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Al Ra Ristovago di Pozzuoli, la cucina rotonda e fusion

È un inno alla figura del cerchio e alla convivialità la cucina “rotonda” del nuovo ristorante di Pozzuoli Ra Ristosvago, che per primo in Italia ha in menù pietanze tutte tondeggianti. Mercoledì 21 febbraio alle 19.30 nel locale di via Pergolesi la presentazione alla stampa con un food tour guidato dalla ristoratrice Raffaella Migliaccio, che propone cibi tondi nella preparazione e nella presentazione. Dall’antipasto al dolce, la tradizione è rivisitata nelle forme e nei colori. Nel menù ad esempio spiccano innovativi ring di calamari al limone e ricotta, roll rainbow di pesce spada su crema di latte, praline al nero di seppia con salsa di finocchio e curcuma, bignè al salmone su salsa di zucca, cilindri mediterranei, anelli fusion, tortini di polpo caramellato. Protagonisti assoluti della cucina del Ra Ristosvago sono dunque il cerchio e il mare, che vengono ricercati e rivisitati tra tradizione e modernità. Le tecniche di cucina e di presentazione si mescolano dando origini a nuovi piatti fusion e rotondi, che portano in tavola storie diverse. Le pietanze della tradizione napoletana sono presenti, ma rivisitate sia nella cottura che in questa forma sempre tondeggiante. Un ritorno alle origini che sfocia in un mangiare moderno. Le tartare sono servite con geleè di aperol, salsa di guacamole, cipolla caramellata e geleè di lime. I gamberi si assaggiano in tre panature diverse: con pasta kataifi, mais, pastella al pomodoro.  La crosta di Gragnano ha un ripieno di baccalà e bufala con pomodorini in agrodolce su letto di friarielli, di baccalà con impanatura alle mandorle e impanatura al mais su crema di ceci. Le prerogative del Ra Ristovago sono semplici ed essenziali: riscoprire, rielaborare, trasformare i prodotti del mare rispettando le usanze e le tradizioni. La scelta del nome “Ra”, è ispirata al dio del sole, simbolo di luce, calore e prosperità; caratteristiche che rispecchiano l’atmosfera del locale, luogo di svago, armonioso e di design, tutto ispirato al mare e alle imbarcazioni. Uno spazio nuovo dove incontrarsi mangiando dell’ottimo cibo fusion tondeggiante. Qui il piacere culinario si unisce alla calda accoglienza e si fa arte culinaria, dove i piatti sembrano dei dipinti. Il pescato fresco è quello del mare di Pozzuoli, i prodotti sono biologici, l’atmosfera è intima, i sapori sono rotondi.

Il Tribunale dei minori potrebbe togliere ai genitori la ragazzina fatta curare dal prete ‘finto esorcista’

Il tribunale dei minori di Napoli sta valutando la posizione dei genitori della quattordicenne protagonista di un servizio mandato in onda da Le Iene, che la ritrae vittima di riti esorcisti. Rischiano quindi di perdere l’affidamento della ragazzina che, affetta da una patologia psichiatrica, non è stata curata ma sottoposta a “metodi alternativi”. Consulenti, medici, psicologi e assistenti sociali dovranno valutare le eventuali negligenze in merito al trattamento delle patologie che, a dire della sorella maggiore, sono state non soltanto ignorate ma trattate come disturbi legati a possessioni demoniache. Al termine degli accertamenti, se si dovessero riscontrare condotte che hanno leso la ragazzina, la procura per i minori potrebbe disporre il trasferimento della piccola in una casa famiglia. Nella rete dei controlli potrebbero però finire anche i servizi sociali, per non avere trattato il caso adeguatamente, e gli esponenti delle forze dell’ordine che pare fossero al corrente della situazione ma non sono interventi a tutela della minorenne.
Maltrattamenti e sequestro. Se le indagini confermano quanto si evince dal servizio televisivo, le persone coinvolte si ritroverebbero indagate per reati gravissimi come abuso su minore, maltrattamenti, sequestro di persona o perfino circonvenzione di incapace. Due procure sono all’opera sulla vicenda: l’ufficio inquirente di Napoli Nord, diretto da Francesco Greco, e quello di Santa Maria Capua Vetere, coordinato da Maria Antonietta Troncone.
La Diocesi di Aversa ha chiuso il caso con la sospensione del sacerdote Michele Barone, accusato di avere praticato esorcismi non autorizzati, ma da un punto di vista giuridico, la vicenda è in corso di valutazione. Oltre la posizione del prete e dei genitori della ragazzina, c’è anche la figura del poliziotto da valutare, che gioca un ruolo importante nella vicenda in quanto avrebbe cercato di dissuadere la sorella maggiore dal denunciare il parroco e per questo rischia un provvedimento disciplinare e un trasferimento per incompatibilità ambientale qualora si appurasse che ha cercato di far ritirare l’esposto alla sorella della vittima.
Una posizione molto delicata, quindi, quella del poliziotto coinvolto,  anche perché questi è legato al prete da un’amicizia di vecchia data.
Proprio oggi la squadra mobile potrebbe dare inizio agli interrogatori di quanti risultano informati sui fatti. Da San Cipriano d’Aversa, comune del casertano in cui si trova la cappella all’interno della quale sono stati eseguiti i rituali esorcisti, fino a Maddaloni dove risiede la famiglia della ragazzina. Al vaglio della procura di Napoli Nord anche la denuncia che il sacerdote ha sporto contro la trasmissione televisiva di Mediaset.

