Una maestra schiaffeggiata e presa per i capelli dalla mamma di un alunno della terza elementare all’esterno della scuola dove insegna: è accaduto oggi davanti all’ istituto scolastico primario Rodari di Villaricca (Napoli).
Secondo quanto si è appreso, l’insegnante, che avrebbe riportato lievissime ferite, si è poi recata nell’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania (Napoli) per farsi medicare. Non sono noti, al momento, i motivi dell’aggressione.
Villaricca: fine lezione, mamma schiaffeggia maestra elementare
Castellammare, il neo parlamentare Vitiello espulso dai 5 Stelle: ‘Le cose si affrontano sempre a testa alta’
“Mi ‘godo’ la mia espulsione…”. Lo ha detto in tarda mattinata a Roma all’agenzia di stampa Adnkronos, Catello Vitiello, neo eletto alla Camera tra le file del M5S ma estromesso dal Movimento per il suo passato nella massoneria. ha spiegato l’avvocato di Castellammare di Stabia intercettato davanti all’ingresso di Montecitorio: “Non ho avuto la comunicazione, ho saputo dai giornali che oggi si sarebbero riuniti gli eletti M5S”, a proposito della riunione dei neo eletti 5 Stelle che a breve si terrà al Parco dei Principi. “Se mi dispiace non esserci? Un po’ sì, ancora non capisco perché io non ci sia. Questa storia della massoneria poteva prendere una piega diversa. Per me è stata un’esperienza culturale che non rinnego. Non è che mi abbia fatto diventare un sovvertitore dello Stato… ma ci sta. Uno affronta le cose sempre a testa alta”, ha concluso Vitiello.
Arrestati a Bologna due cugini vicini al clan Marsicano di Casoria
Nel corso della nottata, a Napoli, i carabinieri del nucleo investigativo di Bologna, supportati dai militari del comando provinciale di Napoli, hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare, ponendo agli arresti domiciliari due cugini 24enni napoletani, Antonio Musto e Maurizio Musto. L’operazione nasce dai risultati conseguiti durante l’esecuzione dell’indagine ‘Avvoltoio’ che il 30 settembre del 2016 aveva visto l’arresto di otto persone riconosciute come componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe a danno di anziani. Le perquisizioni effettuate nei domicili degli arrestati avevano permesso di acquisire del materiale, cioè telefoni cellulari, tablet e pc, che, una volta analizzati, hanno fatto emergere delle responsabilità a carico di altri soggetti, allora ignoti, che facevano parte dello stesso sodalizio criminale. A partire dal febbraio 2016, quindi, i carabinieri di Bologna hanno avviato una complessa indagine finalizzata a disarticolare il sodalizio criminale dedito, appunto, alle truffe con la cosiddetta ‘tecnica della cauzione’. Le investigazioni, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna, diretta dal procuratore capo, Giuseppe Amato, e svoltesi anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di individuare l’esistenza di un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe alle persone anziane, con sede esecutiva a Napoli, composta da una pluralità di ‘batterie’, attive sul territorio nazionale in maniera autonoma. Nello specifico, è stata individuata una ‘batteria’ riconducibile al clan ‘Marsicano-Esposito’ di Casoria, nel Napoletano, composta da soggetti suddivisi stabilmente in ‘aliquote specializzate’, una ‘cellula di telefonisti/terminalisti’, soggetti stanziali a Napoli incaricati di individuare e contattare come ‘avvocato’ le potenziali vittime, grazie a siti web che abbinano l’indirizzo al numero del telefono fisso; provocare il contatto con il finto carabiniere, spesso presentato come ‘maresciallo Primo’, per rassicurare la vittima, invitata a comporre un numero di telefono della caserma dei carabinieri, senza rendersi conto che il truffatore, in realtà, non interrompe mai la comunicazione; e una ‘aliquota di emissari’, due