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Quasi la metà dei bar di Maddaloni si serviva delle slot machine del clan Belforte

Quasi la meta’ di bar e locali di Maddaloni si serviva delle slot-machine del clan Belforte. Emerge dall’indagine della Dda di Napoli e della Guardia di Finanza che oggi ha portato sette persone in carcere e quattro ai domiciliari, quasi tutti appartenenti ai Marciano, nota famiglia di imprenditori da sempre al servizio del clan di Marcianise. Il clan, e’ emerso, reinvestiva i soldi della droga, dell’usura e delle estorsioni proprio nel fruttuoso mercato delle slot. In manette sono finiti anche tre imprenditori che gestivano societa’ che pero’ erano riconducibili ai Marciano. I finanzieri hanno anche sequestrato 130 slot in 22 bar e locali. Il capostipite dei Marciano, il 66enne Vincenzo, oggi solo indagato, nel marzo 2016 subi’ la confisca di prevenzione di beni e della sua societa’ di slot machine per un valore totale di 5 milioni di euro. Nonostante i sigilli e l’amministrazione giudiziaria cui fu sottoposta la sua societa’, e’ emerso dall’inchiesta, l’anziano imprenditore, con l’aiuto dei sei figli Davide, Francesco, Giuseppe, Michele, Pasquale e Alberto (tutti finiti in carcere tranne Alberto, ndr), ha continuato ad essere monopolista a Maddaloni nel settore della distribuzione delle macchinette mangiasoldi. Il collaboratore di giustizia Michele Farina racconta come avveniva l’imposizione delle slot nei bar. Era molto semplice: gli affiliati, dice il pentito, tra cui il 39enne Ciro Micillo, finito ai domiciliari, e il 40enne Antonio Mastropietro, colpito da ordinanza in carcere ma gia’ detenuto per l’omicidio di uno spacciatore, si recavano nei locali e dicevano a chiare lettere. “Dovete mettere le nostre slot”. Quelle gia’ presenti, di proprieta’ della societa’ di Marciano sottoposta a confisca, venivano spacciate per non funzionanti, con dello scotch che copriva la fessura dove si inseriscono le monete. Negli ultimi tre anni, Marciano e gli imprenditori prestanome hanno cosi’ continuato ad invadere Maddaloni delle proprie macchinette; alcune, hanno accertato i finanzieri guidati da Davide Giangiorgi, erano state alterate grazie alla presenza di un software che permetteva alle societa’ proprietaria di incassare una percentuale maggiore di guadagno rispetto ai baristi. Non e’ stato ancora quantificato il valore dei beni sequestrati, ma si ipotizza che tra incassi delle slot e beni degli indagati si supereranno facilmente i cento milioni di euro.

Napoli, sequestrano un connazionale e chiedono il riscatto alla moglie: arrestati due ghanesi

Lo scorso 5 ottobre veniva prelevato con la forza, presso la sua abitazione, mentre si trovava in compagnia della moglie e dei suoi figli di tenera età, un cittadino ghanese B.M.Il sequestro era stato effettuato da parte di alcuni suoi connazionali che vantavano un credito, di scarsa entità, nei suoi confronti.Nasceva da parte dei carcerieri una trattativa, condotta con la moglie del rapito, volta ad ottenere la consegna di una somma di denaro in cambio della restituzione del proprio congiunto minacciandola che, diversamente l’avrebbero ucciso. Il rapito, successivamente, veniva liberato nei pressi della propria abitazione.Le indagini dirette dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, a mezzo della Squadra Mobile di Napoli, hanno consentito di ritenere sussistenti gravi indizi di reato a carico di due cittadini ghanesi, componenti del gruppo che aveva posto in essere il rapimento a scopo estorsivo, identificati in Mumufie Ernest e Yaw Jonson.A loro carico il GIP presso il Tribunale di Napoli emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere. Solo dopo una lunga attività volta al rintraccio degli indagati venivano arrestati il Munufie Ernest, presso il locale Ufficio Immigrazione mentre richiedeva il permesso di soggiorno, mentre il Yaw, ad opera degli Agenti della Squadra Mobile.

Boscoreale, condannato a un anno di carcere il pusher a domicilio del Piano Napoli

Faceva il pusher a domicilio, il pusher fattorino, consegnando le dosi porta a porta o cedendo la sostanza all’interno del rione popolare del Piano Napoli, famoso per essere la Scampia del Vesuviano oppure sulla pubblica strada alla rotonda dei passanti che aveva scelto quale sua base operativa di spaccio pubblico. Ovunque si trovava Luigi Miranda spacciava ma le sue cessioni sono state intercettate più di una volta dai carabinieri. Era stato arrestato una prima volta il 24 Febbraio di quest’anno per spaccio e detenzione di stupefacente. La causa si era conclusa con l’immediata scarcerazione ed il Miranda aveva beneficiato della pena sospesa. A distanza di una settimana fu arrestato un’altra volta per resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente.Ed anche in quella circostanza il giudice lo aveva graziato rimettendolo in libertà.

