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Juventus, la resa di Buffon: “Sono più forti”

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Amaro canto del cigno di Champions per Gianluigi Buffon, che al termine della partita col Real Madrd ammette: “Sono oggettivamente piu’ forti. Ronaldo e’ al livello di Pele’, Maradona, Messi”. Un’altra occasione per lui non ci sarà: ormai il numero 1 è prossimo all’annuncio del ritiro dalle scene.

Serie A alla genovese: Sampdoria corsara nel recupero, Genoa vittorioso in casa

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Coi gol di Caprari e Zapata, la Sampdoria passa per 2-1 sul campo dell’Atalanta, a segno con Toloi per il momentaneo pareggio. 2-1 casalingo, invece, per il Genoa contro il Cagliari: padroni di casa in vantaggio con Lapadula, pareggia Barella su rigore, decisivo Medeiros. Prosegue il momento positivo per la Fiorentina, vittoriosa per 2-0 fuori casa con l’Udinese grazie ai gol messi a segno da Simeone e Veretout.

SPARATORIA NELLA SEDE DI YOUTUBE. CI sarebbero dei feriti. Una donna ha fatto fuoco

Cnn ha riferito che è stata una donna a sparare nella sede centrale di YouTube, in California, e che sarebbe morta. Ci sarebbero vari feriti, secondo i media, che sarebbero stati portati in diversi ospedali. Anche ABC News ha riferito che si tratta di una donna, aggiungendo che le autorità lo hanno confermato.Colpi d’arma da fuoco sono stati uditi nel quartier generale di YouTube a San Bruno, in California. Lo riferisce Fox News, precisando che la polizia e’ accorsa sulla scena della sparatoria. Sono presenti le ambulanze sono presenti e gli uffici vicini sono stati chiusi.
Le forze dell’ordine di San Bruno via tweet hanno confermato che c’e’ attivita’ di polizia nella zona e hanno pregato di restare lontani. Alcuni dipendenti del quartier generale di Youtube a San Diego, dove sono stati uditi spari, sono stati evacuati con le mani alzate dalla polizia. Lo riferiscono testimoni. Altri invece sono barricati all’interno della sede, come hanno rivelato loro stessi sui social media.

Google, che possiede YouTube, ha dichiarato che sta indagando. Secondo notizie non confermate dai media locali, a sparare sarebbe stata una donna. Nella sede centrale di YouTube, ricorda la “Bbc”, lavorano circa 1.700 persone. Google ha dichiarato che si sta “coordinando con le autorita'” e che fornira’ informazioni non appena disponibili. Un dipendente di YouTube, Todd Sherman, ha twittato che le persone sono fuggite dall’edificio in preda al panico.

Potrebbe essere una donna ad aver esploso colpi di ama da fuoco presso la sede di Youtube a San Bruno in California, stando a indicazioni di media locali ma non ufficialmente confermate, citate dalla Bbc

Tracollo Juve in Champions: 0-3 col Real Madrid

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Da stasera anche i bianconeri di Allegri si concentreranno sul campionato. Pesantissimo lo 0-3 rimediato in casa col Real Madrid, bestia nera ancora una volta. Al ritorno servirebbe un miracolo, francamente difficile da pronosticare. Cristiano Ronaldo ha fatto la differenza con una doppietta ed una prestazione superlativa. Primo segnato dal portoghese dopo poche battute di gioco: un presagio di disfatta per Buffon e compagni, in partita ma imprecisi in ogni reparto. Nelle prime battute della ripresa, Cristiano Ronaldo fa il bis con una rovesciata da applausi a scena aperta. Tutto si fa ancora più complicato con l’espulsione di Dybala. In 10 la Juventus arranca e subisce in contropiede il terzo gol da Marcelo. Inutili cambi e strategie alternative, il punteggio è netto: il cammino di Champions dei bianconeri finirà ai quarti.