soggetti, presenti sui luoghi delle truffe, in contatto diretto con i telefonisti, a cui suggeriscono gli indirizzi e che riscuotono le finte cauzioni dalle vittime. Le indagini hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale in questione è collegata al clan ‘Contini’ di Napoli, a cui viene corrisposta una tangente, che nel corso delle conversazioni è invocata in maniera convenzionale con i termini di ‘pesone’ o ‘carosiello’, ed il cui pagamento, a titolo di protezione, è ritenuto indispensabile per poter operare in tutta “tranquillità” e “sicurezza”. In particolare, il “canovaccio” abituale prevedeva l’entrata in scena del sedicente “avvocato Molinari”, che componeva numeri di telefono di abitazioni di una medesima via/quartiere, reperendoli da siti internet, fino a quando non s’imbatteva in una persona anziana in casa da sola. L’avvocato cercava quindi di convincere l’anziano che per evitare l’arresto del proprio parente, coinvolto in un fittizio incidente stradale e per questo motivo trattenuto in una caserma dei carabinieri, era necessario pagare una determinata somma, generalmente qualche migliaio di euro, da consegnare a un suo collaboratore che si sarebbe presentato quanto prima presso l’abitazione. Per rendere il tutto ancora più credibile, la conversazione proseguiva con l’intervento telefonico del finto maresciallo dei carabinieri, che si presentava come ‘maresciallo Primo’, con il compito di carpire definitivamente la fiducia della vittima “rassicurandola” sulle buone intenzioni dell’avvocato. La truffa si consumava quando la vittima consegnava al “collaboratore dell’avvocato”, che nel frattempo stazionava nei pressi della via/quartiere preso di mira, il denaro richiesto. In molte circostanze, poiché le persone anziane non avevano in casa grandi somme di contante, i truffatori si sono fatti consegnare gioielli o preziosi. Le indagini hanno dimostrato che alle truffe partecipavano, direttamente o indirettamente, componenti d’intere famiglie, uomini, mogli, madri e figli, non solo con compiti operativi, ma anche di collegamento con gli emissari (intervenendo all’occorrenza anche in prima persona) nonché logistici, reperendo numeri di telefoni di cellulari ma anche autovetture con cui spostarsi, trasformando così l’attività illecita in un vero e proprio affare di famiglia dal quale tutti traevano sostentamento. Il gip del Tribunale di Bologna, Francesca Zavaglia, recependo le risultanze investigative, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 2 soggetti, incensurati, posti agli arresti domiciliari. Il provvedimento di oggi si colloca su quella stessa linea giuridica tracciata dalla Procura della Repubblica e concordata dall’ufficio gip del Tribunale di Bologna che nel settembre 2016 inaugurò un impianto accusatorio assolutamente originale, innovativo ed efficace rispetto alla fattispecie delittuosa: aver fatto emergere la matrice ideativa comune ed aver individuato gli elementi fattuali costitutivi di un’associazione finalizzata a commettere una serie elevata e indeterminata di truffe pluriaggravate a danno di anziani, con condotta protratta nel tempo ed ancora in essere, agendo mediante ripartizione dei compiti, con carattere di continuità e stabilità. Tale contestazione ha permesso di aggredire in modo incisivo fenomeni delittuosi nei cui confronti, se presi singolarmente, la normativa vigente non avrebbe offerto strumenti di contrasto efficaci e adeguati. Gli arrestati sono accusati di aver commesso almeno 14 truffe consumate e svariati altri tentativi a danno di persone anziane, con un metodo che può ormai dirsi, purtroppo, consolidato e comune a diversi gruppi criminali dediti a questa tipologia di reato, che hanno eletto la nostra provincia a territorio di ‘caccia’ privilegiato in ambito nazionale.