Curriculum criminale da minore che faceva rabbrividire e che non aveva nulla da “invidiare” ai più incalliti criminali visto che il Miranda ha trascorso una buona fetta della sua adolescenza tra comunità minorile ed il carcere di Nisida. I carabinieri di Boscoreale impegnati da tempo nella individuazione degli spacciatori-fattorini, quelli che consegnano gli stupefacenti a domicilio lo hanno considerato tra i più pericolosi malviventi del circondario, soggetto pericoloso per la tutela sociale, sebbene da poco diventato maggiorenne. Ed infatti, dopo averlo arrestato ripetutamente da minore continuano ad arrestarlo da maggiorenne. Oggi si è celebrato il prosieguo della terza direttissima, la terza nell’arco di un mese, dinanzi al presidente del Tribunale, Ernesto Aghina, che si riferiva all’ultimo arresto per circa 200 grammi di marijuana, diversi pallini di cocaina crack ed un bilancino di precisione. Alla precedenza udienza, alla convalida dell’arresto, il giudice aveva scarcerato il Miranda e l’imputato aveva chiesto la definizione del processo con rito abbreviato. In data odierna si è celebrata la discussione dell’abbreviato. Il PM aveva chiesto una condanna ad un anno e sei mesi, vista la reiterazione delle condotte di spaccio e di detenzione ascritte all’imputato. La difesa del Miranda rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro ha strutturato la sua strategia difensiva sulla minima offensività della condotta ed ha richiesto una minima pena.

Richiesta accolta dal giudice che ha miracolosamente comminato al Miranda una minima condanna ad un anno di reclusione e pena sospesa.Sospiro di sollievo per il giovane che nonostante il terzo arresto in un mese è stato rimesso nuovamente in libertà e condannata con una pena contenuta nel minimo edittale. Miranda resta libero ma deve fronteggiare un’altra difficile accusa, un’accusa questa volta più infamante ovvero di aver presuntamente violentato una minorenne di quindici anni. Proseguono le indagini su questo versante, volte a far luce su quello che avvenne nel box della sua abitazione. Gli inquirenti sono concentrati ad accertare la verità storica, col Miranda indagato a piede libero per questa procedura. Si attendono risvolti a breve.

Viola la sorveglianza: va ai domiciliari con braccialetto elettronico il boss Achille Piccolo

La Polizia di Stato di Caserta ha arrestato il boss Achille Piccolo 43 anni, attualmente ritenuto il reggente dell’omonimo clan camorristico egemone in Marcianise e comuni limitrofi. Piccolo, sottoposto alla sorveglianza speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è stato riconosciuto dagli agenti della locale Squadra Mobile nel mentre, a bordo di un’autovettura, circolava nel territorio di Caivano. Alla luce di ciò, è stato immediatamente intercettato e bloccato, quindi  arrestao per violazione degli obblighi previsti dalla misura di prevenzione cui è sottoposto. Nella circostanza gli è stata contestata altresì la guida con patente revocata.

 Achille Piccolo è figlio del più noto Antimo, capoclan deceduto nell’agguato del 12 novembre 1986, meglio noto come “strage di San Martino”. Nella circostanza, oltre ad Antimo, persero la vita nel cortile dell’abitazione di questi, anche i suoi affiliati Michele Martellone, Antonio e Giacomo Bellopede.
Dopo le formalità di rito,Achille Piccolo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida che, tenutasi nella mattinata odierna con rito direttissimo, ha visto la convalida dell’arresto e la condanna del prevenuto alla pena di due anni di reclusione; allo stesso tempo, trattandosi di violazione di una misura di prevenzione di recentissima esecuzione, in territorio ad alta densità criminale ed in un contesto di fatti di dubbia natura, come la detenzione di ingente somma di denaro, di cui lo stesso era stato trovato in possesso al momento del controllo, il Giudice ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Muore per emorragia in ospedale: espianto degli organi nel Napoletano

Un espianto multiorgano e’ stata eseguito la scorsa notte nell’ospedale di Nola su un uomo di 78 anni deceduto a causa di una emorragia cerebrale. L’anziano proveniente dall’area vesuviana era ricoverato nello stesso ospedale nolano da cinque giorni. Dopo l’accertamento dell’irreversibilita’ delle sue condizioni i familiari hanno dato il consenso per l’espianto: prelevati fegato e reni che sono andati rispettivamente a Napoli e Catania per il reimpianto; le cornee sono state consegnate ad una banca per la conservazione in attesa di un paziente ricevente. L’espianto e’ stato realizzato da un’equipe specializzata dell’ospedale Cardarelli di Napoli coadiuvata dal personale Nolano coordinato da direttore della rianimazione Umberto Vincenti. 

