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Torre Annunziata. 31enne arrestato mentre spacciava crack

Torre Annunziata. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno arrestato un 31enne mentre spacciava droga. Durante un servizio antidroga i militari hanno arrestato un 31enne già noto alle forze dell’ordine. Si tratta del 31enne Carlo Izzo di via Giardino. I carabinieri l’hanno osservato a distanza in via Madonna del Principio mentre in sella al suo scooter cedeva una dose di crack. Così è stato fermato e perquisito. Dalla perquisizione personale sono stati sequestrati 6 grammi tra cocaina e crack in dosi e 85 euro ritenuti frutto dell’attività illecita. E’ stato poi arrestato e condotto ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

Paestum, scoperta shock in spiaggia: ritrovato cadavere di una donna

Paestum. Scoperta shock questa mattina nel Cilento. A Capaccio Paestum è stato ritrovato un cadavere di una donna. Il macabro ritrovamento è stato fatto dall’ex consigliere comunale Maurizio Paolillo, il quale si trovava in zona insieme ad alcuni studenti del liceo scientifico di Eboli per una visita guidata. Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della stazione di Capaccio Scalo, in loro sostegno sono arrivati anche i colleghi del nucleo operativo della compagnia di Agropoli e la Guardia Costiera. In questo momento è in corso l’ispezione esterna del cadavere al fine di identificare la donna. Secondo le prime indiscrezioni non dovrebbe essere in mare da molti giorni, per sapere di più bisognerà aspettare i risultati dell’esame autoptico. “Ieri sera non c’era» spiega Maurizio Paolillo che assieme ad un biologo e i docenti stava accompagnando i ragazzi in visita all’Oasi dunale di Legambiente. «Appena abbiamo attraversato la pineta, ho visto il cadavere sulla riva e ho chiamato subito i carabinieri e la guardia costiera. Mi dispiace per questi ragazzi del liceo scientifico di Eboli che questa mattina hanno avuto una bruttissima esperienza”.

Quarto. Carabinieri liberi da servizio arrestano taccheggiatori

Quarto. I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno arrestato nel centro commerciale Quarto nuovo un 43enne e 24enne, entrambi di Napoli e già noti alle forze dell’ordine. Un militare dell’arma libero dal servizio e a diporto in abiti civili li aveva notati mentre rompevano i sistemi antitaccheggio e si impossessavano di capi di abbigliamento griffati presso un negozio del centro commerciale ed era riuscito a bloccarli prima che si dessero alla fuga. La refurtiva, valore 1.200 euro, è stata recuperata e restituita all’avente diritto. I 2 arrestati sono stati tradotti ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

Cardito. Apre la vettura e ruba una borsa: arrestato

Cardito. I carabinieri della stazione di Crispano hanno arrestato a Cardito un uomo di 37 anni, domiciliato a Caivano, già noto alle ffoo. Un carabiniere effettivo alla stazione di rocchetta s. antonio (fg) che libero dal servizio stava transitando per via gramsci l’ha notato introdursi nell’abitacolo di una vettura in sosta sulla pubblica via e rubare una borsa: il militare ha rincorso il malfattore ed è riuscito a raggiungerlo e ad immobilizzarlo in collaborazione con colleghi della stazione di Crispano intervenuti a sua richiesta sulla via di fuga a piedi. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria. L’arrestato è stato portato ai domiciliari.

Caso Moro: il Vaticano e il mistero del riscatto

Nel maggio 1978, pochi giorni prima del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, il Vaticano era pronto a pagare fino a dieci miliardi di lire per la liberazione del presidente della Dc, ostaggio delle Brigate Rosse. Le banconote – mazzette di dollari, con fascette di una banca ebraica – erano su una consolle nella residenza pontificia di Castel Gandolfo e furono mostrata da papa Paolo VI a monsignor Cesare Curioni, responsabile dei cappellani carcerari, il quale aveva attivato contatti per la liberazione di Moro. Era presente anche mons. Fabio Fabbri, segretario di don Curioni. Ma da dove provenivano tutti quei soldi? E che fine fecero? Nessuno lo sa.
Don Curioni è morto nel 1996 senza che quel mistero fosse svelato, mons. Fabbri ha detto alla Commissione Moro di non saperlo, e fonti vaticane, recentemente interpellate, hanno ribadito di ignorare chi procurò quel denaro e dove finì. Non era tuttavia, denaro dello Ior, ha precisato mons.Fabbri, alimentando ancor più il mistero, ormai quasi irrisolvibile.