Grumo Nevano, sei consiglieri chiedono le dimissioni del sindaco facente funzioni

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Si surriscalda ancora di più il clima politica a Grumo Nevano. Sei consiglieri comunali infatti hanno protocollato un documento di sfiducia nei confronti del sindaco facente funzioni Carmine D’Aponte. Ecco il testo:

Le vicissitudini che hanno interessato il nostro Comune, come la decadenza della consigliere comunale Marianna Ranucci a seguito di una condanna penale per reati connessi alla criminalità; gli arresti del Sindaco Pietro Chiacchio e del Vigile urbano Antonio Pascale; l’interdizione del funzionario Arch. Pasquale Miele; le violazioni al Dlgs 267/2000 da parte dell’Assessore Antonio Chiacchio; in ultimo le dimissioni dell’Assessore Carla Cimmino, respinte dal Sindaco ff in maniera illegittima in quanto considerato un atto privo di rilevanza giuridica dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Napoli; evidenziano a nostro avviso, un gravissimo e reiterato modus operandi nel violare le leggi dello Stato.Dopo la manifesta incapacità amministrativa del Sindaco Pietro Chiacchio, registriamo che tale incapacità, nel proseguire con il Sindaco F. F., con quest’ultimo abbia assunto proporzioni bibliche al punto da mettere in serio pericolo il buon andamento amministrativo e di riflesso influire negativamente sull’intera comunità grumese in termini economici, nei servizi e principalmente, nella credibilità delle istituzioni, con un enorme danno di immagine per la nostra Grumo Nevano, in tutte le sedi istituzionali e pubbliche.

La presunta sanatoria unilaterale avvenuta in data 08.02.2018 con l’approvazione della delibera di giunta comunale n° 21 che tenderebbe a sistemare gli atti prodotti dalla presenza estranea e illegittima dell’Assessore Cimmino, nel periodo intercorso dalla presentazione delle dimissioni e fino alla rinomina avvenuta dopo l’intervento del Ministero dell’Interno, (decreto sindacale n° 6), rappresenta l’ennesimo atto improvvisato per consentire all’esecutivo di andare avanti come se niente fosse accaduto.Alla luce di quanto sopra, si chiede al Presidente del Consiglio, nei tempi stabiliti dalle norme, di sottoporre all’intera assise la presente mozione di sfiducia, auspicando nei componenti il Consiglio Comunale, una presa di coscienza dei fatti elencati, votando favorevolmente la presente per consentire di chiudere definitivamente una brutta pagina di eventi amministrativi accaduti in questi ultimi mesi a danno della città di Grumo Nevano. Seguono le firme dei sei consiglieri: avvocato Gaetano De Gennaro, Tammaro Chiacchio, Tammaro Faccenda, Giuseppe Ricciardi, Carmela Mormile e Francesco Manco.

Tiny DInamite in scena al Teatro La giostra di Napoli. Da martedì 20 febbraio a domenica 25

“Volevo scrivere una storia d’amore. Volevo scrivere un gioco con un senso di movimento in esso”. E’ quello che ha dichiarato la drammaturga Abi Morgan a commento del suo testo Tiny Dynamite, che Bruno Tràmice porta in scena, in prima teatrale assoluta, martedì 20 febbraio 2018 alle ore 20.30 (in replica fino a domenica 25), al Teatro La giostra/Speranzella81 di Napoli.
Presentato da Fondazione Teatro di Napoli,Tiny Dynamite è la storia di Lucien e Anthony, due bambini legati dallo stesso destino, due amici fraterni, due uomini che amano la stessa donna, personaggi interpretati, oltre allo stesso Tràmice, da Ettore Nigro e Cecilia Lupoli.
Anthony “il fulminato”, Lucien “il timido” e la giovane Madeleine, drammaturgicamente usati come pedine, sono tre anime di un triangolo amoroso che si mettono in “gioco” e svelano i propri sentimenti, tormenti, debolezze, rimpianti, dubbi, con l’entusiasmo di chi percepisce che qualcosa di bello sta per accadere, forse un miracolo. Durante una calda estate trascorsa vicino al lago, come d’incanto, i due protagonisti danno senso alle loro vite. Comprendono che per vivere bisogna rischiare di morire e per amare bisogna rischiare di perdere. Anthony aveva sei anni quando, per sfidare la sorte, è stato colpito da un fulmine, ed è convinto che, indossando stivali di gomma per tutta la vita, non si avvertirà mai il crepitio di energia elettrica nel cuore. Lucien, invece, è chiuso nel suo mondo, non ha il coraggio di vivere davvero.
“La scrittura scarna e mai scontata dell’autrice – chiarisce il regista – rende questo gioco intrigante, riuscendo a creare un limbo di sentimenti, sguardi, silenzi che, sostituendosi alle parole, diventano eclatante specchio della quotidianità. Questo spettacolo parla a chi, per diverse circostanze, ha smesso di credere che la vita possa continuamente sorprendere, emozionare e trasformare piccoli accadimenti in veri miracoli”.
Quando erano più giovani Anthony e Lucien si sono innamorati della stessa donna che, a distanza di anni, si è lanciata da un ponte proprio davanti ai loro occhi. Questo tragico avvenimento ha segnato l’esistenza di entrambi. Lucien è convinto che tutto abbia una causa e un effetto, mentre Anthony crede che a volte le cose accadono e basta, e bisogna accettarle. Può un fulmine colpire due volte? Evidentemente sì.
Infatti, Anthony e Lucien incontrano Madeleine e se ne innamorano. Tentano entrambi di conquistarla ma sarà lei a scegliere, e per uno dei due amici nulla sarà più come prima.