Il team di Kreisa Innovation presenta il progetto Planet Pompeii

Il 10 Maggio alle ore 11,00 presso la sala consiliare del Comune di Pompei, Palazzo De Fusco, sarà presentata in anteprima l’innovativa piattaforma web integrata per la gestione dei servizi turistici connessi al parco archeologico pompeiano ed al territorio vesuviano.
“Abbiamo lavorato a questa piattaforma – spiega l’Ing Luigi Manzo, uno dei responsabile del progetto insieme a Luigi Di Somma, l’avv. Raffaella Vito e la dott.ssa Giusy Manzo- ponendoci al servizio degli imprenditori della filiera turistica del bacino Pompeiano, in particolare, avendo come obiettivo principale la “maxime satisfactio” del turista internazionale prima, durante e dopo la visita nella città immortale, provando, inoltre, a creare nuove forme di ospitalità e ad intercettare quel turismo sostenibile essenziale per dar vita ad uno sviluppo armonioso del territorio”.
Alcune delle funzionalità della piattaforma PlanetPompeii già implementate che andremo a presentare:
• Una nuovissima mappa interattiva degli scavi di Pompei per la creazione di percorsi di visita personali
• Creazione di un PDF con la mappa ed il percorso preferito
• Guida multimediale esclusiva PlanetPompeii
• App (ios ed android) PlanetPompeii
• Booking presso hotel e b&b
• Tour enogastronomici, naturalistici, culturali
• Prenotazione transfer, parcheggi, ristoranti
• Prenotazione guide turistiche specializzate
Insieme al partner tecnologico MEDIACOM, sarà presentata anche l’iniziativa :
“Pompei senza ostacoli”, con la messa a disposizione gratuita ai turisti con difficoltà deambulatorie, di una versione speciale del dispositivo multimediale PlanetPompeii con preinstallato l’itinerario loro dedicat

Napoli: Sarri non va al Monaco, lo dice il presidente

“Non rilascio interviste perche’ abbiamo ancora due partite da giocare e non e’ il momento. Vi autorizzo pero’ a dire che su Sarri al Monaco l’unica risposta che posso darti e’ che, come te, ho appreso tutto dalla stampa”. Cosi’ il vicepresidente del club monegasco, Vadim Vasiyev, sulle voci che danno l’attuale tecnico del Napoli candidato alla panchina degli ex campioni di Francia. “Abbiamo gia’ un allenatore, Jardim che e’ in scadenza nel 2020 – ha aggiunto Vasiyev – e restera’ al 100%. Queste su Sarri sono soltanto voci tirate fuori dalla stampa”.

Discarica di pneumatici scoperta dai carabinieri tra Giugliano e Qualiano

Un deposito di vecchi pneumatici e’ stato scoperto dai carabinieri nel corso di una operazione di controllo condotta in alcuni campi rom al confine tra Giugliano e Qualiano, in provincia di Napoli. Oltre alle gomme delle auto i militari hanno rinvenuto anche rifiuti di diverso genere che dovranno essere successivamente rimossi. Inoltre, sono in corso su alcune vetture.

Agente penitenziario pestato nel carcere di Carinola

Un agente della polizia penitenziaria e’ stato aggredito ieri sera nel carcere di Carinola, in provincia di Caserta: un detenuto in evidente stato di agitazione lo ha colpito con una testata al viso. Il poliziotto e’ stato costretto a ricorrere alle cure dei medici che lo hanno giudicato guaribile in dieci giorni. A rendere noto l’episodio e’ il sindacato Uspp. “Siamo costretti ancora a raccontare l’ennesima aggressione ai danni dei poliziotti penitenziari in servizio negli istituti di pena”, dice il segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio. “Eppure – continua – e’ garantita ogni forma di benefit: pay tv; assistenza sanitaria gratis a prescindere dal reddito; vitto gratis tre volte al giorno consegnato in camera; patronato; eppure non c’e’ limite alla violenza contro la Polizia Penitenziaria”. “Tra qualche giorno ci saranno delle iniziative sui territori per celebrare la festa del Corpo – ricorda Auricchio – non escludiamo forme di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica per sottolineare che c’e’ poco da festeggiare; anzi, c’e’ da celebrare un metaforico lutto per l’agonia di un Corpo di Polizia che si sta lentamente spegnendo”. 

