AGGIORNAMENTO : 2 Febbraio 2026 - 12:24
13.7 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 2 Febbraio 2026 - 12:24
13.7 C
Napoli
Home Blog Pagina 8270

Napoli. Agenti fuori servizio arrestano ladro di biciclette

Napoli. Due poliziotti, un uomo ed una donna, fuori dal servizio, hanno arrestato ieri Massimiliano Gallotti, 42enne napoletano, con numerosi pregiudizi di polizia, per il reato di furto aggravato. I fatti sono avvenuti in una strada adiacente alla centralissima Piazza Matteotti, dove, i due poliziotti hanno notato una persona armeggiare vicino al blocchetto di accensione di una bicicletta elettrica a pedalata assistita, di colore beige-marrone. Gli agenti si sono avvicinati e l’individuo, intuendo di essere stato scoperto, ha cercato la via di fuga a bordo di un’altra bicicletta, sempre dello stesso tipo, rubata. I poliziotti hanno bloccato Massimiliano Gallotti, con addosso nella tasca del giubbotto, strumenti atti allo scasso come cacciavite a croce-piatto intercambiabile e un chiavino a brugola. Inoltre la bici elettrica, su cui Gallotti aveva tentato la fuga, era stata manomessa del congegno metallico del nottolino della messa in moto. In ausilio ai poliziotti fuori servizio sono giunti una pattuglia del falchi, che hanno rintracciato la proprietaria della bicicletta rubata, per la relativa denuncia. Per Massimiliano Gallotti, già sottoposto alla libertà vigilata, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia competenti.

Follia calcistica in Grecia: presidente con pistola, campionato sospeso

Peggio di così non si può. Il calcio greco torna nel caos e il governo sospende, per l’ennesima volta, il campionato. Questo a seguito dell’invasione di campo – con tanto di pistola alla cintola – del presidente del Paok di Salonicco, Ivan Savvidis, dopo l’annullamento per fuorigioco di un gol della sua squadra nella partita con l’Aek di Atene sul punteggio di 0-0. L’oligarca russo, 58enne di origini greche, ha fatto irruzione sul terreno di gioco all’89’ seguito da un paio di nerborute guardie del corpo contestando (minacciando, dicono in molti) l’arbitro Georgios Kaminis che, due ore più tardi, a bocce ferme, ha poi convalidato la rete di Fernando Varela. Savvidis è ora ricercato dalla polizia.

Crisi Pd: il vice segretario Martina diventa reggente

Sette giorni dopo il tracollo. E’ la prima direzione Pd del post Renzi, una direzione che inizia con la lettura della dimissioni del segretario dem, assente. Solo poche parole le sue, poi Maurizio Martina, il vicesegretario: “Guiderò il partito con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso”.  Poi lancia una sorta di sfida: “L’Assemblea nazionale di aprile anziché avviare il congresso e le primarie dovrebbe dar vita a una Commissione di progetto per una fase costituente e riorganizzativa. A Lega e Cinque Stelle dico: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”.

Napoli: scontro Sarri-stampa, offesa e difesa

“E anche dopo Inter-Napoli il #clan ha continuato a scurreggiare con la bocca/tastiera/penna… #maiservi”. Questo il testo di un tweet di Alessandro Pellegrini, manager di Maurizio Sarri, che critica la stampa in un post di questa mattina dopo Inter-Napoli e le polemiche che hanno investito il suo assistito dopo la gaffe sessista con una giornalista. Intanto la società ha cercato di calmare la situazione: “Subito dopo la fine della conferenza stampa, Maurizio Sarri ha incontrato Titti Improta precisandole che si trattava di una battuta e che si scusava con lei se ci fosse rimasta male. Non era sua intenzione mancarle di rispetto, assolutamente”. Lo afferma il capo della comunicazione del Napoli, Nicola Lombardo, in merito alle polemiche per la risposta di Maurizio Sarri in conferenza stampa alla giornalista di Canale 21, figlia di Gianni Importa. Nel frattempo l’Ordine dei Giornalisti ha duramente censurato le parole di Sarri.

