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Prezioso presepe napoletano in mostra all’Art Institute di Chicago

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Proseguirà fino al 6 gennaio all’Art Institute di Chicago, l’esposizione dello spettacolare presepe napoletano del XVIII secolo. Uno dei pochissimi e più squisiti esempi di un lavoro del genere al di fuori di Napoli, il presepe è una intricata scena della Natività che riflette la vitalità e l’artigianalità per cui la città è ancora nota. Il presepe presenta oltre 200 personaggi – tra cui non meno di 50 animali e 41 oggetti diversi – tutti allestiti in uno spettacolare armadietto barocco con uno sfondo dipinto.

Sarno: droga e sigarette nascosti in casa, arrestato 50enne

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Nella sua casa aveva hashish, materiale per il confezionamento, soldi e sigarette prive del relativo marchio del Monopolio dello Stato: con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di contrabbando le manette sono scattate ai polsi di un 50 enne domiciliato a Rivo Cerola. L’arresto, eseguito dai carabinieri dopo la perquisizione nell’abitazione in uso al uomo,  nel corso del quale sono stati rinvenuti occultati nell’armadio oltre 1 chilo di sostanza

stupefacente psicotropa, materiale per il confezionamento e circa 2 mila euro in contanti. Nel ripostiglio invece erano nascoste 15 kg di sigarette di contrabbando. 

 

Sequestrata l’area dove di gira ‘L’amica geniale’ per evitare altri ‘selfie pericolosi’ dai tetti

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È stata sequestrata ieri mattina l’area ex Saint Gobain in cui domenica un diciassettenne di Casolla di Caserta si era intrufolato con un amico e ha rischiato la vita per un assurdo gioco di salti nel vuoto. Gli agenti della Questura sono intervenuti ponendo i sigilli ai due accessi in viale Paul Harris. Il sequestro preventivo si è reso necessario a seguito proprio dei fatti di domenica che hanno coinvolto due ragazzi. Come se non bastasse infatti la violazione di una proprietà privata e la pericolosità di accedere in un luogo fatiscente e diroccato, i due si erano introdotti in uno dei capannoni dismessi tentando di salire su una ciminiera alta sessanta metri, probabilmente per scattarsi un selfie. Nella stesa area è stato ricostruito il Rione Luzzatti di napoli diventato il set della fortunata fiction di Rai Uno ‘l’Amica geniale’ tratto dall’omonimo best seller di Elena Ferrante.

Maltempo: fine anno con aria più fredda, pioggia e neve

L’Italia e’ interessata da una robusta e altrettanto grande area di alta pressione che sta garantendo tempo stabile su tutte le regioni. A partire dall’ultimo giorno dell’anno il campo anticiclonico si spostera’. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che l’ultimo weekend di dicembre sara’ caratterizzato dalla nebbia diffusa in Pianura padana con clima freddo e aria inquinata, nebbia anche su Toscana, Umbria e Lazio settentrionale, e sole prevalente con clima piacevole sul resto d’Italia. Lunedi’ 31 una prima irruzione di aria piu’ fredda da Nord/Nordest fara’ peggiorare il tempo dall’Abruzzo alla Puglia e poi sul resto del Sud con veloci rovesci di pioggia e nevicate fin sopra i 4-500 metri nella notte e prime ore di Capodanno. Dopo una brevissima rimonta dell’anticiclone, a partire da giovedi’ 3 Gennaio una nuova e piu’ imponente irruzione di aria gelida artico-continentale si proiettera’ sull’Italia, provocando un crollo termico di 10-15 gradi, giornate freddissime e nevicate fin sulle coste e pianure delle regioni adriatiche e meridionali, inizialmente anche in Emilia come a Bologna, e da non escludersi qualche spruzzata anche a Roma e Napoli.

Agguato ai tifosi napoletani a Milano: uno dei feriti colpiti da una roncola. Emessi 7 Daspo

