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Saranno liberate a Punta Campanella le 4 Caretta Caretta salvate

Sono pronte a tornare in acqua Salvatore, Prometeo, Calippo e Cicciotta, le quattro tartarughe salvate nei mesi scorsi dal Centro Tartanet del Parco Marino di Punta Campanella, in Campania. La liberazione si terra’ lunedi’ 7 maggio a partire dalle 10 presso la Cala di Puolo, a Massa Lubrense, alla presenza della locale Capitaneria di Porto. L’evento e’ aperto a tutti. “Reti da pesca, ami, plastica, impatti con imbarcazioni e le basse temperature del mare – spiegano dall’Area marina protetta (Amp) di Punta Campanella – sono i pericoli maggiori per le tartarughe che restano ferite o intorpidite soprattutto durante i mesi invernali”. Ognuna delle quattro Caretta caretta che saranno liberata ha la sua storia. Salvatore, maschio di grosse dimensioni, pesa 70 kg. Ritrovato nella rete dai pescatori, non ha mostrato problemi particolari. Ora affrontera’ la stagione riproduttiva e sara’ seguito attraverso un trasmettitore satellitare che gli sara’ installato sul carapace. Prometeo, invece, e’ un esemplare molto giovane che aveva un po’ di plastica nell’intestino. Calippo aveva molte ferite, una ventina, causate dall’accidentale cattura nella rete da pesca. L’ultima arrivata, Cicciotta, e’ stata recuperata a meta’ marzo e tranne qualche piccolo problema di galleggiamento non ha manifestato particolari problemi. Le quattro tartarughe sono state curate dagli esperti della stazione zoologia Anton Dhorn a Portici e ora sono finalmente guarite e possono riprendere il loro viaggio nel Mediterraneo. “In 10 anni di attivita’ – conclude nella nota l’Amp – il Centro di primo soccorso del Parco Marino di Punta Campanella ha recuperato e salvato circa 160 tartarughe, grazie anche alla preziosa collaborazione dei pescatori, soprattutto quelli di Salerno. Un’attivita’ importante per salvaguardare una specie sempre a rischio a causa del forte impatto antropico lungo le coste campane”.

Risolto il giallo del Monte Taburno: il corpo è di un 26enne di Montesarchio

Appare sempre piu’ probabile che il corpo dilaniato dal fuoco, e rinvenuto carbonizzato in una Fiat Grande Punto sul monte Taburno, sia quello di Valentino Improta, ventiseienne di Montesarchio scomparso da mercoledi’ scorso da casa, e indagato per la rapina messa a segno lo scorso 10 aprile nel centro caudino, in seguito alla quale aveva perso la vita un anziano di 83 anni. Le indagini – secondo quanto si e’ appreso – avrebbero appurato che l’auto bruciata, al cui interno e’ stato rinvenuto al posto di guida il cadavere carbonizzato di una persona, e’ di proprieta’ della madre di Improta. Bisognera’ comunque attendere l’esame autoptico sul cadavere, che sara’ effettuata all’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento, per comprendere se eventualmente la persona sia stata uccisa prima di essere data alle fiamme. L’episodio ha sconvolto non poco la popolazione locale in quanto rimanda a modalita’ di tipo camorristico.

Venti anni dalla frana di Sarno, Rinascere promuove una borsa di studio sul piano di interventi