Mugnano,la biblioteca dell’infanzia della Siani intitolata ad Alberto Vallefuoco

Sarà intitolata ad Alberto Vallefuoco, vittima innocente di camorra, la biblioteca dell’infanzia del 2° Circolo didattico Siani. Una decisione voluta dalla preside Micelisopo e dall’Amministrazione Sarnataro. La cerimonia si terrà mercoledì, alle ore 9.30, presso il plesso di via Montale dell’istituto scolastico. “La nostra scuola da sempre attua iniziative culturali volte a favorire l’amore per la lettura e ad inculcare nei giovani studenti i principi della legalità, della solidarietà, della giustizia – dichiara la dirigente Micelisopo – Intitolare la nostra biblioteca ad Alberto Vallefuoco, nel ventennale della sua scomparsa, ci consente di diffonderne la conoscenza in tantissime famiglie del territorio e di offrire alla nostra utenza dei modelli positivi”. La manifestazione vedrà la partecipazione di Bruno Vallefuoco che, nell’ambito del concorso “Tracce di Memoria”, ha incontrato gli alunni delle V spiegando loro come Alberto sia stato ucciso per errore in un agguato 20 anni fa. Alla cerimonia, coordinata dalle docenti Angela Mallardo, Alessandra Romano e Lucia Ziviello, interverranno Anna Buonanno e Monica Fraldi della libreria L’Acrobata, don Tonino Palmese presidente della fondazione Polis, il consigliere onorario Andrea Cipoletta, la presidente della Commissione consiliare alle Pari Opportunità Annamaria Schettino, il vice sindaco Franca Russo e il primo cittadino Luigi Sarnataro: “Quale modo migliore per onorare il ricordo di Alberto se non quello di dedicargli una biblioteca, dove  le future generazioni si formano, conoscono, imparano. Si è trattata di una decisione naturale, considerando che già il 2° Circolo è dedicato a Siani, un’altra vittima innocente della mafia. Proprio un anno e mezzo fa organizzammo una grande festa in onore di Giancarlo, con la realizzazione di un murales all’esterno dell’istituto di via Napoli. Il nostro obiettivo è da sempre quello di portare avanti i valori della cultura e della legalità. Diffonderli è il miglior modo per dire no alla violenza, alla camorra e ai soprusi”.

Il teatro arriva nei treni storici del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

Comodamente seduti nei treni storici del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa si potrà assistere a performance teatrali con personaggi in costume. Lo spettacolo è “Prossima fermata: La stazione dei ricordi”, organizzato dall’associazione culturale Karma in programma sabato 17 marzo, a partire dalle 18.30 e in replica alle 19.30, 20.30 e 21.30. Il teatro direttamente nelle carrozze d’epoca del Museo di Pietrarsa.
“Gli spettatori avranno la possibilità di sedersi nei vagoni dei treni storici mentre gli attori, mescolati in mezzo a loro, interpreteranno monologhi, dialoghi o fatti di vita quotidiana drammatici o brillanti, malinconici e surreali” – spiegano gli organizzatori. Sono quattro i treni storici aperti per l’occasione. La prenotazione è obbligatoria.
Per info: www.karmacultura.it

Calcio scommesse: Millesi assolto dal reato di concorso in associazione camorristica

Dopo una lunga camera di consiglio, in accoglimento delle ragioni formulate dall’avvocato Dario Vannetiello, il Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli – dott. Marcello De Chiara – ha assolto l’ex capitano dell’Avellino “Ciccio” Millesi dalla pesantissima accusa di aver avvantaggiato il clan Vinella Grassi, operante nella città di Napoli.Un forte sospiro di sollievo per il calciatore che rischiava il carcere avendo il pubblico ministero chiesto nei suoi confronti la condanna ad anni cinque di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, accusa ora crollata.La Autorità giudiziaria ha ritenuto solo sussistente il reato di frode sportiva verificatosi nelle due partite di calcio 2013/1014 del campionato di serie B, Modena Avellino ed Avellino- Reggina, le quali sarebbero state combinate agevolando gli scommettitori del clan Vinella –Grassi. Per tali vicende Millesi è stato condannato ad un solo anno di reclusione avendo il giudice anche escluso nei suoi confronti l’aggravante mafiosa . Tale pena, laddove venisse confermata nei successivi gradi di giudizio, non verrà comunque scontata in quanto, come richiesto dall’avv. Vannetiello, il Giudice ha concesso a Millesi anche la sospensione condizionale della pena.

