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Legambiente: Oltre 150 sacchi di rifiuti di ogni genere recuperati nella pulizia della spiaggia Castel Volturno

 

Un gommone, pneumatici, ciabatte da mare, reti da pesca, pezzi di barche, reti di metallo, materiale di risulta edile, bottiglie di plastica e vetro, cassette di polistirolo principalmente da agricoltura. Un ricco bottino di rifiuticon oltre 150 di sacchi riempiti dai 200 volontari di Legambiente che stamattina hanno partecipato alla pulizia della spiaggia a destra del fiume Volturno-Castel Volturno  nell’ambito dell’anteprima nazionale di “Spiagge e fondali Puliti – Clean up the Med”, la storica campagna di volontariato ambientale che si svolgerà a fine maggio in Italia e in tutto il Mediterraneo e dedicata alla pulizia degli arenili e dei fondali.

L’iniziativa è stata promossa da Legambiente Campania e Comune di Castel Volturno in collaborazione con le Capitanerie di Porto- Guardia Costiera di Castelvolturno e Pozzuoli, il Sindacato Italiano Balneari e la partecipazione dell’ Istituto Professioniale Marconi di Giugliano e Isis Vincenzo Corrado di Castel Volturno e  di  numerose associazioni del territorio.

Una giornata di mobilitazione e di volontariato – commenta Mariateresa Imparato, presidente regionale Legambiente- per ridurre il problema dei rifiuti in plastica nei mari, sulle spiagge come nei fiumi, un fenomeno grave dal punto di vista ambientale, economico e turistico e che necessita l’urgenza di mettere in atto programmi concreti per la loro progressiva riduzione. Il primo passo è comprendere che il rifiuto che arriva nel mare è un rifiuto mal gestito sulla terraferma e di conseguenza occorre agire proprio su questa filiera, potenziando la raccolta differenziata, le politiche di prevenzione e la ricerca scientifica e raccogliendo la sfida dell’economia circolare. Su questo- conclude Imparato di Legambiente – ci aspettiamo dalla Regione Campania anche un repentino cambio di passo sia nell’attuare e completare i progetti già in atto su questi temi, sia nel farsi promotrice di iniziative legislative a tutela del mare come fatto da altre regioni a partire dalla Toscana”.

Legambiente ricorda che la quasi totalità dei rifiuti, in una percentuale che oscilla tra l’80% e il 90%, è composta da plastica, che persiste nell’ambiente per centinaia di anni e accumula sostanze tossiche. Si tratta di rifiuti che creano problemi economici, ambientali e alla fauna marina, ma possono anche finire sulle nostre tavole visto che le microplastiche (generate anche dalla frammentazione dei rifiuti più grandi), vengono facilmente ingerite dai pesci. Se poi i sistemi di depurazione non ci sono o sono inefficienti, come denunciamo da anni con Goletta Verde, tutto quello che buttiamo nel WC finisce in mare.

All’iniziativa era presente anche il Delegato di Governo per l’emergenza “Terrra dei Fuochi” Dott. Gerlando  Iorio che ha dichiarato “ lacooperazione tra volontari, cittadini, studenti, istituzioni, forze dell’ordine è la vera forza per affrontare le emergenze ambientali che ancora interessano i nostri territori e la presenza di tanti giovani questa mattina è un segnale concreto di speranza per questa terra. “

L’azienda  S.R.I. Società Recupero Imballaggi, azienda del settore dell’economia circolare, ha garantito il recupero dei materiali raccolti in spiaggia.

Caserta, Juve Stabia: ‘Spero nell’aiuto dei tifosi nella gara col Monopoli che vale il quarto posto’