Napoli, i centri sociali: ‘Noi attaccatti dalle forze dell’ordine senza motivo’, 23 i denunciati

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“Nella giornata di ieri un corteo antifascista che ha visto protagoniste centinaia di persone tra studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, disoccupati e precari ha sfilato per la citta’. Volevamo ribadire il nostro no e la nostra totale opposizione a ogni forma di razzismo, sessismo e fascismo mentre Simone Di Stefano e Casapound Italia tenevano un comizio presso l’hotel Ramada. Le forze dell’ordine”, sottolinea una nota firmata da ‘antifasciste e antifascisti napoletani’ hanno “attaccato con la massima violenza chi era fino in quel momento in corteo. La Questura di Napoli ha di fatto bloccato l’intera citta’, chiudendo al pubblico l’intero Corso Galileo Ferraris con reti metalliche e idranti, congestionando il traffico”. “A pochi passi dell’Hotel Ramada – si evidenzia ancora – ci sono state delle pesanti cariche avvenute in una situazione di momentaneo stallo, che hanno portato al ferimento di una decina di persone (tra cui una persona con due dita rotte, una col naso rotto, e un’altra con 4 punti in testa) e al fermo di 23 persone, di cui la maggior parte giovanissimi (alcuni minorenni), bloccati, perquisiti faccia al muro e tradotti in questura. Come se non bastasse, allo spostamento del corteo presso la Questura per chiedere l’immediato rilascio dei compagni e delle compagne arrestate, sono seguite ulteriori cariche partite dall’accorrente reparto di carabinieri”. Si e’ in presenza di “una gestione dell’ordine pubblico atta a reprimere duramente e con la forza”. “Condanniamo la violenza espressa dalle forze dell’ordine, sempre fieri di difendere l’affermazione di politiche repressive e razziste. Fuori i fascisti da ogni luogo. Solidali e complici con i compagni e le compagne arrestate. Oggi pomeriggio diamo una risposta al clima di odio e repressione messo in atto dai fascisti e dai loro amici in divisa: convochiamo un’assemblea cittadina aperta a tutte e tutti per oggi pomeriggio alle ore 16 a palazzo Giusso”, conclude la nota.Sono ventitre le persone denunciate dopo gli scontri avvenuti ieri sera in piazza Garibaldi a Napoli dove l’annunciata manifestazione di protesta dei centri sociali partenopei contro un’iniziativa elettorale di CasaPound si è trasformata in una vera e propria guerriglia quando gli attivisti di sinistra hanno provato a forzare il cordone di poliziotti che impediva loro l’accesso all’Hotel dove era in corso il comizio di Simone Di Stefano. Secondo quanto riferito da fonti ufficiali sono state 24 le persone accompagnate in Questura. Di questi uno solo è stato identificato e gli altri 23 sono stati denunciati; 22 per violenze e resistenza a pubblico ufficiale (artt. 336 e 337 cp); uno per lesioni (art. 582). Nel corso degli scontri sono rimasti feriti in 5, un carabiniere e 4 poliziotti tra cui un funzionario e un dirigente. Anche se non si può stabilire una cifra certa, erano circa 200 gli uomini delle forze dell’ordine messe in campo ieri a proteggere l’Hotel Ramada, a un centinaio di metri da piazza Garibaldi, dove affaccia la stazione centrale di Napoli. Una presenza notevole delle forze dell’ordine disposta dopo l’annuncio di venerdì scorso, con comunicati stampa e post sui social network, da parte dei centri sociali di voler impedire l’iniziativa elettorale di CasaPound definito un movimento fascista e razzista.

Napoli, sorpreso con ecstasy e shaboo: arrestato 29enne

Spacciava nel pieno dei Decumani. Aveva un discreto quantitativo di droghe sintetiche da vendere ai giovani frequentatori dei locali che si trovano nella zona di san Lorenzo. Ma è stato beccato da un agente della Polizia di Stato della Direzione Centrale Servizi Antidroga, libero dal servizio, che lo ha arrestato ieri mattina . Si tratta di M.C., 29enne, originario di Arzano, provincia di Napoli, perché trovato in possesso di 15 pasticche di “ecstasy” e 10 sacchetti contenenti “shaboo”. Il giovane è stato fermato fuori da un locale, in zona San Lorenzo. Ora la polizia continua le indagini per risalire ai fornitori delle sostanze stupefacenti.

Inchiesta Fanpage, Piccinini: ‘Anche la Procura ha usato l’ex camorrista Parrella’