La lunga battaglia giudiziaria condotta dalla difesa di Millesi è passata attraverso una vittoria solo per ragioni formali ottenuta innanzi al Tribunale del riesame di Napoli allorquando solo grazie ad un cavillo fu annullata la ordinanza che aveva disposto gli arresti domiciliari a Catania, sua città natale. Vincente si è rivelata da un lato la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere allorquando Millesi per ben due volte fu convocato dal P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia, dall’altro lato di rendere un lungo interrogatorio innanzi alla Procura della Federazione Sportiva, interrogatorio di cui la difesa ha poi ottenuto la acquisizione agli atti del fascicolo del Giudice chiamato a decidere in sede di abbreviato. Non sono bastate ad incastrare Millesi né le accuse mosse a Millesi dal collaboratore di giustizia Antonio Accurso, reiterate anche in aula all’udienza scorsa, né la mole delle intercettazioni effettuate dalla pubblica accusa. Sorte diversa hanno avuto gli altri due imputati che hanno optato per il rito abbreviato: l’ex calciatore Luca Pini è stato condannato per tutti i reati a lui ascritti ad anni tre e mesi sei di reclusione ed Accurso Antonio, collaboratore di giustizia, ad anni diciotto e mesi due di reclusione in continuazione con altri reati da lui commessi ed in precedenza giudicati.

Nonostante il netto ridimensionamento delle accuse, la difesa di Millesi comunque proporrà appello in quanto punta alla cancellazione anche delle frodi sportive, onde chiedere la revisione della condanna inflitta dal Tribunale della Federazione Giuoco Calcio che gli ha sinora impedito di intraprendere la carriera di allenatore . L’altro e più noto calciatore coinvolto nell’inchiesta, Armando Izzo, tutt’ora in forza al Genoa, ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario.La assoluzione dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa ottenuta da Francesco Millesi rappresenta un precedente innegabilmente favorevole ad Izzo, circostanza questa che consente di attendere con minore preoccupazione l’esito del processo a suo carico.

Traffico di droga, due fratelli di Frosinone spacciavano per conto dei clan di Marano di Napoli

Frosinone. Due fratelli di Frosinone sono rimasti coinvolti in una operazione condotta dai carabinieri di Napoli che hanno eseguito 29 misure cautelari su 32 richieste dal Gip del tribunale partenopeo. Il più giovane, Davide Verdicchio, di 19 anni è stato arrestato; il 38enne, invece, si è reso irreperibile e al momento è ricercato. Entrambi sono considerati propaggine più esterna di una organizzazione che da Marano di Napoli, con forti legami con i clan camorristici degli Orlando, Nuvoletta e Polverino, arrivavano a spacciare droga anche nel frusinate e in Abruzzo. I due frusinati erano sostanzialmente degli spacciatori che venivano regolarmente riforniti da corrieri dell’organizzazione. Nel corso della perquisizione domiciliare, questa mattina a Frosinone, i carabinieri hanno rinvenuto 54 grammi circa di hashish, 212 grammi circa di marijuana e 15 grammi circa di semi di marijuana.

Genitori dei bimbi trapiantati al quarto giorno di sciopero: “Vogliamo incontrare il presidente Mattarella”

Napoli. Drammatica protesta dei genitori bimbi trapiantati per la chiusura del centro trapianti pediatrici del Monaldi, che sono al quarto giorno di sciopero della fame. “Chiediamo di poter incontrare il Presidente della Repubblica Mattarella. Qui nessuno ci ascolta e i nostri figli non hanno la necessaria e adeguata assistenza”. A parlare è Dafne Palmieri, presidente del comitato genitori bimbi trapiantati dell’ospedale Monaldi di Napoli, che da quattro giorni ha iniziato lo sciopero della fame e intende portarlo avanti fino a quando non arriveranno risposte. Dafne Palmieri e gli altri genitori sono anche saliti per protesta sul tetto dell’ospedale. “Ho calpestato il tetto del reparto di Cardiologia e di Terapia intensiva pediatrica – ha detto Palmieri-, un reparto la cui attività è sospesa da mesi e ai nostri figli non è garantita nemmeno l’adeguata assistenza pediatrica post intervento che deve essere fornita seguendo precisi protocolli di cura di cui non si ha alcuna notizia”. Da mesi il comitato di genitori chiede di incontrare il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, senza successo. “Abbiamo saputo – ha affermato la mamma – che la Regione ha finanziato 3 milioni e mezzo di euro per l’adeguamento strutturale del Centro trapiantologico pediatrico e che circa un terzo della somma e’ stata anche liquidata ma non c’e’ stato alcun adeguamento”. Secondo quanto riferito, proprio in virtù della situazione del Centro, un bimbo ieri e’ stato ricoverato nel reparto di cardiologia per adulti. “Vogliamo che il Centro venga ripristinato e che siano garantiti i necessari standard di cura – ha concluso Palmieri – o in alternativa lo chiudano senza continuare a finanziarlo visto che non fornisce le cure e i servizi adeguati”.

