Un carabiniere e una guardia giurata travolti e uccisi da un’auto, nel Napoletano, mentre erano in corso i rilievi per fare luce su un banalissimo sinistro tra due vetture. E’ il grave bilancio di un incidente stradale avvenuto ieri sera, intorno alle 23, nei pressi dell’uscita di Pomigliano d’Arco della strada statale “7 bis”, in cui sono rimasti feriti altri tre militari dell’Arma, uno dei quali e’ ora ricoverato in ospedale in pericolo di vita. Tutto e’ successo dopo un primo lieve incidente tra una Opel Zafira e una Hyundai Atos: la prima vettura delle forze dell’ordine ad arrivare sul posto e’ una pattuglia dei carabinieri di Castello di Cisterna, raggiunta poco dopo da una “gazzella” dei militari di Nola. Iniziano gli accertamenti e, quando stanno per concludersi, sopraggiunge, ad altissima velocita’, una Volkswagen Golf, guidata da un 26enne, Carmine Sannino, che travolge l’appuntato scelto Vincenzo Ottaviano, 40 anni (li aveva festeggiati quattro giorni fa e la moglie gli aveva regalato un’auto), sposato con un figlio, in servizio a Castello di Cisterna, il conducente di una delle vetture coinvolte nel primo incidente, la guardia giurata Gennaro Benigno, di 50 anni, originaria dell’Avellinese, e un altro carabiniere, il vice brigadiere Attilio Picoco, 46 anni, in servizio a Nola. La guardia giurata muore sul colpo; l’appuntato scelto, invece, muore nell’ospedale Cardarelli di Napoli, per le ferite riportate; il vice brigadiere riesce a sopravvivere, ma le sue condizioni sono critiche. E’ ora ricoverato nell’ospedale San Giovanni Bosco e si teme per la sua vita. L’incidente stradale ha coinvolto anche gli altri due carabinieri che sono riusciti a salvarsi grazie alla loro prontezza di riflessi: hanno evitato l’impatto lanciandosi tra le sterpaglie ai bordi della strada. Per loro, solo lievi ferite. Carmine Sannino, il 26enne alla guida della Golf, e’ stato denunciato per omicidio stradale e la sua auto sequestrata. Il giovane e’ risultato negativo all’alcoltest e al narcotest. Non si esclude la distrazione come causa dell’incidente in quanto la velocita’ era molto sostenuta, oltre i 100 chilometri orari. L’attivita’ investigativa, coordinata dal pm Martina Salvati della Procura di Nola, e’ stata affidata alla Polizia Stradale di Nola. Gli agenti a terra hanno trovato i segni di una frenata lunga oltre 20 metri. Il tratto di strada e’ scarsamente illuminato e la segnaletica orizzontale e’ poco visibile a causa della fitta vegetazione. Profondo cordoglio e’ stato espresso dai rappresentanti delle istituzioni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo armata, Giovanni Nistri. “Ho appreso con profonda tristezza la notizia del decesso dell’Appuntato Scelto Vincenzo Ottaviano, investito da un automezzo in provincia di Napoli, mentre, in attivita’ di servizio, effettuava dei rilievi per un incidente. In questa dolorosa circostanza desidero esprimere a lei, signor Comandante Generale, ed all’Arma dei Carabinieri la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e al Vice Brigadiere Attilio Picoco, rimasto ferito, gli auguri di pronto ristabilimento”. Messaggi anche dai ministri dell’Interno, Matteo Salvini, e della Difesa, Elisabetta Trenta, dai vertici dell’Arma e dal Capo della Polizia, Gabrielli.