Napoli. Armati di coltello su un scooter: denunciati due giovani

Napoli. Erano in sella ad uno scooter Piaggio Liberty, i due giovani che, nella tarda serata di ieri, sono stati fermati dagli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G. mentre sfrecciavano in Via Duomo angolo quartiere Forcella.
I poliziotti, nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo contro la violenza giovanile, denominato “Progetto sicurezza giovani”, nel transitare in Via Duomo, hanno notato i due giovani, di 16 e 18 anni, che viaggiavano a bordo di uno scooter, decidendo così di procedere alla loro identificazione.
Entrambi i ragazzi, trovati in possesso di due coltelli a scatto, della lunghezza di circa 21 centimetri, sono stati denunciati, in stato di libertà, per possesso ingiustificato di arma.
Alla madre del 16enne, inoltre, visto che alla guida dello scooter è stato sorpreso il figlio, sono state elevate contravvenzione ai sensi del C.d.S. per l’importo di circa €.6.000,00.
Il 16enne, infatti, conduceva lo scooter senza casco, senza aver mai conseguito la patente, senza carta di circolazione e senza la prescritta assicurazione R.C.A..
Lo scooter è stato sequestrato penalmente e sottoposto a fermo amministrativo, affidandolo alla madre del minore.

Domenica 18 marzo alla Domus Ars il pianista Genny Basso

Prosegue la Stagione Concertistica 2018 dell’associazione Musica Libera ospitata dall’associazione  “Il Canto di Virgilio”, presso la sede del centro culturale Domus Ars. Domenica 18 marzo alle ore 11.00, appuntamento con il recital pianistico di Genny Basso.
Genny Basso è un pianista nato a Napoli nel 1984. È stato l’assistente ufficiale di Aldo Ciccolini nelle sue Masterclass internazionali degli ultimi anni. Si avvicina alla musica in età precocissima e dopo esperienze formative in Irlanda e in Inghilterra si affida al Maestro Luigi Averna –allievo del Maestro Vincenzo Vitale, caposaldo di quella scuola napoletana che avrà collegamenti fino ad Arturo Benedetti Michelangeli – con il quale consegue, con la valutazione di 110 e lode, la laurea in pianoforte presso il Conservatorio di Napoli. Nel 2013 è ammesso a frequentare nella classe di Paul Blacher – erede didattico di France Clidat – l’ultimo anno dell’École Normale de Musique de Paris. È invitato regolarmente come membro della giuria di concorsi internazionali e nel 2017 è stato il Presidente della giuria del Beethoven International Piano Competition ASIA (Giappone). Si esibisce in festival e stagioni concertistiche internazionali, come di recente al Teatro di San Carlo di Napoli, dove spesso, per non dimenticare le sue origini, fonde il repertorio classico con suoi personali arrangiamenti della canzone napoletana.
Il programma della serata prevede: R. Sacco – Anonimo: Te voglio bene assaje (1839) (arr. Genny Basso); E. Murolo – E. Tagliaferri: Piscatore ‘e Pusilleco (1925) (arr. Genny Basso); F. Liszt: Tarantella (da Venezia e Napoli) (1861); L. Bovio – E. Nardella: Chiove (“Tu si ‘a canaria”) (1923) (arr. Genny Basso); F. Chopin: Tarantella, op.43; P. Mascagni: Sulle rive di Chiaja (1883); G. Donizetti: Amor marinaro (“Me voglio fa’ ’na casa) (1839) (arr. Genny Basso); A. Sisca – S. Cardillo: Core ‘ngrato (1911) (arr. Genny Basso); M. Castelnuovo-Tedesco: Piedigrotta 1924, IV Voce Luntana (1925); R. Leoncavallo: Tarantella (1899); I. Stravinsky: Napoletana, trasc. Genny Basso da “Four easy piano pieces”; E. Bonagura – G. Cioffi: Scalinatella (1951) (arr. Genny Basso); G. Rossini/F. Liszt: La Danza (Tarantella napoletana) (1838).
Il programma della Stagione Concertistica continua con L’Ensemble Novissimo che si esibirà il 15 aprile mentre il 6 maggio suoneranno i VibraPiano. Gran finale il 10 giugno con Mimmo Maglionico e Roberto Trenca.