Salerno. Una selezione pubblica per l’assegnazione di una borsa di studio di durata annuale sul tema ‘Efficacia e efficienza degli interventi di riduzione del rischio in conseguenza degli eventi del 5 maggio 1998 a Sarno’. E’ l’iniziativa promossa da ‘Rinascere’, l’associazione delle vittime della frana che nel 1998 provocò 137 morti nel solo comune di Sarno e 160 in tutta la valle, in occasione dei venti anni da quella tragica data. Cosa è stato fatto per i territori colpiti: questo è il cuore della nostra proposta di ricerca – spiegano i promotori in una nota -. Il lavoro deve muovere dall’analisi di quanto previsto nel piano degli interventi e nelle sue successive rimodulazioni, alla luce anche di un eventuale confronto con esperienze analoghe in Europa e nel resto del mondo. Deve, quindi, procedere nell’esame degli interventi realizzati in rapporto al piano previsto per permettere di comprendere se e in che misura la fase di attuazione abbia risposto alle indicazioni del piano complessivo valutando le eventuali varianti sopravvenute per rilevare il valore aggiunto delle modifiche apportate in corso d’opera. Deve, dunque, esaminare lo stato attuale delle opere realizzate ponendo inoltre l’attenzione su quali interventi di manutenzione siano stati programmati e posti in essere e con quanta efficacia; occorre, inoltre, analizzare l’apporto del presidio territoriale ai fini della conoscenza e della prevenzione dei fenomeni franosi, in ragione anche della sua durata e continuità d’azione. In conclusione – prosegue la nota – il lavoro di ricerca deve rispondere alla domanda che tutte le popolazioni colpite si fanno: se e in che misura gli interventi abbiano determinato una riduzione del rischio e, soprattutto se, in base al tempo e alle somme impiegati, sia stata offerta la risposta migliore per le prevenzione del fenomeno naturale delle colate rapide di fango nel territorio comunale di Sarno. La borsa di studio – si precisa – avrà una durata, al massimo, di dodici mesi, con un compenso pari ad un assegno di ricerca universitario, e verrà assegnata ad un dottore di ricerca da una commissione composta da membri della nostra associazione e da eminenti personalità del mondo scientifico. La relazione conclusiva – auspicano gli esponenti dell’associazione – non dovrà essere uno sterile cahier de doleances o l’ennesimo libro bianco ma esprimiamo l’auspicio che con questo lavoro si possa misurare, con gli strumenti della scienza e della conoscenza, quanto finora fatto affinchè gli interventi realizzati a Sarno possano rappresentare un modello per tutte le aree soggette al medesimo rischio. L’iniziativa verrà presentata domani in occasione del convegno promosso dall’Ordine nazionale dei geologi “Vent’anni dopo Sarno. Cosa è cambiato” che si terrà a Salerno per l’intera giornata al Grand Hotel Salerno.

Identificato il cadavere carbonizzato: è di un 26enne indagato per una rapina mortale

Appare sempre piu’ probabile che il corpo dilaniato dal fuoco, e rinvenuto carbonizzato in una Fiat Grande Punto sul monte Taburno, sia quello di Valentino Improta, ventiseienne di Montesarchio scomparso da mercoledi’ scorso da casa, e indagato per la rapina messa a segno lo scorso 10 aprile nel centro caudino, in seguito alla quale aveva perso la vita un anziano di 83 anni. Le indagini – secondo quanto si e’ appreso – avrebbero appurato che l’auto bruciata, al cui interno e’ stato rinvenuto al posto di guida il cadavere carbonizzato di una persona, e’ di proprieta’ della madre di Improta. Bisognera’ comunque attendere l’esame autoptico sul cadavere, che sara’ effettuata all’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento, per comprendere se eventualmente la persona sia stata uccisa prima di essere data alle fiamme. L’episodio ha sconvolto non poco la popolazione locale in quanto rimanda a modalita’ di tipo camorristico.

