Il diktat di mister De Sanzo alla vigilia era stato chiaro: vincere per continuare a sperare nella salvezza diretta. Evidentemente i suoi ragazzi non hanno recepito bene il messaggio giocando una partita piena di errori dal punti di vista tecnico, tattico e soprattutto dell’attenzione. Al Marcello Torre di Pagani passa la Sicula Leonzio per 2-1 grazie alle reti dell’ex Bollino e Lescano. Di Cernigoi il gol degli azzurrostellati.
Primo tempo ricco di colpi sceni tra le due formazioni. A passare subito in vantaggio è la Sicula Leonzio: Carini buca clamorasamente il pallone, ne approfitta Marano che salta Gomis e scarica verso l’accorrente Bollino che a porta vuota porta in vantaggio i suoi. Gli uomini di mister De Sanzo cercano il pareggio ma ad avere le occasioni migliori sono i siciliani, in particolar modo con Foggia che di testa va vicinissimo al raddoppio, ma sulla sua strada trova un grandioso Gomis. L’episodio chiave della prima frazione è l’espulsione del portiere ospite Narciso, il quale tocca la palla con le mani fuori l’area di rigore. Il dubbio resta per quanto riguarda questo episodio, l’arbitro inizialmente non aveva fischiato il fallo ma dopo l’ausilio del suo assistente ha deciso per il cartellino rosso all’estremo difensore.
La seconda frazione è stata molto più noiosa rispetto alla prima. Nonostante la superiorità numerica per più di un’ora, la Paganese non effettua nemmeno un tiro in porta. Le azioni d’attacco sono praticamente nulle, il gioco latita per tutta la ripresa e a trovare il gol è addirittura la Sicula Leonzio grazie ad un calcio di rigore conquistato da Lescano e trasformato dallo stesso argentino. Solo una conclusione improvvisa di Cernigoi rende meno amara una meritata sconfitta. Ed è clamorosa l’occasione per pareggiare sui piedi di Talamo che calcia alto sopra la traversa. Si chiude tra i fischi e tra la contestazione generale degli ultras di Pagani.
TABELLINO PAGANESE-SICULA LEONZIO 1-2
PAGANESE: Gomis; Della Corte, Nacci, Carini(Tazza 56′), Ngamba, Scarpa(Maiorano 14’ed esce al 56′ per Cuppone), Cernigoi, Piana, Acampora(Talamo 70′), Cesaretti, Tascone. A disposizione Galli, Marone, Tazza, Maiorano, Meroni, Talamo, Bernardini, Pavan, Boggian, Dinielli, Grillo, Cuppone. Allenatore Fabio De Sanzo
SICULA LEONZIO: Narciso, Aquilanti, Squillace, Cozza, Gianola, Camilleri, Gammone(Ciotti 39′), Esposito, Foggia(Davì 75′), Bollino(Lescano 75′), Marano(Pollace 46′). A disposizione Ciotti, Pollace, Monteleone, Giuliano, Granata, D’Angelo, Lescano, Davi’, De Felice, Russo, Petermann, Arcidiacono. Allenatore Aimo Diana
MARCATORI: Bollino (SL) 10′, Lescano (SL), 89′, Cernigoi (P) 90+
AMMONITI: Esposito (SL), Nacci(P), Tascone (P), Gomis(P), Lescano(SL)
ESPULSI: Narciso (SL)
ANGOLI:
RECUPERO: 3’pt-4’st
ARBITRO: Eduart Pashuku; ASSISTENTI: Cavallina-Bruni
Una scialba Paganese perde in casa 2-1 contro la Sicula Leonzio
La Cavese sbanca Gragnano e si conferma seconda
Con un po’ di sofferenza la Cavese riesce a vincere in casa del Gragnano, archiviando la pratica già nel primo tempo con le reti di Martiniello e di Fella. Nella ripresa i biancoblu hanno qualche altra occasione, tra cui la traversa di Girardi, mentre i gialloblù accorciano con Gassama. La Cavese vince la prima delle due trasferte consecutive e tra sette giorni appuntamento a Manfredonia. Passiamo al match. In settimana c’è stato l’addio di Marruocco, ma soprattutto di D’Alterio. Oltre il centrale di difesa, il tecnico di Bitetto perde per infortunio anche Lame e Frezzi, mentre Bisogno recupera solo per la panchina. Una formazione in parte da reinventare per il trainer biancoblu. Al 3’ De Rosa prova la conclusione dai 30 metri ma la sfera è deviata in angolo. Al 14’ Martiniello serve bene Fella che prova l’acrobazia ma Giordano para. Sei