi sessantamila metri quadrati dell’area demaniale espropriata.
Il Progetto – nonostante alcune variazioni volute dalla Soprintendenza al Paesaggio di Napoli – fu inserito dalla Regione tra quelli meritevoli di finanziamento nel quadro della accelerazione della Spesa Pubblica.
Dal finanziamento si passò alla gara e Lòngola fu tra le prime opere completate e finanziate dalla Regione Campania, ora a guida De Luca.
Dal finanziamento, alla gara, alla cantierazione dei lavori il passo fu rapido e, nonostante gli avvicendamenti dei Soprintendenti a Pompei, da Guzzo alla Cinquantaquattro, a Osanna, furono rispettati sostanzialmente i tempi brevi a disposizione. Fu così realizzato quello che oggi ha preso il nome, forse più opportuno, di Sito archeofluviale di Lòngola.
La sua inaugurazione del 10 Febbraio scorso rimarrà negli annali del Comune di Poggiomarino.
Federico L.I. Federico
3/fine