E’ di rissa aggravata a causa di un morto e quattro feriti, lesioni e lancio di razzi l’accusa di cui devono rispondere i tre tifosi interisti arrestati per gli scontri prima dell’incontro Inter-Napoli. I tre compariranno domani mattina davanti al gip di Milano Guido Salvini. A quanto si e’ saputo, uno dei quattro napoletani feriti e’ stato colpito da una roncola che e’ poi stata trovata sul posto dagli investigatori della Digos. Sette provvedimenti Daspo a carico di altrettanti ultras interisti. A emetterli e’ stato il Questore di Milano, Marcello Cardona, in seguito ai violenti scontri tra ultras avvenuti la sera del 26 dicembre in via Novara, prima della partita Inter-Napoli. Le indagini effettuate dalla Digos, hanno consentito di individuare nove assalitori, tre dei quali subito arrestati, che si sono resi protagonisti del violento attacco nei confronti degli ultras del Napoli. Sette dei nove aggressori, tutti italiani e di eta’ compresa tra i 18 e i 48 anni, sono stati immediatamente colpiti dal provvedimento Daspo del Questore di Milano, esteso anche alle competizioni calcistiche internazionali (champions league, europa league, supercoppa europea, coppa intercontinentale ed altre), mentre sono tuttora in corso indagini ed approfondimenti sulla posizione degli altri due soggetti indagati, nonche’ sugli altri partecipanti all’aggressione. Sei degli assalitori raggiunti dal provvedimento, risultano gravati da numerosi precedenti penali, inoltre cinque di essi erano gia’ stati colpiti da diversi provvedimenti Daspo emessi anche in altre province per aver preso parte ad episodi violenti anche nell’ambito di diverse discipline sportive, mentre il settimo, di 21 anni, risulta incensurato.
Saranno interrogati domani Luca Da Ros, Francesco Baj e Simone Tira, i tre tifosi interisti, tutti sotto i trent’anni, arrestati in relazione agli scontri pre-partita Inter-Napoli, in cui e’ morto travolto da un suv un altro ultra’, Daniele Belardinelli. Risponderanno alle domane del gip i tre interisti arrestati per gli scontri di mercoledi’ scorso prima di Inter Napoli. Lo hanno spiegato gli avvocati Mirko Perlino e Antonio Radaelli i quali hanno detto che i loro assistiti sono “molto provati” per la morte di Daniele Belardinelli, travolto da un Suv durante gli incidenti, ed avrebbero avuto nella rissa un “ruolo marginale”.Gli avvocati hanno spiegato che i loro assisiti non sono tra quelli che hanno portato Belardinelli in ospedale e hanno confermato che “sono stati gli stessi tifosi napoletani ad accorgersi della gravita’ di quanto era accaduto”, avvertendo gli interisti che c’era un uomo a terra. I tre arrestati, nell’incontro nel carcere di San Vittore, hanno raccontato agli avvocati che Belardinelli “era cosciente” quando e’ stato soccorso. Perlino e Radaelli hanno aggiunto di non sapere, allo stato, quale e’ l’esatta condotta che viene contestata ai tre interisti se non quella di aver partecipato alla rissa.

Gentiloni: Salvini parla con gli ultrà

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“Ora tutti a condannare le bande di #ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell’ordine. Bene. Peccato che il ministro dell’Interno era andato a omaggiarli, questi #ultras, appena dieci giorni fa.” Lo scrive, in un tweet, l’ex premier Paolo Gentiloni

Parla Mazzarri: giusto fermarsi

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“Per me serve educare la società dalle scuole, da quando si è bambini. Poi, a livello di cultura, non ci si va a sfogare allo stadio. Vanno applicate le regole, in Italia troppo spesso non vengono fatte rispettare”. Così Walter Mazzarri, allenatore del Torino, nel corso della conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Lazio, torna sui fatti di Inter-Napoli. “In Inghilterra sono rigidi, come dovrebbe essere sempre. Se succedessero altri episodi come quelli di domenica a San Siro, andrebbe sospesa la partita immediatamente”, ha aggiunto.