Controlli Arpac, il lungomare di Napoli non è balneabile

Casi di sforamento dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilita’ delle acque, sono stati rilevati dall’Arpac durante i controlli pre-stagionali 2018. Sono risultati fuori dai limiti normativi 23 campioni (circa il 6 percento), tra cui anche quelli relativi al lungomare di Napoli. A inizio aprile Arpac – riporta una nota – ha riavviato i controlli sulle 330 acque di balneazione in cui e’ suddiviso il litorale campano. In alcuni tratti di mare, classificati come balneabili all’inizio del 2018, si sono registrati degli sforamenti dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilita’ delle acque. L’agenzia ambientale ha fornito tutte le indicazioni ai Comuni interessati da questi sforamenti, affinche’ questi adottino le idonee misure di gestione in modo da garantire la balneabilita’ dei tratti di mare in questione, in vista dell’estate imminente. Nel primo mese di controllo, appena trascorso, Arpa Campania ha effettuato un totale di 384 campionamenti a mare. Si tratta dei cosiddetti controlli “pre-stagionali”, eseguiti immediatamente prima della stagione balneare che va ufficialmente dal primo maggio al 30 settembre. In alcuni casi la contaminazione interessa acque gia’ vietate alla balneazione, perche’ risultate di qualita’ “scarsa” all’ultima classificazione (deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 12 dicembre 2017). Si tratta delle acque dei tratti di costa noti come “Villaggio agricolo” a Castelvolturno, “San Giovanni a Teduccio” e “Pietrarsa” a Napoli, “Nord Foce Sarno” a Torre Annunziata e “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia. Altri casi di “sforamento” riguardano acque di nuova classificazione: acque, cioe’, che in passato erano inquinate ma che poi, a seguito di documentato risanamento, erano state classificate di nuovo come balneabili dalla deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 2017 (“Est Fiume Irno” a Salerno e “Nord Foce Sele” a Eboli). Infine ben undici esiti analitici sfavorevoli sono stati registrati in tratti di mare a tutti gli effetti balneabili, perche’ di qualita’ sufficiente, buona o eccellente secondo la deliberazione di Giunta regionale gia’ citata. Tra questi c’e’, a Napoli, il tratto corrispondente al Lungomare Caracciolo. Inoltre, sforamenti di questo tipo si sono registrati, in provincia di Napoli, nel tratto corrispondente al “Collettore di Cuma” a Pozzuoli, nel tratto di costa di “via Squalo” a Giugliano in Campania, all’ “ex bagno Rex” e alla “Spiaggia lato Villa del Boeuf” a Portici; in provincia di Caserta, nei tratti “Rose rosse” e “Nord Agnena” a Mondragone; in provincia di Salerno, a “Ponte di Ferro” a Capaccio, a “Marina di Vietri – secondo tratto” a Vietri sul Mare, nel tratto “Nord Foce Alento” a Casalvelino, infine nel tratto “Testene” ad Agropoli. 

Polfer, rafforzati i controlli durante nelle stazioni di Napoli: denunce e arresti

Napoli. Rafforzati i controlli nelle stazioni: raffica di denunce e contravvenzioni. Il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, in occasione dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, ha potenziato i controlli in ambito stazione su persone sospette, venditori ambulanti, passeggeri e bagagli, prestando attenzione al flusso di viaggiatori, pendolari e studenti in tutte le stazioni della Campania.
I servizi sono stati effettuati in alcuni giorni anche con il concorso degli uomini della Questura di Napoli: Unità Cinofile, Unità Operativa Pronto Intervento (Uopi) ed equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania. Per tali controlli sono stati utilizzati anche i metal detector.
I controlli effettuati dal personale Polfer hanno permesso, di conseguire i seguenti risultati: 7467 identificati, 25 denunciati, 3 arrestati per furto aggravato, 80 contravvenzioni. Sono stati 30 i sequestri tra cui stupefacenti, 1 coltello con lama 21 cm e merci varie vendute in stazione: bibite, calzini e accendini.
In particolare ieri 3 maggio, attuando un dispositivo disposto dal Servizio Polizia Ferroviaria su scala nazionale (cd. OPERAZIONE “RAIL SAFE DAY”) sono stati predisposti dei servizi specifici volti a contrastare comportamenti impropri in ambito ferroviario, spesso causa di incidenti, come l’attraversamento binari, la salita o discesa da convogli in movimento, l’indebita presenza sulla linea ferroviaria, presenza oltre la linea gialla di sicurezza, attraversamento passaggi a livello chiusi o in movimento, concentrandosi prevalentemente in zone che sono state in passato teatro di incidenti o che, oggettivamente per la loro collocazione, risultano essere più di altre interessate dalle criticità in questione.
Durante i controlli, in prossimità della stazione ferroviaria di Napoli Traccia, gli uomini della Polfer hanno ritrovato una persona riversa per terra ed in uno stato confusionale, trasportata subito dal 118 presso l’ospedale Nuovo Loreto Mare. Successivamente l’uomo è stato identificato si tratta di Giuseppe Giusti, napoletano di anni 47, la cui scomparsa era stata denunciata dalla madre e il suo caso era stato anche raccontato da ‘Chi l’ha Visto?’.