Marchionne è grave: la Fiat sceglie Manley
Mike Manley, responsabile del brand Jeep, è stato nominato oggi nuovo amministratore delegato di Fca. Nomina ratificata dal consiglio di amministrazione. Purtroppo, le condizioni di salute del suo predecessore Sergio Marchionne, si sono aggravate, come comunicato in una nota dalla stessa Fca: “In riferimento alle condizioni di salute di Sergio Marchionne, Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”) (NYSE: FCAU / MTA: FCA) comunica con profonda tristezza che in settimana sono sopraggiunte complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria del Dr. Marchionne, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore. Per questi motivi il Dr. Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa. Il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles, riunitosi in data odierna, ha espresso innanzitutto la sua vicinanza a Sergio Marchionne e alla sua famiglia sottolineando lo straordinario contributo umano e professionale che ha dato alla Società in questi anni. Il Consiglio ha deciso di accelerare il processo di transizione per la carica di CEO in atto ormai da mesi e ha nominato Mike Manley Amministratore Delegato. Il Consiglio proporrà quindi alla prossima Assemblea degli Azionisti, che sarà convocata nei prossimi giorni, che Manley sia eletto nel Consiglio in qualità di amministratore esecutivo della Società. Nel frattempo, al fine di garantire pieni poteri e continuità all’operatività aziendale, Manley ha ricevuto dal Consiglio stesso le deleghe ad operare immediatamente come CEO. Manley assumerà anche la responsabilità dell’Area Nafta. Manley e la squadra di management lavoreranno alla realizzazione del piano di sviluppo 2018- 2022 presentato a Balocco il 1 giugno scorso, che assicurerà a Fiat Chrysler Automobiles un futuro sempre più forte e indipendente”.In un altro comunicato, FCA ha diffuso le parole del presidente John Elkann: “Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia. Il mio primo pensiero va a Sergio e alla sua famiglia. Quello che mi ha colpito di Sergio fin dall’inizio, quando ci incontrammo per parlare della possibilità che venisse a lavorare per il Gruppo, più ancora delle sue capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, furono le sue qualità umane, la sua generosità e il suo modo di capire le persone. Negli ultimi 14 anni, abbiamo vissuto insieme successi e difficoltà, crisi interne ed esterne, ma anche momenti unici e irripetibili, sia dal punto di vista personale che professionale. Per tanti Sergio è stato un leader illuminato, un punto di riferimento ineguagliabile. Per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano. Ci ha insegnato che l’unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza. E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone. Oggi, quella differenza continua a farla la cultura che ha introdotto in tutte le aziende che ha gestito e ne è diventata parte integrante. Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura. Per me è stato un privilegio poter avere Sergio al mio fianco per tutti questi anni. Chiedo a tutti di comprendere l’attuale situazione, rispettando la privacy di Sergio e delle persone che gli sono più vicine”.
Pedofilo ucciso appena uscito dal carcere, la sorella promette: ‘Ti ridarò la pace che ti hanno tolto’
La sorella di Giuseppe Matarazzo, un ex pastore di 45 anni di Frasso Telesino in provincia di Benevento, ucciso giovedi’ sera davanti casa un mese dopo che era uscito dal carcere dove aveva espiato una condanna per pedofilia, crede fermamente nella innocenza del fratello e promette di battersi per “far uscire la verita’ sul caso”. Sul manifesto listato a lutto, fatto affiggere in paese con il quale si annuncia la morte di Giuseppe si legge che e’ morto “senza alcuna colpa”. E poi la promessa: “Finche’ avro’ vita ti prometto che la verita’ te la faro’ uscire. Ti ridaro’ la pace che ti hanno tolto. Tua sorella Teresa”. Giuseppe Matarazzo venne arrestato dai carabinieri nel 2009 con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una quindicenne del posto che dopo qualche tempo si tolse la vita impiccandosi. Matarazzo nel dicembre 2011 fu condannato a 11 anni e 6 mesi dalla Corte di Appello di Napoli. Sull’omicidio dell’uomo gli investigatori indagano senza escludere alcuna pista. La data dei funerali ancora non e’ stata fissata in quanto deve essere ancora effettuata l’autopsia sul cadavere della vittima.
Adl a fine giornata: Cavani non lo prende ma si dà delle Arias…
“Cavani non lo prendo, Arias ci piace, per le punte se ne parla dopo le amichevoli”. Aurelio De Laurentiis continua nella sua strategia di rovesciare le regole della segretezza del mercato e mette in piazza tutto, rimescolando le carte ma anche mandando messaggi a giocatori, intermediari, club avversari. Per il secondo giorno di seguito il patron parla a tutto campo e risponde subito ai tifosi che, in mattinata, mentre lui firmava loro le magliette, gli chiedevano ancora Cavani: “Ma non lo avete capito – ha detto – che il vostro Cavani sono io?”