E’ morto ieri Mario Vegetti, filosofo di fama internazionale, noto per i suoi studi su Platone

Mario Vegetti, filosofo di fama internazionale distinto per gli studi su Platone, è morto ieri nella sua casa di Milano all’età di ottantuno anni. Nel ’37 nasceva a Milano, era professore di Storia della filosofia antica all’Università di Pavia dove ha insegnato dal 1967 al 2005. Poi la sua carriera ha toccato la Scuola Superiore Iuss di Pavia e la scuola di eccellenza dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Oltre che su Platone, Vegetti era noto per i suoi studi su Aristotele, Ippocrate, Galeno e sull’etica antica. Ha tradotto e commentato opere di Ippocrate, Galeno, gli scritti biologici di Aristotele, editi da Utet e ha curato la traduzione e il commento della “Repubblica” di Platone in sette volumi (Bibliopolis, 1998-2007; Bur Rizzoli 2007).
Tra le sue opere più importanti “Il coltello e lo stilo”, “L’etica degli antichi” (Laterza, 1989), “Tra Edipo e Euclide” (Il Saggiatore, 1983), “Guida alla lettura della Repubblica di Platone” (Laterza, 2007). Per Einaudi ha pubblicato nel 2003 “Quindici lezioni su Platone” e nel 2016 “Incontro con Aristotele” insieme a con Francesco Ademollo. Con Franco Alessio, Fulvio Papi e Renato Fabietti, Vegetti ha curato inoltre per l’editore Zanichelli il manuale di filosofia “Filosofie e società” – in tre volumi – per i Licei. Il suo ultimo libro, edito da Carocci nel 2017, è “Chi comanda nella città. I Greci e il potere”. Vegetti si è dedicato alla storia del pensiero scientifico greco mettendo in evidenza le relazioni della scienza antica con la filosofia secondo l’insegnamento del suo maestro Ludovico Geymonat. In particolare ha dedicato opere approfondite alla medicina e alla biologia da Ippocrate ad Aristotele e a Galeno. Intellettuale di sinistra, Vegetti ha condiviso a lungo l’impegno sociale con la moglie Silvia Vegetti Finzi: insieme hanno scritto anche il libro “Fare società” (Mondadori Education, 2011), un manuale di cittadinanza multiuso e multidisciplinare, una guida alla riflessione sui problemi dei nostri giorni.

Operazione anti bracconaggio tra Angri e San’Antonio Abate: denunciata una persona

Durante un controllo congiunto del territorio tra le Guardie Giurate Venatorie e Zoofile del WWF Italia e i Carabinieri Forestali di Castellammare di Stabia, agli ordini del comandante Raffaele Starace, e’ stata notata, in un fondo agricolo a Sant’Antonio Abate, la presenza di gabbie-trappola e gabbiette contenenti avifauna protetta e uccelli cacciabili. I militari e le guardie decidevano di intervenire cogliendo in flagranza di reato un uomo che e’ stato denunciato. All’interno del fondo agricolo sono stati trovati 4 Tordi, 2 Storni, 2 Tortore dal collare, 2 Cardellini e un Riccio che e’ stato subito liberato. Inoltre trovato anche un uccello ibrido, ovvero un incrocio tra un Cardellino e un Canarino, al quale sarebbero stati accecati gli occhi per farlo meglio cantare. Una pratica disumana legata a credenze popolari che un cardellino accecato possa cantare in maniera piu’ melodiosa. Per il responsabile e’ scattata la denuncia per detenzione di avifauna protetta, uccellagione e maltrattamenti. Elevate nei suoi confronti anche sanzioni amministrative per la detenzione, non in uso, di mezzi illegali per la caccia (archetti e reti).L’operazione di oggi e’ la conferma della continua e costante presenza sul territorio delle Guardie Giurate Venatorie e Zoofile, che garantisce tutela per l’ambiente e contrasto al bracconaggio. Un impegno continuo che verra’ rafforzato nei prossimi mesi con il transito dei grossi flussi migratori sul territorio della provincia.