Pimonte: i killer di Sabatino hanno lasciato la firma

I killer di Filippo Sabatino hanno lasciato una firma: i pallettoni con i quali lo hanno ucciso. Per gli investigatori non ci sono dubbi che l’agguato sia nato, maturato, deciso ed eseguito a Pimonte e dai pimontesi. Chi conosce bene le dinamiche criminali e la storia della camorra dei Monti Lattari sa benissimo che nessuno può addentrarsi in questi territori per compiere azioni criminali senza il permesso dei locali. E poi il fatto che si stato utilizzato un fucile per fare fuoco è solo l’ulteriore conferma. Solo la camorra dei Monti Lattari da quando è nata come gruppo aggregato, tra il finire degli anni Ottanta e inizia anni Novanta, al defunto boss Umberto Mario Imparato ha sempre utilizzato i fucili per compiere le proprie missioni di morte. Ed è stato così anche  nel caso di Filippo Sabatino. Ora gli investigatori, che hanno un quadro già chiaro di cosa è accaduto e perché, sono in cerca di prove, riscontri e conferme. La leggenda metropolitana secondo la quale dietro l’agguato dell’altra notte potrebbe esserci la firma dei D’Alessandro, che con l’uscita del boss Gigginiello D’Alessandro vorrebbe riappropriarsi del mercato della marjiuana di tutta la zona, lascia il tempo che trova. Si tratta solo di un’invenzione di qualche sprovveduto della storia criminale della zona. Non ci sono neanche riscontri alle voci secondo le quali nel furgone insieme con la vittima ci fosse anche il ras Francesco Di Martino detto ciccio e’ corona ( il suo vero alias da pimontese ndr), cugino del boss Leonardo o’ Lione. Perché se così fosse i killer hanno sbagliato due volte: uccidendo il suo fedele autista e lasciando in vita Ciccio Di Martino. Gli investigatori invece propendono per la pista della frattura  con la fazione di Raffaele Afeltra o’ borraccione. E da cosa sarebbe stata determinata? In primo luogo una serie di attentati e richieste estorsive messe in atto negli ultimi tempi da quelli del gruppo di Ciccio Di Martino, compreso Filippo Sabatino che hanno creato molto malumore nei comuni dei lattari visto che il gruppo si sarebbe ‘allungato’ fin su Agerola dove opera invece la famiglia Gentile cognati del boss Afeltra “Borraccione”. E l’omicidio di Sansone sarebbe il segnale per il ras Di Martino, che nonostante abbia sempre goduto della stima e del rispetto di quelli che sono più giovani di lui, perchè ora “le sono sono cambiate”. E quindi ognuno al suo posto senza sconfinare o fare cose senza le “dovute autorizzazioni”. La scelta della vittima non è casuale. Sabatino abitava a Gragnano in via Raffaelli nei pressi della chiesa di san Luigi ma si era trasferito da alcuni anni in pianta stabile a Pimonte. Era quella la sua zona. Il 33enne aveva diversi precedenti per lesioni personali ed anche una condanna per tentato omicidio: nel 2010 accoltellò Violanto Petrucci, uno dei rapinatori (condannati all’ergastolo) che nel 2011 uccisero a colpi di pistola il giovane veterinario Carlo Cannavacciuolo, che si oppose ad un tentativo di rapina a Santa Maria La Carità.

Napoli: Tonelli al posto di Koulibaly

Anche se la Juve sembra gia’ campione d’Italia i sostenitori azzurri vogliono sostenere fino in fondo i propri beniamini, cosi’ come Sarri vuole mettere sul tavolo le carte migliori nel match contro il Torino dell’ex Mazzarri. Ci sara’ solo Tonelli al posto dello squalificato Koulibaly. Per il resto tutto inalterato dalla difesa all’attacco. Mertens infatti e’ ancora in vantaggio su Milik.