Fabio Caserta tecnico della Juve Stabia commenta l’ottimo pari di Catania e chiede   il supporto dei tifosi per la gara col Monopoli che vale il quarto posto:” La partita col Catania è stata un’ottima gara contro una squadra che lotta per la vittoria del campionato. Noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, arriva un buon punto dopo la sconfitta col Cosenza. Siamo una squadra che deve lottare su tutti i campi e lo stiamo facendo. Anche quella con Cosenza è stata una buona gara, siamo stati penalizzati solo dagli episodi. Ora pensiamo al prossimo match. Sinceramente non sono nessuno per giudicare quello che dicono gli altri, ma non credo che Lucarelli abbia detto cose giuste nel dopo gara. C’è stato troppo nervosismo, troppe cose dette fuori luogo, ripeto, noi abbiamo fatto la nostra partita. Ha detto cose a mio avviso anche gravi. Non so perché hanno detto queste cose. Io sono stato messo tra virgolette in mezzo. Hanno riferito che io avrei detto “forza Lecce” non è assolutamente vero. Noi siamo stati molto educati a rientrare subito negli spogliatoi domenica, anche l’arbitro si è congratulato con noi. A qualcuno piace alimentare polemiche, capisco il nervosismo, capisco che non è stato accettato il mio passaggio dal Catania al Palermo, ma sono passati 14 anni. Io non faccio il tifo per nessuno, sono stipendiato dalla Juve Stabia, ma non sostengo nessuno, sono stato bene sia a Lecce che a Catania. Non sarei andato a vincere a Lecce se avessi detto quelle parole. Io e Lodi a fine gara ci siamo parlati per chiarirci. Questa cosa è stata strumentalizzata parecchio, ma non abbiamo assolutamente litigato, abbiamo parlato della gara. Non accetto che mi si faccia passare per il tifoso di una squadra piuttosto che un’altra. A me ora sta a cuore solo la Juve Stabia. Col Monopoli sarà una partita difficile, vengono da diversi risultati utili, è una squadra in salute, ma noi sappiamo bene l’importanza di questa gara. Stiamo facendo un ottimo campionato ma dobbiamo continuare così e finire bene. Sia noi che il Monopoli siamo in forma, sarà una bella partita, dobbiamo stare concentrati. Nava ha avuto qualche problemino fisico, Canotto l’ho sostituito per scelta tecnica; anche qualcun altro ha qualche problema, ma è normale, domenica giocherà la formazione migliore. Noi stiamo dando tutto in campo, ora mi aspetto buon senso dai tifosi, il presidente ha anche abbassato i prezzi. Mi auspico vengano a vederci sempre più tifosi”.

 Ivano Cotticelli

Napoli, smantellata piazza di spaccio al Rione Traiano: presi i due gestori

Napoli. Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato Commissariato di P.S. San Paolo hanno arrestato 2 napoletani, Massimo De Solda e Vincenzo Caruso, rispettivamente di 22 e 19 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di tipo cocaina e hashish e denunciate 4 persone per favoreggiamento personale.Gli uomini del Commissariato, nel corso di attività mirate alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, sono giunti in via Tertulliano e hanno notato che in uno stabile con doppio ingresso, che si affaccia anche in via Traiano, già sottoposto a sequestro penale perché usato come piazza di spaccio, vi era un flusso di persone che scendevano nel sottoscala ubicato nello stabile. Gli agenti, insospettiti , hanno fatto irruzione nello stabile procedendo al controllo delle persone, e rinvenendo dosi di Hashish e cocaina.I poliziotti sono entrati all’interno dello stabile dirigendosi sui 2 ingressi, quello di via Tertulliano e quello che affaccia in via Traino.Giunti nel sottoscala hanno notato la presenza di un portone di ferro blindato, che ostruiva l’accesso, mentre altri agenti che si trovavano all’esterno del portone di via traiano sentivano rumori provenienti dal bagno del sottoscala.I Vigili del fuoco, intervenuti in ausilio, consentivano l’accesso al sottoscala dove si trovavano 4 persone, tra cui il De Solda, che aveva materialmente ceduto la sostanza stupefacente in cambio di soldi.

Gli agenti hanno rinvenuto nelle tasche di Caruso una somma di 405 euro in banconote di diverso taglio, provento della vendita della sostanza stupefacente.Gli agenti hanno sequestrato 6 mini telecamere con la relativa centralina che permetteva di controllare la strada principale e il relativo monitor insieme a una calcolatrice, una scatola contenente buste di plastica tipo shopper , buste sottovuoto e una macchina per il confezionamento delle buste.Caruso e De Solda sono stati denunciati per violazione di sigilli e condotti , presso la Casa Circondariale di PoggiorealeDenunciati per favoreggiamento personale due soggetti che si trovavano nel sottoscala e altri 2 soggetti che, dopo essere stati visti scendere all’interno della piazza di spaccio, avevano reso dichiarazioni che gli agenti hanno poi verificato non veritiere.