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Il pentito di camorra Nunzio Perrella non e’ stato usato nell’inchiesta di Fanpage come agente provocatore. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, lo stesso direttore di Fanpage, Francesco Piccinini. “Non e’ cosi’ – spiega -. Perrella e’ stato il nostro grimaldello per arrivare dove da soli non saremmo potuti arrivare. Ma l’inchiesta e’ giornalistica e risale a prima di incontrarlo”. Perrella, aggiunge, “e’ un pentito che le Procure hanno ritenuto affidabile e utilizzato per anni. Perche’ noi avremmo dovuto regolarci diversamente?”. Su come sono entrati in contatto, Piccinini spiega: “Stavamo indagando su come la camorra smaltisce i veleni e lui ci ha condotti in un terreno a Ferrara dove erano state sepolte grandi quantita’ di amianto. Si e’ sparsa la voce che era tornato a occuparsi di rifiuti e gli sono arrivate mille proposte. Allora abbiamo pensato di mettergli una telecamera addosso”. Perche’ andare da Roberto De Luca? “Ci interessava la questione ecoballe – risponde -, che gestisce la regione di Vincenzo De Luca. E una mia fonte interna a Palazzo Chigi mi aveva detto che per arrivare a De Luca padre bisogna passare per i figli”. E ieri su facebook Roberto De Luca dopo il suo intervento in cui ha annunciato le dimissioni da assessore al bilancio al comune di Salerno, ha spiegato ancora una volta il suo punto di vista:”E’ chiaro a tutti ormai che è stata messa in piedi, con l’ingaggio addirittura di ex camorristi, una provocazione vergognosa, per inquinare e condizionare la campagna elettorale. So io, e sanno tutti, che per quello che mi riguarda non c’è assolutamente nulla di nulla. Noi lavoriamo da sempre all’insegna della correttezza, del rigore, e dello spirito di servizio ai cittadini. Ora però dobbiamo contrastare, con tutte le forze, il processo di imbarbarimento che tocca la vita pubblica del nostro Paese. E dunque occorre mettere in campo ogni energia per vincere la sfida elettorale. Io non intendo offrire alibi a nessuno, né pretesti per operazioni di aggressione politica o per qualunque azione che possa provare a infangare il mio partito, l’istituzione che rappresento o la mia famiglia. Pertanto ho rimesso il mio mandato al sindaco Napoli, per consentire a tutti noi di concludere con slancio ed entusiasmo questa campagna elettorale. Ribadisco la mia piena fiducia nell’azione della Magistratura. Ma provo in questo momento un sentimento di rabbia e di indignazione per la violenza inaudita esercitata nei miei confronti. Ho sentito il dovere, ancora più per le mille attestazioni di solidarietà che ho ricevuto, di prendere una iniziativa che confermasse, agli occhi di tutti, che noi siamo portatori di valori di correttezza, di trasparenza e di impegno civile, oltre ogni interesse personale. Mi auguro che questa mia decisione sia per tutti noi uno stimolo in più per combattere, con determinazione, passione, entusiasmo e a testa alta, la nostra battaglia politica e di civiltà”. Ci è andato invece giù duro su twitter il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “A Napoli abbiamo eliminato emergenza rifiuti e distrutto il Sistema tra politica, affari e camorra. Tra Regione Campania e Salerno coraggiosi giornalisti scoperchiano sistema tra criminalità organizzata, affari e politica. Le nostre mani pulite contro chi attenta alle nostre vite”.

Napoli, evasione fiscale: sequestro beni a società di abbigliamento baby

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I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una società operante nel settore del commercio al dettaglio di confezioni per bambini e del suo rappresentante legale. Nel mirino una Srl, con sede legale a Napoli e con punti vendita in tutta Italia: la società aveva dichiarato al fisco un reddito d’impresa minimo, facendo così apparire una situazione economica non corrispondente al vero, omettendo di indicare all’amministrazione finanziaria elementi positivi di reddito per quasi un milione di euro. I finanzieri pertanto hanno sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente i beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie intestati alla persona giuridica ed al rappresentante legale.

Elezioni, Paolo Siani: ‘La politica non è sistemare la famiglia, i miei figli fanno altro’

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“Io sono la mia storia, che parla per me. Io sono altro da tutto quello che non e’ chiaro. Sui casi specifici, per quanto ne so, Alfieri non ha fatto niente di penalmente rilevante e Piero De Luca e’ una persona competente. Riguardo a Roberto De Luca ritengo un gesto responsabile le sue dimissioni in attesa di un responso della magistratura”. Lo dice, in una intervista a Repubblica, Paolo Siani, il fratello del giovane cronista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra. “Ma ripeto – aggiunge Siani, ora candidato Pd -, scendo in politica perche’ credo nel dedicarsi agli altri per migliorare il Paese. Il familismo? Sono un medico e i miei figli non fanno i medici. Lo dico senza polemica ma semplicemente per essere ancora piu’ chiaro: Ludovica fa la giornalista e Gianmario l’avvocato. Credo che la vera questione resti quella di riuscire a portare altri come me in politica per fare cose concrete”. Quindi Siani illustra il suo programma: “Sicurezza e legalita’. Credo nella prevenzione. Bisogna cominciare dai bambini. Partendo dai primi mille giorni di vita, coinvolgendo strutture sociali e asili nido. Tu entri in una famiglia e accompagni il bimbo nella crescita. Banalmente: aiuti nell’essere precisi nelle vaccinazioni, regolari nell’alimentazione, puntuali nelle presenze a scuola. Cosi’ in un bimbo che nasce in un quartiere infestato dai clan puoi instillare il senso della legalita’. E poi la sanita’: penso all’oncologia pediatrica. C’e’ ancora una forte migrazione dal sud al nord pur avendo, noi, delle eccellenze. Mi propongo di attivare incontri con gli specialisti per trovare una soluzione; e di implementare il registro tumori, tenerlo aperto per studiare nel tempo i fenomeni”.

Protesta delle ‘sbarre’ da parte di tutti i boss nel carcere di Reggio Calabria

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Protesta dei detenuti nel carcere di Arghilla’ a Reggio Calabria. Da quanto si apprende da fonti sindacali, un’ottantina di detenuti della sezione ad alta sicurezza sta mettendo in atto la battitura ad orari programmati delle sbarre. A riferirlo e’ la Uilpa Penitenziari, spiegando che gia’ alla fine della scorsa settimana nella struttura detentiva era scattato il rifiuto del vitto. Ora la battitura delle inferriate indica un innalzarsi del livello della protesta, che resta comunque pacifica, ma risulta piu’ complessa da gestire da parte del personale di polizia penitenziaria. I detenuti lamentano disfunzioni e ritardi di tipo amministrativo-contabile per quanto riguarda la gestione dei conti correnti interni, su cui i familiari depositano somme di denaro, oppure nella gestione dei vaglia che vanno cambiati all’ufficio postale; e inoltre problemi riguardanti la frequenza dei colloqui con i familiari.