Riqualificazione dell’area di Capodichino: un gruppo di architetti partenopei vince il concorso Eco – Luoghi

Riqualificare gli spazi pubblici dei quartieri limitrofi l’Aeroporto Internazionale di Napoli attraverso proposte sostenibili e portando avanti una sfida ambiziosa ed avvincente: innovare il concetto stesso di spazio pubblico verde. E’ questo l’obiettivo che In-Nova Studio, in associazione con l’architetto Marilena Prisco e l’architetto Gaetano Gentile, gruppo di lavoro tutto napoletano e composto da giovanissimi professionisti, ha voluto centrare con “Move on up”, proposta progettuale risultata vincitrice del concorso “Eco-Luoghi 2017/2018”, nella sezione Progetti di Rigenerazione Urbana.
“Eco-Luoghi” è un’iniziativa rivolta ad architetti ed ingegneri promossa dall’Associazione Mecenate 90, dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e da Unioncamere, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il sostegno di FederlegnoArredo. La linea progettuale scelta, quella della rigenerazione urbana, aveva lo scopo di stimolare la riqualificazione architettonica e ambientale delle città e dei territori italiani per contenere il consumo di suolo e prevenire i danni ambientali. Il gruppo di lavoro partenopeo ha puntato su di un’area di Napoli, quella di Capodichino, in cui si registra un elevato consumo di suolo e in cui alto è l’impatto di agenti inquinanti legati alle infrastrutture di trasporto.
Il progetto risultato vincitore prevede la riqualificazione degli elementi verticali – recinti e terrapieni infrastrutturali, muri e terrapieni degli spazi pubblici nei quartieri limitrofi all’Aeroporto internazionale di Napoli – attraverso la trasformazione in dispositivi verticali con funzione socio-ecologica.
Si tratta di un modello di intervento che mette insieme la riqualificazione architettonica e tecnologica dello spazio pubblico con l’introduzione di nuovi meccanismi di cooperazione per definire una nuova idea ed una nuova funzione di spazio pubblico adibito a verde. Dal punto di vista tecnico, si prevede la costruzione di un sistema di fitodepurazione a parete, che rappresenta un’innovazione rispetto ai tradizionali sistemi di fitodepurazione, che permette l’incremento o l’introduzione della vegetazione filtrante in spazi ridotti, integrando così il filtraggio dell’aria al filtraggio e riutilizzo delle acque piovane.
La prima delle innovazioni introdotte riguarda la provenienza delle acque da depurare, prevedendo la possibilità di raccogliere e filtrare acque provenienti da tetti di edifici o da aree impermeabilizzate. Il secondo elemento innovativo riguarda il rapporto tra riciclo delle risorse e costruzione dello spazio verde. le acque piovane possono essere impiegate per l’attivazione di nuovi orti urbani, giardini didattici e aree verdi produttive in generale.
Dal punto di vista socio-ecologico, la proposta contribuisce al dibattito in atto, proponendo soluzioni praticabili, sul futuro dello spazio pubblico verde nei quartieri residenziali, rompendo la tradizionale concezione di spazio pubblico visto e vissuto come sfera “isolata” dagli spazi privati.

Qualiano, 27enne di Villaricca in carcere per stalking

I carabinieri della stazione di Qualiano hanno arrestato per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un 26enne di Villaricca già noto alle forze dell’ordine. Ieri sera, dopo l’ennesima lite violenta con la convivente 27enne, in evidente stato di agitazione si era perfino presentato al comando stazione chiedendo insistentemente di parlare con la donna che vi era giunta poco prima per sporgere denuncia. voleva convincerla a non denunciarlo. Nel corso degli accertamenti è emerso che da circa un anno il 26enne aveva dei comportamenti persecutori e usava violenza fisica e psicologica nei confronti della donna. Durante la lite la 27enne ha riportato contusioni e traumi in varie parti del corpo giudicati guaribili in 7 giorni. L’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Poggioreale.