Napoli: il Chelsea farà l’impossibile per Sarri

Lo scenario dato in esclusiva del Mattino porta Sarri lontano da Napoli. Thomas Tuchel è praticamente l’erede di Emery sulla panchina del Psg e per Sarri c’è un oligarca russo che pronto a fare pazzie: è il padrone del Chelsea, Roman Abramovich. Sarri non vuole distrazioni al suo pensiero unico, che è quello di vincere il campionato con il Napoli. Ha chiesto alla squadra di ignorare le voci di mercato, ha anche spesso alzato la voce pensando che qualcuno possa avere cali di tensione. E lui per primo vuole fare la stessa cosa: ma nella girandola di nomi per la panchina del club londinese c’è anche lui. Fortissimamente lui. Anche se il manager del toscano, Alessandro Pellegrini smentisce, i contatti con il Chelsea ci sono stati – e non sono stati solo informali – e ci saranno ancora: Abramovich deve prima decidere la sorte di Antonio Conte che a luglio scorso ha firmato un nuovo contratto con il club londinese da 9 milioni di sterline, quasi 11 milioni di euro con scadenza 2019. Ma c’è di più. Perché è stata inserita anche una clausola molto elevata in caso di esonero. Ecco. Abramovich sarà anche uno degli uomini più ricchi al mondo ma vorrebbe evitare di dover pagare anche la penale da 8 milioni al Napoli per liberare Sarri. Giura Sarri che se ci fosse stato un contatto con un altro club lo avrebbe già comunicato a De Laurentiis: ma la verità sta nel mezzo, perché è evidente che al momento il «ritocchino» all’attuale stipendio proposto da Sarri è assai lontano da quello che l’allenatore del Napoli pensa di meritare. E l’idea di un braccio di ferro sui soldi non gli va a genio. Difficile che De Laurentiis possa fare la faccia dura con Sarri ricordandogli che in ogni caso c’è un contratto firmato.

Sarno, finanziere ferito a pistolettate dal compagno dell’ex moglie: fermato l’attentatore

Sarno. Colpi di pistola contro A. R., finanziere di 44 anni, intorno alla mezzanotte. All’uomo sono stati esplosi almeno 5 proiettili di pistola dal compagno della sua ex moglie, mentre percorreva, a bordo della propria autovettura, via Ponte Alario, strada che collega Sarno a Lavorate. Il militare ha riportato ferite non gravi e non è in pericolo di vita. Non ci sono ancora ricostruzioni ufficiali da parte degli inquirenti. Tuttavia, la magistratura della procura di Nocera Inferiore ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza della compagnia di Scafati che ha già fermato il presunto responsabile dell’agguato. I motivi sarebbero di tipo passionale. Alla base del gesto il legame che l’attentatore ha con l’ex moglie del finanziere ferito e dissidi sorti in ambito familiare. 

Racket in azione a Giugliano: spari contro una pizzeria

Signori del racket in azione a Giugliano nella notte. Sette colpi d’arma da fuoco esplosi contro le serrande della pizzeria “Gli artigiani” in via Santa Rita da Cascia. Poco dopo la mezzanotte in commando composto da due uomini con il volto travisato e in sella a uno scooter è arrivato sul posto e ha fatto fuoco a ripetizione contro le serrande della pizzeria. Alcuni proiettili hanno oltrepassato la serranda, distrutto i vetri e sono finiti in un frigorifero. I carabinieri che sono stati allertati solo stamane hanno repertato numerosi proiettili calibro 9. Il proprietario dell’attività commerciale ha riferito ai militari di non aver ricevuto minacce o intimidazioni. L’attività è però dotata di telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso l’intera scena. Ora i carabinieri sperano che dalle immagini vi siano frame utili alle indagini per identificare gli autori del raid di natura estorsiva.

Marcella Bella in concerto al Teatro Acacia di Napoli. Unica tappa in Campania

 