Pompei, licenziati i 16 esperti: si ferma il ‘Grande Progetto’

Pompei. Trenta cantieri di manutenzione, progettazioni, verifiche, collaudi e commissioni di gara allo stop. E’ stata licenziata l’intera segreteria tecnica e ciò comporta anche il conseguente blocco del progetto finanziato dall’Unione Europea per un cifra pari a centocinque milioni di euro. Al momento è quindi a rischio la messa in sicurezza degli Scavi e, da oggi, i sedici professionisti giunti a Pompei da ogni parte d’Italia, sono sollevati dall’incarico tramite una brevissima nota – scritta da Osanna – come . Erano arrivati a Pompei agli inizi del 2015, si tratta di due archeologi, nove architetti e cinque ingegneri che hanno aiutato il direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna nell’opera di rilancio del sito. La lettera di fine rapporto scritta, suo malgrado, da Osanna comunica “che non risultando alcun riscontro definitivo alla nota inviata al ministero in data 19 gennaio 2018, il rapporto di collaborazione attualmente intercorrente con il Parco Archeologico di Pompei scade il 18 febbraio”.
Un decreto non convertito in tempo anche se lo scorso dicembre la commissione bilancio della Camera dei deputati aveva, all’interno del pacchetto emendamenti cultura, approvato una norma che avrebbe consentito la stabilizzazione del team che ha aperto tante nuove domus e ha contribuito a mettere in sicurezza quasi tutte le Regiones in cui sono suddivisi gli Scavi, con uno stanziamento di cinquecento mila euro annui a decorrere dall’anno 2018. L’avvicinarsi della campagna elettorale ha di fatto bloccato l’iter per l’assunzione a tempo indeterminato dei super tecnici. L’architetto e ingegnere Raffaella Forgione, amareggiata commenta: “Premesso che non si comprendono le motivazioni di questo stop, l’errore è a monte, perché gli incarichi professionali di responsabile del procedimento, direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza, progettista, collaudatore, verificatore, commissario di gara, non sarebbero dovuti essere regolati da un contratto di collaborazione. Certo è che il colpo assestato alla grande rinascita del sito si sentirà. Proprio nel momento in cui gli obiettivi sono stati raggiunti, con meraviglia dei commissari europei che ne avevano chiesto l’assorbimento nella struttura del Parco Archeologico, il ministero pare si sia dimenticato di questo team”. Nessuna risposta è arrivata alla nota che il direttore generale Massimo Osanna aveva inviato alla Direzione generale, al Capo di gabinetto, al Segretariato generale e all’Ufficio legislativo sulla necessaria prosecuzione delle attività, per non arrecare un danno all’amministrazione. “Forse – conclude Forgione – al Ministero sono impegnati in altro e poco importa di Pompei, che pure aveva suscitato grande scalpore con il crollo della Schola Armaturarum, richiamando l’Europa intera alle sue responsabilità”.
A denunciare il blocco dei trenta cantieri del Grande Progetto Pompei è anche Antonio Pepe, segretario del sindacato Unsa: “Licenziati per scadenza di contratto i componenti della segreteria tecnica tanto magnificati dal ministro come i 16 super-esperti’ in restauro e valorizzazione dei beni culturali, ai quali si deve la rinascita di Pompei, per poi essere abbandonati. I funzionari – precisa Pepe – dovranno lasciare i progetti in corso, senza conclusione, perché ostaggio della solita burocrazia e perché è svanita la bozza della legge di bilancio che prevedeva la loro immissione in ruolo”.

Torre del Greco, la famiglia di Mariarca contraria allo sconto di pena al marito assassino

Uccise la moglie a coltellate, ora punta tutto sullo sconto di pena. Antonio Ascione, il pizzaiolo torrese che uccise Maria Archetta Mennella, fa sapere di chiedere il rito abbreviato per ricevere uno sconto di pena. L’uomo uccise la ex moglie con 5 coltellate, di cui tre al torace e due al braccio sinistro. Questo è quanto emerso dal risultato dell’esame autoptico sul corpo della 38enne torrese, mamma di due bambini da un anno commessa in veneto. La morte di Mariarca è riconducibile ad un “arresto cardiocircolatorio irreversibile” a cui si aggiunge “anemia post emorragica da sezione del polmone di sinistra, del pericardio e dell’aorta”. Secondo i medici legali le lesioni sarebbero state causate da un coltello con una lama lunga dagli 8 ai 10 centimetri e larga 2 centimetri.
La perizia sarà visionata dal Pubblico Ministero che chiederà, molto probabilmente, il rinvio a giudizio di Antonio Ascione. L’imputato, seguito dall’avvocato Pietramala, ha fatto intendere che chiederà il giudizio abbreviato perché il suo assistito possa beneficiare dello sconto di un terzo della pena. La famiglia Mennella, invece, è sostenuta gratuitamente dallo Studio 3° di consulenza legale e dall’avvocato Alberto Berardi, il quale sostiene di avere gli elementi necessari per dimostrare la premeditazione dell’omicidio. I familiari di Mariarca mostrano tutta la rabbia sulla notizia dell’eventuale sconto di pena. “Ma quale sconto di pena – dice la sorella di Mariarca – io la pena di morte gli darei. Vergogna”.