Arzano, nel centro sportivo Capasso ex boss e studenti in campo contro il bullismo

Ex boss, affiliati e gregari della camorra che oggi, dopo aver quasi pagato il loro conto con la giustizia, decidono di indirizzare verso la retta via chi ha la possibilità di scegliere il proprio futuro. Come? Attraverso la testimonianza e il racconto della loro scelta di vita, che li ha portati inevitabilmente dietro le sbarre ma che ora potrà servire da monito ai giovani, specie quelli che vivono in contesti difficili come Secondigliano. Ma anche sfidandosi con i ragazzi delle scuole, con le associazioni e con gli agenti della polizia penitenziaria sul campo di calcio, con un gioco pulito, all’insegna del rispetto delle regole e della legalità. Questo il senso dell’iniziativa che si svolgerà domani, martedì 8 maggio, a partire dalle ore 9.30: “Noi di Secondigliano”, II edizione del Fair Play E-Vent Cup “Giochiamo il futuro calciando il passato”, ideato da Franca Lovisetto della E-Vent e Piermassimo Caiazzo, promosso dall’associazione O.C.C.T., in collaborazione con il Centro penitenziario di Secondigliano, l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli II-Marta Russo Plesso Carbonelli e la parrocchia dei Sacri Cuori e Centro sportivo Andrea Capasso, col patrocinio del presidente della VII Municipalità Maurizio Moschetti. Scopo primario dell’iniziativa è quello di favorire iniziative con gli studenti delle scuole del quartiere (quarte e quinte delle elementari e medie inferiori) per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e delle devianze minorili. Il progetto si avvale in particolare della mediazione dello sport come elemento di raccordo tra i minori del territorio, spesso preda di falsi miti, e i detenuti che metteranno a disposizione le loro esperienze per insegnare ai ragazzi che la vita, come una partita di calcio, va giocata con impegno e serietà nel rispetto delle regole e dell’altro. I carcerati metteranno così a disposizione le loro storie come un “indicatore sociale” che descrive un pericolo da evitare e in cui si potrebbe incorrere pagando gravi conseguenze.

Bandiere blu: la Campania al terzo posto con il Cilento e le costiere amalfitana e sorrentina

Un podio targato mar Tirreno, quest’anno, per le bandiere blu che sventolano in 64 Comuni e le relative spiagge in Liguria, Toscana e Campania. Da Bordighera a Sportorno, da Camogli a Lerici, la Liguria con 27 Comuni e le sue spiagge mantiene salda la leadership di piu’ localita’ costiere fregiate dal vessillo della Fee, che resta negli stessi luoghi dell’anno scorso. Savona e’ la provincia che conquista piu’ sigilli di qualita’, anche grazie a Ceriale, Albissola marina, Varazze. Incontrastato anche il secondo posto della Toscana, con i suoi 19 Comuni e i suoi lidi da Forte dei marmi a Cecina, al Monte Argentario, rimasta quindi in vetta alla classifica del riconoscimento internazionale. Nella regione e’ la provincia di Livorno a far issare piu’ bandiere sulle spiagge. La Campania sale sul podio, al terzo posto e fa scendere le Marche. Con tre nuovi ingressi – Piano di Sorrento, Sorrento e Ispani – le bandiere blu conquistate quest’anno salgono a 18 non solo per la qualita’ delle acque marine ma anche dei servizi di tanti Comuni soprattutto nella provincia di Salerno, da Positano a Pollica, passando per Centola e Sapri. Ma il Sud avanza e guadagna vessilli anche l’Adriatico: in Puglia sventola quest’anno anche a Rodi garganico, Peschici e Zapponeta, in provincia di Foggia, e in totale la regione mette a segno 14 bandiere. In Calabria la bandiera blu arriva a Tortora e a Sellia marina e in Basilicata i nuovi ingressi di Bernalda e Nova Siri portano a 4 il sigillo di qualita’.

Discariche abusive vicino a corso d’acqua sequestrate in Irpinia

Discariche abusive vicino a corso d’acqua sequestrate in Irpinia
Due aree private, adibite a discariche abusive per stoccare materiale di risulta ed eternit, sono state sequestrate dalle Fiamme Gialle del comando provinciale di Avellino. Le aree, della superficie complessiva di circa 4mila metri quadrati, erano nel territorio di Prata di Principato Ultra. Rinvenute più di 4.200 tonnellate di rifiuti speciali, comprensive di 50 tonnellate di amianto. L’intera zona è stata sottoposta a vincolo cautelativo e i proprietari dei terreni sono stati denunciati all’autorità giudiziaria irpina per attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Il materiale recuperato, abbandonato direttamente sul terreno e ricoperto da folta vegetazione, può rappresentare un grave pericolo per l’ambiente per il rischio di infiltrazioni di sostanze nocive nel terreno con il conseguente inquinamento del sottosuolo e del vicino corso d’acqua.