Castellammare, braccato si presenta al comando vigili il pirata della strada del Lungomare

Castellammare. Si è presentato in tarda serata la comando vigili urbani stabiese il pirata della strada che nel pomeriggio di oggi ha investito una ragazza sul lungomare Garibaldi. E ‘ un giovane del rione Spiaggia. Per lui è in arrivo una denuncia per omissione di soccorso. Si aspetta la formalizzazione degli atti da parte dei protagonisti. Il ragazzo era in sella a uno scooter in compagnia di un amico, uno solo dei due aveva il casco. All’altezza di un noto bar al centro del Lungomare  ha visto materializzarsi davanti allo scooter una coppia di ragazze che attraversava la strada sulle strisce pedonali. Ha cercato di frenare ma ha perso il controllo del mezzo che ha investito una delle due ragazze. Lui e l’amico sono caduto ma senza conseguenze tanto che si sono rialzati e hanno iniziato a scappare. Alla scena hanno assistito anche un finanziere e un poliziotto liberi dal servizio che passeggiavano in villa. I due fuggitivi sono stati bloccati. Ma mentre venivano chiamati i vigili urbani il conducente e proprietario dello scooter ha approfittato della situazione ed è scappato. Nel frattempo sono arrivati i vigili urbani  e l’ambulanza che ha portato la ragazza, della penisola sorrentina, in Ospedale. Per lei solo lievi ferite a una gamba. Grazie ai documenti lasciati nello scooter è stato possibile risalire al fuggitivo che in serata sentendosi braccato si è presentato al comando vigili per raccontare la sua versione dei fatti.

Scafati, il repubblicano De Luca: ‘Città sempre più invivibile, anche le luci si sono arrese’

Il segretario dei repubblicani di Scafati, Raffaele De Luca, attacca duramente le passate amministrazioni comunali ma anche la gestione commissariale per una città sempre più invivibile.
“Città allo sfascio, strade bucat,e viabilità da metropoli asiatica, criminalità in crescita, servizi zero tasse da capogiro da quella della luce nel cimitero a quella sulla spazzatura da primato mondiale”, attacca così la nota polemica di De Luca. Che poi continua: “Anche il commercio è morto e seppellito nella nostra città. Se tutto questo è la punizione inflitta a noi scafatesi perché una politica scellerata e una opposizione inerme e fallimentare hanno distrutto 20 anni di sacrifici di una città che era il fiore all’occhiello dell’Agro nocerina allora significa che ci siamo meritati questa punizione”.
Anche alle luci notturne si sono arrese a questo commissariamento fallimentare della città. Certamente non saranno i commissari a salvare la città ma solo chi ama la propria terra darà lustro e bellezza alla Scafati che conoscevamo. E noi Repubblicani saremo in prima fila in questa battaglia per la rinascita”.

Diego Maradona Junior: ‘Felice che papà segua il nipote’

 

“La nascita di Diego Matias e’ stata una gioia immensa. Gli ho gia’ fatto capire come sono belli i colori azzurri. Gli ho spiegato che non deve seguire la Juve”. Lo ha detto a Radio Marte Diego Maradona junior commentando la nascita del suo primogenito, il nipotino italiano di Maradona che ha celebrato la nascita due giorni fa con un post Facebook. “Sono contento – ha detto Diego junior che si e’ riappacificato con suo padre dopo anni di gelo – per il post di mio padre Diego che vuole seguire la crescita del nipote”. Ora non resta che attendere la prossima visita del Pibe in Italia magari per conoscere il nipote.

Giugliano, bimbo azzannato e sfregiato al volto dal cane dei vicini

Giugliano. Bimbo di sei anni azzannato dal cane dei vicini: operato dai medici dell’ospedale San Giuliano di Giugliano che gli hanno dovuto ricostruire parte del volto, prima di trasferirlo al Santobono di Napoli. E’ accaduto nel week end di Pasqua, in via Fratelli Maristi a Giugliano. Secondo quanto raccontato dai genitori del piccolo, il bambino stava giocando con il cane quando l’animale, un dogo argentino, lo ha afferrato al volto. Il bimbo è stato subito soccorso dai parenti e trasportato sanguinante all’ospedale più vicino, dove i medici hanno dovuto anestetizzarlo per applicargli numerosi punti di sutura. Il piccolo ha riportato gravissime ferite al volto, ma non è in pericolo di vita. Sull’episodio indagano i carabinieri di Giugliano, per verificare le modalità di quanto accaduto e identificare i proprietari. Le lesioni riportate dal bambino sono giudicate molto gravi e il suo volto potrebbe rimanere deturpato. I proprietari del cane dovrebbero dimostrare che l’animale non è pericoloso. Non è escluso che vengano disposti dei controlli da parte dei veterinari dell’Asl.