giri di lancette dopo la Cavese passa in vantaggio che approfitta di un errato disimpegno della difesa avversario e con Martiniello sigla l’1-0. Il Gragnano non ha nemmeno il tempo per risistemare le idee che la Cavese colpisce nuovamente con Fella, servito ottimamente nello spazio da Logoluso, che con un diagonale firma il raddoppio. I ritmi calano e si passa alla ripresa. Parte la girandola dei cambi e bisogna attendere il 71’ per ulteriore azione degna di nota, quando Girardi di testa sfiora il tris ma la traversa gli nega la gioia. Dal possibile 3-0 il match si riapre perché sul capovolgimento di fronte Blanchard respinge un tiro potente di Mansour, la palla arriva a Gassama che insacca con un facile tap-in. La rete rinvigorisce i padroni di casa che si schierano a trazione anteriore con 4 attaccanti alla ricerca del pari. Lo stesso Gassama all’85’ sfiora la doppietta ma colpisce solo l’esterno della rete. Al 91’ piove sul bagnato in casa del Gragnano perché l’arbitro manda negli spogliatoi La Monica per un brutto fallo. Termina così il match a Gragnano.
Gragnano-Cavese 0-2
GRAGNANO: Giordano, Franco (51’ Tascone), Baratto, Martone, Gatto, La Monica, Chiariello (80’ Liccardi), Moccia (58’ Napolitano), Gassama, Di Napoli (93’ Montuori), Cioffi (51’ Cioffi). A disp.: Gallo, Guidone, Grimaldi, Vincenzi. All. Russo
CAVESE: Blanchard, Carotenuto, Fabbro, Gorzegno, Marino; Manzo, Oggiano (78’ De Angelis), Logoluso (94’ Mincione); Fella (91’ Massimo), Martiniello (58’ Napolitano), De Rosa (53’ Iannini). A disp.: Bisogno, Santeramo, Turmalaj, Senatore. All. Bitetto
Arbitro: sig. Fabio Pirrotta di Barcellona Pozzo di Gotto
Assistenti: sig. Marco Dentico di Bari e Andrea Ammannati di Pisa
Marcatori: 20’ Martiniello (C), 26’ Fella (C), 72’ Gassama (G),
Ammoniti: Di Napoli (G), Baratto (G), Tascone (G), Iannini (C)
Espulsi: 91’ La Monica (G)
Note: . Angoli: 4-4. Recupero: pt, 5’ st
Vincenzo Vitale
Brigadiere sul libro paga del clan: Cioffi si difende. Per il Gip era organico al gruppo di Fucito
Una vita in chiaroscuro, quella di Lazzaro Cioffi detto Marcolino, il brigadiere finito in carcere con l’accusa di aver fatto parte di un’associazione di narcotrafficanti con a capo Pasquale Fucito, il marziano, del Parco Verde di Caivano che riforniva oltre 40 piazze di spaccio con la sua cocaina importata direttamente attraverso l’Olanda. Marcolino Cioffi, difeso dal’avvocato Bruno Cervone, è stato interrogato dal Gip Francesca Ferri, deve rispondere di accuse gravissime, alcune delle quali sono costate anche gli arresti domiciliari alla moglie Emilia D’Albenzio. Nel lungo interrogatorio di ieri mattina, Cioffi si è difeso sostenendo di non essere uno stipendiato del clan come emerge dalle indagini e dalle accuse di Andrea Lollo e Nunzio Montesano i due collaboratori di giustizia che hanno parlato dei rapporti tra il brigadiere, in servizio a Castello di Cisterna, e Fucito. Tutto ruoterebbe intorno al ristorante di Caserta della moglie di Cioffi e venduto, attraverso l’intermediazione di Fucito, ad un suo parente Alessandro Iorio. L’accusa sostiene che l’esercizio commerciale che valeva poco meno di 60mila euro, sia stato venduto per circa 120mila euro, il doppio. Un prezzo di favore per ingraziarsi il carabiniere che forniva soffiate a Fucito e ai suoi uomini. Ma Cioffi respinge le accuse e seppure dice che ha sbagliato a frequentare Fucito (il ras di Caivano andava persino a casa sua e la moglie di Cioffi si occupava del suo bambino), sostiene di non essere uno stipendiato del clan anzi di non aver favorito la camorra. Sostiene di essersi interessato al lavoro dei colleghi nel parco Verde per fingere un interessamento agli occhi di Fucito. Una vita in chiaroscuro quella di Cioffi che nel 2006 ebbe un encomio per il suo contributo