. Uno show continuo di parole in attesa che gli azzurri tornino a dare spettacolo in campo, magari gia’ domani sera nel test contro il Carpi. E mentre a Dimaro arrivano Zielinski, Milik ed e’ atteso Koulibaly, i tifosi continuano a sognare il colpo. “Cavani non l’ho preso e non lo prendo”, li gela De Laurentiis, ma il sogno continua, mentre il patron chiede scusa a Benzema, definito ieri “vecchio”: “Non volevo mancargli di rispetto mi spiace si sia arrabbiato, non e’ un calciatore che fa per noi, magari qualche anno fa lo avremmo preso”. Ma sulla punta lascia la porta aperta: “Lo vedremo alla fine del ritiro, ma non seguiamo Diaz, Zaza, Falcao e Giroud”. Insomma, De Laurentiis smentisce tutto e quindi, pur parlando, infittisce la curiosita’ dei tifosi che a migliaia stanno seguendo il ritiro azzurro. Le uniche conferme le da’ sul terzino destro: “Oltre a Lainer e Arias ce sono altri quattro sul taccuino. Arias ci piace, puo’ giocare a destra ma abbiamo altri profilo per entrambe le fasce. A Lainer abbiamo chiuso la porta in faccia perche’ non andiamo d’accordo con chi lo rappresenta”. Le voci dicono che Arias del Psv potrebbe essere vicino come alternativa a Hysaj, che De Laurentiis si tiene stretto dagli assalti del “nemico” Sarri: “Non mi e’ piaciuto – ha detto – quando ha detto che abbiamo fatto tutti e due degli errori, io non credo di averne fatti. Poi, cosa ancor piu’ grave, voleva smontarmi la squadra, portandola tutta in Inghilterra. Ho dovuto fare la voce grossa con Marina, per farmi garantire che da qui non si sarebbe mosso nessuno”. Veleni londinesi e zucchero emiliano: “Io e Ancelotti non possiamo che andare d’accordo, abbiamo grande grande esperienza, non c’e’ contrapposizione possibile. Ci puo’ essere un dibattito, ma sempre costruttivo”, le parole dedicate da De Laurentiis a Carletto. Un top allenatore che gli da’ la forza di sfidare la Juventus: “Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo – spiega – il campionato italiano e’ ancora piu’ intrigante. Pensate che bello battere la Juventus con Ronaldo dentro, perche’ poi qualcuno ci riuscira'”.
Parlamento azzurro: tutti uniti in nome del Napoli
“Sono andati in trasferta ma giocano ‘in casa’. Con una formazione rigorosamente trasversale. Oggi e domani i componenti del NAPOLI Club Parlamento saranno a Dimaro, in provincia di Trento, sede del ritiro della loro squadra del cuore, per una due giorni di passione sportiva, ovviamente autofinanziata”. E’ quanto si legge in una nota del ‘NAPOLI Club Parlamento’. “Sedici fra deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici, accompagnati da un gruppo di ‘testimonial’ dal cuore (calcisticamente) azzurro provenienti dal mondo delle istituzioni, delle professioni, dell’impresa e della comunicazione – si legge ancora – incontreranno i giocatori, l’allenatore Carlo Ancelotti e il presidente Aurelio De Laurentiis al quale verrà consegnata una targa in ricordo della visita”.
Primo intervento chirurgico in Italia di rimozione di parte di fegato su un paziente sveglio
Primo intervento chirurgico in Italia di rimozione di una consistente parte di fegato – colpito da tumore maligno “rotto” – su una paziente sveglia e cosciente, sottoposta alla sola anestesia spinale peridurale prolungata: ad eseguirlo, nei giorni scorsi, e’ stata l’equipe chirurgica del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno guidata dal professore Fulvio Calise, coadiuvata dall’equipe anestesiologica del dottore Arcangelo Palmaccio, con la collaborazione della dottoressa Carmela Porfidia e del dottor Raffaele Russo. La complicata operazione, eseguita su una ottantenne, e’ durata circa tre ore e si e’ resa necessaria a causa delle delicate condizioni di salute della paziente, affetta da una importante compromissione respiratoria che ha reso impossibile l’anestesia generale. La paziente – informa una nota – e’ sempre stata cosciente nel corso dell’intervento e dialogava coi chirurghi. “I vantaggi di questa tecnica – ha spiegato il professore Calise – sono la riduzione dei rischi dovuti al tipo di anestesia fino ad ora praticata, i minori tempi di degenza postoperatoria (solo cinque giorni contro una media di oltre dieci della tecnica tradizionale) e la riduzione dei rischi post-operatori dovuti soprattutto alle infezioni ospedaliere e al recupero della funzionalita’ cardio-respiratoria connesse alla procedura di intubazione. Si tratta di un intervento che richiede grande velocita’ di esecuzione da parte dell’operatore e un’ottima collaborazione tra l’equipe chirurgica e quella anestesiologica”. Subito dopo l’intervento la paziente e’ stata trasferita nel reparto di degenza ordinaria; la tecnica tradizionale di intervento avrebbe richiesto una degenza post-operatoria in terapia intensiva che, mediamente, e’ di diversi giorni. A distanza di cinque giorni dall’intervento la donna potuta tornare a casa. Per Vincenzo Schiavone, presidente del gruppo Pineta Grande, “questo intervento dimostra, ancora una volta, quanto elevata sia la qualita’ clinica ed assistenziale di molti Ospedali pubblici e privati della Campania e del Mezzogiorno. Al Pineta Grande Hospital si sta registrando un paradosso: sono sempre di piu’ i pazienti del nord che scelgono Castel Volturno per curarsi, non trovando risposte adeguate nelle proprie regioni. In quest’ottica stiamo realizzando un importante ampliamento della nostra struttura, certi di poter intercettare la domanda di sanita’ di eccellenza dei pazienti campani e di quelli provenienti da altre regioni italiane. La struttura ampliata sara’ pronta e operativa entro la fine del 2019”.