Dopo il ritorno discografico di Marcella Bella con “Metà amore metà dolore”, album  prodotto da Mario Biondi per l’etichetta Beyond e distribuito da Artist First, la cantante siciliana è partita con il suo nuovo tour lo scorso 22 marzo da Catania, sua città natale. Giovedì 26 aprile alle ore 21 è attesa a Napoli, al Teatro Acacia, per l’unica tappa in Campania.
Lo show sarà una sorta viaggio che ripercorre la carriera di Marcella Bella: lei stessa, oltre a cantare, sarà la voce narrante che accompagnerà il pubblico alla scoperta della sua storia in musica. Uno spettacolo nello spettacolo tra i brani del nuovo album, “Metà amore metà dolore” e quelli storici che l’hanno portata ad essere una tra le voci italiane più amate.
Per l’ultima produzione discografica pubblicata nel settembre dello scorso anno, Marcella si è lasciata trasportare con curiosità e naturalezza verso nuove sonorità, svelando ogni sfumatura della sua voce eclettica. Le canzoni scritte per lei da Mario Biondi, Mogol, Max Greco, Stefano Pieroni e dai fratelli Gianni, Rosario e Antonio Bella, le hanno donato nuova linfa e hanno generato un inedito codice interpretativo da lei stessa definito ‘soul-pop’.
Ora l’icona della canzone italiana torna sul palco e porta con sé le canzoni che hanno segnato la storia degli ultimi decenni e i brani più recenti, per questo nuovo progetto live raffinato e prezioso.
Racconti, storie, aneddoti: tutto sarà corroborato da video che contribuiranno a rendere ancora più avvincente la narrazione. Ci saranno momenti toccanti dedicati a Gianni Bella, non solo fratello ma vero protagonista della canzone italiana e attore fondamentale della carriera della cantante originaria di Misterbianco, per la quale ha scritto i più grandi successi del suo repertorio.
Nella band che accompagna Marcella on stage suoneranno il fratello Rosario Bella (al pianoforte e alle sequenze), Simona Malandrino (chitarra), Gio Filice (cori e chitarra), Tony De Luca (basso) e Roberto Palladino (batteria).
I biglietti per il concerto a Napoli, organizzato da Veragency e Azzurra Spettacoli, sono in vendita sul circuito Go2 e al botteghino del Teatro Acacia, al costo di 35 euro (platea gold), 30 euro (platea) e 25 euro (galleria), più diritti di prevendita.

Vendevano droga ‘a domicilio’ ai giovani del Casertano: tre arresti

Stamane nei territori dei comuni di Caiazzo, Alvignano e Dragoni, i Carabinieri della Compagnia di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di tre misure cautelari (arresti domiciliari) emesse dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di concorso in detenzione e vendita di sostanze stupefacenti.
Le indagini coordinate dalla Procura sono scaturite a seguito dell’arresto in flagranza di reato, operato in data 29 aprile 2016, dai militari della Compagnia Carabinieri di Caserta, di due soggetti in giovane età, residenti nel comune di Alvignano. I due giovani, proveniente verosimilmente dal comune di Caivano, venivano trovati in possesso di 498 gr. di hashish, 8,679 gr. di cocaina e O, 18 grammi di crack, il tutto occultato all’interno del cruscotto dell’auto su cui viaggiavano.
Le successive investigazioni, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Caserta, attraverso attività tecniche di intercettazione di comunicazioni hanno permesso di acquisire un grave compendio indiziario a carico dei tre arrestati, coinvolti in un remunerativo traffico di sostanze stupefacenti, che consisteva nella vendita al minuto di dette sostanze, vendita che avveniva utilizzando zone “strategiche” del territorio essendo frequentate da giovani tra i quali minorenni nei Comuni di Caiazzo, Piana di Monte Verna, Alife, Pietravairano e Alvignano, Dragoni. È stato altresì acclarato che i tre arrestati, si avvalevano della collaborazione di alcuni ”pusher”, per la vendita di dette sostanza “con servizio a domicilio”. La complessiva attività di indagine, culminata con l’odierno arresto, ha fatto registrare svariati arresti in flagranza -di circa otto persone -per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nonché il sequestro di 2 kg di marijuana, 200 grammi di hashish e 15 grammi di crack.

Sarno, spara e ferisce l’ex marito della compagna

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Le indagini delle forze dell’ordine si muovono nella vita privata dell’uomo che ieri sera è rimasto vittima di un agguato a Sarno. A.R. stava percorrendo a bordo di un’ auto la S.P.206 meglio conosciuta come via Ponte Alario, quando è stato raggiunto da diversi colpi di pistola. Sottufficiale della Guardi di Finanza, separato, padre di quattro figli, un proiettile lo ha raggiunto a una spalla. I militari hanno posto in stato di fermo l’attuale compagno dell’ex moglie del finanziere; ricoverato presso il nosocomio locale non sarebbe in pericolo di vita.

‘O Zulù, prima guest del Primo Maggio Live a Baronissi

Sarà Luca Persico, per tutti ‘O Zulù, con l’opera concerto “Sono Questo Sono Quello – Quant’ ne’ vuo’”, la prima guest ufficiale del Primo Maggio Live, la festa della musica, delle famiglie e dei lavoratori alla sua prima edizione promossa dal Comune di Baronissi in collaborazione con l’Associazione Culturale “Tutti Suonati”.
L’arte diventa così forma di resistenza culturale per celebrare la libertà, i diritti e l’aggregazione. Un vero e proprio happening tra concerti, musica, contest, band, radio, fumetto, animazione e momenti di sensibilizzazione e  riflessione.
Un’intera giornata dedicata ai giovani, ai bambini e alle famiglie, in una location altrettanto simbolica come Parco della Rinascita, dalle ore 10:00 alle 24.00, con ingresso libero. Come tutte le iniziative realizzate dall’associazione Tutti Suonati, fondamentale sarà il risvolto sociale: l’evento sarà infatti dedicato alla ricerca scientifica contro il cancro con la presenza di stand dell’Ail.