Terremoto a Pozzuoli, 30 scosse in pochi minuti, l’Osservatorio: ‘Stiamo monitorando’

Uno sciame sismico sta interessando, dal primo pomeriggio, l’area dei Campi Flegrei in provincia di Napoli. Dalle 14:34 sono stati registrati una trentina di eventi sismici localizzati nell’area Solfatara-Pisciarelli con profondità comprese tra 1 e 3 km. L’evento di maggiore energia – si legge in una nota – si è verificato alle 15:09 con una magnitudo 2.4. L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv sta monitorando costantemente la situazione. Le scosse sono state avvertite dai residenti della zona anche se, al momento, non si registrano danni. L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv “sta monitorando costantemente la situazione”, fa sapere un comunicato del direttore Francesca Bianco.
“Lo sciame sismico che sta coinvolgendo l’area flegrea e che è stato avvertito in modo significativo nelle ultime ore, anche se non è preoccupante e non ha avuto conseguenze, al di là dei telefoni dei comuni presi d’assalto dai cittadini preoccupati, dimostra ancora una volta che non bisogna abbassare la guardia visto che viviamo in un territorio a rischio sismico e vulcanico. Sono in contatto con i vice sindaci di Napoli e Pozzuoli che stanno in piena allerta anche se fino ad ora non è stato segnalato nulla di grave e alcun crollo. Solo tanto spavento”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “è necessario che la Protezione civile nazionale affronti il rischio vulcanico nel napoletano con l’aggiornamento costante e continuo dei piani di emergenza e di evacuazione e, soprattutto, con l’organizzazione di prove di evacuazione che coinvolgano anche i comuni delle altre regioni gemellati per farsi trovare pronti in caso di emergenza”.

Operazione ‘All’ombra del Cupolone’ colpo alla ‘ndrangheta: sequestro beni anche ad Avellino, Benevento e Caserta

0

La polizia ha sequestrato, ai fini della confisca, un complesso di 3.000 metri quadrati, del valore di circa 3 milioni di euro, su disposizione del Tribunale, sezione specializzata delle misure di prevenzione. L’operazione rientra nell’inchiesta “All’ombra del cupolone”, la lunga indagine della polizia che ha fatto emergere un’infiltrazione, iniziata alla fine degli anni ’90, nella realta’ economico-finanziaria della Capitale ad opera di Calvi-Mercuri-Filippone, quest’ultimo figlio del piu’ noto Rocco Santo, capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta legata ai Piromalli e recentemente tratto in arresto, unitamente a Giuseppe Graviano, nell’ambito dell’indagine sulla “‘ndrangheta stragista”. I soggetti interessati sono poi entrati in contatto con personaggi della criminalita’ romana, appartenenti alla famiglia dei Casamonica, nonche’ con esponenti della camorra con i quali stringevano alleanze. L’immobile, benche’ formalmente di proprieta’ della Ing. Rubeo srl, in realta’ e’ nella piena disponibilita’ della societa’ in sequestro Sarocar News srl nei cui locali quest’ultima tuttora esercita la propria attivita’ aziendale di concessionaria per rivendita di veicoli. Complessivamente, ovvero dal maggio 2016, sono stati sequestrati beni mobili, immobili, aziende e quote societarie per un valore complessivo stimato di circa 32,5 milioni di euro; nel dettaglio: 11 unita’ immobiliari ubicate in Calabria, Roma e Ardea; 100% del capitale di 45 societa’ e/o imprese individuali con sede a Roma, Milano, Budoia (PN), Nervesa della Battaglia (TV), Parma, Grosseto, Sora (FR), Avellino, Caserta e Benevento; 48 complessi aziendali; 46 veicoli tra cui Porsche, Maserati, Spider, Hummer, Mercedes e Audi di grossa cilindrata e 105 rapporti creditizi per un ammontare di circa un milione di euro.

Restauro e biologia, un’alleanza moderna destinata a durare

0

Da qualche decennio la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali, con intensità sempre crescente, stanno trovando nella Biologia una alleata preziosa, tant’è che da qualche anno si è cominciato a parlare correntemente di Bio-restauro, Bio-pulitura, Bio-consolidamento.Insomma, la Biologia è stata messa al servizio dell’arte e della conservazione dei beni culturali, ma non più come l’ancella appartata e negletta di un tempo ma piuttosto come un soggetto attivo e protagonista del mondo dei Beni Culturali – insieme alla Fisica e alla Chimica – le quali l’hanno fatta da padrone dal dopoguerra a oggi.D’altra parte la Microbiologia che, come si sa, è quella branca della Biologia che studia la vita e la struttura dei microorganismi, si è rivelata un vero e proprio scrigno di tesori biologici utili alla difesa della vita delle opere d’arte e al miglioramento dei suoi “standard” qualitativi di conservazione.E così si è proceduto, utilizzando ad esempio le caratteristiche di certi microrganismi, come i batteri.Si tratta, ovviamente, di specie non pericolose per la salute e che posseggono attitudini particolari, quale ad esempio quella di ripulire le patine di sporco che si depositano nel tempo sulle opere d’arte, lasciando intatta e “ripulita” l’opera d’arte.Oppure quella di produrre sali minerali che vanno a rinforzare le superfici di opere d’arte in marmo, pietra o altro materiale di rivestimento mineralizzato, usato dall’artista come superficie su cui depositare i propri segni d’arte.