Premier Conte per chiusura stadi mentre il Pd non vuole la trattativa coi tifosi

“Sono rimasto molto costernato di scoprire, e non è la prima volta,c he una manifestazione sportiva diventa occasione per scontri violenti, aggressioni civili, stavolta c’è anche il morto, un tifoso gravemente ferito. Ritengo molto gravi i cori razzisti”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno. “La mia posizione personale, ma non sono addentro, è quella di dare un segnale forte e ho visto che anche Giorgetti ha espresso tale sensibilità. Sarebbe il caso di dare un segnale di cesura forte, anche con una pausa che sia di riflessione per tutti. Ma lascio la valutazione alle autorità competenti. Parlerò con Giorgetti, valutando se è iul caso di implementare ulteriormente le leggi in materia senza ricorrere in un’eccessiva stretta che renderebbe inefficaci le norme”, ha aggiunto. “Davanti all’intenzione annunciata dal ministro dell’interno Salvini di voler trattare con i capi ultras, chiedo un suo autorevole intervento innanzitutto a difesa di quegli uomini e di quelle donne delle forze dell’ordine che tutte le giornate di campionato, coppa e manifestazioni varie sono impegnati a garantire la sicurezza negli stadi italiani”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.Lo scorso 26 dicembre – ricorda Anzaldi – in occasione della partita Inter-Napoli, fuori dallo stadio di San Siro a Milano si sono registrati violenti scontri tra opposte tifoserie con un morto. In uno dei soliti raptus ‘comunicativi’ di uno dei due vice-premier, non ha trovato di meglio che annunciare di voler incontrare, al Viminale, i capi ultras delle squadre di calcio. All’inizio poteva sembrare anche una fake news e, invece, è proprio così, il Ministro dell’interno, lo stesso che si fa intervistare e fotografare con le felpe e le magliette della Polizia di Stato, per affrontare il tema della violenza dentro e fuori gli stadi, vuole incontrare i capi del tifo organizzato” Come se la Thatcher, negli anni 80 – prosegue Anzaldi – per affrontare la violenza del tifo inglese avesse deciso di invitare a Buckingham Palace gli hooligan. Eppure, solo pochi giorni fa dopo la famosa foto che ritraeva il Ministro Salvini con un capo ultras del Milan condannato per droga aveva dichiarato di aver commesso un errore e che non sarebbe più accaduto..Ora non solo ricade ma invece di uno ne vuole incontrare 20, 40, 100. Per affrontare il tema della violenza nello sport la soluzione per il Ministro dell’Interno è parlare con i capi ultras che nella maggior parte dei casi hanno un curriculum segnato da condanne e ‘daspo’ e che magari dentro allo stadio non vi potrebbero neppure mettere piede. Di fronte a tutto ciò la prospettiva è di farli entrare dal portone principale del Viminale. Quale potrebbe essere la loro reazione delle donne e degli uomini impegnati negli stadi di fronte a.una interlocuzione diretta che finirebbe per ‘sdoganare’ come interlocutori personaggi che praticano violenza? E la reazione di quei presidenti di calcio che sono sistematicamente sotto pressione da parte di gruppi di tifo organizzato e che sono addirittura minacciati perché non disponibili a compromessi?”. “Su questo che chiedo un suo autorevole intervento per ristabilire, in punta di diritto i confini dello Stato e conseguentemente ‘confinare’ la violenza fuori dalle interlocuzioni istituzionali”, conclude.

Spalletti: Porte chiuse ok, se servono

”Fermare la gara per i buu? E’ gia’ successo, ora bisogna fare qualcosa di piu’, qualcosa di diverso. Poteva essere una risposta momentanea ma sono tanti gli episodi gia’ accaduti”. Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti interviene cosi’ sui fatti prima e durante la sfida con il Napoli a San Siro. ”Ci dispiace per Koulibaly, siamo al suo fianco e glielo abbiamo detto – ha proseguito l’allenatore -. Ma il risultato della partita non ha niente a che vedere con gli episodi accaduti. Se si va a dire questo si rafforza il concetto che a comportarsi cosi’ si ha dei meriti sul risultato, che e’ sbagliato e inaccettabile. Le gare a porte chiuse? Dispiacere e’ tanto, se significa impegnarsi per vincere questa battaglia lo accettiamo volentieri”.

Salvini: partite a rischio mai più in notturna

“Certe partite a rischio non saranno piu’ giocate in notturna ma alla luce del sole, a mezzogiorno, alle 15, e con elicotteri della polizia che possano controllare i delinquenti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine della presentazione del ‘teatro virtuale’ della Polizia Scientifica. “Non e’ piu’ possibile – ha aggiunto il vicepremier – che il Calcio sia ostaggio delle tv e di interessi economici miliardari, serve un po’ meno business e un po’ piu’ valori”. ‘Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri ed è la risposta sbagliata”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine della presentazione del Teatro virtuale della Polizia Scientifica al Polo Anticrimine di Via Tuscolana, a Roma.