Napoli, identificato anche il quarto della baby gang che aggredì Arturo

Sarebbe stato individuato anche il quarto componente della baby gang che il 18 dicembre scorso aggredì in via Foria a Napoli il 17enne Arturo Iavarone , ferendolo gravemente a coltellate  alla gola senza un motivo. Il questore di Napoli nei giorni scorsi  parlando a un convegno aveva spiegato:  “Le indagini stanno procedendo,abbiamo indicazioni, elementi. Il nostro e’ un sistema garantista. Per quanto riguarda il ‘nano’ (cosi’ e’ soprannominato uno degli aggressori, riconosciuto dal diciassettenne accoltellato ndr.) siamo riusciti a trovare elementi, con il supporto delle testimonianze. Sugli altri abbiamo bisogno di approfondimenti  anche perche’ non c’erano testimonianze di immagini ne’ di comunicazione, ma stiamo lavorando intensamente”. E così è stato. Grazie al lavoro di controllo e di incroci sui profili facebook dei ragazzini amici del piccolo arrestato e degli altri indagati si sarebbe arrivati anche al quarto componenti del gruppetto. Di lui  si sa che si farebbe chiamare Genny, come riporta Il Mattino, e che in alcuni fotogrammi ripresi dagli investigatori è riconoscibile, in strada a Foria, mentre indossa un giubbotto verde militare e un passamontagna che gli copre parzialmente il viso. In un’altra immagine postata sul proprio profilo Facebook lo stesso compare sul lungomare di via Partenope abbracciato con il nano.Ora sono necessari gli ultimi elementi di prova e di riscontri prima  di consegnare l’informativa finale ai pm coordinati dal procuratore per i minori, Maria De Luzenberger. Poi ci saranno le decisioni del magistrato che valutate le prove raccolte dagli investigatori potrebbe decidere per la richiesta di giudizio dei quattro della baby gang di via Foria.

Facevano prostituire la figlia di 9 anni, arrestati

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Vergogna senza fine in provincia di Palermo: facevano prostituire la figlia di nove anni: con l’accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile sono stati arrestati dai carabinieri il padre e la madre della piccola vittima. I fatti si sono svolti in un paese del palermitano. Oltre alla coppia sono stati arrestati i due uomini con cui la bambina ha avuto rapporti sessuali a pagamento. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Partinico. Per i 4 indagati il gip ha disposto i domiciliari. I militari che stanno conducendo le indagini ora vogliono capire se oltre ai due uomini arrestati ci siano state altre persone che dietro pagamento abbiano avuto rapporti sessuali con la bambina.
L’inchiesta e’ iniziata dopo la denuncia di un uomo che ha visto in aperta campagna la piccola appartarsi con uno dei due indagati e compiere per due volte atti sessuali. Il testimone ha raccontato che alla scena avrebbe assistito il padre della bambina. Dalle indagini e’ emerso che anche la madre organizzava gli incontri a pagamento che alcune volte avvenivano nell’abitazione della coppia. La minore, ascoltata con l’aiuto di esperti di psicologia infantile, ha confermato le parole del testimone e ha raccontato tutto agli investigatori. La piccola, che e’ stata allontanata dalla casa dei genitori e affidata a una casa famiglia, ha detto che per ogni prestazione sessuale veniva pagata 25 euro.

‘Voglio morire da essere umano’, la lettera di un detenuto malato di cancro

“Ho commesso un reato e la cosa giusta è che paghi in galera il mio debito con la giustizia, sono in attesa di un trapianto di fegato ma nel frattempo mi hanno diagnosticato un tumore. Mi fanno le chemioterapie quando sento dolore su tutto il corpo. Non mi sento più un essere umano, ma mi sento come un cane malato in un canile che aspetta solo la sua morte”. È uno stralcio della lunga lettera che Gennaro Riccio, arrestato nel 2016 e condannato in primo grado a 12 anni di carcere per la sua appartenenza al clan Sibillo e alla ‘Paranza dei Bimbi’,, ha inviato a Pietro Ioia, storico fondatore dell’associazione “Ex Detenuti Organizzati”. La lettera pubblicata sul quotidiano Il Roma insieme con alcune riflessioni di Ioia sulle condizioni dei detenuti e in particolare di tutte le carceri italiane, racconta il dramma di un uomo che chiede di poter essere curato con dignità, ha chiesto un trattamento più umano e l’assistenza dei familiari durante le dure sessioni di chemioterapia. “Io non chiedo di uscire – scrive Riccio nella sua lettera-testamento – o di morire a casa mia, perché immagino che ciò non sarà possibile, ma chiedo di avere cure adeguate alla mia malattia. Dopo ogni chemio ritrovarsi da soli in una cella è come stare nell’anticamera della morte. In Italia se vuoi sentirti una nullità oppure un numero basta che si varchino le soglie delle nostre carceri. Io chiedo solo il diritto di sentirmi un essere umano e non un malato terminale di serie b”. Ioia ricorda il caso di Vincenzo Di Sarno un detenuto napoletano gravemente malato in carcere per l’omicidio di un migrante e condannato a 16 anni che riuscì ad ottenere di farsi curare a casa grazie all’interessamento dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I familiari di Gennaro Riccio hanno già annunciato di essere in attesa, per le prossime ore, di una perizia medica ufficiale che stabilisca la compatibilità del loro congiunto con il regime carcerario. La perizia sarà poi inoltrata al magistrato di sorveglianza che dovrà stabilire l’eventuale “allentamento” del-le misure cautelari nei con-fronti dell’uomo e l’eventuale trasferimento in ospedale.

Pozzuoli, rapina ‘solo’ da 75 euro: commerciante ferito alla testa

Pozzuoli. Colpisce alla testa con il calcio della pistola il titolare di un negozio di alimentari lasciandolo in una pozza di sangue. E’ accaduto sabato sera poco dopo le 20.30 nel quartiere Monteruscello. Il malvivente con il volto coperto dal casco ha fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale ed ha chiesto al titolare di dargli prima tutto ciò che aveva nel portafogli e poi di aprire la cassa. Il commerciante non ha opposto resistenza e non ha esitato a dargli i soldi che aveva nel portafogli. Mentre stava per aprire la cassa però è stato colpito dal rapinatore con il calcio della pistola. Il salumiere è caduto a terra in una pozza di sangue. Il malvivente è scappato insieme al suo complice facendo perdere le tracce. Il titolare dell’esercizio commerciale ha così chiamato la moglie che l’ha trasportato al pronto soccorso dove ha ricevuto quattro punti di sutura alla testa. Sulla vicenda indagano i militari della compagnia di Pozzuoli e Monteruscello. Nella zona non sono presenti telecamere di videosorveglianza che possano dare un contributo nelle indagini. Non è la prima volta che accadono nella zona episodi del genere.