Pensate che esageriamo? No, affatto.La strada è stata tracciata già nella seconda metà del Novecento, nella Inghilterra dei Beatles e dei primi anni ’70, quando due restauratori del Victoria and Albert Museum di Londra intuirono i vantaggi che potevano derivare dall’utilizzazione di particolari batteri.Essi divennero così i precursori dei bio-restauro, che oggi possiamo scrivere ormai senza trattino: biorestauro.I nostri due inglesi, nel solco del pragmatismo anglosassone, nei vari convegni specializzati cui parteciparono lanciarono la loro concreta proposta dell’utilizzo del BP, ovvero Biological Pack, un vero e proprio “impacco biologico” da applicare sui marmi afflitti da depositi nerastri detti volgarmente “croste nere” di sporcizia.Si trattava generalmente di funghi e muffe, che però erano aggrediti dalle colonie di batteri presenti nell’impacco, capaci di “mangiare” quelle croste nere che si formavano (..e si formano), soprattutto in particolari condizioni ambientali, sulle opere d’arte: su statue, su monumenti, sulle pareti scolpite o decorate.Una quindicina di anni dopo, alle soglie degli anni ’80, anche alcuni biologi americani individuarono in un batterio specifico – dal nome improbabile, che citiamo soltanto per dovere di cronaca – il Desulfovibrio vulgaris – il batterio che elettivamente sembrava il “migliore” per l’impiego nella pulizia del marmo.Da quegli anni c’è stato un fiorire di iniziative e ricerche per la individuazione dei microrganismi più idonei a “operare” per la “pulizia” e il restauro delle opere d’arte.Oggi si utilizzano batteri appositamente selezionati per le più diverse e varie loro “attitudini”.Tante quanti sono i tanti materiali che possono costituire la materia dell’opera d’arte.Questo perché, tra l’altro, la regola teoretica fondamentale del fare restauro, è stata elaborata già negli anni sessanta in Italia.Non poteva mancare il contributo dell’Italia in materia di restauro.Fu l’italiano Cesare BRANDI ad affermare che la regola del buon restauro è una sola e semplice: bisogna intervenire sulla materia che costituisce l’opera d’arte e non sugli aspetti formali che la caratterizzano.Soltanto per esempio – ma non esaustivamente – citiamo: pietre, marmi, metalli, intonaci, legno, carta, pergamene, conchiglie, lastre e pellicole.Per ognuno di questi materiali e per i relativi ammaloramenti c’è un rimedio biologico elettivo. Ne esploreremo varietà e caratteristiche.

Federico L.I. Federico

(1- Continua)

Lievi scosse di terremoto tra Pozzuoli e area flegrea

0

Diverse scosse di terremoto di lieve entità sono state avvertire nella zona di Pozzuoli e nell’area flegrea di Napoli, in particolare nei quartieri Bagnoli e Agnano. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, spiega che “è in corso uno sciame sismico” e di essere “in contatto con l’Osservatorio Vesuviano”, sezione napoletana dell’Ingv. L’Osservatorio, riferisce Figliolia, “ci invita a non creare allarmismi e panico. L’Osservatorio sta controllando l’attività per garantire la nostra sicurezza. Tutto rientrerebbe nella dinamica dello stato di allerta giallo della caldera dei Campi Flegrei, nella normale attività del territorio”, conclude Figliolia.
A partire dalle 14.34, rende nota la Protezione civile regionale, sono stati registrati una trentina di eventi nell’area Solfatara-Pisciarelli con profondita’ comprese tra 1 e 3 km. La scossa di maggiore energia e’ stata registrata alle 15.09 con magnitudo 2.4. L’Osservatorio vesuviano dell’Ingv sta monitorando la situazione. Alcune scosse sono state avvertire distintamente dalla popolazione soprattutto nella zona di Pozzuoli alta, ma anche in alcuni quartieri della confinante citta’ di Napoli.

Boscoreale, si capovolge una Smart in via Settetermini: traffico bloccato

Boscoreale. Circolazione veicolare paralizzata nella principale e trafficatissima via Settetermini. Pochi minuti fa un’auto, modello smart, in direzione Torre Annunziata si è ribaltata. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, a stabilirlo saranno le forze dell’ordine che sono giunte sul posto. La conducente, una giovane autista, è sotto shock per l’accaduto e pare non abbia riportato ferite gravi. La circolazione veicolare ha subito profondi rallentamenti.