Ercolano. Per il percorso Maiuri pop up, la mostra di Catrin Huber nella Casa del Bel Cortile

Al Parco archeologico di Ercolano, nell’ambito del percorso Maiuri pop up, sviluppato attraverso diverse iniziative celebrative della figura dell’archeologo Maiuri, con il filo conduttore dell’interpretazione da parte di artisti contemporanei degli spazi archeologici del Parco, si terrà il 16 maggio un evento conclusivo, nel quale sarà inaugurata la mostra Expanded Interiors a cura dell’artista Catrin Huber,  nella Casa del Bel Cortile.
Come Maiuri, Expanded Interiors di Catrin Huber sperimenterà l’approccio di mettere in esposizione oggetti romani nel sito, creando un dialogo tra l’arte contemporanea e il mondo antico all’interno della Casa del Bel Cortile. Gli oggetti, duplicati fedeli realizzati con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti con il supporto delle riproduzioni 3D,  riguarderanno particolarmente volti e figure di donne.
L’evento prevede il coinvolgimento di 200 invitati, che avranno la possibilità di visitare in anteprima l’istallazione (dal 17 maggio aperta al pubblico), a  seguire partecipazione a un momento di coinvolgimento offerto dal Parco che si svolgerà nell’area della Biglietteria, sia all’interno dell’edificio, sia nei spazi immediatamente limitrofi.

Fulvio Martusciello bacchetta il sindaco De Magistris per un ‘trenino’ a Mezzocannone occupato

Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, stronca la partecipazione del sindaco della Città metropolitana a una festa di compleanno organizzata all’interno di un bene occupato dai centri sociali in via Mezzocannone a Napoli. La notizia della festa in cui De Magistris si sarebbe lasciato andare a un “trenino” è stata riportata da alcuni organi di stampa  e Martusciello commenta così: “L’immagine del sindaco de Magistris che balla come il personaggio di Sorrentino nella grande bellezza, facendo il ‘trenino’, all’interno di un bene illecitamente occupato dà la dimensione del degrado politico di questa città”.
“Chiedo a ogni napoletano se quel bene fosse stato di sua proprietà, se il sindaco avesse ballato all’interno di una proprietà non sua ma di un qualsiasi napoletano, questi si sarebbe indignato, sarebbe andato da un avvocato a denunciarlo, avrebbe smosso mari e monti per riavere il proprio bene? E perché questo moto di indignazione non deve salire solo perché il bene è pubblico e non di un privato?”, continua l’europarlamentare. Secondo Napoli Giornale Gratuito chi si è recato sul posto ha trovato tra balli, musiche, bevande “sia il sindaco che altri volti dell’Amministrazione comunale”. “Mezzocannone Occupato è un cartello che, sotto questa denominazione, riunisce tre diversi collettivi costituiti da studenti delle superiori, universitari, precari, disoccupati, dottorandi, e artisti underground. Dal 2011 occupano abusivamente una rete di spazi su via Mezzocannone, alcuni dei quali, quelli dal civico 12 al civico 14, sono di proprietà dell’Adisurc, l’agenzia del diritto allo studio che fa capo alla Regione Campania. E qui vengono svolte una serie di attività come laboratori di vario genere e anche politici, concerti, ma anche feste nel fine settimana. Eventi mal tollerati dai residenti che, in diverse occasioni, si sono lamentati per il volume troppo alto della musica e hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine”, riporta il giornale.

Nuovo colpo ai Casalesi, 7 in manette: c’è anche un vigile urbano

Nuova colpo ai clan dei Casalesi. Stamane infatti i carabinieri di Casal di Principe hanno notificato a 7 persone un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini sono coordinate dalla DDA di Napoli. Gli indagati sono accusati a vario titoli di associazione per delinquere stampo mafioso ed estorsione. Tra gli arrestati anche il vigile Urbano Giuseppe Della Corte.

Klaus Davi: ‘Io minacciato perché ho assunto un pentito di mafia’

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“Ho assunto un collaboratore di giustizia assumendomi tutti i rischi del caso. Lavora per noi dal 01/04/2017 ed è parte integrante dello staff della mia agenzia di comunicazione d’impresa”. Lo ha rivelato Klaus Davi sabato sera al programma Stasera Italia in onda su Rete 4, intervistato da Marcello Vinonuovo (online al link https://www.facebook.com/klaus.davi.9/videos/444531969293975/). “Non credo nell’antimafia finanziata dallo Stato, credo che la società civile debba fare anche piccoli passi – continua il massmediologo – Lui lavora con noi da più di un anno e si occupa di back office dedicato ai nostri clienti italiani e della campagna di comunicazione che faremo per sostenere il Made in Italy. Non è stato semplice. Non è una passeggiata coinvolgere nella propria impresa una persona sotto protezione che lavora da una località segreta. L’ho incontrato solo una volta in una questura sperduta dell’Italia. Ringrazio in primis la DDA di Reggio Calabria, il Nucleo Operativo di Protezione e la Dna. Adesso mi auguro che lo facciano anche grandi imprenditori. Io ho una struttura piccola, sono un artigiano. Ora si muovano anche i grandi”. In merito alle minacce ricevute in questi mesi Klaus Davi ha detto: “Chi ha scelto di occuparsi di questo tema sa che la morte è, purtroppo, un’opzione ma va anche detto che le mafie hanno smesso da tempo di uccidere e ormai lo fanno solo in casi estremi”.