Depistaggio nell’inchiesta sulla tragedia di Rigopiano: 7 indagati, c’è anche l’ex Prefetto di Pescara

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Nuovo fascicolo di indagine sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano: la Procura di Pescara ha notificato 7 avvisi di garanzia per il reato di frode in processo penale e depistaggio a carico del personale della Prefettura di Pescara, compreso l’ex prefetto. Le accuse che vengono mosse sono quelle di aver occultato il brogliaccio delle segnalazioni del giorno 18 gennaio 2017 alla Squadra Mobile di Pescara per nascondere la chiamata di soccorso fatta alle 11.38 dal cameriere Gabriele D’Angelo al centro coordinamento soccorsi.  L’indagine e’ guidata dal Procuratore Capo della Repubblica di Pescara Massimiliano Serpi e del Sostituto Procuratore Andrea Papalia, con i Carabinieri Forestali di Pescara guidati dal tenente colonnello Annamaria Angelozzi. Tra gli indagati l’ex prefetto Francesco Provolo e i due viceprefetti distaccati Salvatore Angieri e Sergio Mazzia. Con loro i dirigenti Ida De Cesaris, Giancarlo Verzella, Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva. Salvatore Angieri oggi e’ l’attuale vicario del Prefetto di Macerata, mentre Mazzia e’ il vicario del Prefetto di Crotone. Gli investigatori del Gruppo Carabinieri di Pescara stavano indagando su tale vicenda gia’ da un anno dopo l’acquisizione di un inedita conversazione avvenuta tra un carabiniere della sala operativa di Pescara e la funzionaria della prefettura Daniela Acquaviva, balzata a suo tempo alle cronache per la telefonata nella quale proferiva la frase “la mamma degli imbecilli e’ sempre incinta”, in cui dice al carabiniere che l’intervento su Rigopiano era stato fatto in mattinata riferendosi proprio alla telefonata pervenuta da Gabriele D’Angelo. E’ ipotizzabile che D’Angelo abbia chiesto l’evacuazione della struttura dopo le scosse di terremoto che avevano interessato la zona.

A mettere gli investigatori sulla traccia giusta c’e’, agli atti della prima indagine, quella che ha portato ai 25 indagati, una telefonata tra i carabinieri e la Prefettura delle ore 18.09 del 18 gennaio 2017, quindi almeno un’ora e venti dopo la valanga. Il carabiniere di servizio riferisce di aver ricevuto una telefonata di Quintino Marcella: Quintino e’ il proprietario del ristorante di Silvi dove lavorava Giampiero Parete, scampato alla tragedia con la famiglia: il ristoratore dichiarava ai carabinieri che il Parete gli aveva riferito della valanga. “Ho preso una telefonata adesso da un signore – dice il carabiniere – di un certo Marcella Quintino. Questo qua mi ha detto che un cuoco di sua conoscenza che sta all’Hotel Rigopiano…”, al che la dirigente Acquaviva lo ferma per dirgli che “l’Hotel Rigopiano e’ gia’ stato fatto questa mattina. C’erano dei problemi. Sono stati raggiunti e sta tutto apposto”. L’operatore del 112 di Pescara a quel punto chiede cosa sia stato fatto, perche’ a lui Marcella avrebbe detto che “e’ crollato l’Hotel”. “Eh, si questa mattina”, e’ la risposta della Acquaviva, e il carabiniere all’oscuro di tutto ribatte “Ah, ma sto deficiente mi ha fatto spaventare. Mi ha detto guardi mi ha detto e’ crollato l’Hotel Rigopiano e che ci sono delle persone dentro”. La funzionaria della Prefettura lo tranquillizza chiarendogli che: “Ma no l’intervento sull’Hotel Rigopiano l’hanno fatto questa mattina”. Ma di che intervento si tratta? Si tratta di un controllo evidentemente. Lo scambio di battute tra Prefettura e Carabinieri di fatto termina con un ambientale registrato nella telefonata nella quale la Acquaviva si rivolge ad una terza persona che si trova con lei e le chiede: “…scusa l’Hotel Rigopiano e’ stato fatto questa mattina l’intervento no? …ai Carabinieri ha telefonato uno dicendo e’ crollato l’Hotel Rigopiano con dentro la gente ma… una voce maschile in ambientale dice: ma che stiamo scherzando. Donna: ma non e’ vero. Una voce maschile in ambientale dice: e’ uscito fuori che era uno scherzo…”. L’operatore del 112 a quel punto tira un sospiro di sollievo ”Ah addirittura e’ uscito fuori che era uno scherzo” si sente sempre nell’ambientale della telefonata. Altre voci di sottofondo della sala operativa della Prefettura dicono ”Ho parlato pure io con un uno di Rigopiano… dice che siccome ci sono problemi con le linee telefoniche… scusa contattate la’. Eh no io credo sia tutta una montatura”. L’indagine parte proprio da qui: di questa telefonata di D’Angelo, che risulta aver chiamato la Prefettura, non c’e’ traccia in nessun brogliaccio, eppure e’ stata ricevuta.