Napoli, 17enne accoltellato in strada durante un litigio in centro con due coetanei

Napoli. Insultato due giovani per strada, litiga e viene accoltellato. E’ accaduto nella serata di ieri al corso Amedeo di Savoia, all’altezza di un distributore di carburante in disuso. Almeno questa è la versione che ha fornito alla polizia un giovane di  17 anni che  è stato medicato ieri sera, intorno alle 20, al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini per ferite da coltello alla regione mastoidea destra, tra l’orecchio e il collo; i due tagli non sono profondi, dopo gli accertamenti è stato dimesso con prognosi di sette giorni. Gli agenti del commissariato Montecalvario della Polizia di Stato stanno verificando la versione fornita dal ragazzo che ha ha anche spiegato di non conoscere i suoi aggressori.

 

Astradoc presenta Hayao Miyazaki e la grande arte del maestro del cinema d’animazione giapponese

Venerdì 13 aprile per “Astradoc Viaggio nel cinema del reale” al cinema Astra (Via Mezzocannone 109 a Napoli) alle ore 21.00 appuntamento con “Never Ending Man: Hayao Miyazaki” di Kaku Arukawa in cui si racconta l’arte del grande maestro del cinema d’animazione giapponese Hayao Miyazaki, con un documentario che ne racconta la vita nel privato. Dall’annuncio del proprio definitivo ritiro dalle scene al suo sorprendente rientro con il progetto di un cortometraggio, per la prima volta realizzato al computer anziché a mano. La macchina da presa di Kaku Arakawa segue Hayao Miyazaki nel privato della sua abitazione o nello studio Ghibli, che torna a essere popolato e pieno di vita come un tempo.
A presentarlo ci sarà il professore Giorgio Amitrano docente di Lingua e Letteratura giapponese dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.
Il film si apre con l’annuncio del ritiro di Hayao Miyazaki, regista ed animatore giapponese nonché fondatore delloStudio Ghibli, il quale viene ripreso vuoto e spoglio. Miyazaki è fermamente convinto della sua decisione, dal momento che non si sente più in grado di potersi concentrare sulla creazione di nuove opere data la sua età avanzata (aspetto su cui preme molto per tutta la durata del documentario); rifiuta, inoltre, la presenza di una videocamera, non comprendendone il senso dal momento che ormai non ha più nulla da mostrare: da quel momento disegnerà solo come passatempo.
Con il passare dei mesi, però, Miyazaki si rende conto di non riuscire a stare fermo, e decide quindi di provare a terminare un’opera, un cortometraggio, a cui aveva pensato prima del suo ritiro, intitolata Boro the Caterpillar (Kemushi no Boro). Inizia così, per il regista, un periodo di sperimentazione, di accettazione, in cui si approccia a un metodo di animazione più moderno, sempre rifiutato da lui stesso, ma che ora vede come un qualcosa di interessante, ossia quello dell’animazione digitale tramite CGI.
Il documentario mostra lo sviluppo di questo nuovo progetto, ma al tempo stesso evidenzia i pensieri che attanagliano la mente di Miyazaki, pensieri forti e radicati, come l’attesa della morte, l’impotenza della vecchiaia, la severità nei confronti dei suoi collaboratori, ma anche l’attenzione ad ogni minimo dettaglio, la tenerezza dei suoi mondi, la passione e l’amore per il suo lavoro, la sua fragilità e la forza di volontà che prevale su ogni cosa.
Il botteghino sarà aperto trenta minuti prima dell’inizio delle proiezioni.