 

Il Mia Martini Festival alla sua quarta edizione. Sabato 12 maggio al teatro Summarte di Somma Vesuviana

Il Mia Martini Festival, l’evento organizzato dall’associazione non profit Universo di Mimì, giunge alla sua quarta edizione. L’appuntamento è fissato per sabato 12 maggio alle 20.20, come di consueto al teatro Summarte di Somma Vesuviana. Forti dei sold out delle passate edizioni, gli obiettivi principali restano il tributo all’incommensurabile interprete d’autore e cantautrice, mediante la rilettura del suo luminoso e vasto repertorio anche da parte di artisti di fama nazionale, la valorizzazione del buono e del bello del territorio dell’entroterra vesuviano e, non in ultimo, la promozione di giovani validi talenti che stanno muovendo i primi passi nel mondo dell’arte e dello spettacolo. Anche quest’anno è prevista la proclamazione del vincitore del concorso di poesia Una poesia per Mimì, giunto alla sua seconda edizione e curato dalla poetessa e scrittrice Anna Bruno.  L’evento già da due anni gode del riconoscimento di patrocinio morale da parte del Consiglio Regionale della Campania, dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, oltre che del sostegno della Città di Somma Vesuviana e della stima di associazioni legate al territorio come Napoli Cultural Classic, Melagrana, Aurora cultura e Somma Trekking. Videonola e Il mediano.it sono media partner, mentre La Radiazza di Radio Marte di Gianni Simioli è la radio ufficiale del Festival. In questi anni molti sono stati gli artisti che hanno aderito per rendere omaggio all’indimenticata Mia Martini, legatissima al pubblico napoletano e alle nostre terre, tra cui ricordiamo Ivan Cattaneo, Aida Cooper e Mariella Nava. Anche quest’anno la direzione artistica di Ciro Castaldo, ideatore dell’evento e biografo esperto dell’artista è stata affiancata dalla direzione musicale del M° Raffaele Minale, che coadiuvato dai musicisti professionisti della Mia Martini Band, accompagnerà dal vivo i cantanti ospiti della manifestazione. Nel corso della serata verranno consegnati i riconoscimenti Disco Mia Martini che quest’anno andranno al cantautore e compositore Giovanni Block, tra le figure pluripremiate di spicco della moderna canzone d’autore (Premio Tenco, Premio De André, Premio SIAE), reduce da importanti riconoscimenti per il suo secondo album in lingua napoletana S.P.O.T.; al cantante Raffaele Giglio, uno dei fiori all’occhiello della GB music, la casa di produzione diretta da Giovanni Bigazzi (figlio del compianto M° Giancarlo Bigazzi, autore per Mia delle splendide Raspodia e Gli uomini non cambiano), ai cantanti Dario Gay, Alessandra e Giovanna Bosco. I Disco Mia Martini sono opere dell’artista ceramista Mariolina Vecchione. Durante la serata saranno consegnati anche altri riconoscimenti da parte delle associazioni che sostengono il Festival, tra questi, la speciale targa de Il mediano.it da sempre impegnato, sotto la direzione di Carmela D’Avino, per lo sviluppo dell’arte, del buono e del bello del territorio. per Gli altri giovani artisti che calcheranno il palco del Summarte sono Maria Ambrosio, Giuseppe D’Angelo, Lucrezia Esposito, Chiara Ranieri, Carmen Saccone e i Simple mood. La presentatrice che affiancherà Ciro Castaldo sarà l’eclettica Veronica Rubino delle Lollipop, in queste settimane impegnate con la promozione del loro nuovo singolo Ritmo tribale. A duettare con la Rubino il giovane Gerardo Orlando che dopo la sua esperienza ad Amici e anni di perfezionamento al Conservatorio di Salerno ha in serbo nuovi e interessanti progetti. Molto attese la presenza del cantautore Mimmo Cavallo, profondamente legato al Sud e alla musica etnica, amico di vecchia data di Mia Martini e per lei autore di bellissimi brani e la partecipazione straordinaria della bravissima e raffinata cantautrice Grazia Di Michele che nella sua performance si cimenterà anche con uno dei brani più intensi del repertorio della Martini cantautrice. A impreziosire l’evento le testimonianze dirette del percorso umano di Mimì (così come amavano chiamarla le persone a lei più care), con la presenza dell’amata sorella minore Olivia Berté, delle sincere e accoglienti amiche di una vita Gianna Bigazzi e Alba Calia e di Luciano Tallarini, geniale art director che ha fotografato, disegnato e curato con fantasia ed estro le copertine più belle e famose dei grandi artisti della musica italiana. E proprio con l’inaugurazione di una mostra di opere di Luciano Tallarini e la presentazione del suo libro ‘Pop life – una vita in copertina’, avrà inizio la serie di eventi legati al Mia Martini Festival. L’appuntamento è fissato per giovedì 10 maggio alle 18.30, presso il foyer e la galleria del Teatro Summarte. Infine nel corso del Festival gli appassionati di filatelia, in esclusiva, potranno acquistare il folder a tiratura limitata che Posteitaliane ha realizzato per Mia Martini, così come la cartolina con annullo filatelico del Comune di Sanremo, datato 10 febbraio 2018, giorno in cui è stato emesso il francobollo celebrativo dedicato a Mia Martini, eccellenza italiana dello spettacolo nel mondo.
In conferenza stampa si sono espresse così le due più alte cariche dell’amministrazione comunale: “Siamo particolarmente entusiasti di aver supportato la realizzazione di questo evento”, ha dichiarato il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma, “infatti il Comune di Somma Vesuviana ha dato il suo contributo mediante la convenzione che lo stesso ente, nella fattispecie l’assessorato alle Politiche sociali, ha stipulato con il teatro Summarte, agevolando l’associazione non profit Universo di Mimì nell’utilizzo della sala. La partecipazione all’evento del 12 maggio, con l’attivazione di alcuni esponenti dell’amministrazione, tra cui in primis il consigliere comunale Sergio D’Avino, è giustificata dall’importanza del Mia Martini Festival, ormai alla sua quarta edizione, in quanto è diventato un evento attraverso il quale la nostra Città acquisisce visibilità a livello nazionale grazie all’elevata qualità degli ospiti presenti, un vero e proprio incentivo anche al nostro turismo.” “Vogliamo essere una spugna che assorbe cultura, grazie ad essa può esserci sviluppo e crescita per l’intera comunità.” Afferma il sindaco Salvatore Di Sarno, sottolineando: “Per questa ragione sosteniamo con forza e convinzione ogni manifestazione che abbia finalità culturali e di promozione e di certo il Mia Martini Festival va in questa direzione, sia perché è diventato nel tempo una kermesse consolidata e rinomata in tutta Italia che per il valore artistico cui assisteremo. Complimenti ancora all’associazione Universo di Mimì che si pone ogni anno obiettivi sempre più ambiziosi, avrà su questa strada sempre il nostro sostegno. Inoltre a Mia Martini siamo molto legati e una volta riqualificato l’arredo urbano di Santa Maria a Castello, le intitoleremo un belvedere che porterà dunque il suo nome.” 