Napoli, stesa di camorra al rione Conocal di Ponticelli

Senza pace l’area orientale di napoli diventata sempre più una polveriera. Quello che negli anni Novanta era diventato tristemente famoso come il “Triangolo della morte” sembra essere tornato alla ribalta della cronaca nera negli ultimi mesi. e’ di oggi pomeriggio la notizia dell’ennesima stesa di camorra. Alcuni bossoli sono stati rinvenuti infatti in via Mario Palermo, nel rione Conocal di Ponticelli. Una volante del commissariato locale della Polizia di Stato e gli agenti della sezione Scientifica della squadra mobile, hanno recuperato sei bossoli e tre ogive mentre fori di proiettile sono stati rinvenuti in un edificio poco distante. Nelle vicinanze gli inizi di dicembre, venne gambizzato un ragazzo di 19 anni, figlio di un pregiudicato attualmente detenuto e ritenuto vicino al clan De Micco. Gli investigatori sembrano convinti che quei proiettili fossero destinati ad avvertire un noto pregiudicato che abita nella zona.

Polfer: 4 arresti, 7 denunciati e oltre 5mila controllati durante il week end di Pasqua in Campania

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Il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, diretto dal Dirigente Superiore della Polizia di Stato, dottor Luigi Liguori, attuando un dispositivo applicato su scala nazionale inteso ad accrescere la percezione di sicurezza da parte dei cittadini che si servono del vettore ferroviario, in occasione delle festività pasquali, che hanno visto la movimentazione di migliaia di viaggiatori all’interno delle stazioni, ha dato esecuzione a potenziate attività di vigilanza e di controllo di viaggiatori e bagagli all’interno delle stazioni di competenza e sui treni circolanti nei tratti di linea ferroviaria.

I controlli effettuati dal personale Polfer hanno permesso, di conseguire i seguenti risultati :

· 5356 identificati

· 7 denunciati

· 4 arrestati

· 254 treni scortati

· 119 servizi scorta treni viaggiatori

· 410 pattuglie impiegate

· 15 pattuglie lungo linea ferroviaria impiegate

· 43 servizi antiborseggio

Castellammare, investono una ragazza sul lungomare e scappano: caccia ai due pirati della strada

Castellammare. Ragazza investita sul lungomare Garibaldi da due pirati della strada che poi scappano a piedi. E’ accaduto in serata poco dopo le 19. La ragazza stava attraversando la strada all’altezza di un noto bar sul lungomare stabiese quando d’improvviso sono arrivati due ragazzi in sella a una scooter, hanno perso il controllo del mezzo che ha investito in pieno la ragazza. I due, uno solo indossava il casco, si sono rialzati abbandonando il mezzo e sono scappati a piedi. Sul posto i vigili urbani per i rilievi insieme con una volante della polizia. Le forze dell’ordine ora sono sulle tracce dei due investitori. La ragazza, minorenne, e che era in compagnia di un’amica,  trasportata in ambulanza all’ospedale san Leonardo ha riportato solo ferite a un piede.

Emilio D’Averio

Politica e Criminalità: 21 scioglimenti nel 2017

Nel corso del 2017 sono stati sciolti 21 consigli comunali per infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. Il fenomeno è diffuso soprattutto nelle regioni meridionali, ma negli ultimi anni sono in crescita i casi di scioglimento di enti al Nord: lo scorso anno è toccato al Comune di Lavagna (Genova), mentre c’è stato un accesso a quello di Seregno (Monza e Brianza). Lo rileva l’ultima Relazione del ministro dell’Interno sull’attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso.
Complessivamente la misura dell’articolo 143 del decreto 143 del 2000 (scioglimento per infiltrazioni) ha colpito nel corso degli anni 8 Comuni del Settentrione. D’altra parte, sottolinea, la Relazione, “le indagini giudiziarie hanno accertato la delocalizzazione/colonizzazione mafiosa, confermando la presenza invasiva della criminalità organizzata nel nord Italia, caratterizzata da una penetrante capacità di infiltrazione”