Napoli, in casa di un anziano a Poggioreale panetti di hashish con il marchio ‘Sky’

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Poggioreale hanno arrestato in via Nuova del Campo, Raffaele Coppola, un 75enne del luogo già noto alle forze dell’ordine. A seguito di perquisizione domiciliare i militari dell’Arma hanno scoperto che nel soffitto della sua cucina nel quel si accedeva attraverso una botola c’erano 10 buste di marijuana contenenti in totale 500 grammi, 8 panetti di hashish del peso complessivo di 800 grammi e 23 stecchette di hashish, per 115 grammi, due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento. Coppola ora si trova agli arresti domiciliari. La droga sequestrata a casa dell’uomo e simile a quella ritrovata dalla guardia di finanza du e giorni fa in un capannone a Poggioreale non distante dall’abitazione di Coppola e aveva lo stesso marchio, ovvero quello di Sky.

Napoli, arrestato migrante con un passato da guerrigliero in Libia

Un immigrato 24enne è stato arrestato, nella serata di ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia Vicaria-Mercato, perché responsabile dei reati di resistenza e lesioni a P.U. e danneggiamento.Il giovane, con un passato da militare libico, con l’avvento della guerra, era passato dalla parte dei guerriglieri e dal febbraio 2017, dopo essere sbarcato a Lampedusa è giunto a Napoli, richiedendo asilo.Nel pomeriggio di ieri, su disposizione della Sala Operativa della Questura, i poliziotti sono intervenuti presso un centro di accoglienza nel quartiere Vasto, in quanto era stato aggredito il responsabile di un’associazione che ospita immigrati.Sul posto gli agenti hanno accertato che il 24enne, pretendendo dei farmaci senza alcuna prescrizione medica, non aveva esitato a danneggiare la medicheria.Alla vista dei poliziotti, inoltre, si scagliava contro di essi come una furia, lanciandogli contro anche suppellettili, provocando così lesioni guaribili tra i 5 ed i 10 giorni.Con non poche difficoltà, gli agenti hanno bloccato il cittadino libico arrestandolo e conducendolo alle camere di sicurezza della Questura. Stamane, il giovane sarà processato con rito per direttissima.

Droga e armi nel ristorante dove si è girato Gomorra: arrestato il proprietario. IL VIDEO

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Varcaturo: arrestato 49enne. nel suo ristorante, ove furono girate scene di Gomorra (la terzaserie), i carabinieri gli trovano 38 kg. di hashsih e una pistola con matricola cancellata.I carabinieri della stazione di Qualiano hanno arrestato Saverio Carandente, un 49enne di via Ripuaria già noto alle forze dell’ordine che si è reso responsabile di detenzione illegale di arma da fuoco clandestina e munizioni, ricettazione della stessa, detenzione di stupefacente a fini di spaccio e possesso di un documento contraffatto.
Durante perquisizione effettuata nel suo ristorante in via Ripuaria i militari l’hanno sorpreso detenere illegalmente una semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa, 5.625 cartucce calibro 12 e 33 calibro 9, 38 chilogrammi di hashish suddivisi in 370 panetti da 102 grammi l’uno.
Durante i controlli ha esibito un porto d’armi per uso caccia al quale aveva alterato data di rilascio, verosimilmente per evitare il rinnovo che gli sarebbe stato negato in considerazione delle denunce e di una condanna riportata negli ultimi tempi. Gli sono state quindi sequestrate le seguenti armi di sua proprietà: una pistola calibro 9 con 5 cartucce e 2 fucili calibro 12, un sovrapposto e un semiautomatico. L’arrestato è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.

Cosenza: la Finanza scopre 11 lavoratori irregolari

Undici lavoratori irregolari sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Cosenza in un cantiere e nei locali utilizzati da un’azienda che si occupa di trasporto merci nella zona dell’alto Tirreno cosentino.
La presenza dei lavoratori tutti in “nero” è emersa nel corso dei controlli che i finanzieri hanno svolto accedendo nelle sedi delle due società individuate in precedenti sopralluoghi.
Dall’esame della documentazione è stato rilevato che le aziende non avevano provveduto ad alcuna comunicazione dell’avvenuta instaurazione del rapporto di lavoro.
Le società sottoposte a controllo, alle quali saranno inflitte delle sanzioni pecuniarie, sono state inoltre “diffidate”, così come previsto dalla normativa, alla regolarizzazione delle inosservanze riscontrate, entro i termini previsti, con l’assunzione dei lavoratori per almeno 3 mesi.