Corriere della droga sulla rotta Napoli-Palermo preso con 126 kg di hashish

0

E’ stato sorpreso alla guida del suo furgone con 126 chili di hashish. Protagonista della vicenda il 34enne napoletano Enrico Mattera, con precedenti specifici in materia di stupefacenti. Sul cruscotto dell’abitacolo gli agenti della Polizia Stradale di Buonfornello hanno notato, inoltre, un biglietto attestante l’avvenuto imbarco di Mattera con il furgone dal porto di Napoli la sera di sabato e l’arrivo, al porto di Palermo nella mattinata di domenica. Insospettiti, hanno deciso di approfondire il controllo, estendendolo anche al mezzo, all’interno del quale hanno peraltro rilevato un forte ed inequivocabile odore di stupefacenti. L’uomo è stato, pertanto, accompagnato presso gli uffici di Polizia, dove il veicolo è stato sottoposto alla perquisizione, nel corso della quale, all’interno di un vano appositamente ricavato sotto i sedili passeggeri, gli agenti hanno così rinvenuto la droga già suddivisa in confezioni. Per il napoletano è scattato l’arresto per il reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente e, dopo gli adempimenti di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese.

L’importanza dell’abbigliamento intimo tecnico

Se avete intenzione di organizzare una gita in alta quota, l’abbigliamento che scegliete è molto importante per garantirvi tutto il comfort di cui avete bisogno. E ciò vale anche per l’abbigliamento intimo, ancora più fondamentale per assicurare il massimo livello di benessere: la scelta dell’intimo tecnico influenza la vostra comodità e le vostre abitudini. Si parla, a questo proposito, di primo strato, per indicare indumenti che devono essere altamente traspiranti. Avere a che fare con uno strato traspirante, infatti, costituisce la soluzione più indicata per proteggersi dagli agenti atmosferici e dagli effetti che essi potrebbero avere nei confronti del nostro organismo. In questo modo il nostro corpo viene regolato termicamente e può rimanere attorno alla temperatura fisiologica di 37 gradi.

Questo primo strato, noto anche come base layer, è destinato a stare direttamente a contatto con la nostra pelle. Nel corso di un’attività fisica, come può essere una semplice passeggiata sui sentieri di montagna, il nostro corpo tende a produrre livelli di calore differenti a seconda delle varie parti del corpo: ciò implica che è necessario garantire protezioni diverse. Se è vero che i capi tecnici hanno lo scopo di convogliare verso l’esterno il sudore per favorire la sua rapida evaporazione, è altrettanto vero che essi si devono adeguare ai bisogni del nostro organismo: ecco perché l’intimo tecnico deve offrire anche un isolamento termico adeguato al periodo dell’anno in cui viene indossato, che si adatti al clima esterno.

Naturalmente anche la vestibilità è uno dei fattori che devono essere presi in considerazione: essa dipende anche dal tipo di tessuto. L’intimo tecnico è realizzato, nella maggior parte dei casi, con il polipropilene, il poliammide e il poliestere. Si tratta di fibre sintetiche che, a differenza di ciò che i luoghi comuni in proposito lasciano intendere, offrono un gran numero di vantaggi, a cominciare dal fatto che possono essere riciclati. Essi sono costituiti da fibre che sono in grado di trattenere l’aria all’interno e, in questo modo, consentono la coibentazione termica. Un altro loro pregio va individuato nella capacità di asciugarsi in tempi rapidi; la manutenzione di cui hanno bisogno è molto ridotta. Insomma, si tratta di capi easy care, che possono essere messi in lavatrice senza problemi.

L’intimo tecnico su Modyf soddisfa tutte queste caratteristiche: la prossima volta che vi concederete una gita fuori porta ad altitudini significative, tenetelo presente.