Pedofilo ucciso nel Beneventano: i mandanti sono i familiari della ragazzina abusata e poi morta suicida

“L’omicidio di Giuseppe Matarazzo e’ stato sicuramente su commissione e i due arresti di oggi sono solo l’inizio perche’ le indagini vanno avanti alla ricerca di un eventuale intermediario e dei mandanti”. Lo ha detto il procuratore di Benevento, Aldo Policastro, sui due arresti per l’omicidio del pedofilo ucciso a distanza di un mese dalla sua uscita dal carcere. I ‘mandanti’ dell’omicidio, secondo la Procura, sono proprio da “individuarsi nell’ambito familiare della ragazzina”, la 15enne che si impicco’ ad un albero nel 2008.
Il pastore di 45 anni di Frasso Telesino in provincia di Benevento fu ucciso con due colpi di pistola lo scorso 19 luglio, dinanzi alla sua casa. I due arrestati di oggi, pregiudicati, sarebbero, dunque, esecutori e la ‘prova’ viene fuori anche da indagini patrimoniali fatte dai carabinieri del comando provinciale di Benevento secondo le quali sarebbero stati pagati per l’omicidio alcune migliaia di euro. Non e’ escluso un terzo complice. Matarazzo aveva scontato una condanna a 11 anni e 6 mesi in quanto responsabile di abusi su una quindicenne che il 6 gennaio del 2008 si tolse la vita impiccandosi ad un albero.
Qualche decina di migliaia di euro e’ stata sufficiente per ingaggiare i killer e chiudere una partita vecchia di dieci anni. Giuseppe Matarazzo, 46enne di Frasso Telesino, dopo aver scontato una condanna ridotta con i benefici di legge a 11 anni e 6 mesi di carcere per violenza sessuale su minore, ha pagato con la vita il prezzo di quella colpa che la famiglia della sua vittima, una ragazzina di 15 anni che per la vergogna si impicco’ a un albero vicino casa il 6 gennaio 2008, ha stabilito dovesse pagare. Due persone sono state arrestate all’alba dai carabinieri del comando provinciale di Benevento che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio premeditato. Si tratta di Giuseppe Massaro, 55 anni, di Sant’Agata de’ Goti, e Generoso Nasta, 30 anni, di San Felice a Cancello in provincia di Caserta. Entrambi sono disoccupati e svolgono qualche lavoro saltuario, eppure qualcosa nel loro tenore di vita abituale era cambiato negli ultimi tempi, e questo dettaglio si aggiunge a una serie di indizi gravi raccolti dai carabinieri dal giorno dell’omicidio, avvenuto il 19 luglio scorso a Frasso Telesino. Massaro avrebbe fornito l’arma, una pistola 357 magnum, che i carabinieri hanno sequestrato qualche mese fa per una incongruita’ sulla matricola. La pistola era detenuta legalmente, ma questo sequestro ha messo in fibrillazione Massaro, che al telefono con parenti e amici si e’ mostrato preoccupato per le possibili conseguenze. “Non credo che i carabinieri arrivino a me – dice in una conversazione telefonica con un familiare – ma se arrivano a me sono spacciato”.

Gli inquirenti sono gia’ sulle sue tracce e cercano riscontri. Hanno individuato la sua vettura, una Fiat Croma intestata a un familiare ma in uso a Massaro. L’auto, grazie a una mappatura del sistema Gps incrociato con i dati della cella telefonica di Frasso Telesino, e’ stata sul luogo dell’omicidio nei giorni precedenti e nell’ora del delitto e poi non e’ piu’ tornata nei paraggi; inoltre corrispondeva anche alla descrizione di un testimone che l’aveva incrociata quella notte del 19 luglio scorso sulla strada per Sant’Agata de’ Goti con la targa coperta da del nastro adesivo. Da qui partono i riscontri, le intercettazioni e i carabinieri arrivano anche a un altro complice, il 30enne di San Felice a Cancello. I due non hanno alcun legame con la vittima e neppure con la famiglia della ragazzina morta suicida. Sarebbero stati assoldati da chi aveva un movente. “Un movente imponente”, come lo definisce il procuratore di Benevento, Aldo Policastro. Al momento risultata indagato, ma a piede libero, il padre della 15enne, e non ci sono altri familiari indicati come ipotetici mandanti. L’uomo pero’ non risulta legato ai due uomini arrestati oggi. Da qui l’ipotesi investigativa che ci siano altre persone coinvolte. Una terza nell’esecuzione materiale del delitto, altre come intermediari. Per i mandanti, i sospetti rimangono concentrati sulla famiglia della vittima di abusi per i quali Giuseppe Matarazzo, stroncato da 5 colpi di pistola, era stato condannato quando aveva 35 anni, ammettendo il rapporto con la ragazzina, ma spiegandolo come una relazione sentimentale a tutti gli effetti. Le indagini non sono quindi concluse, ma la svolta e’ stata impressa anche da un’intercettazione nella quale Giuseppe Massaro lascia intendere chiaramente che e’ alla ricerca di documenti falsi per poter fuggire dall’Italia. I due arrestati saranno ascoltati dal gip del tribunale di Benevento nei prossimi giorni per l’interrogatorio di garanzia.