Nuovo Governo: Di Maio aperto a tutti, tranne che al Cavaliere

Luigi Di Maio lancia, registrando la trasmissione Di Martedì su La7, la proposta di un contratto di governo da sottoscrivere – spiegano fonti M5s – o con la Lega o con il Pd. Secondo una anticipazione di Corriere.it dall’apertura verrebbe esclusa Forza Italia come partito che bloccherebbe i tentativi di riforma del sistema.

“Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier – ha detto il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci -. La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile”.

“Di Maio dimostra scarsissima cultura istituzionale perchè Berlusconi non ha bisogno di legittimazioni da lui essendo stato in questi anni votato da milioni e milioni di cittadini”, ha detto la capogruppo Fi alla Camera Maria Stella Gelmini commentando il veto del candidato premier M5S a Fi. “Siamo noi indisponibili a fare un governo con chi dimostra di non aver compreso il ruolo che gli elettori gli hanno attribuito”, ha aggiunto.

Auchan vende l’ipermercato di Napoli alla società ‘Sole 365’: scatta la protesta dei sindacati

 

Sindacati sul piede di guerra dopo la comunicazione di Auchan di chiudere i due Ipermercati di Napoli via Argine e Catania. “Dopo lo ‘sfruttamento’, il licenziamento dei lavoratori: Auchan compie una scelta incomprensibile ed arbitraria nel chiudere il punto vendita di via Argine, licenziando 153 lavoratori, e preparandosi ad altre chiusure in Campania. Bisogna fermarla”. E’ quanto afferma il Segretario Generale del Fronte Italiano per il Lavoro e la Partecipazione-Cnal, Salvatore Ronghi. “Bisogna fermare la chiusura dell’ipermercato e costringere la multinazionale francese a ragionare perché non si può consentire l’ennesimo attacco al settore commerciale e al lavoro a Napoli e in Campania” – sottolinea Ronghi – per il quale “occorre aprire immediatamente un tavolo di confronto per il mantenimento dei livelli occupazionali. Ciò anche perché – conclude Ronghi – la vendita-lampo dell’ipermercato alla catena ‘Sole 365′ non lascia presagire nulla di buono per quanto riguarda il trattamento giuridico ed economico dei pochi lavoratori che verranno, per così dire, salvaguardati”. I vertici della catena francese di ipermercati che hanno anche fatto sapere che l’ampio stabilimento di via Argine, a Napoli Est, e’ stato venduto alla societa’ campana “Sole 365”. “L’azienda e’ impegnata a limitare gli impatti sociali, cercando di individuare le migliori soluzioni per ogni collaboratore – ha spiegato Auchan Rental Italia in una nota -. Pertanto, saranno attivate una serie di iniziative e si aprira’ un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per entrambi i punti vendita. Dopo anni di continue perdite, nonostante gli sforzi dell’azienda per il rilancio commerciale dei due punti vendita, la situazione di questi due ipermercati non e’ piu’ sostenibile”. La decisione di stamattina e’ stata un vera e propria doccia fredda per i lavoratori, al punto che l’Auchan di via Argine non ha aperto al pubblico. Una protesta che “andra’ avanti fino a quando non avremo risposte”, ha fatto sapere invece Luana Di Tuoro, segretario generale della Filcams Cgil di Napoli. E poi ha aggiunto: “L’azienda non ci aveva comunicato nulla, non c’erano avvisaglie. A rischio ci sono 153 posti di lavoro più tutto l’indotto, le imprese esterne, dalle ditte di pulizia alla vigilanza, le strutture esterne e tutti gli altri negozi che hanno poca vita senza un ipermercato. Siamo fortemente preoccupati come Cgil per la ricaduta di questa decisione sul tessuto sociale tutto. Questa è una vertenza che si va ad accumulare ad altre che ci sono con una desertificazione del nostro territorio di cui Comune e Regione devono tenere conto”. Una pensiero e una riflessione molto polemica e preoccupata infine nei confronti di chi dovrebbe subentrare al posto di Auchan: “Sole 365 applica dei contratti pirata e non rispetta il contratto nazionale. C’e’, quindi, una inevitabile perdita in termini di diritti. Siamo preoccupati fortemente quando si va incontro a un impoverimento del salario perche’ e’ un impoverimento di tutto il territorio e del potere d’acquisto. E’ anche per questo che chiediamo tutele per i contratti. La politica deve rendersi conto che la Campania e’ a rischio”. Polemiche arrivano anche dalla segreteria nazionale delle UilTucs: “I lavoratori hanno appreso direttamente dall’azienda la chiusura dei due ipermercati. In entrambi i territori erano previsti incontri sindacali in questa settimana, ma evidentemente l’azienda non ha ritenuto opportuno attendere”, si legge in una nota.  “Del resto – aggiunge il sindacato – soltanto due settimane fa, il 19 marzo, in occasione dell’incontro svoltosi a Roma con le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e UilTucs alla presenza di un’ampia delegazione delle strutture territoriali e di Rsa-Rsu, comprese quelle dei territori coinvolti oggi da questa grave scelta, l’azienda aveva omesso di fornire notizia di tale decisione, che e’ impossibile ritenere non fosse gia’ stata adottata. Un simile comportamento inqualificabile – sostiene la UilTcsa – chiarisce, al di la’ di ogni possibile dubbio, l’importanza che Auchan attribuisce alle relazioni sindacali ad ogni livello”. Il sindacato “esprime tutta la sua solidarieta’ alle lavoratrici e ai lavoratori che vedono messa in pericolo la continuita’ dei propri rapporti di lavoro e dei propri progetti di vita personali, per di piu’ in due aree territoriali in cui le problematiche occupazionali risultano particolarmente gravi”. “Ci impegneremo a tutti i livelli e in tutte le sedi – annuncia – per cercare di ridurre al minimo le conseguenze pesanti di questa decisione, sebbene al momento continuiamo a ignorare quali iniziative l’azienda abbia intenzione di adottare”.