Castellammare, Scafarto spegne le polemiche: ‘Assessore solo per servizio’
Castellammare. Dopo che era stato annunciato con ampio anticipo, il neosindaco di Castellammare di Stabia , Gaetano Cimmino, ha conferito oggi al maggiore dei Carabinieri Gianpaolo Scafarto, coinvolto nell’inchiesta aperta a seguito della vicenda Consip, l’incarico di assessore alla Legalita’. “Non ho velleita’ politiche. Mi piace poter fare qualcosa di concreto per Castellammare di Stabia. Dopo 23 anni di servizio in diverse citta’ d’Italia, mi stimolava poter fare qualcosa per la mia citta’ che oggi vive un momento di difficolta'”, spiega Scafarto. Nessun pensiero per l’esposizione mediatica che lo accompagna. “E’ una conseguenza che non volevo, che non voglio – spiega Scafarto – Ho colto questa occasione che mi e’ stata offerta, a prescindere da tutto il resto”.
Teverola – Carinaro: ennesimo incidente all’incrocio fra via Casignano e via Fratte
Ennesimo incidente segnalato questa mattina all’incrocio tra le vie di Casignano, Fratte, Strada Provinciale Teverola Carinaro. Due vetture sono entrate in collisione per cause in fase di accertamento. Il sinistro, secondo le prime indiscrezioni non ha registrato feriti ma solo danni alle auto. La circolazione stradale ha subito rallentamenti su un punto considerato da sempre nevralgico. L’assenza di un impianto semaforico, la segnaletica orizzontale sbiadita o quasi inesistente, rendono la zona intricante e complessa. Teatro di diversi scontri anche gravi, è da tempo in studio la realizzazione di una rotatoria. Un progetto sul quale aleggia evidentemente un rimpallo di responsabilità tra la classe politica in merito alle competenze territoriali. Le amministrazioni che si sono susseguite negli anni non hanno preso in considerazione la questione, al fine di garantire una maggiore fluidità del traffico ed evitare il generarsi di particolari situazioni di pericolo per la pubblica incolumità che inevitabilmente si presentano.
Crolla solaio palazzina a Sant’Anastasia, evacuate tre famiglie
E’ crollato il solaio di una palazzina, nel rione Capodivilla, nel comune di Sant’Anastasia. Non ci sono feriti. Tre le famiglie (di cui una con figli piccoli) che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni e che il Comune ha provveduto a sistemare in albergo. Sul posto sono presenti i tecnici del Comune e della Protezione civile comunale che stanno eseguendo le verifiche del caso.
Il figlio del boss si pente e svela i segreti delle piantagioni di cannabis
Sono 18 gli arresti, fra detenzione in carcere e arresti domiciliari, eseguiti dalla polizia nell’ambito dell’operazione “Giardini segreti” contro il narcotraffico e la coltivazione di marijuana. Alla base dell’operazione, coordinata dal pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci, c’e’ la recente collaborazione con la giustizia di Emanuele Mancuso, 30 anni, di Limbadi, ma residente a Nicotera, figlio del boss della ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso, 57 anni, detto “l’Ingegnere”, esponente di spicco dell’omonimo clan. Emanuele Mancuso avrebbe acquistato su un sito internet i semi di marijuana e il fertilizzante utile per impiantare vere e proprie piantagioni di canapa indiana nel Vibonese. La polizia ne ha sequestrate tre a Joppolo, Nicotera e Capistrano. Dalla vendita al dettaglio dello stupefacente, Emanuele Mancuso, che avrebbe guidato un gruppo costituito dal oltre 20 indagati, avrebbe guadagnato 20 milioni di euro circa. Un’inchiesta che conduce dritta al cuore di traffici che valgono milioni di euro e immettono denaro fresco nelle casse dei clan. E li spingono anche a riciclarsi, ad aggiornare il proprio know how. È il caso di Emanuele Mancuso, rampollo della famiglia di Limbadi e figlio di Pantaleone “l’Ingegnere”. Ora è il primo pentito nella storia della cosca, fino a qualche tempo fa era un broker della droga. Non nel senso classico – come capita a chi tratta gli affari con i cartelli sudamericani –: era, però, un grande esperto di coltivazioni. “Comprava i semi dal sito hempatia.com – spiega il capo della Squadra mobile Giorgio Grasso –, gestito da una società con sede a Genova e altre sedi secondarie in tutta Italia, al cui titolare è stato contestato il reato di istigazione a delinquere. La delocalizzazione delle attività ha portato all’impiego di oltre 200 uomini della Polizia e a perquisizioni in tutto il Paese”. Il network dell’oro verde “gestiva tutte le fasi, dai semi alla coltivazione, fino a taglio, essiccazione e vendita. E lo smercio non era concentrato soltanto a Vibo ma anche in altre zone d’Italia, come la provincia di Viterbo e la Puglia. L’attività ha portato al sequestro di svariati chilogrammi di marijuana”.