Portici, tenta di rubare una bici elettrica: denunciato

Con il volto travisato da un passamontagna ha tentato di rompere il sistema di bloccaggio di uno stallo per biciclette elettriche che il Comune di Portici aveva posizionato a via Gravina di Portici. Un sottufficiale della Polizia di Stato, del Commissariato Portici Ercolano, libero dal servizio, verso le ore 23.40 di ieri, passando di lì ha visto un uomo intento a forzare lo stallo per impossessarsi della bicicletta, incurante del sistema di videosorveglianza presente. Vistosi scoperto l’uomo ha tentato di fuggire ma il poliziotto lo ha bloccato. Con l’ausilio di altri agenti del Commissariato di Portici, lo hanno condotto in ufficio e identificato per V.N. di 58 anni con a suo carico diversi pregiudizi di polizia. L’uomo è stato denunciato per tentato furto aggravato .

Napoli, al telefono mentre fa la Tac: la foto è virale sul web

Napoli. Allo smartphone non si rinuncia mai, neanche se ci si sottopone a una Tac. E’ quello che deve aver pensato la signora che oggi, in preda a forti emicranie, si e’ sottoposta con urgenza a Tac neuroradiologica nell’ospedale Cardarelli di Napoli. La donna, eludendo le norme che impongono di non tenere con se’ oggetti metallici durante l’esame, non ha rinunciato a usare il telefono, non e’ chiaro se per una dimenticanza o per dipendenza da cellulare. Fatto sta che l’immagine radiografica davanti alla quale si sono trovati i medici, degna di una film di fantascienza, e’ di quelle che rimandano a figure mitologiche avveniristiche, a meta’ tra l’uomo e la macchina, una sorta di cyber-donna. Si vede il cranio della donna con il telefono portato all’orecchio per rispondere a una chiamata. Naturalmente esame sospeso e ramanzina per la signora indisciplinata che si e’ giustificata parlando di una semplice dimenticanza. L’esame e’ stato poi ripetuto in condizioni regolari.

Castellammare, salta la riunione del Pd: protesta la Ciaramella

Castellammare. “Apprendo con sconcerto che il segretario cittadino del Pd di Castellammare avrebbe spostato a domenica una riunione di coordinamento prevista per stasera, come appunto concordato collegialmente. Perché non spostarla a questo punto a dopo la presentazione delle liste?”. E’ questa la provocazione polemica della consigliera regionale del Pd, Antonella Ciaramella, ad una settimana dalla presentazione delle liste per le prossime elezioni comunali in città. Dice ancora Ciaramella: “Sono certa che il segretario, che molti di noi hanno concorso ad eleggere per un rilancio ed una centralità del partito democratico abbia tutta l’intelligenza politica per tenere insieme un Pd più forte che possa affrontare a testa alta questo già difficile periodo, confrontandosi al suo interno in merito alla convocazione in tempo utile per restare protagonista di una costruzione politica vincente. Le ultime elezioni regionali ci hanno mostrato che laddove si mette in campo una proposta credibile il risultato non è scontatamente al traino del 4 marzo. A meno che non si voglia fare harakiri e direttamente estinguersi nel nuovo bipolarismo”. E intanto secondo il sito onlinemagazine.it nel pomeriggio invece ci sarebbe stato un “summit” nel rinnovato Gran Caffè Napoli a cui avrebbero partecipato il patron  della Juve Stabia, Franco Manniello, candidato sconfitto alle ultime elezioni politiche, il farmacista Massimo De Angelis, candidato sindaco in pectore di un cartello misto centrodestra-centrosinistra, l’ex assessore  del Pd, Roberto Elefante, Nicola Corrado, segretario del pd locale e Marco De Fusco. Il tam tam e il gossip elettorale si è scatenato subito sui motivi di questo caffè-incontro. Intanto la riunione del Pd di stasera è saltata. Dopo la batosta elettorale di marzo il Pd di Castellammare di Stabia sembra sia votato all’autolesionismo e senza un futuro.