Napoli: col Chievo tutti allo stadio, è il momento di crederci ancora di più

Voglia di un Napoli nuovo, che dia piu’ spazio a chi e’ in panchina per cambiare marcia. E’ questo l’orientamento dei tifosi che non mollano nonostante lo stop in casa col Sassuolo e sono pronti a rilanciare domenica contro il Chievo, riempiendo il San Paolo. La prevendita veleggia e si prevedono oltre 40.000 spettatori per la sfida contro i veronesi, per un San Paolo che non vuole cedere di fronte al nuovo allungo della Juventus, schizzata a +4 sugli azzurri. A preoccupare i tifosi e’ soprattutto l’attacco spuntato degli azzurri: la macchina del gol si e’ inceppata e nelle ultime tre partite (due pari e una vittoria) sono arrivati solo due gol, quello di Albiol al Genoa e l’autogol di Rogerio contro il Sassuolo. A secco da un po’ il “tridente dei piccoli”, Insigne-Mertens-Callejon, la pressione e’ alta su Arek Milik che nel finale della gara contro gli emiliani ha dimostrato di essere tornato pericolosissimo nell’area avversaria. La sua traversa in rovesciata poteva far sognare i tifosi che ora lo vogliono vedere di piu’ in campo. Due le strade per fare spazio al polacco: rinunciare a Mertens prima punta o cambiare modulo, passando al 4-2-3-1. Due soluzioni che Sarri difficilmente adottera’ a inizio gara, a meno che non pensi che serva una scossa profonda al suo Napoli. In particolare, il cambio di modulo potrebbe essere favorito dal giudice sportivo che ha fatto scattare la qualifica per Jorginho che era diffidato ed e’ stato ammonito a Sassuolo. Sarri potrebbe puntare a un Napoli super offensivo, con Allan e Hamsik a centrocampo, oppure affidare le chiavi della linea mediana a Diawara che quest’anno e’ stato molto poco considerato dal tecnico azzurro che gli ha concesso solo spezzoni finali di gara in campionato. Domenica sara’ out per squalifica anche Raul Albiol, che Sarri sostituira’ con Chiriches, sperando che Koulibaly ritrovi la concentrazione dopo la difficile serata di Sassuolo. Ma piu’ che l’ombra del Chievo, sul San Paolo incombe l’ipotesi di una vendita, viste le difficolta’ finanziare del Comune di Napoli: “Sono contrario a una cessione dello stadio San Paolo – ha commentato oggi il sindaco de Magistris a Canale 9 – ma se arrivasse un’offerta valida la prenderemmo in considerazione e probabilmente farei un referendum consultivo in citta’: se la maggioranza dei napoletani dovesse essere favorevole alla cessione ad un prezzo dignitoso potrei anche pensarci. Personalmente credo che lo stadio vada riqualificato e ristrutturato cosi’ come gia’ stiamo facendo e che una struttura come il San Paolo non valga meno di 50 milioni di euro. Se dovesse venire De Laurentiis o qualcun altro con una cifra congrua non la riterremmo una follia, non e’ certo il Maschio Angioino o Castel dell’Ovo per i quali direi certamente di no”.