in un blitz contro dei narcotrafficanti. Certo ne è passato di tempo dal 2006 e le cose potrebbero essere cambiate. L’inchiesta che lo ha portato in carcere ha avuto una rapidissima evoluzione alla fine del 2017 quando Andrea Lollo, uomo di fiducia di Bruno Giordano, il narcos di Giugliano latitante da oltre un anno, ha deciso di pentirsi da uomo libero e cominciare la collaborazione con la giustizia. Secondo la difesa di Cioffi, il brigadiere sarebbe molto provato dalle accuse che gli vengono mosse, non è escluso che all’interrogatorio del Gip possa seguirne un altro con il pm della Dda che ha indagato su di lui, Mariella Di Mauro, per approfondire le tesi difensive già illustrate nel corso dell’interrogatorio di garanzia. “Non ho mai preso denaro” ha detto più volte Cioffi. Ma di danaro si parla spesso nelle intercettazioni captate dai colleghi del Roni di Cioffi. Per il brigadiere quel rapporto economico sarebbe tutto da ricondurre a quel ristorante e il finto interessamento alle vicende di Fucito era volto a carpire notizie nell’ambito del suo lavoro. Una posizione difficile la sua, anche perchè se il ras di Caivano fosse ritenuto un informatore è molto strano che tra il carabiniere e il narcos ci fosse un rapporto così stretto e addirittura familiare. Basilare per l’accusa un’intercettazione ambientale captata sulla Ford Fiesta del carabiniere nella quale, il brigadiere condivide con un altro ‘associato, Ciro Astuto, il pasticciere, la rabbia per i ritardi nei pagamenti da parte di Fucito. Cioffi si lamenta per non aver ricevuto in tempo quanto dovuto e minaccia di ‘rovinare’ Fucito. Secondo il Gip Francesca Ferri anche l’atteggiamento di Cioffi fa ritenere che i rapporti con Fucito siano estremamente prudenti proprio perchè sa che potrebbe essere sotto osservazione. “Cioffi sa bene che le cimici possono essere nascoste anche in casa, in una cucina o in un soggiorno e sa bene che l’accertamento del suo coinvolgimento nelle illecite attività del marziano comprometterebbe per sempre il destino suo e della sua famiglia. Non bisogna mai fare il nome del Fucito o utilizzare il soprannome con cui lo stesso è conosciuto: ‘Marziano o Shrek’ – scrive il Gip – Cioffi non contatta mai telefonicamente il Marziano e si rivolge ai fedelissimi del Fucito per concordare appuntamenti. In realtà la prudenza del Cioffi riguarda anche il modo in cui entra in contatto con gli uomini del gruppo di Fucito: per parlare con Ciro Astuto, il pasticciere, Cioffi si rivolge ad Adolfo Stufa, un imprenditore estraneo all’associazione, che fa da tramite tra Cioffi e il pasticciere. Si registrano solo occasionalmente contatti diretti tra Cioffi ed Astuto e ciò appare singolare se si riflette sulla circostanza che Astuto è evidentemente un amico di famiglia del Cioffi, essendo stato invitato al compleanno della moglie del brigadiere ed essendosi occupato dell’organizzazione del rinfresco”.
Rosaria Federico
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Salerno, aveva oltre mezzo chilo di droga a casa: arrestato 25enne di Pastena
Salerno. Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato T. M. salernitano del 1993, per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.
Il giovane è stato controllato su strada da una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Salerno in via Martiri ungheresi nel quartiere di Pastena, mentre era in compagnia di un altro suo coetaneo.
Gli agenti hanno sorpreso il giovane mentre maneggiava una dose di stupefacente di tipo marijuana e mentre aveva indosso una bustina in plastica con altre dosi di stupefacente e la somma di 240 euro in banconote di vario taglio, provento dello spaccio.
Pertanto, gli equipaggi delle Volanti hanno effettuato una perquisizione domiciliare a carico del giovane.