Grana Tap: due poliziotti rimasti feriti

Due agenti della polizia sono rimasti lievemente feriti nel corso dei nuovi disordini che si sono registrati questa notte con l’ennesimo tentativo di blocco messo in atto dagli attivisti No Tap sulla strada provinciale 145 che collega Lecce a Melendugno, la via che i mezzi Tap percorrono per arrivare al cantiere del gasdotto. Uno degli attivisti, ritenuto responsabile di aver dato fuoco ad un cassonetto dei rifiuti, è stato condotto in questura. La strada è stata poi sgomberata e i camion diretti al cantiere sono passati. Ad agire è stato un gruppo di circa una ventina di attivisti che ha tentato prima di fermare il transito dei camion erigendo un muretto sulla strada con dei blocchi di tufo, poi bruciando un cassonetto dell’immondizia. Subito dopo si è verificata una sassaiola contro agenti dei reparti mobili intervenuti per far sfollare i manifestanti e due poliziotti si sono fatti refertare perché colpiti dalle pietre.

Mini cellulare e e droga scoperti nel fornellino a gas di un detenuto nel carcere di Fuorni

Un mini cellulare, due schede sim, 15 grammi di hashish. Il tutto oc­cultato in una bomboletta del gas di quelle che si usano per i fornel­lini da campeggio. Ennesimo se­questro all’interno di una cella della Casa circondariale di Fuorni. Il fornellino era di proprietà di Vincenzo Sabbatino di Nocera Inferiore, in carcere per reati legati agli stupefacenti. A darne notizia è Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia
Penitenziaria Sappe che lancia ancora una volta un appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché “doti i Reparti di Polizia
Penitenziaria dell’adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o di altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani” Resta, comunque, da chiarire in che modo oggetti non consentiti e lo stupefacente continuano ad “en­trare” nel penitenziario di Fuorni. In passato sono stati anche nume­rosi i sequestri operati anche du­rante i colloqui con i parenti o immediatamente dopo. Il blitz al­l’interno della casa circondariale è stato posto in atto all’alba di ieri. Gli agenti penitenziari sono en­trati in azione nel reparto della prima sezione dove si trovano i de­tenuti comuni e, guidati dal com­missario capo Gianluigi Lancellotti hanno ispezionato al­cune celle a campione. Era già da qualche giorno che gli agenti ave­vano il sentore che vi fosse qual­cosa di anomalo. E, considerato anche i precedenti sequestri hanno deciso di organizzare le perquisi­zioni. In una delle celle ispezio­nate, ben occultati in una bombola del gas di un fornellino i poliziotti hanno rinvenuto telefonino sim e stupefacente. Il fornellino era di proprietà di Vincenzo Sabbatino di Nocera Inferiore, in carcere per reati legati agli stupefacenti. In ogni cella i detenuti hanno diritto ad avere un fornellino ciascuno per la preparazione di bevande calde o caffè. Il materiale è stato sequestrato e inviato alla magistratura che ha aperto un fascicolo. Ovviamente il detenuto non ha saputo fornire al­cuna spiegazione circa il possesso di quanto sequestrato, resta co­munque da chiarire a chi serviva quel cellulare. Lo utilizzava il de­tenuto per chiamare parenti e fa­miliari o, lo stava semplicemente custodendo a qualcuno. Ora sicuramente bisognerà atten­dere che i periti analizzino il con­tenuto del cellulare e della sim prima di capire a cosa servisse quel mini cellulare. Sono mesi che la casa circonda­riale di Fuorni continua a far par­lare di se per i continui sequestri che vengono operati dagli uomini della polizia penitenziaria.

Napoli, stupro di Marechiaro, scarcerati i tre ragazzi: affidamento in prova come piazzaioli

Dalla cella ad un forno a legna ad impastare pizze. E’ questa la possibilità che è stata offerta ai tre minori che si sono resi protagonisti di una vicenda drammatica avvenuta mesi fa nei pressi del famoso “scoglione” di Marechiaro. Uno stupro di gruppo, una violenza su una ragazzina costretta poi ad identificare gli aggressori attraverso i social. I tre ragazzi ora avranno la possibilità di estinguere il reato e cancellare ogni traccia delle accuse mosse dal tribunale dei minori di Napoli. I giovani hanno ottenuto la “messa in prova” con una liberazione anticipata dal carcere e la possibilità di un “reinserimento nella società” attraverso i servizi sociali. Riabilitazione, lavoro e artigianato. I tre ragazzini passano dalla cella alla pizza. I tre minori quindi possono lasciare la cella a distanza di pochi mesi di detenzione. Ad essere decisivo in questa vicenda è stato l’avvocato De Luca che ha proposto al giudice di affidare i giovani ai servizi sociali grazie al contributo dell’associazione “Scugnizzi” nell’ambito del progetto denominato “dove c’è pizza, c’è speranza”. Salvo colpi di scena i tre hanno chiuso con il carcere e con il rischio di una condanna definitiva. A loro è stata infatti data la possibilità di estinzione del reato, attraverso una messa alla prova consistente in esperienze di volontariato e lavoro.