La tragedia di Qualiano, Pasquale in silenzio: rilievi balistici nella casa

Si e’ chiuso in un silenzio profondo Pasquale De Falco, il 37enne fermato ieri sera per l’omicidio della madre, Teresa Licciardiello, avvenuto nella loro abitazione in via Campana a Qualiano. E’ da solo in una cella del carcere napoletano di Poggioreale, guardato a vista dagli agenti di polizia penitenziaria perche’ c’e’ il rischio concreto che l’uomo possa tentare il suicidio. Il 37enne non ha detto una parola ne’ nel tragitto che dalla casa portato al comando dei carabinieri, ne’ da li’ al carcere. Questa mattina nell’abitazione dove fino a tarda sera e’ rimasto il corpo della signora Teresa, riverso sul pavimento di una balconata che corre lungo tutto il primo piano, si sono svolti i rilievi balistici per poter accertare con precisione la dinamica dell’omicidio. Tre i colpi che l’uomo ha esploso contro la madre e altri due che secondo un testimone (ma il suo racconto non ha nessuna conferma da parte degli investigatori) sparati contro i carabinieri che erano arrivati sul posto allertati da un passante. L’autopsia sul corpo della donna non e’ ancora stata eseguita, mentre il padre dell’omicida e marito della vittima e’ stato ascoltato per molte ore dai carabinieri. 

Napoli: il responsabile della raccolta rifiuti nega che ci sia una nuova emergenza

Napoli. “Non c’e’ alcuna emergenza rifiuti – lo ha scritto in una nota Francesco Iacotucci amministratore unico di ASIA, Azienda servizi di igiene ambientale di Napoli -. Questa non e’ una opinione ma la verita’ dei fatti. Ad oggi permangono giacenze per circa 100 tonnellate in citta’ e stiamo lavorando per il completo azzeramento nei prossimi giorni grazie anche alla programmata ripartenza della terza linea dell’inceneritore. In tutta verita’ se e’ vero che la citta’ ha subito disagi dalla raccolta dei rifiuti e’ pur vero che l’utilizzo del sito di Napoli Est (unico sito di stoccaggio disponibile per l’intera regione Campania) e’ risultato fondamentale per tenere sotto controllo la situazione degli scarichi e a non peggiorare la situazione delle giacenze in citta'”. “Nonostante le difficolta’ di questi giorni Asia ha compiuto uno sforzo importante per eseguire tutti i servizi per la raccolta delle frazioni differenziate (carta e cartoni, multimateriale, vetro ed organico) onde incentivare gli utenti a continuare nelle buone pratiche di conferimento, tenendo cosi’ meno sotto pressione gli impianti per lo scarico delle frazioni indifferenziate – ha sottolineato nella nota l’amministratore di Asia Iacotucci -. A tal proposito vale la pena ricordare, che il solo incremento della raccolta differenziata negli ultimi 2 anni ha portato ad una riduzione di circa 50.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati inviati agli impianti di trattamento. Nel confermare l’impegno continuo dell’azienda si richiama tutta la cittadinanza a non perdere l’attenzione sulla raccolta differenziata che rimane la piu’ importante soluzione per il futuro della nostra citta'” ha concluso Francesco Iacotucci, amministratore Unico di ASIA. 

Cadavere carbonizzato in auto: per gli investigatori identificazione difficile

E’ irriconoscibile il cadavere carbonizzato trovato in una Fiat Punto, in un bosco del Monte Taburno, nel territorio di Cautano in provincia di Benevento. Nell’utilitaria non ci sono tracce di documenti o elementi che possano agevolarne l’identificazione: ogni cosa e’ stata completamente distrutta dall’incendio e questo sta rendendo piu’ complesse le indagini dei carabinieri. Bisogna quindi attendere gli sviluppi delle indagini, coordinate dal pm Tillo, che ha gia’ disposto le analisi medico-legali per fare chiarezza sulla vicenda. Tra le ipotesi, non si esclude un collegamento con la scomparsa di un ventiseienne di Montesarchio, allontanatosi qualche sera fa con una Fiat Punto. Sul giovane erano in corso indagini in merito alla rapina messa a segno lo scorso 10 aprile nel centro caudino, in seguito alla quale aveva perso la vita un anziano di 83 anni.