Protesta alla Sma, rissa tra antagonisti e dipendenti della società regionale per le bonifiche
Napoli. Finisce in rissa la protesta di un gruppo di manifestanti che ha fatto irruzione nella sede di Sma Campania, la società regionale per le bonifiche, a Napoli. Gli antagonisti, aderenti alla sigla Stop Biocidio e Insurgencia, sono entrati nella sede della società lanciando sacchi dell’immondizia sui quali erano attaccate le foto del governatore Vincenzo De Luca e di Biagio Iacolare e Luciano Passariello, gli ultimi due coinvolti nell’inchiesta nata dalla videoinchiesta di Fanpage. I manifestanti hanno fatto irruzione nella sede e, dopo aver attaccato volantini e deposto i sacchetti su un mobile all’ingresso, è nato un parapiglia con i dipendenti. Negli spintoni che ne sono seguiti sono rimasti coinvolti anche i cronisti che erano sul posto per seguire la manifestazione. “Il problema sono i vertici aziendali che si spartiscono mazzette e distribuiscono appalti alla camorra sulla nostra pelle e contro la nostra salute. La politica deve dare risposte. Pretendiamo verità – spiegano gli attivisti di Stop Biocidio – e promuoviamo una manifestazione il 24 marzo a Santa Lucia. Ai dipendenti di Sma diciamo di venire con noi a protestare: siamo solidali nei loro confronti, sono vittime due volte in qualità di lavoratori e di cittadini. Vogliamo anche che, sia nei confronti dei lavoratori che dei vertici aziendali, siano individuate le figure marce, chi alimenta il sistema colluso delle clientele”
Uccide la moglie a colpi di pistola e poi si suicida
Una coppia di anziani è stata trovata morta in casa a Torino, in via Coppino. Sul posto sono intervenuti il 118 e la polizia, che valuta l’ipotesi omicidio-suicidio. L’uomo avrebbe sparato alla moglie e poi avrebbe rivolto l’arma contro di sè.
A quanto si apprende, a dare l’allarme sarebbero stati i parenti, preoccupati perche’ i due anziani non rispondevano al telefono. Lei, 88 anni, commerciante in pensione, soffriva di Alzheimer e faticava a riconoscere le persone. Questo sembra essere il motivo del gesto: lui, 90 anni, ex elettricista, forse aveva paura che lei soffrisse, forse che rimanesse da sola.
Nola, nuovo ambulatorio per malati di Sla nel presidio ospedaliero di Santa Maria della Pietà
Nola. Le persone con SLA possono contare su un nuovo ambulatorio per il trattamento e il monitoraggio della malattia che è stato aperto dalla ASL 3 di Napoli nel Presidio Ospedaliero di Santa Maria della Pietà di Nola. Nel nuovo ambulatorio sono appena entrate in funzione le apparecchiature donate dalla sezione di Napoli di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. La donazione consiste nella fornitura di un ventilatore per la respirazione, una macchina per tosse assistita, uno spirometro, un saturimetro e un poligrafo – apparecchio per la registrazione simultanea di più misurazioni, come elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, strumenti utili per il migliorare il ricovero e la degenza dei pazienti affetti da questa patologia, che determina invalidità progressiva. Per l’acquisto delle apparecchiature Aisla Napoli ha utilizzato 9.000 euro di donazioni raccolte grazie alla generosità dei napoletani in iniziative di raccolta fondi che l’associazione ha portato avanti nelle piazze del territorio in diverse occasioni come a Pasqua e a Natale. Attualmente, fra Napoli e Provincia, le persone affette da malattie dei motoneuroni sono circa 270 e sono suddivise su tre aree di competenza territoriale: ASL Napoli 1 Centro (40%), ASL Napoli 2 Nord (20%), ASL Napoli 3 Sud (40%). La competenza territoriale di ASL Napoli 3 Sud si estende dal Comune di Portici fino alla penisola Sorrentina, comprendendo tutti i Paesi Vesuviani.
La presidente di Aisla Napoli, Adele Ferrara, ha commentato: “Questa iniziativa sarà di grande impatto per le vite dei pazienti e sul territorio Campano. L’ambulatorio diretto dal dottor Antonio Tommasello sarà un punto di riferimento per le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica, che potranno accedere a un ambulatorio multidisciplinare dedicato dove sottoporsi a tutti i controlli periodici necessari, senza sportarsi per molti chilometri e senza liste di attesa.” È possibile contattare l’ambulatorio mandando una mail all’indirizzo ponola.sla@aslnapoli3sud.it oppure chiamando il C.U.P. dell’ospedale di Nola al numero 081/8223200. All’atto della prenotazione deve essere specificato che le prestazioni devono essere erogate dall’ambulatorio SLA operativo all’interno del presidio ospedaliero.