Turismo in Italia: 800mila turisti in più previsti nella prima settimana del nuovo anno

Ottocentomila turisti in più nella prima settimana del 2019 rispetto allo scorso anno. In Italia saranno 9,8 milioni complessivamente per una crescita dell’8,5% circa. Un’ottima partenza, quindi, che vede prevalere i connazionali (5,2 milioni) sugli stranieri (4,6 milioni) che hanno scelto lo Stivale per trascorrere le vacanze d’inizio anno. A rilevarlo una indagine condotta dal Centro studi CNA, in collaborazione con CNA Turismo e Commercio, condotta tra gli iscritti alla Confederazione. I turisti stranieri, invece, prevalgono sugli italiani, sia pure di stretta misura, per quanto riguarda le presenze ovvero i pernottamenti: 17,5 milioni contro 17,4. In media, il risultato di tre pernottamenti per vacanziere italiano e di quattro per turista straniero. Il profondo cambiamento avvenuto negli ultimi tempi nelle abitudini dei turisti e’ testimoniato dalla scelta del tipo di pernottamento, sulla quale sostanzialmente convergono italiani e stranieri. E che vedono ormai prevalere i pernottamenti alberghieri solo di poco sui pernottamenti nel settore extra-alberghiero. Il pernottamento nelle strutture extra-alberghiere e’ mediamente di cinque notti (5,1 per gli stranieri e 4,9 per gli italiani) a fronte delle tre notti passate in albergo. Vince la voglia di natura: montagna e laghi, terme e borghi, coste e colline. Nella prima settimana dell’anno i turisti preferiscono scappare dalla “pazza folla”, parzialmente voltando le spalle alle congestionate citta’ d’arte per optare verso località dove possono essere a piu’ stretto contatto con la natura. Le regioni piu’ opzionate sono Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Tra Capodanno e l’Epifania si cominceranno anche a calzare gli sci. Nella prima settimana dell’anno saranno quasi un milione i turisti che sceglieranno come destinazione la montagna per godersi una “vacanza bianca”. Avanguardia dell’esercito che, sci ai piedi, si snoderà lungo le piste (più o meno) innevate fino a tutto marzo prossimo. Ma la voglia di natura non ridurra’ l’attrazione di citta’-calamita per il turismo nazionale e internazionale. Le preferite? Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Palermo, Catania, Matera, Bari, Pisa, Perugia e Ravenna, nell’ordine. Il passare degli anni ha modificato profondamente anche le modalità di organizzazione dei viaggi. E pure gli italiani, come già facevano in genere gli stranieri, raramente ormai si avventurano fuori di casa senza aver prenotato. Mezzo preferito è l’on line ma sono registrate in aumento anche le prenotazione tramite agenzia di viaggio, soprattutto per quanti puntano a una vacanza medio-lunga. Stabili invece risultano l’approccio diretto dei turisti con le strutture ricettive. Mentre per i mezzi di trasporto la tendenza rimane invariata: automobile per gli italiani, treno per gli stranieri.

Napoli, summit interrotto in strada alle Case Nuove: arrestato pregiudicato armato

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno arrestato Andrea D’Aniello, napoletano di 36 anni, responsabile dei reati di detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione. I poliziotti, mentre stavano percorrendo via Padre Ludovico da Casoria, sono stati attirati dall’atteggiamento sospettoso di alcune persone ferme che stavano parlando tra loro, e tra questi il D’Aniello, che, sceso da una vettura Renault Twingo, appariva molto nervoso. Durante il controllo le tre persone si mostravano da subito insofferenti, e questo ha aumentato ancora di più la convinzione da parte degli agenti che gli stessi avessero qualcosa da nascondere. Infatti, dopo aver accertato che i tre soggetti annoverano numerosi precedenti di polizia, durante la perquisizione svolta all’interno della vettura Renault i poliziotti hanno rinvenuto, nascosta in un’intercapedine tra i due sedili, una pistola revolver, calibro 357, con matricola abrasa, fornita con 5 cartucce e 2 scatole contenenti 63 cartucce dello stesso calibro. Andrea D’aniello è stato arrestato e condotto preso la casa Circondariale di Poggioreale.