Torre del Greco, denunciata la coppia della truffa dello specchietto

Torre del Greco. Truffavano gli automobilisti a bordo di una Fiat Cinquecento con la consueta e conosciuta “tecnica dello specchietto”. Scoperti hanno provato a scappare opponendo resistenza agli agenti della Polizia di Stato e ai Carabinieri. Sono però stati presi dopo un inseguimento e denunciati a piede libero. I truffatori di Torre del Greco sono due, si tratta di un 21enne N.N. e un 51enne A.G. e sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, falso materiale in atto pubblico e ricettazione. Gli agenti sono riusciti a bloccarli dopo un’accurata indagine. I due colpivano generalmente automobilisti anziani seguendo sempre lo stesso rituale: tamponavano le vetture e chiedevano il rimborso dei danni. Gli automobilisti accettavano per evitare di ricorrere alle assicurazioni. Scoperti hanno provato a scappare sia dai poliziotti che da carabinieri in motocicletta accorsi in aiuto. Fermati i militari e gli agenti hanno ritrovato nella Cinquecento verde un contrassegno per disabili contraffatto, dei moduli di constatazione di sinistro già compilati e carte di credito ricaricabili. La vettura Fiat 500 è stata sequestrata: aveva il numero di telaio alterato, come la targa e la carta di circolazione. I due sono stati denunciati a piede libero.

Nola, il Procuratore nazionale antimafia dà lezioni di legalità agli studenti

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Nola. Entra in scena la Legalità è il titolo del convegno organizzato dal Movimento Piazza d’armi, che avrà luogo venerdì 23 febbraio 2018, con inizio alle 9.30, nel Salone delle Armi del tribunale di Nola, in piazza Giordano Bruno. A fare gli onori di casa il Dott. Alberto Ruggiero, Presidente del Movimento Piazza d’Armi.Al tavolo dei relatori siederanno il: dott. Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; dott. Filippo Spiezia, vice presidente di Eurojust e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano. Per l’occasione interverranno l’attrice Martina Liberti e l’attore Fabio Balsamo, the Jackal. Al convegno nazionale si giunge dopo un’accurata indagine statistica condotta dal Movimento che vede al centro delle preoccupazioni degli studenti bullismo e inquinamento ambientale.
Sono essenzialmente due le grandi preoccupazioni dei giovani dell’hinterland nolano in materia di legalità: il bullismo e l’inquinamento ambientale. Quanto precede è il risultato, come accennato, di uno studio statistico effettuato dai volontari del Movimento Piazza d’Armi, i quali hanno somministrato ad 813 studenti iscritti alle scuole medie superiori della zona un questionario con una serie di domande in tema di regole e di convivenza. I risultati sono decisamente interessanti ed offrono uno spaccato delle paure e dei centri di attenzione dei ragazzi del territorio.
Ecco si risultati nel dettaglio il:
1. 43 % degli intervistati ritiene che il problema principale della propria città sia quello dell’inquinamento ambientale. Al secondo posto la criminalità organizzata con il 26%;
2. 35 % degli intervistati correlativamente individua nel fatto di vivere in un ambiente inquinato il diritto la cui violazione è costretto a subire. Al secondo posto con il 30% la violazione del diritto ad un posto di lavoro e più in generale all’inserimento nel mondo del lavoro;
3. 33% degli intervistati indica come il bullismo l’argomento da trattare nel corso di incontri pubblici e di formazione sul tema della legalità. Al secondo posto, con il 30% ancora una volta il tema dell’ambiente.
L’iniziativa si è svolta nell’ambito di un più vasto progetto legalità varato dallo staff del gruppo, i cui responsabili hanno anche bandito un concorso per la realizzazione, ad opera degli studenti, di un cortometraggio che avesse come tema proprio il rispetto delle leggi. La premiazione del miglior film (realizzato naturalmente in modo amatoriale dagli studenti) avverrà proprio nel corso del convegno del 23 febbraio.
“Con questa indagine e con il successivo evento – sottolinea Alberto Ruggiero, presidente del gruppo – il Movimento Piazza d’Armi intende aprire una finestra sul mondo del giovani e sulle loro reali preoccupazioni: degli aspetti cioè di cui noi adulti forse ci preoccupiamo troppo poco. Siamo molto felici di poter premiare gli studenti che si sono impegnati nella realizzazione dei cortometraggi ma anche di offrire loro la possibilità di ascoltare un personaggio importante nella lotta al crimine come il procuratore nazionale antimafia”.

Il “Movimento Piazza d ’Armi” è un movimento civico che nasce dall’incontro di un gruppo di amici che, riunendosi il sabato pomeriggio davanti a un caffè, si sono soffermati, inevitabilmente, a discutere su tutta una serie di problematiche di comune riscontro in cui versa la “propria” città di Nola.Hanno così deciso di intraprendere un percorso aggregativo, “arruolando”, l’uno dopo l’altro, caffè dopo caffè, concittadini e amici che condividevano le medesime idee, valori e principi… costituendo, concretamente un movimento ed avviando così un percorso, nuovo, audace e ambizioso, di rinnovamento civico e culturale della nostra amata Città.Il “Movimento Piazza D’Armi” nasce così ufficialmente il 26 Novembre 2015. Si ispira a valori condivisi fra i suoi aderenti e che costituiscono le fondamenta del presente Movimento, che sono: amicizia, onestà, concretezza e trasparenza.Il Movimento si propone di promuovere e organizzare iniziative di vario tipo nell’ambito dei contenitori di riferimento, Civico e Culturale, al fine di fornire la propria opera e il proprio contributo, in termini di idee e di fatti, allo scopo di contribuire al miglioramento, sotto i più vari aspetti, del Comune di Nola e dell’Agro tutto. Piazza d’Armi non è solo un luogo “fisico”, anche se il nome richiama non a caso la piazza più grande e importante della città di Nola.
La nostra associazione mutua il proprio nome da tale piazza perché essa dovrà, si auspica, simboleggiare un giorno la rinascita della città stessa.