Santa Maria la Carità: pusher 32enne sorpreso mentre spaccia cocaina

I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate hanno arrestato in via cappella dei Bisi, Antonio Di Maio, un 32enne, del luogo, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso a cedere 3 dosi di cocaina ad altrettanti assuntori, poi segnalati al prefetto. Le conseguenti perquisizioni personali e domiciliari hanno portato al sequestro di 50 euro: il provento dello spaccio. L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.

‘Vittima della mia libertà’, bullismo e ideologie nel nuovo film di Davide Guida

Si sono concluse le riprese del film “Vittima della mia libertà”, una produzione indipendente a sfondo sociale realizzata da DGPhotoArt Cinema in collaborazione con la “Artisti Sotto il Vesuvio”, una associazione non riconosciuta che riunisce scrittori, sceneggiatori, registi, tecnici e artisti di varia formazione (dilettanti, amatori o professionisti) che investono le loro qualità in progetti cinematografici paragonabili a quelli delle grandi produzioni, anche se, a differenza di queste ultime, non esiste alcun tipo di finanziamento né pubblico né privato.
“Vittima della mia libertà” è un lungometraggio di circa ottanta minuti, scritto e diretto da Davide Guida che si è distinto negli ultimi anni nella realizzazione di progetti cinematografici di denuncia sociale (“Noi, oltre il tramonto” sulla droga adolescenziale e “Disinganno”, sulla violenza psicologica alle donne, sono solo due dei diversi lavori realizzati). Il tema trattato in questo ultimo lavoro è il bullismo, ma visto da un punto di vista differente. La protagonista, la diciassettenne Simonetta Fiorillo (interpretata dall’attrice teatrale Elisabetta Mercadante), non è una ragazza debole come avviene nei casi più tristemente noti di bullismo, ma anzi ha un carattere piuttosto forte con principi di vita ideologici dotati di un eccessivo senso di libertà, che la porta a scontrarsi non solo con i suoi compagni di classe (in particolare con Mariangela Bianchi, sua nemesi), ma anche con i professori, i bidelli e perfino con la dirigente scolastica della sua scuola, interessata più che altro a che la scuola tenga alto il suo nome e non si faccia cattiva pubblicità. La poca presenza dei genitori nella educazione della ragazza farà sì che si consumi presto un dramma difficilmente riparabile.
Sulla base di quanto dichiara il regista, dal film traspare che avere una forte sensazione di libertà è certamente sacrosanto, ma purché non si trasformi in anarchia e non si invada, con la propria libertà, quella degli altri.
Il film, che vede un cast di circa sessanta persone, è attualmente nelle ultime fasi di montaggio e a breve, dopo una conferenza stampa, inizierà il percorso di distribuzione presso scuole, sale private e salotti culturali, abbinato a dibattiti sul tema del difficile rapporto adolescenziale e sul bullismo.

Studentessa palermitana in gita nella zona Vesuviana in arresto cardiaco ‘salvata’ all’ospedale di Boscotrecase

Ragazzina di 15 anni in arresto cardiaco salvata all’ospedale di Boscotrecase dopo una lunghissima manovra di rianimazione del cuore. La giovane, di origini palermitane e in gita scolastica nella zona vesuviana, si è sentita male stamane quando ha aperto gli occhi al suono della sveglia. In stanza con lei altre amiche, il gruppo di studenti palermitani è ospite in una struttura ricettiva di Boscoreale. La giovane dopo aver bloccato la sveglia è andata in arresto cardiaco ed è crollata a terra. Subito soccorsa dalle amiche che hanno dato l’allarme. Sul posto in breve tempo è arrivata un’ambulanza. Gli operatori hanno cercato di rianimarla anche con il defibrillatore ma il cuore non ne voleva sapere di ripartire. E così si è deciso di portarla di corsa al vicino ospedale di Boscotrecase dove i medici del reparto rianimazione dopo una lunghissima manovra sono riusciti a far ripartire il cuore della ragazzina che ora è stata trasferita al Policlinico di Napoli.