Visita del sindaco De Magistris alla mostra ‘Oltre i manicomio’ prevista per sabato 29 dicembre

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Continua con successo alla Biblioteca Nazionale di Napoli la mostra fotografica e documentaria “Oltre il manicomio: la ricerca di Sergio Piro e le lotte anti-istituzionali in Campania” allestita per i quarant’anni della legge 180 di riforma psichiatrica.
Sabato 29 dicembre ore 10.00 visita del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ad accoglierlo ed illustrare il percorso espositivo il direttore della biblioteca, Francesco Mercurio, ed i curatori Antonia Cennamo, Luigi D’Amato e Lucia Marinelli.
L’esposizione ricostruisce a partire dagli anni sessanta la storia e le origini della trasformazione culturale e sociale che portò all’abolizione dei manicomi ed ad un diverso approccio con la malattia psichiatrica, offrendo uno spaccato della realtà campana ed illustrando le denunce in campo psichiatrico di Sergio Piro e della “comunità terapeutica” da lui organizzata a Nocera Superiore (Salerno), la seconda in Italia dopo quella di Franco Basaglia a Gorizia. Largo spazio in esposizione trova la produzione scientifica di Sergio Piro che è sicuramente, assieme a Basaglia, la figura di maggiore spessore culturale del movimento di protesta e critica psichiatrica in Italia. In mostra documenti di quegli anni ed una significativa rappresentazione del reportage fotografico fatto a Materdomini da Luciano D’Alessandro, durato tre anni, dal 1965 al 1968, e poi pubblicato nel volume Gli esclusi; foto che scossero l’opinione pubblica per la crudezza delle immagini.
La mostra dedica particolare attenzione alla vigorosa campagna di stampa che Ciro Paglia, giornalista de Il Mattino, condusse, schierandosi al fianco Sergio Piro, nel denunciare le aberrazioni dei manicomi, sia nell’azione di sensibilizzazione affinché la Legge 180 venisse approvata, sia successivamente al 1978, nel denunciare le carenze e le difficoltà di applicazione della legge. Gli articoli di Paglia appaiono assolutamente innovativi in un Paese dove il sistema politico mantiene una centralità nel sistema editoriale e mostrano come il giornalismo possa svolgere un ruolo determinante al servizio della comunità. Purtroppo a quarant’anni di distanza la legge 180 non trova ancora piena applicazione in Italia e nemmeno in Campania, dove grazie al contributo fondamentale di Sergio Piro, la legge quadro di applicazione prevedeva una presenza capillare sul territorio di strutture finalizzate alla salute mentale (ossia alla prevenzione, al contenimento e cura della sofferenza mentale).
Biblioteca Nazionale di Napoli
Sala Esposizioni
11 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019
(feriali 9-18 sabato 9-13) – Ingresso gratuito

Banditi in azione nella notte in un bar a Marcianise

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Nella notte furto con scasso al Bar Fermento di Marcianise, le telecamere potrebbero aiutare gli inquirenti. Nella nottata dei malviventi hanno scassinato la serranda del Bar Fermento, nella centralissima piazza Umberto I. I banditi hanno divelto la serranda dell’ingresso ed il vetro, introducendosi nel locale e rubando denaro contenuto sia in cassa che nelle slot machine presenti all’interno della struttura.
Non si sa se l’allarme non sia scattato per un problema o perché i ladri l’abbiano messo fuori uso, ma le numerose telecamere presenti in zona potrebbero aiutare le autorità, dando preziosi indizi per dare un volto e un nome ai banditi entrati in azione.

Gustavo Gentile

Detenuto muore per un malore, scoppia la rivolta nel carcere di Lucca

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Protesta e tensioni ieri fino a notte nel carcere di Lucca per il decesso, a causa di un malore, di un detenuto italiano cinquantenne. Lo riferisce il sindacato Osapp. Secondo quanto spiegato in una nota, in seguito alla morte del cinquantenne, i detenuti “della terza sezione hanno iniziato ad inveire e a sbattere pentolame sulle inferriate mentre all’interno della stessa sezione avevano luogo alcune colluttazioni tra gli stessi ristretti e per le quali alcuni sono dovuti ricorrere a cure mediche”. “Nell’indicare alle autorita’ politiche e del Dap – commenta il segretario generale di Osapp Leo Beneduci – come drammaticamente vicino il punto di non ritorno verso l’assoluto disastro del sistema penitenziario italiano, rinnoviamo l’invito al governo e ai ministri Bonafede e Salvini per l’apertura di ogni spazio di analisi e confronto con le rappresentanze del personale di polizia penitenziaria necessario per affrontare con la massima urgenza l’insostenibile condizione del lavoro nelle carceri italiane da parte degli appartenenti alla polizia penitenziaria”.