Presso l’ abitazione del T. M. ed in una pertinenza della stessa adibita a luogo di preparazione per lo stupefacente, sita in Via Schiavone, gli agenti della Polizia di Stato hanno rinvenuto altre numerosi dosi di stupefacente abilmente occultate in alcuni arredi della casa e conservate in buste sigillate, per un peso di circa 300 grammi di marijuana e 230 di hashish.
È stata altresì sequestrata la somma di 3400 euro in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività di spaccio nonché un bilancino elettronico di precisione ed uno strumento per il confezionamento di buste in sottovuoto.Il T.M. è stato arrestato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria; il Magistrato del Pubblico Ministero ne ha disposto la traduzione in carcere in attesa dell’udienza di convalida.Infine, gli agenti hanno segnalato alla locale Prefettura come assuntore di stupefacente, in base a quanto previsto dall’art. 75 d.p.r. 309/90, l’altro giovane, tale De N. M., sorpreso durante il controllo mentre faceva uso di stupefacente
Bullismo tra studenti, usano la maglia come ‘cancellino’ della lavagna: denunciati. IL VIDEO CHOC
Gli toglievano la maglia e la usavano come ‘cancellino’ della lavagna. Non solo aggressioni – sul suo corpo c’erano segni che lui ha sempre cercato di minimizzare – ma anche umiliazioni per il 17enne aggredito in classe a Lecce. Lo riferisce ai giornalisti l’avvocato Giovanni Montagna che ha presentato un esposto in Procura. “E’ un ragazzo molto introverso, chiuso ma che ha sempre avuto un brillante rendimento scolastico. Da settembre, da quando sarebbero iniziati questi episodi, invece e’ calato notevolmente”, racconta Montagna. Il giovane aveva negato alla madre di avere problemi in classe fino al 7 aprile quando lei ha ricevuto un whatsapp con un video che ritraeva il figlio vittima di un compagno che lo prendeva a calci e lo minacciava con una sedia. Il video le e’ arrivato grazie ad un amico del 17enne che ha voluto cercare di aiutare la vittima. Quando la mamma ha chiesto spiegazioni, il giovane preso di mira dai bulli ha cercato di minimizzare. Non e’ ancora chiaro quanti partecipassero alle vessazioni. Sara’ il lavoro della Procura a dover cercare di fare chiarezza”.
Nel video in cui un 17enne viene preso di mira da un coetaneo si sentono alcune voci che, secondo l’interpretazione della mamma riferita all’avvocato Giovanni Montagna, rivelerebbero la volonta’ di un amico – ma dal filmato emerge la partecipazione almeno di un’altra persona – di aiutare la vittima a uscire dalla situazione di umiliazione. “Sicuro che stai registrando?”, inizia uno dei due. “Si'”, risponde l’altro. Poi, in dialetto leccese: “Cosi’ lo mettiamo a posto proprio”. “Ma a tutto io devo pensare?”, e’ la conclusione del dialogo.
Le immagini dei maltrattamenti sono arrivate tra le mani dei genitori del ragazzo, che per mesi è tornato a casa con lividi e ferite, che hanno deciso di denunciare l’accaduto e presentare un esposto alla Procura di Lecce. Nel video, diffuso da il Quotidiano di Lecce, si vede la vittima presa a calci e colpita con una sedia, mentre subisce gli atti di bullismo senza reagire. L’episodio risalirebbe a un paio di settimane fa, ma secondo la famiglia le aggressioni e le umiliazioni sarebbero avvenute durante tutto l’anno scolastico.
“Nonostante la riservatezza della vicenda, che riguarda minori abbiamo registrato una vasta solidarieta’ e un tempestivo intervento della scuola, dopo la nostra denuncia. Ci hanno assicurato che interverranno, aspettando di chiarire coinvolgimenti e responsabilita'”. Lo riferisce l’avvocato Giovanni Montagna, che rappresenta la mamma del giovane vittima di bullismo in classe a Lecce. Il legale preferisce non riferire il nome della scuola. Secondo quanto si apprende si tratta di un istituto tecnico professionale.