È il ruolo Emanuele Mancuso il fulcro dell’inchiesta. Prima come “direttore generale” della filiera, poi come pentito. Il passaggio è sottolineato da Nicola Gratteri, procuratore capo della Dda di Catanzaro che ha coordinato le indagini. “Quando l’indagine era quasi definita è arrivato colpo di fortuna: il pentimento del rampollo dei Mancuso. Emanuele – dice il magistrato – è uno specialista, io non ho mai visto uno più esperto nella tecnica di coltivazione della marijuana. Sembra un agronomo, conosce anche i sistemi di coltivazione indoor. Ci ha dato un saggio delle sue conoscenze. Le sue dichiarazioni hanno chiuso il cerchio”. Il magistrato estende il proprio ragionamento, toccando il dibattito sulla legalizzazione della marijuana. “Tra gli arrestati – evidenzia – c’è una ragazza devastata dal punto di vista cerebrale dall’uso della marijuana”. Poi il procuratore capo della Dda di Catanzaro affronta il tema delle falle della legislazione, nelle quali la criminalità riesce a inserirsi: “È la prima volta che si riesce a oscurare un sito internet da cui si potevano comprare migliaia di semi. Inoltre sono stati sequestrati dodici negozi che vendevano semi all’ingrosso – che Mancuso rivendeva – spacciandoli come semi da collezione. Sono tutte, queste, ipocrisie consentite dalla legge”. Gratteri ha poi allargato il campo al lavoro di squadra portato avanti per chiudere il cerchio attorno all’organizzazione: “Mi ritrovo a lavorare con il questore Andrea Grassi, con cui in passato abbiamo effettuato indagini importanti sul narcotraffico tra l’Italia gli Stati Uniti. Quella di oggi è un’inchiesta particolare, perché con la collega Frustaci la mobile di Vibo ha completato una ricostruzione storica delle piantagioni nella provincia, comprendendo che dietro ai traffici c’erano la stessa mano e le stesse tecniche di coltivazione. Seguendo queste tracce si è riusciti ad andare più in profondità e a capire l’origine degli strumenti usati e dei semi”. E proprio il questore Grassi ha ringraziato Gratteri: “Sono fiero e contento della presenza del procuratore; qualifica la bontà di questo lavoro e dà un segnale di vicinanza alla polizia di Vibo Valentia. Al di là dei numeri, questa inchiesta dimostra caratteristiche inedite di questa indagine che qualifica un lavoro andato avanti per diversi mesi e concluso oggi”. Cristian Maffongelli, vice capo della Mobile ha puntato l’attenzione sull'”altissima professionalità nelle strutture delle coltivazioni, erano piantagioni 3.0. Ed Emanuele era il capofila di una rete di produzione massiva”. Il sito oscurato, ha detto, “non aveva alcuna capacità di controllo sull’utente, per cui Mancuso poteva utilizzare generalità fittizie. E online era possibile acquistare non solo semi ma anche accessori per la coltivazione”. L’indagine ha portato al sequestro di sei piantagioni tra Capistrano, Nicotera e Joppolo. E costituisce il primo banco di prova per l’attendibilità del nuovo pentito, il primo che abbia mai deciso di collaborare con la giustizia in uno dei clan più potenti della Calabria. Lo ribadisce il procuratore Gratteri: “Questa è la prima messa in prova di dichiarazioni di Mancuso, siamo soddisfatti della sua credibilità”.