Napoli, Giornata della disconnessione il 21 marzo: musica, lettura, baci, abbracci e amore senza smartphone
Napoli. Il prossimo 21 marzo l’ Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune lancia ‘La giornata della disconnessione’. L’invito a tutti, cittadini e turisti, è spegnere smartphon, tablet, computer, TV e tutti gli altri dispositivi di connessione digitale e fare cose insieme, comunicando, senza mediazioni di apparati tecnologici. Ed stato subito un fioccare di adesioni, a cominciare dal Teatro San Carlo, che ha organizzato esibizioni del coro di voci bianche e del corpo giovanile di ballo in Galleria Umberto. Il Museo Archeologico Nazionale proprio quel giorno aprirà alle 15,30 la seconda edizione del festival ‘Muse al Museo’ con un concerto dei ragazzi della Scalzabanda insieme all’ Orchestra multietnica di Arezzo, in un corteo colorato dalla galleria Principe al museo. Nelle indicazioni per la Giornata (sottotitolo ‘come restare vivi’ citazione da Montesano che con il suo ‘vademecum per lettori selvaggi’ è l’ispiratore del concept) andare in libreria, ad ascoltare musica, a teatro, al cinema ma in sala, a ballare, a recitare poesie o serenate o abbracciarsi, baciarsi, fare all’amore, stringersi la mano, fare girotondi, sfilate in costume. Madrina della manifestazione, presentata dall’assessore Nino Daniele, molto soddisfatto perchè tante altre proposte stanno arrivando da privati e istituzioni, è l’attrice Chiara Baffi. Ha aderito anche Palazzo Zevallos con la mostra ‘da De Nittis a Gemito’ a prezzo ridotto e un programma di musica e incontri, e il Pan che ospita la mostra su Dali’. Letture mattutine al Complesso dell’Ospedale degli Incurabili, sconti e sorprese per i ‘disconnessi’ anche alla libreria Pisanti mentre per la pausa pranzo l’appuntamento è al bagno Sirena. Nel pomeriggio passeggiate tra i monumenti a cominciare da Palazzo Reale, tante iniziative legate ai libri, da Insolitaguida all’Instituto Cervates, yoga, mostre e riuso creativo. A Forcella ”Laboratori musicali Annalisa Durante”con operatori Unicef e incontro con il rapper Lucariello. Lo scrittore Maurizio de Giovanni sarà a Ponticelli. Apre le sue porte il Circolo Posillipo per uno spettacolo di poesia e musica e in serata Concerto gratuito al Teatro Mediterraneo per i 25 anni della Nuova Orchestra Scarlatti.
Napoli, pubblicata la gara per l’abbattimento delle Vele di Scampia
Pubblicata la gara per l’abbattimento dell’edificio denominato Vela A di Scampia e la sistemazione degli spazi aperti che si formeranno dopo le demolizioni.L’aggiudicazione avverrà con il criterio del minor prezzo, in quanto i lavori sono di importo inferiore a 2.000.000 di euro e l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo.Le imprese che intendono partecipare avranno tempo fino al 4 aprile per presentare la propria offerta. Potranno partecipare le imprese appartenenti alla categoria OS 23 specializzate nella demolizione degli edifici. La vela “A”, anche detta “Vela Verde”, è la prima delle Vele che si procede ad abbattere ed è la struttura con estensione in pianta più piccola delle quattro presenti nel lotto. È localizzata sul fronte ovest dell’area e si sviluppa in verticale con un impianto a “Torre” su 16 livelli fuori terra, anche se di superficie inferiore man mano che si sale in quota. Presenta in pianta una forma ad “H”, con parte centrale di collegamento tra i quattro blocchi longitudinali disposti su due allineamenti paralleli.Prima dell’inizio dei lavori l’impresa aggiudicataria dovrà effettuare la caratterizzazione dell’area, redigere una mappatura e procedere alla bonifica (rimozione) di tali materiali.Nella seconda fase si procederà alla rimozione, dopo la cernita e la separazione, di tutti i rifiuti presenti all’interno degli edifici oggetto di demolizione.Dopo la demolizione meccanica top down dei fabbricati con escavatori HRD allestiti con pinza, l’impresa procederà allo smaltimento di tutti rifiuti prodotti dall’intervento stesso.Le sistemazioni superficiali si attueranno mediante interventi di riqualificazione ambientale.Stiamo rispettando i tempi previsti, dichiara l’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo, dopo l’approvazione nell’ottobre scorso del progetto esecutivo siamo entrati nel vivo degli abbattimenti. Voglio ricordare che l’intervento, dal costo complessivo di circa 27 milioni di euro, è finanziato per 18 mln a valere sui fondi del Bando Periferie e per 9 mln a valere sul fondi del PON Metro. Adesso ci prepariamo, continua l’assessore, a pubblicare il bando per il concorso internazionale di progettazione finalizzato a definire le soluzioni urbanistiche ed architettoniche per tutto il quartiere di Scampia a partire dal lotto M, interessato dagli abbattimenti.