Napoli, la vergogna del cimitero di Poggioreale: furti notturni dalle cappelle
napoli.”Chiederemo l’implementazione del servizio di guardiania notturna in seguito agli ultimi gravi episodi di furti registrati al cimitero di Poggioreale tra i quali addirittura un cancello in ottone dell’800 che è stato divelto e portato via da una cappella privata. Non può essere consentito che di notte chiunque si introduca e rubi dai portalampade ai cancelli di ottone, portando via indisturbatamente tutto ciò che può avere un mercato da cappelle, tombe e monumenti storici. L’area cimiteriale non può essere terra di conquista di ladri e farabutti”. Lo hanno detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania per i Verdi, e il conduttore radiofonico Gianni Simioli. “Bisogna esigere maggiore impegno, hanno precisato Borrelli e Simioli commentando la serie di denunce e segnalazioni avvenute negli ultimi giorni, da parte di tutti perché i defunti che riposano nei cimiteri di Napoli non siano oltraggiati”.
Napoli, stesa a Porta San Gennaro: trovati sei bossoli
Napoli. Sei bossoli calibro 9×21 sono stati trovati dalla Polizia in via Porta San Gennaro, a Napoli. Il rinvenimento e’ avvenuto su segnalazione al 113. Una telefonata anonima ha segnalato la presenza di proiettili in strada. Sul posto anche gli agenti della Scientifica che hanno repertato il materiale. Nella zona non sono stati riscontrati danni provocati da proiettili. Non sono giunte segnalazioni di spari. Si indaga per accertare se i bossoli siano da attribuire a una ‘stesa’ con colpi esplosi in aria esplosi nella notte e non segalata alle forze dell’ordine. Nella zona del rione Sanità i contrasti tra i clan Vastarella-Tolomelli-Mauro da una partee i Sequino-Savarese dall’altra si stanno acuendo dopo il blitz del mese scorso contro il clan Vastarella.
Castellammare di Stabia : tentano la truffa poi rapinano la commessa ( VIDEO)
CastellammareIeri sera una coppia si è presentata in un negozio a via Tavernola: un uomo e una donna in apparenza normali clienti. Acquistano un prodotto pagando con una banconota da 200 euro. La responsabile fortunatamente ha controllato i soldi accorgendosi che erano falsi e li ha restituiti ai malintenzionati che come se nulla fosse successo si sono allontanati. La truffa non andata a buon fine ha avuto però un retroscena ancora più amaro. A farne le spese è stata la commessa. Dopo aver chiuso l’esercizio “Solo 50 centesimi” è stata avvicinata e rapinata dalla stessa coppia. Denuncia è stata sporta ai carabinieri che, potrebbero arrivare all’identificazione attraverso le immagini filmate del sistema di video sorveglianza.
A 12 anni in strada con un coltello da 27 centimetri: fermato e affidato ai genitori
Torre del Greco, Ercolano, Portici, Volla: nel fine settimana servizio straordinario dei carabinieri per la prevenzione di reati
controlli dei carabinieri della compagnia di Torre del greco che a Volla hanno sorpreso un ragazzino di 12 anni a portare con sé un coltello di 27 cm e 150 euro di cui non ha saputo indicare la provenienza: l’arma è stata sequestrata, il ragazzino affidato ai genitori.
Verifiche per la sicurezza stradale svolte impiegando l’etilometro hanno permesso di denunciare 4 persone per guida in stato di ebbrezza; un soggetto è stato invece denunciato per guida senza patente. Denuncia scattata anche per un giovane che nascondeva in macchina 1,2 grammi di cocaina: dovrà rispondere di detenzione di stupefacente a fini di spaccio.
Sempre nell’ambito delle perquisizioni per la ricerca di stupefacente i militari hanno proceduto al controllo di un bar di Torre del Greco il cui titolare è stato sorpreso a tenere sotto al bancone modiche quantità di marijuana; nel bar sono stati trovati con addosso marijuana per uso personale anche 2 clienti. per il commerciante è scattata la denuncia per agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti mentre i 2 clienti sono stati segnalati quali assuntori alla prefettura di Napoli: stessa sorte per altri 37 soggetti sorpresi Nell’arco dei 2 giorni di controlli con addosso modiche quantità di droga.
A Torre del Greco, infine, i carabinieri hanno deferito 2 soggetti per violazioni al codice della navigazione poiché sorpresi a condurre carrozze trainate da cavalli lungo l’arenile torrese.