Il recital al Nuovo Teatro Sancarluccio con il duo Rondinella&Cincotti

Da venerdì 16 a domenica 18 marzo (venerdì e sabato ore 21.00 e domenica ore 18.00), presso il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, si terrà lo spettacolo musicale “Cantabili armonie da una città di mare” di e con Giosi Cincotti e Francesca Rondinella.
Si tratta del nuovo recital che propone un repertorio che privilegia i brani più cantabili e amati della tradizione: dalle note delle tarantelle anonime, alle tammurriate d’autore, alla leggerezza del varietà con le macchiette di Pisano&Cioffi, al teatro canzone di Viviani fino alla poesia cantata di Di Giacomo, Bovio, E.A. Mario, Palomba, Daniele.
Non mancheranno autori della città di mare contemporanea con delle novità così come antiche melodie riproposte con lo stile del duo Rondinella&Cincotti che collabora dal 2012, approdando ad originali progetti artistici per raccontare il loro mondo attraverso la loro arte, fatta di suoni, colori, linguaggi che si aprono anche ad ambiti musicali differenti e confluiscono nel cd “Rondinella&Cincotti: Meet&Reel” il loro primo lavoro discografico prodotto
dall’etichetta SoundFly, uscito a maggio 2017 che ha già ottenuto ottimi consensi di critica e pubblico.

Gragnano, la Gori: ‘Interventi per aumentare la sicurezza delle sorgenti di acqua’

“In relazione all’Ordinanza n. 22 del Comune di Gragnano, emessa in data odierna, GORI intende precisare che gli ultimi prelievi effettuati presso le zone interessate hanno evidenziato la conformità alla vigente normativa della risorsa distribuita nelle zone di Aurano, Castello e Caprile né, allo stato, si ha notizia di anomalie rilevate dall’ASL NA 3, ossia l’autorità deputata ai controlli sulle acque potabili.

Tuttavia GORI ha già provveduto ad effettuare un campionamento straordinario così come richiesto dal Primo cittadino, e trasmetterà al Comune i risultati non appena disponibili.

Il gruppo sorgentizio Imbuto, come risaputo, è molto sensibile alle forti piogge e quindi al fine di scongiurare possibili fenomeni di intorbidimento della risorsa GORI, di concerto con l’amministrazione comunale, ha programmato ulteriori interventi per aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento, tra cui la messa in esercizio del Serbatoio San Giacomo, che rappresenterà anche un importante punto di accumulo utile ad evitare le carenze idriche estive”.

Il caso Moro e l’identikit di “Defilato”: l’imprendibile delle Br

“Sono quattro gli uomini che a Firenze corrispondono al profilo di una persona vicina ai fiancheggiatori dei brigatisti che, dal capoluogo toscano, nel 1978, gestivano il sequestro di Aldo Moro. L’uomo, tutt’ora in liberta’, conoscerebbe anche i nascondigli delle armi mai ritrovate dei terroristi”. Lo rivela il prossimo numero di Panorama, in edicola domani 15 marzo. “Il nome in codice con cui gli stessi brigatisti chiamavano questo militante e’ Defilato. Tra le quattro persone individuate dagli investigatori – si legge nell’anticipazione diffusa dal quotidiano – una e’ di origine straniera, un’altra gestisce un bar, una fa il sindacalista e un’altra partecipa a manifestazioni antifasciste. Defilato era in stretto contatto con chi accompagnava nei suoi soggiorni in Toscana Barbara Balzerani, l’unica donna presente durante l’agguato di via Fani. In seguito, l’uomo ha partecipato agli ultimi colpi di coda del terrorismo negli Anni 80 – gli omicidi di Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffilli. E’ stato poi protagonista della riorganizzazione delle Nuove brigate rosse, responsabili dell’uccisione dei giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi”.