I 5 stelle accusano: ‘A Salerno gli amici di De Lica condannati e promossi’

“Condannati e promossi. E’ il paradossale destino della folta schiera di giannizzeri di Vincenzo De Luca, che con lui hanno condiviso le conseguenze della mannaia della giustizia, per questo puntualmente premiati a suon di prestigiose poltrone”. Lo sostiene, in una nota, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Gennaro Saiello. “Da quando De Luca amministra questa Regione, – dice ancora Saiello che cita anche una serie di casi emblematici, a suo parere – tra Palazzo Santa Lucia e Palazzo di Citta’ a Salerno c’e’ una sorta di tornello. Chi esce da una delle due sedi istituzionali, entra automaticamente nell’altra. Con la Regione Campania che continua ad essere una diramazione diretta di Salerno. Comune che De Luca non ha mai smesso di amministrare grazie ad un sindaco eterodiretto a cui aveva gia’ imposto la nomina ad assessore del figlio Roberto, legittimandolo addirittura a trattare gare per lo smaltimento di ecoballe per conto del papa'”.

Terra dei fuochi, il Pg: ‘I Pellini scarcerati in base a una sentenza della Consulta’

 

 

L’indulto varato nel 2006 ha determinato la riduzione della pena da sette a quattro anni di reclusione e la recente sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che chi deve scontare una pena fino a 4 anni, anche residua, ha diritto alla sospensione allo scopo di chiedere la misura alternativa al carcere dell’affidamento ai servizi sociali. E’ quanto in sintesi sottolineano in una nota Luigi Riello e Antonio Gialanella, rispettivamente procuratore generale e avvocato generale della Repubblica di Napoli, per spiegare i motivi alla base delle scarcerazione dei tre fratelli Pellini, condannati con sentenza definitiva per disastro ambientale. La loro remissione in liberta’ ha suscitato l’intervento ieri del Vescovo di Acerra, che si e’ detto sconcertato e indignato, e degli attivisti della Terra dei Fuochi che stamattina hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al Palazzo di Giustizia, al Centro direzionale di Napoli. Riello e Gialanella hanno spiegato come in questo caso la procura generale non abbia esercitato ”un suo supposto potere discrezionale ma si e’ limitata a dare doverosa attuazione ad una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la n.41 depositata il 2 marzo 2018”.
”Tale sentenza – si legge nella nota – afferma il principio per il quale chi deve scontare una pena, anche residua, fino a 4 anni di carcere ha diritto alla sospensione dell’ordine di esecuzione della stessa pena allo scopo di chiedere e ottenere la misura alternativa al carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali, nella versione ‘allargata’ introdotta dal legislatore nel 2013”. ”Il che vuol dire in tali casi – affermano Riello e Gialanella – come in quello dei tre fratelli condannati piu’ volte, il pubblico ministero abbia emesso un ordine di carcerazione deve sospenderlo, quando la pena ecceda il limite dei quattro anni, in modo che sia dato al condannato il tempo di chiedere al Tribunale di sorveglianza l’affidamento in prova ‘allargato’ ed attendere una decisione al riguardo prima dell’ingresso in carcere; il Tribunale di Sorveglianza al quale spetta la decisione circa l’ingresso in carcere del condannato ovvero la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali”. ”Ed infatti – spiegano il pg e l’avvocato generale – la Corte costituzionale ricorda, nella sua sentenza, ‘lo scopo del legislatore di deflazionare le carceri, visto che esso si persegue non solo liberando chi le occupa ma anche che vi faccia ingresso chi e’ libero”. Riello e Gialanella ricordano inoltre che ai tre condannati ”la concessione dell’indulto ai sensi della legge n.241 del 2006, per effetto di una decisione della Corte di appello di NAPOLI del 26 gennaio 2018, aveva ridotto la pena degli stessi da sette a quattro anni, dei quali sei mesi gia’ scontati in sede cautelare”. ”Ne e’ seguito l’obbligo, per questa procura generale – conclude la nota – di sospendere l’esecuzione della pena, fermo il diritto dei tre condannati, comunque, per effetto di quanto detto, di domandare ed ottenere tale sospensione in attesa della decisione sulla richiesta di misura alternativa al carcere”.