Comune di Napoli: le dimissioni di Maglione lasciano il segno
Giorni impegnativi per il Comune di Napoli e il sindaco Luigi de Magistris, dopo la bocciatura parziale del ricorso alla Corte dei Conti per lo sforamento dei conti, ieri, sono arrivate le dimissioni del numero uno di Anm, Ciro Maglione. “Il concordato preventivo in continuità, depositato il 22 dicembre scorso, – ha spiegato il dimissionario di Anm – oggi vede tutti gli organi della procedura nel pieno delle loro funzioni e quindi si è aperta una nuova fase della vita dell’azienda che porterà a costruire nuovi scenari e conseguenti azioni. Alla luce di questa nuova fase, e sempre in linea con l’indirizzo dell’azionista Comune di Napoli, ho ritenuto di rimettere il mandato affinché il sindaco possa adottare tutti i provvedimenti necessari e utili, nell’interesse dell’Azienda e del trasporto pubblico della città di Napoli”. Dimissioni, quelle di Maglione accolte, suo malgrado, da de Magistris. “Ringrazio per la dedizione e la professionalità – ha detto il sindaco – Obiettivi significativi sono stati raggiunti nonostante le tante difficoltà di questa fase particolarmente delicata e complessa della vita della nostra azienda di trasporto pubblico”. Le dimissioni di Maglione hanno creato allarme nei sindacati. “Le notizie delle dimissioni dell’amministratore unico Anm, Ciro Maglione, sono un fulmine in un cielo, che già di per sé, non è sereno – ha commentato il segretario generale della Fit-Cisl Campania Alfonso Langella – Qualcosa di impensabile e improponibile in questa fase. Mai avremmo immaginato tale disorganizzazione da parte del Comune di Napoli, nell’accettare tali dimissioni, in un momento importante, durante il quale si stava discutendo del piano di risanamento – ha aggiunto – Credo che sia strategicamente inopportuno, insensato e da irresponsabili, sia da parte di chi le ha presentate, sia da parte di chi le ha accettate. Penso che il Comune e il sindaco de Magistris, in questa fase delicata per l’azienda, non possa assolutamente accettare le dimissioni di Maglione, altrimenti darà il segnale di voler spaccare l’azienda e svenderla facendo in modo che i cittadini napoletani perdano un sevizio importante – ha avvertito Langella – De Magistris ci ripensi se vuole evitare che anche le organizzazioni sindacali scendano nuovamente su un terreno di scontro”.
Pompei: nuovo scavi hitech, archeologi con droni e laser
Uso di tecnologie e realtà virtuale per riportare alla luce un intero quartiere a nord della città, rimasto inesplorato dall’eruzione del 79. Esteso per mezzo ettaro nella Regio V, comprende un vicolo completamente sepolto con gli edifici limitrofi, incluse case, botteghe e taverne. “Prevediamo grandi scoperte”, dice all’Ansa il direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna, che alle 18 sarà al Politecnico di Milano per parlare del futuro delle scienze dei beni culturali nell’ambito del ciclo di incontri ‘Arte e scienza’. L’evento aperto al pubblico sarà guidato dal direttore del Dipartimento di Matematica del Politecnico, l’archeoastronomo Giulio Magli, e sarà trasmesso in diretta dal Canale Scienza e Tecnica dell’Ansa. “I lavori – racconta Osanna – sono cominciati per un’esigenza di consolidamento del fronte di scavo e hanno già permesso di rimuovere gli strati post antichi, arrivando ai resti piroclastici dell’eruzione del 79 che inglobano le strutture crollate. Lo scavo sarà condotto in modo stratigrafico e per la prima volta si avvarrà di tecniche per il rilievo come droni e laser scanner, che permetteranno di ricostruire i volumi in 3D”.