Violentava la nipotina di 12 anni da due anni: arrestato 45enne nell’Avellinese
Una scusa diversa ogni volta, solo per attirarla in casa sua e costringerla ad avere rapporti sessuali, pensando che nessuno, soprattutto i genitori della vittima, sospettassero di lui. E sono stati, invece, proprio i genitori di una ragazzina, oggi 14enne, a denunciare il parente di 45 anni che tra il 2016 e il 2018 si e’ approfittato di una nipote appena 12enne. I carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari in un comune della Valle Caudina. Il 45enne e’ accusato di violenza sessuale aggravata su minore. Le indagini sono partite dalla denuncia dei genitori della vittima, insospettiti dal comportamento della figlia, soprattutto alla presenza dello zio. Hanno cominciato a cercare conferme ai loro sospetti, e una volta raccolta la confessione della ragazzina, si sono rivolti ai carabinieri. Le indagini hanno trovato riscontro alla denuncia ed e’ scattata la misura cautelare.
Scontrino omofobo, il ristorante licenzia il cameriere. Il gay center chiede la revoca della licenza
E’ stato subito licenziato il cameriere responsabile dello scontrino con epiteto omofobo consegnato a una coppia di clienti omosessuali in un ristorante di Roma. Lo rende noto lo stesso locale, ‘Locanda Rigatoni’, in zona San Giovanni, spiegando che il cameriere ha preso autonomamente l’iniziativa credendo di fare dello spirito, ed e’ stato rapidamente messo alla porta. Si tratta di un giovane che collabora con il ristorante solo nei giorni di maggiore afflusso. Proprieta’ e dipendenti del ristorante si dicono dispiaciuti per l’accaduto, sottolineando di non essere affatto omofobi, di essere anzi un locale ‘Gay-friendly’ che ha anche ospitato diverse volte feste ed eventi “arcobaleno”, compreso il festeggiamento per una unione civile. Nel frattempo il profilo facebook del locale e le pagine di recensioni gastronomiche sono stati inondati di critiche per l’episodio, con centinaia di messaggi in cui si biasima la volgare omofobia ma anche le spiegazioni date in un primo tempo dai gestori del locale, che avevano parlato di “errore del computer”. “Giovedi’ 19 luglio e’ accaduto un fatto grave – si legge in una nota diramata dai gestori del ristorante – Nel nostro locale, un cameriere ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti, stampando sulla comanda un insulto omofobo, da cui tutta la direzione e il personale della Locanda Rigatoni prende le piu’ decise e convinte distanze. Fermo restando la gravita’ dei fatti la direttrice del locale ha immediatamente condannato l’atto del cameriere e si e’ scusata con i clienti, inorridita dal fatto incriminato come e se possibile piu’ di loro. Coerentemente con tale comportamento, comunichiamo che il cameriere e’ stato licenziato in tronco, non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile della Locanda Rigatoni. Ovviamente il cameriere responsabile di questa spiacevole vicenda ne rispondera’ in prima persona”. Conclude la nota: “La proprieta’, lo staff del locale e la direttrice da sempre considerano la Locanda Rigatoni la casa di tutti. Siamo da tempo impegnati in programmi per l’integrazione di rifugiati nel nostro locale e chiediamo ufficialmente alla comunita’ LGBT di costruire insieme un percorso per riaffermare i valori di tolleranza, rispetto e apertura, che sono da sempre gli elementi fondanti del nostro modo di fare ristorazione”.
“Mi associo alla richiesta del portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, che chiede la revoca della licenza alla Locanda Rigatoni e mi coordinero’ con la nostra Sindaca Virginia Raggi, l’assessore al Commercio Carlo Cafarotti e il Presidente della commissione capitolina per il Commercio affinche’ questo grave episodio non resti impunito”. Lo afferma la senatrice M5S Alessandra Maiorino. “Il Movimento Cinque Stelle – aggiunge la vice presidente del gruppo M5S Senato – si batte da sempre per difendere i diritti di tutti, tutelare la liberta’ di scelta e promuovere il rispetto per le diversita’ che ci caratterizzano. Abbiamo sempre chiesto maggiore tutela di coloro che subiscono pregiudizi, discriminazioni e violenze, come e’ stato recentemente ribadito anche dal Sottosegretario alle Pari Opportunita’, Vincenzo Spadafora. Non intendiamo arretrare di un centimetro. Roma e’ una capitale europea. Non possiamo tollerare gesti di arretratezza culturale ed intimidazione”.