Il delitto di Macerata: restano in carcere i due nigeriani sotto accusa

Restano in carcere i due nigeriani accusati di aver ucciso e poi vilipeso e occultato il cadavere di Pamela Mastroprietro, la 18enne romana uccisa con due coltellate al torace in un appartamento di Macerata tra il 29 e il 30 gennaio scorso. Il Tribunale del Riesame ha infatti respinto – apprende l’AGI – il ricorso presentato dai difensori di Lucky Desmond e Awelima Lucky per ottenerne la scarcerazione. Trova quindi una conferma la linea investigativa seguita dai carabinieri del Reparto investigativo e del Comando provinciale di Macerata, coordinati dalla Procura locale, e l’attivita’ di rilievi seguita dai carabinieri del Ris di Roma. I due nigeriani erano stati fermati nei primi giorni di febbraio e successivamente, il 14 febbraio, il Gip aveva convalidato al termine dell’interrogatorio di garanzia il provvedimento restrittivo, basato sulle accuse di concorso in omicidio volontario, vilipendio di cadavere (la ragazza era stata fatta a pezzi) e occultamento dello stesso cadavere (i resti erano stati abbandonati in due trolley lasciato sul ciglio di una strada provinciale di Pollenza, sempre nel Maceratese. I due sono detenuti nel carcere di Montacuto (Ancona). Un terzo nigeriano e’ coinvolto nella vicenda ed e’ in stato di detenzione nel carcere di Marino del Tronto (Ascoli Piceno): si tratta di Innocent Oshegale, che al momento risponde di concorso in vilipendio e occultamento di cadavere. E’ l’affittuario dell’appartamento di via Spalato 124 dove Pamela, spinta dalla dipendenza dalla droga, segui’ Oshegale e dove poi – i rilievi del Ris l’hanno ormai chiarito – avvenne l’omicidio e quindi lo scempio del corpo. Inizialmente il nigeriano era stato il primo a finire indagato dopo il ritrovamento dei due trolley, perche’ testimonianze riconducevano a lui come la persona che aveva scaricato il macabro bagaglio da una vettura che fungeva da taxi abusivo e su cui aveva preso posto a Macerata. E si era quindi arrivati al suo appartamento, e oltre al ritrovamento di abiti di Pamela i rilievi degli specialisti della scientifica dei carabinieri accertarono la presenza di numerose tracce di sangue. Per l’uomo scatto’ l’accusa di omicidio e il trasferimento in carcere. poi pero’ l’autopsia mise in dubbio l’ipotesi della morte dovuta ad atto violento, ad omicidio, e venne fuori l’ipotesi morte per overdose, cui segui’ il vilipendio di cadavere. Posizione quindi che si alleggeriva per Oshegale, che pero’ restava in carcere, vista comunque la gravita’ dei reati. Il successivo arresto di Lucky Desmond e di Awelima Lucky e i risultati delle indagini dei carabinieri del Reparto investigativo e del Comando provinciale di Macerata ha pero’ rimesso in discussione la figura di Oshegale, riportandola in primo piano, ovvero la sua posizione e’ tornata ad essere molto delicata, con il forte rischio che anche per lui la Procura, individuando un nesso tra i tre nigeriani, possa far scattare l’accusa di concorso in omicidio volontario, adottando un provvedimento di fermo per omicidio poi da valutare da parte del Gip. E in tal senso stanno indagando i militari e la Procura della citta’ marchigiana, perche’ ci sono ancora diversi aspetti da chiarire sul brutale delitto, oltre che responsabilita’ ben definite – persona per persona tra quelle finora finite nell’inchiesta – da chiarire.

Francia, morto a 91 anni lo stilista Hubert de Givenchy

E’ morto a 91 anni lo stilista francese Hubert de Givenchy, fondatore della casa di moda che porta il suo nome ed è nota per aver vestito anche Audrey Hepburn e Jackie Kennedy. A farlo sapere è stato il suo compagno, Philippe Venet, attraverso la casa di moda. Givenchy è morto sabato nel sonno, ha spiegato. La coppia viveva in un castello rinascimentale vicino a Parigi.
“Le esequie saranno celebrate nella più stretta intimità”, ha precisato il compagno nel comunicato. Dalla sua prima sfilata nel 1952 alle dimissioni nel 1995 dalla sua maison, venduta nel 1988 al gruppo del lusso LVMH, Hubert de Givenchy ha segnato per quaranta anni il mondo della moda con l’eleganza delle sue creazioni. “Fra gli stilisti che hanno definitivamente consacrato Parigi, a partire dagli anni ’50, al vertice della moda mondiale, Hubert de Givenchy ha dato alla sua maison un posto a parte. Sia negli abiti lunghi da sera sia in quelli da giorno, Hubert de Givenchy ha saputo riunire due qualità rare: essere innovatore e atemporale”, ha reagito Bernard Arnault, alla guida di LVMH. Anche la maison ha reso omaggio al suo fondatore in un comunicato, salutando una “personalità fondamentale del mondo dell’alta moda francese, simbolo dell’eleganza parigina per più di mezzo secolo. Oggi ancora, il suo approccio alla moda e la sua influenza perdurano”. Una grande esposizione ha reso omaggio al lavoro di Givenchy l’anno scorso a Calais, nel Nord regione di cui era originario.

Ad is loading…
Ad is loading…