Commissariata la fondazione Banco di Napoli

Su decisione del Ministero del Tesoro e’ stata commissariata la Fondazione Banco di Napoli. Il commissario prescelto, che si e’ insediato in mattinata, e’ Giovanni Mottura, presidente nazionale degli amministratori giudiziari. Il provvedimento arriva dopo mesi di conflitti interni.
La nuova gestione e’ attesa da una serie di adempimenti: dall’approvazione del bilancio consuntivo alla ricostituzione del Consiglio generale, con la sostituzione di sei componenti tutti dimissionari; fino alla gestione delle elezioni per il rinnovo delle cariche che erano comunque in scadenza a maggio prossimo. Da circa un anno la Fondazione era scossa da un conflitto interno tra il Cda della Fondazione, diretto dal professor Daniele Marrama, e una parte del Consiglio Generale. Una guerra a colpi di esposti al Ministero in cui i sei consiglieri dissidenti chiedevano la revoca del Cda. Al centro della querelle alcune operazioni finanziarie non condivise da una parte dell’organismo di gestione della Fondazione.

Napoli, dall’autopsia la verità sulla morte di Nico a Positano

Sarà l’autopsia a stabilire cosa abbia portato alla morte di Nicola Marra, il giovane napoletano di 20 anni scomparso tra sabato e domenica scorsi, dopo una notte trascorsa in discoteca a Positano , e trovato senza vita in un vallone della località turistica della costiera Amalfitana. L’esame autoptico – che sarà eseguito con molta probabilità domani, nell’ospedale Ruggi di Salerno – potrebbe riavvolgere il nastro e fare luce su quello che è successo nelle tragiche ore successive alla scomparsa. Secondo quanto accertato finora dagli investigatori, Nicola Marra aveva raggiunto il Music on the Rocks di Positano, la nota discoteca sulla spiaggia di Fornillo, insieme con due ragazze, conosciute appena qualche settimana prima. Probabilmente aveva già bevuto prima di fare ingresso nel locale in quanto sono state trovate delle bottiglie nella sua macchina e sicuramente aveva bevuto alcol all’interno della discoteca. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni quando stava per uscire dalla discoteca non trovò il tagliando per ritirare il cappotto, particolare che – viene riferito – lo aveva particolarmente spazientito. Malgrado le amiche avessero cercato di farlo desistere, lui si incamminò comunque verso il paese. Le ragazze pensano che volesse raggiungere la macchina o forse volesse solo prendere un po’ d’aria, per placare gli stati di malinconia che poco prima lo avevano portato anche alle lacrime. Le giovani erano molto preoccupate ma incontrano altri amici della comitiva di Nicola i quali le rassicurano dicendo che spesso fa cosi’, ma che poi torna sempre. Cercano anche di contattarlo al cellulare ma inutilmente: il ragazzo, infatti, aveva smarrito il telefono all’interno della discoteca e alla chiamata risponde una giovane che l’ha trovato. Essendo rimaste senza un passaggio per rientrare a Napoli, le due giovani vengono ospitate da questi amici in una casa che avevano affittato a Positano per le vacanze pasquali. Trascorrono la notte lì e solo al mattino si rendono conto che di Nicola non c’è più traccia. Un buco lungo diverse ore dove non si sa che cosa abbia fatto e cosa abbia pensato il ventenne da solo in una notte di pioggia e vento. Dalle telecamere visionate dai carabinieri della Compagnia di Amalfi guidati dal capitano Roberto Martina – che sta coordinando le indagini – si isola una immagine che ritrae Nicola mentre si leva la camicia e la mette tra i denti, prima di smarrirla lungo il suo percorso. Camicia che verrà ritrovata dagli abitanti della zona. Il suo corpo senza vita alla fine viene trovato a torso nudo solo nella giornata di ieri, in un vallone. Nicola appartiene a una famiglia benestante di Napoli. Studi al Liceo Tito Lucrezio Caro, prima, e poi al Denza, la madre è un noto e stimato avvocato matrimonialista, Maria Teresa Incisetto, il papà Antonio lavora al Consiglio nazionale delle Ricerche. Era il primogenito. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Luiss di Roma (che frequentava con profitto), un ragazzo senza problemi con un futuro davanti, spezzato da una tragedia che almeno finora è senza un perchè.