Il tenero abbraccio di Maradona a Diego Matias: le foto virali sul web
La tenerissima immagine di Diego Armando Maradona abbraccia e bacia il nipotino Diego Matias, sta facendo il giro del web. El Pibe ieri sera ha conosciuto il nipotino, nato venti giorni fa. E’ il suo primo nipote maschio ed è figlio di Diego Armando junior (il napoletano nato dalla relazione avuto con Cristina Sinagra quando era a Napoli) e di Nunzia Pennino.L’ex Pibe de Oro, come appare nelle foto pubblicate sui social network dalla compagna – Rocio Oliva -lo ha stretto a sé con gioia e lo baciato a lungo.
“Sono molto felice e mi riempie il cuore”, disse Diego quando venne a sapere del lieto evento e ieri ha potuto finalmente accarezzare il bimbo. Il Pibe de oro ieri sera è stato l’ospite d’eccezione del programma “Amici” su Canale 5 condotto da Maria De Filippi. È entrato insieme alla conduttrice accolto da un applauso scrosciante da parte del pubblico. Standing ovation per lui che ha sostenuto nelle vesti di motivatore delle squadre bianche e blu (con i ragazzi del talent protagonisti della puntata) fino a esibirsi in un ballo con la showgirl e connazionale, Belen Rodriguez. Una danza sensuale che ha sciolto anche l’ex campione del mondo, trascinato dalla melodia e dalla bravura della partner.”Mi hai fatto il regalo più bello del mondo, me ne fai tanti ma questo li supera tutti – ha ammesso Belen nel corso della trasmissione -. Per me che sono argentina lui è il re”. Anche Cristina Sinagra ha rilasciato una dichiarazione. :”Sono molto felice per mio figlio e per il padre”. Ora i tifosi napoletani si aspettano qualche altra sorpresa da Diego e chissà che stasera non compaia allo Juventus Stadium a sostenere gli azzurri nella sfida scudetto.
Amianto in aeronautica: aviere napoletano morto per Mesotelioma
Ancora una vittima innocente causata dall’amianto in Aeronautica Militare. A pagare con la vita dopo quarant’anni di servizio da motorista è stato un militare napoletano deceduto di mesotelioma pleurico , il tumore di certezza causato dall’inalazione delle fibre cancerogene di amianto. I famigliari del sottufficiale dell’Aeronautica deceduto hanno chiesto aiuto a Contramianto e altri rischi onlus per avere giustizia per quella morte innocente , un lavoratore colpevole unicamente di aver servito fedelmente lo Stato per quasi mezzo secolo. Diverse le sedi dove il militare dell’Aeronautica Militare ha lavorato dall’Aeroporto di Gioia del Colle a quello di Grazzanise , da Capodichino a Treviso , venendo a contatto con i più disparati velivoli militari e partecipando alle squadre antincendio. “Un’altra vittima del dovere – spiega Luciano Carleo, Presidente dell’associazione Contramianto e altri rischi Onlus che si sta occupando della vicenda-un caso per il quale si dovranno fare i necessari approfondimenti ricostruendo l’intera vicenda ricomponendo l’anamnesi lavorativa legata all’amianto , aeromobili e luoghi”. E’ stata già inoltrata al Ministero della Difesa la richiesta per i diritti di riconoscimento di vittima del dovere. In caso di accoglimento ai familiari sarà riconosciuto un una tantum di 200mila euro e una pensione da 1800 euro mensili ai familiari. Il caso del napoletano morto è già stato iscritto nel registro del Mesotelioma della Campania. Ora non resta che attendere l’esito del percorso. “Eppure dell’amianto e del suo diffuso uso in Aeronautica Militare- spiega ancora Carleo- , in elicotteri ed aerei , si sapeva e l’uso di questo materiale cancerogeno è stato ampio nel corso dei decenni passati per le sua ottima resistenza al calore. Gli effetti dell’amianto sulla salute sono stati devastanti e le conseguenze sono evidenti anche tra il personale militare e civile del Ministero della Difesa, Marina, Aeronautica ed Esercito. L’amianto è stato usato indistintamente su tutti i mezzi militari, quindi non solo sulle navi militari ma il suo impiego ha riguardato anche aerei , elicotteri e mezzi corazzati e terrestri. Nel solo periodo 1993-2012 sono stati 653 i casi di mesotelioma registrati nel Comparto Difesa Nazionale dal ReNaM ( Registro Nazionale Mesotelioma ) “. I numeri delle morti sono impressionanti: in Campania ad esempio nel periodo 2001 -2011 vi sono stati complessivamente 1139 Mesotelioma di questi 48 sono attribuiti ad Attività Difesa Militare. Per lo stesso periodo in ambito nazionale risultano in archivio Contramianto 1123 i militari deceduti per mesotelioma , cancro polmonare e alla laringe. Ma l’amianto è stato causa anche di altre patologie quali asbestosi , placche pleuriche , ispessimenti , fibrosi e broncopatia. Attualmente presso la Procura di Padova, a cui è stata data competenza nazionale sulla vicenda amianto e militari , ci sono diversi procedimenti penali aperti per le morti di amianto in Marina Militare ed Aeronautica Militare , processi ed inchieste ancora in corso che stanno facendo luce sulle possibili cause che hanno determinato in tutta Italia migliaia di morti ed ammalati tra il personale civile e militare della Difesa per patologie asbesto-correlate.