Castellammare, il M5S denuncia: ‘Spiagge inaccessibili ai disabili’
Castellammare. Questa mattina le deputate del Movimento 5 stelle Teresa Manzo e Carmen di Lauro hanno aderito all’iniziativa lanciata dal Forum stabiese delle disabilita’ e si sono recate presso gli stabilimenti balneari del litorale del Comune di Castellammare di Stabia per verificare i livelli di accessibilita’ per i disabili alle spiagge. “Gli stabilimenti balneari privati, presentano nella maggioranza dei casi, barriere architettoniche all’accesso al lido e al mare – hanno spiegato Di Lauro e Manzo – e non sembrano offrire servizi dedicati ai disabili”. “Ad oggi sono pochissime le spiagge accessibili – ha aggiunto Manzo – nonostante che tutti gli impianti di balneazione siano soggetti al rispetto del requisito della visitabilita’ ai sensi della Convenzione Onu sui diritti dei disabili.” “Ai dati negativi sulla balneabilita’ si somma inevitabilmente anche questo problema – ha affermato Di Lauro – che penalizza quindi la mobilita’ sul territorio per disabili e non solo. ” Presenti al sopralluogo anche il Consigliere Regionale Luigi Cirillo e la neo eletta consigliere comunale Laura Cuomo. “Uno dei primi impegni che vogliamo strappare alla nuova amministrazione – ha dichiarato Cuomo – e’ che il comune si attivi in tempi rapidissimi per individuare zone di balneazione adatte e provveda ad attrezzarle ed e’ per questo che abbiamo chiesto al sindaco Cimmino l’istituzione di un tavolo di confronto con i gestori dei lidi dati in concessione per trovare una quadra rispetto alla necessita’ di abbattere tutte le barriere di ingresso alle spiagge”. ” Abbiamo rilevato enormi criticita’ per quanto riguarda l’accessibilita’ e la fruizione dei servizi per i disabili compresa la carenza di un adeguamento pubblico trasporto – ha concluso Cirillo – predisporro’ una mozione per impegnare la Giunta Regionale ad attivarsi presso gli organi competenti a garantire che le spiagge di tutta la Campania comprese quelle del litorale stabiese, siano provviste di tutte le misure atte a eliminare ogni barriera architettonica e sensoriale”
Camorra, arrestato uomo dei casalesi: nel bunker ex covo per latitanti ora nascondeva la droga
In un bunker in una sua proprieta’ aveva ospitato latitanti e ora ci custodiva la droga che spacciava. Per questo la polizia di Caserta, ha proceduto all’arresto di Vincenzo Chiarolanza, 56enne di Villa Literno, destinatario di ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli per favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato una associazione di stampo mafioso. L’uomo, pregiudicato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacenti, per cui e’ stato condannato a cinque anni di reclusione, e’ ritenuto appartenente al gruppo Bidognetti dei Casalesi. All’interno della sua abitazione a Villa Literno, un bunker costruito per ospitare boss ricercati. Il bunker era costituito da due piccoli vani, con il secondo occultato sotto il primo, accessibili attraverso due congegni idraulici nascosti nel pavimento. L’immobile e’ stato sottoposto a sequestro penale e affidato in custidia giudiziale custodia a Chiarolanza. Ma l’uomo, gestore di una fitta rete di spaccio, usava quei locali, vigilati da un tunisino, per custodire sostanza stupefacente che veniva poi smerciata, per conto del clan, nelle zone di Casal di Principe e Villa Literno. Arrestato nell’ottobre 2015, ora era sorvegliato speciale, e si era trasferito nel Napoletano.
Il nuovo Milan è alla napoletana…
Il nuovo presidente sarà Paolo Scaroni. Ma la notizia interessante è un’altra. I manager napoletani Salvatore Cerchione (nella foto) e Gianluca D’Avanzo entrano a far parte del consiglio di amministrazione dell’A.C. Milan. I due sono fondatori e gestori della holding Blue Sky, con sede in Lussemburgo. Una società che ha supportato l’hedge fund Elliot di Paul Singer nell’acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza del club calcistico rossonero. Cerchione e D’Avanzo oltre ad aver creato la Blue Sky nel 2004 sono molto attivi su vari fronti. Il primo è anche nel cda di Cipriani, società proprietaria dello storico bar ristorante Harry’s di Venezia e di altri locali in Italia e nel mondo. D’Avanzo, che nel cda del Milan dovrebbe essere la voce dei creditori, è nel board di Domec, azienda che ha interesse nei settori delle carte Prepaid, della Loyalty, del Customer Engagement, del Promotion Management e Couponing evoluto.Il nuovo look societario rossonero, voluto da Elliot, prevede a livello sportivo il ritorno di Leonardo nel management e l’uscita di Fassone. Resta Mirabelli e al momento resta pure Gattuso.