Banda dei furti in casa, arrestati quattro giovani albanesi a Casoria
Casoria. Quattro ragazzi di origini albanesi (Mirjan Dani, 28enne, Mendu Asllani, 20enne, Benard Tonuzi, 19enne, domiciliati a Casal di Principe ed Emiljan Skura, 25enne domiciliato ad Acerra) sono stati bloccati dai carabinieri in via Bari a Casoria mentre erano a bordo di un’auto con la quale in serata si erano recati a Sant’Andrea del Pizzone e Francolise, nel Casertano, per tentare il furto in due abitazioni. I quattro sono stati arrestati per tentato furto aggravato; Asllani e Skura dovranno rispondere anche di resistenza a un pubblico ufficiale perchè hanno reagito con violenza all’arresto nel tentativo di divincolarsi e fuggire. Nella loro abitazione inoltre, durante la perquisizione, i militari dell’Arma hanno trovato 4 orologi e 3 borselli dei quali si sta verificando la provenienza, oltre a 3 paia di guanti, torce e cacciavite.
Francesco a Pietrelcina: per la prima volta un Papa va da Padre Pio
Evento storico, oltre che religioso. E’ Francesco il primo Papa a far visita a Pietrelcina, i luoghi natali di San Pio. Il 17 marzo, quando il Santo Padre giungerà a Piana Romana per pregare sotto l’olmo dove comparvero le prime stimmate a Padre Pio, diventa quindi una data storica per Pietrelcina e per l’intero Sannio. La macchina organizzativa, grazie anche al sostegno della Regione Campania, è al lavoro da giorni per accogliere nel migliore dei modi il pontefice e le migliaia di fedeli che non vorranno mancare allo storico appuntamento. “Proprio per questo – dice il sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone – abbiamo predisposto un piano particolareggiato del traffico che consentirà a tutti i pellegrini di raggiungere Piana Romana a bordo dei pullman. É uno sforzo organizzativo notevole ma è giusto farlo, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine”.
Torna Mina, da oggi il nuovo singolo e dal 23 l’album ‘Maeba’
Dopo “Selfie” nel 2014 e il grande successo di MinaCelentano “Le migliori” e “Tutte le migliori” che ha collezionato 6 dischi di platino, il 23 marzo esce “Maeba”, il nuovo album di Mina con 12 tracce inedite e una sorpresa per gli appassionati. E oggi esce intanto in radio e in digitale il singolo “Volevo scriverti da tanto” che sigla appunto il nuovo progetto discografico della piu’ grande voce italiana di sempre. “Volevo scriverti da tanto” e’ una di quelle ballad melodiche che colpiscono al primo ascolto per l’emozione che suscitano e l’atmosfera che sanno creare: una di quelle canzoni che hanno bisogno di una grande interprete per esprimersi in tutta la loro pienezza. L’autore della musica e’ Moreno Ferrara, da anni uno dei piu’ titolati coristi italiani; l’autrice del testo, una struggente lettera ad una persona che forse nemmeno potra’ leggerla, e’ Maria Francesca Polli, che ha nel suo curriculum collaborazioni con Roby Facchinetti, Claudio Baglioni, Franco Fasano, oltre ad aver curato la versione italiana di molte canzoni Disney e ad aver vinto piu’ edizioni dello Zecchino d’Oro. La produzione e l’arrangiamento di “Volevo scriverti da tanto” sono firmati da Massimiliano Pani, che e’ anche il produttore di tutto il nuovo album. L’album “Maeba”, gia’ disponibile in pre-order, uscira’ in 3 versioni: CD digipack, edizione limitata Vinile black (1500 pezzi) e esclusiva Amazon Vinile picture (1500 pezzi).
La tragedia di Spoltore: il dolore della mamma di Alessandro
Il dolore di una mamma sui social, dopo la tragica morte del figlio. «Ale ti hanno ucciso, Ale con un colpo di pistola… A chi lo ha premuto il grilletto domando: hai una mamma?». A scriverlo su Facebook la mamma di Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore (Pescara) ucciso a colpi di arma da fuoco a Pescara, il cui corpo è stato trovato ieri pomeriggio nella zona del fosso Vallelunga, alla periferia del capoluogo adriatico.