!”Il problema amianto in Aeronautica Militare- dice ancora Carleo- nasce dal diffuso utilizzo in due ambienti fondamentali quali la componentistica dei velivoli e nelle infrastrutture. Negli aeromobili , aerei ed elicotteri , l’amianto era presente principalmente negli isolamenti dei motori e condotti di scarico , fascette e guarnizioni , pastiglie dei freni , rivestimenti dei cavi . Le categorie maggiormente esposte all’amianto in Aeronautica Militare sono stati civili e militari motoristi , meccanici , elettricisti , ugualmente interessati da significative esposizioni all’amianto il personale delle Squadre antincendio che ha utilizzato indumenti protettivi dal fuoco in fibre di amianto. Contramianto ha già segnalato diverse centinaia di casi riferendo alla Procura di Padova sui casi di militari e civili malati e deceduti a causa dell’amianto e partecipando a tre audizioni in Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla vicenda amianto , inchiesta conclusa ed i cui atti sono stati trasmessi alla Procura di Roma. Contramianto ritiene doveroso fare piena luce sulla vicenda amianto nelle Forze Armate e prioritario rafforzare il programma di controllo della salute per tutto il personale militare e civile ex esposto all’amianto rendendo realmente fruibile e gratuita la sorveglianza sanitaria periodica così come prevista dall’Accordo Stato – Regioni”.
Viaggia con tre chili hashish in auto: arrestato
Nascondeva tre chili di hashish in auto, in particolare in una busta sotto il sedile del passeggero. E’ finito per questo agli arresti domiciliari, a Marcianise, nel Casertano, il 27enne Francesco Ascione, residente a Caserta. Il giovane e’ stato fermato per un controllo dai carabinieri sulla provinciale 335. In seguito alla perquisizione della vettura, i militari hanno rinvenuto 30 panetti di stupefacente, probabilmente appena acquistati e pronti ad essere tagliati e confezionati in dosi.
A sinistra gira tutto male: svaligiata la casa di Prodi
Hanno approfittato del fatto che, insieme alla moglie, fosse andato a Roma, per partecipare all’udienza che il papa ha concesso alla diocesi di Bologna. Cosi’, nella notte fra venerdi’ e sabato, i ladri sono entrati nella casa bolognese di Romano Prodi e l’hanno svaligiata, portando via oggetti preziosi. Sono in corso le indagini e anche la definizione esatta della refurtiva, della quale farebbero parte soprattutto orologi e gioielli. I ladri avrebbero forzato la porta dell’appartamento di via Gerusalemme, nel pieno centro di Bologna, a pochi passi da piazza Santo Stefano e sarebbero entrati, probabilmente sapendo dell’assenza degli abitanti. Prodi e’ stato informato dell’accaduto mentre si trovava in piazza San Pietro con la delegazione bolognese. Stando alle modalita’ del colpo, gli inquirenti tendono ad escludere che possa trattarsi di qualcosa di diverso dal semplice furto in abitazione, anche se sta indagando la Digos per escludere collegamenti di altro tipo.
Maxi rissa a coltellate tra baby gang: due giovani feriti
Una maxi rissa per futili motivi tra due gruppi di giovani e’ finita con l’accoltellamento di due dei contendenti, finiti in ospedale. E’ successo la scorsa notte a Casalnuovo, in provincia di Napoli. I due feriti sono un 20enne e un 17enne, entrambi incensurati: il primo, colpito al gluteo, e’ stato medicato e dimesso con prognosi di 15 giorni; il secondo, raggiunto da un fendente al torace, resta ricoverato nell’ospedale Villa Betania ma non e’ in pericolo di vita. I due gruppi si sono fronteggiati in piazzetta Cesarea, intorno alle due. Per ricostruire dinamica e responsabilita’ dei ferimenti sono in corso indagini da parte del commissariato della Polizia di Stato di Acerra.