Operaio 48enne scomparso nel Cilento: ricerche in corso

Un operaio 48enne di Ascea, nel Cilento, e’ scomparso. L’uomo, sposato e con figli, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione di localita’ Stampella nella giornata di ieri e non vi ha fatto piu’ ritorno. L’allarme e’ scattato nella tarda serata, quando la moglie, preoccupata, si e’ rivolta ai carabinieri. L’operaio non soffrirebbe di disturbi psicologici e, stando a quanto si apprende, nelle ore precedenti alla scomparsa, non avrebbe mostrato insofferenze o atteggiamenti che potessero far ipotizzare un allontanamento volontario. Sono in corso, tuttora, le ricerche da parte dei militari dell’Arma della compagnia di Vallo della Lucania insieme con alcuni volontari.

Sarno, coppia litiga in strada. Interviene la polizia

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Sarno.Bagarre in strada questa mattina nel centro storico del paese. L’animata discussione ha visto protagonisti due coniugi. Una donna si accingeva ad accompagnare la figlia a scuola quando all’uscita di casa sarebbe stata avvicinata dall’ex marito. La coppia inizia a discutere, in pochi minuti il diverbio degenera in urla, spintoni, tutto sotto gli occhi della bambina. Lei, vittima di un amore ormai finito, cerca aiuto tra i residenti. In via Fabbricatore arriva una volante del 113. I poliziotti riportano la calma e chiedono spiegazioni in merito alla vicenda. Il litigio sarebbe nato per la mancanza di accordo sull’affido della figlia. Entrambi sarebbero stati poi portati in commissariato.

No ai tagli di strumento musicale. Domani un presidio di protesta a piazza Dante

Un presidio di protesta promosso per domani, sabato 5 maggio a piazza Dante a Napoli , a partire dalle ore 10.30, dalla Flc Cgil contro i tagli all’organico di strumento musicale.
“In questi anni – sottolinea un comunicato dell’organizzazione sindacale di categoria – l’organico di diritto dei docenti della Campania è stato stato di migliaia di posti adducendo come motivazione il calo degli alunni, ma nulla viene fatto per implementare il tempo pieno che è ai più bassi livelli nazionali e non vengono autorizzate nuove sezioni ad indirizzo musicale nel primo grado, nonostante la richiesta da parte delle famiglie sia in continua crescita”.

L’ex sindaco di Casapesenna confessa: ‘Nel 2010 pagai il pizzo al clan’