La paura come vicina di casa. La consuetudine con il sospetto. Il timore di essere riconosciuti. L’incertezza che accompagna ogni spostamento e ogni più piccola azione quotidiana. E’ questa la percezione di chi si trova ad essere spettatore in prima persona di un atto di terrorismo. Il documentario ‘Il sequestro Moro. Gli altri testimoni’, in onda stasera alle 21.00 su History (in esclusiva su Sky al canale 407 di Sky) e in replica venerdì prossimo, giorno del rapimento di Aldo Moro, alle 21.50, si propone di rileggere il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana alla luce delle testimonianze dirette di coloro che si trovarono in Mario Fani la mattina del 16 marzo 1978. Attraverso lo sguardo di quattro testimoni, il ricorso ai filmati dell’Istituto Luce Cinecittà e un’intervista in esclusiva al direttore Tecnico Capo Servizio di Polizia Scientifica, Federico Boffi, il documentario ricostruisce la dinamica del rapimento che determinò la morte dei cinque uomini della scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, e che segnò per sempre la storia della Repubblica italiana. Alle 9.02 di quel giovedì mattina, all’incrocio tra Via Mario Fani e Via Stresa, l’auto blu del presidente della Democrazia Cristiana con due carabinieri di scorta, seguita da una Alfetta con tre agenti di polizia, viene bloccata dall’auto dei brigatisti che tagliano improvvisamente la strada e si fanno tamponare. Seguono momenti concitati: in pochi minuti i cinque agenti della scorta cadono sotto il fuoco dei terroristi. Moro viene spinto su una seconda auto e portato via.

In pochi secondi la storia incrocia la vita di Ernesto Proietti, netturbino in servizio nella zona, che pochi minuti prima aveva visto in via Fani un’autovettura con degli uomini a bordo vestiti da aviere; li rivede trenta minuti più tardi, nascosti dietro la siepe di un bar: sono immobili, in silenzio. Ernesto non può immaginare che siano alcuni membri delle Brigate Rosse in procinto di rapire Moro. Anche Lorenzo Vecchione, avvocato romano, mentre sta prendendo l’auto per recarsi in ufficio si imbatte in alcuni uomini vestiti da steward. Francesco Pannofino, all’epoca dei fatti studente universitario e oggi attore e doppiatore di successo, è a pochi metri dal luogo del sequestro, di spalle, legge il giornale. Non vede la scena del rapimento ma sente tutto: la frenata delle macchine, il tamponamento, gli spari dei mitra. Si nasconde, e quando tutto è finito è tra i primi a raggiungere il luogo dell’agguato, a camminare, senza fiato, tra i corpi esamini degli uomini della scorta. Sergio Vincenzi, residente nella zona, si trova a pochi metri dal punto dell’agguato.

Assiste all’esecuzione degli uomini della scorta. Fissa negli occhi un brigatista: sono pochi istanti ma diventano interminabili. Riesce a trovar riparo dietro un’auto. Successivamente, di fronte alle foto segnaletiche di alcuni ricercati, riconoscerà in quel brigatista Prospero Gallinari. Il documentario spiega, con l’aiuto dello psichiatra Roberto Fornara, i risvolti psicologici di questa esperienza, e cosa può accadere nei comportamenti, nei ricordi, nei pensieri dei testimoni di un atto di terrorismo, nel 1978 come oggi. Il sequestro Moro. Gli altri testimoni è una produzione Light History in associazione con A+E Networks Italia ed è distribuito da Istituto Luce Cinecittà. La regia è di Mary Mirka Milo, che ne è anche l’autrice in collaborazione con Massimo Vincenzi, Michela Micocci e Valeria Castrucci. Il montaggio è di Giordano Gibbon, mentre le musiche originali sono di Fabrizio Bondi.

Guerra delle spie: avvelenamento, indagini e reazioni

L’agente nervino con cui è stato avvelenato l’ex spia russa Sergei Skripal potrebbe essere stato diffuso in varie parti del Dorset. Il Telegraph ha ottenuto un video delle telecamere di sorveglianza in cui si vede Skripal che attraversa con la sua auto il centro di Salisbury poche ore prima di essere trovato privo di sensi per gli effetti dell’agente nervino Novichok. Nelle immagini si vede la BMW serie 3 con a bordo l’ex spia e la figlia che si dirige verso il parcheggio di un supermercato: sono le 13:35 del giorno dell’avvelenamento, secondo il timecode del video. Il ritrovamento delle due vittime è avvenuto poco meno di tre ore dopo il passaggio al Devizes Inn, da dove proviene il video, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. La polizia ha fatto appello a chiunque abbia visto Skripal e la figlia tra le 13 e le 13:40 per individuare le zone che potrebbero essere state contaminate e le immagini ottenute dal Telegraph tracciano una parte del percorso in questo lasso di tempo.