Come Astori: in Francia muore la giovane promessa Rodriguez
Banda di rapinatori all’ufficio postale di Aversa: arrestati tre napoletani
Napoli. Avevano preso di mira una ultraottantenne all’uscita dell’ufficio postale: banda di rapinatori specializzati nella tecnica della ‘filatura’ intercettata e fermata dalla polizia. Gli agenti del Commissariato di Polizia “Ponticelli”, hanno bloccato tre uomini che stavano mettendo a segno un colpo conto un’anziana donna. Gli agenti si sono imbattuti ad Aversa, in provincia di Caserta, in una Volkwagen Polo con due occupanti a bordo e in un uomo in sella ad uno scooter Honda Sh che, aggirandosi nei pressi dell’Ufficio Postale di Lusciano, lasciavano intendere di trattenersi in zona come se stessero attendendo qualcuno. I poliziotti, avendo intuito che i tre stessero per colpire attraverso la tecnica dei “filatori” hanno deciso di seguirli, pur ponendosi a debita distanza. I sospetti si sono concretizzati in realtà quando Michele D’Avanzo, 72enne di Capodimonte, che era alla guida dell’auto, scendeva per avviarsi nell’ufficio postale, dal quale è uscito pochi minuti dopo, risalendo in auto. Segnalata al passeggero, identificato per Gennaro Mormone, 35enne di Via Vittorio Emanuele, la persona da “colpire”, il giovane scendeva dall’auto, prendendo posto sullo scooter condotto da Antonio De Clemente, 41enne del quartiere San Giovanni. Lo scooter faceva perdere così le proprie tracce ed i poliziotti, senza mai perdere di vista l’autovettura, hanno notato questa si fermava per far salire a bordo De Clemente. Certi che grazie all’utilizzo dello scooter, avessero portato a segno il colpo, gli agenti hanno allertato il Commissariato di zona accertando così che una 82enne, era stata rapinata della borsa contenente denaro ed effetti personali. Gli agenti hanno seguito l’autovettura sino in Via Capodimonte a Miano, ove la banda di rapinatori si è ricompattata. I tre sono stati fermati e controllati dai poliziotti e trovati in possesso di un’arma giocattolo, perfetta replica di una autentica, priva del tappo rosso, un telefono Samsung privo di scheda sim e batteria, quest’ultima rinvenuta all’interno di un portadocumenti custodito nell’auto. Il telefonino è risultato appartenere alla vittima, così come un anello in argento con pietre di color turchese, rinvenuto all’interno di un cassetto posizionato sotto il sedile dell’auto. Indosso a D’Avanzo è stata rinvenuta la somma di denaro rapinata alla vittima. I tre sono stati sottoposti a fermo di Pg e condotti alla Casa Circondariale di Poggioreale, accusati di rapina aggravata in concorso.
Maiori, cade dal terzo piano: uomo di 35 anni grave in ospedale
Maiori. Cade dal terzo piano di una palazzina: è in gravi condizioni. L’episodio è accaduto stamane intorno alle 8. Un uomo di 35 anni è stato soccorso da alcuni passanti che lo hanno trovato riverso al suolo ed hanno chiamato il 118 e i carabinieri.
Non è stata ancora chiarita la dinamica dell’accaduto; secondo quanto si è appreso, l’uomo soffre di uno stato di ansia e di stress. Trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, le sue condizioni sono gravi. Sono in corso indagini da parte dei militari dell’Arma della locale stazione e della compagnia di Amalfi per capire la dinamica della caduta e se l’uomo abbia volontariamente deciso di lanciarsi dal balcone.
Lòngola non smette di stupire: Ecco anche “La Regia Cavallarizza delle Terre di Longola”
Insomma Lòngola non vuole smettere di stupire. Una volta era solo una località rurale cenerentola, un po’ dispersa nell’Agro poggiomarinese, ubicata sulla destra idraulica del Sarno nei pressi Striano. Oggi occupa stabilmente un posto di rilievo nello scenario dell’Archeologia preistorica della Valle del Sarno. Intanto, è emersa all’attenzione degli storici una vicenda di sopraffazione culturale e di prepotenza savoiarda. Una vicenda che vide schierato nientepopodimeno che Benedetto CROCE a favore dell’archeologo emiliano Innocenzo DALL’OSSO e contro vari esponenti della intellighentia napoletana codina e serva del potere sabaudo dei primi decenni del Novecento.