False ricette: ai domiciliari medico dell’Asl, tre farmacisti interdetti per un anno

Stamane nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Nola, i carabinieri del Nas di Napoli, coadiuvati nella fase esecutiva da militari deII’Arma, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Nola di applicazione degli arresti domiciliari, nei confronti di un medico di medicina generale convenzionato con l’Asl Na 3 Sud; della misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di farmacista per la durata di un anno nei confronti di 3 professionisti titolari di farmacie con sede nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano; del sequestro preventivo per equivalente di complessivi 100mila euro circa a carico sia del predetto medico di medicina generale, sia dei tre farmacisti in quanto tutti gravemente indiziati di falso e truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.

L’attività investigativa, che trae origine da una serie di verifiche eseguite tra la fine del 2016 ed i primi mesi del 2017, è stata incentrata presso alcune farmacie territoriali convenzionate con l’Asl Napoli 3 Sud, rinvenendo e sequestrando migliaia di confezioni di specialità medicinali, trovate tutte prive dei bollini adesivi-fustelle necessari per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Lo sviluppo degli accertamenti ha messo in luce l’esistenza di un illecito sistema di approvvigionamento di farmaci da parte di un medico di medicina generale convenzionato con l’Asl Napoli 3 Sud- Distretto 52, operante in Ottaviano, il quale con la partecipazione di compiacenti farmacisti, attraverso l’artifizio della prescrizione di migliaia di ricette mediche elettroniche intestate a numerosi ed ignari pazienti, hanno commesso truffe in danno del Servizio Sanitario Nazionale.

Gli inquirenti sono riusciti a individuare alcuni farmacisti che, in accordo con il medico, sono risultati disponibili ad accettare un rilevante numero di prescrizioni di provenienza illecita, a consegnare i farmaci allo stesso medico di medicina generale prescrittore, anziché ai pazienti intestatari delle ricette mediche, a richiedere all’Asl Napoli 3 Sud il rimborso delle ricette falsificate, ottenendo il pagamento delle stesse. Significati sono risultati, infine, i riscontri acquisiti dal Nas di Napoli durante le attività di indagini, avendo proceduto al sequestro di circa 5.000 confezioni di varie specialità medicinali – per un valore approssimativo di circa 300mila euro – che sono risultate, dunque, sottratte al normale circuito della distribuzione farmaceutica.

