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Cronaca Giudiziaria

Investì un giovane a Trento, cuoco beneventano non risponde al Gip: chiesta la scarcerazione

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Trento. Non ha risposto alle domande del Gip di Trento, il 33enne cuoco beneventano, Loris Cocca, arrestato lunedì scorso con l’accusa di omicidio stradale pluriaggravato perchè ritenuto responsabile dell’investimento mortale di Mattia Sommariva, 20 anni, avvenuto poche ore prima nei pressi di Moena, in provincia di Trento, lungo la ex statale 48 delle Dolomiti. Sottoposto al test alcolemico, il giovane – che ha già un precedente specifico per guida in stato di ebbrezza – era risultato positivo all’alcoltest. La magistratura ha inoltre disposto l’esame autoptico sulla salma della vittima, Mattia Sommariva. “Loris Cocca – ha spiegato l’avvocato Marco Vernillo, difensore dell’indagato – è ancora molto provato. Quindi, ha preferito non rispondere alle domande. Anche perchè Cocca aveva già reso dichiarazioni spontanee alla polizia giudiziaria in merito all’incidente mortale”. Il pm, Carmine Russo, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, contestata però dai legali del cuoco 33enne perchè non c’è pericolo di reiterazione del reato, dal momento che l’auto è stata sequestrata, la patente sospesa e Cocca si trova in regime di custodia cautelare. Il gip, Francesco Forlenza, si è riservato la decisione. 

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Cronaca Giudiziaria

Tabaccaio ucciso a pugni a Napoli, l’Appello conferma la pena di 8 anni

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Tabaccaio ucciso a pugni a Napoli, l’Appello conferma la pena di 8 anni.

 

I giudici della Corte di Appello di Napoli hanno confermato la condanna a otto anni di reclusione per Alfred Idimudia, il nigeriano di 37 anni che la sera dell’8 giugno 2019, nella stazione del quartiere di Chiaiano della metropolitana di Napoli, sferro’ due violenti pugni al volto e alla testa del tabaccaio Ulderico Esposito che lo aveva invitato a non infastidire i clienti che entravano nel suo negozio. L’uomo mori’ in ospedale per le gravi conseguenze di quell’aggressione.

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Per Daniela Manzi, vedova di Esposito, la sentenza, come quella di primo grado, non puo’ essere considerata giusta: “Sono troppo pochi gli anni inflitti in relazione alla perdita di una vita umana”. Di pena troppo lieve parla anche la criminologa Antonella Formicola: “Ci fu una violenza inaudita, soprattutto quando venne sferrato il secondo pugno. Ormai Ulderico era gia’ a terra. Ritengo che la famiglia Esposito ha ottenuto solo parzialmente giustizia”.

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