Pagò 20mila euro per il posto il banca che la figlia non ottenne, per la Cassazione i soldi restano al truffatore

Chi paga una raccomandazione per un posto di lavoro ai figli e chi prende questi soldi millantando di avere le conoscenze giuste per ottenere il risultato, sono sullo stesso piano quanto a livello di “turpitudine” del comportamento, sottolinea la Cassazione in un curioso verdetto su un ‘affaire’ napoletano. Tuttavia ad avviso degli ‘ermellini’ – che hanno respinto il ricorso di un padre che rivoleva i 20mila euro pagati invano a un ‘amico’ per un posto in banca alla figlia – se la raccomandazione fallisce, e il posto evapora, i soldi devono restare a chi se li e’ presi, come accadeva nell’antica Roma. Con buona pace di chi ha pagato per nulla. In vicende del genere, spiegano i supremi giudici, prevale “il noto brocardo romanistico” per cui “in pari causa turpitudinis melior est condicio possidentis”. Insomma quando il ‘contratto’ di scambio avviene nella reciproca scorrettezza, nulla puo’ essere richiesto indietro e si tiene i soldi l’ultimo che li ha messi in tasca. Spiega la Suprema Corte che pagare per un posto e’ senz’altro un “illecito” contrario alla legge e all’ordine pubblico, e questo “a prescindere dall’esito, magari anche negativo, della trattativa immorale”. E’ pure un atto contrario al buon costume, sottolinea la Cassazione. E quando un accordo ‘turpe’ realizza “la contemporanea violazione tanto dell’ordine pubblico quanto del buon costume, attingendo ad un livello di maggiore gravita'”, nulla si puo’ pretendere indietro. Cosi’ – come nella migliore tradizione napoletana – chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato: i soldi rimangono a chi li ha presi e anche l’articolo 2035 del codice civile viene in soccorso dicendo che “chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non puo’ ripetere quanto ha pagato”. Pertanto Francesco B., un padre di Torre Annunziata nel napoletano, truffato dall’amico Francesco L.M. che si era fatto dare 20mila euro assicurandogli un lavoro al Banco di Napoli per l’amata figlia Luisa, non riavra’ il prezzo della raccomandazione flop. Il poveruomo raggirato aveva denunciato per truffa il millantatore, ma la prescrizione lo aveva salvato. In primo grado il tribunale torrese aveva detto ‘no’ alla restituzione, poi la Corte di Appello di Napoli nel 2016 aveva dato ragione al padre e ordinato all’amico di ridargli i soldi. Ora la Cassazione ha accolto il ricorso del millantatore e ha definitivamente stabilito che si deve tenere i soldi. In nome della “natura della causa e del comportamento, sicuramente da censurare” tenuto da entrambe, il verdetto ha stabilito che le spese legali devono pagarle meta’ per uno.

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