Anti-terrorismo: preso italiano a Viterbo, era pericoloso

Un cittadino italiano di origine lettone e’ stato arrestato dalla Polizia a Viterbo dopo che, nel corso della perquisizione nella sua abitazione, gli uomini dell’Antiterrorismo hanno trovato materiale utile a confezionare ordigni esplosivi. L’indagine nei confronti del 24enne e’ nata da una segnalazione del Fbi: il giovane aveva postato sui social media una serie di apprezzamenti nei confronti di Saipov Sayfullo, l’estremista islamico che il 31 ottobre del 2017 ha investito e ucciso su una pista ciclabile di New York otto persone.  In seguito alla segnalazione del Federal Bureau Investigation, gli uomini del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno dell’Antiterrorismo hanno individuato l’autore del post, che fino a quel momento non era mai stato segnalato alle autorita’ di sicurezza ne’ per atteggiamenti radicali ne’ per posizioni politiche estreme. Nei suoi confronti sono cosi’ stati disposti una serie di accertamenti, mentre la digos di Viterbo lo ha tenuto costantemente sotto stretto monitoraggio. Nei giorni scorsi e’ scattata la perquisizione nella sua abitazione, alla quale hanno partecipato anche le unita’ cinofile antisabotaggio e gli uomini della Polizia Postale. All’interno dell’abitazione i poliziotti hanno sequestrato diversi precursori per la fabbricazione di ordigni artigianali e un oggetto di cartone di forma cilindrica, riempito di una polvere la cui natura deve ancora essere accertata, all’interno del quale erano state incollate diverse monete di piccole dimensioni. Al 24enne sono anche stati sequestrati un fucile e due pistole ad aria compressa e una serie di apparecchiature informatiche. Il cittadino lettone e’ stato arrestato con l’accusa di possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi e il gip ha gia’ convalidato l’arresto.

Colpi di pistola contri un treno della Circum: terrore tra i viaggiatori

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Un treno della Circumvesuviana è stato colpito ieri sera verso le 20.30 “da almeno due proiettili” nei pressi della stazione di Sant’Anastasia. Lo denuncia il sindacato Orsa, spiegando che non è chiaro se i colpi sono stati “sparati da una pistola di piccolo calibro o da un’altra arma” e che “solo una fortunata coincidenza ha fatto sì che nessuno si sia fatto male”. In una nota il sindacato ricorda che “il giorno 23 febbraio i lavoratori e utenti dei trasporti avevano manifestato per chiedere con forza a Prefettura, Questura e Comando dei Carabinieri una maggiore tutela per tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici, e avevano richiesto un incontro in Prefettura per sapere e capire quali misure potevano essere messe in campo per rendere più sicuri treni, bus e stazioni. A questa richiesta si era associata anche la dirigenza dell’Eav, ma dal prefetto non c’è stata a tutt’oggi alcuna risposta”.Alla luce di quanto avvenuto ieri sera, prosegue la nota, “da cittadini, da viaggiatori e da lavoratori ci chiediamo fino a quando la Prefettura continuerà a ignorare il nostro grido di aiuto, fin quando il rappresentante del Governo farà finta che nulla accade sui treni, sui bus, nelle stazioni o sui binari”. Da oggi “e fino a quando non ci sarà una convocazione in Prefettura per una delegazione di lavoratori, utenti e dirigenti delle aziende di trasporto”, fa quindi sapere il sindacato, “in segno di protesta tutti i treni e i bus partiranno con 5 minuti di ritardo, garantendo così la mobilità ma nel contempo esprimendo il proprio disappunto verso chi non mostra attenzione alcuna nei confronti di noi che siamo costretti a lavorare e a viaggiare in condizioni sempre più difficili. Nessuno – conclude la nota – potrà poi sottrarsi alle proprie responsabilità, semmai questa escalation di violenza dovesse sfociare in un’irreparabile tragedia”.

La Parola di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 5,31-47.
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: « Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera;
ma c’è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.
Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.
Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto,
e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.
Ma voi non volete venire a me per avere la vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini.
Ma io vi conosco e so che non avete in voi l’amore di Dio.
Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste.
E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?
Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è gia chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole? ».

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