“Sarri voleva rompere il giocattolo”: De Laurentiis dice questo
Adl interviene su Sarri e dice: “Abbiamo fatto tutti e due degli errori, io non credo di averne fatti. Anche nel momento in cui non l’ho contestato non ho sbagliato, perche’ sarebbe stata la cosa piu’ ovvia per come si stava comportando rinviando. Aveva un contratto, avrei potuto dirglielo perche’ stava facendo un atto non accettabile nei confronti di calciatori che lui stesso aveva valutato di non grandissimo calibro. Questi giocatori gli hanno dato tanto, li ha violentati nei suoi fantastici allenamenti ma loro hanno sempre risposto alla grande. Poi, cosa ancor piu’ grave, voleva smontarmi la squadra, portandola tutta in Inghilterra”
Adl chiede scusa a Benzema e gioca al vero o falso
“Benzema? Mi dispiace si sia arrabbiato, non volevo mancargli di rispetto. Pero’ oggi non e’ un calciatore che fa per noi, magari qualche anno fa lo avremmo preso. Purtroppo aveva altri pensieri per la testa. E neanche Di Maria lo e'”. Ai microfoni di Sky Sport, Aurelio De Laurentiis torna sul botta e risposta a distanza con il centravanti del Real Madrid Karim Benzema. Belotti? Falso! Falcao, Zaza, Giroud e Mariano Diaz? Tutti falsi!”.
Difensori azzurri: niente Lainer, possibile qualche sorpresa
“Lainer e Arias? Oltre a loro ci sono altri quattro terzini sul nostro taccuino. Ma a Lainer abbiamo chiuso la porta in faccia – ha aggiunto – Arias e’ bravo e ci piace. Puo’ giocare a destra, mentre altri profili possono giocare sia a destra che a sinistra. Su Lainer c’e’ uno stop, perche’ non andiamo d’accordo con chi lo rappresenta, non si sono comportanti in maniera professionale e quindi hanno avuto una porta in faccia”. Facendo il punto sul mercato, De Laurentiis ha smentito una trattativa per Mariano Diaz del Lione: “Non so chi sia, nel senso che non ci interessa”, ha detto, e ha bocciato anche l’idea Vidal: “E’ un grande giocatore ma e’ un profilo che seguivo molti anni fa”. Per il portiere, il patron azzurro ha spiegato che “la trattativa per Storari non mi risulta ma puo’ essere una cosa che sta seguendo il ds Giuntoli”.
Adl insiste col no a Cavani. Sarà vero?
“I top player il Napoli ce li ha in casa. Tutti continuano a dire di Cavani, ma non viene. Milik ha la capacità di fare 30 gol e non ha mai potuto dimostrarlo perché si è infortunato. Cavani non l’ho preso e non lo prenderò”. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis esclude il ritorno di Edinson Cavani in maglia azzurra. “Vidal è un profilo che seguivo tanti anni fa -aggiunge il numero uno del club partenopeo ai microfoni di radio Kiss Kiss Napoli da Dimaro sede del ritiro azzurro-. E’ un gran giocatore ma io cerco 23enni, 24enni o 25enni, mi servono giocatori da utilizzare un quinquennio”. “Mariano Diaz non so neanche chi sia -prosegue De Laurentiis-. Faccio finta di non conoscerlo perché non ci interessa.Terzino? Non solo Lainer e Arias, ce ne sono altri quattro. Arias ci piace, è molto bravo, ma può giocare solo a destra. Altri su entrambe le fasce. Con Lainer c’è uno stop perché non andiamo d’accordo con chi lo rappresenta, che non si è comportato in maniera professionale”.
Ucciso boss della ‘Ndrangheta, grave bimbo di 10 anni che era con lui
Un pregiudicato, Giuseppe Fabio Gioffre’, di 39 anni, presunto esponente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, e’ stato ucciso in un agguato in un terreno di sua proprieta’ in localita’ “Venere” di Seminara. Nell’agguato e’ rimasto gravemente ferito un bambino di nazionalita’ bulgara di dieci anni che si trovava insieme a Gioffre’ e che e’ stato ricoverato con prognosi riservata negli “Ospedali riuniti” di Reggio Calabria. Indagano i carabinieri della Compagnia di Palmi.A compiere l’agguato contro Gioffre’, secondo quanto e’ emerso dai primi accertamenti, sono state due persone che erano armate di fucili caricati a pallettoni. Giuseppe Fabio Gioffre’, colpito in parti vitali, e’ morto all’istante. Il bambino, che era accanto a lui, e’ stato colpito da uno dei pallettoni sparati dagli assassini, che si sarebbero allontanati a piedi nelle campagne circostanti. Il bambino e’ stato soccorso da alcune persone che sono accorse sul posto, richiamate dai colpi di fucile, e portato d’urgenza negli “Ospedali riuniti” di Reggio Calabria.