Al Teatro Nuovo di Napoli, “La manomissione delle parole” di Gianrico Carofiglio

“Decostruzione” e “ricostruzione” semantica delle parole, è questo l’obiettivo che si pone lo scrittore e magistrato pugliese Gianrico Carofiglio, protagonista dello spettacolo “La manomissione delle parole”, titolo omonimo di un suo libro del 2010, diretto da Teresa Ludovico, che sarà in scena, giovedì 10 maggio 2018 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 13) al Teatro Nuovo di Napoli.
Presentato da Teatro Kismet Opera, l’allestimento, il cui debutto è preceduto da un incontro con il pubblico, sempre giovedì alle 18.30 al Teatro Nuovo e moderato dal Presidente Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi, vede l’autore costruire un’indagine letteraria, politica e giudiziaria, a partire da alcune citazioni di personaggi storici: da Aristotele a Cicerone, da Dante a Primo Levi, da Calvino a Nadine Gordimer, da Obama a Bob Dylan.
Partendo da documenti reali, redatti da avvocati e forze dell’ordine, e traendo spunto da testi di autori molto differenti tra loro, Carofiglio invita a riflettere sull’utilizzo dei termini, spesso privi della loro intima sostanza perché logorati dal “politichese”, dal linguaggio giornalistico e da ogni forma di espressione che procede per luoghi comuni e frasi fatte, con l’intervento dal vivo del suggestivo fagotto del maestro Michele Di Lallo.
Una riflessione mirata a risvegliare la capacità di comprendere i veri significati delle parole, troppo frequentemente stordita da modalità espressive che non si lasciano comprendere, ma che, anzi, escludono ed eludono ogni forma di interrogazione.
Le parole possono divenire minime dosi di arsenico, dall’effetto lento, ma inesorabilmente tossico. Questo è il pericolo delle lingue del potere e dell’oppressione, e soprattutto del nostro uso e riuso, inconsapevole e passivo. Per questo è necessaria la cura, l’attenzione, la perizia da disciplinati artigiani della parola, non solo nell’esercizio attivo della lingua, quando parliamo e scriviamo, ma ancor più in quello passivo: quando ascoltiamo e quando leggiamo. Per Carofiglio l’unico metodo è manometterli, cioè smontarli e rimontarli nel loro verso originario. Può essere un lavoro faticoso, difficile, ma riscoprire il significato ultimo riposto nelle parole, vuol dire rigenerarle, dar loro vita nuova, riabilitarle, salvarle dal naufragio e dagli attacchi che subiscono quotidianamente.
La manomissione delle parole è un invito a riappropriarci del valore vero delle parole, ripulendole dalle venature che il potere ha “attaccato” su di esse e restituendo loro le proprietà originarie, in modo che possano essere di nuovo i pilastri della nostra vita etica e civile, e possano nuovamente appartenere a ognuno di noi, per raccontare le nostre storie.

Nella Jaguar con 100 chili di hashish: catturati a Palermo tre corrieri napoletani

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La Polizia di Stato ha arrestato Giuseppe De Fenza, di 63 anni, Giuseppe Costanza, di 63 anni, e Ivan Rino Bonaccorso, 38 anni, tutti di Napoli, accusati di trasporto di 100 chili di hashish. Gli agenti della squadra mobile e del commissariato Brancaccio hanno appreso dell’arrivo in citta’ di una Jaguar piena di droga. Poi hanno individuato sulla Palermo-Messina l’auto seguita da una Land Rover Freelander. I due veicoli sono stati seguiti fino a quando non hanno parcheggiato nei presi di un’abitazione in contrada Lanzarotte a Bagheria. I due mezzi sono stati seguiti fino al loro arrivo in un parcheggio in contrada Lanzarotte nel comune di Bagheria, vicino ad un’abitazione. Gli agenti hanno quindi fatto irruzione nell’appartamento, i tre si sono dati alla fuga per le campagne circostanti. Nascosti tra i cespugli, sono stati bloccati poco dopo. In base a quanto accertato, De Fenza era alla guida della Jaguar mentre gli altri due si trovavano a bordo della Land Rover Freelander.
Nella prima auto, all’interno di un vano nascosto, con un sistema di apertura comandata a distanza collocato dietro i sedili posteriori, sono stati trovati circa cento chili di hashish dal valore di cinquecentomila euro, suddivisa in confezioni da mezzo chilo ciascuna. I tre sono stati rinchiusi al Pagliarelli