Oggetto del contendere era il “primato” della preistoria palafitticola dell’Italia Nord-Orientale, messo in discussione dai ritrovamenti preistorici in quell’epoca eseguiti dal DALL’OSSO nella Valle del Sarno, in particolare a S. Valentino Torio e a S.Marzano sul Sarno. Tali ritrovamenti – in tempi più recenti proseguiti a Striano e a Palma Campania – sono stati poi coronati dall’eccezionale scavo dell’insediamento capannicolo di Lòngola. Si è così completato un quadro preistorico di assoluto livello per la storia della Campania antica, molti secoli prima dell’occupazione romana.
Ma a Lòngola non è solo Preistoria.
Appena l’anno scorso, nel 2017, grazie alle ricerche di tre giovani studiosi, è stato dato alle stampe un volume dal titolo “La regia Cavallerizza di Longola nel territorio di Striano”. I ricercatori e autori del volume sono Luigi AMBROSIO e Pasquale e Felice MARZANO, che si sono affidati per la pubblicazione al coordinamento editoriale dello stimato storico dell’area campana Angelandrea CASALE.
Nel volume si narra – con amplissimo ricorso alla riproduzione di manoscritti originali – la storia di una Cavallerizza posseduta a Lòngola dai Conti di Sarno Vincenzo e Muzio TUTTAVILLA, padre e figlio. Quest’ultimo fu protagonista e vittima della realizzazione del Canale regolato del Sarno, poi detto anche Canale Conte di Sarno. Muzio infatti – indebitandosi fino al collo – diede occasione all’architetto Fontana di ritrovare i ruderi dell’antica Pompei scavando nel ventre della collina della Civita Giuliana. Ma i suoi mulini di Torre Annunziata furono alimentati per poco tempo con l’acqua del Sarno, perché fu Vesuvio, con la eruzione del 1631, a metterli fuori uso, facendo così fallire Tuttavilla.
Dalla ricerca però emerge che le Terre della Lòngola a Striano ospitarono la Cavallerizza verso la fine del Quattrocento, in piena epoca Aragonese, la più gloriosa forse per Napoli e il suo Regno. Essendo poi essa quasi completamente in legno, già a metà del Cinquecento risultava in pessime condizioni di conservazione. Della “Cavallarizza” si perdono le tracce nel corso del Seicento, secolo turbolento, dopo il declino degli Aragonesi e l’avvento del Vicereame.
Ma, nonostante la scomparsa fisica della cavallerizza voluta a Lòngola dagli Aragonesi per l’allevamento di mandrie di cavalli selezionati per la Real Razza, non scomparve nell’area vesuviana la tradizione equestre. Essa dal 1613 si perpetua da oltre quattro secoli. E’ la Fiera del cavallo di San Gennaro Vesuviano.
Federico L.I. Federico
Somma Vesuviana, vertenza chiusura Time Out: il sindaco chiede incontro all’Asl e alla Regione
Somma Vesuviana. Resta alta l’attenzione del Comune di Somma Vesuviana riguardo la vertenza sul rischio chiusura del centro diurno “Time Out”. Oggi il sindaco Salvatore Di Sarno ha inviato una lettera al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, e alla Direzione Generale Asl Na 3 Sud, alla presidenza dell’associazione “Il Pioppo onlus” e alla Direzione Ambito Territoriale N22 per chiedere un incontro che si terrà la prossima settimana. “Questa Amministrazione ha verificato attraverso la propria azione istituzionale la indispensabilità del presidio diurno territoriale Time Out”, scrive il sindaco nella missiva, “per la sua azione, più volte positivamente riscontrata, sia nella presa in carico dei nostri cittadini che nelle attività di prevenzione. Vista anche la mobilitazione degli operatori e delle famiglie rispetto al futuro del servizio, al fine di trovare una giusta soluzione istituzionale nell’ambito delle programmazione sanitaria e socio-sanitaria territoriale convoca un incontro con i referenti delle istituzioni in indirizzo per mercoledì 14 marzo alle ore 12”.
Infine, questa mattina il vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali Maria Vittoria Di Palma è stata al Pioppo per un incontro con gli operatori che da giorni stanno effettuando uno sciopero della fame ed ha ribadito l’impegno ed il sostegno dell’amministrazione comunale per far si che un servizio così utile alla popolazione, non soltanto sommese, non venga tagliato.
Napoli: rinnovo Jorginho, gli azzurri hanno la priorità