Capodanno a Scario con i Fitness Forever

Il Comune di San Giovanni a Piro, con la collaborazione di Equinozio Eventi, organizza la quarta edizione del Capodanno a Scario. La notte più lunga dell’anno nella Piazza più suggestiva ed elegante del Cilento.
Una grande festa sotto le stelle! Musica ed Immagini ci accompagneranno verso il nuovo anno in un’esplosione di bellezza, divertimento, funky e disco anni ’80. Dalle 23.00 sul ledwall posto in Piazza Immacolata – nei pressi del Campanile a ridosso del Porto – alterneremo video delle bellezze incontaminate dei luoghi che fanno di Scario una delle mete cilentane di maggior successo che ha mantenuto intatta la sua incontaminata bellezza naturale. Sullo schermo sarà visibile anche il contest #scopricapodanno
Cosa è #scopricapodanno? Gli utenti, gli affezionati, i residenti, i turisti, che saranno presenti alla festa, potranno pubblicare foto (legate a Scario/SGAP e Bosco e il Cilento) con l’hashtag scopricapodanno e queste verranno proiettate in tempo reale sullo schermo. Un modo particolare per aumentare l’interazione social ma soprattutto per valorizzare la bellezza dei nostri luoghi turistici senza relegarle solo al periodo estivo. Il contest permetterà anche di avvicinare il pubblico senza dover necessariamente essere connesso ai social network.

Femminicidio: ex marito la uccide, geloso per le relazioni su Fb

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Sarebbe stata la gelosia il movente che stamattina ha armato la mano di Francesco Privitera, 58 anni, muratore, che stamattina ha ucciso con diversi colpi di pistola l’ex moglie, Rosaria ‘Sara’ Parisi, 58 anni, vicino l’abitazione della donna a Giarre. L’uomo aveva scoperto su Facebook che la vittima, con la quale si era separato da circa sei anni, aveva una nuova relazione con un altro uomo. Questa mattina l’ha aspettata vicino casa e quando Rosaria Parisi e’ uscita per andare a lavoro ha cominciato a inveire contro di lei, che ha tentato di allontanarsi. Ma lui l’ha inseguita e le ha esploso contro diversi colpi di pistola uccidendola. Sono subito intervenuti dei familiari della donna e non e’ chiaro se al quel punto l’uomo si e’ suicidato o se sia rimasto ferito durante una colluttazione nel tentativo di disarmarlo. La coppia aveva due figli, un maschio e una femmina, ma la donna aveva un altro figlio da un precedente matrimonio.

Il cane al ristorante paga 2 due euro di ‘coperto’

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Due euro di coperto per il cane al seguito. E’ la novita’ che un ristorante di Albettone in provincia di Vicenza introdurra’ a partire da martedi’ primo gennaio, per parificare la presenza dei clienti a due e quattro zampe. Nel coperto sono compresi la ciotolina per l’acqua e le eventuali operazioni di disinfezione dopo che l’ospite a 4 zampe se ne e’ andato. “Nessuna discriminazione, gli animali da noi sono sempre stati benvenuti – spiegano Devid, Fabio e Joe Formaggio, titolari del ristorante – semplicemente sempre di piu’ i padroni di cani portano il proprio animale domestico con se’, e questo implica qualche accortezza in piu’ che di fatto rende a tutti gli effetti l’animale un commensale. Di qui la scelta di praticare lo stesso coperto”. Il ristorante, gestito da decine di anni dalla famiglia che esprime anche il sindaco del paese Joe Formaggio e’ tra i piu’ frequentati della Riviera Berica ed i titolari non temono polemiche. “Anche nel corso delle scorse settimana abbiamo dovuto discutere con un paio di clienti che si sono presentati alla nostra porta con cani di grossa taglia – spiega Fabio Formaggio – non e’ ipotizzabile che chi viene con la famiglia si trovi al fianco un alano piu’ alto del bimbo undicenne, che sbava e puzza di umidita’. A questi clienti abbiamo proposto una comoda sistemazione protetta per il loro animale e hanno capito. Crediamo che il buon senso possa prevalere”.