Benevento, De Zerbi: “Una vittoria emozionante”
“Questa vittoria ci regala una grande emozione, per prima cosa perché è stata un’annata di grande sofferenza mentale e fisica. Altre volte ci è capitato di sfiorare questa benedetta prima vittoria in trasferta, che per demeriti nostri o meriti dell’avversario di turno non siamo riusciti mai a conquistare: farlo a San Siro ha un sapore speciale, davanti ai nostri tifosi che ci hanno sostenuto sempre e comunque, anche e soprattutto nei momenti difficili”. Così su Premium Sport, l’allenatore del Benevento Roberto De Zerbi dopo la vittoria contro il Milan a San Siro. “Il mio futuro? Parleremo con il presidente e con il direttore Foggia, perché se si rimane dobbiamo avere la stessa forza mentale di quest’anno. Abbiamo fatto cinque mesi pesanti – ha aggiunto – in cui il martedì non era facile arrivare al campo di allenamento. Come ho motivato i ragazzi? Gli ho detto che se dovevano metterci nella bara dovevano sigillarla bene, altrimenti con la testa spuntavamo fuori”, ha raccontato De Zerbi. “Rimpianto per non aver cominciato la stagione? Al di là del tipo di carriera che farò o che mi meriterò, sì: me lo porterò sempre con me questo rimpianto, mi sarebbe piaciuto allenare questi giocatori dall’inizio”, ha detto il tecnico giallorosso. “Aver conosciuto persone di questo livello è una fortuna, nel nostro mondo non siamo circondati da persone sempre per bene. Cosa mi sono detto con Vigorito a fine partita? Rimangono tra di noi”, ha concluso De Zerbi.
Elisabetta: la regina dei record
Si allunga, con il protrarsi del suo regno, la lista dei record di Elisabetta II la longeva: e’ la prima monarca di Gran Bretagna a superare i 92 anni seduta (saldamente) sul trono di San Giacomo. Succeduta nell’ormai remoto 1952 al padre Giorgio VI, il re della vittoria nella II guerra mondiale, prematuramente scomparso, l’attuale sovrana ha gia’ superato nel settembre 2015 il primato di durata alla guida della monarchia britannica (siamo a quota 66 anni) sottraendolo alla colossale figura della regina Vittoria.
Ancora piu’ duraturo – e di nuovo si tratta di un’impresa senza precedenti, tanto in casa Windsor quanto nel passato di qualunque altra dinastia dell’isola – il suo matrimonio con il principe Filippo, al suo fianco come consorte addirittura dal 1947 (quattro i figli avuti insieme) e a sua volta tuttora sulla breccia alla soglia dei 97: per loro, adesso, l’obiettivo sono i 71 di vita coniugale.
Lucca: bocciatura certa per tre bulli
Bocciatura per tre studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell’Itc di Lucca, finite poi in rete. E’ quanto ha deciso il consiglio di istituto riunitosi oggi. Per altri due studenti ha confermato la sospensione fino al 19 maggio, ammettendoli però agli scrutini.
La Polizia di stato ha effettuato delle perquisizioni nei confronti dei 6 studenti, tutti indagati. Sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.
Nei prossimi giorni seguiranno gli interrogatori dei sei ragazzi. Alla fine, è stato deciso di contestare loro, oltre al reato di concorso in violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di un’azione volta ad umiliare e dileggiare il professore, anche il tentato di furto del tablet con il registro elettronico, che uno studente ha provato a strappare dalle mani del professore. Il docente è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria, come persona informata sui fatti, mentre gli studenti saranno interrogati nei prossimi giorni.
Intanto su una vicenda risalente al 2016 a Velletri ma con il video postato in rete ora, la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per minacce e oltraggio al pubblico ufficiale. Tre in questo caso gli indagati per un atto di bullismo nei confronti di una professoressa che un ragazzo minaccia: “ti faccio sciogliere in mezzo all’acido”. Secondo quanto si è appreso invece a Lucca, il preside ha tenuto a ribadire le difficoltà di questa classe, fin dai primi mesi dell’anno: ben 4 di loro erano già stati sospesi per periodi più meno lunghi.