Oltre 4 secoli di carcere al clan Gallo-Cavalieri, ma condanna annullata per il boss di ‘Gomorra’

Oltre 4 secoli di carcere per il clan Gallo Cavalieri di Torre Annunziata  ma tre variazioni importanti tra cui l’annullamento con rinvio della condanna al boss di “Gomorra”, come oramai è noto alle cronache giudiziarie, Francesco Gallo o’ pisiello, il camorrista che affittò la sfarzosa villa del rione Penniniello alla produzione della serie Sky per la prima serie della fiction in cui fu ambientata casa Savastano. E’ il verdetto dei giudici della Cassazione che hanno fatto calare il sipario per quasi tutti i 49 imputati del cosiddetto processo “Mano nera”.Tutti accusati di associazione di tipo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi. La decisione più importante riguarda l’annullamento con rinvio della sentenza per il boss Francesco Gallo (che in appello era stato condannato a 18 anni e 8 mesi), detenuto al 41 bis, difeso da Sergio Cola. Sentenza annullata senza rinvio, limitatamente al trattamento sanzionatorio, per il fratello Pasquale Gallo. Difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Ciro Ottobre, la Cassazione ha rideterminato la pena, portandola dai 20 anni inflitti in appello a 17 anni e 8 mesi. Condanna annullata con rinvio e processo da rifare anche per Enrico Gallo, difeso dall’avvocato Leopoldo Perone, che in appello era stato condannato a 8 anni e 10 mesi di reclusione.
Per il resto sono arrivate le conferme delle condanne che erano state inflitte nel settembre di due anni fa dal collegio della VI Sezione della Corte d’Appello di Napoli. In particolare, la Cassazione ha rigettato i ricorsi di Alessandro Caputo, Natale Cherillo, Luigi Genovese e Vincenzo Scarpa, condannandoli al paga- mento delle spese processuali. Dichiarati inammissibili, invece, i ricorsi di tutti gli altri imputati. Dalle indagini era venuto fuori che il clan Gallo Cavalieri di Torre Annunziata acquistava la droga all’ingrosso direttamente dall’Olanda e dalla Spagna per poi essere rivenduta al dettaglio, determinando in questo modo enormi guadagni per la cosca nemica dei Gionta. Il blitz scattò il 4 aprile del 2013, e portò dietro le sbarre ben 76 delle 79 persone oggetto di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli

TUTTE LE CONDANNE
Enrico Gallo,  condanna annullata
Francesco Gallo, condanna annullata
Pasquale Gallo,17 anni e 8 mesi
Caputo Alessandro, 12 anni
Cherillo Natale,  17 anni e 9 mesi
Genovese Luigi, 18 anni e 8 mesi
Scarpa Vincenzo 12 anni
Battipaglia Gallo Vincenzo, 17 anni e 9 mesi
Bucciero Nunzio,  10 anni e 10 mesi
Calabrese Tullio,13 anni e 8 mesi
Cherillo Luca,  8 anni
Colonia Giovanni,  16 anni
Di Fiore Pasquale,  6 anni e 8 mesi
Donnarumma Biagio, 6 anni e 8 mesi
Gallo Francesco, 20 anni
Gallo Francesco  8 anni
Gallo Raffaele 17 anni e 9 mesi
Gallo Raffaele,  12 anni
Gallo Raffaele, 10 anni e 1 mese
Gallo Vincenzo,  17 anni e 9 mesi
Giordano Gabriele,  9 anni e 4 mesi
Giordano Mariagrazia,  11 anni e 4 mesi
Guida Marianeve,  7 anni e 4 mesi
Guida Nicola, 20 anni
Immobile Francesco, 6 anni e 8 mesi
Lamberti Ludovico,  11 anni e 1 mese
La Rocca Carlo, 6 anni e 8 mesi
Malvone Nicola,  8 anni
Malvone Raffaele 8 anni
Malvone Salvatore, 8 anni
Maresca Oreste,  6 anni e 8 mesi
Palumbo Gaetano, 11 anni e 1 mese
Schettino Giuseppe, 10 anni
Sentiero Antonio,  7 anni e 8 mesi
Turi Antonio,  11 anni e 4 mesi
Visiello Francesco, 12 anni e 4 mesi
Visiello Michele,  8 anni
Vitiello Carlo, 10 anni