Movimento “Piazza d’Armi” è un luogo di aggregazione aperto a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che hanno a cuore il miglioramento generale del tessuto urbano, civico, culturale di Nola e di tutti i suoi cittadini. Il nome del nostro Movimento non è stato scelto certo a caso: appartiene al patrimonio collettivo della cittadinanza. Piazza D’Armi non richiama valori e pensieri vicini alle “armi” o alla violenza, ma è stato pensato per richiamare alla mente la piazza che è, o dovrebbe essere, il biglietto da visita della città. Una delle nostre aspirazioni è quella che un qualunque cittadino e/o visitatore che metta piede nell’agorà di Piazza D’Armi possa apprezzare e godere non solo di uno spazio aperto, ma possa essere accolto, se non addirittura restare “incantato”, da una piazza degna di questo nome, magari piena di verde oppure occupata da un centro sportivo o da una pista ciclabile, senza sognare chissà cosa. Tutto, fuorché il degrado a cui siamo costretti ad assistere e vivere attualmente.

Il ‘miracolo’ c’è stato: si è ripreso il baby calciatore colpito dalla pallottola vagante

Il regalo di compleanno lo ha fatto lui alla famiglia e a quanti aspettavano la notizia. Da alcuni giorni Luigi Pellegrino, il baby calciatore di Parete in coma da due mesi perché colpito da una pallottola vagante alla vigilia di Natale, comincia a bisbigliare qualcosa alla mamma. Ha compiuto 15 anni il 17 febbraio e la sua bacheca facebook si è riempita di messaggi di auguri e di incoraggiamento. La sua ripresa e il suo ritorno alla vita normale procede a piccoli passi grazie anche al lavoro degli esperti del centro Maugeri di Telese. “Luigi sta bene-ha raccontato la zia Angela al quotidiano Il Mattino-bisogna aspettare ancora un po’ per la riabilitazione completa, ma Dio ci ha concesso questa grazia”. La sua eccezionale ripresa ha sconvolto positivamente non solo i suoi familiari che hanno vissuto mesi di angoscia e sconforto per la sua sorte, ma anche tra i medici che stanno assistendo il ragazzino che si recano continuamente nella sua stanza per scherzare con lui. E Luigi risponde e sorride con loro. Il ragazzino era arrivato il primo febbraio scorso nel centro specializzato in provincia di Benevento dopo aver ricevuto tutte le cure e dopo essere stato operato all’ospedale di Caserta dove era stato portato in fin di vita il pomeriggio di quel maledetto 24 dicembre  quando mentre passeggiava per il corso principale di Parete insieme con un cugino e un amico era stato centrato alla testa da una pallottola vagante. La notizia positiva della ripresa di Luigi è stata accolta con entusiasmo anche sulla sua bacheca facebook. Intanto proseguono le indagini per risalire agli autori o all’autore di quel scellerato gesto. Il procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, ma anche il sindaco di parete che è omonimo ma non parente del ragazzino avevano lanciato appelli a tutti: “chi sa parli”, avevano detto. Ma nessuno si è fatto avanti. Il lavoro instancabile dei carabinieri che stanno conducendo le indagini va avanti senza sosta.

 

Napoletani scomparsi in Messico, la famiglia chiede l’intervento del Governo

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Napoli. Sono trascorsi venti giorni dalla scomparsa dei tre napoletani in Messico e la vicenda non accenna a chiarirsi. Nessuna traccia di Raffaele Russo del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, spariti da Ciudad de Guzman, la città messicana, dopo una telefonata choc dei due giovani napoletani.
La sede consolare italiana a Città del Messico tiene sotto costante controllo la situazione, come fa sapere un funzionario della Farnesina, contattato telefonicamente da Il Mattino. “Le autorità diplomatiche restano in costante contatto con Francesco Russo (il figlio di Raffaele, che continua a risiedere in un albergo di Ciudad de Guzman); e che i familiari restano in condizione di sapere tutto quanto: sono informatissimi, continuamente aggiornati sulla situazione” spiegano da Città del Messico. Intanto si mobilitano i mezzi di informazione e nel quartiere ‘Case nuove’ a Napoli, dove risiedevano i tre, dopo la fiaccolata di sabato gli abitanti si raccolgono in preghiera. I familiari chiedono l’intervento del Governo: “Tutti, alla fine – dice un parente degli scomparsi – eravamo quasi arrivati ad accettare persino l’ipotesi del sequestro di persona. E ci stavamo mobilitando per racimolare una eventuale somma da pagare a chi ha privato della libertà i nostri cari. Ma adesso, in assenza di ogni contatto, non sappiamo più a che cosa pensare”.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine sulla sessantenne Raffaele Russo, di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, rispettivamente di 25 e 29 anni. I tre si trovavano nella zona di Tecaltitlan, nello Stato di Jalisco – una delle aree più a rischio per la forte presenza di micro e macrocriminalità. Il primo a far perdere ogni traccia è stato Raffaele: uscito il 31 gennaio dall’hotel nel quale rsiedeva con altri quattro napoletani, tutti parenti, e mai rientrato alla base. Subito dopo sono svaniti nel nulla anche il figlio ed il nipote.

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