“Nel 2010, quando ero sindaco di Casapesenna, diedi seguito ad una richiesta estorsiva del clan e pagai duemila euro”. Confessione choc quella resa nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dall’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria, imputato con il boss omonimo Michele Zagaria, capoclan dei Casalesi, che nel paesino del Casertano ha sempre risieduto con fratelli e sorelle trascorrendovi parte della sua lunga latitanza; Zagaria fu stanato proprio a Casapesenna, nel bunker realizzato in via Mascagni a casa di una famiglia di fiancheggiatori, gli Inquieto, dagli uomini della Squadra Mobile di Napoli il 7 dicembre 2011. I due Zagaria rispondono del reato di violenza privata con l’aggravante mafiosa commesso ai danni dell’altro ex primo cittadino, costituitosi parte civile, Giovanni Zara, in carica per dieci mesi tra l’aprile 2008 e il febbraio 2009, e mandato a casa dalla sua stessa maggioranza, secondo la Procura antimafia di Napoli (pm Maurizio Giordano) proprio perche’ si opponeva apertamente ai condizionamenti del clan, allora molto forte perche’ il boss era latitante e si nascondeva a Casapesenna. “Pagai quei soldi attraverso il barbiere”, ha detto l’ex sindaco, riferendosi al negozio dove si recava tutte le mattine, e dove il clan gli faceva recapitare pizzini con le minacce; in uno dei messaggi, ha ricordato Zagaria, c’era scritto “sappiamo dove i tuoi figli vanno a scuola”, in un altro, “ti bruceremo la villa di Baia Verde”, che “era poi quella di mio fratello” ha precisato. L’ex primo cittadino, che nel processo risponde anche di concorso esterno in camorra, ha spiegato di “non aver mai denunciato all’autorita’ giudiziaria ne’ questo episodio ne’ altre minacce” pervenutegli dal clan mentre era in carica. “Avrei potuto cavalcare questa cosa come altri politici – ha proseguito – ma non l’ho fatto”. L’ex amministratore, che in totale ha governato a Casapesenna dal 1998 al 2008 e dal 2009 al 2010, quando fu arrestato proprio in seguito alla denuncia di Zara, ha poi negato di aver incontrato Michele Zagaria; degli incontri tra i due hanno invece parlato vari pentiti, tra cui l’ex vivandiere del boss, Generoso Restina. “Non l’ho mai visto – ha detto l’ex sindaco – tranne nel 1997 quando era ai domiciliari, nel senso che mi recai a casa di mia zia e lo vidi da lontano a casa sua”. L’ex primo cittadino ha negato inoltre di aver incontrato anche i fratelli del boss. Un’annotazione delle forze dell’ordine parla pero’ di un incontro tra l’ex sindaco e Carmine Zagaria, fratello di Michele. “Non e’ vero, quell’annotazione io e miei legali (Paolo Trofino e Giuseppe Stellato, ndr) l’abbiamo chiesta ma non e’ mai uscita. Potrei averlo salutato, ma non ricordo”. L’esame dell’ex sindaco proseguira’ il 12 giugno. Il boss Zagaria, che anche doveva essere esaminato, si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere.

Napoli, operazione della polizia a Scampia: presi in due

Ieri, in due distinte operazioni, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Scampia hanno arrestato Gaetano Gervasio, di 42 anni e Giovanni Crimaldi, di 67 anni.Gervasio, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona e stupefacenti, è stato destinatario di un decreto di sospensione della misura alternativa del regime di semilibertà emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Napoli, dovendo espiare la pena residua di reclusione di 12 anni e 5 mesi. Crimaldi, invece, è stato sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare disposta dall’Ufficio di Sorveglianza di Napoli, dovendo espiare la pena di 8 mesi di reclusione per il reato di contrabbando.

Napoli: l’Adidas ufficializza Insigne

Il Napoli entra nella ‘squadra’ Adidas attraverso Lorenzo Insigne: il calciatore azzurro, infatti, usera’ le scarpe da calcio della multinazionale dell’abbigliamento sportivo grazie a un contratto siglato tra l’Adidas e il Napoli, che detiene i diritti d’immagini del giocatore partenopeo. I profitti dell’accordo andranno al club che paga a Insigne una quota fissa prevista nel contratto per lo sfruttamento della sua immagine, come accade per gli altri calciatori della rosa. “Ringrazio Adidas che con questo accordo ci accoglie nella sua grande famiglia – ha detto il presidente azzurro, Aurelio De Laurentiis, – spero che possa nascere una collaborazione continuativa, con altri calciatori ed altre iniziative. Sono certo che i nostri tifosi guardino con interesse e soddisfazione a questa nuova amicizia ed alle attivita’ di business che potra’ generare”. “Siamo molto contenti di accogliere Insigne – spiega Irene Larcher, sr. director brand activation Adidas -, lui rappresenta al meglio lo spirito e la passione del nostro brand ed e’ capace di esprimere sul campo i valori legati alla creativita’ che da sempre ci contraddistinguono”. Il calciatore si dice “molto contento” dell’accordo, che apre scenari interessanti per il Napoli da un punto di vista finanziario vista la forza del colosso dell’abbigliamento sportivo che potrebbe in futuro coinvolgere altri giocatori.